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Wednesday, May 3, 2017

Meta' della vita marina e' scomparsa in 40 anni



L'uomo.

Abbiamo distrutto meta' della vita marina negli scorsi 40 anni.

Uno ci deve pensare -- il pianeta vive, si evolve, si adatta per miliardi di anni. Arriviamo noi e in 40 anni distruggiamo tutto quello che madre natura ha perfezionato per cosi a lungo.

Tutto questo e' il risultato di inquinamento, pesca industriale, cambiamenti climatici. E ha per conseguenza non solo la fine di specie animali e della biodiverstia' sul pianeta, ma anche della vita degli umani, specie in paesi dove la pesca e l'agricoltura sono le fonti primarie di lavoro e di approviggionamento alimentare.

Tonni e sgombri sono diminuiti del 75% dal 1970 ad oggi.

Un quarto di specie di squali e di raggi sono vicini all'estinzione.

La barriera corallina d'Australia e morta o morente.

La meta' di tutti i coralli del mondo e' scomparsa.

Se non cambia niente entro il 2050 i coralli non ci saranno piu'.

E' grave questo? Certo, perche' sebbene i coralli occupino meno dell'1% della superficie oceanica, un terzo delle specie marine vivono qui o in stretto contatto con le barriere coralline.

Le mangrovie, e le poseidonie oceaniche sono scomparse in molti angoli del pianeta.

Il 29% delle specie commestibili di pesce e' calato del 90%.

E non solo il brodetto di pesce che scompare quanto la protezione offerta da queste specie animali in termini di "purificatori" naturali del mare. Aiutano a contrastare il dilagare di alghe e proteggono le coste.

Un gruppo di scienziati canadesi, guidati da Boris Worm della Dalhousie University in Halifax, Nova Scotia aveva gia' preannunciato tutto questo: se non facciamo niente, entro il 2048 potrebbero scomparire tutte le specie marine: la biodiversita' cala, l'ambiente marino declina e le nostre vite cambiano, e non per il meglio.

La biodiversita' e' fondamentale: piu specie ci sono nel mare, piu' sano e'.

Intanto siamo entrati nella sesta era di estinzioni di massa. Le specie animali e vegetali scompaiono a un tasso 100 volte superiore rispetto a 100 anni fa.

La quinta era di estinzioni di massa fu quella di 65 milioni di anni fa - morirono tutti i dinosauri.

Chissa' se l'uomo sopravvivera' a se stesso dopo la fine della sesta era delle estinzioni di massa.

Tuesday, July 7, 2015

Namibia: l'airgun e i tonni scomparsi




 Ispezioni sismiche al largo di Sud Africa e Namibia

Chariot Oil

Le linee sismiche prese dalla Spectrum Geo
 in Namibia dal 2012-2015

E' la stessa che vuole venire in Adriatico
per vendere i loro dai ai loro "multiclient"





Le tonnellate di tonno catturate in in Namibia. 
La quota annuale consentita al paese dall'International Commission 
for the Conservation of Atlantic Tunas prima del 2013 erano di 5000 tonnellate.


Nel 2012 inizia l'airgun, da Gennaio a Marzo.

 Rotte migratorie dei tonni fra Sud Africa e Namibia

Air gun


La Namibia, stato africano che si affaccia sull'Atlantico. Due milioni di abitanti, ex colonia tedesca prima e poi del Sud Africa.  Tasso di poverta' al 29%. Una nazione che  cerca di vivere di turismo, pesca e miniere di diamanti e di uranio, con vaste distese desertiche, e bassissima densita' abitativa. E' uno dei pochi paesi del mondo la cui costituzione menziona esplicitamente il dovere di proteggere ecosistemi, processi ecologici, biodiversita' e le risorse naturali da essere usate in modo sostenibile per tutti, incluse le generazioni future.

E poi hanno i tonni. Nel 2011 ne sono state catturate l'equivalente di 4000 tonnellate, con un incasso di 400 milioni di dollari. Una cifra considerevole per il paese. A regolamentare la cattura dei tonni l'ICCAT, l'International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas, che impone quote annuali a ciascun paese, sulla base di statistiche di anni passati.  La quota viene riassegnata ogni tre anni. Quella della Namibia e' stata a lungo  di 5000 tonnellate annue, la stessa identica cifra del Sud Africa. Visto che il pescato effettivo della Namibia oscilla attorno alle 4000-4500 tonnellate annue, il 2011 era un annata normale.

Nel 2012 arriva l'airgun, come sancito dal "Petroleum Act" del paese. Tutta l'Africa e' interessata da un revival della ricerca di petrolio e la Namibia non ne e' stata esente. Si e' iniziato con l'airgun. Una delle ditte coinvolte e' la Spectrum Geo, che ben conosciamo perche' vuole venire a fare airgun in Adriatico e il nostro governo gli ha pure detto si.

In Namibia hanno iniziato nel 2012 e nel 2015 sono ancora li che prendono dati.

Oltre alla Spectrum Geo, la Shell e altre ditte minori -- la Chariot Oil and Gas Limited, AziNam, Ignitius, Pancontinental Oil and Gas, Tullow Oil, nonche' Namcor, e il Pasa, gli enti petroliferi di Namibia e di Sud Africa. Mesi e mesi a spazzolare  aree di mare fra Namibia e Sud Africa con piu' di centomila chilometri di dati da rivendere ai loro "multiclient".

La prima serie di esplorazioni sismiche e' durata da Gennaio a Marzo 2012, periodo che coincide con la massima migrazione di tonni nei mari della Namibia.

Anna Erastus e' il direttore del settore pesca del Ministero delle risorse marine del paese. Il riassunto dell'esito delle operazioni di airgun e' tutto nelle sue parole: “With increasing amounts of seismic exploration in Namibian waters recently, tuna catches have dropped". Tutto questo viene confermato dalla Large Pelagic and Hake Longlining Association of Namibia che quantifica il drammatico il calo nella cattura di albacore tuna e i bigeye tuna, fra i piu' sensibili all'airgun e ai sonar installati sulle navi.

Di quanto sono diminuiti gli esemplari di tonni? Dalle 4000 tonnellate del 2011 si e' passsati alle 1800 del 2012, alle 650 del 2013 ai 1000 del 2014. Un crollo impressionante. Alcuni operatori riportano di avere pescato solo il 10% del normale negli scorsi anni. I petrolieri hanno eseguito ispezioni sismiche anche attorno a Tripp Seamount, un punto di aggregazione per i tonni, non lontano dal confine con il Sud Africa e da dove arriva il 70% del pescato dell'intera nazione. C'era da aspettarsi qualcosa di diverso del crollo del pescato?

I pescatori temono che l'industria collassera' presto se non si trovano soluzioni, visto che il settore era gia' in crisi prima a causa dei bassi margini di guadagno.  E infatti, dal 2011 ad oggi si e' passati da 40 aziende per la cattura dei tonni a solo 10.

La perdita di tonno e' molto grave per la Namibia, non solo per le esportazioni, ma anche a causa della siccita' e scarsita' di cibo nell'interno.  I pescatori si protestano e chiedono che le loro istanze siano rispettate, magari fermando l'airgun durante i periodi  piu ' delicati delle migrazioni di tonni.
In questi anni non succede granche', il governo non sa, non puo' non vuole intervenire. Chiedono ai petrolieri di fornire tabulati dei loro "spari" per poter ricostruire la storia delle ispezioni sismiche in mare, ma i petrolieri non hanno proprio collaborato.  Visto il calare del pescato l'ICCAT riduce la quota annuale di tonno pescabile in Namibia, da 5000 a 3600 tonnellate.


La Spectrum Geo dice che da questo "exciting new program" sono emersi "excellent prospects for future exploration drilling campaigns".

In barba ai tonni e alla costituzione della Namibia.

PS: Hanno anche gia' trivellato 19 pozzi, tutti sterili!




Area 1. October – April.      

Area 2. September – January          

 Area 3. August – December


























Wednesday, April 15, 2015

Fukushima 4 anni dopo









E così hanno deciso di mandare un robot presso il reattore principale della centrale nucleare di Fukushima.

Un robot disegnato dalla Hitachi per conto della Tepco – la Tokyo Electric Power Company, progettato per restare in vita 10 ore sotto la radioattività. Il robot ha resistito solo tre ore, ‘ammazzato’ dalle radiazioni: a un certo punto si è incastrato, non mandava più segnali né immagini e hanno deciso di tagliare il cavo.

Si è mosso di soli dieci metri. In quelle tre ore ha registrato livelli di radioattività di 9.7 sieverts per ora che ucciderebbe un essere umano in ora sola. Almeno il robot ne ha vissute tre di ore. Era in programma una seconda missione ma è stato tutto fermato a causa dell’enorme livello di radioattività.

Il prezzo finale delle operazioni di pulizia sarà di 50 miliardi di dollari e anni e anni di tentativi di pulizia – oltre che centinaia di vite spezzate. E intanto, arrivano report di diminuzione del numero di uccelli attorno a Fukushima, cosa mai vista prima, di ischemie nei delfini anche queste mai viste prima con morie di delfini che si susseguono a grandi numeri proprio lungo le spiagge nei pressi di Fukushima. I livelli di radioattività nei tonni sono anche queste fuori da ogni norma. I livelli di radiazione sono 300 volte il normale.

Questo è quello che accade quando pensiamo di saperne di più di madre natura.



Friday, February 14, 2014

Il petrolio, il cuore dei tonni e degli umani


E' proprio il post di San Valentino.

Crude oil is known to disrupt cardiac function in fish embryos. 
Large oil spills, such as the Deepwater Horizon (DWH) disaster that 
occurred in 2010 in the Gulf of Mexico, 
could severely affect fish at impacted spawning sites.


Sul numero di Science del 14 Febbraio 2014 e' comparso un articolo dal titolo " Crude Oil Impairs Cardiac Excitation-Contraction Coupling in Fish" a firma di un gruppo di scienziati guidati da Barbara Block del dipartimento di Biologia di Stanford e della National Oceanic and Atmospheric Administration, la NOAA che hanno studiato gli effetti sulla vita marina in seguito allo scoppio del pozzo Macondo, nel golfo del Messico nel 2010.

Nell'articolo si parla di un nuovo meccanismo in cui le perdite di petrolio possono danneggiare i pesci: battiti irregolari del cuore che possono portare all'arresto cardiaco.

Gli organismi studiati sono stati i tonni blu del golfo. I ricercatori hanno scoperto che gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA o PAH in inglese) bloccano alcuni meccanismi regolatori che controllano il passaggio di ioni di potassio e di calcio nelle cellule cardiache e, in ultima analisi, i battiti del cuore.

Anche tassi molto bassi di petrolio possono avere effetti importanti.

Anche se l'analisi ha riguardato i tonni,  le conclusioni sulla cardiotossicita' degli IPA sono valide anche per altre specie di pesci.

Perche' questo e' importante? Perche' fino ad adesso, si sapeva che gli idrocarburi policlinici aromatici erano cancerogeni, ma non necessariamente cardiotossici.

Uno degli autori, Nathaniel Schloz commenta dicendo che gli IPA a tassi suffiencentemente alti deformano il cuore dei pesci in via di sviluppo causando malfunzionamenti e la morte dei pesci. A tassi pu' bassi, il pesce vivra' ma con difetti cardiaci e con impatti forti sulle proprie abilita' natatorie.

“At relatively higher concentrations, the effects on a developing fish heart are severe in that the heart muscle cannot do its job, or becomes deformed -- those fish will die. As for exposure to lower concentrations, these fish will survive in clean water. But when we look at them later in life, we find they have changes in the shapes of their hearts, with corresponding impacts on their ability to swim.”

E gli umani?

Barbara Block, dice che i loro piani futuri saranno di studiare anche mammiferi ed umani perche' il meccanismo dell'invio di segnali alle cellule cardiache e' del tutto simile a quello dei tonni e perche' gli IPA non sono solo nel golfo del Messico, ma anche in altri impianti industriali, come le centrali a carbone e le raffinerie.

“This raises the possiblity that exposure to environmental PAHs in many animals -- including humans -- could lead to cardiac arrhythmias and bradycardia, or slowing of the heart"

Sono passati quasi quattro anni dallo scoppio del golfo del Messico, dove morirono 11 persone e quando furono rilasciati 4 milioni di barili di petrolio in mare. Da come la vedo io siamo solo all'inizio di tutte le conseguenze negative del petrolio in mare.

Ecco qui le conclusioni dell'articolo che non si prestano a fraintendimenti.

These results lead us to believe that PAH cardiotoxicity was potentially a common form of injury among a broad range of species during and after the DWH oil spill. The early life stages of fish and other vertebrates may have been particularly vulnerable, given that even a transient and sublethal effect of PAHs on the embryonic heartbeat can cause permanent secondary changes in heart shape and cardiac output. Moreover, the underlying ion channel currents that drive the electrical properties of cardiomyocytes in tunas and mammals (such as heart rates), are similar. Thus, we suggest the extension of ourcurrent oil toxicity results to mammalian, cardio-myocytes may be warranted to better understand PAH threats to human health.
La BP dice di non essere d'accordo e che le prove sono inadeguate.

Cos'altro possono dire?

E in Italia? In Italia qualche giorno fa ci sono state perdite a mare di un pozzo di petrolio a Fermo, nelle Marche. E' tutto passato in sordina.


Qui sullo scoppio del golfo e le morie di pesci

Qui sullo scoppio del golfo e l'uso del disperstante Corexit

Qui sullo scoppio del golfo ed i pesci al benzene

Qui sullo scoppio del golfo e i coralli morti