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Monday, November 23, 2015

Giappone: il sole dappertutto



Durante l'estate del 2015 l'energia solare ha fornito al Giappone il 10% del suo fabbisogno energetico, l'equivalente di dieci centrali nucleari, con 15 giga-watt-ore durante il mese di Agosto. Il Giappone e' la terza potenza industriale del mondo.

Dopo Fukuhima nel 2011, il paese del Sol Levante ha deciso di investire fondi per incentivare la produzione di energia rinnovabile. Sono partiti nel 2012 e non si sono fermati piu': in neanche quattro anni la produzione di energia solare e' raddoppiata. Certo i reattori nucleari che sono rimasti non li spegneranno domani, ma hanno capito che occorre cambiare rotta e programmano il cambiamento.

Al summit del clima in Francia il primo ministro Naoto Kan annuncera' il nuovo obiettivo del paese: pannelli solari obbligatori su ogni nuovo edificio nipponico.

L'idea di base e' di avere una sorta di gigantesca rete integrata che connette tutti questi edifici entro il 2030 in modo da generare energia in modo interconnesso e per diminuire il piu possibile l'uso di fonti fossili.  I tetti del Giappone sono importantissimi, perche' il paese e' ad alta densita' abitativa e questo e' il modo ottimale, non solo in Giappone!, di generare energia dal sole senza consumo di suolo. Ci si aspetta che questa nuova direzione del paese generera' posti di lavoro e investimenti in tecnologia, che aiuteranno il paese a restare una delle dell'innovazione tecnologica a livello mondiale.

Da poco in Giappone hanno appena inaugurato due impianti solari in una baia che serviranno per alimentare circa mille case a Nishihira e Higashihira Ponds in Kato City. Le ditte Kyocera Corporation e Century Tokyo Leasing Corporation hanno inaugurato l'impianto fotovoltaico nel lago dopo soli sette mesi dall'avvio delle operazioni. Perche' hanno scelto il lago? Perche' in Giappone c'e' poco spazio, ma anche perche' la minor temperatura abbatte i costi di raffreddamento ed aumenta l'efficenza.

"Reservoirs are also an ideal location because the panels produce shade, which reduces water evaporation and promotes algae growth. A report by Korea Water Resources Corporation found that the lower temperatures of the floating modules mean they are 11 percent more efficient than land-based equivalents. "

Intanto in Giappone avevano un altro problema: campi da golf abbandonati. Negli anni 1980 era uno sport di lusso che evovava sciccheria e soldi. Hanno costruito troppi campi e adesso ce ne sono a decine che sono stati abbandondati. 

Che farne? 

Elementare Watson: riempirli di pannelli solari! E cosi, oltre che costruire campi solari nei laghi, la Kyocera ha deciso di trasfomare questi campi da golf abbandonati in stazioni di generazione di energia fotovoltaica. Il primo di questi generera' 26 giga-watt ore l'anno, per alimentare circa 8,100 case nei pressi di Kyoto. Ne seguira' un altro nel 2016, su un campo da golf abbandonato 30 anni fa fra Kanoya City and Osaki Town nella regione di Kagoshima. Verranno qui generati 100 giga-watt ore l'anno alimentando 30,000 case con 340,000 moduli solari. La Pacifico Energy sta invece costruendo vari impianti solari su campi da golf dismessi nella regione di Okayama.

Nel solo mese di Agosto al Giappone sono arrivati  300 milioni di dollari di investimenti energetici -- per il sole e non per fare buchi di monnezza petrolifera.

Cosa viene fuori da questa storia? Che dove lo si vuole un modo per transizionare alle rinnovabili lo si trova. Il Giappone ha usato la strada degli obblighi del sole sui tetti, del riuso di campi da golf dismessi, dei pannelli su laghi perche' questo andava bene per la loro particolare realta' geografica, sociale, economica. Non dico che tutto questo si debba importare tal quale in Italia, o altrove, ma lo spirito del volerlo, del cercare il modo ottimale per lasciar dietro le fonti fossili usando quello che abbiamo nel rispetto di quello che esiste, si che dovrebbe essere un obiettivo primario. In Italia cosa programmiamo esattamente? Le trivelle dello Sblocca Italia?

Impara Matteo Renzi, impara.

Thursday, November 7, 2013

Il dopo Fukushima in Giappone: la piu' grande centrale solare offshore



Dopo il disastro di Fukushima piano piano ci si rende conto anche in Giappone che il futuro non e' nel nucleare, e lunedi' 4 Novembre la ditta Kyocera ha aperto la piu' grande centrale solare del paese nella citta' di Kagoshima City. Offshore.

Si chiama Nanatsujima Mega Solar Plant e  si estende per 1.27 millioni di metri quadrati con quasi 300,000 pannelli solari. Generera' 70 megawatt di potenza, abbastanza per fornire elettricita' a circa 22,000 famiglie.

In questo momento in Giappone molte delle centrali nucleari sono "mothballed", cioe' in uno stato di sospensione, a causa di ispezioni sulla sicurezza e di contrarieta' dei residenti.

Ad un certo punto, delle 54 che ne avevano, solo due erano funzionanti.

Sebbene negli scorsi decenni il Giappone fosse fra le piu' avanzate con l'energia nucleare, la popolazione adesso ripetutamente chiede cambiamenti nella politica energetica del paese.

Ad esempio qui la situazione di Ohi come riporta il New York Times, dove la centrale nucleare non ha avuto problemi, ma e' stata chiusa per precauzione dopo Fukushima e non e' stata mai piu' aperta a causa dei timori dei residenti.

Ci sono ripetute proteste in tutta la nazione al ritmo di "Sayonara Nuclear Power" e anche il vescovo di Osaka,  Micheal Goro si e' espresso contro il nucleare ed in favore di energia rinnovabile.

Tutto questo per un paese come il Giappone, dove ci sono poche proteste politiche, e dove la popolazione non e' abituata a fare sentire la propria voce, e' qualcosa di profondo e fondamentale. Il New York Times parla di una perdita nazionale di fiducia nel nucleare che un tempo era il fiore all'occhiello della tecnologia nipponica:

"nothing short of a nationwide loss of faith, not only in Japan’s once-vaunted nuclear technology but also in the government, which many blame for allowing the accident to happen"



E quindi adesso c'e' la corsa alle rinnovabili, con il governo che annuncia incentivi e facilitazioni.  Si parla di triplicare la produzione di energia dal vento, con investimenti nelle linee di trasmissione e con l'identificazione di aree adeguate. Un terzo di tutte le prefetture del Giappone hanno annunciato massicci investimenti nel solare e dell'eolico

Ovviamente nessuna di queste nuove cose arriva senza portare con se altre questioni, di consumo del suolo, di pericoli per gli uccelli, ma certo e' che il paradigma e' cambiato, che da qualche parte si deve iniziare, e che con tutti i problemi che potranno mai avere, vento e sole non porteranno mai a disastri alla Fukushima.

La Toshiba e' stata fra le prime ad entrare nella produzione di energia elettrica da solare e da eolico ed iniziera' presto ad operare due campi eolici con in previsione altri quattro. La Mitsui - che viene a trivellare in Italia! - annuncia l'apertura di un complesso di energia solare da 111 megawatt nella provincia dell'Hokkaido, da cui si prevede di fornire elettricita' per 300,000 case. Similmnente la Sharp, la Suntech Power Japan e la stessa Kyocera anunciano che produrranno pannelli solari per uso residenziale e commerciale.


Si stima che il Giappone potrebbe diventare il secondo piu' grande mercato per l'energia solare dopo la Cina e superando Germania ed USA. Gia' nel 2013 il Giappone e' diventato parte del club dei magnifici cinque: Germania, Italia, USA, Cina e Giappone con la produzione di almeno 10 gigawatt di potenza.

E qui un piccolo fiore per l'Italia: nonostante tutti i nostri guai, siamo stati la seconda nazione in tutto il mondo ad arrivare al traguardo dei 10 gigawatt di potenza installata. Secondi solo alla Germania e arrivandoci prima degli USA! 

Se solo potessimo avere una classe politica degna di questo nome, di potrebbero fare grandi cose in questa nazione ed averne orgoglio. 

Decidiamo di essere i primi del mondo ad arrivare al traguardo dei 20 gigawatt?