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Wednesday, April 24, 2013

Approvate trivelle in mare a Pesaro-Urbino-Ancona

E cosi, mentre tutti protestavano, il nostro beneamato Clini ha approvato altre trivelle non solo in Abruzzo, ma anche nelle Marche - secondo le concessioni d29B C AG e d38A C AG dell'ENI.


Eccole qui. Tutta l'Italia petrolifera. Auguri. 


Ma che vuoi che sia - nelle Marche hanno gia' piattaforme in mare, hanno Falconara, presto lo stoccaggio a San Benedetto. Clini, Passera e da adesso anche Napolitano -- come distruggere una nazione.

Saturday, November 26, 2011

Altri inganni ENI a Agrigento - Cassiopea - trivelle di nascosto

Cassiopea e' in basso: per il Ministero delle Attivita' produttive e' sospeso. Per il Ministero dell'Ambiente l'iter autorizzativo e' quasi completo. A chi credere?



** Nota: ringrazio Guido Picchetti per avermi aiutato a mettere i pezzi assieme.
Non e' detto che questa sia la storia completa di Cassiopea.
Ma siamo entrambi dei volontari.
Eventuali giornalisti professionisti sono pregati di citare le fonti
di questo lavoro di indagine. **


The success of this exploration testifies to Eni's
commitment to the search for hydrocarbons
in frontier environments such as deep water,
as well as the great attention paid to the exploration
and development of mining resources in Italy.

Dal sito ENI, 2008

Anche il pozzo scoppiato della BP era
in zone di frontiera e in acque profonde.
Qui siamo a 20 chilometri, li a 80.

I nomi cambiano, quello che l'ENI vuole fare e' sempre lo stesso: trivellare dove gli pare a loro senza rispetto per nessuno e con l'inganno. In questo caso nei mari profondi dello stretto di Sicilia, secondo le concessioni GR 14 AG e GR 13 AG, riuntite sotto il luccicante nome di Cassiopea, nei pressi di Agrigento.

La storia e' lunga, ma lineare e soprattutto ingannevole.

Nel 2008 infatti, l'ENI e altri siti internazionali che si dedicano a divulgare notizie petrolifere fra cui "Upstream" riportava che i beniamini dell'ambiente dell'ENI avevano fatto questa scoperta di gas meravigliosa nei mari dello stretto di Sicilia.

Al contempo l'ENI annunciava gia' di volere accellerare il suo programma per arrivare allo sfruttamento del giacimento il piu' presto possibile.

L'ENI controlla Cassiopea al 60% ed il restante 40% e' della ditta Edison. L'estensione chilometrica della GR 13 AG e' di circa 420 chilometri quadrati, quella della GR 14 AG e' di circa 410 chilometri quadrati.

Il pozzo Cassiopea si trova a 560 metri di profondita', a 22 chilometri da riva, in quelle che vengono considerate acque profonde, e dunque piu' pericolose.

Si parla di circa 16 miliardi di metri cubi di riserve di gas, da tirare fuori al ritmo di 190,000 meti cubi al giorno. L'Italia consuma circa 95 miliardi l'anno di gas. Circa 8 miliardi al mese. Questo giacimento dunque dara' gas all'Italia per circa due mesi.

Cioe' forti pericoli e trivelle in acque profonde davanti ad Agrigento per 2 mesi di gas.

A suo tempo l'ENI diceva anche di volersi riallacciarsi ad altri giacimenti nella zona, detti Panda ed Argo per formare un unico campo petrolifero a mare. Basta guardare la foto sopra per rendersene conto.

Come detto, si tratta di giacimenti in acque profonde, pericolose, proprio come la BP nel golfo del Messico. Notare che la BP era a circa 50 miglia da riva - 80 chilometri - qui invece siamo a soli 20 chilometri.

Passano tre anni e non succede granche'.

Il 25 febbraio del 2011 il sito del Ministero dello Sviluppo Economico riporta che tutto e' stato sospeso per decorrenza di termini. Infatti se uno apre i siti dei rispettivi giacimenti trova la scritta:

Nota: sospeso.

Qui per la GR 13 AG e qui per la GR 14 AG.



Tutti tranquilli allora? Chissa, costava troppo, erano acque troppo profonde, l'ENI non l'ha giudicato appetibile questo giacimento e ci hanno rinunciato?

Manco per niente.

Infatti, se uno va al sito nazionale della VIA del Ministero dell'Ambiente, si scopre invece che e' stato presentato, nel Novembre del 2011 questo:

Permesso per la Concessione di Coltivazione "d.3G.C.-A.G."/ARGO e CASSIOPEA derivante dai Permessi di Ricerca "G.R13.AG" e "G.R14.AG" Scadenza presentazione osservazioni: 04/12/2011

Addirittura il sito della Provincia di Agrigento riporta quanto in basso:

COLTIVAZIONE DEI GIACIMENTI DI GAS METANO "PANDA" "ARGO" E CASSIOPEA" DA UBICARE NELL'OFF-SHORE SICILIANO ANTISTANTE IL CANALE DI SICILIA (ZONA G E C) A CIRCA 30 M AL LARGO DELLA COSTA AGRIGENTINA- DITTA ENI S.P.A.,DIVISIONE EXPLORAZION & PRODICTION CON SEDE LEGALE IN ROMA, DISTRETTO MERIDIONALE VIA DEL CONVENTO 14, 85059 VIGGIANO (PZ)-AVVISO DI DEPOSITO-ART. 23 DEL D.LGS 16/01/08 N°4

A me 30 metri pare errato - ma questo e' quello dicono loro - notare che scrivono "Explorazion e Prodiction" fa un po ridere, ma la sostanza non cambia.

Altro che decorso dei termini! L'ENI ha segretamente presentato tutte le sue scartoffie per trivellare in modo definitivo al Ministero dell'Ambiente e ora c'e' tempo solo fino al 4 dicembre per presentare osservazioni, e per la gente di informarsi, ammesso che gli interessi.

Fa ridere che il Ministero A non sa quello che faccia il Ministero B o la provincia di Agrigento. Peggio di tutto fa piangere che i cittadini non sappiano niente.

Evviva l'Italia.

Io non ho tempo di indagare di piu' di questo, ma spero che la gente del posto abbia voglia quanto meno di saperne di piu' e di fare osservazioni nel tempo ristretto che resta se gli interessa.

I politici, e chi spera piu' in quelli? Possibile che alla provincia di Agrigento non abbiano potuto diffondere notizie? Possibile che nessuno si chiesto cosa succedesse? Boh.

Ho scaricato tutti i file dal Ministero dell'Ambiente - sono circa 30 file - che sono qui, mentre invece il riassunto della loro valutazione ambientale e' qui.

In sostanza: secondo l'ufficio di VIA del Ministero dell'Ambiente le scadenze per mandare osservazioni per quelli che saranno pozzi permanenti e' il 4 Dicembre 2011.

Altro che decorso temporale del 25 Febbraio del 2011!

Wednesday, September 7, 2011

Le bugie dell''ENI a Crotone e il mistero delle trivelle di Santa Cesarea Terme

** Nota: Il fatto che l'ENI volesse trivellare e non aggiornare i suoi impianti a Hera Lacinia l'ha scovato la sottoscritta e poi mandato a NewsCrotone24. Da qui la notizia si e' diffusa sulla stampa di Calabria. Basta guardare le date di pubblicazione di tutti gli articoli e di questo post (ricordando che qui siamo a -9h di fuso) per rendersene conto. Evviva il giornalismo italiano! **





Via a Eni per nuovo pozzo a Crotone

Dal Sito della Staffetta Quotidiana


La perforazione del pozzo avverra' per tratti
di 60 metri fino a 1810 metri

Dal sito di VIA del governo italiano su Hera Lacinia a Crotone


Interventi manutentivi, che non comporteranno la perforazione di nuovi pozzi, effettuati periodicamente necessari per garantire la
continuità della sicurezza delle installazioni.

Dai comunicati ENI alla stampa di Crotone


Qui c'e' qualcuno che non la racconta giusta!


Antefatto: in questi giorni tutta la stampa e i cittadini di Puglia sono in subbuglio per quella che pare una piattaforma mobile, stazionata per qualche giorno davanti a Santa Cesarea Terme, in provincia di Lecce. Nessuno sa cosa sia.

L'avvocato Tamborini di Lecce ha allora scritto a quelli del Ministero chiedendo lumi. Ecco parte della risposta:

Dagli Uffici competenti ho appreso che la piattaforma in questione è una piattaforma di perforazione di tipo jack up, al momento in cui è stata fotografata in transito, non destinata ad operare nei mari a largo del Salento dove non vi sono attualmente specifici programmi di perforazione né autorizzazioni rilasciate.

Intanto non e' vero che non ci sono programmi di perforazione, la Northern Petroleum gia' parla di permessi ricevuti per le ispezioni sismiche che sono solo il preludio delle trivelle.

Ma a parte tutto cio', apprendiamo che si tratta di una piattaforma di tipo Jack-up, una piattaforma di perforazione mobile i cui piedi si appoggiano al fondale marino.

Ma dove va? Perche' andava in giro per il basso Adriatico?

Allora vado a guardare i permessi di VIA concessi negli ultimi tempi e nel silenzio generale si scopre che l'ENI ha avuto il permesso di allargarsi e di trivellare ulteriormente il mare di Crotone, praticamente attaccato alla riva.

La concessione si chiama Hera Lacinia, e' in produzione dal 1987 e il suo nome tecnico e' DC 4 AG.

Con questa nuova istanza, chiedevano al governo di allargarsi. Il governo gli ha detto si e il tutto e' stato reso noto il 18 Luglio 2011. Praticamente trivelleranno un nuovo pozzo in mare, ma dalla stessa piattaforma sovrastante.

Hera Lacinia e' anche il nome di un tempio dell'eta' greco-romana che sorge a Crotone. In Abruzzo li chiamano con i nomi di pesci - Ombrina e Rospo Mare - a Crotone con i nomi di templi per prenderci meglio in giro.

Negli atti ufficiali dicono cosi:

Coltivazione di idrocarburi D.C.4AG sviluppo giacimento Hera Lacina in località Capocolonna in comune di Crotone (KR) - Positivo con prescrizioni.

Che significa questo? Intanto che si tratta di "coltivazione": questo vuol dire, in italiano onesto, che il nuovo pozzo e' li per tirare fuori idrocarburi.

Poi se si leggono i decreti dicono:

Preso atto che non risultano pervenuti osservazioni da parte del pubblico, ne particolari misure cautelative da parte della D.G. per la protezione della Natura...

Non so cosa vuol dire D.G. ma so che il resto significa che nessuno ha osato dire niente - regione, provincia, comune, cittadini. Nada. L'ENI fa quello che vuole.

Interessante che dopo qualche rigo invece si dica che si sono un "po allontanati" dal sito di interesse comunitario Capo Colonna per evitare fenomeni erosivi e che la subisdenza ci sara' ma e' compatibile coi valori "naturali."

Che carini! Aggiungono:

Valutato che l'ENI SpA, essendo certificata ISO 14001 e' impegnata in un miglioramento continuo nella protezione dell'ambiente e, grazie al suo sistema di Gestione Integrata di porre in essere tutte le migliori strategie per la gestione ottimale anche degli aspetti di Salute e Sicurezza.

Vaglielo a dire in Basilicata!

In riassunto: questa concessione e' vicina ad un sito protetto dall'Europa sotto il profilo ambientale, ma va tutto bene perche' l'ENI e' certificata e c'ha un "sistema di gestione integrato" che ha "solo" portato alla devastazione della Basilicata!

Il progetto trova pieno riscontro nel quadro della politica di possibile riduzione di approvigionamenti esteri e consequenziale incremento di produzione interne di idrocarburi che pertanto risulta coerente con la pianificazione e programmazione energetica europea nazionale e regionale.

Ma come ci pensano che una piattaforma piazzata li in piena stagione turistica possa farci crescere economicamente? E tutto il turismo - o il potenziale turismo - di Crotone e della vera Hera Lacinia, che fine fanno?

La piattaforma prevede operazioni di supporto su terraferma per definire una "area living", fanghi perforanti e rifiuti petroliferi che dovranno essere smaltiti a terra.

Cioe' nuovo pozzo, nuova monnezza, nuovi problemi per lo smaltimento - e solo loro ci credono che tutto verra' fatto nel rispetto del mare. Ma cos'e' questa area living? E chi e' che vuole stare in un'area "living" vicino alla monnezza petrolifera, tossica, cancerogena e qualche volta radioattiva?

Infine il permesso e' con prescrizioni, questo vuol dire che ci sono degli obblighi. E quali sono?

Che l'ENI deve inserire anche Hera Lacinia - quella petrolifera non quella vera dell'eta' antica - sotto il suo certificato ISO, che l'ARPA deve controllare che tutto funzioni e che devono indagare monnezza prodotta e subsidenza.

Seguono firme su firme.

La chicca e' che il Ministero dei Beni Culturali lo chiami "hoff shore". Con l'h. Sara' pure un errore di battitura, ma quello e' un Ministero...

Ora che e' tutto stato approvato pero' l'ENI decide di mandare un innocente comunicato alla citta' di Crotone - dicendo loro che effettueranno solo interventi di manutenzione su pozzi esistenti.

Mmh. La VIA e la stafetta quotidiana dicono tutt'altro. Com'e' possibile?

Puo' essere che il Jack-up visto a Santa Cesarea Terme fosse destinato ai mari di Crotone? Chi lo sa. A Crotone il mostro e' arrivato nella notte fra il 4 e il 5 Settembre 2011. La foto di Santa Cesarea Terme e' del 3 Settembre 2011. E' lo stesso jack-up?

Ovviamente neanche a Crotone nessuno sa niente.

Restiamo a guardare, sudditi e non cittadini, sebbene siano nostri quei mari e quelle spiagge. Tutt'apposto allora. Evviva l'Italia.



Fonti: Crotone 24 news,
Il Corriere della Calabria