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Friday, November 16, 2018

Spagna: 100% rinnovabile nel 2050, zero sussidi alle fossili, zero nuovi permessi petroliferi



 
Spain shows that the battle against climate change is deadly serious.
 Intanto, in Italia il M5S fa convegni al senato con i negazionisti!


Mentre che in Italia approviamo leggi spandi veleni nei terreni in nome dell'emergenza, e si invitano personaggi di dubbio valore a negare i cambiamenti climatici in Senato, ecco cosa succede in Spagna, non lontano da noi, e dai nostri politici dalla stella ambientale decadente.

La Spagna ha infatti lanciato un ambizioso programma per diventare 100% rinnovabile, e per decarbonizzarsi.

Hanno pensato a tutto, con ambizione, coraggio, lungimiranza, intelligenza.

Un esempio per tutti.

Gli ultimi dati (2014) gia' parlano di una Spagna che va al 42.8% di energia elettrica rinnovabile.
Adesso si vuole appunto arrivare al 100% su un periodo di 30 anni. I livelli di emissioni di CO2 sono programmati per calare del 90% rispetto al 1990, e nei prossimi 10 anni verranno generati 3 GW nuovi di energia elettrica solare ed eolica.

Saranno vietate tutte le nuove licenze petrolifere, di sfruttamento e di ricerca di idrocarburi con o senza fracking; e il 20% del budget nazionale sara' usato per misure che siano utili a constrastare i cambiamenti climatici. Il denaro destinato a tale scopo aumentera' a partire del 2025. Le automobili a benzina saranno vietate dal 2040.



Il programma spagnolo e' stato ampiamente lodato in tutto il mondo: Christiana Figueres del panel delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici dice che l'esempio spagnolo e' un eccellente esempio di una nazione che ha aderito e si e' impegnata nel concreto dopo gli accordi di Parigi del 2015.

Laurence Tubiana che ha aiutato a scrivere i testi di Parigi, dice che e' un programma ispirazionale e rivoluzionario.

E' un programma con obiettivi a medio e lungo termine, ci sono incentivi, e si prevede transizione anche per il personale tecnico e per i lavoratori.

Per esempio ci sara' un pacchetto da circa 300 milioni di euro per la chiusura di tutte le miniere di carbone nel paese, per incentivi, pre-pensionamenti, riqualificazione del personale e per la riqualifica ambientale.

E' stata tolta la cosiddetta tassa sul sole che aveva frenato la crescita delle rinnovabili, e anzi il mandato e' che ora si arrivi al 35% dell'energia elettrica entro il 2030; e cosi pure l'efficenza energetica che dovra' migliorare del 35% pure lei entro il 2030.

Cioe' piu' energia green e piu' energia intelligente.

Ci riusciranno, non ci riusciranno? Non lo sappiamo. Ma il punto e' che osano, che ambiscono, che non si nascondono dietro foglie di fico, che ci provano. Non si fanno mettere in paralisi da quelli della Repsol o da altre petrolditte.

Io posso solo dire che dopo quasi sei mesi di governo, i ministri e i senatori italiani in tema di ambiente hanno veramente fatto cadere le braccia, e ancor di piu' visto tutto il bel parlare degli anni passati.

Perche' quelli del M5S non sono stati capaci di convincere, parlare, spiegare, coinvolgere la gente e gli altri politici della Lega su quanto importante sia proteggere l'ambiente?  Dove e' stato lo sforzo *vero* di tutti quelli che si sono riempiti la bocca su ILVA, TAP, petrolio, natura? Perche' sono capitolati senza neanche davvero provarci?

Davvero la poltrona era gia' cosi comoda, subito subito?

Personalmente sono del parere che tutto si puo' se lo si vuole, e sui temi di cui sopra non lo si e' voluto abbastanza.

Caro Sergio Costa, dove sei?

Invece di fare convegni con i negazionisti del clima, perche' non fare le leggi per eliminare il piu' possibile le fonti fossili dalla nostra nazione?  Non si sa. 

Ah, il nobile coraggio della coerenza e della convizione;
questa sconosciuta.





Thursday, September 8, 2016

La California: nuovi leggi per renderla leader mondiale dell'ambiente










This bill preserves California’s place as a global climate leader by ensuring it will reduce emissions more than any other state in the nation. The scale and ambition of this bill will also keep California at the forefront of clean technology investment for years to come.


This is big, and I hope it sends a message across the country. The bills today, they really are far reaching, and they keep California on the move to clean up the environment, to encourage vast innovation and to make sure we have the environmental resilience that the Californians really want and expect.

Si chiama SB 32 ed e' una delle leggi piu' ambiziose del mondo per il taglio delle emissioni di CO2. La California ridurra' le emissioni di anidride carbonica del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. E' stata approvata il giorno 8 Settembre 2016. Assieme a questo obiettivo -- quasi rivoluzionario le altre decisioni sono che:

1. Le emissioni di CO2 dovranno essere il 40% in meno nel 2030 che non nel 1990. E' uno degli obiettivi piu' ambiziosi in questo senso nel mondo;

2. Ci saranno maggiori controlli contro chi inquina;

3. Le raffinierie dovranno emettere meno monnezza;

4. L'impegno per rallentare le emissioni di CO2 continuera' per altri dieci anni almeno.

Ovviamente non e' stato facile arrivare qui, perche' -- e chi senno'? -- i petrolieri erano contrarissimi a queste norme piu' stringenti per proteggere l'ambiente. Hnno fatto a gara a chi aveva il ritornello piu' bello  "Distruggera' il lavoro, costera' di piu'", e bla bla.
 
A favore invece i gruppi ambientali, le ditte che lavorano con le rinnovabili, le associazioni di persone che vivono vicino alle raffinerie, e, a sorpresa, anche la Casa Bianca.

La California aveva gia' deciso che avremmo tagliato le emissioni fino a tornare agli stessi livelli del 2020. Se tutto va come dovrebbe e come e' andato finora, stiamo sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo.

Questa legge (della parita' delle emissioni 1990-2020) era stata introdotta da Arnold Schwarzenegger quando era governatore e sarebbe scaduta nel 2020. La nuova legge, la estende al 2030 e impone obiettivi piu' ambiziosi: dopo la parita', il 40% in meno. 

Il disastro economico?

Le favole ambiente = disoccupazione?

Appunto favole. Infatti negli scorsi dieci anni, da quando sono state implementate le leggi proposte da Arnold, lo stato ha visto la sua economia crescere, la sua percentuale di energia crescere, e sono diminuiti i consumi di petrolio e di energia in generale.

Le cose da fare sono tante - siamo al 25% di rinnovabili oggi, le macchine a zero emissioni sono ancora poche (l'un percento), non abbiamo sistemi rapidi di trasporto ferroviario. Ma da qualche parte si deve pur partire.   

E gli investimenti?

Beh, dal 2006 ad oggi Sono cresciuti del 600%.

Ma la cosa piu' bella, da come la vedo io, e' che dieci anni fa la legge venne istituita da Arnold Schwarzenegger, repubblicano. Colui che la estende e' Jerry Brown, un democratico. Quest'ultimo non l'ha cancellata solo perche' era di un politico di colore diverso. No, l'ha presa, fatta sua e continuata. E quindi,  non conta da chi parte l'idea. Proteggere l'ambiente e' importante e cosi' uno porta avanti il progetto dell'altro, migliorandolo e senza chiedersi se i venti politichi tirino a sud o a nord.

Ci siamo dentro tutti.










Thursday, May 8, 2014

Ohio: evacuazioni per perdite durante le trivellazioni da fracking







Ma e' tutto biodegradabile, nessuna paura!


L'Ohio non si fa mancare niente.

Durante le trivellazioni per completare un pozzo da fracking presso Morgan County ci sono stati dei cedimenti e voila'...  perdite di fluidi tossici dispersi nell'ambiente con evacuazioni dei residenti.

E' successo domenica 4 Maggio, quando fluidi di trivellazione al ritmo di circa 40 litri al minuto sono iniziati a sgorgare dal costruendo pozzo di proprieta' della PDC Energy, ditta del Colorado. Dentro questi fluidi non c'erano "composti biodegradabili" come amano dire i nostri amici petrolieri, ma sostanze oleose, lubrificanti, fanghi tossici.  Parte di queste sostanze sono finite nei ruscelli vicino la cittadina di Beverly e nei campi vicinii coltivati a soia e a mais. Sono stati recuperati anche 330 barili di petrolio sparsi un po dappertutto.

Fortuantamente il circondiario non era densamente popolato, ma le tre case piu' vicine al pozzo sono state evacuate perche' si temavano possibili scoppi di gas naturale.

Cosa e' successo? Hanno incontrato delle sacche di gas naturale durante le operazioni di trivellazione, c'e' stato uno sbalzo di pressione e voila' -  perdite di fluidi di trivellazione.

Le autorita' dicono che sono eventi rari.
Chissa' perche' dopo che succedono sono sempre rari!

Nel frattempo, il dipartimento per le risorse naturali dell'Ohio ha diramato nuove linee guida per il monitoraggio e la prevenzione sismica nello stato. Le leggi impongono di eseguire monitoraggi sismici prima di iniziare a trivellare nel raggio di tre miglia, quasi cinque chilometri, da note faglie sismiche o in aree gia' soggette a terremoti di grado 2.0. 

Sunday, April 13, 2014

Sismicita' indotta da fracking in Ohio


...The finding is the first in the region to suggest a connection 
between the quakes and the actual extraction of oil and gas, 
as opposed to wastewater disposal.



Coincidenza vuole che lo stesso giorno di publicazione dell'articolo di Science sulla possibile correlazione fra attivita' estrattiva e terremoti in Emilia Romagna, sia apparso un altro articolo relativo alla sismicita' indotta da fracking in Ohio.

Questo articolo attribuisce la responsabilita' di nuovi terremoti a Youngstown, Ohio alle operazioni di trivellazione per fracking. 

E' un articolo importante perche' anche se era stato gia' accertato che alcuni pozzi di reinizione nella stessa zona fossero collegati ad attivita' sismica, qui per la prima volta si punta il dito all'attivita' estrattiva vera e propria e all'alta pressione del materiale chimico iniettato sottoterra per sfruttare i giacimenti di gas.

Si tratta di cinque terremoti nella Utica Shale dove si presume che le attivita' estrattive abbiano "stuzzicato" una faglia sismica ignota.  Questo e' stato confermato dal capo per gli affari petroliferi dell'Ohio, lo State Oil and Gas Chief, Rick Simmers.

E cosa decidono di fare in Ohio?  Per precauzione vengono varate nuove leggi secondo le quali tutti i nuovi siti petroliferi dell'Ohio nel raggio di tre miglia da una faglia sismica attiva o nota, dove sono stati registrati terremoti di intensita' 2.0 Richter o superiore devono installare apparecchiatura per il monitoraggio sismico che sara' analizzato dalle autorita' in tempo reale dalle autorita'. Se si paventano correlazioni fra terremoti e trivelle, il sito verra' fermato per valutazioni, e si decidera' caso per caso se andare avanti o no.

Il direttore del Natural Resources Department dell'Ohio dice che 

While we can never be 100 percent sure that drilling activities are connected to a seismic event, caution dictates that we take these new steps to protect human health, safety and the environment.

Sebbene non possiamo essere sicuri al 100% che le attivita' di trivellazione siano connesse ad eventi sismici, la precauzione ci impone di predenre queste nuove misure per proteggere la salute umana, la sicurezza e l'ambiente.

Potrebbe essere questa una soluzione valida anche per l'Emilia Romagna? Installiamo monitoraggi un po dappertutto?

Io non conosco la geografia e gli standard antisismici dell'Ohio, ma redo che installare macchinette per il monitoraggio sismico e al contempo trivellare come matti, ovunque in Italia, sia una spada di Damocle sotto cui nessuno dovrebbe vivere.

Cosa facciamo quando si registrano terremoti? La mattina uno deve controllare il sismografo sotto casa mentre va a comprare il giornale? E se ci sono sciami sisimici che durano a lungo cosa faranno le persone che vivono li? Perche' uno non puo' stare tranquillo a casa sua mentre che Mr. Petrolio fa gli affari suoi? Gli esperimenti si fanno nei deserti, non nelle vite quotidiane dei cittadini. 

La differenza fra possibile sismicita' indotta in Italia rispetto a quella di altri paesi e' che a parte tutto il resto con cui il petrolio non ci azzecca - campi, paesaggio, bellezza, beni archiettonici - in Italia abbiamo un territorio fragile, densamente abitato e dove le costruzioni non sono resistenti ai terremoti come magari potrebbero esserlo altrove - per storia o per malaedilizia.

In Emilia Romagna sono morti in 27:  credo che il ricordo della vita di quelle persone non si onori con monitoraggi di dubbia efficacia, ma che imponga qualcosa di piu' forte, di piu' definitivo e rispettoso di cosi tanto dolore.

In Emilia Romagna, in Italia, a differenza che in Ohio, dobbiamo essere sicuri al 100% e c'e' un solo modo per farlo: basta buchi.

Il 15 Aprile alle 9:30 del mattino a Bologna i cittadini delle province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia chiederanno a Vasco Errani, presidente della regione Emilia Romagna, e a Gian Carlo Muzzarelli, assessore delle attivita' produttive di finalmente rendere pubblico questo misterioso rapporto ICHESE sui legami petrolio-terremotiin regione.

I miei piu' vivi complimenti a Claudio Descalzi, nuovo amministratore delegato dell'ENI.







Monday, December 31, 2012

Da un geologo libero



Pubblico di seguito una lettera che mi e' arrivata in questi giorni da parte di un geologo italiano che ho reso anonimo per proteggere chi l'ha scritto. Il testo e' dedicato alle ingarbugliate leggi italiane sulla sicurezza sul lavoro che sono di una salsa per noi comuni mortali e di un altra per i petrolieri e i loro amici.

Guarda caso, le leggi dei petrolieri sono sempre piu' fluide, meno restrittive, piu' blande e soprattutto non vengono mai aggiornate, rispetto a quelle che invece si applicano per noi comuni mortali.

In poche parole funziona cosi: originariamente c'erano due leggi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Il decreto legislativo 626 del 1994 e' quello che si applicava orignariamente a tutte le attivita' produttive, mentre il decreto legislativo 624 del 1996 era quello che specificatamente si applicava alla sicurezza e alla salute dei lavoratori "nelle industrie estrattive per trivellazione e nelle industrie estrattive e cielo aperto o sotterranee".

Nel corso degli anni la 626 e' stata modificata, aggiornata, resa sempre piu' stringente, tant'e' che alla fine e' stata sostituita in toto dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, nel decreto legislativo 81 del 2008 e poi integrata dal decreto legislativo 106 del 2009.

La 624 invece, quella dei petrolieri, e' sempre la stessa e vale a tuttoggi.
 
Come dire tutti si aggiornano, i petrolieri no. Evviva.

Domanda: perche' i petrolieri non devono sottostare anche loro al Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro? Cosa hanno di speciale loro? Tentacoli? Potere? Lobby? Contatti? Soldi? Promesse? Pressioni? Ricatti?

O sono solo piu' belli degli altri?

La democrazia puo' funzionare solo quando c'e' trasparenza e correttezza, e non quando le regole sono fasulle e barare e' facile per chi sa bene oliare il sistema.

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Cara Maria Rita, mi scusi se mi permetto di darle del Tu anche se Lei non mi conosce, ma è da parecchio tempo che leggo i suoi interessanti articoli relativi alle perforazioni petrolifere e per me e come se fosse diventata un’Amica.

Sono un geologo e mi è capitato più volte di visionare studi SIA (studi di impatto ambientale) di società petrolifere.

Le prime volte pensavo di avere a che fare con società supportate da professionisti altamente qualificati e soprattutto gente seria. Mi sono dovuto ricredere fin da subito, quanto meno per l’aspetto relativo agli studi SIA: fatti a stampone, scopiazzati su internet.

Dati di importanza fondamentale volutamente non detti o riportati in modo frammentario o poco chiaro dove lo zapping documentale, che dovrebbe essere un’eccezione, rappresenta la norma. Elemento comune di tutti questi studi è l’acronimo MTD (migliori tecnologie disponibili) che viene riportato in tutte le salse come una sorta di mantra ma che in buona sostanza non significa nulla.

Fanno in tutti i modi per non entrare nello specifico. In uno dei tuoi ultimi articoli citavi dieci buoni motivi per dire no alle perforazioni. Mi permetto di aggiungerne un undicesimo: normativa volutamente vecchia ed inadeguata in materia di sicurezza dei lavoratori nel settore petrolifero.

Sicuramente la lettura ti sembrerà estremamente noiosa, ma ritengo necessario fare alcune premesse.

In materia di igiene e sicurezza del lavoro, la Costituzione (artt. 2, 32, 35 e 41 Cost.) afferma la salvaguardia della persona umana e della sua integrità psico-fisica come principio assoluto e incondizionato, senza ammettere condizionamenti quali quelli derivanti dalla ineluttabilità, dalla fatalità, oppure dalla fattibilità economica e dalla convenienza produttiva circa la scelta e la predisposizione di condizioni ambientali e di lavoro sicure e salubri.

Sulla base di tali presupposti l’opinione pubblica italiana ritiene (anzi è stata portata a ritenere) erroneamente che l’attività di perforazione petrolifera dovrebbe essere un settore all’avanguardia in tematiche di questo tipo. Come tu mi insegni, ogni volta che succede un disastro nelle altre parti del mondo viene sempre detto: “E…ma qui da noi non può succedere, le nostre normative sono così stringenti che è impossibile che succeda’. Completamente falso .

Per i comuni mortali la norma italiana che disciplinava tale materia era la 626 del 1994. Tale norma è stata abrogata con l’avvento del testo unico per la sicurezza DLgs 9 aprile 2008 n° 81. In parte modificato dal DLgs 3 agosto 2009 n° 106. Da allora sono intervenuti una miriade di altre leggi e decreti (circa 22 pagine fitte fitte di integrazioni).

Per quanto riguarda invece i petrolieri, i novelli dei dell’Olimpo: la norma che disciplina tale settore è il DLgs novembre 1996, n. 624 relativa alla “sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee”. Questa e' molto simile nei numeri alla 626 del 1994 ed uscita due anni dopo ma con una storia completamente diversa.

Infatti, da allora, tale norma non ha subito alcuna modifica. Tutti gli studi SIA che ho avuto modo di leggere fanno continui riferimenti a questa norma (che gli Dei dell’olimpo si tengono ben stretta) dimenticando che per i comuni mortali vi è stata un’evoluzione normativa di quasi un ventennio.

Ora ti sembra normale (scusami la volgarità) che per costruire un c…..o (pardon una toilette) un povero Cristo si debba riferire a continui aggiornamenti e LORO praticamente se ne sbattono?

Certo per l’ex ministro Passera, amante di vetuste politiche di sviluppo anni settanta, una norma che ha meno di vent’anni sembrerà attualissima.

E d’altronde: come si sarebbe potuto occupare di sicurezza nei luoghi di lavoro nel settore petrolifero considerato com’è stato indaffarato ad ideare l’art. 35 della Legge 134 2012 ?

Comunque sia, questa legge (mi riferisco alla 624, quella dei petrolieri) fa continui riferimenti alla legge 626 (quella abrogata). Tenuto presente questo, mi sono accorto che:

L’art. 304 comma 3 del dlgs 81/2008 così recita:

“ ....laddove disposizioni di legge o regolamentari dispongano un rinvio a norme del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, ovvero ad altre disposizioni abrogate dal comma 1, tali rinvii si intendono riferiti alla corrispondenti norme del presente decreto-legislativo".

Nella realtà, negli studi SIA, tuttora, si fanno continui riferimenti alla 624 rimandando sempre ad apposite procedure. Comunque sia, sulla base di questo articolo, anche gli DEI sono tenuti ad adeguarsi (almeno si spera), quanto meno per ciò che concerne i rinvii normativi che la 624 fa ad altre leggi.

Prova ne è il fatto che nel disciplinare tipo per i permessi di prospezione, ricerca e coltivazione idrocarburi, emanato con Decreto Ministeriale il 04 marzo 2011, all’art 10 fa una timida apparizione il riferimento al Decreto Lgs 81-2008 oltre all’onnipresente 624-1996.

Ciò non vale per i permessi e le concessioni rilasciati ad esempio nella Regione Sicilia in quanto il Disciplinare Tipo, emanato con Decreto Assessoriale nel 2003 e leggermente modificato nel 2004, risulta essere ancora fermamente ancorato alla 624 del 1996.

Ti auguro un Buon Anno.

Friday, September 14, 2012

Clini: io applico


Corrado Clini Bari, 14 Settembre 2012
Ponzio Pilato era piu' coraggioso.

Ecco, questo e' il nostro burocrate - ministro dell'ambiente Corrado Clini, uomo senza spina dorsale che dalla sua scrivania di Roma, "approva" - dando la colpa a tutti gli altri.

La domanda e' - seppure questo suo pensiero malato fosse accettabile - :


 COSA HA FATTO LEI, CORRADO CLINI
MINISTRO DELL'AMBIENTE 
PER SPIEGARE E PER SENSIBILIZZARE I PARLAMENTARI ITALIANI
PRIMA DI QUESTO VOTO?

PERCHE' NON CI HA RESI PARTE DEL 
PROCESSO DECISIONALE PRIMA DI 
FIRMARE, 
APPROVARE, 
APPLICARE?  

COSA E' VENUTO A FARE A BARI? 
A DIRE CHE QUI COMANDA LEI? 



tra i principi fondamentali (artt. 1-12) della nostra Costituzione (principi cioe' che dovrebbero "venir prima" di ogni altro diritto individuale o di iniziativa economica) vi e' l'art. 9 che impone la "tutela del paesaggio" oltre che del patrimonio storico ed artistico della nazione.

Se per altri articoli (primo fra tutti l'art. 3) l'incostituzionalita' di moltissime leggi e provvedimenti e' stata spesso invocata ed anche accertata, sarebbe interessante sapere quante volte e' stato invocato l'art. 9 per sollevare analoghi rilievi a fronte di norme di legge e di provvedimenti che qui in Italia hanno consentito di fare di tutto e di piu', svuotando di ogni effettivo contenuto pratico un"principio fondamentale" di pari rango di quello contenuto nell'art. 3.


Cosa, queste leggi qui non le vuole "applicare"? 

Oppure si sceglie quello che e' piu' facile "applicare"?

Ma che ci ' andato a fare a Bari? Non ha ascoltato nessuno,  e' andato li solo con prepotenza e non per dialogare. 

Un Ministro dell'Ambiente a cui non importa niente dell'ambiente, e tantomeno di chi in quell'ambiente ci vive, ma solo delle trivelle!!!! 

Ministro Clini: nella vita ci vuole il testosterone. Lei si e' preso l'impegno di difendere l'ambiente italiano, nessuno glielo ha ordinato. E quando lei si e' preso questo impegno, ha implicitamente deciso che quel ruolo era piu' importante di qualsiasi altra pressione, speculazione,  miraggio economico o diktat dall'alto.

Lei deve avere il coraggio di fare le cose giuste, nonostante i deliri di Passera, le balle di Assomineraria e della Federpetroli perche' lei e' il ministro dell'ambiente e non del petrolio. Capisce?

E' questo per cui i cittadini la pagano.

Ma poi alla fine, ciascuno ha quel che merita. A suo tempo nessuno si prese la briga di leggersi le carte, di presentare osservazioni, di lavorare per tempo. E adesso ce ne sono altre di concessioni di cui ugualmente nessuno sa, nessuno si preoccupa, finche' un giorno tutto scoppiera'.

Ci vuole, come sempre, l'organizzazione, l'intelligenza e la tenacia degli adulti, per tempo e non la stizza dell'ultimo minuto dei bambini quando non c'e' piu' niente da fare.

Tuesday, June 5, 2012

Fracking e terremoti


Dal rapporto del Servizio Geologico USA su fracking e terremoti 


Vari email in questi giorni sul terremoto in Emilia, a volte dicendomi che il petrolio non c'entra niente, e tanti negazionisti.

Puo' essere che il petrolio non c'entri niente. Ma puo' essere anche il contrario, visto che fra pozzi di reiniezione, trivelle, e stoccaggio abbiamo martoriato un territorio gia' ballerino e visto cosa questo ha causato in altre parti d'Italia.

Nessuno puo' negare che ci sono domande a cui la popolazione ha diritto di avere risposte, e nessuno puo' negare che anche se il fracking non si fa - per ora - in Italia (ma ne siamo sicuri?)
in altre parti del mondo le trivelle hanno portato a movimenti tellurici piu' o meno gravi.

Infatti, mutatis mutandis, ecco cosa accade nel Midwest americano, per colpa del fracking. Di terremoti imputabili alle estrazione di shale gas ce ne sono stati tanti in Arkansas, Ohio in Texas negli scorsi anni e ne abbiamo parlato tante volte.

Il fracking e' una tecnica di estrazione del gas da roccia porosa: mandi giu' un cocktail di robaccia chimica - che spesso contamina le acque potabili - e poi scateni un microterremoto, la roccia si 'frattura' e voila', il gas viene sprigionato dai pori della roccia - assieme a residui di vario genere.

Negli USA la pratica del fracking - grazie a Dick Cheney, vice presidente sotto George Bush, e anche a suo tempo capo della ditta petrolifera Halliburton - va avanti da tempo, ed e' soggetta anche a varie esenzioni di controllo ambientale.

Il 12 Aprile 2012 un gruppo di ricercatori del USGS - il servizio geologico USA, US Geological Survey - presento' queste statistiche:

Dal 1970 fino al 2000 i terremoti negli stati centrali USA erano circa 21 l'anno.

Nel 2009, 50 terremoti l'anno.
Nel 2010, 87 terremoti l'anno.
Nel 2011, 134 terremoti l'anno.

Il Segretario del US Department of the Interior - David Hayes - afferma che guarda caso, l'ascesa dei terremoti si osserva nelle stesse aree in cui vi era alta concentrazione di smaltimento di acque da fracking in pozzi dismessi nelle aree fra Colorado, Ohio e Oklahoma. 

I terremoti erano di bassa magnitudine, e hanno portato a bassi rischi - in zone non sismiche.

Il rapporto ha anche evidenziato che sebbene non tutti i pozzi di re-iniezione causano terremoti non e' possibile determinare a priori quali porteranno a scosse e quali no.

Sebbene i petrolieri dicano che e' tutto sotto controllo, uno degli autori dello studio, William Ellsworth conclude che

the recent surge of earthquakes since 2001 near oil and gas extraction operations is "almost certainly man-made"

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il recente aumento nel numero di terremoti dal 2001 vicino alle operazioni di petrolio e di gas e' "quasi certamente causato dall'uomo"

e poi

A naturally-occurring rate change of this magnitude is unprecedented outside of volcanic settings or in the absence of a main shock, of which there were neither in this region.

Un tasso di cambiamento cosi' elevato nella frequenza di terremoti naturali non ha precedenti, al di fuori di zone vulcaniche e in assenza di forti shock. Nessuna delle due cose sono presenti in quest'area.  

Come dire per esculsione resta una sola conclusione.

Di nuovo, il nostro governo vuole dire qualcosa? Clini vuole dire qualcosa? Vogliamo discuretere una volta per tutte di questi fracking nel nostro governo e decidere preventivamente di vietarlo in Italia?

O dobbiamo ancora contare altri danni, altra vita, altri malati, altro inquinamento?



Tuesday, May 19, 2009

1996: Viggiano e le nuove norme di legge


Ho riletto con miglior atttenzione il famoso decreto 1195 di cui ho gia' parlato qui. Quello che mi ha colpito e' che in questo nuovo decreto si fa molto spesso riferimento alla legge 128 del 9 Aprile 1959 poi sostituita e integrata dalla legge 624 del 25 Novembre 1996. Si parla anche del decreto legge 886 del 24 Maggio 1979. Sono tutti atti legislativi che regolamentano le estrazioni e la ricerca di petrolio e gas, nonche' l'attivita' delle cave.

Mi sono incuriosita allora e sono andata ad indagare. Nella legge del 1959 venivano imposti limiti numerici seri. In quella del 1979 si agiungevano norme per i casi di incidente, di chi fosse la responsabilita' e cosa fare.

Poi in quella del 1996 tutti i limiti quantificati in numeri vengono trasformati in "ove adatto" o "ove opportuno", i limiti di metri e chilometri magicamente scompaiono e cosi pure le norme scritte in difesa di cittadini e lavoratori.

Il 1996 e' anche, guarda caso, l'inizio delle operazioni su larga scala delle estrazioni petrolifere in Basilicata e la data di costruzione della raffineria di petrolio a Viggiano. Coincidenza? Non lo so. Ormai non mi stupisce piu' niente.

Ci sono delle cose agghiaccianti in questo decreto del 1996. Ad esempio, la legge del 1959 diceva (scrollare fino all'articolo 74 e poi 94) che non si poteva accumulare materiale combustibile ne' creare depositi di benzina o usare fiamme libere fino a 30 metri dal pozzo. Al massimo se facevi domanda al ministero potevi sperare di arrivare al limite di 20 o 10 metri ma in ogni caso solo per pozzi di meno di mille metri di profondita.

Tutto questo per evitare scoppi ed esplosioni. In questo decreto del 1996, la distanza di 30 metri viene tolta e si diventa piu' vaghi:

"Entro 30 m dall'asse del pozzo" (1959, articolo 74) sono sostituite da:
"Nell'intorno dei pozzi e nei luoghi ove la valutazione dei rischi abbia evidenziato la possibilita' di accumulo di gas, ed in ogni caso entro le aree pericolose"
(1996, articolo 81)

e poi ancora

"Distanze minori, fino a 20 m e l0 m rispettivamente, possono essere consentite dal capo della Sezione dell'Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi al servizio di impianto per profondita' inferiore ai l000 m" (1959, articolo 94) sono sostituite dalle seguenti:
"Distanze minori, su richiesta motivata del titolare, possono essere consentite dall'autorita' di vigilanza, purche' siano adottate misure di sicurezza equivalenti
" (1996, articolo 82)

Cioe' non ci sono limiti veri, se non quelli della "valutazione dei rischi", ma se vuoi puoi sfondare pure questi basta solo che adotti misure "equivalenti". Ma cosa vuol dire? Chi deve giudicare l'"equivalente"? Notare che il limite dei 1000 metri e' stato tolto. In Abruzzo i pozzi sono di tre o quattro chilometri sotto la crosta terrestre.

Un altro articolo - il 51 del 1959 - diceva che tutti questi regolamenti (ce ne sono diversi sulla sicurezza, limiti e aggiornamenti) dovevano essere esposti ed accessibili agli operai:

Deve essere redatto un regolamento interno contenente le disposizioni particolari per l'applicazione del presente decreto. Il regolamento predetto e' sottoposto all'approvazione dell'ingegnere capo e distribuito agli interessati. Copia di esso deve essere consultabile in luogo frequentato dagli operai. (1959, articolo 51)

Qui non c'hanno nemmeno pensato a riscriverlo. Questo articolo e' stato CANCELLATO in toto! Chi lavora per i petrolieri in teoria ha dei diritti, ma non quello di saperli.

L'elenco delle note cancellate e' sotto l'articolo 103 della legge del 1996. Un altro articolo cancellato e' quello sulla sicurezza:

Ogni impianto di perforazione deve essere dotato di almeno cinque estintori di ogni tipo e potenzialita riconosciuti adeguati dalla sezione dell'ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi in relazione all'uso specifico cui sono destinati. Ogni pozzo in produzione deve essere dotato di almeno due estintori. La direzione del cantiere deve curare l'addestramento del personale addetto ai pozzi sull'uso degli estintori e sulla lotta contro gli incendi.

Chissa', cinque estintori per pozzo sono troppo costosi per i petrolieri. Cosi gli operai diventano carne al macero, petrolieri e industriali possono dire "e' tutto a norma di legge" e l'ENI o chi per essa risparmia il costo degli estintori.

Ancora, della serie: inganniamoli tutti, l'articolo 411 del 1959 diceva che:

La corrente d'aria deve avere intensita' tale che nei cantieri e nelle vie l'atmosfera, in piena corrente, non conteng tenori superiori all'uno per cento di anidride carbonica, al cinque per centomila di ossido di carbonio, al due per centomila di idrogeno solforato, all'uno per centomila di anidride solforosa e al 2.5 per centomila di ossido di azoto.

Due per centomila rappresenta 20 ppm, un altro patetico limite italiano per l'idrogeno solforato. Come ripetuto all'inverosimile, il limite stabilito dall'organizzazione mondiale della sanita' e' di 0.005 ppm per l'idrogeno solforato e nel Massachussetts si arriva addirittura a 0.0006ppm. Per quanto offensiva all'intelligenza umana, questa norma e' rimasta, ma quel che e' stato abrogato e' il pezzo seguente:

Gli accertamenti effettuati con l'ausilio di indicatori a lettura diretta, riconosciuti idonei, sono eseguiti nei luoghi e secondo modalita' stabilita con ordine di servizio del direttore. Quando siano presenti in miscela, nell'atmosfera del sotterraneo, piu' gas tossici o altrimenti nocivi fra quelli sopra indicati, le percentuali volumetriche ammesse per ciascuno di essi, in dipendenza di una loro azione sinergica e avuto ruguardo anche della temperatura e umidita' dell'aria devono essere ridotte in misura stabilita dall'ingegnere capo, sentito il direttore.

Cioe' ci sono dei limiti (patetici), ma non c'e' piu' l'obbligo di misurarli e di farli sapere alla gente! Che ce ne facciamo di limiti vari se nessuno e' piu' tenuto a misurarli e a renderli noti? In piu', il fatto che insieme queste sostanze facciano ancora piu' male a chi le respira non e' qualcosa che interessa al governo italiano.

Ancora: dovevi mettere un operaio apposta per controllare tutto il reparto sicurezza. Articolo 535 del 1959: abrogato.

Dovevi denunciare l'inizio delle operazioni di trivellamento, con tutto il tuo programma ed una cartina dettagliata all'ufficio nazionale minerario per approvazione. Questo ufficio poteva anche decidere di farti cambiare la sede del pozzo, per ragioni di sicurezza. Altro 60 del 1959: abrogato.


Dovevi denunciare qualsiasi tipo di incidente alle autorita' competenti, e dovevi scrivere un verbale sia che si trattasse della morte di un tuo operaio fino agli incidenti guaribili in 3 giorni. Articolo 10 e 11 del 1979: abrogato.

Dovevi presentare una relazione sul tuo piano antiincendio per le piattaforme di petrolio in mare ed in terra. Articolo 41 del 1979: abrogato.

Dovevi mettere dei sensori acustici udibili per allertare operai e popolazione in caso di incidente, specialmente in luoghi chiusi e spiegando le misure da adottare in caso di incidenti. Articolo 50 del 1979: abrogato.


Come ho gia' detto, non sono un giurista, e potrei sbagliarmi nella lettura di queste frasi, anche se non mi pare che ci sia troppo spazio per ambigiuta' quando scrivono che una norma e' abrogata.

Dal 1996 a Viggiano si vive con raffinerie e attivita' pertrolifera. La devastazione su vari aspetti della vita, sociale, ambientale, civile, e' stata forte e ne parliamo spesso. Ma non ci si scandalizza poi tanto: e' tutto a norma di legge.