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Saturday, September 2, 2017

Salento: approvata "crociera sismica" cioe' airgun della Global Med del Colorado



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la d89 FR GM appena approvata
la d80 FR GM appena approvata


Le concessioni d89, d90 e d91 FR GM 
della Global Med del Colorado sono le tre piu' a destra.

La d89 e' stata approvata, le altre sono ancora in via di approvazione.
 
Il tutto a 13 miglia da Santa Maria di Leuca.

Il limite marino e' di 12 miglia.

Furbi, eh?  

Ancora piu' furbi Dario Franceschini e Gianluca Galletti che approvano questi scempi.
Anzi, queste crociere sismiche. 






ALLA STAMPA DI PUGLIA, SE COPIATE, CITATE.
CI VUOLE TEMPO PER CERCARE QUESTE INFO

Ma come...  per tutta l'estate sono rimbalzate sulle nostre pagine facebook e sulla stampa nazionale che mezzo mondo va a fare le vacanze in Puglia!

Madonna, i ricchi immobiliaristi americani, Ivanka Trump, Helen Mirren e un sacco di gente che pare non poterne avere abbastanza di Otranto e di Gallipoli e di Monopoli.

Ed ora, il nostro governo approva l'airgun, cioe' l'anticamera delle trivelle, nella penisola salentina.  E' proprio quello ci vuole, eh? E lo fanno il giorno 31 Agosto, nel bel mezzo dell'estate che finisce.

Ci sono zifidi e capidogli, tartarughe della specie caretta caretta.

E vanno a fare airgun? Curioso che forse per non fare troppo brutto lo chiamano crociera sismica invece che airgun.

Sono ridicoli.  Veramente non riesco a capacitarmene di come si possa essere cosi scemi.

Andiamo a leggere.

La concessione d89 FR GM arriva da parte della Global Med, microditta misteriosa con sede legale in Colorado presso il numero 6901 South Pierce Street, Suite 390, Littleton. Il suo domicilio e' presso lo Studio Legale Turco, Viale Gioacchino Rossini 9, Roma 00198.

Mmh. Vorrei tanto sapere chi e' questo avvocato Turco.  E ancora di piu vorrei sapere chi siede dietro questa Global Med nella sua suite di Littleton. Da internet emerge che e' una ditta privata e che agisce come parte della Global Resource Holdings una LLLP che sta per Limited liability limited partnership.

Tutte quelle L significano essenzialmente che non si assumono alcuna responsabilita', cioe'  questa Global Med/Global Resource Holding e' una micro micro micro ditta che viene qui solo per sfruttare lo sfruttabile e senza vergogna alcuna.

Ma bastano un po di click per vedere chi e' il capo di questa Global Med.

Si tratta di tale Randall C. Thompson che ha investito a suo dire circa 1.5 milioni di dollari per le trivelle "profonde" nel golfo di Taranto e nello Ionio. Dal suo sito diretto agli investitori dice che ha fatto richiesta di sei concessioni offshore e fatto cinque richieste di valutazione ambientale.  Ricorda ai suoi potenziali investori che lui e' specializzato in progetti petroliferi internazionali allo stadio iniziale e che ha avuto gia' successo in Marocco, Nuova Zelanda, Cina e Belize.

Prima era un manager della Exxon e della Amoco.

Il suo scopo e' di fare il lavoro iniziale di accertarsi che il petrolio c'e' ed e' giusto e poi di vendersi a ditte maggiori.

Essenzialmente quelli della Global Med sono dei mercenari!

Ma leggiamo esattamente cosa hanno approvato quegli intelligentoni di Roma, Dario Franceschini e Gianluca Galletti che non hanno mai incontrato una trivella che non gli piaceva.

Come detto, si tratta di due concessioni. La prima e' la d89 FR GM "nel Mar Ionio settentrionale di fronte alla punta meridionale della penisola salentina" come dice il sito ministeriale, la seconda e' la d80 FR GM di cui parleremo nel prossimo post per non allungare troppo il presente.

Intanto, la d89 FR GM e' a 13 miglia da Santa Maria di Leuca, ed e' fuori dalla fascia di interdizione delle trivelle delle 12 miglia. Un miglio si sono lasciati! E non e' neanche lontanissima da varie aree protette fra cui i siti di interesse comunitario Costa di Otranto e Santa Maria di Leuca, il Posidonieto Capo San Gregorio e Punta Ristola, il litorale di Ugento, il Litorale di Gallipoli e l'Isola di Sant'Andrea, e Alimini.

Ma che vuoi che sia avere airgun e trivelle vicino alle posidonie marine!

Per chi non lo riscordasse le posidonie sono le specie vegetali maggiormente protetti nel mare perche' sono rarissime e portano vita al mare, habitat ai pesci. Sono un segno di mare sano e anzi, lo rendono sano.

Galletti e Franceschini decretano che "gli impatti sono estremamente bassi e del tutto irreversibili". 

Oh certo.

Ma che ne se sanno loro dei cicli di reversibilita' della natura? Su quali basi dicono questo? Hanno mai visto il mare petrolifero di Gela o di Galveston e hanno mai visto quanto reversibile sia stato l'impatto dell'industria petrolifera in quelle zone?

E non venissero a dirmi che e' "solo" airgun.

Come sempre: l'airgun e' l'ANTICAMERA della trivelle, non un mero esercizio navale per la conoscenza del sottosuolo. E Mr. Thompson lo sa bene questo. Il suo scopo e' trivellare non di fare airgun. Per lui l'airgun e' solo il punto di partenza.

Come sempre, non glien'e' importato niente a Roma delle "numerose" osservazioni giunte, e anzi prendono pure in giro la gente dicendo (come fanno sempre ormai) che le osservazioni del pubblico sono state usate per le "controdeduzioni" del proponente.

Pure la regione Puglia aveva detto no. 

Come dire: Mr. Thompson, dal Colorado, che del Salento non sa e non ama certo niente, ha il diritto alla prima e all'ultima parola sull'airgun in Salento. Il parere della gente, o della regione Puglia, non conta niente.

Sara' che Mr. Thompson ha 1.5 milioni di dollari da buttare dietro alle trivelle salentine, e i cittadini del Salento no e quindi i pugliesi valgono un po meno rispetto ai tanti quattrini che arrivano dal Colorado? 

Quello che Mr. Thompson ha comprato finora con il suo 1.5 milioni di dollari e' stato il diritto di sparare in mare in un area di circa 745 kmq mettendo a soqquadro la vita marina lungo un tracciato di 148 km. Sara' una indagine sismica in due dimensioni, ma se lo si vorra', in seguito, si potranno prendere dati anche in tre dimensioni a patto che venga eseguito un nuovo studio ambientale. Ovviamente la visuale in 3D e' piu' approfondita e quindi la presa dati e' piu' impattante sulla vita marina.

Ancora piu' drammatico e' che questi scemi di Roma approvano l'airgun del Salento ben sapendo che la d89 FR GM e' parte di un complesso piu' grande!

E infatti dicono che si tratta di un progetto a piu' larga scala che comprende anche la d90 FR GM e la d91 FR GM. Queste concessioni sono contigue alla presente d89 FR GM. Sara' una macroarea da trivellare.  E visto che questa qui e' approvata, sono quasi sicura che le altre due, la d90 e la d91 saranno approvate pure loro, perche' saranno identiche!

E uno dice: ma perche' fanno tre istanze e non una sola?

Perche' la legge dice che occorre fare concessioni al massimo di 750kmq per uno "sviluppo razionale" delle risorse. Qui quella della Global Med avevano un lotto piu' grande, e quindi l'hanno spezzato in pezzettini piu' piccoli. Il decreto dice che l'hanno fatto per "ottemperare a quanto richiesto dalla normativa".

Ciascuno puo' interpretare la parola "ottemperare" come meglio crede.

Ma poi .... che senso ha prendere un pezzo grande, spezzarlo in piu' parti e approvarli separatamente? Se c'e' questo divieto a concessioni superiori a 750kmq, un motivo ci sara', no? Qui pare tutto fatto a casaccio.

Arriviamo alle prescrizioni. Ridicole come sempre.

Le navi airgun di Mr. Thompson dovranno portarsi appresso un osservatore "altamente specializzato" di mammiferi marini, che dovra' mostrare competenza ed esperienza con i cetacei nell'area. Lo scopo e' di osservare.

Certo, osserviamo mentre spariamo!

Dovranno essere presi dati prima dell'inzio degli spari per almeno 60 giorni, e dovranno essere determinati valori di soglia di rumore entro i quali potranno esserci disturbi comportamentali e danni fisiologici.

Cioe': sara' Mr. Thompson del Colorado a determinare i valori di soglia, mica glieli impone il governo!  E secondo voi quali saranno questi valori di soglia? Quelli giusti per gli animali o quelli giusti per il portafoglio di Mr. Thompson? Che domande, eh?

Dovranno presentare al governo i risultati con i loro modellini, la loro ricerca bibliografica, le precauzioni prese per minimizzare i rischi di "riversamenti accidentali di oli, carburanti, sostanze tossiche e inquinanti liquidi in generale". Insomma, sara' come fare un compitino a casa, e presentarlo al ministero. I dati dovranno essere resi pubblici.

Ma... una volta guardati questi rapporti che ce ne facciamo?

Non potranno entrare in aree dove ci sono zone di ripopolamento ittico e coralli, non potranno andare a fare airgun in periodi di deposito uova e riproduzione delle principali specie "commerciali" e dovranno lavorare con le Capitanerie di Porto locali per coordinare spostamenti ed attivita' varie.

Domanda: ma ... se il periodo di riproduzione e di deposito uova deve essere evitato, questo non vuol dire forse che l'airgun ha effetti negativi sulla vita marina? Ma certo. Non lo si puo' negare nonostante tutte le belle parole prese dai nostri governanti. Lo sanno anche loro che non e' vero che gli impatti sono trascurabili, altrimenti gli farebbero sparare anche sulle uova e durante il periodo di riproduzione, no?

Andiamo avanti.

Se si scoprono relitti archeologici dovra' essere notificata la Soprintendenza di Puglia.

E alla fine l'ISPRA dovra' venire a certificare il tuttapposto.

E il turismo?

E la volonta' popolare?

E le trivelle future?

E l'ambiente?

E gli accordi di Parigi?

E la coscienza?

Tutto venduto a quegli 1.5 milioni di dollari di Mr. Thompson.
 








Thursday, May 8, 2014

Ohio: evacuazioni per perdite durante le trivellazioni da fracking







Ma e' tutto biodegradabile, nessuna paura!


L'Ohio non si fa mancare niente.

Durante le trivellazioni per completare un pozzo da fracking presso Morgan County ci sono stati dei cedimenti e voila'...  perdite di fluidi tossici dispersi nell'ambiente con evacuazioni dei residenti.

E' successo domenica 4 Maggio, quando fluidi di trivellazione al ritmo di circa 40 litri al minuto sono iniziati a sgorgare dal costruendo pozzo di proprieta' della PDC Energy, ditta del Colorado. Dentro questi fluidi non c'erano "composti biodegradabili" come amano dire i nostri amici petrolieri, ma sostanze oleose, lubrificanti, fanghi tossici.  Parte di queste sostanze sono finite nei ruscelli vicino la cittadina di Beverly e nei campi vicinii coltivati a soia e a mais. Sono stati recuperati anche 330 barili di petrolio sparsi un po dappertutto.

Fortuantamente il circondiario non era densamente popolato, ma le tre case piu' vicine al pozzo sono state evacuate perche' si temavano possibili scoppi di gas naturale.

Cosa e' successo? Hanno incontrato delle sacche di gas naturale durante le operazioni di trivellazione, c'e' stato uno sbalzo di pressione e voila' -  perdite di fluidi di trivellazione.

Le autorita' dicono che sono eventi rari.
Chissa' perche' dopo che succedono sono sempre rari!

Nel frattempo, il dipartimento per le risorse naturali dell'Ohio ha diramato nuove linee guida per il monitoraggio e la prevenzione sismica nello stato. Le leggi impongono di eseguire monitoraggi sismici prima di iniziare a trivellare nel raggio di tre miglia, quasi cinque chilometri, da note faglie sismiche o in aree gia' soggette a terremoti di grado 2.0. 

Sunday, March 30, 2014

Il terremoto a Los Angeles



A destra i pozzi di petrolio
A sinistra i terremoti

La Habra, California

E' sicuramente una concienza.
Quasi sicuramente.




 
Vecchi pozzi a La Habra

La Habra, 1920

Il terremoto ieri sera. Ero in ufficio, scrivevo il mio grant e imparavo il Thomas conjecture per la multistabilita' e se si poteva applicare a limit cycles invece che solo ai stable points. 

E poi a un certo punto tutto si e' mosso. E' stato ondulante. E' durato a lungo. Appena me ne sono resa conto la prima cosa che ho pensato e' che quello in cui ero era un edificio safe, e che sarebbe resistito a quel dondolare.  E' stato lungo.  In ufficio c'erano solo Lae Kim, il nostro studente coreano, e Tom Chou, quello del documento dell'idrogeno solforato.

Ci siamo visti e dicusso un po sul terremoto, e poi siamo tornati al lavoro.

L'epicentro era La Habra, ad est di qui. La profondita' 6 chilometri. 

La Habra l'avevo gia' sentita nominare. 


Li avevano trivellati all'inizio del secolo scorso, quando Los Angeles era un enorme campo di petrolio e da La Habra si arrivava a tirare fuori fino a 11,000 barili al giorno, una cifra consistente, considerata la tecnologia di allora.

Sui vecchi pozzi passati in mano alla Occidental Petroleum e per la maggior parte fermi dal 1980, ci hanno fatto stoccaggio di gas e di petrolio fino al 1986.  C'e' ancora adesso attivita' minore, con produzione di 500 barili al giorno.

Con le nuove tecnologie pero', e con i costi esorbitanti del petrolio, entra in scena questa Matrix Oil che decide di "investire" a La Habra. Vogliono espandere le loro operazioni per arrivare a 30 pozzi

E' evidente che e' troppo presto per dire qualsiasi cosa, ma la cosa interessante e' che anche se tutto questo potrebbe essere fantascienza, il terremoto di qualche settimana fa, quello di 4.4 con epicentro a Westwood ha posto diversi interrogativi ufficiali sul tema.

In particolare, Paul Koretz e Mike Bonin, i due responsabili del nuovo divieto di fracking in tutta la contea di Los Angeles hanno richiesto che tutti gli enti preposti indagassero se attivita' di stimolazione di pozzi, fratturazione idraulica su vecchi pozzi potessero essere collegate ai terremoti o se anche avessero potuto in qualche modo innescare la sismicita' della zona. Vicino all'epicentro del terremoto di Westwood, infatti, ci sono vecchi pozzi ancora in uso dai tempi che furono, proprio come a La Habra.

Probabilmente e' solo una coincidenza, visto che tutti quelli che vivono qui sanno di dover convivere con il terremoto, ma questo non toglie che i terremoti naturali che ci ha dato madre natura ce li teniamo - assieme al sole e al mare di california - ma le trivelle, e il fracking e le acidificazioni, e qualsiasi altro contributo che viene dall'ingordigia umana, no grazie.


Monday, May 4, 2009

Il tubo di Sulmona


La SNAM - societa' nazionale auto-metanodotti che l'ENI controlla al 100% - progetta di costruire un gasdotto da Brindisi a Minerbio, in provincia di Bologna, che attraversera' l'Abruzzo. Le citta' principalmente coinvolte sono Sulmona e L'Aquila a sismicita' "elevata e catastrofica", passando per altre citta' sismiche ed artistiche di Umbria, Lazio, Marche, Puglie, Molise ed Emilia Romagna.

Il punto di partenza e' il costruendo rigassificatore di Brindisi che assieme al metano che passera' nei tubi e' di proprieta' della British gas. La SNAM gli costruisce solo l'infrastruttura nel suolo italiano. Il gas arriva liquefatto dall'Algeria, viene poi riportato allo stato gassoso nel rigassificatore, e spedito nel Nord Europa.

Un piccolo dettaglio degno di nota e' che i lavori per il rigassificatore sono fermi a causa di 5 arresti, 27 avvisi di garanzia 52 perquisizioni in tutta Italia e il sequestro del cantiere per "corruzione continuata e aggravata". Un affare da 330 milioni di euro, intrallazzi e ruberie esclusi.

Minerbio invece e' il punto d'arrivo dove esistono gia' altre tubature per il gas che arrivano dalla Russia e dalla Tunisia, e che gia' attraversano l'Italia, soddisfacendo al nostro fabbisogno nazionale.

Il gasdotto, di circa 637 chilometri, prevede la presenza di un tubo di circa un metro di diametro, interrato a tre metri di profondita'. Necessita di circa 40 metri di scasso, 20 a destra e 20 a sinistra.

Inutile dire che nei progetti della SNAM non si tiene conto ne' di aree protette, ne' di fiumi, boschi, falde acquifere, centri abitati e sismicita', come denunciano gli umbri che si sono riuniti in varie associazioni no-tubo.

In piu' il gas delle tubature ogni tanto deve essere spinto per farlo andare nella direzione desiderata, ed ecco dunque la comparsa di cosiddette stazioni di compressione. La SNAM ne vorrebbe mettere una a Sulmona. Che sia una citta' di sismicita' a grado uno, "elevata e catastrofica", non importa.

Come riporta Primadanoi, l'unita' di compressione dovrebbe sorgere a due chilometri dalla citta', in 12 ettari di terra coltivati ad uliveti in una area di 'preminente interesse agricolo', vicino ad un sito archeologico, e vicinissimo al parco nazionale della Majella.

Anche qui la storia si ripete: come per la raffieria di Ortona ci sara' la necessita' di una modifica del piano regolatore che trasformi questi terreni da agricoli ad industriali. L'ENI-SNAM non esclude la possbilita' di futuri ampliamenti.

Come da copione, la SNAM-ENI dice che va tutto bene, nonostante i loro stessi studi mostrano come i fumi di turbocompressione e del riscaldamento del gas emetteranno, 12 microgrammi per metrocubo l'ora (=11 ppm) di monossido di carbonio, e 52 microgrammi l'ora (=0.022ppm) di ossidi di azoto. La centrale funzionera' 24 ore su 24. I limiti americani in materia sono si 9ppm per il CO e di 0.053 ppm per i nitrati.

La centrale negli USA sarebbe considerata fuorilegge per le troppe emissione di CO. Ma si sa, gli italiani nascono con i polmoni di ferro.

Infine, proprio come ad Ortona, la centrale di Sulmona portera' a sei o sette posti di lavoro perche' tutto verra' manovrato elettronicamente da San Donato Milanese.

L'unica (e ottima) differenza con il caso Ortona, dove la ditta del sindaco Fratino ha portato a casa in un anno 1 milione di euro in appalti ENI, e' che il consiglio comunale di Sulmona ha espresso all'unanimita' parere negativo a questa centrale, il 23 febbraio 2009.

Vedremo come si svolgera' la situazione. Voglio pero' precisare una cosa. Uno potrebbe dire: beh, il gas ci serve, alla fine dei conti e' solo un tubo sotterrato e il metano lo usiamo tutti. In effetti, potrebbe anche essere cosi', se non fosse per due lievi dettagli:

1) la SNAM in tutti questi progetti non chiede niente a nessuno, traccia linee come se il territorio gli appartenesse, non spiega, non parla, non chiede. Pensano che Sulmona, L'Abruzzo, l'Umbria gli appartengono. Questa mentalita' non va assolutamente bene.

2) Il fatto piu' grave, e' che il gas non e' ne per abruzzesi, umbri o laziali, ne per gli italiani, ma solo per farci correre il gas della British Gas. In Italia abbiamo gia' metanodotti a sufficienza per il fabbisogno nazionale. Lo stesso Scaroni afferma che lo scopo piu' grande e' quello di trasformare l'Italia "nell'hub del gas internazionale", una specie di autostrada dove gli altri mettono tubi, inquinamento e centrali di compressione a loro uso e consumo e noi stiamo zitti, come dei fessi.

Cosa resta agli italiani? Niente, perche' la British gas, e chiunque altro usera' questo gasdotto, paghera' i diritti di passaggio allla SNAM (=ENI), e non certo a noi.

Ecco le parole di Scaroni alla Commissione attivita' produttive della Camera:

"Certamente l’Italia ha più pipelines di qualsiasi altro paese europeo. Nessun altro ne ha così tanti, se poi avessimo anche 7-8-10 rigassificatori potremmo essere un hub. Ma vedo che si fa fatica a farne 1 o 2, mentre in Spagna se ne fanno ben 9. Mi sembra che sia un treno già partito sul quale faremo fatica a saltare”.

Di grazia, ci puo' spiegare perche' dovremmo saltare su questo treno? Cosa ne guadagnano gli italiani? A chi andranno i benefici?



Fonti: Petrolio.Blogosfere, Il Corriere dell'Umbria, Il Corriere del web, La Nazione, Il Corriere della Sera