Dal rapporto del Servizio Geologico USA su fracking e terremoti
Vari email in questi giorni sul terremoto in Emilia, a volte dicendomi che il petrolio non c'entra niente, e tanti negazionisti.
Puo' essere che il petrolio non c'entri niente. Ma puo' essere anche il contrario, visto che fra pozzi di reiniezione, trivelle, e stoccaggio abbiamo martoriato un territorio gia' ballerino e visto cosa questo ha causato in altre parti d'Italia.
Nessuno puo' negare che ci sono domande a cui la popolazione ha diritto di avere risposte, e nessuno puo' negare che anche se il fracking non si fa - per ora - in Italia (ma ne siamo sicuri?)
in altre parti del mondo le trivelle hanno portato a movimenti tellurici piu' o meno gravi.
Infatti, mutatis mutandis, ecco cosa accade nel Midwest americano, per colpa del fracking. Di terremoti imputabili alle estrazione di shale gas ce ne sono stati tanti in Arkansas, Ohio in Texas negli scorsi anni e ne abbiamo parlato tante volte.
Il fracking e' una tecnica di estrazione del gas da roccia porosa: mandi giu' un cocktail di robaccia chimica - che spesso contamina le acque potabili - e poi scateni un microterremoto, la roccia si 'frattura' e voila', il gas viene sprigionato dai pori della roccia - assieme a residui di vario genere.
Negli USA la pratica del fracking - grazie a Dick Cheney, vice presidente sotto George Bush, e anche a suo tempo capo della ditta petrolifera Halliburton - va avanti da tempo, ed e' soggetta anche a varie esenzioni di controllo ambientale.
Il 12 Aprile 2012 un gruppo di ricercatori del USGS - il servizio geologico USA, US Geological Survey - presento' queste statistiche:
Dal 1970 fino al 2000 i terremoti negli stati centrali USA erano circa 21 l'anno.
Nel 2009, 50 terremoti l'anno.
Nel 2010, 87 terremoti l'anno.
Nel 2011, 134 terremoti l'anno.
Il Segretario del US Department of the Interior - David Hayes - afferma che guarda caso, l'ascesa dei terremoti si osserva nelle stesse aree in cui vi era alta concentrazione di smaltimento di acque da fracking in pozzi dismessi nelle aree fra Colorado, Ohio e Oklahoma.
I terremoti erano di bassa magnitudine, e hanno portato a bassi rischi - in zone non sismiche.
Il rapporto ha anche evidenziato che sebbene non tutti i pozzi di re-iniezione causano terremoti non e' possibile determinare a priori quali porteranno a scosse e quali no.
Sebbene i petrolieri dicano che e' tutto sotto controllo, uno degli autori dello studio, William Ellsworth conclude che
the recent surge of earthquakes since 2001 near oil and gas extraction operations is "almost certainly man-made"

il recente aumento nel numero di terremoti dal 2001 vicino alle operazioni di petrolio e di gas e' "quasi certamente causato dall'uomo"
e poi
A naturally-occurring rate change of this magnitude is unprecedented outside of volcanic settings or in the absence of a main shock, of which there were neither in this region.
Un tasso di cambiamento cosi' elevato nella frequenza di terremoti naturali non ha precedenti, al di fuori di zone vulcaniche e in assenza di forti shock. Nessuna delle due cose sono presenti in quest'area.
Come dire per esculsione resta una sola conclusione.
Di nuovo, il nostro governo vuole dire qualcosa? Clini vuole dire qualcosa? Vogliamo discuretere una volta per tutte di questi fracking nel nostro governo e decidere preventivamente di vietarlo in Italia?
O dobbiamo ancora contare altri danni, altra vita, altri malati, altro inquinamento?


