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Friday, May 10, 2019

Quei 600 terremoti di Ohio, Texas, West Virginia, Pennsylvania e Oklahoma causati dalle trivelle


Circa 600 terremoti recenti e di intensita' media in Ohio, Texas, West Virginia, Pennsylvania e Oklahoma possono essere attribuiti al fracking.

Lo conclude uno studio presentato presso il Seismological Society of America e presentato al congresso annuale del 2019 da Michael Brudzinski della Miami University.

Questi terremoti sono diversi da quelli causati dai pozzi di reinizione, in quanto sono dovuti direttamente all'atto del fracking e non ai fluidi ri-immessi in profondita'. Tipicamente sono fra intensita' 2.0 e 3.8. Il fenomeno dei terremoti da trivelle e non da reiniezione e' maggiormente sentito in Ohio e nella zona della catena dei monti Appalaci.

E guarda caso proprio nei pressi dell'Appalachian Basin, dove c'e' stata una esplosione di estrazione di gas naturale negli scorsi venti anni. Ci sono qui piu' gas estrattivi che di reiniezione, e i cluster dei due tipo sono bene separati gli uni dagli altri. Brudzinski dice che questo fa si che sia possibile distinguere la sismicita' indotta dalle due fonti, analizzando localita' e tempo delle scosse sismiche.

In generale i terremoti da fracking, a differenza di quelli da reiniezione, mostrano scosse in forte vicinanza fra di loro, di circa cento o duecento eventi nel giro di pochi giorni, con periodi di pausa, e poi gli sciami riprendono.

Fra i fattori piu' importanti nel determinare l'intensita' dei terremoti: la profondita' del pozzo: piu' in verticale si va, piu'siamo vicino a faglie mature ma sopratutto la pressione esercitata sulla roccia e' maggiore.

Credo che ormai di studi di questo tipo ce ne siano a bizzeffe, e che sia chiaro che le trivelle non portano niente di buono, mai. Se continuo a scriverne, e' perche' voglio che questi temi restino parte della discussione, dell'attualita', perche' una volta che ce ne dimentichiamo o peggio, che li diamo per assodati, quello e' il momento in cui petrolieri e affini affileranno le trivelle e torneranno a prendersi il nostro sottosuolo.

Tanto e' stato fatto e detto in questi dodici anni, e occorre cementificare nell'opinione pubblica il fatto che trivelle in Italia, no grazie.  

Wednesday, October 28, 2015

Terremoti di Groningen, Olanda: 5 miliardi di danni per sismicita' indotta

Tutto questo in zona fino al 1963 non sismica.
E grazie alle estrazioni di gas metano.

La Shell e la ExxonMobil dovranno pagare almeno 5 miliardi di euro per
svalutazione del mercato immobiliare
 
Secondo le stime ci vorranno 30 anni e 30 miliardi di euro per tornare
alla normalita'.





























"The earthquakes are still there, and we will have to reckon with earthquakes in the future"


"When you extract gas, it changes the pressure 
in the gas reservoir and causes compaction 
in the reservoir sandstone, which causes earthquakes.”

Manuel Sintubin, professore di geodinamica presso l'Universita' di Leuven

Nel 2013 la Shell e la ExxonMobil hanno estratto il doppio di quanto consentito
 

La storia di Annemarie e Albert Heite e' semplice: volevano una casa in campagna, per le loro due bambine, con l'aria buona e dove correre nei campi. Trovata e comprata cinque anni fa. Di mattoncini rossi, con giardino. Regione di Groningen, Olanda.

Si sistemano. Subito iniziano i terremoti. Iniziano a piovere pezzetti di calcestruzzo dal soffitto nella stanza delle bimbe. Iniziano a piovere pezzi di mattoni. Loro non lo sapevano, ma centinaia di terremoti, di intensita' non troppo elevata che si ripetono da anni, hanno praticamente disutto le fondamenta della loro casa.

Oggi quella casa e' in via di demolizione. Le autorita' hanno deciso che e' insicura e che deve essere abbattuta. La casa dei loro vicini e' gia un cumulo di macerie. Anche la scuola delle bimbe e' pericolante. Anzi, tutto il paese a' afflitto dalle conseguenze di 50 anni di estrazioni, come si puo' vedere in tutte le foto sopra e che sono state prese dal sito Schokkend Groningen (in Olandese).

La colpa, senza ombra di dubbio, sono le operazioni estrattive di gas naturale della Shell e della ExxonMobil nell'area. E del governo olandese che per vent'anni ha chiuso un occhio e pure due sulla sismicita' indotta di Groningen, di cui invece cittadini e scienziati sapevano gia' tutto, per averlo vissuto i primi, e per averlo studiato i secondi.

La storia di Groningen inizia nel 1963 quando la NAM -- Nederlandse Aardolie Maatschappij -- un consorzio Shell e ExxonMobil, inizio' a trivellare. In seguito, il governo divenne parte del consorzio, con il 40% delle quote. Tutti gli attori coinvolti hanno lucrato alla grande per 30 anni con il gas di Groningen:  i petrolieri, il governo e anche l'Europa, visto che il giacimento si rivelo' essere il suo piu' grande giacimento. Anzi, Groningen e' il decimo piu' grande giacimento del mondo intero. In cinquant'anni vengono estratti i due terzi del quantitativo totale di gas.

Soldi a palate.

Sotto Groningen nel 1960 non ci sono faglie sismiche.

Dopo trent'anni ci si accorge che qualcosa non va: la zona e' diventata sismica. Si cerca di negare l'evidenza, ma non si puo'. Dai primi anni '90 si inizia a studiare meglio e si registrano almeno mille terremoti in pochi anni, la cui intensita' massima arriva a 3.6 Richter. Paiono terremoti modesti, ma la zona era non sismica, e soprattutto, le conseguenze piu' sono gravi di quanto ci si possa aspettare perche' gli epicentri sono vicini alla superficie e gli edifici sono costruiti su terreno fragile.

Si punta il dito verso le trivellazioni.

Dopo tanto dibattere, dopo il tuttapposto olandese di governo e petrolieri, tutti, inclusi ExxonMobil e Shell, accettano che la sismicita' olandese e' stata indotta dall'uomo. Il distinguo pero' era che i danni sarebbero stati minori e per vent'anni hanno sostenuto questa tesi: si, le trivelle causano terremoti, ma sono lievi e non portano a gravi conseguenze. NAM avrebbe analizzato caso per caso e pagato i danni.

Tutto cambia nel 2012, quando un terremoto di intensita' 3.6 colpisce l'area con danni visibili e paura. Arrivano almeno 50,000 segnalazioni di casi di crepe, case insicure, muri pericolanti, pezzi di mattoni che cadono, case che devono essere demolite.

Finalmente, anche l'ente governativo per la sicurezza deve piegarsi e conduce una dettagliata indagine sulla sismicita' indotta in Olanda, dal 1959 al 2014.

Il risultato ufficiale e' stato un duro colpo per la Shell e la ExxonMobil: fino al 2013, governo e petrolieri, hanno de facto ignorato le preoccupazioni dei residenti e le precauzioni per la sicurezza, non hanno fatto analisi del rischio, non hanno tenuto conto degli studi scientifici. L'unico obiettivo era di massimizzare gli introiti.

Cinquant'anni di terremoti, anche se medi ma continuati nel tempo, non possono non avere conseguenze negative, finanziarie, di pace mentale della gente.

Chi voleva vendere la propria casa ne ha visto il valore calare in maniera impressionante. I prezzi sono praticamente dimezzati. Molti sono rimasti intrappolati dove erano, con paura e crepe. NAM ha fatto ben poco per loro.

A Settembre 2015 una class action porta ad una sentenza storica: tutti i residenti di Groeningen, che le loro case siano in vendita o no, possono chiedere di essere compensati per le perdite del valore dei loro immobili. Si tratta di circa 100,000 abitazioni. E' la prima volta che i petrolieri vengono dichiarati responsabili di avere distrutto il mercato immobiliare. Con questa sentenza, Shell e ExxonMobil hanno di nuovo confermato che la colpa della sismicita' indotta e' loro. Punto. Si stima che dovranno sborsare almeno 5 miliardi di euro, in aggiunta agli 1.2 gia' pagati e solo per il recupero di valore immobiliare perso.

E le scuole, gli uffici pubblici, le chiese?

Una commissione indipendente dice che ci vorranno trent'anni per mettere tutto in sicurezza, e che il costo sara' di 30 miliardi di euro.

Anche la casa di Jur Huizinga sara' demolita perche' insicura. Adesso vive in un centro temporaneo. La sua odissea con Shell ed ExxonMobil inizia nel 2003, la prima volta che gli venne detto che la sua casa era pericolante. Per anni i petrolieri hanno risposto che non era per colpa loro, poi gli hanno offerto cifre bassissime che sono cresciute perche' si e' fatto valere.

Jur dice che e' il loro modus operandi e' sempre lo stesso.

Usano personale specializzato in negoziazioni e giocano allo sfinimento. Spesso i residenti cedono e accettano cifre irrisorie per lo stress e la stanchezza.

Ma Jur no. Il valore della sua casa era di 800,000 euro. Dopo dodici anni di lotte gli hanno offerto 500,000 euro. Spera di poter recuperare il costo completo con la nuova sentenza.

Queste storie di case demolite e della prepotenza del consorzio ExxonMobil e Shell si ripetono a Groningen. La gente e' stanca, arrabbiata, e non si parla d'altro. Lo stesso ministro dell'Economia olandese, Henk Kamp, dice che le ditte del gas non hanno fatto abbastanza. A luglio il governo olandese aveva deciso di abbassare le produzioni di gas: da 54 miliardi di metri cubi del 2013 a "solo" trenta nel 2015. I residenti vogliono che il limite venga portato a 21, altri vogliono che le estrazioni di gas vengano fermate.

Ma la terra continua a tremare. Tutti qui sanno che i terremoti non si fermeranno e che le intensita' potrebbero crescere ed arrivare anche a 4 o 5.

Ecco, ci sono voluti 50 anni per capire che le estrazioni di idrocarburi portano a sismicita' indotta in aree prima non prone a terremoti. E alla fine, chi paga, veramente sono i residenti, con le loro case, le loro paure, le loro vite. In Emilia Romagna, in Veneto, in Abruzzo, in Puglia, faremmo bene a far tesoro di queste esperienze prima di bucare il territorio alla cieca.

Che a differenza di Groningen e' gia' ballerino di per conto suo.

Thursday, August 27, 2015

British Columbia, Canada: terremoti da fracking in zone non sismiche 4.4 Richter


E' stato il piu' grande evento sismico nell'area causato dall'attivita' petrolifera.  In totale nell'area ci sono stati 231 eventi sismici fra l'Agosto del 2013 ed il Novembre 201, alcuni di intensita' superiore a magnitudo 3.5.







"My house got shook. My couch I was on was actually shaking with me. It dawned on me it could be earthquake, but it could be fracking in the area. I don't think they should continue fracking."

Residenti Canadesi



The magnitudes have been increasing every year.

Gail Atkinson, Canada Research Chair in Induced Seismicity Hazards 
Ontario’s Western University,  



Eccoci qui.

Non che ci volessero altre prove di sismicita' indotta da trivelle ed affini, ma eccola lo stesso, dal Canada. Dopo circa un anno da un terremoto inaspettato di magnitudo 4.4 in British Columbia nel 2014, la Oil and Gas Commission del British Columbia ha confermato che la causa del terremoto e' stata, si, l'iniezione di fluidi di trivellazione durante le operazioni di fracking.

Le citta' interessate erano  Fort St. John and Fort Nelson.

Questo non lo dice la D'Orsogna, lo dice l'ente governativo che regolamenta le estrazioni di gas e di petrolio del British Columbia, lo stato canadese lungo la costa pacifica, a nord della California e dove c'e' la citta' di Vancouver.

I terremoti sono stati avvertiti nell'Agosto del 2014. Prima c'erano state altre scosse di magnitudo 3.8.
Cosa sucedeva in zona? Si faceva fracking, si iniettavano veleni nei pozzi e monnezza in altri. La solita canzone dei petrolieri.

Negli scorsi dieci anni ci sono stati circa 500 terremoti in zona, tutti di magnitudine molto bassa -- 1 o 2 --proprio in parallelo con l'aumento delle attivita' estrattive.

Di questi, dopo una indagine nel 2014, 231 sono stati attribuiti ai petrolieri  – 38 indotti dalla iniezione sottoterra di materiale petrolifero e 193 dalle operazioni di fracking. Una indagine precendente eseguita nel 2012 documento' invece 272 eventi sismici dovuti a  ``fluid injection during hydraulic fracturing in proximity to pre-existing faults”  fra l'Aprile del 2009 e il Dicembre del 2011.

Questa pero', nell'estate del 2014, era la prima volta che si arrivava a una intensita' cosi forte ed e' stata nominata una commissione apposta. 

La quale commissioneha attribuito la causa delle trivelle alla ditta chiamata Progress Energy, della Malesia, alla quale e' stato ordinato di "ridurre il volume dei fluidi usati". Questa Progress Energy ha anche in progetto di costruire una centrale rigassificatore chiamata Pacific North West LNG per esportare il gas. La gente e' ovviamente preoccupata di quel che potra' succedere se e quando questo rigassificatore comparira' sulla scena.

Ovviamente i politici sono politici sempre, e cosi il Ministro dello "Sviluppo del Gas Naturale" Rich Coleman non puo' che dire "si, e' sismicita' indotta, ma i terremoti sono rari" e ha dato istruzione che tutto si deve fermare se la sismicita' indotta supera l'intensita' 4.0 In tal caso ci devono essere piani di "mitigazione".

Chissa' - diranno abracadabra?

Intanto che preparano questi piani di mitigrazione, i terremoti di Fort St. John and Fort Nelson sono, secondo le statistiche, fra i piu' forti mai registrati a causa delle operazioni di iniezione di materiale petrolifero da fracking nel sottosuolo.

Il record assoluto spetta a Prague, in Oklahoma con intensita' 4.7.

Ma ci sono andati vicini in Canada. La scorsa settimana c'e' stato un altro terremoto in British Columbia, di intensita' 4.6 Richter visino a Fort St. John e Fort Nelson che ha portato la Progress Energy a chiudere un altro pozzo in via preliminare. Adesso devono capire se anche questo terremoto e' dovuto al fracking ma uno dei responsabili della Oil and Gas commission della British Columbia,


Alan Clay, afferma che

“It’s still under investigation, but it was likely induced by hydraulic fracturing"

Altri due terremoti da fracking di intensita' 4.4 sono stati nvece registrati a Fox Creek, in Alberta a gennaio.

Anche qui, prima delle trivelle i terremoti erano circa uno all'anno. Da che si e' iniziato a fare fracking i terremoti sono passati a 160 l'anno, in genere piccoli, ma appunto anche due di intensita' maggiore in tempi recenti.
 
Secondo Gail Atkinson,  Canada Research Chair in Induced Seismicity Hazards presso la Ontario’s Western University, “the magnitudes have been increasing every year.” Questo lo dice uno degli esperti principali di sismicita' indotta del Canada.




Se uno si pensa bene e cerca di raffrontare le cose con l'Italia, il paragone lascia un po perplessi. Qui e' stato un ente ufficiale ad ammettere la sismicita' indotta, non un pinco pallino qualsiasi.

Ce lo possiamo immaginare in Italia il Ministero per lo Sviluppo Economico o il Ministero per l'Ambiente ad ammettere, come hanno fatto quelli della Oil and Gas Commission della British Columbia, che i terremoti sono colpa dei petrolieri?

Ma nooo... anatema!!

Noi in Italia possiamo star tranquilli. A noi non succedera' mai. E se succede, non succede lo stesso.

Grazie Matteo Renzi, grazie INGV, grazie ai ministeri cosi' garanti della democrazia e della civilta', grazie alla scienza ufficiale italiana, libera ed indipendente.





Saturday, February 8, 2014

Sismicita' indotta: se anche in Texas....

Trivelle di Azle, TX

Terremoti di Azle, TX 
30 dal Novembre 2013 ad oggi



Ci fanno petrolio e gas e fracking e reiniezione di rifiuti petroliferi nel sottosuolo.

Non e' una zona tradizionalmente soggetta a terremoti, ma dal Novembre 2013 ci sono stati almeno 30 terremoti di intensita' superiore al grado 2.2 della scala Richter, fino ad un massimo di 3.9 Richter.

Le autorita' dicono che non sanno perche' ci sono questi terremoti.

La gente e' arrabbiata e confusa e dicono di sapere il perche' dei terremoti: la produzione di gas naturale nel Barnett Shale della zona.

E le idee di popolo, nella loro semplicita', sono anche le piu' intelligenti.

“Something is going on. Stop drilling and see what happens,” ha detto Victoria Ball durante un incontro pubblico a Azle.

Tutti hanno applaudito.

“I do believe the injection wells are causing the majority of it.”

Frances Kulas, un altro residente.

Il direttore del Barnett Shale Energy Education Council, un nome raffinato per dire che sono i rappresentanti dei petrolieri, Ed Ireland, dice che non ci sono prove sufficenti per arrivare ad una conclusione finale.

E' un classico dei petrolieri - non dire si, non dire no, dire che "non si sa" e cosi continuare indisturbati.

Ma visto che nemmeno in Texas non si puo' negare l'innegabile, la Commissione Energia del Texas ha messo su un gruppo speciale di esperti per studiare la correlazione fra terremoti e pozzi di reiniezione di petrolio e di gas. Nel frattempo alcuni scienziati della vicina Southern Methodist University hanno installato una ventina di sensori nella zona per raccogliere dati. Tutto e' raccolto su questo sito.

La sismicita' indotta non e' nuova in Texas. Gia' nel 2008-2009 ci fu uno sciame sismico nei pressi dell'aereoporto di Dallas vicino ad un pozzo di reiniezione nell'area, nella citta' di Cleburne.

Il pozzo di reiniezione non venne piu' utilizzato dall'Agosto 2009.

Non ci furono piu' terremoti.


Read more here: http://www.star-telegram.com/2014/01/02/5457081/azle-meeting-on-earthquakes-yields.html#storylin
Ovviamente non e' la prima volta che si parla della correlazione fra terremoti e trivelle, e ci sono studi autorevolissimi, pubblicati su PNAS e su Science a confermare diversi casi di sismicita' indotta.











Saturday, August 31, 2013

Le sfide di Piero Angela


La democrazia non può basarsi sull'ignoranza dei problemi, perché uno dei suoi grandi obiettivi è proprio quello di rendere i cittadini responsabili e consapevoli, in modo che possano esercitare i loro diritti utilizzando meglio la loro capacità di capire.

Piero Angela,
Viaggi nella scienza

Nel 2006, Piero Angela scrisse un libro che si intitolava "La sfida del secolo" in cui sosteneva che era imperativo cercare nuove fonti energetiche visto che quelle esistenti - petrolio e gas - sono in "via d'estinzione" - parole non mie.

Parlava del picco del petrolio, e diceva che occorre

1. puntare sulle energie rinnovabili, "ma senza pretendere troppo";
2. non immettere nell'ambiente inquinanti che superino la sua capacità di assorbirli;
3. non aumentare l'uso delle risorse non rinnovabili;
4. puntare sulla ricerca scientifica per migliorare l'efficienza energetica ed evitare gli sprechi inutili;
5. diminuire drasticamente le emissioni di sostanze inquinanti, anche a costo di qualche sacrificio;
6. impegnarsi affinché i paesi in via di sviluppo non ripetano le stesse fasi inquinanti del nostro sviluppo occidentale.

Da allora devono essere cambiate tante cose.

In tempi piu' recenti infatti il Piero nazionale ha cambiato rotta sull'uso delle fonti fossili e dei problemi che comportano.

Nel 2010 infatti compare uno dei primi servizi sullo shale gas a Superquark e su questa "nuova tecnologia" che "ha moltiplicato i giacimenti di gas naturale sfruttabili". 

Dei sei punti di cui sopra, nessuna traccia.

Nel 2012 invece un nuovo servizio a Superquark sulle trivelle in Adriatico in cui si spiegava che molte specie marine "colonizzeranno le piattaforme a mare" e che queste diventano un vero e proprio "laboratorio di studio degli ecosistemi marini".

Anche qui, nessun riferimento all'inquinamento, agli scarichi in mare di materiale di risulta, alle alte concentrazioni di mercurio nei corpi dei pesci catturati vicino alle piattaforme. Nessuna riflessione sul fatto che se vogliamo fare i laboratori sugli ecosistemi marini, e' molto meglio finanziare la ricerca di base invece che pensare che saranno i petrolieri a risolverci anche le curiosita' scientifiche.
 
Quest'anno Superquark ci riprova con il fracking.

Nella puntata dell'8 Agosto 2013 Piero Angela prima e Lorenzo Pinna dopo ci parlano del gas non-convenzionale da scisti nel North Dakota come della manna scesa dal cielo. Tutto quello che si dice e' asettico, perfetto, senza problemi.

La "scienza e la tecnologia" che risolvono tutti i problemi energetici, addirituttura "ribaltando la situazione" e prospettando l'indipendenza energetica per gli USA. 

Nel servizio pero' non c'e' traccia alcuna di tutti gli effetti negativi del fracking sulle comunita', sugli enormi volumi d'acqua impiegati, sul fatto che questa acqua torni a madre natura inquinata da sostanze chimiche piu' o meno cancerogene e tossiche, su dove e come smaltire gli scarti di trivellazione.

Niente.

Si parla solo di pompe, fratturazione, sabbia, e di eventi "complessi". Mai di inquinanti.

Forse Piero Angela non lo sa, ma studio dopo studio mostrano, per esempio, la presenza di elevate concentrazioni di arsenico, stronzio, selenio, metano, etano e propano in varie localita' da fracking, in alcuni casi anche 18 volte piu' di quanto accettabile. 

Addirittura in Texas c'e' una citta' dove l'acqua di falda e' finita a causa del pompaggio eccessivo di acqua per il fracking. 

E i problemi alla salute di chi vive vicino alle trivelle o al gas che viene bruciato? E gli effetti sul bestiame? Sull'agricoltura? E la sismicita' indotta? 

Eppure ci sono molti articoli, anche su Science che ne parlano.

Non legge Science Piero Angela? 

In Arkansas dopo l'arrivo del fracking ci sono stati la bellezza di 1000 terremoti nell'arco di due anni,  in zona prima asismica e di grado anche 4.7 Richter.  C'e' addirituttura una causa in corso per sismicita' indotta.

E magari se quelli di Superquark avessero voluto guardare un po piu in dettaglio del mezzo minuto dedicato a Williston, avrebbero scoperto mille altri problemi sociali.

Ecco qui, come si vive a Williston, la capitale del fracking del North Dakota.  L'ho conosciuta una ragazza di li. Quasi ci piangeva a ricordare come era la sua citta' prima che venissero quelli delle trivelle.

E perche' si intervistano solo i petrolieri del North Dakota e Massimo Nicolazzi ex dipendente Agip-ENI?

E non vogliamo parlare dell'attivismo degli americani? Del milione di lettere arrivate ad Obama contro il fracking? Del fatto che lo stato di New York abbia una moratoria contro il fracking da circa 5 anni?

Tutte queste cose non sono di interesse al pubblico di Superquark?

Com'e' possibile preparare una puntata sul fracking e non imbattersi in un problema che sia uno collegato a tale tecnica?

Non e' forse compito di un giornalista serio mostrare anche le cose sgradevoli del fracking?

Anche il governo USA e' pro-fracking. Obama non ne fa mistero. Ma questo non impedisce ai giornalisti veri di raccontare la vita di chi con il fracking ci vive ogni giorno. Legga Piero Angela i commentari del New York Times, i servizi di PBS, la TV pubblica americana, o quelli di ProPublica, ascolti i reportage di NPR, la radio pubblica USA. E magari vada ad intervistare uno dei residenti di Williston che non lavora per il petrolio.

Forse una volta guardare Superquark avrebbe insegnato qualcosa a noi cittadini,  ci avrebbe resi "responsabili e consapevoli" e ci avrebbe "aiutato ad esercitare" e i nostri diritti utilizzando meglio la nostra "capacità di capire".

Una volta, forse.

Non certo la sera dell'8 Agosto 2013.

Tuesday, May 7, 2013

Altri terremoti da reiniezione: 5.3R Colorado




"Can this rate change be natural? I certainly don't think so"
Justin Rubenstein, geofisico, USGS

Il meeting annuale della Seismological Society of America, si e' svolto a il a Salt Lake City durante la terza settimana di Aprile 2013.

Fra i vari interventi, il giorno 19 Aprile quello di Justin Rubinstein geofisico dell' U.S. Geological Survey (USGS), una specie del nostro INGV.

Il suo lavoro si riferiva agli sciami sismici nei pressi di Raton Basin, ai piedi delle Rocky Mountains, fra New Mexico e Colorado dove - guarda caso! - ci sono operazioni di coal bed methane - fracking da strati carboniferi, partiti nel 1999.

Parallelamente alle operazioni di fracking, ci sono state operazioni di reinizione di materiale fluido di scarto ad alta pressione che va a sbilanciare tutti gli equilibri sotterranei.

Il monitoraggio degli scorsi anni rivela che la sismicita' e' in aumento spaventoso da quando sono iniziate le operazioni di reiniezione.

Ci sono stati 100 terremoti di grado 3 o superiore fra i dieci anni compresi fra il 2001 e il 2011, a fronte dei 5 terremoti fra i trenta anni intercorsi dal 1970 e il 2001.

Anche per i terremoti di grado superiore c'e' stato un aumento significativo, dice Rubenstein. Tutti questi terremoti sono non troppo distanti dai pozzi di reiniezione - tutti in un raggio di cinque chilometri.

In particolare, Rubenstein associa il terremoto di magnitudine 5.3 a Trinidad, in Colorado, del 22 Agosto 2011 alle operazioni di reiniezione in zona. 

E' stato il piu' grande terremoto del Colorado degli ultimi 40 anni.

A Trinidad non ci sono stati molti guai, anche se le case hanno dovuto crepe e c'e' stata paura.
Ma questo e' il Colorado e non hanno gli edifici storici che ci sono in Italia. Da noi, per storia e per malacivilta', i terremoti di magnitudine 5.3 causano tutt'altri effetti.