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Tuesday, October 23, 2018

Blackpool, UK: ricomincia il fracking; ricominciano le microscosse.



Cuadrilla's only safe option is to cease fracking.

David Smythe, professore emerito di geofisica
University of Glasgow


Dopo due settimane di trivelle, 27 microscosse.

Ogni giorno perso costa alla Cuadrilla 94mila sterline

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La premessa e' che sono scosse poco percettibili, di intensita' cosi bassa che in gran parte solo gli strumenti riescono a identificarli.

Il fatto inquietante pero' che queste scosse diventano visibili agli strumenti di misura solo pochi giorni dopo che sono ri-incominciate le trivelle attorno a Blackpool.

Siamo nel cuore del Regno Unito, dove per sette anni di fermo al fracking, di scosse e di microscosse non si era parlato. Le trivellazioni sono ri-iniziate pochi giorni fa e subito sono arrivate, puntuali, le microscosse.

Come mai si e' tornati a trivellare?

Perche' ai primi di Ottobre del 2018, un giudice inglese, dopo anni di appelli di residenti e ambientalisti, e di decisioni e controdecisioni, ha deciso che si poteva.

Al diavolo i trattati di Parigi, le emissioni, i cambiamenti climatici. Perche' e' facile parlare, e' piu' difficile fare ed essere coerenti. E cosi, la Cuadrilla che teneva sottocchio lo shale gas di Blackpool e' ripartita in quarta.

Ovviamente il timore non e' per queste microscosse, quanto per quelle che potrebbero scatenarsi se si continua a stuzzicare, e a stressare il sottosuolo. Dopotutto, se dopo pochi giorni il terreno gia' si sposticchia, che ne sara' fra un anno o fra dieci?

Per ora il British Geological Survey (BGS) ha riportato di cinque microscosse nei pressi del suto di Preston New Road trivellato dalla Cuadrilla Resources. E' interessante notare che sette anni fa, appunto, il fracking fu fermato nel Regno Unito proprio a causa delle scosse di terremote registratesi presso Blackpool. Il maggiore di questi sismi era di intensita' 2.3 Richter. Forse poco, ma considerato che era zona non sismica, e' tutto dire.

Il BGS che sara' amica dell'INGV italiana!, rilascia il tuttapposto britannico allastampa britannica dicendo che, certo che ci si aspettano microscosse, visto che "generalmente" il fracking e' collegato alle microscosse, ma che loro, supermen!, hanno in atto severi controlli.

"This is not unexpected since hydraulic fracturing is generally accompanied by micro-seismicity. The Oil and Gas Authority (OGA) has strict controls in place to ensure that operators manage the risk of induced seismicity."

Ipse dixit, dal Servizio Geologico Britannico.
 
Dicono infatti che ogni volta che le scosse arrivano a 0.5 Richter le trivelle si fermeranno; questo limite potrebbe pero' essere innalzato a seconda dell'esperienza.

La Cuadrilla Resources invece rilascia altri comunicati in cui si dice che tutto questo reportage sulle microscosse e' esagerato.

Certo, occorre dirlo a chi ci vive vicino invece e che non vuole vivere sotto una spada di Damocle.
E infatti ci sono pure ricercatori indipendenti, non governamentali e non petrolieri, che invece dicono che queste microscosse potrennero essere indicatori di eventi molto piu' potenti.

Il professor David Smythe, emerito di geofisica presso la University of Glasgow dice che se la Cuadrilla continua a trivellare, ci saranno certo terremoti maggiori.

L'opzione unica per la sicurezza di tutti, secondo David Smythe, emerito di geofisica e' di non trivellare piu'.


Wednesday, December 2, 2015

Ferrara: la Aleanna Resources a trivellare dentro zone speciali protette










Qui dove dicono che il parere e' negativo



Qui dove dicono che e' positivo

Purtroppo e' positivo!



4060008 ZPS Valle del Mezzano"

Dal Provvedimento di VIA con cui si da esito positivo
alle trivelle in provincia di Ferrara 


E una storia che Kafka non avrebbe potuto scriverla meglio. Purtroppo per noi si risolve con il solito successo dei petrolieri. Perche'? Perche' in Italia chi decide semplicemente non conosce e tanto meno ama -- ne il prezioso territorio che gli e' stato dato, ne la gente che lo vive, e tantomeno la democrazia che dovrebbe rappresentare. Veramente questi burocrati che autorizzano trivelle a destra e a manca non meritano questa nazione.

A vincere e' la Aleanna Resources, microditta americana con sede in Delaware. Da oggi i nostri amici sono autorizzati a bucare un bel pozzo di gas nella concessione Corte dei Signori, per cercare metano a 1400 metri di profondita' nel sottosuolo. Il pozzo si chiamera' Trava 2 dir e verra' trivellato in localita' Ostellato in provincia di Ferrara. 

Leggo il Decreto Ministeriale che autorizza tale operazione. E' tutto nella prassi, con frasi noiose e di repertorio come "vista la documentazione...", "vista l'istanza...", "considerato che..." e poi sfilze di date, note protocollate, pronuncie di uffici vari. Sono tutte formulazioni standard.

E poi arrivo a "preso atto che il progetto interessa direttamente il sito Natura IT 4060008 ZPS Valle del Mezzano" e resto letteralemente stupita.  Devo rileggere due volte. Veramente abbiamo un progetto di idrocarburi che "interessa direttamente" una zona speciale protetta e li lasciamo trivellare?

Vado allora a vedere meglio cosa sia questa Valle del Mezzano. Siamo nel delta del Po, l'area e' ricca di campi e canali con coltivazioni di grano, mais, orzo, girasole, frutta e pomodori. Non ci sono case, e proprio per questo la natura regna sovrana, anzi tutta la zona e' considerata "faunisticamente molto importante". Ci sono qui zone di ripopolamento,  e l'area pullula di fagiani, starne, aironi.  Ci sono aree di nidificazioni fra le piu' importanti d'Italia, con specie rare. L'abbondanza di vita animale e' resa possibile da una ottima simbiosi fra la vita faunistica e l'agricoltura.

Insomma, una piccola isola di pace. Ma di grazia, a che servono le zone speciali protette se dentro ci mettiamo le trivelle? Veramente non c'e' piu' sacro niente in Italia? Se trivellano aree protette che altro verra' dopo? Trivelle davanti al duomo di Milano? Lungo il lago di Garda? Dentro i giardini della reggia di Caserta?  Ma non era Renzi che era andato a farfugliare varie promesse sul clima a Parigi e noi trivelliamo ancora e per giunta in aree protette? Continuo a leggere.  Il resto fa piangere o ridere a seconda di come uno vuole prenderla.

Testuali parole dal Decreto Ministeriale:

"con riguardo all'interferenza del progetto con il detto Sito Natura 2000 il proponente ha presentato uno studio d'incidenza. A seguito della valutazione di incidenza nell'ambito dell'istruttoria tecnica la Commissione Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale VIA e VAS su detto studio d'incidenza e' emerso che gli impianti, grazie alle misure di mitigazione previste, sono stimati trascurabili e il progetto risulta quindi compatibile con l'area sottoposta a tutela."

Vanno a chiedere ai petrolieri di fare ulteriori "studi di incidenza" per capire che effetti avranno i loro pozzi?  E quali sono queste misure di mitigazione? E cosa altro possono dire i petrolieri d'America? Che e' tuttapposto, no? E' sempre cosi'. Comunque la si rigiri, sono parole che non mancano mai. Effetti trascurabili.  I petrolieri faranno indagini, faranno buchi, ci saranno fanghi, ci saranno camion che attraverseranno stradine di campagna, ci saranno squilibri nella natura, ci sara' la possibilita' di subsidenza o di aumentare la sismicita', ma qui e' tutto "trascurabile" grazie a misteriose "misure di mitigazione" previste dai petrolieri stessi.  E quelli del Ministero ci credono pure.

A proposito di sismicita' indotta, cosa hanno da dire? Ecco:

si raccomanda la predisposizione di una rete per il rilievo sismico in grado di raccogliere i dati riguardanti l'attivita' sismica locale per almeno un anno prima della messa in produzione del pozzo.

Quindi possiamo stare tutti tranquilli perche' per un anno ci sara' il monitoraggio. Cioe' osserveremo cosa accade, e se viene la sismicita' ci penseremo strada facendo. Teniamo le dita incrociate, quindi!

La regione Emilia Romagna ha qualcosa da dire? Ma certo che no. E infatti, se ne lavano le mani, rimandando qualsiasi parere a data da destinarsi. Ecco:

la regione non provvedera' all' espressione del parere di competenza nell'ambito del procedimento di VIA ministeriale, riservandosi di formulare eventuali prescrizioni in sede di rilascio dell'Intesa Stato-Regione prevista dalle vigenti leggi di settore.

Questa dicitura non mi era capitata mai di leggerla.  Sono senza parole -- pare che questa area protetta non gli interessi.  Quindi, visto che e' tutto lieve e trascurabile, c'e' la mitigazione e la regione non dice niente, il Ministero dell'Ambiente e quello dei Turismo rilasciano la compatibilita' ambientale al pozzo nella zona protetta.

Bonta' loro aggiungono un po di prescrizioni: dovranno cercare percorsi idonei con i loro camion, visto che c'e' la possibilita' che la viabilita' venga danneggiata dal passaggio di mezzi pesanti. Ma .. non era tutto trasurabile? E poi dovranno elencare chi e come prendera' i rifiuti prodotti, comunicare le date di lavori, usare le migliori tecniche possibili, e fare modelli matematici sulla subsidenza indotta.  Mmh. Scommettiamo che anche il modello matematico dira' che e' tutto trascurabile?   Potranno portare con se un ornitologo, ma deve avere "comprovata esperienza" e deve essere nominato dalla Regione.  Se per caso trovano reperti archeologi sono tenuti alla "scrupolosa osservanza" delle leggi in materia.

E voila' con poche righe e' tutto firmato e stabilito. Che importa che quella e' la casa degli aironi. Che importa che li ci sono dei delicati equilibri naturalistici in cui le trivelle non c'entrano niente. Firmato il ministro dell'ambiente, Gianluca Galletti, e dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, Dario Franceschini.

Io so perche' hanno scelto la Valle del Mezzano: perche' aironi e nidi, fiumi e paludi, non parlano, non protestano, non si arrabbiano. Sta a noi allora parlare, protestare, arrabbiarci per difendere quelle terre prima che sia troppo tardi. E non farlo mettendo un like su Facebook. No, c'e' da diventare tutti un po piu attivisti e dire all'Emilia Romagna, a Galletti, a Franceschini che trivellare in aree protette e' un abominio e che di trascurabile c'e' solo il loro inestistente amore per l'Italia.













Tuesday, May 7, 2013

Altri terremoti da reiniezione: 5.3R Colorado




"Can this rate change be natural? I certainly don't think so"
Justin Rubenstein, geofisico, USGS

Il meeting annuale della Seismological Society of America, si e' svolto a il a Salt Lake City durante la terza settimana di Aprile 2013.

Fra i vari interventi, il giorno 19 Aprile quello di Justin Rubinstein geofisico dell' U.S. Geological Survey (USGS), una specie del nostro INGV.

Il suo lavoro si riferiva agli sciami sismici nei pressi di Raton Basin, ai piedi delle Rocky Mountains, fra New Mexico e Colorado dove - guarda caso! - ci sono operazioni di coal bed methane - fracking da strati carboniferi, partiti nel 1999.

Parallelamente alle operazioni di fracking, ci sono state operazioni di reinizione di materiale fluido di scarto ad alta pressione che va a sbilanciare tutti gli equilibri sotterranei.

Il monitoraggio degli scorsi anni rivela che la sismicita' e' in aumento spaventoso da quando sono iniziate le operazioni di reiniezione.

Ci sono stati 100 terremoti di grado 3 o superiore fra i dieci anni compresi fra il 2001 e il 2011, a fronte dei 5 terremoti fra i trenta anni intercorsi dal 1970 e il 2001.

Anche per i terremoti di grado superiore c'e' stato un aumento significativo, dice Rubenstein. Tutti questi terremoti sono non troppo distanti dai pozzi di reiniezione - tutti in un raggio di cinque chilometri.

In particolare, Rubenstein associa il terremoto di magnitudine 5.3 a Trinidad, in Colorado, del 22 Agosto 2011 alle operazioni di reiniezione in zona. 

E' stato il piu' grande terremoto del Colorado degli ultimi 40 anni.

A Trinidad non ci sono stati molti guai, anche se le case hanno dovuto crepe e c'e' stata paura.
Ma questo e' il Colorado e non hanno gli edifici storici che ci sono in Italia. Da noi, per storia e per malacivilta', i terremoti di magnitudine 5.3 causano tutt'altri effetti.



Tuesday, March 26, 2013

Oklahoma: terremoto da pozzo di reiniezione 5.7 Richter




Della storia dei terremoti nell'Oklahoma ne abbiamo gia' parlato su questo blog.

Gia' i numeri parlano chiaro: fino al 2000 nel midwest USA c'era una media di 21 terremoti l'anno. Nel 2009 sono passati a 50. Nel 2010 as 87 e nel 2011 ci sono stati 134 terremoti.

Cioe' dal 2000 al 2011 - in undici anni - un fattore 6 di aumento.

In Oklahoma in particolare hanno usato pozzi dismessi per circa 17 anni per re-iniettarci la monnezza dai pozzi "normali". A partire dal 2006 si e' aumentata la pressione di stoccaggio per mancanza di spazio fisico.  L'idea era: compatto e spingo e comprimo di piu' nei pozzi esistenti. Il risultato e' stato che di li a poco la terra ha ceduto e sono iniziati i terremoti.

Nel 2011 infatti ci fu un susseguirsi di eventi sismici in uno stato relativamente calmo dal punto di vista sismico che suscito' tantissime domande da parte di residenti e scienziati.

Fra questi il piu' grande mai registrato nella storia dell'Oklahoma: di grado 5.7 Richter.

Furono distrutte 14 case, e ci fu il ferimento di due persone.

Da subito si parlo' della possibilita' che i terremoti fossero stati scatenati dall'attivita' umana collegata ai vari pozzi di gas da fracking in zona. Ovviamente i petrolieri cercavano invece di minimizzare con "e' un fatto naturale".

Oggi 26 Marzo 2013 e' una certezza che questi terremoti sono da collegarsi ai pozzi di reinizione
e soprattutto - e questo e' importante secondo me - che i primi terremoti intensita' bassa, scatenati dai pozzi di reniezione, a loro volta ne hanno causato di maggiori.

E' quello che diciamo sempre: un evento minore da origine ad uno maggiore, fino ad arrivare
a 5.7 Richter in zona non sismica!

Tutto questo e' contenuto in un articolo appena pubblicato sulla rivista Geology.

Qui ricercatori dell'Universita' dell'Oklahoma, assieme a quelli della Columbia University e del U.S. Geological Survey affermano che i terremoti del 2011 sono stati causati dalle forti pressioni nei pozzi di reniezione usati per le attivita' petrolifere convenzionali e che questi terremoti hanno poi causato una serie a cascata di altri terremoti, culminati nell'evento da 5.7 Richter,

L'articolo afferma anche che le migliaia di pozzi di reniezione nell'Oklahoma pongono forti rischi a lungo termine per la stabilita' del terreno e per la sicurezza dei residenti.

E cosa dicono i petrolieri?

``We have not had a chance to review this study so we can't comment on its findings''

La pace di Ponzio Pilato.



Wednesday, January 2, 2013

Caviaga - Lodi e la sismicita' indotta

Video dell'Istituto Luce sulle estrazioni di metano nel lodigiano e i danni alle case



La Settimana Incom 00273
07/04/1949
Basiasco (Lodi): gigantesco soffione metanifero.

Gli abitanti di Bisiasco hanno dovuto abbandonare le loro case a causa
di un'eruzione di gas che ha fortemente danneggiato, con le vibrazioni, gli edifici circostanti.






Nel giugno del 1959 in Italia, presso Lodi, una perforazione dell'Eni, allora presieduta da Enrico Mattei, scoprì il primo giacimento profondo dell'Europa occidentale.


Illustrazione del popolo, 10 Aprile 1949.
Abitanti di Basiasco, Mairago, Lodi in fuga a causa delle eruzioni di metano






 Caviaga, scene di vita quotidiana.
In basso: Enrico Mattei che illustra il campo Caviaga






Moltissime case, specialmente quelle di vecchia costruzione, hanno subito lesioni più o meno gravi. Non si contano i comignoli crollati: ieri mattina all’alba non vi era strada ove non vi fossero qua e là macerie di fumaioli abbattuti o di pezzi di cornicione crollati. In mattinata, i vigili del fuoco hanno ricevuto numerose chiamate per demolire comignoli così gravemente lesionati da minacciare rovina. Anche ingegneri e capomastri hanno ricevuto inviti a centinaia per constatare se le lesioni apparse nei muri di tante case potessero o meno costituire un pericolo per la solidità dell’edificio

La Provincia di Cremona 17 Maggio 1951

In Italia e' quasi tabu parlare di sismicita' indotta, specie da attivita' petrolifere.

Ci sono invece eventi sismici in tutto il mondo di entita' piu' o meno grave causati dall'attivita' umana - dighe, estrazione di acqua e di idrocarburi, reiniezione di materiale ad alta pressione nel sottosuolo - che succedono in California, in Uzbekistan, in Oman, in Francia, in Colorado. E questo lo dicono vari articoli compilati, da scienziati di Harvard fino all'USGS, che si sono succeduti nel corso dei decenni.

E in Italia? Possibile che il nostro paese sia immune da qualsiasi problema, che da noi la prevenzione non debba esserci, che da noi e' tutto sotto il tappeto, che le persone non debbano sapere che questo rischio esiste?

Caviaga, 15-16 Maggio 1951.
10 chilometri a sud est di Lodi.

Non so se queste date, questi luoghi possano dire qualcosa al cittadino medio, ma in quel posto, in quel tempo, ci fu un terremoto, di magintudine 5.5 Richter indotto dalle estrazioni di metano dell'AGIP.

E' una notizia ben seppellita.

Ad esempio, sulla pagina di Wikipedia di Caviaga si parla dei giacimenti e delle estrazioni AGIP ma non si dice niente del terremoto associato. Idem per la citta' di Cavenago d'Adda, comune di cui Caviaga e' frazione, in provincia di Lodi. 


E invece se un scova, nella letteratura e nelle memorie del tempo, trova un articolo scritto nel 1954 da Caloi, De Panfilis,  De Filippo, Marcelli, e Spadea, in modo semplice, dettagliato e preciso per conto dell'Istituto Nazionale di Geofisica e poi pubblicato nella rivista Annali Geofisica, volume 9, numero1 a pagine 63-105 nel 1956.

E' un articolo di 58 anni fa e fa anche un po tenerezza, con le figure fatte a mano, la scala Mercalli invece che Richter, e in alcuni punti l'Italiano di altri tempi.

Quello che pero' dice l'articolo e' attualissimo, ed e' anzi questo uno dei pochi testi da parte dell'Istituto Nazionale di Geofisica che parla di sismicita' indotta da estrazioni metanifere in Italia.

Caloi e colleghi iniziano con il ricordare che tutta la zona del Lodigiano e' a sismicita' bassa, e a tuttoggi la provincia di Lodi, inclusa Cavenago d'Adda, viene classificata a rischio 4, la piu' bassa. Secondo Wikipedia Lodi e' a rischio sismico irrilevante e distribuito in modo uniforme sul territorio, come confermanto dalla Protezione Civile d'Italia.

E allora di chi e' stata la colpa del terremoto di intensita' 5.5 Richter?

Caloi e colleghi azzardano che la colpa sia proprio dell'estrazione di ingenti quantita' di metano nella zona e della conseguente decompressione del territorio che porto' a squilibri e alla ricerca di "nuove posizioni di equilibrio".

Dicono:

Osserviamo che l'epicentro cade precisamente nei pressi di Caviaga. In questa località esistono pozzi metaniferi, da cui si estraggono giornalmente notevoli quantità di gas metano che vanno dai 10.000 metri cubi ai 300.000 metri cubi.

Tale estrazione dura da anni ormai : la decompressione in atto nella zona attiva è quindi notevole.

La singolarità del meccanismo secondo cui la scossa si è determinata, il fatto che la zona interessata è notoriamente asismica e che in essa, da parecchi anni, è in corso un'abbondante estrazione di gas metano, ha fatto ritenere non del tutto improbabile che le scosse in esame siano comunque collegate all'enorme decompressione in atto negli strati profondi, di dove il gas scaturisce con pressioni superiori ai 100 kg/cm2.

La conferma di questo fatto viene dal libro Economic Geology: Principles and Practise, di Walter L. Pohl, professore di geologia. Il libro e' del 2011 e a pagina 577 si dice in modo semplice


The first and one one of the largest gas-production related earthquakes to date occurred in 1951 at the Caviaga field - Northern Italy, with a magnitude of 5.5.

La connessione trivelle-terremoto viene ripetuta da molti articoli, anche scritti per conto dell'industria del petrolio, come questo pubblicato dalla Society of Petroleum Engineers:

In Italy, the production of gas from the Caviaga field caused an earthquake of magnitude 5.5 in 1951.

Addirittura in un articolo del Geophysical Research del 1998 si include Caviaga in una lista di terremoti indotti dalle estrazioni di idrocarburi, proprio assieme a Coalinga, Kettleman, Montebello (California) e Gasli (Uzbekistan, ex URSS) di cui abbiamo parlato tante volte.


E' tutto molto chiaro e non c'e' proprio possibilita' di mala comprensione o di ambiguita'. 

Caloi e colleghi ricordavano anche gli scoppi di pozzi metaniferi a Basiasco, in provincia di Lodi, il 5 marzo del 1949 e all'eruzione incontrollata di gas che duro' per vari giorni, e che causo':

oltre al crollo della torre di sondaggio, una serie di spaccature nel terreno circostante al soffione, lunghe molti metri, larghe una diecina di centimetri e con un sensibile dislivello fra gli orli di esso.
La popolazione di Basiasco fu costretta, per il pericolo di crolli, ad abbandonare temporaneamente le cose.


Guarda caso, anche in quell'occasione ci fu un terremoto, seguito da altre 30 scosse di assestamento
durante i mesi successivi.

Tali scosse possono essere senz'altro collegate alla violenta eruzione di gas di cui è detto sopra.

Ovviamente non vi e' traccia alcuna nemmeno del terremoto di Basiasco, provincia di Lodi, del 1949.

Ecco.

Due sono le mie riflessioni.

Un terremoto indotto da estrazioni di metano di intensita' 5.5 a Caviaga, in un territorio non sismico. E se fosse stato un territorio sismico cosa sarebbe successo?

Ma soprattutto: non e' detto che tutte le altre localita' trivellate e trivellande d'Italia per forza andranno incontro agli stessi problemi e che ovunque uno trivelli ci debbano essere terremoti.

La verita' e' che nessuno puo' dire con assoluta certezza se un terremoto ci sara' o non ci sara', e puo' darsi che non succedera' niente.

Scatenare terremoti e' pero' una possibilita', remota certo , ma e' una possibilita' dalle conseguenze gravi, e io credo che il cittadino medio queste cose debba saperle, in modo da poter valutare bene l'opportunita' o meno di eseguire trivellamenti, stoccaggi ed altre opere invasive nei propri territori, ed in modo da poter incalzare con dati e fatti tutti gli eleganti signori del petrolio che continueranno a bussare alle nostre porte con promesse di gas facile, soldi, benessere e gioia per tutti. 

Non e' vero che "da noi non succede".

Da noi e' piu' facile fare finta che non succede.






Wednesday, May 9, 2012

Stoccaggio Gas Plus San Martino, San Benedetto


Sono quasi uguali. Due piccioni con un fava per la Gas Plus.

"Rischi di incidente rilevante per cittadini e lavoratori"

"In fase di esercizio dello stoccaggio sara' possibile che l'onda di petrurbazione possa creare microsismicita'. Si prevede tuttavia che la magnitudo di questi sismi sara' molto bassa e non percepibile dall'uomo."


Ne avevamo gia' parlato qualche tempo fa, la Gas Plus di tale Davide Usberti decide di stoccare gas in un giacimento di idrocarburi a San Martino sulla Marrucina, localita' Piano Palomba, paese micorscopico delle montagne d'Abruzzo. Lo stoccaggio sara' chiamato Poggio Fiorito. Allo stesso modo, vogliono fare stoccaggio a San Benedetto del Tronto.

Cosi, si svegliano la mattina e decidono di prendere paesi - turistici o di montagna, non importa - e portare il "progresso" che guarda caso fa arricchire solo loro.

I progetti sono scaricabili sopra e sono aperti per chi volesse fare le osservazioni. Il termine e' il 3 Giugno 2012 per San Martino e il 4 Giugno per San Bendetto.

Notare che i testi sono quasi tal quale per San Benedeto del Tronto e per San Martino sulla Marrucina. L'Italia parcheggio del gas!

Il progetto inizia con scenari drammatici.  "La profonda recessione del 2009 ha ridotto le domande di gas", "Il collasso dell'economia", "Il tasso di disoccupazione della Provincia di Chieti" come dire, per risolvere i problemi del mondo stocchiamo gas in una zona sismica!

I comuni interessati sono San Martino sulla Marrucina, Casacanditella, Fara Filiorum Petri, Ari.
A 4 km di distanza c'e' un area protetta deta "Parco dell'Annunziata", c'e' vincolo idrogeologico,
a causa dei rischi di subsidenza. L'area e' classificata zona sismica UNO dove possono esserci forti terremoti. Lo dice pure la Gas Plus.

Casacanditella ha gia' problemi di subsiendenza. Pare che alcuni condomini abbiano presentato gia' problemi di instabilita' in passato.

Nel testo della Gas Plus, la parola subisdenza noncompare neppure una volta.

La Gas Plus vuole prendere vecchi pozzi dimessi e metterci dentro e tirare fuori il gas a piacimento.
Lo iniettano da aprile ad ottobre, lo tirano fuori da novembre a marzo.

Vogliono fare due pozzi nuovi e riadattare un pozzo vecchio, detto Poggio Fiorito bis dir 1A.

Vogliono costruire una unita' di compressione per la distribuzione, e installare una "unita' di trattamento" per rendere il gas estratto conforme alle specifiche di vendita.

Che significa l'ultima frase? Che trattamento e'? Ci saranno ciminiere?  Chi lo sa.
Dicono che useranno "setacci molecolari" utili per eliminare "particelle solide e liquide".
Non si sa che particelle.

Ovviamente si trattera' di sbancare l'area, usare fanghi e fluidi perforanti, produrre monnezza, tanta monnezza, e martoriare ancora, incessantemente, madre natura cosi' la Gas Plus puo' speculare con i giochini del gas, e cercando di passare per eroi dell'umanita'.

Interessante che vogliono stoccare al massimo 150 milioni di metri cubi di gas. In Italia ne consumiamo 440 al giorno. Cioe' tutto questo stravolgimento per accumulare, nel giro di sei mesi,
tanto gas quanto basta all'Italia per mezza giornata!!

E' tutta speculazione, niente altro.

Questo progetto deve essere approvato dal Corpo Forestale, dalla Sopraintendenza per i beni archiettonici e paesaggistica per l'Abruzzo, e dall'Autorita' dei Bacini di Rilievo Regionale dell'Abruzzo e del Bacino Interregionale del Fiume Sangro.

Ovviamente la Gas Plus dice che e' tuttapposto, che non ci sono problemi.

Ma se uno guarda le carte, e guarda in particolare il Piano di Stralcio di Bacino per l'assetto idrogeologico della  regione Abruzzo, ente che dovra' pronucniarsi pure lui su questoprogetto della Gas Plus, viene fuori che sia Casacanditella, che Fara, che Ari, sono tutte ad alto rischio - P3.

E che dice questo Piano? Dice:

Art. 14 - Disciplina delle aree a pericolosità molto elevata (P3)

Fermo restando quanto disposto agli art. 9 e 10 del precedente Capo I delle presenti Norme, nelle aree a pericolosità molto elevata sono consentiti esclusivamente:

opere ed interventi finalizzati alla mitigazione del rischio e della pericolosità gravitativa ed erosiva;


opere urgenti realizzate dalle autorità di Protezione Civile o dalle autorità competenti, per la tutela di persone, beni ed attività in condizioni di rischio immanente;


attività di manutenzione delle opere di consolidamento e di risanamento idrogeologico esistenti;


le opere strettamente necessarie alle attività di sfruttamento minerario ed idrogeologico di corpi rocciosi nel rispetto della normativa vigente e purché nell’ambito dello Studio di compatibilità idrogeologica, di cui all’Allegato E alle presenti norme, si dimostri che l’attività di estrazione, produzione ed esercizio non alteri o incrementi le condizioni di instabilità in un intorno significativo dell’intervento e non contribuisca ad innescare fenomeni di subsidenza incompatibili con le finalità di tutela del presente Piano.

Nelle aree a pericolosità molto elevata è quindi vietato:

a) realizzare nuove infrastrutture di trasporto e di servizi (strade, ferrovie, acquedotti, elettrodotti, metanodotti, oleodotti, cavi elettrici di telefonia, ecc.), fatti salvi i casi previsti nel successivo articolo 16,


b) realizzare opere pubbliche o di interesse pubblico, quali ospedali, scuole, edifici religiosi, ed altre opere di urbanizzazione secondaria, di edilizia residenziale pubblica, insediamenti produttivi, nonché le opere a rete a servizio di nuovi insediamenti previsti dai piani di insediamenti produttivi e dai piani di edilizia economica e popolare;


c) impiantare nuove attività di escavazione e/o prelievo, in qualunque forma equantità, di materiale sciolto o litoide, fatta eccezione per le attività relative allaricerca archeologica e per gli interventi finalizzati alla eliminazione della pericolosità idrogeologica;


d) impiantare qualunque deposito e/o discarica di materiali, rifiuti o simili;


e) realizzare opere private di canalizzazione di acque reflue;


f) qualsiasi tipo di intervento agroforestale non compatibile con la fenomenologia del dissesto in atto;


g) in genere qualunque trasformazione dello stato dei luoghi, sotto l’aspettomorfologico, infrastrutturale ed edilizio, che non rientri tra gli interventi espressamente consentiti di cui ai successivi Art.15 e 1.

Il documento continua, ed e scaricabile nel link in alto, ma  a me non pare che la Gas Plus abbia risposto a nessuna di queste domande.

Di nuovo, la parola subsidenza non compare mai in tutti il rapporto!

Ci vorrebbe qualcuno che studiasse il progetto in dettaglio...

Franco Caramanico, paladino dell'ambiente ha qualcosa da dire? O e' piu' facile saltare sul carro quando sono stati gli altri a prepararglielo, come nel caso di Bomba?

Guardiagrele non e' lontana.

Come sempre, la denuncia deve partire da altri, in questo caso da Los Angeles!

Perche' nessuno parla di questo progetto?

Lo sanno a San Martino sulla Marrucina?


Tuesday, July 6, 2010

L'ENI sulle faglie sismiche di Sulmona




Non finiscono mai di stupirci.

Del tubo di Sulmona abbiamo gia' parlato qui: un progetto ENI (e chi altri senno'?) di fare passare il metanodotto SNAM da Brindisi a Minerbio (in Emilia Romagna) attaraverso l'Abruzzo, l'Umbria, le Marche e la Puglia. Maggiori notizie giungono dai Cittadini per l'Ambiente di Sulmona.

Il tubo non sara' per il beneficio degli italiani, perche' servira' solo per farci passare il gas degli inglesi. La British Gas lo compra in Nord Africa e se lo porta in UK. Per risparmiare ci vengono a costruire questo bel tubo sul nostro appennino, perche' ovviamente costruire il tubo su terraferma e' piu' facile che metterlo sottacqua. Ovviamente chi ci guadagna e' anche l'ENI che prendera' i soldi della gestione del tubo.

Alla gente nada, solo consumo di territorio, zone protette per la loro biodiversita' invase da strutture industriali, e pericoli sismici. Prostituiamo il nostro fragile territorio per niente, per il gas degli inglesi, per il petrolio degli americani, per i cavi del montenegro.

Il tubo in questione attraversera' la piana di Navelli, Sulmona, Pacentro, Pratola Peligna, Corfinio, Roccacasale, Popoli. E strada facendo un bella faglia sismica, detta Morrone. E poi si continua per Norcia, Cascia, Preci, Foligno, Colfiorito, Sellano in Umbria. A Sulmona anche la centrale di compressione, per spingere il gas lungo il tragitto.

Fanno quasi 170 km in territorio altamente sismico: i terremoti recenti in Umbria, i terremoti recenti in Abruzzo non hanno insegnato nulla, ne ai politici, ne all'ENI, ne alla SNAM.

Intanto Daniela Stati e Gianni Chiodi tacciono sul tema, come hanno taciuto sul petrolio, come tacciono sull'elettrodotto dall'Abruzzo al Montenegro. Evviva!

Oleodotti, metanodotti, elettrodotti. Siamo tutti dei "dotti" per il transito di merci, petrolio, energia, risorse per il beneficio di altri.

Fa piangere.

Me lo sono gia' chiesto mille volte, ma la domanda che mi faccio e' sempre la stessa: ma che li abbiamo votati a fare questi personaggi se non sono capaci neppure a preservare quello che abbiamo? Come ci aspettiamo che MIGLIORINO l'Abruzzo se non sanno neppure proteggerlo?

Ecco allora cosa succede in giro per il mondo. Ovviamente, la presenza di metanodotti normali sono utili alle persone, e sono rischi compensati dal fatto che ci arriva il gas nelle case. Ma che vantaggi abbiamo nel costruire sul NOSTRO suolo centrali mega galattiche per il gas dei britannici e per l'ENI????

Ecco qui da youtube - basta solo digitare "explosion gas" e viene fuori di tutto. Qui solo un po di quelli che ho trovato.

E noi italiani ci vogliamo mettere questi rischi in casa per farci passare il gas dei britannici?

Scoppio di conduttura gas in Calabria (Febbraio 2010):



Scoppio di conduttura di gas a Mosca (Maggio 2009):




Scoppio di conduttura di gas a Durnham Woods (New Jersey, USA 1994):



Scoppio di conduttura di gas a Appomattox (Virginia, USA 2008):



Scoppio di conduttura di gas a Pecan (Texas, USA 2010)



Scoppio di conduttura di gas a (Texas, USA 2007)



Scoppio di conduttura di gas a Dallas (Texas, USA 2010)



Scoppio di conduttura di gas a Shrewsbury (UK, Gennaio 2010):





Scoppio di conduttura di gas in Maryland


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Scoppio di centrale di gas in Utrecht (Olanda, Giugno 2010)