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Wednesday, January 2, 2013

Caviaga - Lodi e la sismicita' indotta

Video dell'Istituto Luce sulle estrazioni di metano nel lodigiano e i danni alle case



La Settimana Incom 00273
07/04/1949
Basiasco (Lodi): gigantesco soffione metanifero.

Gli abitanti di Bisiasco hanno dovuto abbandonare le loro case a causa
di un'eruzione di gas che ha fortemente danneggiato, con le vibrazioni, gli edifici circostanti.






Nel giugno del 1959 in Italia, presso Lodi, una perforazione dell'Eni, allora presieduta da Enrico Mattei, scoprì il primo giacimento profondo dell'Europa occidentale.


Illustrazione del popolo, 10 Aprile 1949.
Abitanti di Basiasco, Mairago, Lodi in fuga a causa delle eruzioni di metano






 Caviaga, scene di vita quotidiana.
In basso: Enrico Mattei che illustra il campo Caviaga






Moltissime case, specialmente quelle di vecchia costruzione, hanno subito lesioni più o meno gravi. Non si contano i comignoli crollati: ieri mattina all’alba non vi era strada ove non vi fossero qua e là macerie di fumaioli abbattuti o di pezzi di cornicione crollati. In mattinata, i vigili del fuoco hanno ricevuto numerose chiamate per demolire comignoli così gravemente lesionati da minacciare rovina. Anche ingegneri e capomastri hanno ricevuto inviti a centinaia per constatare se le lesioni apparse nei muri di tante case potessero o meno costituire un pericolo per la solidità dell’edificio

La Provincia di Cremona 17 Maggio 1951

In Italia e' quasi tabu parlare di sismicita' indotta, specie da attivita' petrolifere.

Ci sono invece eventi sismici in tutto il mondo di entita' piu' o meno grave causati dall'attivita' umana - dighe, estrazione di acqua e di idrocarburi, reiniezione di materiale ad alta pressione nel sottosuolo - che succedono in California, in Uzbekistan, in Oman, in Francia, in Colorado. E questo lo dicono vari articoli compilati, da scienziati di Harvard fino all'USGS, che si sono succeduti nel corso dei decenni.

E in Italia? Possibile che il nostro paese sia immune da qualsiasi problema, che da noi la prevenzione non debba esserci, che da noi e' tutto sotto il tappeto, che le persone non debbano sapere che questo rischio esiste?

Caviaga, 15-16 Maggio 1951.
10 chilometri a sud est di Lodi.

Non so se queste date, questi luoghi possano dire qualcosa al cittadino medio, ma in quel posto, in quel tempo, ci fu un terremoto, di magintudine 5.5 Richter indotto dalle estrazioni di metano dell'AGIP.

E' una notizia ben seppellita.

Ad esempio, sulla pagina di Wikipedia di Caviaga si parla dei giacimenti e delle estrazioni AGIP ma non si dice niente del terremoto associato. Idem per la citta' di Cavenago d'Adda, comune di cui Caviaga e' frazione, in provincia di Lodi. 


E invece se un scova, nella letteratura e nelle memorie del tempo, trova un articolo scritto nel 1954 da Caloi, De Panfilis,  De Filippo, Marcelli, e Spadea, in modo semplice, dettagliato e preciso per conto dell'Istituto Nazionale di Geofisica e poi pubblicato nella rivista Annali Geofisica, volume 9, numero1 a pagine 63-105 nel 1956.

E' un articolo di 58 anni fa e fa anche un po tenerezza, con le figure fatte a mano, la scala Mercalli invece che Richter, e in alcuni punti l'Italiano di altri tempi.

Quello che pero' dice l'articolo e' attualissimo, ed e' anzi questo uno dei pochi testi da parte dell'Istituto Nazionale di Geofisica che parla di sismicita' indotta da estrazioni metanifere in Italia.

Caloi e colleghi iniziano con il ricordare che tutta la zona del Lodigiano e' a sismicita' bassa, e a tuttoggi la provincia di Lodi, inclusa Cavenago d'Adda, viene classificata a rischio 4, la piu' bassa. Secondo Wikipedia Lodi e' a rischio sismico irrilevante e distribuito in modo uniforme sul territorio, come confermanto dalla Protezione Civile d'Italia.

E allora di chi e' stata la colpa del terremoto di intensita' 5.5 Richter?

Caloi e colleghi azzardano che la colpa sia proprio dell'estrazione di ingenti quantita' di metano nella zona e della conseguente decompressione del territorio che porto' a squilibri e alla ricerca di "nuove posizioni di equilibrio".

Dicono:

Osserviamo che l'epicentro cade precisamente nei pressi di Caviaga. In questa località esistono pozzi metaniferi, da cui si estraggono giornalmente notevoli quantità di gas metano che vanno dai 10.000 metri cubi ai 300.000 metri cubi.

Tale estrazione dura da anni ormai : la decompressione in atto nella zona attiva è quindi notevole.

La singolarità del meccanismo secondo cui la scossa si è determinata, il fatto che la zona interessata è notoriamente asismica e che in essa, da parecchi anni, è in corso un'abbondante estrazione di gas metano, ha fatto ritenere non del tutto improbabile che le scosse in esame siano comunque collegate all'enorme decompressione in atto negli strati profondi, di dove il gas scaturisce con pressioni superiori ai 100 kg/cm2.

La conferma di questo fatto viene dal libro Economic Geology: Principles and Practise, di Walter L. Pohl, professore di geologia. Il libro e' del 2011 e a pagina 577 si dice in modo semplice


The first and one one of the largest gas-production related earthquakes to date occurred in 1951 at the Caviaga field - Northern Italy, with a magnitude of 5.5.

La connessione trivelle-terremoto viene ripetuta da molti articoli, anche scritti per conto dell'industria del petrolio, come questo pubblicato dalla Society of Petroleum Engineers:

In Italy, the production of gas from the Caviaga field caused an earthquake of magnitude 5.5 in 1951.

Addirittura in un articolo del Geophysical Research del 1998 si include Caviaga in una lista di terremoti indotti dalle estrazioni di idrocarburi, proprio assieme a Coalinga, Kettleman, Montebello (California) e Gasli (Uzbekistan, ex URSS) di cui abbiamo parlato tante volte.


E' tutto molto chiaro e non c'e' proprio possibilita' di mala comprensione o di ambiguita'. 

Caloi e colleghi ricordavano anche gli scoppi di pozzi metaniferi a Basiasco, in provincia di Lodi, il 5 marzo del 1949 e all'eruzione incontrollata di gas che duro' per vari giorni, e che causo':

oltre al crollo della torre di sondaggio, una serie di spaccature nel terreno circostante al soffione, lunghe molti metri, larghe una diecina di centimetri e con un sensibile dislivello fra gli orli di esso.
La popolazione di Basiasco fu costretta, per il pericolo di crolli, ad abbandonare temporaneamente le cose.


Guarda caso, anche in quell'occasione ci fu un terremoto, seguito da altre 30 scosse di assestamento
durante i mesi successivi.

Tali scosse possono essere senz'altro collegate alla violenta eruzione di gas di cui è detto sopra.

Ovviamente non vi e' traccia alcuna nemmeno del terremoto di Basiasco, provincia di Lodi, del 1949.

Ecco.

Due sono le mie riflessioni.

Un terremoto indotto da estrazioni di metano di intensita' 5.5 a Caviaga, in un territorio non sismico. E se fosse stato un territorio sismico cosa sarebbe successo?

Ma soprattutto: non e' detto che tutte le altre localita' trivellate e trivellande d'Italia per forza andranno incontro agli stessi problemi e che ovunque uno trivelli ci debbano essere terremoti.

La verita' e' che nessuno puo' dire con assoluta certezza se un terremoto ci sara' o non ci sara', e puo' darsi che non succedera' niente.

Scatenare terremoti e' pero' una possibilita', remota certo , ma e' una possibilita' dalle conseguenze gravi, e io credo che il cittadino medio queste cose debba saperle, in modo da poter valutare bene l'opportunita' o meno di eseguire trivellamenti, stoccaggi ed altre opere invasive nei propri territori, ed in modo da poter incalzare con dati e fatti tutti gli eleganti signori del petrolio che continueranno a bussare alle nostre porte con promesse di gas facile, soldi, benessere e gioia per tutti. 

Non e' vero che "da noi non succede".

Da noi e' piu' facile fare finta che non succede.






Saturday, June 16, 2012

Eppur si muove



Nessuna attività dell'uomo (sondaggi, perforazioni, prelievi di idrocarburi, prelievi di acqua ecc) 
può creare o indurre terremoti di intensità pari a quelli avvenuti




Coincidenza vuole che proprio in questi giorni, il 15 Giugno 2012,  Scientific American diffonda  un rapporto del National Research Council (NRC) degli USA in cui si afferma che la re-iniezeione di fluidi di scarto dalle operazioni di fracking puo' causare terremoti.

Questo dopo il gia' citato rapporto dell'United States Geological Survey in cui si afferma, similmente, che l'origine di vari sciami sismici che hanno afflitto gli stati centrali degli USA e' "quasi sicuramente" umana e dovuta al fracking.

Ma il rapporto odierno dell' NRC va oltre il fracking ed afferma che anche le trivellazioni di gas e petrolio convenzionali possono portare a fenomeni sismici, non solo lievi.

Il titolo del rapporto e':

"Induced Seismicity Potential in Energy Technologies" - "Potenziale di sismicita' indotta da tecnologie energetiche"

e compila in maniera certosina tutti i casi che secondo il gruppo dell'NRC sono da considerarsi terremoti indotti dall'estrazione di energia o altro materiale dal sottosuolo - petrolio, gas, geotermia, acqua - sia con metodi tradizionali che quelli cosiddetti non convenzionali.

Il rapporto non stima le possibilita' che questi terremoti accadano in futuro, semplicemente elenca quelli gia' osservati e che possono essere attribiuiti, con buona probabilita', all'uomo.

Uno degli autori dello studio, Murray Hitzman, della Colrado School of Mines, afferma che le tecniche peggiori sono quelli che portano a forti squilibri come il sequestro di anidride carbonica e l'iniezione di acqua di scarto nei pozzi dismessi che sono pericolosi perche' tendono ad aumentare le pressioni sotterranee su aree molto vaste, con maggiori pericoli di distrubo delle faglie, e quindi della possibilita' di causare terremoti.

Il gruppo del Prof. Hitzman ha anche concluso che non esistono metodi ottimali per minimizzare i rischi per nessuna delle tecnologie utilizzate.

Qui la mappa degli USA con tutti i "probabili terremoti" da associarsi all'opera umana.


Notare la California dove il cerchio nero piu' grande e' associato ad estrazione di petrolio attorno alla citta' di Coalinga, con un devastante terremoto il 2 Maggio del 1983 - magnitudo 6.5 Richter.

Gli altri due sono i terremoti di Kettleman North Dome - magnitudo 6.1 Richter e Whittier Narrows - magnitudo 5.9 Richter, tutti collegabili alle estrazioni di petrolio.

Ecco l'articolo originale del 1991 in cui i tre terremoti sono messi in connessione con le estrazioni di petrolio convenzionale


Eccolo qui il testo:

The 1983 Coalinga M 6.5, the 1985 Kettleman North Dome M 6.1, and the 1987 Whittier Narrows M 5.9 earthquake sequences each occurred beneath major producing oil fields and caused an aftershock sequence whose epicentral extent coincides approximately with that of the overlying oil field. Despite this coincidence, a causal relationship between these sequences and oil production has been discounted because the earthquakes were located at depths of the order of 10 km, whereas oil production is confined to the topmost several km. Moreover, because all three oil fields, Coalinga, Kettleman, North Dome, and Montebello, are situated on anticlines that have undergone recent uplift as a consequence of horizontal tectonic compression of the crust, natural earthquakes are not unexpected. A mechanical connection between oil production and the earthquake sequence is suggested, however, by the observation that in each case the total seismic deformation was just that required to offset the force imbalance caused by oil production. Specifically, for each of the three sequences ΣM0 = 2 μΔmγ/ρc, where ΣM0 is the sum of the seismic moments, μ is the modulus of rigidity, Δm is the mass of the fluid removed due to oil production, γ is the fraction of the upper crust that is seismogenic, and ρc is the average upper crustal density. In essence, net extraction of oil and water reduces slightly the average density of the upper crust, causing an isostatic imbalance. The ductile lower crust deforms in response to this imbalance, thus increasing the load on the seismogenic layer, which fails seismically to thicken the crust so as to restore static equilibrium locally. Accordingly, earthquakes near the base of the upper crust may be an expected outcome of major oil production from growing anticlines, irrespective of the depths of the producing formations.
Il titolo, certo, e' possibilistico, come e' giusto che sia.

L'articolo pero' mostra non solo la coincidenza spazio-temporale trivelle-terremoti ma si nota anche come il "momento sismico" sia in diretta correlazione con i volumi di petrolio estratti.

Il momento sismico M0, nell'equazione di cui sopra e' una unita' di misura per misurare l'energia rilasciata da un terremoto.

Dopo 20 anni dalla pubblicazione di questo articolo, l'NRC considera questi terremoti di California direttamente collegati alle estrazioni di petrolio.

Se non ci piacciono Coalinga, Kettleman e Whittier Narrows, California, ecco qui la lista intera di episodi di sismicita' indotta dall'uomo - pagine e pagine - alcuni di magnitudo bassa, altri di magnitudo elevata e tutti avvertibili dalla popolazione.

La lista e' quella compilata dal National Research Council degli USA, e non da me, io ho solo scaricato il testo e tradotto a scopo divulgativo.

Oltre Coalinga e le citta' associate a Coalinga, ci sono le estrazioni di petrolio da Gazli 7.3 Richter - Russia, di cui abbiamo gia' parlato su questo blog, da Montebello 5.9 Richter - California, e di 4.7 dal Kuwait, dalla Russia, 4.9 dall'Oklahoma, 5.2 dall'Illinois, 4.2 dalla Francia.

C'e la costruzione di una diga per acqua potabile in Cina, 6.1 Richter, e altre dighe in giro per il mondo.

Ci sono anche il Vajont, il Monte Amiata e Pieve di Cadore, sebbene con entita' minore, circa 3 Richter.

Questo non vuol dire che io ho certezze su cosa e dove succederanno terremoti in Italia, o che se si trivella localita' X necessariamente verra' un terremoto.

Nessuno puo' avere certezze,  sarebbe sciocco, ma come nessuno puo' avere certezze che accadano, nessuno puo' avere neanche certezze assolute che non accadano.

Magari le probabilita' sono remote, magari non succedera' mai, ma la certezza matematica non te la da nessuno.

Il mio messaggio e' allora molto semplice: nel dubbio, e siccome queste cose sono gia' successe altrove,
e siccome alla collettivita' ne viene indietro ben poco, e' meglio non stuzzicare un territorio gia' ballerino di per se, e su cui nel 2000 non siamo nemmeno capaci di costruire capannoni che reggano.