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Wednesday, December 6, 2017

Piattaforma Ninian evacuata nei mari del Nord per paura che possa rovesciarsi in mare


 

Ninian South (in alto); Ninian Central (in basso)












La piattaforma Ninian South si trova nei mari del nord, a 240 miglia da Aberdeen, Scozia.
Appartiene alla Canadian Natural Resources.

I suoi 159 lavoratori sono stati tutti evacuati perche' si teme che la piattaforma stessa non possa reggere alle tempeste collegate alla perturbazione "Caroline" prevista per questi giorni, con onde fino a 16 metri. 

La piattaforma e' stata costruita alla fine degli anni settanta e da poco si e' scoperto che il supporto metallico della struttura e' difettosa. Le previsioni peggiori sono che le tempeste possano rovesciarla e farla finire in mare. 

Mentre cercavo piu informazioni su questa Ninian South, ho scoperto che Ninian South fa parte di un trio di trivelle, Ninian Southern, Central e North. 

Di certo la piu' spettacolare e' la Ninian Central che quando venne costruita, nel 1978 da parte della Chevron, era la piu' grande struttura mobile mai creata dall'uomo.  Venne costruita in terraferma e poi portata in mare. La base ha 140 metri di diametro e ci sono sette mura concentriche. Nella cavita' ci possono essere anche 42 punte trivellanti in azione allo stesso tempo. 

Ho messo qui le foto perche' e' davvero spettacolare, e in un certo senso mostra che veramente l'uomo quando lo vuole puo e sa fare cose straordinarie.

Se riusciamo a costruire colossi di questo genere e poi a trasportarli in mare aperto a decine di chilometri da riva, e a coordinare 42 pozzi dallo stesso punto a vari chilometri sottoterra, beh, certo possiamo trovare il modo di sfruttare sole e vento al meglio.

Il petrolio e' stato il motore della crescita del secolo scorso.  Ha trasformato le nostre economie, e le vite specialmente delle generazioni prima della mia. Ma adesso che sappiamo di meglio, occorre che tutta quella creativita' nel trovare soluzioni trivellanti, tutta questa volonta' di andare chissa' dove (sottoterra, in Artico, nella giungla) alla ricerca di greggio venga usata per fare di meglio, verso l'alto, verso energia che non solo ci faccia crescere, ma che non ci avveleni. 










Friday, September 15, 2017

La Aleanna Resources a trivellare fra le risaie di Pavia, il pozzo si chiama "Bella 1"










 La Aleanna Resources chiede di trivellare in area di:

"intensa attività agricola"
"area di inondazione per piena catastrofica"
"unita' paesaggistica delle fasce fluviali"

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I nomi di coloro che lavorano su questo scellerato progetto  sono: 

Martina Gadoni, project specialist
Mattia Bergamini, project specialist
Antonino Cuzzola, senior hydrogeologist,
Vincenzo Nappa, senior project specialist

A loro posso solo dire una parola: vergognatevi.

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Ma... che li abbiamo firmati a fare gli accordi di Parigi?

Ci sono trivelle e altre trivelle in tutta Italia, da nord a sud, come cavallette!

Questa volta e' toccato a Costa de' Nobili a venti chilometri da Pavia. E il lupus in fabula e' la Aleanna Resources, un'altra micro ditta americana che vuole venire a bucare l'Italia.

Il pozzo esplorativo si chiama Bella 1, e la concessione di 322 chilometri quadrati e' per la maggior parte in Lombardia anche se una piccola frazione cade in Emilia Romagna. Le province interessate sono Pavia, Milano, Lodi e Piacenza.

Il fiume Po e' a meno di 4 chilometri. 

Iniziamo a leggere quest'altro affronto alla nostra nazione.

Gli amici di cui sopra ci spiegano che il territorio e' pianeggiante e *interamente adibito a coltivazione agricola*. Distruggeremo cioe' le campagne di Pavia per farci trivellare la Aleanna Resources del Delaware, USA.

Quello che vorranno fare qui i nostri amici americani e' creare una "piazzola di perforazione" con "relativi impianti ed accessi", perforazione del pozzo con l'immissione di fanghi di perforazione, e poi, una volta finito "ripristino" dell'ambiente.

La durata della perforazione del pozzo e' stimata in circa 15 giorni. Se trovano idrocarburi, resteranno in loco per altri dieci giorni se no, se ne andranno.  Il loro target principale e' il gas metano.

Ora, per chi legge queste cose per la prima volta: tutto questo e' fuorviante ed e' la politica del carciofo. Una foglia alla volta, finche' non si arriva al cuore di cio' che si vuole. O anche divide et impera. Cioe' qui dicono che al massimo-massimo staranno a Costa de' Nobili per 25 giorni,  in realta' ci si sta preparando la strada per attivita' estrattiva permanente che durera' per anni e anni, se le cose vanno come la Aleanna Resources vorrebbe.

Quindi, il tempo per opporsi e' adesso, in modo preventivo e per evitare decenni di fanghi e di trivelle. A loro non interessa stare sul terreno 25 giorni, quanto 25 anni.

Continuiamo a leggere.

Nell'area ci sono risaie, pioppeti, coltivazione di legumi e di "piante industriali" (ipse dixit!) e ci sono coltivazioni di cereali e di foraggi, con allevamenti di mucche.

La stessa Aleanna parla di forte sviluppo di un’agricoltura intensiva legata alla coltivazione di cereali e di foraggi che hanno comportato un intenso incremento dell'allevamento bovino da latte e da carne. 

Come il loro pozzo possa integrarsi con tutto il circondario e' un mistero che solo loro posso sognare dal Delaware, e infatti nel rapporto di valutazione ambientale non dicono neanche una parola sul loro pozzo in questo contesto.

Chi mai vorrebbe legumi o riso con un po di idrocarburi dentro?

E quindi stanno zitti.

L'area, teniamoci forte, e' classificata come area "di inondazione per piena catastrofica", in fascia C cioe' la piu' pericolosa. La parola "catastrofica" parla chiaro, no?  Ci possono essere "inondazioni e eventi di piena più gravosi di quella di riferimento".

Mmh. E se mai dovesse arrivare la "piena catastrofica" , come resistera' il pozzo della Aleanna? E non quello temporaneo, quanto quello permanente? E tutta l'infrastruttura che questi si porteranno appresso? E' sicuro mettere pozzi ed oleodotti e fanghi in un territorio a rischio allagamento?

Aggiungono che un "ulteriore elemento simbolo dell’intensa attività agricola è la presenza di una vasta rete irrigua", e che il pozzo "ricade pienamente nell’unità paesaggistica delle fasce fluviali".

E' qui previsto che vengano innanzitutto preservati "i caratteri di naturalità dei corsi d’acqua,
i meandri dei piani golenali, gli argini e i terrazzi di scorrimento".


Mmh. Abbiamo tutti visto cosa e' successo in Basilicata con il Pertusillo, lago petrolizzato, da cui ogni tanto arrivano scie e concentrazioni fuori controllo di idrocarburi. Pensiamo veramente che con le trivelle "la naturalita'" dei corsi d'acqua sara' preservata?

Con un po di idrocarburi dentro?

Oltre a una fitta rete di torrenti e fiumi, c'e' qui anche zona boschiva a 500 metri dal pozzo e ben due aree protette, una "important bird area" e una zona a protezione speciale, riconosciuta dall'UE. Sono:

1. il Fiume Po dal Ticino a Isola Boscone - IBA199 (area di importanza internazionale per l’avifauna – Important Bird Areas) a 3.8 chilometri dal pozzo

e

2. il Po da Albaredo Arnaboldi ad Arena Po - ZPS IT2080701A (zona di protezione speciale) che secondo la stessa Aleanna "presenta le condizioni per ospitare una fauna ricca e diversificata".

Un po piu lontano, a circa sei chilometri, c'e' il Parco della Collina di San Colombano; a sette chilometri il sito di importanza comunitario Fiume Po da Rio Boriacco a Bosco Ospizio, e a otto chilometri un altra zona di protezione speciale, il Po di Pieve Porto Morone.

Come pensano che boschi, uccelli, fiumi e fauna ricca e diversificata non verranno intaccati? Il pozzo non nasce nel nulla, ci saranno camion (parlano loro stessi di 30 autoarticolati!, escavatori, rulli e rullatrici), esalazioni, oleodotti, infrastruttura. E ne l'aria ne gli animali conoscono confini.

E' inevitabile che l'ecosistema ne risentira'.

Tirano fuori pure tutte le regolamentazioni nazionali e locali, i piani di indirizzo forestale, di governo del territorio, le direttive della provincia.

Indovinate?

E' tuttapposto!

Il pozzo Bella 1 non interferira' con niente, e' in linea con tutto e nulla verra' modificato.
Dei pozzi invisibili!

Ora, siccome il governo impone di studiare "l'alternativa zero" cioe' cosa succede se non si trivella Bella 1, quelli della Aleanna vengono fuori con una serie di astrusi ragionamenti che solo i petrolieri possono tirare fuori.

Dicono infatti che, secondo il governo, ci deve essere priorita' per lo sviluppo di energie rinnovabili, efficenza e sicurezza energetica, decarbonizzazione entro il 2030, e progressi nella tecnologia, ricerca e innovazione.

Ah si? E cosa c'entrano allora le trivelle con queste nobili prorita' del nostro governo? Trivelle con tecnologia da anni sessanta, ubercarbonizzazione, zero sicurezza con pericoli di scoppio e di inquinamento?

C'entrano, perche' secondo la Aleanna senza il loro pozzo saremo penalizzati in quanto limiteremo la  "la possibile crescita della produzione interna" e non contribuiremo "ne' alla riduzione del deficit ne' al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Strategia Energetica Nazionale."

Ovviamente faranno tutto questo nel rispetto dei "piu' elevati standard ambientali e di sicurezza internazionali", con investimenti, lavoro, gioia e felicita' per tutti.

Ha ha ha.

Bella 1, secondo loro,  "potrebbe aiutare a sostenere l’attuale situazione di criticità del mercato italiano del gas" che e' in crisi grazie alla "riduzione della produzione nazionale dovuta alla diminuzione delle riserve nazionali e crescente dipendenza di forniture dall’estero".

Il loro pozzo dunque portera' a vantaggi socio-economici.

Ha ha ha.

Come in Basilicata, dove l'emigrazione e' alle stelle e le statistiche dicono che la poverta' c'era 20 anni fa e c'e' tuttora, gas o non gas, petrolio o non petrolio. 

E' una canzone che abbiamo gia' sentito e che e' sempre, sempre, stata solo il canto delle sirene di Ulisse. 

Scusate, ma avete idea di quanto potremmo fare in termini di crescita della produzione interna di energia con le rinnovabili? Quanto lavoro potremmo dare ai nostri imprenditori *locali* con sole e vento invece che darli a una microditta del Delaware? Quanti soldi risparmieremmo evitando inquianmento ed emissioni?

E poi, lo sapete meglio di tutti che la produzione e l'uso di gas e' in calo a causa del fatto che sebbene sofficate da governi ciechi e stupidi, le rinnovabili hanno messo piede in Italia e hanno portato via richiesta di gas. E poi c'e' la crisi che in dieci anni ha contribuito al calo dei consumi, fra cui quello di gas. E ancora, il prezzo e' cosi basso, e i giacimenti cosi scadenti, che spesso non e' competitivo trivellare le micro-riserve italiane.

Suvvia, cara Aleanna, lo sapete bene che la vostra e' solo *speculazione* e che lo scopo ultimo e' di portare soldi ai vostri investitori, costi quel che costi. Il resto e' solo blabla per abbindolare i politicanti italiani.

Mmh. Continuo a leggere e mi chiedo quando mai arriveranno alla descrizione dei fluidi di perforazione.  Parlano di tutto, altezza, velocita', potenza delle trivelle di ultimissima generazione che saranno pure insonorizzati, trenta "autoarticolati".  Dicono pure quanto sara' il consumo di combustibile dei loro mezzi, ma di fluidi che verranno pompati nella pancia della terra di Pavia, non c'e' traccia.

Cosa c'e' dentro questi fluidi? Quanto ne verra' pompato? Che influenze ha questa monnezza su campi e persone? Chi li smaltira? Dove finiranno? Non si sa.

Dicono solo che l'acqua usata per preparare tali fluidi sara' prelevata altrove (non si sa dove) e che tutto sara' impermeabilizzato.

Questa era forse la parte piu' importante, sapere cosa pomperanno sotto i nostri piedi.

Ma non ce lo dicono.

Perche'?

Perche' qui non possono arrampicarsi sugli specchi. Come potranno mai dire che ci servono miscele tossiche, a volte cancerogene e radioattive, nel nostro sottosuolo?  Come possono dirci i volumi coivolti e pensare che la gente non voglia questa robaccia nelle proprie risaie?  Come possono pensare che si possa accettare il passaggio di camion avanti e indietro con materiale tossico dentro?

E quindi non dicono niente.

Anzi, dicono che per mitigare tutto... laveranno le ruote dei loro camion. Non scherzo!

E infine, ci sono, su 46 pagine, dieci righe piu o meno su cosa accadra' in caso “situazioni emergenziali” di possibile "fuoriuscita di fluidi". Niente paura, ci sono "speciali apparecchiature meccaniche di sicurezza montate sulla testa pozzo  che lo chiuderanno, sempre.

E cosi sara'. Tutto ha impatti lievi, trascurabili e nulli.

In Italia va bene pure trivellare fra i campi di riso, vicino a boschi e zone di protezione per gli uccelli,  in zone di rischio allagamento catastrofico.

Tuttapposto. 




























Thursday, May 18, 2017

La Aleanna Resources buca la provincia di Ferrara -- Trava 2




Trava 2, Ferrara, Italia
Il paese piu bello del mondo, al petrolio, nel 2017 




Quelli della Aleanna Resources fanno gran festa, con comunicati e foto su Facebook. Hanno pure fatto il video con il drone, per far vedere quanto piu' bella e' l'Italia con le trivelle.

Guardatelo, ci prendono anche in giro, con il loro rispetto dell'ambiente e dei luoghi. Tutte balle, ma che importa, ci sono riusciti. 

Che dire, fermarli si puo, ma lo si deve volere. Evidentemente qui non lo si e' voluto.

Certo e' un pozzo esplorativo, e ci vorranno altri permessi per tirare fuori il gas, ma l'infrastruttura e' li, e ogni passo che le facciamo fare e' un passo in piu' verso l'obiettivo finale. Come la monaca di Monza -- ogni si temporaneo, rende il si finale sempre piu' impossibile da evitare. 

E cosi regaliamo un altro pezzo d'Italia a chissa' chi, nel 2017, quando tutto il resto del mondo guarda al sole e al vento.

In due frasi: Concessione Corte dei Signori, metano, 1400 metri di profondita' nel sottosuolo, Trava 2, Ostellato in provincia di Ferrara, Aleanna Resources. 

Tutti i dettagli sono al link di sopra. Sono stanca e non ho voglia di ripeterli qui. Ma uno si che lo scrivo:

"Il progetto interessa direttamente il sito Natura IT 4060008 ZPS Valle del Mezzano"

Li abbiamo veramente lasciati trivellare dentro le aree protette.

La Aleanna ha altri 31 progetti in Italia.

Non li capisco gli italiani. Non li capiro' mai.
 









Saturday, May 6, 2017

Franceschini e Galletti approvano Gradizza, altre trivelle Aleanna Resources a Ferrara




I ministri Dario Franceschini e Gianluca Galletti approvano le trivelle a Gradizza, Ferrara

 A trivellare la Aleanna Resources, micro ditta del Texas che vuole trasformare l'Emilia Romagna in una gruviera.


Tutto questo nonostante i due comuni coinvolti e i loro cittadini abbiano detto al governo di essere contrari alle trivelle per timori sismici, di subsidenza di inquinamento. 

In alto, il parare negativo del comune di Copparo;
in basso il parere negativo del comune di Formignana.

Anche l'Ente Parco regionale Veneto del Delta del Po gli ha detto che non era saggio
trivellare.



A tutti, il governo gli ha risposto picche.


Si chiama Gradizza, ed e' una concessione petrolifera di ricerca nei pressi di Ferrara, nei comuni di Copparo e Formignana. 

A voler trivellare in questo nuovo angolo d'Italia i nostri amici della Aleanna Resources, ditta di scatole cinesi basata (forse?) a Houston. Lorsignori dal Texas vogliono qui mettere in produzione il pozzo Gradizza 1 di un chilometro di profondita'  per estrarre petrolio e gas.

Costruiranno anche un metanodotto.

Il nostro governo, cosi' grande amante del territorio e nelle persone del ministero dell'ambiente, Ginaluca Galletti e delle attivita' culturali, Dario Franceschini, decide che si puo', che e' tuttapposto,
che trivelle e ambiente, che trivelle e cultura, sono compatibili e firmano il si.

La regione Emilia Romagna dice che determinera' la "dichiarazione di pubblica utilita', indefferibilita' ed urgenza dell'opera".

Si???

Urgente per chi?

Me lo vedo il Ferrarese medio che non aspetta altro che una bella trivella nei suoi campi.

Fa ridere (o piangere?) il modo in cui trattano le aree protette. Ne ho lette a dozzine di questi si scellerati alle concessioni trivellanti ed il copione non cambia quasi mai. Le aree protette sono sempre delle disgraziate, che non servono poi a tanto,  lontane o vicine dai pozzi, non importa, sono sempre e comunque figlie di una Italia minore e irrilevante.

Non capiscono che e' il verde, e' la natura che rende le nostre vite migliori, e che occorre proteggere e migliorare quello che abbiamo e non continuare a bucarlo come ebeti.

In questo caso dicono, Franceschini e Galletti che: i siti Natura 2000 sono tutti fuori da Gradizza, ma che "costituiscono comqune un residuo dell'ampio compresorio palustre del passato" e che si trova gia' in una fitta rete di canali, di terreni agricoli, di nuclei urbanizzati, di una complessa rete viaria di comunicazione.

E quindi? Quindi trivelliamoli!!! Di nuovo invece di proteggere quel po di natura sana che resta, decisdiamo di mandarla all'aceto, meglio, alle trivelle.

Aggiungono che ci sono a Gradizza poche specie animali, perche' gli habitat non sono idonei, che l'area agricola e' frequentata solo "di passaggio" per l'occasionale ricerca di cibo e non per la riprioduzione e quindi le trivelle della Aleanna non potranno influire flora e fauna.

Scusate tanto, ma se e' area agricola, vuol dire che ...l'UOMO mangia quei prodotti agricoli, no? E perche' vogliamo trivellare una zona agricola???

Le mangeranno Franceschini e Galletti le petrol-pere di Gradizza?

Come sempre sono arrivate le osservazioni da parte dei cittadini.

Cosa dicono Franceschini e Galletti?

Beh, che il proponente le ha "controdedotte", e cioe' che la Aleanna ha avuto la prima e l'ultima parola. Che paese democratico eh? E cosa altro potrebbe dire la Aleanna? Dira' sempre, come ogni ditta di petrolio che si rispetti, che e' tuttapposto, che i loro fumi sono profumi, che la terra diventera' meno ballerina, che le falde saranno zuccherate.

Sono petrolieri!

Non sarebbe stato il caso di chiedere agli esperti? Di seguire la volonta' popolare? Chi esattamente rappresentano Galletti e Franceschini in questa circostanza? Certo non il popolo: perche' in questo caso, le loro decisioni vanno contro il popolo che maggiormente e' portatore di interesse. E cioe' i cittadini che hanno espresso il loro no.

Ma lo sappiamo tutti che in Italia la democrazia e' una cosa per far finta, e non vera.

Infine ci sono le prescrizioni.

Meglio note come i contentini.

1. Dovranno essere presentati dei piani di monitoraggio che devono tenere conto di eventuali "carenze" nella documentazione.

Ehh?? Ci sono carenze e voi approvate lo stesso? Quali sono queste carenze?  Quali sono le caratteristiche di questi piani di monitoraggio?

E chi lo sa. L'ho gia' detto: e' tutto solo per scenografia, e' tutto finto.  A Franceschini e a Galetti, secondo me, non gliene importa un fico secco di Gradizza.

2. Dovranno realizzare un pozzo per monitorare le falde idriche sottoterra.

Mmh. Per far cosa? Per vedere se il petrolio le inquina? E quindi, implicitamente stanno ammettendo gli stessi Franceschini e Galletti che e' qualcosa che potra' succedere. La risposta e' semplice: con molta probabilita'  prima o poi succedera'. Perche' succede sempre. Basta guardare la Basilicata e a tutti gli schifi che vengono fuori adesso, venti anni dopo le prime trivelle. Sono le leggi della fisica, della chimica, della probablita'. Non ci sono prescrizioni che tengano.  I pozzi, prima o poi perdono, cedono, inquinano.

Ma qui a Gradizza avremo il pozzo osservatore. E dopo che abbiamo osservato cosa facciamo?

3. 4. In queste parti, finalmente si precisa che i piani di monitoraggio sono per la subsidenza indotta, e che la presa dati deve iniziare un anno prima delle operazioni di estrazione. Che linee guida ci sono? E chi lo sa. Si dice solo che se "si verificano effetti subsidenti superiori a quelli prospettati" si dovranno realizzar e"interventi strutturali compensativi" per la rete di scolo in caso ci siano effetti superiori a quanto previsto. E poi ci dovranno essere dei "report" da dare alla regione Emilia Romagna.

Mmh. Ma Cosa sono questi interventi strutturali compensativi?

Quali sono i limiti accettabili di subsidenza?

Nel giro di quanti mesi?

Di quanti anni?

E dopo che abbiamo presentato il report, cosa facciamo?

Come facciamo a tornare indietro?  Chi sistemera' la rete di scolo?

Mistero.

Si sa solo che il tutto avverra' in concerto con il consorzio di bonifica della citta' di Ferrara e che ci sono dei misteriosi modelli matematici a predire il futuro.

Nota: come ho cercato di dire milioni di volte, faccio modelli matematici per mestiere, e quello che posso dire e' che i modelli matematici sputano fuori quello che tu ci metti dentro. E' evidente che ci possono essere tanti giochini dietro. Chi li ha fatti questi modelli? La Aleanna? Una ditta pagata dalla Aleanna?  Che ingredienti ci sono?  Ad ogni, modo nessun modello matematico potra' mai determinare con esattezza cosa succedera' perche' nessuno, che sia in buona o malafede, sa esattamente cosa accade sottoterra, quali sono le condizioni esatte del sottosuolo, le varie interazioni, e tutte le complessita' che possono esserci sottoterra.

I modelli matematici non sono il vangelo.

5. Ci vorra anche una rete di monitoraggio sismico con sensibilita' di magnitudo 0.5, cioe' deve essere in grado di rilevare scosse di magnitudo 0.5 o superiore e nell'arco di 5-10 chilometri dal pozzo. Dovranno anche essere identificate eventuali faglie sismiche adiacenti a San Pietro in Casale.

Come dire, trivelliamo ma non lo sappiamo cosa c'e' nel sottosuolo, cosi' invece di studiare il sottosuolo prima e poi decidiamo, noi decidiamo di trivelliare prima e di studiare come prescrizione.
Il mondo alla rovescia.

Ancora piu' comico e' il reparto monitoraggio acqua sotterranea. Si dice che "pur valutando che non vi possa essere alcuna interferenza con l'attivita'" ci vorra' un piano opportuno di monitoraggio e di allarme in casi di "contaminazione accidentale".

Ma ci sono o non ci sono *possibili* interefenze? Si o no? Non e' dato sapere.

6. Ci potranno essere danneggiamenti alla viabilita' causati dal passaggio di mezzi pesanti, ma anche qui nessun problema, perche' ci saranno opportuni accordi fra la Aleanna e l'amministrazione provinciale, per l'uso delle strade piu' idonee e per eventuali risarcimenti.

7. Invece per quanto riguarda il rumore, siccome sanno gia' che supereranno i limiti, quelli della Aleanna dovranno richiedere una deroga.

8. Interessante che dicano che ci vorra' il monitoraggio del gas "emesso dal soffione atmosferico".
In poche parole, qualcosa verra' emesso in atmosfera (come accade sempre e comunque da qualsiasi pozzo di petrolio) e questo qualcosa dovra' essere analizzato per scovare la presenza di idrocarburi (metano?), di composti organici volatili, composti a base di zolfo e di azoto e gas radioattivi!!!

Tutti balsami per la salute, vero?

E poi ci vorra' qualcuno dalla soprintendenza archeologica, un sistema informativo con il pubblico (cosa vorra' mai dire la Aleanna? E' tutto scintillante, no?), occorrera' stare attenti a flora e fauna, alle luci, al rumore, alla terra di risulta.

E poi, fra venti anni ci ritroveremo come a Viggiano, a piangere sul petrolio versato nei campi, nelle vite, e sul futuro.


Tuesday, September 27, 2016

La Aleanna Resources a trivellare fra Ferrara e Ravenna dentro 3 siti protetti














L'area trivellanda Stefanina Nord:

ricade quasi interamente nello ZPS IT4060008
 Valli del Mezzano

dista circa 3 km dai confini del Parco Regionale del Po
Emilia Romagna

ricade quasi interamente nell’IBA 
"Valli di Comacchio e Bonifica del Mezzano” 

 conta la potenziale presenza di almeno 
66 specie di interesse comunitario
include 2 habitat di interesse comunitario 


L'area trivellanda Stefanina Sud:

ricade parzialmente nel SIC/ZPS IT4060004 “Valli di
Comacchio” e nel SIC/ZPS IT4070021 “Biotopi di
Alfonsine e del Fiume Reno”

 include una porzione della Riserva Regionale Alfonsine
 “Fascia boscata del canale dei Mulini”

 ricade a Nord-Est nell’area contigua del Parco del Delta del Po

ricade in parte nell’IBA “Valli di Comacchio e Bonifica
del Mezzano”

conta la potenziale presenza di almeno 67 specie di interesse comunitario

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Secondo la Aleanna gli
impatti saranno lievi, nulli, trascurabili.

Tuttapposto.
Sempre.


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Update 3 Ottobre 2017

Vanno avanti i lavori per trivellare le aree protette dell'Emilia Romagna.
Sono arrivate varie osservazioni.
Il governo-Ponzio Pilato le manda alla Aleanna e dice loro di fare "controdeduzioni".

Semplicemente devono aggiungere un po di scartoffie, di "monitoraggio"
devono acconsentire a riparare le condotte sotterranee che magari romperanno
e dovranno dare dieci giorni di preavviso ai comuni
coinvolti nei terreni quando andranno a sondare.

Cosa potra' mai dire il capo della Aleanna,
tale Mrs. Susan Elaine Sinnott dal Texas?

Tuttapposto!

A volte penso che l'Italia meriti tutto questo.
Tutti dormono e cosi questi affaristi da chissadove
possono venire a fare quello che gli pare
del nostro territorio.

Occorre essere piu' arrabbiati. 


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Ritorna la Aleanna Resources con il suo permesso di ricerca “La Stefanina” fra Argenta, Comacchio, Ostellato e Portomaggiore (in provincia di Ferrara) ed Alfonsine e Ravenna (in Provincia di Ravenna).

Cosa vogliono fare qui? Beh, per ora dicono ``attività di rilievo geofisico" per due mesi. Cioe' sondare il terreno alla ricerca di petrolio e di gas con le camionette Vibroseis.

Queste camionette scuoteranno il terreno -- o come dicono loro lo "energizzeranno" -- mandando dei segnali nel sottosuolo e dal segnale riflesso si cerchera' di capire cosa c'e' sottoterra.  Lo stesso principio dell'airgun.  Chi vive li sentira' come delle botte -- forse pensera' che si tratta di un modesto terremoto.

Dal loro punto di vista una innocente ricerchina del sottosuolo italiano. 

Prima di ogni altra cosa occorre mettere tutto in prospettiva: questa e' ditta di petrolieri stranieri.  Il loro scopo ultimo e' trivellare, tirare fuori petrolio e guadagnarci sopra. E chi si e' visto si e' visto.  Quindi, anche se adesso il loro intento e' solo di "esplorare", il loro obiettivo vero e' di trivellare.  E quando dicono che le loro attivita' sono di scarso impatto ambientale non e' vero: cio' che vogliono fare adesso sara' propedeutico alle trivelle vere e l'impatto *complessivo* e' elevato ed irreversibile.

E questo la Aleanna lo sa.

Siamo quindi con la solita storia del divide et impera. Faccio un pezzetto alla volta. Adesso chiedo solo di esplorare, con la scusa che non disturberemo niente; me lo faranno fare, poi chiedero' di fare il pozzettino, e anche qui promettero' di non fare grandi danni, e che vuoi che sia, e poi alla fine, arriveremo con le trivelle permanenti, i tubi, le infrastrutture, i fumi e le puzze. E non potranno piu' dirci di no.

Cosi hanno sempre fatto, e cosi fanno adesso. E' la storia della monaca di Monza, e' la politica del carciofo cosi bene usata nella storia.

Quindi occorre essere piu furbi di loro ed essere *preventivi*.

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Siamo nella Bonifica del Mezzano fra  "terreni agricoli pianeggianti ad esclusivo uso agricolo e con scarsa presenza di abitazioni" fra il fiume Reno e dal fiume Senio con presenza di "alcune case" sparse lungo la viabilità principale e qualche abitato.

Gia' in apertura di quel che dicono e' evidente lo sprezzo per il territorio italiano.

Come dire, e' solo campagna, e' solo una bonifica, non ci abita nessuno (o quasi) e quindi, esplorare, trivellare, sondare, petrolizzare, che vuoi che sia. Tuttapposto, l'abbiamo fatto in Texas, lo possiamo fare anche qui!

Subito dicono che il rilievo geofisico non prevede la realizzazione di opere o di modifiche del territorio, e quindi tutto bene.  Veramente?

Puo' darsi se guardiamo solo ai rilievi geofisici, ma le trivelle si che porteranno allo stravolgimento del territorio, e di quelle non ne vogliamo parlare cara Aleanna? O facciamo finta che dopo lo studio appenderete i risultati nei vostri uffici di Houston e chi si e' visto si e' visto? Perche' non dite cosa farete *dopo* il rilievo geofisico?

Poi si accorgono che il comune di Argenta gia' dal 1993 aveva vietato il passaggio di mezzi motorizzati nelle Valli di Comacchio, zona umida, zona protetta speciale, sito di interesse comunitario. E quindi come faranno a passare?

Nessun problema!

Il divieto, secondo loro, vale solo per le strade vicino "le aree di tutela costituite da corsi d’acqua e bacini".  Ehh? Ma che vuol dire questo? Che e' vietato passare con le camionette solo accanto ai fiumiciattoli e che tutto il resto si puo'?  Che assurdita'. Se l'area e' protetta, e' protetta tutta e non solo il fiume o la stradina lungo il fiume che ci scorre dentro!

Le loro non sono biciclette o una Panda. Sono numerosi, grandi e rumorosi camion che secondo me neanche ci passano nelle stradine accanto ai fiumi.

Ricordano che poi si tratta presa dati in 3D. Questo e' piu' complicato della presa dati in 2D, ci vuole piu' tempo e piu' sondaggi ma da piu' informazioni al trivellatore.  Sara' un cantiere itinerante.

Ma... e chi vive li?

Bene: faranno cosi.

Prima metteranno su un database dei diretti interessati (i proprietari terrieri) e contatteranno i comuni coinvolti con "incontri" per illustrare come vogliono distruggere il nostro territorio e poi per avere i  nulla osta per passare con le camionette.

Agli agricoltori promettono "indennizzo dei danni da calpestio delle colture eventualmente provocati"


Ma... non avevano detto che non avrebbero portato alcuna modifica del territorio?

Mmh.

Poi arriveranno i "Permit Men" -- come gli alieni! Questi studieranno la topografia, mettereanno cavi, geofoni, picchetti, parleranno con i proprietari terrieri.

Ci saranno -- in aree protette! -- 26 linee "di vibrata" a La Stefanina Sud e altre 15 a La Stefanina Nord a ditanza di 500 metri nell’area Nord e 420 nell’area Sud. In totale ci saranno circa 5400 punti di presa dati.

E poi quando tutto sara' pronto, detoneranno le camionette.

Boom.

Intensita' non e' dato sapere.

Frequenza fra i 6 e i 64 Hertz -- come un basso.

Poi dicono che si tratta di una forza pari a 10,000 chilogrammi peso.
Cioe'... 10,000 volte la gravita'.

Questo per capire che non si tratta di noccioline, ma di qualcosa di veramente impattante. Poi aggiungono che pero' non useranno proprio "tutta" la forza peso. Chissa' saranno generosi e si fermeranno a... 9,900!

Ci saranno traffico, rumori, polveri fini in atmosfera, i terreni saranno messi a soqquardo, ma sara' tutto normale. Ci tengono infatti a precisare che le camionette vibranti provocano "interferenze trascurabili o nulle sull’ambiente naturale e antropico"
 
Certo, come potrebbe essere altrimenti!  E infatti e' sempre tuttapposto.

Occorre ricordare che "La Stefanina Nord” ricade quasi interamente nello ZPS IT4060008 “Valli del Mezzano mentre "La Stefanina Sud” occupa in parte il SIC/ZPS IT4060004 “Valli di Comacchio” e il
SIC/ZPS IT4070021 “Biotopi di Alfonsine e del Fiume Reno”. Le zone abitate di Anita e di
Longastrino sono rispettivamente all’interno e a circa 1.8 km dell’area da "energizzare!"

Promettono -- bonta' loro -- di spegnere il motore quando non e' necessario. Allora stiamo tranquilli!

Ancora, parlano dei numerosi corsi d'acqua della zona e della  "fitta rete di canali all’interno della Bonifica del Mezzano" della presenza del Fiume Reno e del Fiume Senio, di canali di bonifica e di terreni di bonifica con falda affiorante.

Ebbene, qui l’impatto associato sara'  "sostanzialmente nullo",  e i  fenomeni di contaminazione delle acque per effetto di spillamenti e spandimenti da macchinari e mezzi impiegati nelle attività sono da considerarsi altamente improbabili e riconducibili solo ad eventi accidentali.

Si, certo. Sono "solo" camionette, ma quello che non dicono e' cosa sara' di questi fiumi, canali e terreni di bonifica, quando arriveranno le trivelle. Alla fine le camionette servono solo per preparare il terreno alle trivelle!

Come gia' detto - divide et impera.

Stesso identico ragionamento per la subsidenza e sismcita': le zone interessate dalle camionette Vibroseis non sono ne altamente sismiche (zone a bassa o media sismicita'), non ci sono rischi di frane, e' tutto pianeggiante.

E si, la subsidenza c'e' e puo' arrivare a 1 cm l'anno.

Lo dicono e passano al prossimo capitolo. ... Cosa sara' di questi terreni con l'arrivo delle trivelle, non e' dato sapere. Per adesso ci dicono che tutto e' non invasivo, che le camionette non andranno lungo le scarpate e i fiumi d'acqua (forse perche' non possono?) e che l’impatto potenziale e' quindi ritenuto non significativo.

Parlano poi di rumori e dicono, ovviamente, che non e' niente di che. Ma la cosa che mi fa rabbia e' quando scrivono che  la zona in cui saranno eseguite le operazioni di rilevamento è già sede di varie attività agricole, caratterizzate da un impiego di mezzi anche rumorosi con alcune fasi dell’anno
in cui si verifica anche un aumento del numero di mezzi (arature, raccolto, trebbiatura,
concimazione, etc.).


Cioe' vogliono far passare l'idea che siccome ci sono trattori e attivita' agricole, ci possono stare pure le camionetti vibranti. Trattori ieri, camionette vibranti oggi, trivelle domani!

Amen.

Saranno pero' gentili e decideranno che non faranno queste indagini geofisiche nei periodi di ripopolamento - cioe' fra Marzo e Luglio.

La parola trascurabile compare 12 volte.
La parola lieve compare 2 volte.
La parola nullo compare 5 volte.
 
In dieci anni di lavoro tutto cio' che i petrolieri hanno proposto e' sempre stato lieve, trascurabile o nullo.  E La Stefanina, rilevi geofisici a scopo di trivelle dentro tre aree protette non e' da meno.

Se vivete li, non datgeli i permessi di venire nei vostri terreni.
Sono soldi a tradimento.