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Wednesday, January 23, 2019

Otto stati di ogni colore politico contro l'airgun in Atlantico e contro Trump



Neanche questa storia la leggerete mai sul Corriere della Sera, perche' e' una storia di coraggio e di coerenza che prescinde dal colore politico e non rientra nell'equilibrismo della stampa nostrana.

Donald Trump ha deciso che vuole trivelle, carbone ad ogni costo, e il ritorno essenzialmente a quegli anni 60 che non torneranno piu'. Vuole iniziare con le trivelle in Oceano Atlantico, e con l'airgun, l'anticamera delle trivelle.

Ed ecco allora che tutti gli stati, democratici e repubblicani, lungo la riviera atlantica decidono di ribellarsi. Ben 92 rappresentanti del congresso USA, la quasi totalita' dei rappresentanti delle loro comunita', si sono dichiarati contrari all'airgun in Atlantico.

Otto stati hanno fatto causa comune contro l'amministrazione del presidente arancione.

Non hanno guardato al colore dei loro partiti, e hanno levato la loro voce unanimi, perche' tutti sanno che e' folle trivellare, fare airgun e distruggere ancora di piu' il nostro pianeta e le loro economie costiere.

L'ultimo della serie e' stato il New Jersey che si aggiunge a Maryland, Connecticut, Delaware, Maine, Massachusetts, New York, North Carolina e Virginia. Assieme contendono in una causa comune che l'amministrazione arancione ha violato il cosiddetto Marine Mammal Protection Act, Endangered Species Act e il National Environmental Policy Act, perche' l'airgun causa danni alla vita animale marina, con il rumore assordante, la confusione, le lesioni ai loro corpi con valori di decibel anche solo superiori a 160.

Mica come i nostri governanti, presenti e passati che parlano di crociere sismiche e che danno permessi dicendo che "non si sa" quali siano i danni dell'airgun. Si sa eccome, basta solo volerlo sapere.

Notare bene che New York e' ultra liberale, e la Virginia ultra conservatrice.

Il furore e' arrivato quando, in Novembre 2018, il National Marine Fisheries Service ha autorizzato cinque compagnie per fare airgun in Atlantico, dal Delaware alla Florida. Fra le prescrizioni-finzione, il comando di fermarsi se una delle specie protette si trova vicino alle navi dell'airgun.

Sono trent'anni che non ci sono ispezioni sismiche in Atlantico.

Trent'anni in cui nessuno ha seriamente pensato di trivellare l'oceano, e trent'anni in cui si sono sviluppate piccole e grandi realta' turistiche, di pesca, di bellezza che il petrolio non fara' altro che rovinare.

E infatti non si puo' dire lo stesso della costa Texana!

E adesso Trump si risveglia e dice che dobbiamo trivellare.

Intanto gli arriva un altro piccolo grande schiaffo: lui che non ne vuole sentire di cambiamenti climatici e che vuole trivelle-carbone-morte, ha trovato un avversario formidabile,  un giudice di una corte federale in South Carolina ha vietato all'amministrazione Trump di procedere con le ispezioni sismiche al largo dell coste dell'Atlantico.

Come forse in molti hanno letto sulla stampa italiana, il nostro governo e' chiuso, almeno parzialmente, perche' Trump vuole il muro e i democratici no. E quindi la soluzione e' stata di fermare tutte le attivita' non considerate essenziali finche' non risolve questa situazione.

Fra le decisioni da fermare, quella sulle trivelle e sull'airgun perche dare permessi non e' considerato vitale.

Ma i petrol-amici volevano far si che i permessi venissero firmati in quattro e quattr'otto anche con il governo chiuso. Il giudice federale Richard Gergel ha pero' detto no: il dipartmento dell'interno non ha il potere di dare permessi trivellanti o di ispezioni sismiche in Atlantico in questo periodo di governo chiuso.



Tutto questo e' successo ancora grazie all'intervento dell' Attorney General del South Carolina, stato repubblicano. Lui si chiama Alan Wilson e si e'opposto ai cinque trivellatori.

Invece i permessi trivellanti continuano nel golfo del Messico, gia' ampiamente trivellati e dove i petrolieri hanno la politica in tasca, e da tanto. Continuano anche le discussioni per bucare l'Arctic National Wildlife Refuge in Alaska, sotto tante critiche.


Un altro politico locale intanto, del South Carolina propone 10 di moratoria sul tema.


Giusto in tempo per liberarsi diDonald Trump.




Questo occorre ricordare: che gli USA non fanno airgun lungo le coste Atlantiche da 30 anni.


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Friday, September 15, 2017

La Aleanna Resources a trivellare fra le risaie di Pavia, il pozzo si chiama "Bella 1"










 La Aleanna Resources chiede di trivellare in area di:

"intensa attività agricola"
"area di inondazione per piena catastrofica"
"unita' paesaggistica delle fasce fluviali"

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I nomi di coloro che lavorano su questo scellerato progetto  sono: 

Martina Gadoni, project specialist
Mattia Bergamini, project specialist
Antonino Cuzzola, senior hydrogeologist,
Vincenzo Nappa, senior project specialist

A loro posso solo dire una parola: vergognatevi.

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Ma... che li abbiamo firmati a fare gli accordi di Parigi?

Ci sono trivelle e altre trivelle in tutta Italia, da nord a sud, come cavallette!

Questa volta e' toccato a Costa de' Nobili a venti chilometri da Pavia. E il lupus in fabula e' la Aleanna Resources, un'altra micro ditta americana che vuole venire a bucare l'Italia.

Il pozzo esplorativo si chiama Bella 1, e la concessione di 322 chilometri quadrati e' per la maggior parte in Lombardia anche se una piccola frazione cade in Emilia Romagna. Le province interessate sono Pavia, Milano, Lodi e Piacenza.

Il fiume Po e' a meno di 4 chilometri. 

Iniziamo a leggere quest'altro affronto alla nostra nazione.

Gli amici di cui sopra ci spiegano che il territorio e' pianeggiante e *interamente adibito a coltivazione agricola*. Distruggeremo cioe' le campagne di Pavia per farci trivellare la Aleanna Resources del Delaware, USA.

Quello che vorranno fare qui i nostri amici americani e' creare una "piazzola di perforazione" con "relativi impianti ed accessi", perforazione del pozzo con l'immissione di fanghi di perforazione, e poi, una volta finito "ripristino" dell'ambiente.

La durata della perforazione del pozzo e' stimata in circa 15 giorni. Se trovano idrocarburi, resteranno in loco per altri dieci giorni se no, se ne andranno.  Il loro target principale e' il gas metano.

Ora, per chi legge queste cose per la prima volta: tutto questo e' fuorviante ed e' la politica del carciofo. Una foglia alla volta, finche' non si arriva al cuore di cio' che si vuole. O anche divide et impera. Cioe' qui dicono che al massimo-massimo staranno a Costa de' Nobili per 25 giorni,  in realta' ci si sta preparando la strada per attivita' estrattiva permanente che durera' per anni e anni, se le cose vanno come la Aleanna Resources vorrebbe.

Quindi, il tempo per opporsi e' adesso, in modo preventivo e per evitare decenni di fanghi e di trivelle. A loro non interessa stare sul terreno 25 giorni, quanto 25 anni.

Continuiamo a leggere.

Nell'area ci sono risaie, pioppeti, coltivazione di legumi e di "piante industriali" (ipse dixit!) e ci sono coltivazioni di cereali e di foraggi, con allevamenti di mucche.

La stessa Aleanna parla di forte sviluppo di un’agricoltura intensiva legata alla coltivazione di cereali e di foraggi che hanno comportato un intenso incremento dell'allevamento bovino da latte e da carne. 

Come il loro pozzo possa integrarsi con tutto il circondario e' un mistero che solo loro posso sognare dal Delaware, e infatti nel rapporto di valutazione ambientale non dicono neanche una parola sul loro pozzo in questo contesto.

Chi mai vorrebbe legumi o riso con un po di idrocarburi dentro?

E quindi stanno zitti.

L'area, teniamoci forte, e' classificata come area "di inondazione per piena catastrofica", in fascia C cioe' la piu' pericolosa. La parola "catastrofica" parla chiaro, no?  Ci possono essere "inondazioni e eventi di piena più gravosi di quella di riferimento".

Mmh. E se mai dovesse arrivare la "piena catastrofica" , come resistera' il pozzo della Aleanna? E non quello temporaneo, quanto quello permanente? E tutta l'infrastruttura che questi si porteranno appresso? E' sicuro mettere pozzi ed oleodotti e fanghi in un territorio a rischio allagamento?

Aggiungono che un "ulteriore elemento simbolo dell’intensa attività agricola è la presenza di una vasta rete irrigua", e che il pozzo "ricade pienamente nell’unità paesaggistica delle fasce fluviali".

E' qui previsto che vengano innanzitutto preservati "i caratteri di naturalità dei corsi d’acqua,
i meandri dei piani golenali, gli argini e i terrazzi di scorrimento".


Mmh. Abbiamo tutti visto cosa e' successo in Basilicata con il Pertusillo, lago petrolizzato, da cui ogni tanto arrivano scie e concentrazioni fuori controllo di idrocarburi. Pensiamo veramente che con le trivelle "la naturalita'" dei corsi d'acqua sara' preservata?

Con un po di idrocarburi dentro?

Oltre a una fitta rete di torrenti e fiumi, c'e' qui anche zona boschiva a 500 metri dal pozzo e ben due aree protette, una "important bird area" e una zona a protezione speciale, riconosciuta dall'UE. Sono:

1. il Fiume Po dal Ticino a Isola Boscone - IBA199 (area di importanza internazionale per l’avifauna – Important Bird Areas) a 3.8 chilometri dal pozzo

e

2. il Po da Albaredo Arnaboldi ad Arena Po - ZPS IT2080701A (zona di protezione speciale) che secondo la stessa Aleanna "presenta le condizioni per ospitare una fauna ricca e diversificata".

Un po piu lontano, a circa sei chilometri, c'e' il Parco della Collina di San Colombano; a sette chilometri il sito di importanza comunitario Fiume Po da Rio Boriacco a Bosco Ospizio, e a otto chilometri un altra zona di protezione speciale, il Po di Pieve Porto Morone.

Come pensano che boschi, uccelli, fiumi e fauna ricca e diversificata non verranno intaccati? Il pozzo non nasce nel nulla, ci saranno camion (parlano loro stessi di 30 autoarticolati!, escavatori, rulli e rullatrici), esalazioni, oleodotti, infrastruttura. E ne l'aria ne gli animali conoscono confini.

E' inevitabile che l'ecosistema ne risentira'.

Tirano fuori pure tutte le regolamentazioni nazionali e locali, i piani di indirizzo forestale, di governo del territorio, le direttive della provincia.

Indovinate?

E' tuttapposto!

Il pozzo Bella 1 non interferira' con niente, e' in linea con tutto e nulla verra' modificato.
Dei pozzi invisibili!

Ora, siccome il governo impone di studiare "l'alternativa zero" cioe' cosa succede se non si trivella Bella 1, quelli della Aleanna vengono fuori con una serie di astrusi ragionamenti che solo i petrolieri possono tirare fuori.

Dicono infatti che, secondo il governo, ci deve essere priorita' per lo sviluppo di energie rinnovabili, efficenza e sicurezza energetica, decarbonizzazione entro il 2030, e progressi nella tecnologia, ricerca e innovazione.

Ah si? E cosa c'entrano allora le trivelle con queste nobili prorita' del nostro governo? Trivelle con tecnologia da anni sessanta, ubercarbonizzazione, zero sicurezza con pericoli di scoppio e di inquinamento?

C'entrano, perche' secondo la Aleanna senza il loro pozzo saremo penalizzati in quanto limiteremo la  "la possibile crescita della produzione interna" e non contribuiremo "ne' alla riduzione del deficit ne' al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Strategia Energetica Nazionale."

Ovviamente faranno tutto questo nel rispetto dei "piu' elevati standard ambientali e di sicurezza internazionali", con investimenti, lavoro, gioia e felicita' per tutti.

Ha ha ha.

Bella 1, secondo loro,  "potrebbe aiutare a sostenere l’attuale situazione di criticità del mercato italiano del gas" che e' in crisi grazie alla "riduzione della produzione nazionale dovuta alla diminuzione delle riserve nazionali e crescente dipendenza di forniture dall’estero".

Il loro pozzo dunque portera' a vantaggi socio-economici.

Ha ha ha.

Come in Basilicata, dove l'emigrazione e' alle stelle e le statistiche dicono che la poverta' c'era 20 anni fa e c'e' tuttora, gas o non gas, petrolio o non petrolio. 

E' una canzone che abbiamo gia' sentito e che e' sempre, sempre, stata solo il canto delle sirene di Ulisse. 

Scusate, ma avete idea di quanto potremmo fare in termini di crescita della produzione interna di energia con le rinnovabili? Quanto lavoro potremmo dare ai nostri imprenditori *locali* con sole e vento invece che darli a una microditta del Delaware? Quanti soldi risparmieremmo evitando inquianmento ed emissioni?

E poi, lo sapete meglio di tutti che la produzione e l'uso di gas e' in calo a causa del fatto che sebbene sofficate da governi ciechi e stupidi, le rinnovabili hanno messo piede in Italia e hanno portato via richiesta di gas. E poi c'e' la crisi che in dieci anni ha contribuito al calo dei consumi, fra cui quello di gas. E ancora, il prezzo e' cosi basso, e i giacimenti cosi scadenti, che spesso non e' competitivo trivellare le micro-riserve italiane.

Suvvia, cara Aleanna, lo sapete bene che la vostra e' solo *speculazione* e che lo scopo ultimo e' di portare soldi ai vostri investitori, costi quel che costi. Il resto e' solo blabla per abbindolare i politicanti italiani.

Mmh. Continuo a leggere e mi chiedo quando mai arriveranno alla descrizione dei fluidi di perforazione.  Parlano di tutto, altezza, velocita', potenza delle trivelle di ultimissima generazione che saranno pure insonorizzati, trenta "autoarticolati".  Dicono pure quanto sara' il consumo di combustibile dei loro mezzi, ma di fluidi che verranno pompati nella pancia della terra di Pavia, non c'e' traccia.

Cosa c'e' dentro questi fluidi? Quanto ne verra' pompato? Che influenze ha questa monnezza su campi e persone? Chi li smaltira? Dove finiranno? Non si sa.

Dicono solo che l'acqua usata per preparare tali fluidi sara' prelevata altrove (non si sa dove) e che tutto sara' impermeabilizzato.

Questa era forse la parte piu' importante, sapere cosa pomperanno sotto i nostri piedi.

Ma non ce lo dicono.

Perche'?

Perche' qui non possono arrampicarsi sugli specchi. Come potranno mai dire che ci servono miscele tossiche, a volte cancerogene e radioattive, nel nostro sottosuolo?  Come possono dirci i volumi coivolti e pensare che la gente non voglia questa robaccia nelle proprie risaie?  Come possono pensare che si possa accettare il passaggio di camion avanti e indietro con materiale tossico dentro?

E quindi non dicono niente.

Anzi, dicono che per mitigare tutto... laveranno le ruote dei loro camion. Non scherzo!

E infine, ci sono, su 46 pagine, dieci righe piu o meno su cosa accadra' in caso “situazioni emergenziali” di possibile "fuoriuscita di fluidi". Niente paura, ci sono "speciali apparecchiature meccaniche di sicurezza montate sulla testa pozzo  che lo chiuderanno, sempre.

E cosi sara'. Tutto ha impatti lievi, trascurabili e nulli.

In Italia va bene pure trivellare fra i campi di riso, vicino a boschi e zone di protezione per gli uccelli,  in zone di rischio allagamento catastrofico.

Tuttapposto. 




























Tuesday, January 10, 2017

Obama ultimo atto: bocciato airgun lungo tutta la costa Atlantica










... guided by an abundance of caution, we believe that the value of obtaining the geophysical and geological information from new airgun seismic surveys in the Atlantic does not outweigh the potential risks of those surveys' acoustic pulse impacts on marine life


Abigail Ross Hopper
Dipartimento dell'interno USA,
Settore energia e oceano, 



Una notizia bellissima per la difesa del mare: il 6 Gennaio 2017 tutte le richieste di eseguire ispezioni sismiche al largo delle coste Atlantiche americane sono state rigettate.

Tutte.

Dal Delaware alla Florida.

E' un contenzioso che durava da molto tempo, e che aveva visto le comunità' della costa est degli USA andare in subbuglio.  Un rapporto governativo aveva stimato che se messo in pratica l'airgun avrebbe causato la morte di circa 138mila mammiferi marini, dalle balene ai pesci, dalle tartarughe ai delfini ed avrebbe danneggiato milioni di altre specie viventi nel mare.

Nel 2015 un gruppo di settantacinque docenti universitari aveva scritto al presidente con la richiesta esplicita di non eseguire airgun in Atlantico a causa dei danni significativi e a lungo termine che gli spari avrebbero portato con se.  In totale piu' di 120 citta', 1200 sindaci e amministratori, 35mila associazioni culturali, commerciali, sportive, turistiche e sindacati in rappresentanza di oltre 500mila pescatori hanno espresso la propria contrarietà' all'airgun nei mari americani. Anche la marina americana si era detta contraria all'airgun.

E oggi Obama li ha ascoltati. 

L'airgun e' uno strumento propedeutico alla trivellazione a larga scala: sono spari violenti di aria compressa che ogni 5-10 secondi mandano segnali nel mare ad altissima intensità', tutto il giorno, per settimane a volte mesi, con un ampio raggio di diffusione, spaventando pesci, a volte facendoli perdere il senso dell'udito e dell'orientamento, causando lesioni, e in alcuni casi portando a spiaggiamenti di massa. Dopo l'airgun c'e' la perforazione, se le ispezioni portano buoni risultati.  E quindi fermare l'airgun prima e' un modo preventivo per fermare le trivelle dopo.

Non sappiamo cosa fara' adesso l'amministrazione Trump, con il suo Segretario di Stato Rex Tillerson che e' stato un petroliere per 40 anni, di cui gli ultimi da CEO; con il suo negazionismo sui cambiamenti climatici; con il suo osannare l'industria del petrolio e del gas; con il suo voler demolire gli accordi di Parigi. Sappiamo che pero' dovra' quantomeno incominciare daccapo.

In queste settimane Obama di passi anti-trivelle ne ha fatti diversi: la chiusura dell'Artico all'estrazione di petrolio, i diveti petroliferi in varie riserve indiane e la chiusura dell'Atlantico alle trivelle vere e proprie fino al 2022, che hanno reso obsoleti i permessi di airgun appena revocati.  Queste decisioni saranno difficili da disfare per Trump. Certo, Obama poteva fare questi passi prima: sono certa che che la realpolitik abbia avuto il suo peso nel fare le cose all'ultimo minuto, ma il punto e' che prima o dopo che sia, questi passi importanti sono stati fatti

Apro invece i siti del ministero dell'ambiente italiano e scopro concessioni per airgun lungo tutto lo stivale, una litania di tristezza per questo paese e per chi vive di mare sano e non trivellato. Negli USA l'airgun era previsto ad 80 miglia da riva, qui siamo appena fuori le 12 miglia, un limite varato esattamente un anno fa e solo grazie all'eroica resistenza anti-Ombrina Mare. Prima del 2016 non c'era alcuna barriera protettiva.

Non se ne parla molto, ma ci sono in Italia concessioni per fare airgun e trivelle nel golfo di Taranto, con la Schlumberger e altre ditte microscopiche mai sentite prima chiamate Global Med, Global Petroleum Limited che di global non hanno niente se non il nome.  C'e' la Spectrum Geo che vuole fare airgun da Rimini a Santa Maria di Leuca, nel silenzio generale.  E poi ci sono trivelle approvate e approvande in terraferma in Emilia Romagna, in Basilicata, in Lombardia, in Sardegna.

Dov'e' l'Obama di turno qui? Dove sono i sindaci e i governatori della costa adriatica e ionica a mettere pressione continua a Roma, a Gianluca Galletti, ministro dell'Ambiente? Dove sono i giornalisti a scrivere gli editoriali contro l'airgun in Adriatico? A fare le domande difficili ed imbarazzanti a Matteo Renzi, a Paolo Gentiloni? Chi deve salvarlo quel mare?

Sono domande retoriche, lo so. Non ci sara' un deus ex machina a salvare i mari d'Italia. Sta a noi farlo. Trivellare e' per molti versi irreversibile, non porta niente di buono alle comunita' coinvolte, e piccoli e grandi esempi di resistenza alle multinazionali ci sono dappertutto: dal nostro Abruzzo fino alle foreste del Brasile.

Inizia un nuovo anno, e mi auguro che nella marea di piccole e grandi cose che la vita quotidiana ci presenta, tutti possano cercare di fare del nostro meglio per il bene comune, in modo disinteressato e sincero. Questa e' la nazione che ci e' stata data, e questa la nazione che ci tocca migliorare.

Qui le immagini di tutte le concessioni airgun approvate in Italia per il 2016.

Sunday, August 16, 2015

Colorado: scoppio di pozzo di petrolio a 60 metri dalle case. Due morti, tremila pozzi chiusi







Scoppia pozzo di petrolio convenzionale della ditta Anadarko nella citta' di Firestone, in Colorado. Il pozzo aveva 24 anni ed era a 60 metri dalle case. Sono morti in due, erano cognati, e sono rimasti feriti la moglie ed il figlio di uno di loro.

E cosi' hanno chiuso per cautela (ma dopo che c'era scoppiato il morto, anzi due!) circa 3,000 pozzi nell'area.  Non si sa perche' il pozzo di Firestone sia scoppiato, ma per capire ci vorra' molto tempo:
 il sottosuolo e' complicato, ed e' stato tutto zigzaggato dall'uomo nel corso di trent'anni. 

Anche la ditta Great Western Oil and Gas ha chiuso i suoi pozzi per precauzione. Altri  60 pozzi.

In Colorado ci sono almeno 54,000 pozzi di petrolio e di gas. Di questi 48,000 sono convenzionali e trivellati in verticale. Il resto sono trivellati in orizziontale ed usano il fracking. E poi ci sono 36,000
pozzi abbandonati a se stessi.

In Colorado ciascuna citta' puo' mettere pozzi dove vuole. A Firestone il limite era di 50 metri.
E cosi sono morti in due.


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16 Agosto 2015





Ecco qui lo scoppio del giorno - in Texas. Orla,  vicino al confine New Mexico-Texas - raffineria Anadarko scoppia e si incendia.  200 evacuati, 2 feriti. 3 Dicembre 2015

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Questi sono di qualche settimana fa: 

Texas 14 Agosto 2015

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Colorado 6 Agosto 2015

Una serie di scoppi il 14 Agosto in Texas, a 40 miglia a nord di Houston. Secondo CBS,l'incendio e' divamapto presso l'impianto della DrillChem nella citta' di Conroe, Venerdi sera. Per fortuna non c'era nessuno nella fabbrica ma c'e' stato un allarme nel giro di 2 miglia dall'impianto. Alla gente e' stato detto di spegnere AC e chiudere le finiestre.

Il cielo era nero. I cani hanno abbiato a lungo, spaventati e alla fine, come in molti casi, siccome non si sapeva che fare, si e' lasciato che il fuoco ardesse finche' non si e' estinto da solo. 

Cosa si faceva nella DrillChem? Beh lo dice il nome, si sviluppavano prodotti chimici per le trivellazioni -- inibitori, lubrificanti e sigillanti. 

Passiamo a Weld County in Colorado. Qui invece il giorno 6 Agosto 2015  e' scoppiato un gasdotto del fracking. Ecco qui. Altri fuochi d'artificio. Per fortuna non c'era nessuno.


Quanti altri scoppi ci sono stati in questi giorni e non li sappiamo?


Sunday, April 14, 2013

Gasland 2


Il 21 Aprile 2013 presso il Tribeca Film Festival di New York e' stata proiettata la prima di Gasland 2, di Josh Fox. Il suo primo film, Gasland, del 2010 e' stato il catalizzatore della discussione nazionale che avviene in questo momento negli USA sulla questione fracking. 

Gasland 2 e' un viaggio attraverso l'America del fracking e delle trivelle - dal golfo del Messico, fino al Delaware River Basin sulla East Coast in cui Josh Fox mostra gli impatti a lungo termine del fracking, su persone e comunita'.

Non puo' che mancare una finestra su tutte le lotte di resistenza locale, e le mosse tattiche - ma non troppo furbe! - dei petrolieri che cercano di spargere falsita' e di fare il lavaggio del cervello a residenti e sindaci.

Il Tribeca Film festival e' stato creato nel 2002 da Jane Rosenthal, Robert De Niro e Craig Hatkoff, dopo gli attacchi dell'11 Settembre nel quartiere TriBeCa - Triangle Below Canal Street - a sud di Manhattan.

E dopo la prima, Josh e il suo gruppo sono partiti dalla citta' di Normal, Illinois a proiettare il film in giro per la nazione. 

Perche' Normal? Perche' noi siamo i normali, quelli che vogliono acqua e aria pulita e sono loro i petrolieri e i collusi con il sistema a non esserlo.

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Ecco cosa dice:

Today, we kick off a national tour for Gasland II in Normal, Illinois. The next two months will be on the road.

Maybe Normal's a strange choice, because what we're doing is not normal: Taking on the most powerful industry in the world, and believing that together we can change the course of history.

Then again, I think what we're doing is actually pretty normal. I mean, if a bunch of bully companies showed up in your town, your state, your country and threatened your water, your air, your climate, then the most normal thing to do is to fight, right?

So Normal is where we are, not Gasland, and normal is who we are, just like everyone else who wants clean air and water.

We will keep you updated on how the tour is going, when we will be in your town, and what you can do to help us win the fight against the Frackers. 

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Io Gasland 2 l'ho visto invece il giorno 14 Luglio a casa di amici. Il film e' molto simile a Gasland 1, con le stesse storie di devastazione e di dolore, e con un pizzico in piu' di amarezza.

La parte piu' penosa e' quando











 




Wednesday, June 29, 2011

Il fracking sulla pelle della gente


Il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia ha piu' volte auspicato che anche in Italia si possano sfruttare le riserve di shale-gas, con la tecnica del fracking.

Ecco qui, allora l'ennesimo report da Vanity Fair della situazione nelle zone d'America dove il fracking e' gia' realta'.

Inziamo con la costa est, Pennsylvania e New York. La zona e' attraversata dal fiume Delaware , uno dei piu' importanti d'America perche' oltre 15 milioni di persone, inclusi i residenti di New York e di Philadelphia ne bevono l'acqua. E' lungo circa 500 chilometri. Proprio per questo suo fondamentale ruolo, dovrebbe essere protetto dagli effetti dell'inquinamento industriale. Invece no.

Lungo tutto il fiume Delaware ci sono concessioni per l'estrazione di shale gas con la tecnica del fracking. I primi in classifica sono quelli della Exxon-Mobil che vogliono usarne 1 milione di litri al giorno per il fracking, tramite la loro sussidiaria XTO.

Come gia' detto, questo fracking e' una tecnica relativamente nuova con cui si iniettano milioni di litri di acqua nel sottosuolo ad alta pressione, mista a sostanze chimiche tossiche, si scatenano dei microterremoti, e il gas viene tirato fuori dalla roccia porosa. Dell'esistenza di questo gas gia' si sapeva 100 anni fa, ma era troppo difficle tirarlo fuori, fino all'arrivo del fracking.

In Pennsylvania il fracking e' legale da diversi anni, prima che si sapesse tutto quello che avrebbe comportato. Nello stato di New York non ancora. C'e' una moratoria in quello stato che probabilmente verra' estesa al giugno del 2012. Non si sa bene cosa succedera' dopo, anche se i cittadini sono agguerritissimi.

E' cosi che a Dimock, Pennsylvania il fracking e' realta', anche se anche loro hanno una moratoria cittadina temporanea, visto gli enormi problemi che il fracking gli ha causato.

Durante gli scorsi anni infatti la gente ha scoperto di avere l'acqua marrone in casa, si sentivano male, i pozzi di acqua artesiana sono scoppiati e i cavalli hanno perso la peluria. La gente si lamentava dei tremori del terreno, di piatti corrosi dal ciclo della lavastoviglie, e di bucato puzzolente, di svenimenti dopo la doccia, di macchie alla pelle, di emicranie e di giramenti di testa.

C'era troppo metano, ferro ed alluminio nell'acqua.

La ditta trivellante manda ora l'acqua nelle case delle persone. Il valore delle case e' decimato, nessuno piu' fa la doccia a casa, i tumori aumentano, e vogliono tutti andare via.

A Clearville, Pennsylvania hanno trovato arsenico negli animali. In un'altra citta, Avella, Pennsylvania un pozzo di reiniezione delle sostanze di scarto e' esploso con fiammate di cento metri durate 6 ore e visibili fino a 15 chilometri di distanza.

Alcuni terreni hanno mostrato livelli di arsenico di ben 6430 volte il limite legale - seimila!.

La storia si ripete in Colorado, New Mexico, Wyoming.

In Colorado hanno avuto 206 riversamenti di liquidi perforanti in un solo anno, 48 pozzi di acqua avvelenata. In New Mexico 800 sono stati di pozzi inquinati. Come a Dimock, i dottori parlano di gente con troppi mal di testa, vertigini, problemi neurologici, ascessi ai denti, emoraggie, problemi di coordinamento linguistico e ambulatorio.

E non ci sono solo problemi di acqua inquinata o di perdite, ma anche di problemi all'aria, a causa delle enormi vasche di monnezza tossica che evaporano rilasicando composti cancerogeni nell'atmosfera.

Ogni pozzo "fracked" richiede fra i 10 e i 30 milioni di litri di acqua. Occorrono centinaia di viaggi di camion che trasportano il fluido perforante in loco. Fatti i conti, un professore di ecologia di Cornell, Robert Howart, afferma che fare fracking e' piu' impattante che estrarre petrolio e carbone.

Nel 2008 prima che tutto questo disastro diventasse di dominio pubblico, i politici della Pennsylvania dicevano che non sarebbe successo niente, che erano solo "acqua e sabbia" calate nella terra, che ci sarebbero stati posti di lavoro e soldi a palate, nonche' la fine della dipendenza dal petrolio estero.

Fracking era una cosa patriottica, futuristica.

L'accoppiata Bush e Cheney a suo tempo hanno fatto di tutto per favorire il fracking in tutta l'America. Nel 2005 si chiusero in consiglio con i capi dell'industria del petrolio e del gas e passarono il cosiddetto "Energy Policy Act" con il quale chi fa fracking e' esente da tutte le maggiori leggi di protezione ambientale americane, chiamate semplicemente:

1. il Safe Drinking Water Act,
2. il Clean Air Act,
3. il Clean Water Act

Tutte queste leggi sono state passate negli anni '70 per proteggere aria e acqua. In poche parole,
grazie a questa legge Cheney-Bush, detta anche "Halliburton Loophole" se io riverso monnezza tossica nei laghetti posso essere citata in giudizio, se lo fa la Halliburton, con la monnezza del fracking no. Loophole significa scappatoia.

Forti di tutte queste leggi in loro favore, e visto che l'amministrazione Obama non ci sente da quell'orecchio, i petrolieri contano di trivellare almeno 40 mila pozzi lungo il fiume Delaware e i suoi tributari, lungo quella che viene chiamata Marcellus Shale Gas Reservoir.

I cittadini si sono riuniti in una associazione chiamata Damascus Citizens, per protestare, per convincere pescatori, cacciatori, residenti, e la comunita' tutta a fermare questo scempio annuciato.

Ma e' tutto il mondo che e' coinvolto. Ci sono progetti di fracking in Cina, in Australia, in Francia, in Polonia. Dalle pagine di Vanity Fair, quelli Damascus Citiziens, i primi a vivere il fracking, dicono che la colossale distruzione dell'ambiente portata dal fracking non ne vale la pena.