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Wednesday, February 27, 2019

Gli Australiani della Po Valley: abbiamo ottenuto autorizzazioni per trivellare in Emilia Romagna



15 Gennaio 2019

I petrolieri annunciano di avere avuto approvazioni 
per nuove trivelle vicino a Bologna. 











Last month, the Italian Government granted the Selva field a preliminary award for the Production Concession and Selva remains on course to begin first production in 2020.

Po Valley
Scritto il giorno 8 Febbraio 2019

Cioe' hanno ricevuto permessi preliminari a Gennaio 2019


The preliminary award of the Selva production 
licence is a key and major regulatory milestone 
in advancing our Selva project towards production. 

Selva will be generating significant cash flow for Po Valley

CEO Michael Masterman
Po Valley


Ora non e' che uno vuole infierire sul M5S o sulle loro promesse che continuano a sciogliersi sotto il sole di primavera.

Ma sono varie settimane che cerco di capire cosa succede alla concessione Podere Gallina, e al campo minerario Selva Mazzeni, in Emilia Romagna, di proprieta' della Po Valley d'Australia.

Ne avevo scritto subito dopo l'insediamento del Ministro Sergio Costa: gli Australiani avevano fatto domanda di trivelle nel Giugno 2018.  Il post e' qui. 

Ho seguito un po la vicenda nel corso dei mesi, ma nonostante mi ci sia davvero impegnata, dai siti ministeriali M5S/Lega e' impossibile capire qualsiasi cosa, perche' le pagine interattive, con la storia delle concessioni, i loro iter, e le mappe sono scomparse.

E sono scomparse da mesi.

Fosse stato il PD avremmo tutti gridato alla censura!

Cosi tutto quello che posso fare e' di leggere i comunicati agli investitori fatti ormai piu' di un mese fa dalla Po Valley Energy d'Australia e che sono alquanto inquietanti.  Si, la Po Valley, quelli che dicevano, per bocca del loro rappresentante Pierluigi Vecchia, che volevano trivellare in Emilia Romagna per motivi affettivi!

Adesso tutto questo affetto viene riversato sulla concessione Podere Gallina e sul campo Selva Malvezzi non lontano da Bologna. Il giorno 15 Gennaio 2019 quelli della Po Valley dicono di avere ricevuto una prima autorizzazione a trivellare il loro primo pozzo produttivo.

Ehhh??

Ma come... non avevamo una moratoria?

Chi ha firmato questa autorizzazione? 

Non aveva detto il Ministro Costa che non avebbe firmato trivella alcuna?
Lo sa il Ministro Costa che questa Po Valley ha avuto questa non meglio precisata autorizzazione?

Perche' nessuno ne ha parlato?

Perche' l'ho dovuto scovare io dall'altro lato del pianeta?

Come detto, dai siti ministeriali non si capisce niente perche' non c'e' niente, e io non so se siano stati censurati, oscurati, o nascosti.

Ma la stampa internazionale non offre nascondigli ed e' chiara. Il governo ha approvato. 

E si, gli ho pure scritto a quelli del ministero ma danno risposte che non sono risposte, ma del tipo: occorre aspettare. Ma aspettare cosa? E quanti mesi? E perche' non potevano tenere su le pagine vecchie che era l'unica cosa buona che funzionava sotto Galletti e Franceschini? 

Come detto, in mancanza di altre informazioni, ci atteniamo a quelle dei petrolieri.

Selva e' per il 63% della Po Valley,  il restante 20% e' della United Oil and Gas britannica e per il 17% della Prospex Oil and Gas, britannica anche lei.

La Po Valley dice che ha sottomesso i documenti al governo italiano a meta' anno 2018 (sotto il governo Lega/M5S? non e chiaro) e che dopo questa prima approvazione del Gennaio 2019 (da chi? per cosa?) le approvazioni finali arriveranno all'inizio del 2020.

Si aspettano di completare pozzo ed oleodotto entro la fine del 2020. Il CEO Micheal Masterman dice che l'approvazione di Gennaio 2019 e' una "pietra miliare" nell'avanzamento del loro progetto trivellante.

Ma cosa vogliono fare qui? Prima ispezioni sismiche in 3D, poi trivellare alla ricerca di gas.  La stima e' di circa 330 milioni di metri cubi in giacimento e ci si aspetta di estrarre 150 mila metri cubi al giorno. E siccome Selva e' vicino all'altro campo petrolifero Podere Maiar gia' trivellato nel 2017 e pure questo dentro la concessione Podere Gallina l'idea ulteriore e' di costruire un impianto per il trattamento di gas a Podere Maiar e una connessione sotterranea di un chilometro per collegare i pozzi delle due concessioni alla rete nazionale.

E non finisce qua. Dicono che si vogliono allargare con altre ispezioni sismiche perche' pensano che ci siano altri idrocarburi a Selva Est, Fondo Perino, Selva Sud,  Riccardina, Cembalina tutti dentro o vicino a Podere Gallina. Cosi, visto che ci siamo.. facciamo ispezioni sismiche dove capita capita.

Gia' prevedono che da Selva Est a 7 km da Selva Mazzeni ci sara' circa 1 miliardo di metri cubi di gas.

La concessione Podere Gallina  si estende per 330 kmq. 

Perche' fanno questo? Che domande. Ecco qui la voce della verita':


e cioe' si aspettano un "flusso significativo di denaro" da Selva e dall'Italia specie perche' in Italia i prezzi del gas, secondo loro, sono cresciuti del 50% nel 2018. 

... E come potevamo non sospettarlo, e' sempre il vile denaro!

Gli affari sono particolarmente appetibili perche' l'Italia continua ad importare il 90% del suo gas e ovviamente questi furbacchioni della Po Valley invece di dire spingiamo di piu' con le rinnovabili ci tirano ancora la panzana che dobbiamo continuare a trivellare, trivellare, trivellare per arrivare al "gas di transizione" verso l'energia pulita.

Ma quanto dura questa transizione? Ma non lo sanno questi che nel resto del pianeta in molte parti si parla e si programma per il 100% rinnovabili? Che il gas-transizione era solo una maschera per continuare con gli idrocarburi, in un modo o nell'altro?

Ma che gli importa. Andiamo avanti con i buchi, come i tossici.

La Po Valley ha rilevato diverse vecchie concessioni nel Nord Italia, quasi tutte un tempo dell'ENI e dicono che questo e' il sesto successo che ottengono, nel riportare in vita campi gia' dati per esausti.
Per esempio, Selva e' stata operata dall'ENI per 35 anni, e da qui sono stati gia' estratti circa 2 miliardi di metri cubi di gas da 15 pozzi. 

Nell'area ci sono 5000 pozzi, fra attivi e dismessi.

Sergio Costa, lei ha qualcosa da dire?

Perche' le pagine ministeriali sono scomparse?

Perche' non ci e' dato vedere cosa e' stato firmato e da chi? 

Perche' lei non ha mai sentito il bisogno di parlare alla gente di questa concessione che va in giro da giugno 2018 e di cui io stessa ho scritto otto mesi fa?

Chi lo dira' alla gente di Bologna?

Cosa puo' spiegarci lei?

Le sembra normale che debba essere un volontario dall'altro lato del pianeta a suonare l'allarme, o a seguire le vicende a mo' di giornalista investigativo per amor di patria?

E no, guardi, l'ignoranza, cioe' dire "non lo sapevo", non e' giustificabile. Se lo so io cittadino normale, lo *deve* sapere lei, ministro dell'ambiente.
 
E' bello e facile fare i proclami, ma poi occorre mantenere le promesse, spiegare alla gente e soprattutto non censurare le pagine dei siti ministeriali.  A tuttora, e ho letto tutti i comunicati possibili delle ditte in questione, non e' ancora chiaro chi ha firmato questa autorizzazione e perche'.

Potrei sbagliarmi ma il fatto resta che i siti MISE non contengono piu' informazione alcuna e che uno non sa dove deve andare a leggere - trasparenza zero.

Spero di sentire da lei e dai nostri politici che ne sara' di Podere Gallina e dei nuovi bucatori australiani.

PS: Anche le pagine del Ministero dell'Ambiente sono state oscurate. Ecco qui cosa compare
















Thursday, January 24, 2019

Lega e M5S: stop temporaneo di almeno un anno e mezzo e canoni aumentati di 25 volte


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Update: 24 Febbraio 2019

Il divieto dei 18 mesi e' entrato in vigore il giorno 13 Febbraio 2019.
Secondo i petrolieri sara' la fine del mondo!







Ma, e se invece pensassimo a come fare per migliorare la mobilita' elettrica, 
il risparmio energetico, il sole, il vento? 
Non sarebbe piu' intelligente?


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Sono sollevata.

In questo gran calderone che e' la politica italiana, pare che ci sia una intesa fra i due contendenti: il M5S e la Lega decidono che tutto sara' congelato per almeno 18 mesi.

I canoni aumenteranno di 25 volte rispetto alle tariffe attuali.

Secondo il Corriere della Sera, le commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato potranno ora proseguire i loro lavori sul decreto semplificazioni e si potrebbe arrivare anche ad un OK domani 25 Gennaio 2019.

Da come la vedo io, e' un buon passo in avanti, che ha visto approvazioni di crociere-sismiche, il toto-emendamenti, le minacce di dimissioni del ministro dell'ambiente Costa, e tutto un fior fiore di politici e giornalisti che si svegliano da un giorno all'altro pro trivelle, blabberando assurdita' sul lavoro, l'economia, i soldi e senza sapere che lavoro, soldi, economia, si possono creare anche senza ammazzare nessuno o senza distruggere l'ambiente.

Sono una persona lineare, e mi piacciono le cose fatte con logica, e questa ital-confusione e' estranea al mio modo di essere, ma sono felice lo stesso, perche' ogni passo in avanti e' un buon basso, e un anno e mezzo e' abbastanza per allontanare lo spettro trivelle.

E per tutti quelli che gridano all'assoluto, o che trovano il pelo nell'uovo, che pensano che e' stato fatto in vista delle elezioni X o Y,  che pensano che fra due anni ci sara' l'inghippo dico solo: il PD ha approvato ogni trivella che ha incontrato lungo il suo cammino, ed e' monumentale che siamo ora qui invece.

Per cui, nonostante l'armata-brancaleonaggine, e nonostante tutti i colpi di scena, occorre essere soddisfatti.

Quel che invece occorre fare e' di non mollare, continuare a metter pressione, a vigilare, a tenere alta l'attenzione pubblica, di modo che se pure ci saranno post-elezioni, o veri peli nell'uovo, saremo ancora qui a rompere le scatole e che la pressione che li ha portati qui, sara' ancora viva, e piu' forte fra 18 mesi.

E' pure importante rendersi conto che *mai* saremmo arrivati fino a qui *senza* il nostro costante impegno.  Mai. L'impegno di persone che *vogliono* una Italia che guarda al futuro, senza trivelle e senza fossili e' stato il motore di tutto questo.  Pensate davvero che ci sarebbero stati accordi o sensibilita' senza di noi? Non credo.

Il nostro opearato e' utile, e abbisogna di energia constante. Ogni giorno.
Il nostro potere e' qui: nell'opinione pubblica, nei nostri numeri, nella perseveranza.

L'ultima cosa importante e' questa.

Tre anni fa, il miraggio delle 12 miglia era veramente un miraggio, nel senso che prima del 2016 ci sono stati permessi trivellanti proposti e concessi a due chilometri da riva. Quanti anni abbiamo speso contro Ombrina, il mostro e la sua FPSO a cinque chilometri da riva?  E prima ancora, almeno noi dell'Abruzzo, quanto tempo abbiamo speso con i documenti che non erano postati in rete e quanti viaggi al Ministero in persona per avere le valutazioni di impatto ambientale?

Grazie all'attivismo di noi tutti le cose sono cambiate, ed anche i piu acerrimi sostenitori dell'Italia petrolifera hanno accettato che ci fosse informazione pubblica online, e sopratutto il limite delle 12 miglia e' ora dato per scontato.

E' infatti interessante che anche qui chi vuole le trivelle parli di "trivelle lontano dalla costa", significa che hanno accettato questa nostra conquista

Occore allora porre l'asticella ancora un po piu in alto e chiedere un giorno, un Italia libera dalle fonti fossili, un Adriatico chiuso ai petrolieri, e aria pultia e polmoni sani per tutti.

Amen brother.



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Thursday, January 17, 2019

Matteo Salvini: trivelli casa sua per primo


Matteo Salvini si sveglia ora petrol-favorevole, ed esordisce cosi:  “Non si può dire ‘no’ a tutto e andare in giro con le candele”.

Intanto, caro Matteo, se trivelliamo quelle candele le dovremo portare tutte al cimitero - della morte
ambientale e civile.

Seguendo stupidi luoghi comuni, il nostro ministro dell'interno dice

 “Non si può dire no al carbone, no al petrolio, no al metano, no alle trivelle, mica possiamo andare in giro con la candela e accendere i legnetti. Di tutto il resto si può discutere, ma con i soli ‘No’ non si campa”. 

E infatti io dico si!

Dico si al sole, al vento. Dico si ai trattati di Parigi. Dico si agli investimenti per il risparmio energetico. Dico si alle automobili elettriche. Dico si alla vita sana e onesta. Dico si all'energia che davvero abbiamo in Italia e non ai miraggi petroliferi che stanno solo nei petrol-sogni dell'ENI. Dico si alla democrazia sana. Dico si alle territori liberi dall'inquinamento, dalla paura del terremorto, del terreno che spronfonda o dei mari che erodono.

Dico si al futuro! 

Interessante che il nostro Matteo dica queste cose in Sardegna, teatro di tante petrol-battaglie che hanno scacciato i petrolieri da dove sono venuti.
 
Ovviamente non puo' che metterci bocca Matteo Renzi, che e' meglio che si va a nascondere per il modo osceno in cui il suo governo ha approvato quasi tutte le trivelle sottomesse al suo ministero dell'ambiente. Non c'e' stata una trivella che non gli sia piaciuta.

Meglio che taci, Renzi e che per un po, o per di piu' ancora, ti metti nel dimenticatoio che ci fai piu' bella figura, assieme a quegli altri galantuomini dell'ambiente dal nome Gianluca Galletti e Dario Franceschini.

Ma torniamo a Matteo Salvini.

Intanto, solo tre anni fa Matteo Salvini era contro le trivelle nel nostro paese. Interessante che si facesse fotografare con cotanta maglietta solo perche' al tempo era all'opposizione e la Lega in teoria. difendeva i territori.

Cosa e' successo? Si e' andati al governo ed ora la petrol-persuasione dell'ENI o i petrol-euro hanno iniziato a fare gola?

Qui occorre riconoscere un importante principio, caro Matteo Salvini. Nessuno di noi nasce come signore o signora del no.

Tutti noi attivisti, da Ravenna a Carpignano, da Arborea a Monopoli, da Ragusa a Ortona siamo persone che prima di tutto vogliamo il si all'aria pulita, alle democrazie non corrotte, ai mari puliti, alla natura vivente.

Tutti noi ci siamo messi li a studiare le carte, a rompere le scatole a tutti i politici di qualsiasi colore politico non perhce' non abbiamo niente da fare, ma perche' era importante capire, e darsi da fare *prima* che le trivelle arrivassero, in modo da non fare la fine di Viggiano o di Porto Marghera.

Siamo dunque quelli del si alla vita e non del si alla morte civile ed ambientale petrolifera.
 
Se lei vuole fare qualcosa di buono: legga le carte, ascolti parli con la gente che *deve vivere* vicino alle trivelle, e poi capira', e anzi, credo che lei sarebbe il primo a dire di no al petrolio nei mari e nelle campagne dove lei stesso vive o va al mare.

Che cosa triste vedere l'Italia governata in modo cosi approssimativo. Ho sempre pensato che a comandare ci dovesse andare gente colta, intelligente, studiosa, critica, e non sempliciotti o canne al vento.



Wednesday, October 4, 2017

La Scozia vieta il fracking












Altre nazioni o regioni che hanno vietato il fracking:

Francia
Bulgaria
Germania
Scozia
Vermont (USA)
Maryland (USA)
New York State (USA)
Victoria (Australia)
Cantabria (Spagna)

Il governo di Scozia ha annunciato che la pratica del fracking sara' totalmente vietata a causa della contrarieta' della stragrande maggioranza della popolazione.

In Scozia era gia' dal 2015 che esisteva una moratoria temporanea. Adesso la pratica sara' vietata in maniera definitiva.

Ad annunciare l'iniziativa e' stato il ministro per l'ambiente di Scozia, Paul Wheelhouse che ha detto chiaramente che "the Scottish government will not support the development of unconventional oil and gas in Scotland."

Di fracking abbiamo parlato tante volte qui, e' essernzialmente una tecnica con cui si iniettano ad alte pressioni liquidi e sostanze chimiche per "fratturare la roccia" e lasciare che sprigioni il gas presente in piccole vacuita' che altrimenti non si saprebbe come recuperare. La parola fracking viene da hydraulic fracturing, appunto, fratturazione idraulica, perche' la si fa con composti fluidi "idraulici".
La roccia dove il fracking si applica, con tutte queste vacuita' si chiama shale, in italiano scisti.

Tutto bene? No, perche' nel fare tutto questo, spesso si frattura la roccia e si inquinano le falde idriche e si possono innescare terremoti.

E' per questo che tutte le persone di buon senso sono opposte al fracking.

E perche' dicono che vieteranno il fracking a causa dell'enorme opposizione della gente in Scozia?

Beh, perche' sono anni che protestano e che sensibilizzano. Hanno fatto un sondaggio a Maggio 2017 in cui circa il 99% dei rispondenti ha detto di essere contrario al fracking, specie in aree densamente abitate dove il fracking potrebbe esssere implementato.

E poi ovviamente ci sono le preoccupazioni piu' grandi: ogni grammo in piu di idrocarburi che continuiamo a consumare, fracking o non fracking, e' un altro passetto in avanti verso sempre maggiori effetti collegati ai cambiamenti climatici.

Le proposte per trivellare arrivano nel 2014 quando il British Geological Survey stima ben la presenza di ben 2.2 trillioni di metri cubi di gas in tutta la Scozia.  Fra i primi "volontari" del fracking in Scozia, la ditta Ineos e i suoi investitori cinesi di Petrochina. Ma datasi l'opposizione della gente, nel 2015 viene annunciata una moratoria temporanea.  Nel 2016 vietano anche la "gassificazione sotterranea del carbone", altra tecnica simile al fracking, solo che coinvolge appunto gli strati carboniferi da cui estrarre gas.

E oggi finalmente il divieto del fracking.

Tutt'altra storia in UK invece dove, malgrado le proteste, la ditta Cuadrilla sta facendo fracking esplorativo in  Lancashire, nonostante anni di proteste.

E in Italia?

In Italia c'e' questa specie di leggenda urbana secondo cui non e' necessario vietare il fracking perche' tale tecnica non si puo' attuare. In parte e' vero, ma e' anche vero che laddove anche solo pareva che si potesse fare ci hanno pensato e ci hanno pure fatto esperimenti.

Come faccio a saperlo?

Perche' credo di essere stata  la prima persona a scovare i progetti per fare fracking in Italia fra cui la Independent Respurces, quella dello stoccaggio gas in Emilia Romagna. Volevano fare fracking in Toscana. Altri ancora volevano applicare tecniche del tutto simili in Sardegna. Per Ombrina era prevista anche qui la stimolazione con metodi da fracking e di acidificazione. In Puglia ci sono stati gia' esperimenti. La Basilicata ha i suoi specialisti del fracking.

E quindi, quantomeno ci hanno pensato. E allora, per evitare ogni discussione, non sarebbe utile vietarlo anche in Italia?

Anzi, se fossi io a decidere, la prima cosa che farei e' di vietare non solo il fracking ma ogni forma di estrazione di idrocarburi nel suolo e nel mare d'Italia.

Fantascienza? Certo che no.

E' solo il coraggio di guardare al futuro.






Friday, March 24, 2017

La corte di appello del Colorado: il diritto alla salute e all'ambiente sano viene prima delle trivelle



Ecco, non potevo non raccontare questa storia.

La Corte di appello del Colorado da ragione ad un gruppo di ragazzini che chiedevano che il loro diritto alla salute, all'aria e all'acqua pulita venissero prima delle trivelle.

E hanno vinto. La corte ha detto proprio questo, che la salute viene prima dei buchi sottoterra, nonostane l'enorme lobby da parte dei petrolieri di Denver.

Tutto questo avra' forti ripercussioni nello stato, perche' finora la cosiddetta Colorado Oil and Gas Conservation Commission, detto COGCC, una specie di UNMIG del Colorado, aveva per missione quello semplicemente di "bilanciare" gli interessi dei petrolieri e dell'ambiente.

Come dire, prima c'era solo da essere "equilibristi" fra salute e trivelle. Adesso la salute viene prima.
Non e' una cosa da niente, ed e' per questo che i petrolieri hanno cercato in tutti i modi di fermare questa decisione.

Nello stato del Colorado ci sono gia' 50,000 pozzi, che nascono un po dappertutto, anche vicino a Denver, tutti supervisonati da questo ente, il COGCC  che doveva portare avanti lo sviluppo responsabile e bilanciato di oil and gas in modo che fosse protetta la salute pubblica, l'ambiente,la flora e la fauna.

Poi nel 2013, l'allora 13-enne Xiuhtezcatl Martinez, classe 2000 di Boulder assieme ai suoi amici
chiese a questo COGCC di cambiare le regole.

Chiesero una moratoria allo stato del Colorado finche'

la migliore scienza disponibile non dimostri, e un ente indipendente terzo non confermi, che trivellare puo' succedere in un modo che non vada ad impattare in modo cumulativo o con altre azioni l'atmosfera, l'acqua, la fauna, le risorse territoriali del Colorado e che non influenzi in maniera negativa la salute umana e che non contribuisca ai cambiamenti climatici

unless the best available science demonstrates, and an independent third party organization confirms, that drilling can occur in a manner that does not cumulatively, with other actions, impair Colorado’s atmosphere, water, wildlife, and land resources, does not adversely impact human health and does not contribute to climate change

E cosi' nel 2014 questo COGCC dovette tenere una riunione sul tema. Dismisero la richiesta di moratoria perche' diceva che era oltre l'autorita' e la missione del COGCC stesso.

Xiuhtezcatl Martinez e i suoi amici, assieme ad altri gruppi ambientali del Colorado, fecero ricorso.

La corte di Denver diede ragione al COGCC.

Xiuhtezcatl Martinez e i suoi amici fecero appello di nuovo.

Questa volta dissero che i giudici non avevano bene interpretato la missione del COGCC e che bilanciare non era sufficente.

E cosi, il giorno 23 Marzo 2017 la corte suprema cambia verdetto.

Il compito di questo COGCC non e' di far passare un test di equilibrio, quanto che tutto il settore di oil and gas venga eseguito con la protezione di salute pubblica, benessere, sicurezza, e questo delle persone, dell'ambiente, e della fauna.

Cosa succedera' adesso?

Succedera' che la proposta di moratoria tornera' indietro alle corti precedenti, che dovranno rigiudicare la proposta di moratoria. Non significa che la moratoria passa, quanto che le corti dovranno riesaminare la proposta tenendo conto del nuovo contesto. Si trivella non piu' se ce un bilancio, quanto se la salute e l'ambiente sono pienamente rispettati.

Tocchera' alle corti inferiori ora esprimere un giudizio. 

Ovvaiemente siccume questo COGCC e' un covo di petrolieri e loro amici (come l'UNMIG!) il COGCC pensa di fare ricorso.

Vedremo come va a finire. Tutte queste diatribe non sono nuove in Colorado.  Alcune citta' avevano passato delle leggi locali per vietare oil and gas nelle loro comunita', in alcuni casi queste leggi sono state giudicate non ammissibili e quindi c' molto subbuglio fra residenti, legislatori, trivellatori.

Ma la cosa che a me piu' intriga e' la storia del 17-enne dal nome esotico, questo Xiuhtezcatl Martinez che ha fatto delle cose meravigliose, con coraggio.

Onore a lui. Ce ne vorrebbero tanti di idealisti cosi.



Tuesday, March 31, 2015

Germania, New Brunswick e Maryland: leggi contro il fracking

E' definitivo - il Maryland vieta il fracking nello stato oggi 2 Giugno 2015.
Hanno votato 103 a 33 nella Camera e 45 a 2 nel Senato.
Almeno loro.





Oggi primo Aprile, anche la Germania di Mrs. Merkel approva leggi ancora piu' severe contro il fracking. Secondo Reuters sara' a tutti gli effetti un divieto intergrale contro l'estrazione di gas di scisti a parte test sperimentali.
 
Il tutto deve essere ancora approvato dal governo tedesco, ma sara' vietato trivellare pozzi che sono meno profondi di 3,300 metri per salvare le falde acquifere e nei pressi di sorgenti di acqua. Sara' vietato trivellare nei parchi e nelle riserve naturali.

Ovviamente i petrolieri si stracciano le vesti, e questo e' un buon segno:la federazione delle industrie tedesche, la BDI dice che il divieto e' esagerato e anche se ci sono minuscole porte aperte allo shale gas queste sono troppo poche. Gia' un anno fa l'agenzia per l'ambiente di Germania aveva detto che il fracking e' una tecnica pericolosa e che sarebbe bene vietarlo per la sicurezza dell'acqua potabile. Alcuni petrol-investitori hanno gia' lasciato il paese.

Pace all'anima loro.

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Eccoci qui - il New Brunswick, stato del Canada ha votato in data 26 Marzo 2015 per il divieto del fracking nello stato. 

E' un divieto temporaneo che durera' per un anno ma le autorita' ricordano che il fracking potra' essere approvato solo se saranno soddisfatte cinque richieste: maggiori regolamentazioni ambientali e per la salute pubblica, un piano per lo smaltimento dell'acqua tossica, le consultazioni con i residenti ed in particolare gli aborigeni, una struttura di royalties soddisfacente ed una sorta di "licenza sociale" con l'approvazione della comunita'.

Il ministro dell'energia Donald Arseneault dice che

"It is responsible and prudent to do our due diligence and get more information regarding hydraulic fracturing."

Oltre il New Brunswick, il fracking e' adesso vietato in Quebec, Labrador and Newfoundland, e in Nova Scotia.

Il divieto del New Brunswick e'importante perche' si stima che nel sottosuolo ci sia uno dei principali giacimenti di shale gas reservoirs del North America, circa 2 trillioni -- 2000 miliardi -- di metri cubi, sebbene in sacche difficili da raggiungere.

Ovviamente la lotta e' sempre la stessa. I residenti sono preoccupati per l'inquinamento di aria, acqua e polmoni. I petrolieri sono preoccupati del portafoglio e quindi vai con la fantasia:lavoro, soldi, tuttapposto.

Intanto anche in Maryland c'e' una proposta di legge per vietare il fracking per tre anni, ma il voto finale deve ancora essere approvato.  Quello che invece e' stato approvato e' una legge secondo la quale i fraccanti sono responsabili di danni, morti, feriti, inquinamento sui loro siti trivellanti.  

Thursday, February 5, 2015

Lancashire, UK: fracking vietato per proteggere il paesaggio

"The cumulative effect of the proposal would lead to the industrialisation of the countryside and adversely affect the landscape character.”



Adios a quattro pozzi da fracking.
Divieto per: rumore, bruttura del paesaggio e attivita' sismica

Le azioni crollano.

E in Italia chi lo protegge il paesaggio?

 


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Qui il divieto del fracking in Galles, 
5 Febbraio 2015


The shale industry’s seemingly irresistible advance 
is now looking more and more resistible every day

Louise Hutchins, Greenpeace UK


The fracking industry is in retreat

Donna Hume, Friends of the Earth Energy





Dopo la Scozia, moratoria nel Galles. Intanto, questo nel resto del Regno Unito

Le licenze coprono (coprivano?) il 60% del territorio




Adesso sara' vietato fare fracking in: aree protette fra cui parchi nazionali 


In aree di particolare bellezza paesaggistica - Areas of Outstanding Natural Beauty (AONB)
e in siti di speciale interesse scientifico - Sites of Special Scientific Interest (SSI)


E in tutte le zone di protezione speciale delle sorgenti idriche (SPZ)

In totale... il 40% della nazione sara' protetto, ma siccome e' tutto a macchia di leopardo, saranno piu' grandi i grattacapi dei petrolieri!

Tutto questo grazie alle proteste e all'attivismo,
sotto le elezioni tutti i politici si convertono :)



Anche il governo del Galles ha votato contro l'uso del fracking, dopo la moratoria scozzese. E questo nonostante il primo ministro britannico David Cameron, conservatore, continui a ripetere che fara' di tutto per perseguire lo shale gas, adesso che i campi dei mari del nord non sono piu' redditizi. Ma ... le elezioni sono dietro l'angolo e la folla contraria alle trivelle freme e preme.

Oltre alle moratorie nel Galles e alla Scozia sono state accettate, su proposta dei laburisti, nuove regole contro le trivelle nei parchi nazionali, nelle zone di speciale bellezza dette "Areas of Outstanding Natural Beauty" (AONB), nei siti di interesse scientifico detti "Sites of Special Scientific Interest (SSSI)" e siti di protezione delle fonti idriche, detti "Groundwater Source Protection Zone" (SPZ). L'iter non si e' ancora concluso ma tutto lascia pensare che i divieti diventeranno realta', portando il 40% del territorio britannico offlimits alle trivelle del fracking. La cosa interessante e' che le zone protette sono sparse a macchia di leopardo nella nazione, creando un sacco di problemi ai petrolieri che dovranno decidere cosa fare delle loro concessioni.

Una indagine di Greenpeace rivela che il 45% delle oltre 930 concessioni del Regno Unito sono coperte almento per la meta' da queste nuove aree protette. Solo il 3% delle concessioni e' totalmente svincolato.

Il governo dice che queste nuove regole non si applicheranno in modo retroattivo, ma quasi nessuna ditta trivellante ha i permessi completati. E cosi' ci saranno dei bei grattacapi per la Cuadrilla che voleva trivellare a Balcombe, teatro di settimane e settimane di proteste negli scorsi anni e che ora diventera' una AONB, con buona pace dei petrolieri.  Dara' grattacapi alla Celtique che ha concessioni nel Fernhurst che e' in parte parco nazionale, nel Chesire che e' ora una SSSI e ad Hull, dove c'e' una SPZ.

Perche' si e' arrivati a questo? Perche' la gente continua a mettere pressione ai propri politici che non hanno scelte, conservatori o laburisti che siano. E in tempo di elezioni, la pressione conta. E visto che e' da tanto che si protesta nel Regno Unito, non sara' tanto facile ai politici cambiare idea dopo le elezioni.

E forti di questi risultati, gli attivisti del Regno Unito vorrebbero una moratoria su tutto il territorio nazionale. E infatti, se il fracking e' pericoloso per Balcombe e le altre zone protette, come fa a non esserlo per tutte le comunita' del Regno Unito?
 
Ecco, da questa storia non possiamo che imparare quanto importante sia la protesta dal basso, quotidiana, intelligente ed incessante. Il potere e' nelle nostre mani.


Thursday, January 29, 2015

Scozia: moratoria sul fracking e controllo locale delle trivelle



This is a very big nail in the coffin for the unconventional
gas and fracking industry in Scotland

Friends of the Earth, Scotland

Da oggi una moratoria sul fracking in Scozia.

Lo annuncia la BBC, secondo la quale il governo di Scozia ha annunciato il blocco di tutte le operazioni di fracking finche’ i ministri preposti avranno completato studi sulle implicazioni su salute ed ambiente delle trivelle.

A Maggio infatti nel Regno Unito le decisioni sul fracking verranno trasferite dal governo centrale alle varie regioni della nazione, e la Scozia avra’ il controllo sul si o su no. Nel frattempo dunque e’ tutto fermo come deciso dal ministro scozzese per l’energia, Fergus Ewing dopo che invece i dirigenti delle ditte petrolifere hanno chiesto di accellerare la transizione verso l’uso dello shale del gas.

Il ministro Ewing ha detto che il suo ufficio avra’ un approccio cauto sul tema, a differenza del governo centrale che ci e’ gettato a capofitto. Si e’ deciso che in Scozia ci saranno consultazioni pubbliche, in cui sara’ data voce a ciascun portatore di interessi, che ogni progetto dovra’ sottostare ad un impatto sulla salute pubblica, che ci dovranno essere maggiori controlli e direttive piu severe sia ambientali che occupazionali. Ovviamente per fare tutto questo ci vorra’ del tempo e nel frattempo, Ewing dice che non sarebbe opportuno concedere nuovi permessi.

"I'm therefore announcing today a moratorium on the granting of planning consents for all unconventional oil and gas developments, including fracking" afferma Ewing.

Da piu’ parti cresce la consapevolezza che se veramente ci saranno studi approfonditi sulla salute pubblica e dell’ambiente, questa decisione non potra’ altro che trasformarsi in un divieto permanente e intanto anche dal Wales chiedono di poter decidere localmente se far fracking o no sul loro territorio.

Non sappiamo come andra’ a finire e se sia sono un contentino alla popolazione, fra cui monta la protesta e l’opposizione. Certo e’ che a me colpisce il fatto che sia la Scozia a decidere e non Londra: il tutto mi pare veramente in contrasto con le tendenze centriste del governo Renzi, che invece con lo sblocca Italia decide di accentrare tutto nelle mani degli uffici romani togliendo voce ai cittadini e ai rappresentanti locali.

Dove sono state in Italia le consultazioni pubbliche sullo Sblocca Italia? E i report sulla salute pubblica quando si presentano I progetti petroliferi? O quelli in cui si parla della salute di chi vive vicino agli impianti di Gela, Falconara, Viggiano? E le multe a chi inquina ed ha inquinato? Dove e’ tutto questo? E perche’ anche da noi non decidiamo una moratoria nel frattempo che non si eseguono studi piu approfonditi?

Nel frattempo la Scozia ha stabilito nuovi record per la generazione di energia eolica: nel mese di Ottobre il 126% del suo fabbisogno con l’eccedenza venduta ai vicini. Con queste possibilita’ serve proprio trivellare?

Qui la Scozia e l’eolico.

Tuesday, July 22, 2014

Obama e i petrolieri




o con politici che hanno espresso la propria contrarieta’.


Me lo ricordo ancora quando fu eletto, nel 2008. Eravamo tutti incollati alla TV: i reporter passavano da uno stato all'altro con la conta frenetica dei voti fino all'annuncio storico. Barack Obama - 44th President of the United States of America. Eravamo tutti felici di questo presidente, non solo perche' era il primo presidente non bianco o perche' sarebbe stato un cambio di rotta rispetto a George Bush, ma perche' tutta la sua campagna elettorale era stata incentrata sul "cambiamento", sul "yes we can", sull'America che puo' fare meglio, innovare, sognare.

E poi... piano piano e' tutto andato in fumo. Si certo, tante cose sono diventate realta' - Obamacare, la fine del don't ask don't tell fra le truppe per esempio. Ma sull'ambiente, Obama, secondo me almeno, non ha mantenuto le promesse.

La sua amministrazione e' stata debole e tentennante su tutto cio' che riguarda i cambiamenti climatici, la fine della dipendenza di questa nazione dalle fonti fossili, la protezione dell'ambiente dai petrolieri. Tutto quello che e' stato fatto e' stato soltanto grazie all'incessante rompimento di scatole da parte di gruppi ambientalisti.

E cosi, Venerdi 18 Luglio 2014, il Dipartimento dell'Interno ha annunciato l'apertura dei mari dell'Atlantico, dal Delaware alla Florida alle ispezioni sismiche alla ricerca di petrolio e di gas. E' la stessa cosa che si vuol fare in Sardegna e in Adriatico e per cui combattiamo da un po di tempo anche in Italia.

Il motivo "ufficiale" di queste ispezioni sismiche e' per aggiornare i dati sulle riserve USA che sono vecchi di 40 anni. Ma e' evidente che qui nessuno e' nato ieri, e che e' forte il sospetto che invece le ispezioni sismiche siano un passo verso l'apertura alle trivelle in mare.

La decisione sulle ispezioni sismiche giunge improvvisa ed ha attirato ire da politici e attivisti allo stesso modo. I motivi per cui sarebbe bene evitare l'assalto al mare e' che le ispezioni sismiche danneggiano la vita marina, con possibili lesioni e spiaggiamenti di balene e delfini. E checche' ne dicano i petrolieri, qualsiasi persona di buonsenso capisce bene che le ispezioni sismiche sono l'anticamera dell'estrazione petrolifera e che portare su in superficie cio' che madre natura ha seppellito nelle viscere della terra per milioni di anni, comporta il rilascio di sostanze tossiche nel mare, nell'atmosfera, a danni alla pesca, al turismo. Allo stesso modo i rischi di incidenti - piccoli e grandi - sono sempre dietro l'angolo. Non ricorda Obama lo scoppio del Golfo del Messico e quei tre mesi in cui nessuno sapeva cosa fare per fermare galloni su galloni di petrolio?

E i cambiamenti climatici? Come puo' Obama parlare di volerli combattere e poi aprire i mari dell'Atlantico alle trivelle, e per di piu' su terre federali, facendo anche un regalo ai petrolieri?

Ma poi, perche' ha fatto questo Obama? Non era lui il presidente che avrebbe combattuto Big Oil? Negli anni prima del 2012, se uno si metteva gli occhiali del cinismo politico, si poteva un po capire un passo del genere. Alcuni stati che si affacciano sull'Atlantico sono a maggioranza repubblicana, sono conservatori e pro-petrolio, come ad esempio la Virginia. Promettergli di poter forse trivellare un giorno, avrebbe portato voti ad Obama che ne cercava per la rielezione. Concedere ispezioni sismiche in Atlantico avrebbe potuto farlo apparire meno "socialista" o “estremista”.

Ma adesso? Le elezioni sono passate, e Obama non ha niente da guadagnarci politicamente, visto che non potra' essere rieletto. Chi ci guadagna sono solo i petrolieri, che da tempo immemore sono sempre stati dalla parte dei repubblicani.

E poi, perche' lungo le coste Atlantiche si e in California no?

Beh, da come la vedo io, la risposta e' chiara: perche' qui i nostri mari sono sacrosanti e perche' l'opposizione all'offshore drilling e' quasi scritta nel DNA di ogni californiano. Le nostre senatrici -

La "scusante" ufficiale del perche' Keystone XL non puo' essere ancora approvato e' che non e' ben chiaro se quest'opera contribuira' in modo significativo ai cambiamenti climatici o no. Nel primo caso, Obama ha detto che vietera' l'oleodotto. Perche' questo criterio non si applica all'airgun in mare o alle estrazioni in mare? E' del tutto logico porsi la stessa domanda, no?

Torno allora al punto di partenza: secondo me, Obama ha approvato queste ispezioni sismiche perche' non c'e' stata molta mobilitazione. E forse Obama l'ha fatto per qualche calcolo politico considerate le elezioni del prossimo Novembre, non per se stesso, ma per il partito democratico, cercando di attirarsi le simpatie repubblicane su un tema meno scottante che il fracking, o Keystone XL, o i mari Californiani.

Sono pero' fiduciosa. Questa folle decisione, senza capo ne coda, e' rimbalzata su tutti i siti e su tutti i notiziari e subito sono partiti gruppi di protesta e minaccie di ricorsi da politici e cittadini dal South Carolina al New Jersey, dalla Florida al Maryland. E potrebbe diventare un punto di inizio per un nuovo movimento anti-petrolio nel mare, come nei lontani anni '80.

L'allora Segretario dell'Interno, James Watt, sotto Ronald Reagan, aveva cercato di aprire terre federali nel mare alle trivelle. La reazione del pubblico e degli ambientalisti fu immediata, perche' immediato era il pericolo, e porto’ nel 1983 ad una moratoria contro le estrazioni in tutti gli stati della East Coast e della California. Oggi, il ritorno dello spettro delle ispezioni sismiche ha gia’ portato varie citta’ ad emanare ordinanze per vietare ispezioni sismiche nei loro mari.

Alla fine Obama e' e resta un politico, e come tutti, fa le cose solo se incalzato a farle. Sta a noi, cittadini di tutto il mondo - da Oristano a Myrtle Beach, nel 1983 o nel 2014 non fa differenza - decidere di usare questa benedetta democrazia al meglio e a fare sentire la nostra voce. I miei anni di attivismo mi insegnano una sola cosa: che ovunque si sia protestato in modo ordinato, informato e coerente, deciso e persistente, e *prima* dei misfatti al petrolio, e' la gente che vince, in ogni parte del pianeta.

Saturday, July 5, 2014

Germania: divieto permanente al fracking


Update 2 Luglio 2016:

Nel cuore dei miei cuori volevo anche io che l'Italia vincesse la partita contro la Germania, in questa partita degli Euro 2016. E va bene, e' andata cosi. Anche se non conta niente, un po di orgoglio sano ce lo possiamo tenere.

Intanto questa e' una notizia di qualche giorno fa (di cui la stampa italiana ovviamente non ha parlato!). La Germania ha approvato il divieto permanente contro il fracking. Nel 2014, dopo anni di discussioni e di lotte, la nazione aveva stabilito una moratoria di sette anni (fino al 2021) ma il giorno 21 Giugno 2016 il divieto e' diventato permanente. 

I lobbisti ci sono anche in Deutschland,  per cui l'unica concessione che i trivellatori tedeschi hanno avuto e' stato di poter fare test a scopo scientifico o dimostrativo, ma solo con permessi speciali governativi e per "sondare" il terreno. L'idea dei trivellanti e' che magari adesso fanno i test, e chissa', fra qualche decennio quando ci sara' meno opposizione da parte del grande pubblico, lo si potra' utilizzare.

Finora il governo non ha approvato nessuna concessione da fracking nel paese, e anzi, c'e' forte preoccupazione per l'inquinamento dell'acqua.

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Questo il 5 Luglio 2014: 




Francia: divieto
Germania: divieto
Polonia: e' una bolla
UK e Romania: proteste a non finire


Era nell'aria da molto tempo e finalmente la Germania ha detto no al fracking per almeno altri sette anni. L'annuncio arriva dal ministro-guerriero dell'ambiente tedesco, Barbara Hendricks, che dice che non ci sara' fracking in Germania per il futuro prossimo venturo. Il divieto sara' poi riesaminato nel 2021 e si vedra' allora se esistono le condizioni per rendere legale questa pratica.

A spingere contro il fracking una coalizione insolita di ambientalisti e produttori di birra, preoccupati per l'acqua e la salute dei cittadini e ci sono riusciti, nonostante le solite visioni catastrofistiche dei
benpensanti sencondo i quali e' importante usare le risorse locali, specie se la Russia chiude i rubinietti. 

In Germania il fracking era stato usato gia' dagli anni '60 per massimizzare il gas dai pozzi convenzionali. I giacimenti di gas di scisti del paese sono pero' molto piu' in superficie rispetto ai pozzi degli anni '60 per cui si teme la contaminazione delle falde acquifere. Alcune compagnie avevano gia' cercato di fare fracking in Germania, inclusa la Exxon Mobil, mai progressi sono stati lenti a causa delle preoccupazioni e delle proteste dei residenti. Parlavano di dieci anni almeno di indipendenza energetica.

Angela Merkel aveva pero' gia' detto che il governo tedesco "rifiuta l'uso di sostanze tossiche" nelle estrazioni di petrolio e di gas. Intanto, la produzione nazionale di gas continua a scendere. Nel 2012  e' scesa del 10% rispetto all'anno prima e di nuovo nel 2013 un altro calo del 10% secondo il maggior produttore di gas tedesco, la Wintershall AG. Nella Bassa Sassonia la mancata produzione di gas ha portato ad un calo di 200 milioni di euro nelle casse erariali.

Ma le rinnovabili, le rinnovabili sono in crescita senza limiti. Il giorno 15 Maggio 2014 la nazione e' stata alimentata quasi per il 75% da energia elettrica da rinnovabili.

E chi li ferma piu' i tedeschi?




Monday, June 30, 2014

New York: 170 citta' hanno diritto a dire no a operazioni petrolifere nei loro comuni

Notare che sono quasi tutte donne.



La decisione del 30 Giugno 2014 della Corte di Appello dello stato di New York ha dato un altra vittoria al movimento del no-fracking qui negli USA.

Albany ha infatti deciso che le comunita' locali hanno il diritto di vietare il fracking nel proprio territorio, dando cosi' ragione a piu di 170 citta' dello stato di New York di tenersi divieti e moratorie nei propri giardini. Questa vittoria apre un precedente anche per altre comunita' dell'Ohio, della Pennsylvania, del Colorado, del Texas, e della California e ovunque si stia lottando contro le trivelle.

E' un altra storia di Davide vs. Golia che parte dalla piccola citta' di Dryden - di appena 14,500 anime. Dryden era stata denunciata dalla Anschutz Exploration Corporation, di proprieta' di Phillip Anschutz, e il cui patrimonio complessivo e' stimato essere di $7.5 miliardi di dollari.

E dunque influenza e soldi per gli avvocati non gli mancavano.

La storia inizia nel 2009 quando un gruppo di cittadini, preoccupati per il possibile arrivo del fracking, decide di creare una associazione, la DRAC - Dryden Resource Awareness Coalition, promuovendo raccolte firme e conferenze. Nel 2010 il consiglio comunale si pronuncia compatto contro le attivita' non solo da fracking ma contro qualsiasi operazione di estrazione di idrocaburi.
Questa posizione viene ufficialmente codificato in una ordinanza comunale.

Subito la Anschutz fa causa, perche il divieto alle operazioni di petrolio e di gas, secondo loro, andava contro i loro diritti. Si sono susseguiti una serie di giudizi in tribunale, fino a ieri, 30 Giugno, quando appunto la Corte d'Appello ha finalmente decretato che Dryden ha diritto a dire no alle trivelle sul proprio suolo cittadino. Non ci sono altri gradi di giudizio possibili.

Nel frattempo la Anschutz ha ceduto i propri beni a Dryden alla Norse Energy, che ha cosi rimpiazzato la Anschutz in corte. Sfortuna ha voluto che la Norse, proprio a causa dei vari ritardi nel trivellare e' finita in bancarotta.

A rappresentare Dryden, l'avvocato Deborah Goldberg dell'associazione no profit Earthjustice, che commenta cosi:

"Questa decisione della Corte di Appello ha posto la parola fine una volta per tutte nello stato di New York sulla questione ed ha mandato un forte messaggio all'industria del gas e del petrolio. Per troppo tempo questi ultimi hanno potuto intimidire e abusare delle persone, e pensavano di poterla fare franca. Questo comportamento gli si sta ritorcendo contro, e finalmente le comunita' iniziano a farsi sentire e dire "adesso basta".

Sono arrivati circa 200,000 messaggio di supporto e di osservazioni.

Anche qui, una comunita' intera ha fatto la sua parte. Con il lavoro di squadra si vince sempre.