.

.
Showing posts with label toscana. Show all posts
Showing posts with label toscana. Show all posts

Wednesday, September 17, 2014

L'Abruzzo: uno dei dieci migliori posti al mondo per andare in pensione



Oggi 10 Marzo 2015 un altro articolo decreta che l'Abruzzo e' il sesto posto migliore del mondo per andare in pensione, assieme a Barcellona e Parigi.

Ecco le motivazioni - non e' tutto vero, ma e' meglio lavorare in questa direzione invece che in quella opposta.

----

It's hard to think of a lovelier corner of Italy than the Abruzzo. The beaches are golden, and the sea rolls out like a giant bolt of turquoise silk. There are mountains, too, meaning that, living here, you'd have both skiing and beach-combing on your doorstep, depending on the season.
This region is one of Italy's secret treasures. No over-crowding, no heavy industry, only castles, vineyards, and villages made of stone.

Life in the Abruzzo hasn't changed much over the years, and exploring here is like wandering into a gentler, kinder yesterday, a time with little or no crime and neighbors who watch out for one another.
Old ladies in pinafores bring their chairs outside and sit in gossipy groups, stringing onions into plaits. Instead of playing computer games, young boys are outside playing soccer. Families shop at open-air markets, not hypermarkets, and if they don't produce their own wine, they buy it from local vineyards.

Relatively unknown to foreign visitors, the sparsely populated Abruzzo is where central Italy merges into the languid realms of the deep south. Even though many parts of the area are only an hour's drive from Rome, it clings onto its secret feel.

The main town in the region, Pescara, has one of the best city beaches in Europe and not far away is some of the best skiing outside of the Alps. In spring, it's possible to combine a morning on the Apennine ski slopes with an afternoon at the beach.

Food is important in the Abruzzo, as it is everywhere in Italy. In most trattorie, everything is home-cooked and just like nonna (grandmother) used to make. In fact, sometimes, nonna still makes it. On the coast, dishes feature fish; inland, the cuisine becomes heartier, based on roast kid, baby lamb, and wild boar.





Te lo do io il petrolio!

Ditta Edoardo e Francesco Valentini, per la prima punteggio 2020 per un bianco.
Solo vini autoctoni e metodi naturali

"il segno di un’emozione"
"Piccoli capolavori di artigianato"






"Like Southern California, in a typical Abruzzo winter it is possible
to visit the mountain ski slopes in the morning and relax at the beach that afternoon" 




Rich in history and architecture, Italy is a dream for many Canadians. It's just as lovely as Tuscany, but half the price. Beyond the history and culture, Abruzzo offers great nature. The area has mountains nearby for skiing and beaches on the coast for summer.  Abruzzo also has more than 80,000 acres of vineyards.



Ora, non so se sia un vanto essere un posto dove andare in pensione, ma la rivista  Live and Invest Overseas ha pubblicato qualche settimana fa il suo Retire Overseas Index dove elenca le dieci localita' migliori al mondo per andare in pensione.

All'ottavo posto ... c'e' - l'Abruzzo!

Ecco cosa dicono:

"It's hard to think of a lovelier corner of Italy than the Abruzzo. The beaches are golden, and the sea rolls out like a giant bolt of turquoise silk. There are mountains, too, which means that, living here, you would have both skiing and beach-combing on your doorstep, depending on the season.

This region is one of Italy's secret treasures. There's no over-crowding or heavy industry, only castles, vineyards and villages made of stone. Life in the Abruzzo hasn't changed much over the years, and exploring here is like wandering into a gentler, kinder yesterday."


"E' difficile immaginare un angolo piu' incantevole dell'Abruzzo. Le spiaggie sono dorate ed il mare si estense come un enorme lampo turchese. Ci sono pure le montagne che significa che, se si vuole vivere qui, si possono avere sia gli sci che il mare a portata di mano, a seconda della stagione.

La regione e' una dei tesori segreti dell'Italia. Non c'e' folla, non c'e' industria pesante, solo castelli, vigneti, e villaggi in pietra. La vita in Abruzzo non e' cambiata molto nel corso degli anni e tutto e' come se uno si avventurasse in un gentile, e delicato passato."

Questo tipo di considerazioni si possono leggere un po ovunque nelle riviste di viaggi, di turismo nuovo e verde, quando si parla dell'Abruzzo.  Verde, mare, sole, colline, vigne e gente buona. Notare che non c'e' nessuna altra regione italiana in questo elenco. Non si parla di petrolio, di infrastruttura pesante, di centri oli o di Ombrina o di Elsa o della Petroceltic. E forse e' proprio per questo che ci hanno messo qui.

Si parla solo del mare turchese, delle vigne. Lasciamolo cosi l'Abruzzo, in pace, e facciamo tesoro di questo articolo e di questa pubblicita' gratis. Creiamo delle campagne pubblicitarie e dei servizi appositi per il turismo "particolare" - i nudisti, i matrimoni, i pensionati, le famiglie, a ciascuno il suo. Educhiamo la gente ad essere ospitale, valorizziamo le tradizioni e i saperi. Insegnamole a chi viene a trovarci. E vendiamocelo, nel senso buono del termine, per dare benessere diffuso a chi vive li, senza buchi, senza veleni.

Ecco, se io fossi Confindustria penserei all'industria dell'accoglienza e non a quella delle trivelle.

Qui su Penne, provincia di Pescara

L'elenco completo e' qui


1. Algarve, Portugal
2. Cuenca, Ecuador
3. George Town, Malaysia
4. Chiang Mai, Thailand
5. Dumaguete, Philippines
6. Pau, France
7. Medellin, Colombia
8. Abruzzo, Italy
9. Panama City Beaches, Panama
10. Istanbul, Turkey






Tuesday, December 11, 2012

Il fracking

La parola fracking e’ arrivata al grande pubblico da quando il regista americano Josh Fox ha realizzato un documentario sulle estrazioni di “gas non convenzionale” negli USA. 

Correva l’anno 2009, sebbene il fracking fosse stato inventato nel 1947, poi ottimizzato e diffuso su larga scala a partire dal 1997 nel Barnett Shale in Texas. Il fracking ha poi preso il definitivamente il sopravvento nel 2005 grazie all’amministrazione del duo petrolifero Bush-Cheney che esento’ questa pratica dalle leggi di protezione ambientale negli USA, fra cui il Safe Water Drinking Act e che apri' le terre demaniali degli stati centrali degli USA ai petrolieri.

Fracking e’ una abbreviazione di “hydraulic fracturing” che significa fratturazione idraulica. Queste due parole racchiudono tutto il concetto del fracking: frantumare la roccia usando fluidi saturi di sostanze chimiche ed iniettati nel sottosuolo ad alta pressione. Il fracking e’ un modo “non convenzionale” per estrarre gas da roccia porosa di origine argillosa detta scisti (shale in inglese), le cui vacuita’ ospitano in prevalenza metano. Con le tecniche “tradizionali” questo gas non potrebbe essere estratto, visto che il gas e’ intrappolato in una miriade di pori sotterranei e la classica trivella verticale non arriverebbe ad aprirli tutti.

Con il fracking invece, giunti ad una certa profondita’ la trivella ed i fluidi di perforazione vengono direzionati orizzontalmente e l’alta pressione innesca una serie di microsismi frantumando la roccia e lasciando sprigionare il gas. Esistono varianti per petrolio, per geotermia e per metano intrappolato in carbone invece che in scisti, detto Coal Bed Methane.




Insomma, questo fracking e’ l’ultima diavoleria inventata dai petrolieri per spremere dalla pancia della terra il piu’ idrocarburi possible.

Credo che molti associno la questione fracking ai terremoti, ed e’ vero, ma le occorrenze seppure gravi, sono rare. Ci sono invece una moltitudine di altri problemi collegati al fracking e collegati al vivere quotidiano: l'acqua che si beve, l'aria che si respira, il cibo che si mangia.

Intanto, come per quasi tutti le miscele che l'industria petrolifera inietta nel sottosuolo, non e' dato sapere esattamente cosa usano. Ci sono proppanti - per aprire e tenere aperte le fessure nel sottosuolo - ci sono acidi, biocidi, stabilizzatori, inibitori di corrosione, surfattanti, inibitori, agenti per aumentare la viscosita'.

E di cosa sono fatti?  


Fra le sostanze possibili presenti nei fluidi da fracking, secondo un rapporto della Camera USA: naftalene, benzene, toluene, xylene, etilbenzene, piombo, diesel, formadelhyde, acido solforico, thiourea, cloruro di benzile, acido nitrilotriacetico, acrylamide, ossido di propilene, ossido di etilene, acetaldehyde, Di (2-ethylhexyl) phtalati. Sono tutti cancerogeni. Fra le sostanze radioattive invece si elencano vari isotopi di antimonio, cromo, cobalto, iodio, zirconio, potassio, lanthanio, rubidio, scandio, iridio, kripton, zinco, xenon, manganese.

Bastano? 

Sul link di cui sopra - quello della camera - le miscele note occupano circa 17 pagine. Qui ci sono solo quelle che iniziano per A. Per la lista completa, basta scaricare il link ed andare a pagina 13.




 
Proprio l'altro ieri the Indenependent di Londra riporta che e' venuto fuori un misterioso componente usato per fare fracking in Texas che ha causato danni ai reni e al fegato di chi vive vicino a questi pozzi e che per ora non si sa cosa sia. Si sa solo che e' siglato EXP-F0173-11.

Ogni pozzo da fracking necessita dai 2-4 milioni di galloni di acqua per poter operare, che si traducono in 7-14 milioni di litri di acqua satura di sostanze chimiche.
 
E dove finisce il tutto? Nonostante la propaganda dei petrolieri secondo cui le cementificazioni e le impermeabilizzazioni dei pozzi sono perfetti, nessuna attivita' dell'uomo e' esente dal logorio, dall'uso, da difetti, ed evidente che continuando a pompare miscele inquinanti nel terreno, prima o poi qualcosa deve pure cedere.  E migrare. E arrivare, prima o poi, nei rubinetti delle persone.

Per di piu', a volte lo shale del sottosuolo contiene gia' sostanze radioattive di per sonto suo, che madre natura ha nel corso dei millenni separato dal resto, e che stuzzicate dal fracking possono arrivare in superficie.
 
E cosi, ecco una perfetta inchiesta del New York Times sulle concentrazioni fuori da ogni grazia di Dio di livelli di materiale radioattivo nei pozzi artesiani vicino ai pozzi del fracking in Pennsylvania. In alcuni casi si e' arrivati 1500 volte i valori stabiliti per legge.

E non e' questo un caso isolato. L’inquinamento delle riserve acquifere in seguito ad interventi di fracking si e’ verificato anche in Texas, Ohio, Pennsylvania, Colorado, Wyoming, dove innumerevoli sono le famiglie che riportano casi di metano nell’acqua dei rubinetti che si infiammano, acqua nei pozzi artesiani color marroncino e puzzolente, assolutamente inutilizzabile e satura di inquinanti. Il risultato e' che la gente non ha piu' l'acqua potabile in casa - nella nazione piu ricca del mondo! -e  ci si ammala. Ci sono anche casi di ruscelli inquinati, morie di animali, mini-geyser di acqua e metano che schizzano anche 30 metri dal suolo a causa delle forti pressioni sotterranee. 





Fracking in vari stati USA.

Altrettanto grave per la salute pubblica e delle falde acquifere e’ il fatto che in alcuni casi i numerosi rifiuti del fracking vengono deposti sine die in vasche a cielo aperto, causando miasmi tossici e inquinamento dell’atmosfera nel circondario.

E i fluidi di scarto dove finiscono? 

Quando non finiscono nelle vasche, vengono re-immessi nel sottosuolo, sempre ad alta pressione, nei cosiddetti pozzi di reiniezione. Ed e’ proprio l’alta pressione con cui i fluidi dismessi ed inquinanti spingono sulla roccia – possibilmente su faglie sismiche note o non note – che puo’ scatenare fenomeni tellurici in zone anche non sismiche, come successo in Oklahoma, Texas, Arkansas, Ohio, negli USA, a nel British Columbia in Canada, e a Blackpool nel Regno Unito.

Ci sarebbero tante storie da raccontare di vite normali spezzate dal fracking qui negli USA mentre i grandi strateghi seduti a Washington e coccolati dai lobbisti del gas, parlano di indipendenza energetica. 


Questa ditta e’ la stessa che gestisce lo stoccaggio di gas a Rivara, vicino all’epicentro del terremoto emiliano. Altri progetti per estrarre Coal Bed Methane e per poi stoccare le vacuita’ del sottosuolo con CO2 sono previsti per le miniere dismesse del Sulcis in Sardegna e attorno a Siena.

Si dira': il nostro territorio si presta poco al fracking, queste di Ribolla e del Sulcis sono solo prove, non si deve fare allarmismo. Io invece credo che proprio perche' siamo all'inizio, e proprio perche' siamo ancora una nazione tutto sommato frack-free, occorra intervenire adesso e legislare in materia PRIMA e non DOPO.

Quanto succede negli USA non e' allarmismo, e' verita'. E mutatis mutandis sara' realta' anche in Italia se nessuno dice o fa niente.

La Francia, la Bulgaria, il Lussemburgo hanno vietato il fracking sul loro territorio. Gli stati del Quebec in Canada, del Victoria in Australia, della Cantabria in Spagna, del Vermont negli USA l'hanno vietato anche loro. L'Inghilterra ha una moratoria dopo il terremoto del 2011 a Blackpool, e cosi pure lo stato di New York. 

Ecco, evitiamo che tutto questo possa anche solo iniziare in Italia. Siamo ancora in tempo e possiamo ancora guardare al resto del mondo e imparare dagli sbagli degli altri.



Wednesday, October 17, 2012

Parla con il tuo ministero e digli no all'Italia petrolifera

 Ci dia l'esempio: una bella trivella nel suo giardino!

Qui il link del Ministero dello Sviluppo Economico

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di aprire una pagina per una "Consultazione" fra noi cittadini sulla strategia energetica da intraprendere a livello nazionale, come circolato da un email di Enzo di Salvatore.

Il link e' qui, ed e' abbastanza lungo e complicato. Secondo me e' fatto non tanto a beneficio del cittadino medio, quanto per confondere le idee alla gente e per farci sentire piccoli e stupidi.

Si parla della SEN - una sigla che sta per "strategia energetica nazionale" e poi ci sono 24 domande.

.. Eh?

24 domande!

Addirittura!

24 domande che quasi ci vuole l'interprete - con parole auliche o scopiazzate dall'inglese in una sorta di linguaggio astruso in cui non si capisce niente.

Ma perche' questi non possono scrivere in modo semplice, senza bisogno dell'azzecca garbugli?

O sono cosi' tecnici che si inventano un linguaggio per conto loro? Ripeto, secondo me, e' solo per sceneggiatura, e per farci sentire che la democrazia e' cosa loro e non nostra, come se per dire cosa pensi devi sapere il significato di cose fuori dal linguaggio e dalle preoccupazioni comuni.

Si parla di "partenariato pubblico-privato", del titolo V della Costituzione, senza ricordare cosa dice il titolo V della Costituzione, dell'"assetto corrente", della modernizzazione del sistema di "governance", del "mercato retail", della "policy", del "surplus di potenza",  della seconda e terza generazione di biocarburanti - e quali sarebbero di grazia? - del "mercato spot",  di "hub", della "borsa gas liquida", di "audit energetici", di "trade-off".

E che e' sta roba?  Ma l'Italiano normale questi lo sanno?

E al lattaio dell'Ohio di Montanelli, o alla casalinga di Voghera, hanno pensato?

Questo paese e' loro tanto quanto lo e' delle banche, caro Passera.

Perche' non capiscono lorsignori professoroni che la democrazia e' invece per tutti, e che occorre rendere il linguaggio accessibile a tutti, che occorre spiegare le cose in maniera chiara e facile, se veramente si vuol sentire il parere della gente, in modo costruttivo.

Una delle domande che mi fanno piu' rabbia e' questa:

"C18. Quali interventi privilegiare per la ristrutturazione e lo sviluppo del settore della raffinazione?"

No caro governo, non ci siamo. Non e' il governo che deve pensare a come "ristrutturare e sviluppare"
le raffinerie. Quelli sono stabilimenti PRIVATI da cui tirano fuori un sacco di soldi, e ci deve pensare chi le opera a ristrutturarle e a svilupparle. Il governo deve solo MULTARLE e MULTARLE in maniera salata ogni volta che sfondano i limiti legali, ed IMPORRE loro di abbassare le emissioni prima che si diventi una grande Taranto.

I soldi, le spese, sono a carico LORO, non delle collettivita'.

Capito? 

Eccone un altra

"C20. Quali sono le azioni/iniziative, a livello nazionale, regionale e locale da adottare per favorire un maggiore coinvolgimento delle collettività e sviluppare un processo condiviso di accettazione pubblica dei progetti minerari?"

E qui l'inganno e' evidente. Evidente perche' gia' partono con l'idea che debba esserci questo "progetto condiviso dei progetti minerari". 

Carissimo Passera e compari, questo non succedera' mai. 

E sapete perche'? Perche' e' tutta l'Italia che sottosta' a questi "progetti minerari" e chiunque abbia un po di sale in zucca - da Oristano a Pantelleria, da Carpignano Sesia a Bomba - si rendera' conto che bucare qualsiasi angolo di Italia portera' sono danni, malattie, disoccupazione e poverta' - come in Basilicata. 

Per cui tutta la vostra propaganda non servira' ad un bel niente: e' impossibile convincere una persona intelligente all'accettazione pubblica di campi di petrolio dietro casa.

Io credo invece - dopo due settimane a sentire le preoccupazioni degli italiani -  che il cittadino comune sia fortemente preoccupato della situazione ambientale in Italia e che non ne vogliano sapere piu' di trivelle, trivelle, trivelle o come dite in liguaggio aulico dei vostri "progetti minerari".

Il mio pensiero e' semplice, ed e' questo:

1. Non vogliamo essere bucati in lungo ed in largo e per nessuna ragione allo sfruttamento di monnezza petrolifera, inquinante e scadente - perche' e' questo che abbiamo nel nostro sottosuolo - e lo sanno pure i petrolieri;

2. Non vogliamo diventare un "autostrada del gas" o come piace dire a voi un "hub" per scorrimento a basso costo di metano dal Nord Africa al Nord Europa, con opere di stoccaggio e metanodotti in zone pericolose e sismiche e a beneficio di altre nazioni o di speculatori;

3. Non vogliamo essere una colonia delle ditte del petrolio che ci prendono di mira perche' qui e' la bonanza delle trivelle, che arrivano e distruggono tutto quello che di buono c'e' gia' sul territorio, lasciandoci dietro tre lire;

4. Non vogliamo piu' raffinerie di nessun genere - ne abbiamo 18, la Novegia 2, con tutto il petrolio che tirano fuori.  E per quelle che gia' esistono vogliamo norme piu' severe per i petrolieri, vogliamo multe a chi inquina, vogliamo bonifiche fatte a spese degli inquinatori e non della collettivita';

5. Vogliamo invece sapere chi ha inquinato con idrocarburi pesanti il lago Pertusillo in Basilicata, contenente acqua destinata al consumo umano in Puglia, e vogliamo che chi chiunque sia stato venga multato pesantemente;

6. Vogliamo invece leggi contro il fracking in Toscana e in Sardegna;

7. Vogliamo invece il rispetto di un fascia di trivellazione di 100 miglia come fanno negli USA per i nostri mari da Venezia al Salento;

8. Vogliamo invece il risparmio energetico, vogliamo la crescita del settore delle rinnovabili in modo diffuso e per riccezza distribuita e reale delle persone e non delle multinazionali; 

9. Vogliamo invece che tutto il patrimonio culturale, paesaggistico, storico di questa nazione, unico e bellissimo, sia valorizzato, e per davvero in modo da migliorare l'Italia;

10. Vogliamo invece che i politici per primi diano l'esempio e si rendano conto che questa non e l'Arabia Saudita, ma la nostra casa. 


Ecco, senza neanche una parola di inglese.
Facile facile.


--------------
Ecco qui altre domande sul semi assurdo:

C11. Opportunità e rischi di una progressiva migrazione nell’approvvigionamento da un mercato legato a contratti di lungo periodo a un mercato spot. Quale è il migliore mix tra i due nella situazione italiana?

C1. La definizione degli obiettivi principali implica delle scelte di trade-off con altri obiettivi di politica energetica perseguibili. Quali eventuali obiettivi diversi dovrebbe indirizzare la SEN, tenendo conto del contesto internazionale e del punto di partenza del Paese?

C10. Aumento della liquidità sulla borsa gas: quali strumenti più idonei per favorire lo sviluppo di una borsa gas liquida e competitiva e incentivare lo spostamento di volumi significativi di gas verso di essa?

C7. In particolare per quanto riguarda i Certificati Bianchi, l’estensione dei soggetti obbligati anche a società di vendita (come in Francia o in Inghilterra) e/o ad altri operatori potrebbe aumentare il numero di soggetti direttamente coinvolti, risultare più “vicino” ai clienti finali e alle loro esigenze e quindi facilitare il raggiungimento degli obiettivi? Quali opportunità di revisione del meccanismo in questo ambito?


Monday, June 18, 2012

Clini: vuole dire qualcosa su fracking-stoccaggio-trivelle?



Come sempre, se vuoi sapere qualcosa devi leggere i comunicati agli investitori. 

Corrado Clini, il nostro ministero all'ambiente, secondo me, neanche lo sa cosa sia il fracking!

Ma lo sa bene la Independent Resources - la ditta che vuole fare fracking a Ribolla e che ha anche in mano in progetto dello stoccaggio di gas di Rivara - che annuncia proprio in questi giorni che andra' avanti in Italia, con stoccaggio e fracking.

Caro governo italiano, ma cosa state facendo? Possibile che sappiate solo lavorare di rilancio?

Ma non sarebbe utile *decidere* prima che loro vengano in Italia se questo fracking si possa fare o no? Non sarebbe utile *sospendere* tutte le operazioni di questa Independent Resources, cercando di capire se le sue attivita' in Emilia siano state chiare e trasparenti e *prima* che accadano altri guai?

Direttamente dai comunicati del 18 Giugno 2012 della Independent Resources:

On its Ribolla shale gas project in Tuscany, it is still considering how it would fit into the overall corporate development programme. At this point, however, it is likely that the resource will be unlocked by Independent’s own team.


Sul suo progetto di gas da scisti in Toscana, stanno ancora esaminando come il tutto potra' far parte del suo programma di sviluppo aziendale. A questo punto, comunque, e' probaile che la risorsa sara' sfruttata dalla squadra interna della Independent.

Quindi: riassumendo, hanno fatto le prove, hanno visto che il gas da scisti c'e' e stanno cercando di capire se estrarlo da soli o con altri.  Pare che lo faranno da soli, mentre Clini e compari dormono sonni tranquilli.

Cosa aspettiamo per vietare questo fracking in Italia? Quando lo vietiamo?

Dopo che hanno gia' sperimentato in Toscana?

Dopo che hanno gia' inquinato le falde idriche? Dopo che hanno gia' costruito le vasche a cielo aperto per metterci la monnezza?

Ditemi.

Ma non c'e' solo Ribolla o Rivara nei piani della Independent Resources - c'e' pure il piano "Sibilla" di cui la Independent Resources e' entusiasta e da cui si aspettano un appetitoso "cash flow".

Cash flow =  denaro - se qualcuno dubitasse ancora quale sia lo scopo di tutto questo trivellare, fraccare, stoccare e bucare.

Dicono che all' inizio dell'anno il governo gli ha dato l'opportunita' di fare domanda per stoccare anidride carbonica nel campo Sibilla ed adesso pare che questo progetto verra' fato loro in esclusiva.

Independent Resources (LON:IRG) expects a government decision in 
Italy next month that could lead to short-tem cashflow from a 
marginal gas field and said it has secured exclusivity for its 
Sibilla carbon dioxide storage project in the Adriatic. 






Regarding the Sibilla project, the group said it involves a very 
large offshore fractured carbonate aquifer and it is associated 
with a multi-client business plan to permanently store a minimum 
400 million tonnes of CO2 over its lifetime. 




Sibilla si trova a cavallo fra Marche ed Emilia Romagna ed e' un vecchio campo dismesso dell'ENI
dal nome Santa Maria.

Secondo il sito "Zero Emissions" dell'UE, dal campo di Santa Maria si vogliono estrarre ulterirori 6 milioni di barili di petrolio nel corso di 10 anni e soprattutto si vuole iniettare nel terreno CO2 per stoccaggio derivanti dagli impianti di Marghera e da Falconara.

Si dice che i siti di stoccaggio saranno identificati sia su terraferma che in mare e che ci si aspetta di stoccare 550 tonnellate al giorno per un massimo di 1000 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Si dice anche che questi saranno i primi esperimenti su larga scala di stoccaggio geologico di anidride carbonica.

In Italia, i primi esperimenti di stoccaggio geologico di anidride carbonica, da parte di una minuscola ditta che non si sa bene se e come sia collegata ai terremoti dell'Emilia e in una nazione che non sa neanche costruire capannoni che reggano?

Sulla possibilie sismicita' indotta esattamente 10 parole e uno slash:

Seismotectonic/degassing risk studies will be done for each site.

Evviva.

Thursday, June 7, 2012

Altro fracking previsto per Siena e Grosseto

I permessi della European Gas Limited - ditta australiana che dice di avere depositato le proprie valutazioni di impatto ambientale per estrarre Coal Bed Methane e Shale Gas con fracking presso la regione Toscana.





E cosi, come un domino ecco altri progetti per fare fracking di Coal Bed Methane in Italia e di Shale Gas.

Sono tutti e tre allo stadio preliminare e sono in Toscana.

Da quanto mi pare di capire, questa ditta, la European Gas limited, ha avuto le concessioni nel 2007 ma sta ancora chiedendo i permessi e le autorizzazioni a procedere al nostro governo.

E' tutto nel silenzio, e come sempre, se nessuno sa, dice, chiede, esige risposte, quelli gliele danno le autorizzazioni, perche' fondamentalmente non sanno neanche cosa sia il fracking!

E cosi' finira' che si arriva al fracking in Italia senza neanche chiederlo a nessuno, e poi in Toscana, come se la regione piu' turistica d'Italia potesse essere allo stesso tempo un distretto minerario con acqua inquinata, esalazioni tossiche e tremori piu' o meno forti nel sottosuolo.

Dicono che:


Reports on Environmental Impact Study’s for the three permit areas have been completed and lodged with the office of the Regione Toscana.

I rapporti sugli studi di valutazione ambientale per tutte e tre le aree sono stati completati e giacciono con gli uffici della regione Toscana.

Ma la regione Toscana ha qualcosa da dire? Lo sanno? Cosa pensano? Perche' la gente normale non sa niente di tutto cio, che magari vorremmo dire anche la nostra, no?

 





Siena  - 478 chilometri quadrati - Coal Bed Methane e Shale Gas
Belforte - 511 chilometri quadrati - Coal Bed Methane e Shale Gas
Cinigiano - 564 chilometri quadrati - Coal Bed Methane e Shale Gas


Ma chi sono questi che non sanno neanche scrivere Siena e scrivono Sienna?

Intanto, questa European Gas Limited, European non e'.

La Kimberley Oil infatti nasce nel 1996 nell'Australia del Nord e *fin dal 2003* "entra in accordo" per una joint venture per trivellare carbone alla ricerca di metano in Italia e Francia.

Fin dal 2003!

Fra i suoi partner fin dal 2006 una certa Heritage Petroleum, americana.

Poi divestono dall'Australia e si cambiano il nome in European Gas Limited, chissa', per sembrare piu' benigni forse.

Anche loro parlano dei disastri minerari della Toscana e dell'alto contenuto di metano nell'area.

Dicono che

"CBM exploration activities by others in adjacent permits is encouraging".

"Le attivita' di esplorazione di attivita' di CBM in permessi adiacenti e' incoraggiante"

Ricordiamo che il CBM e' il coal bed methane che viene estratto con metodi di fracking.

E poi, ma chi sono questi altri? Quelli della Independent Resources? O altri ancora?

La cosa che fa rabbrividire e' che dalle loro carte l'intera citta' di Siena e' coperta dal permesso esplorativo!

Non ho che dire.

La Francia e la Bulgaria hanno bannato il fracking. Noi neanche lo sappiamo che degli australiani ed inglesi vogliono venire a farcelo in alcuni dei piu' bei posti d'Italia se non del pianeta.

Evviva l'Italia.
 








Saturday, August 29, 2009

L'ENI in Toscana - parte prima


Le "colline metallifere" sono una zona della Toscana, a cavallo fra le provincie di Livorno, Pisa, Siena e soprattutto Grosseto, ricche di metalli ferrosi e di rame. Fino al 1980 queste colline erano le maggiori produttrici di pirite d'Europa.

La pirite e' il cosiddetto oro degli sciocchi, di formula chimica FeS2, da cui inizialmente si ricavava ferro. Il processo di lavorazione pero' e' molto complesso a causa delle numerose impurita' ed e' difficile ottenere una buona qualita' del prodotto finale. Cosi, in tempi piu' vicini a noi, la pirite venne usata soprattutto per ricavarci acido solforico (H2SO4). La piu' grandi ditta produttrice di questo acido, in Toscana e in Italia, era la "Nuova Solmine" del gruppo ENI.

L'H2SO4 e' usato in vari processi industriali, fra cui la creazione del vetriolo, di fertilizzanti e per metterlo dentro le batterie delle macchine. Gli scarti ferrosi che provengono dalla lavorazione di questo acido - dette ceneri di pirite - sono spesso contaminate da metalli pesanti e tossici, fra cui arsenico, mercurio, piombo e rame. Gli stessi che impediscono di ottenere ferro di buona qualita'.

La logica vorrebbe che queste ceneri tossiche fossero smaltite per bene.

Una delle miniere piu' grandi era la Miniera di Campiano, nel comune di Boccheggiano, in provincia di Grosseto, gestita dalla Campiano Mineraria, al 100% anche lei controllata dall'ENI.

Uno dei problemi piu' grandi per l'ENI, era lo smaltimento di queste ceneri di pirite. Avevano gia' chiesto alla regione Toscana di depositarle nella vicina Scarlino, accanto ad una falda acquifera di circa tre chilometri quadrati. Li vicino c'erano campi di cereali, orti e allevamenti di animali.

La regione disse si.

Ma lo spazio di Scarlino non basta, ce n'e' troppa di cenere. E allora cosa fare?

L'ENI decide di definire questi scarti tossici materiali "sterili e riutilizzabili" e nel 1986 convincono la regione ad usarli per inertizzare le discariche, per asfalti nelle strade e per riempirci cave e miniere.

A partire dai primi anni '90 ci riempiono pure la miniera semi-abbandonata di Campiano, 800 metri sottoterra, 35 chilometri di lunghezza, immersa fra boschi, lontana dalle persone, un segreto fra i sentieri. E chi mai andra' a controllare?

La USL lancia un timido allarme che queste ceneri fanno male, ma l'ENI continua imperterrita a fare cio' che vuole. La regione e' latitante. Per anni l'ENI stocca rifiuti con tutti i veleni incorporati nelle viscere della Maremma.

Ben 67,000 metri cubi di monnezza tossica. Tutto smaltito illegalmente, in silenzio, avendo cura di dare del matto o del catastrofista ai pochi che vedevano, capivano, denunciavano.

Gli scarichi continuano per anni. I rifiuti sono talmente corrosivi che i camionisti sono costretti tutte le sere a lavare le cisterne dei camion a causa della possibile corrosione delle lamiere.

Ora, in quella miniera c'erano delle pompe che servivano a drenare l'acqua che naturalmente andava a confluirci dentro. E' bene drenare quell'acqua perche' altrimenti finisce per allagare la miniera e tutti quegli scarti tossici, e con le reazioni chimiche chissa' che mostro poteva essere partorito.

E infatti per vari anni il drenaggio venne compiuto. Nel 1996 pero' l'ENI decide di chiudere la Miniera di Campiano definitivamente. Non viene fatta nessuna bonifica.
Chiudono e basta. Tutta la monnezza che c'era, resta li, in balia degli eventi.

Cessano pure le operazioni di pompaggio dell'acqua del sottosuolo. Gli ex-minatori che di quella miniera sanno tutto, scongiurano di non farlo, ma l'ENI non vuole sentire ragioni.

L'acqua inizia a salire, la miniera si allaga. Il contatto dell'acqua con i rifiuti inquina le falde idriche sotterranee. Italia Nostra fa fare delle analisi private, alcuni professori universitari sollevano domande e persino una perizia alla pretura di Grosseto.

Tutto viene liquidato con superficialita'. Va tutto bene. Non ci sono problemi. La vita e' bella.

E sarebbe tutto rimasto cosi' se non fosse che nel 2001, improvvisamente il fiume Merse che scorreva li vicino, a 600 metri d'altezza, diventa rosso fuoco, si riscalda a 37-38 gradi. Uno scenario apocalittico, mai visto prima.

La miniera iniziava a sputare veleni fangosi al ritmo vertiginoso di 18 litri al secondo di robaccia direttamente nel fiume. Tutto esplode, sui giornali, fra l'indignazione della gente e degli amministratori. Molte persone andavano li a farsi il bagno e a pescare regolarmente.

Ecco qui come appariva l'acqua del Merse



Rosso e veloce come il sangue, in mezzo al verde dei boschi

Infili la mano e quasi ti scotti. Una melma colore ruggine, densa. Il fondo del fiume, in parecchi punti, non si vede piu'. In altri, piano piano, si sta sedimentando l'orrenda fanghiglia. Uno scenario da racconto di fantascienza, da pianeta rosso, da Marte e da avventure in altri mondi.

Sara' difficile, sempre piu' difficile, pescare trote, cavedani o barbi da queste parti. Difficile perche' chissa' che fine faranno questi pesci.

Subito, un odore fortissimo di ferro ti arriva alle narici. E l'acqua... Acqua? Ma quale acqua. C'e' solo una fanghiglia colore ruggine, che chissa' quali veleni contiene. E poi avanzi di macchianri adoperati in miniera. Imergiamo una mano nella fanghiglia. E' caldissima.


Nel 2001 la Regione Toscana (e dunque i cittadini) stanzia 200 milioni di lire al mese per installare un depuratore d'emergenza.

Nel 2002 una tesi di laurea denuncia la presenza abnorme di arsenico e mercurio nei pesci. Analisi sucessive confermano che a Scarlino trovano quantita' arsenico nei molluschi al di fuori da ogni limite.

Si calcola che l'ENI ne abbia riversato circa 5,300 tonnellate nel corso degli anni.

L'arsenico e' cancerogeno.

Con molto ritardo, l'Agenzia regionale per l'ambiente e il territorio della Toscana, Arpat, afferma che le falde idriche sono sono inquinate.

Alcuni pozzi di acqua potabile sono stati chiusi per la forte presenza di mercurio.

La gente continua a pescare, a farsi il bagno, ignara di tutto.

Il responsabile di tutto questo e' l'ENI.

Nel corso degli anni hanno cercato di scaricare tutte le loro responsabilita', ed il pagamento di eventuali bonifiche, alla collettivita'.

Nessuno dell'ENI e' mai andato a processo per questo (ed altri) schifi in Maremma. Infatti, i misfatti non finiscono qui. Ne parliamo nelle prossime puntate.

Di tutta questa storia, il professor Roberto Barocci ha fatto un ottimo libro "Maremma Avvelenata."

La regione Toscana e' colpevole di leggerezza, di superficialita', di poca cultura preventiva, di poca curiosita', di poca attenzione a cio' che i pochi ma coraggiosi cittadini denunciavano.

Intanto in Abruzzo abbiamo dei veri campioni per l'ambiente. L'assessore regionale, Daniela Stati, impiegata, e' muta sul petrolio ed ha scarsissima preparazione sul tema. Quello provinciale, Eugenio Caporrella, geometra, e' preoccupato di non far perdere affari all'ENI. Il presidente di regione, Gianni Chiodi, ci ignora, quello regionale di Chieti, Enrico di Giuseppantonio prende esempio da Ponzio Pilato e non si pronuncia.

Andiamo avanti cosi. Pensiamo che in Abruzzo sara' diverso che in Maremma e l'ENI sara' una santa?

Fonti: Roberto Barocci.it, Corriere della Sera, Roberto Barocci.it 2, Indymedia Toscana

Sunday, February 1, 2009

L'ENI a Paderno Dugnano


Nel 1998 la guardia di finanza mando' ben 18 avvisi di garanzia a membri e dirigenti della ENIrisorse e sue associate a Paderno, vicino Monza. La ENIrisorse al tempo era una ditta controllata al 100% dall'ENI e la rappresentava a livello metallurgico. Oggi ha cambiato nome e si chiama Syndial, ma appartiene ancora all'ENI.

A quel tempo, vennero messi sotto sequestro uno stabilimento per l'incerimento e lo stoccaggio di batterie esaurite. A Paderno si raccoglievano e si trituravano le batterie usate, diciamo in modo non proprio ottimale. Vennero sequestrati 120,000 metri cubi di veleni, in larga parte piombo, 80,000 nella stessa Paderno e poi altri 40,000 a Marcianise, in provincia di Caserta.
Altro materiale fini' sotto sequestro a Gioia Tauro, in provincia di Cosenza.

Questi volumi equivalgono, piu o meno a una palazzina con base grande quanto un campo di calcio di 4 piani. I report ENI parlano di un milione di chilogrammi di sostanze di scarto prodotte a Paderno Dugano. Se ne recuperavano 3 milioni.

La collina dei veleni, cosi la chiamavano gli abitanti di Paderno: si poteva vedere anche da lontano. Quando pioveva, da questi stoccaggi a cielo aperto veniva fuori una acqua rossastra, che finica dritta dritta nel terreno.

Negli stabilimenti ENIrisorse, tutto veniva fatto alla meno peggio. Erano stati superati i limiti di autorizzazione di scorie tossiche, il terreno non era stato impermeabilizzato adeguatamente, e le falde acquifere erano a forte rischio di inquinamento. Veniva prodotta troppa diossina perche' le temperature non erano sufficientemente elevate, Parte delle scorie, classificate come pericolose, venivano poi mandate a Cervesina, in provincia di Pavia, dopo essere state coperte da una colata di cemento.

Neanche a dirsi, era una operazione illegale: i rifiuti avevano concentrazioni di piombo 10 volte superiori rispetto a cio' che era ammissibilie dalla legge. In piu' la discarica di Cervesina non era autorizzata ad ospitare tali rifiuti. Anche qui il materiale fini' sotto sequestro.

Nelle carte la ENIrisorse doveva ricilare plastica e non veleni. Nella pratica, le indagini mostrarono che l'85% dei rifiuti era invece composto di metalli pesanti e cancerogeni come appunto il piombo. Varie analisi da uffici pubblici e di varie procure hanno mostrato che questi rifiuti erano altamente tossici.

Si stima che il costo dello smaltimento delle batterie sarebbe stato di 60 miliardi delle vecchie lire se fatto in modo giusto. Con tutti i sotterfugi, e le operazioni di scarto illegale, l'ENIrisorse risparmio' 40 miliardi di lire. Inoltre si penso' di trasportare questi rifiuti un po in tutta Italia cosi' da diluire costi, sostanze tossiche, e visibilita'.

Tutto questo e' scritto in una relazione fatta alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica Italiana.

L'ENIrisorse fece nocomment in pubblico. Vendette lo stabilimento alla Sitindustrie e poi si rifiuto' di pagare le spese per la bonifica del terreno. Da quanto mi risulta, al maggio 2008, la zona non era stata ancora bonificata. Il rapporto di VAS ufficiale della citta' di Paderno indica che la criticita' ambientale nel suolo e lungo le acque superficiali (fiumi) e' molto alta. Coincidenza?

Intanto, recidiva, ora che non si poteva piu' usare Paderno come discarica, l'ENI pensava gia' a come trasportare altri rifiuti legati all'operazione "batterie tossiche" in Toscana, vicino Grosseto.

Ma questa e' un altra storia, anche se dello stesso sapore.

Fonti: Corriere della Sera

Thursday, September 25, 2008

Le bugie hanno le gambe corte


La mia famiglia mi riferisce che qualche giorno fa al telegiornale il sindaco piu' amato d'Italia, Nicola Fratino, manda un comunicato per dire che se anche ci fosse un pur microscopico dubbio sulla salute della gente a causa della raffineria dell'ENI, lui sara' il primo ad opporsi.

Naturalmente nessuno gli chiede: scusi, ma il dubbio da dove deve venire? Deve essere una ispirazione extraterrena? La chiesa, la scienza, la gente, il Corriere della Sera, non solo hanno espresso dubbi, ma CERTEZZE sul fatto che la raffineria portera' solo guai e malattie.

Dulcis in fundo, lo dice anche l'ENI! Non solo nella valutazione d'impatto ambientale, ma anche da un articolo scritto dal suo "scienziato" (si fa per dire) Paolo Andreussi, professore (si fa per dire) di Ingegneria Chimica a Pisa, e al soldo dell'ENI da venti anni. Proprio una persona disinterssata ed obiettiva. Per chi fosse stato presente alla conferenza di Pescara in Luglio, Paolo Andreussi e' il tipo che continuava a dire che in Toscana vivono benissimo con l'idrogeno solforato e che e' quasi un balsamo per le loro vite.

Beh, questo e' quello che Andreussi dice a parole. Ho scovato un articolo pubblicato nel 1998, di cui lui e' autore, dove dice proprio all'inizio dell'articolo, subito subito:

"Hydrogen sulfide originating from various sources (coal-based power plants, natural-gas processing, refineries, smelter operation) can be regarded as a major air pollutant entering the atmosphere and causing acid rain."

L'idrogeno solforato, proveneinte da varie fonti (impianti a carbone, trattamenti di gas naturale, raffinerie, solventifici), puo' essere considerato come un forte inquinante dell'aria che entra l'atomosfera e causa la pioggia acida.


Parole di Paolo Andreussi! Che onesta'! Il degno compare di Fratino e Di Martino! La scienza insegna l'obiettivita' e l'onesta intellettuale, non l'imbroglio delle parole e dunque caro Andreussi che sulle riviste scrivi che l'idrogeno solforato inquina e che a noi dici che e' una crema di bellezza: vergognati! Sei un servo dei potenti anche tu, come Fratino, come Di Martino.

Per di piu' proprio oggi, il 26 settembre, ci sara' una causa in Toscana contro l'ENEL che da una centrale geotermica sotto il monte Amiata sputa un cocktail di robaccia, fra cui, guarda caso, l' H2S. Useranno anche dei documenti che gli ho inviato io come parte dell'evidenza scientifica. Capito Andreussi? Che strana la vita eh! Mi ti ritroverai fra i piedi pure in Toscana...

Tornando al nostro beniamino Fratino, ma scusa, ma i dubbi chi te li deve dare ancora? Anche i tuoi padroni dell'ENI lo dicono. Perche' nessun giornalista va a chiedergliergli da dove deve venire questo dubbio? Dalla fata Morgana in sogno? Perche' nessun ortonese non si presenta con una telecamera e gli dice: "Nico', ma tu che ne pensi dell'idrogeno solforato e del fatto che centianaia di articoli dicono che inquina e che rovinera' i vigneti?". Invece no, lui accoglie l'ENI ad Ortona e discutono di come spartire la citta', il porto, i soldi. Tutto. Uno scandalo, roba da dittatura sudamericana.

La vita ci presenta sempre il conto pero' e per dirla con Manzoni, verra' un giorno anche per te Nicola, mio caro.

Altre informazioni: da cio' che mi dicono i membri del CNV i soldi servono perche' i proprietari dei terreni non vogliono piu' sottostare ai metodi da KGB dell'ENI e vogliono che l'ENI debba conforntarsi non con loro, ma con associazioni o enti piu grandi dei cittadini. Certo, i politici devono fare la loro e mettere denaro anche dalle proprie tasche, e cosi pure la chiesa cattolica e tutti quelli che parlano e predicano (me compresa). Ma noi cittadini, secondo me, dobbiamo fare la nostra parte - almeno questa e' la mia opinione. Tante volte mandiamo soldi ai bimbi in Africa o ad altre cause, senza troppo chiederci se quei soldi effttivamente verranno spesi bene, e io credo che ci voglia un pizzico di fiducia. Spero anche che i membri del CNV spieghino meglio l'esatta strategia, e come siamo messi.

La Stralanciano si corre domenica 12 ottobre, e non il 5. Ci sara' materiale informativo. Il punto di ritrovo sara' all'ex-ippodromo di Lanciano, se non sbaglio. Se gli organizzatori leggono questo post, possono essere piu' precisi. Credo anche che si si stia organizzando per una sorta di sit in a piazza salotto a Pescara - l'operazione plaza de mayo, da tenersi a scadenza periodiche e continuata. Appena ne so un po di piu' lo metto sul post. Da ultimo, se volete donare soldi e non andare in banca, potete contattare, nella zona di Ortona, Fabrizia: 329/1574549 o a Lanciano, Diana:
335/5392058.

Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

Andiamo avanti.

Monday, September 8, 2008

Email politici


Ho iniziato un nuovo progetto: cerchero' in rete gli indirizzi email di vari politici che si presenteranno alle elezioni regionali e scrivero' loro per chiedere quali sono le loro intenzioni riguardo l'affare petrolio ed Abruzzo. A tutti diro' che le missive saranno pubblicate sul blog. Molti non risponderanno, altri magari mi prenderanno a male parole, ma io andro' avanti.

Colgo l'occasione anche per dire che vivo troppo lontana dall'Italia per sentirmi legata a questa o a quell'altra ideologia politica. Se collocata nel panorama politico italiano non mi sento ne di destra ne di sinistra ne dei verdi. Per me "il comunismo" e "il fascismo" sono morti da tempo ed ora ci vuole solo pragmaticita', efficienza, intelligenza. Voglio qualcuno che lavori in onesta' morale perche' in Italia le cose migliorino per tutti e non solo per i privilegiati, tutto qui. Per cui vi prego di non pensare che se critico qualcuno di destra e' perche' io sia di sinistra e viceversa.

Ho iniziato a scrivere, il 13 agosto a Fabrizio Di Stefano, che molte voci indicavano essere il candidato della destra abruzzese per la regione. Lui ha anche un sito web dove invita il popolo a contattarlo, e cosi' gli scritto per sapere che ne pensa lui del petrolio in Abruzzo. Fabrizio di Stefano e' il consigliere regionale che ha proposto la legge del 4 Marzo, e' di Tollo ed ha dei possedimenti agricoli in una citta' che sara' fra le piu' interessate dalla raffineria di Ortona.

Dice anche che non muore dalla voglia di fare il persidente della regione. A me questo non piace, perche' uno deve dire che non lo vuole fare? E' invece un onore e uno dovrebbe dire: voglio fare il governatore perche' voglio bene all'Abruzzo e lo voglio migliorare, e lo faro' con questi punti precisi e poi elencarli. Se non si muore dalla voglia di farlo, allora bisogna lasciare il campo a qualcuno che invece lo desidera, no? Qui in America nessuno, da Obama alla Palin a Schwarzenegger direbbe mai: non muoio dalla voglia di fare il presidente/governatore perche' la gente non lo accetterebbe e lo riterrebbe un insulto alla collettivita'.

Comunque, ecco la nostra corrispondenza iniziata con il mio email del 13 agosto, e ri-inviato il
27 agosto. La risposta la metto su domani. Ditemi che ne pensate. Se volete scrivergli anche voi l'email e' postato sul sito ed e':

ufficiostampa.distefano@gmail.com

oppure

cantiereabruzzo@gmail.com

Se avete altri contatti politici, mandatemeli, oppure scrivete direttamente anche voi. Devono capire che facciamo sul serio e che le chiacchere non bastano.

------------------------
Caro Dott. Di Stefano,

ci siamo gia incontrati in varie occasioni in Abruzzo e abbiamo piu' volte affrontato la questione della raffineria di Ortona, il progetto dell'ENI di costruire una centrale di idrodesolforazione di petrolio nella contrada Feudo.

La scienza e' molto chiara sul fatto che questo progetto avra' delle conseguenze nefaste sulla qualita' dell'aria, del suolo e delle acque, e in ultima analisi, sulla qualita' delle nostre vite. Basta solo guardare la realta' di altri siti italiani interessati da simili insediamenti, da Sarroch a Viggiano, da Porto Marghera a Busalla, da Cremona a Priolo, scoppiano tumori e leucemie.

Come forse lei sapra', la questione petrolio interessa non solo Ortona,ma tutto l'Abruzzo, dove circa il 35% del territorio e' associato a permessi estrattivi di vario genere.

Dal suo blog leggo che lei molto probabilmente si candidera' a guidare la regione Abruzzo. Vorrei sapere cosa lei proporra' in sede regionale e nazionale per evitare che l'Abruzzo diventi una regione "nera". In particolare, ecco le questioni che mi stanno piu' a cuore e su cui vorrei conoscere la sua opinione e i suoi proponimenti:

1) Legge regionale che RIFIUTA in modo chiaro e pulito qualsiasi tipo di insediamento petrolifero in Abruzzo e nelle acque di amministrazione della regione. La Toscana ha gia' una legge simile, credo che possiamo farla anche noi.

2) Legge regionale che promuove, incentiva e dove e' possibile obbiga l'uso di energie alternative, quale fotovoltaico ed eolico, oltre che favorire e promuovere il reciclaggio. Vorrei che puntassimo ad essere la regione italiana piu' avanzata sotto questo profilo. Per ora l'esempio da seguire e' il Trentino Alto Adige, dove l'installazione del fotovoltaico ha preso maggior spinta che altrove.

Ho letto il suo blog ed apprezzo il suo voler creare un contatto con la gente. E' questo che, secondo me - assieme alla mancanza di lungimiranza e amore per il popolo- troppo spesso manca alla politica italiana.

In attesa di una sua gradita risposta che sara' pubblicata insieme a questa mail sul mio blog ( www.dorsogna.blogspot.com ),le porgo i piu' cordiali saluti,

PS: La prego di non dire sul suo blog "non impazzisco dalla voglia di fare il presidente della regione". Sminuisce il ruolo, che invece dovrebbe essere di onore, di prestigio e di amore per la gente.

MRD

Thursday, August 21, 2008

Pensieri politici


Da quando ho inziato ad interessarmi al problema del petrolio in Abruzzo, ho avuto modo di incontrare o sentire diversi poltici. Alcuni si sono seduti e hanno parlato con me o con il popolo, altri - vedi Ottaviano Del Turco e Nicola Fratino - mi hanno snobbata. Qualcuno, l'elegante Remo di Martino, mi ha pure sfidata a duello. Ma fra quelli che o hanno parlato con me o che hanno scelto di ignorarmi, non ne ho incontrato uno, ma uno solo, che mi sia sembrato veramente volenteroso di darsi da fare per fermare i progetti ENI.

Le firme su tutti quei progetti le hanno messe TUTTI i politici coinvolti, da destra a sinistra. Sono stata in giro per l'Abruzzo, a Gennaio e a Luglio, e non conto piu' il numero spropositato di politici di vario genere che ne ha approfittato per venire a fare vetrina, per fare promesse, scambiando parole cortesi con me, per poi dileguarsi. Nessuno che abbia detto: si abbiamo sbagliato, ora faremo meglio, e che poi l'abbia fatto davvero. Tutti a parlare, nessuno a fare. Si dira' la legge del 4 Marzo e' stata fatta. E' vero, ma erano sotto l'assedio di 6,000 abruzzesi arrabbiati che aspettavano quella legge.

Nessuno dei politici che abbia detto: perche' non facciamo un bell'incontro con la popolazione per spiegargli il petrolio in Abruzzo? Perche' non facciamo un referendum regionale per vedere che ne pensa la gente? Tutto quello che e' stato fatto finora e' stato solo ed esclusivamente grazie ai cittadini, che non intascano 10,000 euro al mese e non vanno in giro con l'auto blu. Dei ragazzi poco piu' che ventenni hanno fatto meglio della politica nel suo complesso.

Io voglio questo: UNA LEGGE REGIONALE CHIARA COME IL SOLE CHE L"ABRUZZO RIFIUTA LE TRIVELLE. Punto e basta. Qui mi pare che tutti giocano a giustificarsi, a parlare a vanvera, a coprire i propri amici, a trovare scuse per far finire tutto a tarallucci e vino, a lasciare una possibilita' all'ENI, ad un altro sito, ad un altro progetto.

La legge regionale del 4 Marzo serviva per indagare meglio il problema. Quali indagini sono state fatte finora? Esistono altre leggi che impongono al popolo di essere informato prima che si prendano decisioni come quella della raffineria di Ortona. Che passi sono stati fatti per informare sistematicamente la popolazione da parte della politica?

E ora, di chiunque siano le colpe, cose intendono fare i signori politici per il futuro? COSA SUCCEDERA' IL 31 DICEMBRE? Cosa intendono fare i Verdi? AN? Forza Italia? IL PD? l'Italia dei Valori? E tutti gli altri partiti? Io vorrei saperlo. O improvviseremo ed andremo avanti con toppe e toppettine a fare ancora piu' bizantino il sistema legale Italiano?

Quello che voglio io e' una legge stile Toscana, facile facile. Cinque parole che dicano l'Abruzzo rifiuta le trivelle. Senza ambigiuta', senza troppe parole, senza raggiri.
Con la volonta' si puo' fare tutto.

Monday, May 19, 2008

ma noi siamo piu' cocciuti di lui


Ottaviano del Turco non ha mai risposto ai miei numerosi email e lettere, per cui non ho mai avuto l'onore di sapere direttamente da lui cosa ne pensa del centro petrolifero di Ortona, e quali siano gli elementi che glielo fanno cosi' fortemente desiderare. Approffitto di una intervista su "Commerciare", il periodico del commercio e dei commercianti d'Abruzzo, edizione del mese di Maggio, per commentare le sue idee. Questo articolo mi e' stato segnalato dai ragazzi del meetup di Beppe Grillo di Lanciano che ringrazio.

Ottaviano dice - copio parola per parola:

"Se le ricerche scientifiche, mediche, insieme alle verifiche che saranno effettuate ci diranno che chi ha proposto il blocco della legge ha ragione, ne prenderemo atto e ci tireremo indietro."

Ottaviano, sono mesi che le ricerche scientifiche INDIPENDENTI dicono che chi vuole il centro petrolifero ha torto. L'unico a dire si e' un ingegnere di Pisa pagato dall'ENI per venti anni - Paolo Andreussi. Non ce ne sono altri che io sappia. Il centro di ricerca Mario Negri ha detto che fa male e che i dati ENI sono sottostimati. Ottantotto medici hanno detto no. Sono scemi quelli? E a chi le fa fare lei le "verifiche mediche e scientifiche"? Agli stessi che per 20 anni hanno dato l'acqua avvelenata a Bussi e a tutto il pescarese? Si risparmi quei soldi, che l'Abruzzo gia' vacilla in fatto di finanze e lei ha gia' fatto un sacco di disastri. Basta solo che con un po' di intelligenza lei si legga qualcuno della miriade di articoli scientifici dove da decenni si dice che l'H2S fa male. E' tutto su internet, coraggio.

Ottaviano dice:

"Tutte le inziative della regione relative all'ENI e al centro oli sono state prese dopo che su questo argomento si erano espressi tutti i soggetti del territorio e tutti a favore. Non c'e' stata alcuna presa di posizione da parte di comuni, provincia associazioni, sindacati. Poi alcuni di questi come spesso accade nella nostra regione e non solo, hanno dato il via e guidato la protesta con una serie di argomentazioni che trovo grottesche."

Ottaviano, non reciti la parte della bella addormentata nel bosco. Hanno detto si perche' hanno visto il verde del denaro, perche' i poltici, lei incluso, paiono non avere a cuore il bene del popolo ma solo di se stessi e della poltrona. E' piu' facile dire si, superficialmente e fare finta di niente piuttosto che informarsi e capire le questioni a fondo e far valere i diritti dei cittadini. Al popolo non e' stato detto nulla, ne da lei ne dai suoi amici all'ENI, ne da quei due pseudo amministratori di Ortona. In sede decisionale, tutti gli enti hanno sollevato questioni, come riportato da Prima da Noi, verbali alla mano: dai vigili del fuoco, alla ASL di Chieti, all'ente parchi, ma poi, per paura, superficialita' e ignoranza, hanno tutti detto si, come se l'ENI fosse Dio sceso in terra. Grazie al cielo che e' sorto il Comitato Natura Verde! Lei e' intitolato alla sua opinione che le nostre argomentazioni sono grottesche, ma le rammento che lei ha solo la terza media, e che dunque dovrebbe forse essere un po piu' umile e accettare l'opinione di gente che al contrario fa dello studio la propria professione.

Ottaviano dice:

"Per saperne di piu' avevo proposto un giro in pullman per una visita al centro oli della Basilicata per renderci conto da vicino e direttamente come e se e' cambiata l'agricoltura, cosa e' successo allo sviluppo, come il territorio ha reagito allo presenza del centro e se e' vero che strumenti statistici tradizionali hanno affermato, com'e' stato sbandierato vergognosamente che in Basilicata sono tutti ammalati di cancro"

E' perche' non c'e' andato? Non mi dica per risparmiare. Lei e' stato battuto sul tempo (e alla grande) dai ragazzi del comitato natura verde, che non hanno solo proposto, ci SONO ANDATI per davvero! L'agricoltura non e' cambiata a Viggiano: e' scomparsa. La gente e' emigrata. Dica ai tuoi amici dell'ENI che e' dal 2006 che la Basilicata e' al di sopra della media nazionale per tumori a causa anche delle emissioni in aria di inquinanti del centro oli. E visto che voleva andare a Viggiano, vada pure a Manfredonia, a Falconara, a Gela, a Priolo, vada e poi ci dica se sono tutti ammalati di cancro o no. Le nostre vite hanno un valore, caro Del Turco, e non le permettiamo di giocarci cosi' alla leggera mentre lei a casa sua si fa installare i tuoi bei pannellini fotovoltaici. Non ha visto il servizio televisivo di Annozero su Viggiano? O sono grotteschi anche i giornalisti Rai?

"La scelta di un processo di industrializzazione e' una scelta che non ha alternative - sarebbe sciocco immaginare un ritorno all'Abruzzo rurale."

Ma chi dice che dobbiamo essere rurali? Ma lei ha mai sentito parlare dell'era dell'informazione? Dei servizi? Del sapere? Delle nuove bio e nano tecnologie? Chi l'ha detto che il lavoro deve essere per forza una fabbrica sputa veleni con la maschera antigas? Dei ragazzi di Arezzo, trentenni, hanno messo su un sistema di approvigionamento di idrogeno nelle case. Perche' noi no? Perche' lei non puo' invece incoraggiare la piccola imprenditoria, il pensare, l'innovazione scientifica? Io la mia risposta ce l'ho: perche' credo che lei non sappia nemmeno che queste cose esistano e possano portare sviluppo sano. In piu' se uno sul turismo non ci investe, certo non ci ricavera' niente. Come dico sempre, si raccoglie cio' che si semina, caro presidente. Guardi la Toscana, e se posso azzardare questo paragone, la California. Qui non ci basiamo sulle fabbriche che sono tutte in Cina ormai, ma sull'high-tech, sulla ricerca, sull'innovazione. Anche a livello mondiale, non vinceremo mai la sfida coi il mondo globalizzato se non ci inventiamo qualcosa di nuovo, moderno, lungimirante. E continueremo ad alimentare l'emigrazione giovanile di gente istruita che va via perche' in Italia non ci sono possibilita' occupazionali adeguate agli studi che la gente fa con tanta fatica.

Ancora Ottaviano continua:

"Prima di dire di no e di sbattere la porta in faccia all'ENI come se fossimo una regione ricca di lavoro, come se ci potessimo permettere senza batter ciglio di buttare via 300 posti oppure il lavoro dell'indotto, voglio essere certo e convinto."

Quei trecento posti sono temporanei, il periodo che serve per costruire il centro oli. Poi ci saranno al massimo 30 operai. Che indotto possono portare 30 persone di fronte agli ettolitri di vino che rimarranno invenduti? La vede la foto lassu' in cima? Quella e' Trecate, vicino Novara. Il nero e' il rigetto del pozzo di petrolio che esplose in quelle terre che fino al 1994 erano dedite all'agricoltura. Tutta l'area circostante di circa 100 chilometri quadrati, fu resa impraticabile. Trenta posti di operaio ne valgono la pena?



Non vedo l'ora che ci sia un ricambio al vertice di questa regione e che a governare vada qualcuno che sia un po piu' aperto di mente, che abbia visto il mondo, che abbia coraggio, che cerchi soluzioni creative e innovative, invece che ancorarsi a modelli di sviluppo fermi agli anni sessanta.

Fonti: Commerciare