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Saturday, May 9, 2009

La "scuola-dottrina" dell'ENI


E cosi visto che non sono riusciti a domarci come pensavano, ora l'ENI passa ad altri metodi: cercano di comprare la nostra terra spacciandosi per salvatori della patria. Nel nostro caso, cercano di fare la figura degli amici dell'Abruzzo ai tempi del terremoto per infiltrarsi squallidamente nel tessuto umano della nostra regione.

Leggo infatti da primadanoi che Paolo Scaroni, pluri-processato, pluri-condannato per inquinamento, disastro ambientale, tangenti e corruzione sia all'ENI che in altre ditte a partire dalla fine degli anni '90 e' andato all'Aquila a dire che vogliono "investire" nella ricerca. Da notare come l'ENI si e' scelta un amministratore delegato gia condannato PRIMA di arrivare da loro.

Scaroni ha cosi' ha deciso di portare avanti all'Aquila una "centrale di teleriscaldamento" sotto il nome di ENIpower. Pagheranno 50 dottorandi e ricercatori a cui daranno anche da mangiare e bere e che potranno lavorare su progetti ad hoc per loro. Metteranno su 50 laboratori usando fonti rinnovabili. Le loro strutture potranno ospitare fino a 100 persone. Scaroni dice che il tutto gli costera' 20 milioni di euro ma che lo fanno a scopo di bene.

Ma chi gli crede?

Che cos'e' esattamente questa centrale di teleriscaldamento, non si sa bene. Si dice solo che funzionera' a gas e per il 10% dalle biomasse. Dal canto opposto pero' Scaroni non si risparmia niente sul piano della pura propaganda.

Dice infatti di fare tutto questo per aiutare l'Universita' abruzzese, cosi' messa in ginocchio dal terremoto. Vogliono darci la possibilita' di svilupparci in modo "autonomo e sostenibile" e che "guardi al futuro". Vedono potenzialita' enormi all'Aquila. Ci aiutano come possono ed usando cio' che sanno fare meglio, come ad esempio l'attivita' di ricerca nel petrolio e nel gas.


QUESTO E' PURO SCIACALLAGGIO!


Innanzitutto, se davvero volevano fare qualcosa di utile e buono per l'Abruzzo, prendevano quei 20 milioni di euro (bazzeccole per l'ENI) e li davano all'Universita' "no strings attached", come dicono qui in America, cioe' senza condizioni. Avrebbero detto al rettore, ecco qui il nostro contributo, usateli come meglio potete. Non ci aspettiamo niente in cambio.

Madonna, americana e che conosce l'Abruzzo solo vagamente e solo perche' e' la terra dei suoi nonni, ha preso e ha staccato un assegno di 500,000 sterline senza fiatare e senza chiedere nulla. E i ricchi d'Italia? E il cittadino privato Paolo Scaroni? Questo uomo ha lasciato l'ENEL (da condannato) con una buonuscita di 10,300,000 euro nel 2005, con bonus di 500,000 euro per avere venduto Wind. All'ENI questo condannato guadagna circa 3,000,000 di euro l'anno, secondo il libro "La paga dei padroni". Penso che il conto in banca di Scaroni abbia molti zeri.

Cosa ha dato di tasca sua Scaroni ai terremotati? Perche' Madonna, che con l'Abruzzo ha poco a da spartire offre 500,000 sterline e lui invece usa il terremoto come un modo per corrompere moralmente l'Abruzzo?

Non so cosa dire del rettore, Ferdinando di Orio, che ha accettato di trasformare la sua universita' in una succursale dell'ENI cosi a cuor leggero. Si vede che pecunia non olet.

Ma secondo voi questi saranno davvero universitari liberi, seri, che formeranno la gente in modo corretto e indipendente, o il centro ENI sara' piuttosto una grande scuola di lavaggio del cervello ed indottrinamento?

Chi glieli fara' i corsi di ingegneria ambientale? Paolo Andreussi di Pisa, consulente ENI da 20 anni che sugli articoli scrive che l'idrogeno solforato fa male, e poi invece quando viene a parlare con la gente mente spudoratamente e dice che va tutto bene, i lucani hanno l'odorato sensibile ed e' tutto sotto la norma? Quando messi di fronte a fatti incontestabili di inquinamento e di corruzione, diranno ai loro studenti, come fatto con me "signorina lei e' troppo giovane per capire come funziona il mondo"?

Glielo diranno a questi studenti di tutte le porcherie che l'ENI ha fatto sul suolo italiano?

Oppure inviteranno quei medici di Bari che dicono che gli operai morti a Manfredonia si sono ammalati di tumore per colpa delle troppe aragoste e non certo perche' l'ENI gli ha avvelenato terra ed aria?

Glielo diranno che la meta' dei siti inquinati di interesse nazionale porta la firma ENI?

I loro dipendenti, ingegneri e tecnici, stileranno rapporti di compatibilita' ambientale che guardino in faccia alla realta' e senza ricordare che e' il loro padrone a commissionarli, oppure chuideranno un occhio o tutti e due in favore del petrolio?

Sotto queste condizioni, sentiremo mai una voce ufficiale dell'Universita' dell'Aquila dire il suo no all'Abruzzo petrolizzato?

Come sempre, non ci si puo' aspettare che tutti vivano da eroi, specie in Italia, e io sono convinta che la maggior parte di quei 50 o 100 ricercatori aquilani non sputera' mai nel piatto in cui mangia. Ci ritroveremo, nella migliore delle ipotesi, con 50 o 100 nuovi yes-men aquilani che convinceranno le proprie famiglie, i propri amici sulla santita' dell'ENI. Gli sara' molto piu' facile dire che Maria Rita e' matta.

L'Abruzzo petrolizzato passa anche per qui.


Non bisogna mai credere ad una sola parola, a nessun buon sentimento dell'ENI. E' tutto finto, e' tutto fatto solo perche' ci devono guadagnare qualcosa. Ai miei occhi sono solo una patetica banda di criminali e corruttori, dal primo all'ultimo.

Thursday, September 25, 2008

Le bugie hanno le gambe corte


La mia famiglia mi riferisce che qualche giorno fa al telegiornale il sindaco piu' amato d'Italia, Nicola Fratino, manda un comunicato per dire che se anche ci fosse un pur microscopico dubbio sulla salute della gente a causa della raffineria dell'ENI, lui sara' il primo ad opporsi.

Naturalmente nessuno gli chiede: scusi, ma il dubbio da dove deve venire? Deve essere una ispirazione extraterrena? La chiesa, la scienza, la gente, il Corriere della Sera, non solo hanno espresso dubbi, ma CERTEZZE sul fatto che la raffineria portera' solo guai e malattie.

Dulcis in fundo, lo dice anche l'ENI! Non solo nella valutazione d'impatto ambientale, ma anche da un articolo scritto dal suo "scienziato" (si fa per dire) Paolo Andreussi, professore (si fa per dire) di Ingegneria Chimica a Pisa, e al soldo dell'ENI da venti anni. Proprio una persona disinterssata ed obiettiva. Per chi fosse stato presente alla conferenza di Pescara in Luglio, Paolo Andreussi e' il tipo che continuava a dire che in Toscana vivono benissimo con l'idrogeno solforato e che e' quasi un balsamo per le loro vite.

Beh, questo e' quello che Andreussi dice a parole. Ho scovato un articolo pubblicato nel 1998, di cui lui e' autore, dove dice proprio all'inizio dell'articolo, subito subito:

"Hydrogen sulfide originating from various sources (coal-based power plants, natural-gas processing, refineries, smelter operation) can be regarded as a major air pollutant entering the atmosphere and causing acid rain."

L'idrogeno solforato, proveneinte da varie fonti (impianti a carbone, trattamenti di gas naturale, raffinerie, solventifici), puo' essere considerato come un forte inquinante dell'aria che entra l'atomosfera e causa la pioggia acida.


Parole di Paolo Andreussi! Che onesta'! Il degno compare di Fratino e Di Martino! La scienza insegna l'obiettivita' e l'onesta intellettuale, non l'imbroglio delle parole e dunque caro Andreussi che sulle riviste scrivi che l'idrogeno solforato inquina e che a noi dici che e' una crema di bellezza: vergognati! Sei un servo dei potenti anche tu, come Fratino, come Di Martino.

Per di piu' proprio oggi, il 26 settembre, ci sara' una causa in Toscana contro l'ENEL che da una centrale geotermica sotto il monte Amiata sputa un cocktail di robaccia, fra cui, guarda caso, l' H2S. Useranno anche dei documenti che gli ho inviato io come parte dell'evidenza scientifica. Capito Andreussi? Che strana la vita eh! Mi ti ritroverai fra i piedi pure in Toscana...

Tornando al nostro beniamino Fratino, ma scusa, ma i dubbi chi te li deve dare ancora? Anche i tuoi padroni dell'ENI lo dicono. Perche' nessun giornalista va a chiedergliergli da dove deve venire questo dubbio? Dalla fata Morgana in sogno? Perche' nessun ortonese non si presenta con una telecamera e gli dice: "Nico', ma tu che ne pensi dell'idrogeno solforato e del fatto che centianaia di articoli dicono che inquina e che rovinera' i vigneti?". Invece no, lui accoglie l'ENI ad Ortona e discutono di come spartire la citta', il porto, i soldi. Tutto. Uno scandalo, roba da dittatura sudamericana.

La vita ci presenta sempre il conto pero' e per dirla con Manzoni, verra' un giorno anche per te Nicola, mio caro.

Altre informazioni: da cio' che mi dicono i membri del CNV i soldi servono perche' i proprietari dei terreni non vogliono piu' sottostare ai metodi da KGB dell'ENI e vogliono che l'ENI debba conforntarsi non con loro, ma con associazioni o enti piu grandi dei cittadini. Certo, i politici devono fare la loro e mettere denaro anche dalle proprie tasche, e cosi pure la chiesa cattolica e tutti quelli che parlano e predicano (me compresa). Ma noi cittadini, secondo me, dobbiamo fare la nostra parte - almeno questa e' la mia opinione. Tante volte mandiamo soldi ai bimbi in Africa o ad altre cause, senza troppo chiederci se quei soldi effttivamente verranno spesi bene, e io credo che ci voglia un pizzico di fiducia. Spero anche che i membri del CNV spieghino meglio l'esatta strategia, e come siamo messi.

La Stralanciano si corre domenica 12 ottobre, e non il 5. Ci sara' materiale informativo. Il punto di ritrovo sara' all'ex-ippodromo di Lanciano, se non sbaglio. Se gli organizzatori leggono questo post, possono essere piu' precisi. Credo anche che si si stia organizzando per una sorta di sit in a piazza salotto a Pescara - l'operazione plaza de mayo, da tenersi a scadenza periodiche e continuata. Appena ne so un po di piu' lo metto sul post. Da ultimo, se volete donare soldi e non andare in banca, potete contattare, nella zona di Ortona, Fabrizia: 329/1574549 o a Lanciano, Diana:
335/5392058.

Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

Andiamo avanti.

Thursday, July 31, 2008

Genova, 2008


Sono appena arrivata a casa, stanca ma tutto sommato soddisfatta. C'e' ancora molto da fare, ma spero che pian piano riusciremo ad arrivare vittoriosi a salvare l'Abruzzo. La trovo una storia bella, di democrazia, di internet, di affetti che si alimentano perche' incentrati sull'amore per la nostra terra. Continuiamo a marciare senza stancarci.

Intanto, un nuovo incendio a Genova, proprio mentro scrivo. Il Corriere mette a disposizione una telecamera. Si vede un'enorme palla di fuoco, si parla di emergenza, trenta metri di fiamme, 250 evacuati, l'autostrada e' chiusa al traffico, i vigili del fuoco dicono che la situazione e' grave. Come avevo cercato di dire durante il "tour" estivo gli incendi alla raffinerie non sono rari, ma invece accadono spesso, perche' sono troppi e troppo delicati i vari processi che si susseguono, e spesso i controlli non sono soddisfacenti. Davvero basta un nonnulla per far andare tutto in tilt.

La cosa triste e' che si continua a minimizzare: nel 2005, in seguito ad uno scoppio simile a Genova si diceva "non ci sarebbero problemi di tossicità nelle emissioni derivanti dall'incendio della raffineria". Ah si? Sulla base di cosa si fanno queste affermazioni? Ma se Andreussi veniva a dirci che l'autostrada con i suoi scarichi di gas dalle automobili e' molto inquinante, come possono farci credere che litri e litri di petrolio che divampano nell'aria possano fare bene alla salute? Per di piu' se si va a guardare la storia della raffineria di Genova si scopre che invece l'inquinamento c'e' stato e non e' stato indifferente, anzi i periti lo chiamano storico!

Questa infatti e' la situazione di Busallo (Genova) nella raffineria detta IPLOM, secondo un dossier con tutti gli incindenti ed incendi dal 1979 al 1999.

Lo Scrivia e' un fiume che scorre vicino alla raffineria. Come potete vedere anche li c'e' sempre questa corsa a "riammandare", a dire che tutto va bene, che nulla e' nocivo, che le puzze, i fumi, la gente che perde la sensibilita' olfattiva, e' tutto normale.

1979 :
Scoppio a Busalla in raffineria tre operai feriti. Inquinato lo Scrivia (Il lavoro)

1979 :
Iplom di Busalla - Il Consiglio di fabbrica accusa. Un incidente dopo l’altro (Il lavoro)

1979 :
Un'autentica bomba innescata a pochi passi dalla città (Il Secolo XIX)

1980 :
Falla alla Iplom e di nuovo gasolio dentro lo Scrivia (Il Secolo XIX)

1980 :
Il petrolio nello Scrivia mette in pericolo i rifornimenti idrici (Il Secolo XIX)

1980 :
La raffineria Iplom denunciata per inquinamento dello Scrivia (L'Unita')

1980 :
Procura contro la Iplom per lo Scrivia avvelenato (L'unita')

1980 :
Sono settecento i quintali di gasolio finiti nello Scrivia (Il Secolo XIX)

1982 :
Si spezza una tubatura della Iplom e nello Scrivia scorre benzina (Il Secolo XIX)

1982 :
Mezza Genova ha rischiato di bere nafta (Il Secolo XIX)

1986 :
Salta tubatura della Iplom terribili esalazioni a Busalla.
Momenti di allarme e di paura per gli abitanti della vallata (Il Secolo XIX)

1989 :
Olio combustibile nello Scrivia.
Gli abitanti parlano di disastro ecologico e accusano (Il Secolo XIX)

1989 :
Iplom, una minaccia continua (Il Secolo XIX)

1989 :
L’Iplom ancora sotto accusa.
Raffica di proteste degli abitanti per i miasmi che si sprigionano dalla fabbrica.
"Sensibilmente diminuite le capacità olfattive della gente" (Il Secolo XIX)

1990 :
Aria irrespirabile per una nube gassosa.
Domenica a Busalla due ore di grande preoccupazione (Il Secolo XIX)

1990 :
Perdita nello Scrivia, nel mirino c’é l’Iplom (Il Secolo XIX)

1990 :
Lo Scrivia senza pace, ora é fanghiglia oleosa(Il Secolo XIX)


1991 :
Scrivia inquinato: i Carabinieri irrompono alla Iplom.
Stabilimento piantonato, militari negli uffici: giornata di tensione nell’azienda petrolifera
(Il Secolo XIX)

1991 :
Iplom, cittadini in allarme per alcune fumate troppo nere
Tracce di combustibile vicino alla raffineria Iplom (Il Secolo XIX)

1991 :
Il cambio di proprietà dopo un decennio di crisi (Il Secolo XIX)

1991 :
Una vampata, terrore all'Iplom. Fiamme in un deposito, due feriti. Panico tra la popolazione...
(Il Lavoro)

1991 :
"E’ troppo pericolosa" - Il commento del primo cittadino
(Il Lavoro)

1991 :
Esplosione nella raffineria Iplom , paura a Busalla (Il Secolo XIX)

1991 :
"Chiudete la Iplom"
Presa di posizione della giunta di Busalla dopo l'incidente di sabato
(La gazzetta del lunedi')

1991 :
Amministratori decisi "La raffineria è fuori posto"...
(Il Lavoro)

1993 :
Scrivia é di nuovo onda nera.
Il caldo riporta a galla olio depositato sul fondo (Il Secolo XIX)

1998 :
Come già accaduto il 30/05/90, Lo Scrivia senza pace, ora é fanghiglia oleosa (Il Secolo XIX)

L'immagine sopra e' uno scarico della raffineria nel fiume Scrivia. L'acqua e' rossa. Immaginate cosa di piu' getteranno nel nostro mare. Le domande all'ARTA restano. Io non voglio vivere con l'incubo incendio, con l'incubo nube tossica. Io non ce la voglio quella robaccia nel mio mare. Cara ARTA, cari sindaci di San Vito, di Ortona, cari politici tutti, e' giunto il momento di agire e non di far prendere l'aria ai denti.

Sunday, July 20, 2008

L'ENI sotto processo a Viggiano


L'ENI e' attualmente sotto processo a Viggiano per inquinamento ambientale. L'inchiesta parti' nel 2001, e il processo e' iniziato sei anni dopo. Chissa quanti anni ci vorranno per giungere alla conclusione e soprattutto quante tonnellate di veleni i cittadini di Viggiano dovranno respirare ancora prima che si giunga alla fine.

Secondo le accuse, dal centro oli di Viggiano arrivano rumori ed odori molesti.
C'e' il forte sospetto che i veleni danneggino le colture e la salute della gente. Un semplice giro per la altre raffinerie d'Italia mostrerebbe che i timori siano fondati. Il PM e' il famoso Woodcock di Potenza. Alcuni contadini hanno dovuto abbandonare i campi perche' l'aria era irrespirabile.

Allora sono andata un po ad indagare meglio cosa accade a Viggiano. Da Lega Ambiente ecco alcuni del disastri ambientali causati dall'ENI a Viggiano in soli DUE anni, dal 2000 al 2002:

21 GENNAIO 2000: due autocisterne sono coinvolte in un grave incidente nei pressi di Viggiano. Un conducente è morto e 27.000 LITRI di greggio sono sversati nell’ambiente. La Procura di Potenza ha avviato un’inchiesta sulle conseguenze ambientali dell’incidente: sorgenti inquinate da residui di petrolio, acqua corrente mista a greggio, terreni a rischio di contaminazione.

26 FEBBRAIO 2000: un altro incidente. Nei pressi di Calvello un ’autocisterna si ribalta e sono sversati 250 LITRI di greggio.

29 FEBBRAIO 2000: a Sant’Arcangelo un’autobotte cade da un viadotto e si sversano 30.000 LITRI di greggio vicino il corso del fiume Agri. È il terzo incidente in quaranta giorni.

12 SETTEMBRE 2000: sulla statale 92, nei pressi di Anzi, un’autobotte si ribalta in una scarpata. Vengono sversati 29.000 LITRI di greggio e l’autotrasportatore è in coma.

16 SETTEMBRE 2000: un’autocisterna si rovescia presso Grumento Nova. Questa volta, fortunatamente, non trasportava idrocarburi.

17 MARZO 2002: nel Centro Oli di Viggiano, per errore sono stati scaricati 3.000 LITRI di greggio in un bacino naturale per la raccolta di acque piovane e in una vasca del Consorzio di Bonifica. 13 persone, tra dirigenti Eni e tecnici del Centro Oli, sono indagati per l’ipotesi di reati di getto pericoloso di cose, bonifica di siti inquinati e danno ambientale.

3 GIUGNO 2002: nei pressi di Viggiano, un incidente coinvolge un condotto interno a una postazione che raggruppa tre pozzi petroliferi, causando la fuoriuscita di 2.500 LITRI di acqua di lavorazione e di 50 LITRI di greggio.

8 GIUGNO 2002: nei pressi di Grumento Nova, un problema a una valvola del condotto del pozzo "Monte Alpi 1 est" provoca la dispersione di circa 500 LITRI di greggio su una superficie di 2.000 metri quadrati di terreno. E’ il secondo incidente in sei giorni.

NON LASCIAMOCI ABBINDOLARE. Questa è l’alta tecnologia degli impianti ENI: per loro, le fuoriuscite di greggio sono normali. Per loro, i terreni inquinati sono normali. Per loro, la gente che abbandona i campi sono normali. Per loro, i bacini naturali inquinati sono normali. Per loro, le esalazioni tossiche sono normali.

Domani 21 Luglio, Paolo Andreussi, docente di ingegneria chimica e di impianti industriali di Pisa, cosulente ENI da 20 anni, assieme con il suo compare Lorenzo Fiorillo, responsabile ENI per la zona del centro sud e Giuseppe Tannoia mineralogo ENI, verranno a Pescara a cercare di farci il lavaggio del cervello su quanto l'ENI sia brava e bella. Si sbagliano alla grande. Verranno qui a raccontarci un sacco di frottole, pensando che siamo sudditi e non sapendo che siamo Uomini. Pensando che gli lasceremo saccheggiare e violentare le nostre terre con il nostro petrolio come degli sciocchi. Pensando che possono raggirarci con il loro cane a sei zampe senza sapere che saremo li, stoici e testardi, con i nostri mille cuori innamorati di cio' che ci e' stato dato e che abbiamo il dovere di proteggere, tutti e nessuno escluso.


Fonti: Lega Ambiente, La Gazzetta del Mezzogiorno

Wednesday, April 9, 2008

Gita a Washington DC


Sono stata via per una settimana, piu' o meno, ed e' per questo che il blog non e' stato aggiornato ultimamente. Mi aspettano tante cose da fare, e per oggi voglio solo raccontarvi la mia piccola esperienza dei giorni scorsi.

Mi ha invitata la National Science Foundation, l'ente nazionale di ricerca scientifica americana, per aiutare a decidere come distribuire i fondi della scienza, in particolare quelli destinati al campo della matematica/fisica in cui lavoro io. La loro sede e' a Washington. Funziona cosi: tu mandi una proposta di ricerca, l'ente chiama degli esperti, lo analizza e poi decide se darti i soldi o no. Io ero parte del gruppetto degli esperti che decideva.

Nella mia unita' di lavoro eravamo in tredici ad analizzare settantacinque proposte, di cui due greci, una bulgara, un turco, una canadese, un polacco, una argentina, due russi, un norvegese, la sottoscritta e due americani. Gli organizzatori erano tre, un ungherese, un tedesco ed un americano. Eravamo tutti docenti universitari e la nostra composizione cosi variegata vuol dire che questa nazione davvero e' riuscita ad attirare a se gente valida da ogni parte del mondo, senza porsi troppe domande e basandosi solo sulla qualita'. Noi stranieri abbiamo deciso come spartire svariati milioni di dollari del governo americano, e questo ci e' stato permesso perche' il sistema ha cosi tanta fiducia in noi, nella nostra correttezza e nel fatto che sappiamo che se imbrogliamo le conseguenze sono dure, che non ha paura ad affidarci delle decisioni cosi importanti.

Non ci conscevamo, e tutti abbiamo dovuto dichiarare i nostri conflitti di interesse, per esempio se eravamo colleghi-amici-parenti di qualcuno che aveva mandato una proposta. Chi ne aveva ha dovuto lasciare la sala durante le discussioni in merito.

Verso la fine e' venuto il capo dell'NSF a salutarci e a ringraziarci, e' stato con noi per circa un oretta e ci ha detto che il governo americano ci tiene molto alla ricerca scientifica di base, perche' e' da li che vengono gli spunti per le innovazioni e per le scoperte e tutto cio' aiuta la nazione a crescere e al benessere della popolazione. La tendenza di base, ha aggiunto, e' di *raddoppiare* i soldi che il governo da alla ricerca ogni sette anni.

A un certo punto mentre ero li non ho potuto fare a meno di pensare all'Italia, al declino del mio paese, alle risorse umane che scappano mentre chi comanda, dal piccolo al grande, non ha a cuore ne il benessere della popolazione ne uno sviluppo sano basato su una democrazia vera, aperta, pulita. Finche' pensiamo tutti al nostro orticello, da Fratino.com che guarda a come arricchirsi con il porto, a Berlusconi che si fa le leggi ad hoc, ad Andreussi che confonde la scienza con la propaganda per l'ENI che lo finanzia, non ci sara' mai progresso vero. E quando il mio vicino, un americano, mi ha detto che lui ama l'Italia e non capisce perche' mai io me ne sia andata, non ho saputo rispondergli. Ho solo alzato le spalle e sorridendo gli ho detto che era una storia troppo lunga. E poi come faccio di solito, l'ho invitato a visitare l'Abruzzo, una Toscana sconosciuta.