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Sunday, July 8, 2012

Approvate trivelle esplorative ad Ortona



Elaborazione di Enrico Gagliano



"Preso atto che non è pervenuto il parere della Regione Abruzzo" 

UMMIG - Giugno 2012 


 "Contrasteremo ogni forma di trivellazione" 

 Gianni Chiodi, 2010 


 "Il mare d'Abruzzo dall'alto e' bello, poi quando ci vai resti deluso" 

 Dialogo fra due passeggeri RyanAir 24 giugno 2012 



E cosi' l'UNMIG ha approvato l'esplorazione con airgun e la trivellazione di due pozzi petroliferi esplorativi fra Ortona e San Vito. 

Sono pozzi della Petroceltic, d492 e d493 a circa 14 miglia da riva.
Qui e qui le loro schede.

Dice cosi:

"VISTO il verbale conclusivo della Conferenza di servizi, prot. n. 0009912 del 17 maggio 2012, e considerandosi, quindi, acquisiti i positivi assensi delle Amministrazioni in indirizzo, che non hanno partecipato alla Conferenza medesima, nei limiti di quanto contenuto nei propri provvedimenti amministrativi preventivamente."

E cosa vogliono di piu' quelli della Petroceltic?

C'e' il porto petrolifero a portata di mano, la gente dorme e il governatore non dice niente. Corrado Passera e' con loro e a quasi nessuno dei senatori, sindaci e politici d'Abruzzo o della costa importa veramente. Non vanno neanche alle riunioni a cui sono invitati per dire la loro!

La prova di tutto questo e' che la decisione e' stata presa il 15 giugno 2012, e che l'ha scoperto Enrico Gagliano, cittadino di Teramo un paio di giorni fa. Grazie Enrico.

Gianni Chiodi: si vergogni, e si vergogni profondamente di questa mancanza di rispetto per il suo elettorato, che ha trasformato un non-parere in un assenso. Lo dicono loro, non io. Si vergogni.

Gianni Chiodi passera' alla storia come il governatore resposabile della petrolizzazione dei mari d'Abruzzo.

Ricordo ancora quando a Cupello, nel 2010, disse che fra dieci anni non ce ne sarebbe stato neanche uno di quei pozzi. Beh, ne sono passati due, e tutto lascia prevedere che non ci ha azzeccato nel suo toto-trivelle.

Ma non c'e' solo il molliccio Gianni Chiodi.

Dal 15 Giugno fino ad adesso, sentito una parola da parte di Remo Di Martino, assessore al turismo della provincia di Chieti, o da Enrico di Giuseppantonio presidente della provincia di Chieti, o da parte dei sindaci Rocco Catenaro e del suo braccio destro, Luigi Comini di San Vito?

Eppure dovrebbero essere loro a vigilare, a fare i nostri interessi. Questi dormono tutti sogni beati.

Ad Ortona c'e' un nuovo sindaco, Vincenzo D'Ottavio dopo gli anni disastrosi di Mr. Nicola Fratino, il piu' fervido sostenitore delle trivelle. Speriamo che voglia fare o dire qualcosa.

Ora. Il problema, secondo me, non e' tanto il pozzo esplorativo in se, ma tutto cio' che il pozzo esplorativo comporta, la premessa che il pozzo esplorativo rappresenta per il futuro.

L'abbiamo gia' vista questa storia con Ombrina Mare.

Quelli della Petroceltic verranno con tutti i loro alambricchi e il loro metallo luccicante con questa enorme piattaforma galeggiante, staranno li per 3 mesi a fare le "prove",  inquineranno il mare, come e' normale che sia in questo tipo di operazione, visto che trivellano monnezza e come gia' successo con Ombrina.

E poi, se tutto gli va bene, troverano petrolio a basso indice API, come e' stato con Ombrina, com'e' stato con Ortona, e gli servira' un desolforatore.

E cosi proporanno, visto che non hanno piu' il centro oli di Miglianico, di piazzarci una bella nave desolforatore a pochi chilometri dalla costa, con la bella fiammella, e in bella vista.

Stesso film di Ombrina, niente di piu, niente di meno.

Solo che ora si chiamano Petroceltic e prima si chiamavano Mediterranean Oil and Gas.

E come sempre, una volta arrivato un pozzo, ne arriveranno altri, e' inevitabile e le cartine parlano chiaro.

E la colpa e' certo di Corrado Passera, a cui importa solo far cassa, non importa sulla pelle di chi.

La colpa e' di Corrado Clini che fa il ministro dell'ambiente a tempo perso e senza veramente avere a cuore l'ambiente.

Ma non si puo'dimenticare che questo e' stato possibile grazie al silenzio assenso delle autorita' locali. Gianni Chiodi, Di Giuseppantonio, dovete essere Uomini e dire qualcosa.

Ma non a me, ma a chi vi ha votato, a quelli di Roma, alla Petroceltic, alla stampa inglese, a chi decide queste cose.

Potete essere dei leader veri, o almeno provarci, e non essere l'armata brancaleone?

La Catalogna d'Italia. Contrasteremo ogni forma di trivellazione. 
Ma quando mai. Erano solo balle.

Non che nessuno ci avesse mai creduto.

E i nostri senatori?

Fabrizio Di Stefano dov'e'?
Giovanni Legnini dov'e'?

Cosa fanno questi per l'Abruzzo?
Perche' in Sicilia hanno avuto il senatore D'Ali', che ha fatto ferro e fuoco contro le trivelle in mare e i nostri dormono?

E il popolo? Io, Fabrizia e tutti gli altri piu' di questo non possiamo fare.

Alla fine, le cose si fanno anche perche' il popolo non partecipa, non sente l'impellenza di agire e non sa che e' nel suo potere di fermare le cose.

Le osservazioni sono state mandate, era il 2009/2010. Sono sicura che si potrebbe opporsi ancora, in base alle leggi italiane, ed europee. Sono sicura che la mobilitazione e la pressione popolare portano a dei risultati. Basta solo guardare al Centro Oli e il suo diventare un tema politico al quale nessun candidato ha potuto sottrarsi.

Ma forse vedere le trivelle esplorative al largo di Ortona fara' bene agli abruzzesi, che si renderanno conto che la battaglia non e' finita, e non finira' mai e che l'ambiente e' solo un corollario della partecipazione democratica.

Trivellano - e fanno ogni altri tipo di oltraggio in questa nazione - perche' tu glielo permetti, con il tuo silenzio, con la tua apatia, con il tuo disinteresse quotidiano alla cosa pubblica.


I testi sono scaricabii qui e qui.

Monday, April 23, 2012

I nemici di Ortona - non votateli


Verranno a chiedervi il voto. Verranno a dire che loro porteranno benessere. Verranno a dire che loro sono il nuovo che avanza. Verranno a dire che erano atti dovuti. Verranno a dire che loro non lo sapevano. Verranno a dire che loro amano Ortona.

Sono tutte balle! 
Non votateli.

Non meritano Ortona, non meritano i vostri soldi.
Questa gente merita solo di andarsi a nascondere per la vergogna.


Franco Musa 
Paolo Cieri
Massimo Paolucci
Felice Talone
Rosalia Tucci
Nicola Pace
Remo Di Martino
Roberto Di Campli
Nicola Fratino
Alfonso Piccinnino



"Il voto di questi consiglieri ha trasformato i terreni del Centro Oli da agricoli a industriali.

Chi è realmente contro la petrolizzazione avrebbe impedito anche questo passaggio tecnico.

Queste persone sono a favore e/o complici: le chiacchiere se le porta il vento."

Parole sante.

Sunday, April 15, 2012

Elezioni Ortona 2012: Non votare Remo di Martino!


Fra un po ad Ortona si vota per il candidato sindaco.

Non sono residente ad Ortona, ma a quella citta' - nell'irriconoscenza generale della classe politica - ho dedicato anni della mia vita, da lontano e senza alcun tornaconto personale. Ancora adesso mi chiedo cosa sia scattato in me quel 15 Ottobre 2007 che ha cambiato la mia vita.

Credo pero' di poter dire che molto probabilmente senza di me, il centro oli sarebbe stato realta', considerato che a suo tempo erano tutti d'accordo, Caramanico, Fratino, Del Turco e che nessuno neanche sapeva cosa fosse l'idrogeno solforato.

E allora credo di poter dire la mia su queste elezioni.


Non votate Remo Di Martino.

Non votatelo.

Qualsiasi sia la vostra idea politica, qualsiasi sia il vostro passato, non votatelo.

Non se lo merita di portare a casa i quattrini pubblici.
Non se lo merita di portare a casa i vostri quattrini.
Non portera' niente di buono.

A quest'uomo, secondo me, non interessa niente di Ortona, dei suoi cittadini, della sua natura, altrimenti si sarebbe comportato diversamente in questi 5 anni.

Ha fatto qualcosa Remo Di Martino per fermare l'Amianto? il Petcoke? Ombrina Mare? Per promuovere il Parco della Costa Teatina? Non mi risulta.

E se il Centro Oli non si e' costruito, per ora almeno, io credo, non e' certo per merito suo. Anzi, se fosse stato per lui non si sarebbe mossa una mosca. Conservo ancora i suoi email del 2007 in cui mi diceva che era semplice allaccio di metano e che io "ero maleinformata".

Remo di Martino, se ci teneva ad Ortona, ma per davvero, avrebbe agito lui per primo, si sarebbe informato e se lo sarebbe fatto lui il giro d'Abruzzo, avrebbe lui dibattuto l'ENI, avrebbe lui convinto il suo collega Nicola Fratino ad abbandonare i folli progetti di morte per le vigne d'Abruzzo, invece di stare al rimpallo, aspettando di reagire a questa "creatura del web" che ha fatto quello che doveva fare lui.

Remo di Martino, se ci teneva ad Ortona, ma per davvero, avrebbe lui spiegato agli Ortonesi cosa e' una raffineria, cosa e' l'idrogeno solforato, cosa sara' l'Abruzzo petrolizzato.

Invece ha cambiato bandiera come cambia il vento. Prima dice si al petrolio, poi va sul trabocco a dire no. Prima vota per il ritorno del sito del Feudo a zona agricola e poi ci ripensa e lo trasforma in sito industriale.

E come potro' mai dimenticare lo spettacolo pietoso del gennaio 2010 in cui davanti a me, senza vergogna, va sul palco a dire che lui e' stato un paladino della lotta contro il Centro Oli?

E come potete dimenticarlo voi ortonesi, adesso che, di nuovo, si e' dimenticato del suo supposto eroismo anti-petrolifero e rivota il passaggio dell'area Feudo a zona industriale?

E' tutta una presa in giro, e lo sappiamo tutti, e non ci sono mezze parole.

Allora occorre avere il coraggio di dire: cambiamo, proviamo un altro, liberiamoci di questa zavorra.

A che ideale puo' essere fedele uno che oscilla cosi, senza sapere davvero in cosa crede? Uno che un giorno dice si e un altro dice no? Come potra' servire la collettivita' uno che non riesce a capire dove stare neanche su un tema cosi importante, cosi dibattuto?

E poi, il migliore indicatore del futuro e' il passato. In tutti questi anni Remo Di Martino ha avuto varie cariche comunali, provinciali in Abruzzo.

Chiedetevi: le vostre vite sono migliorate? E' migliorata Ortona? E' piu' bella? E' piu' ricca? Ci sono piu' turisti? E' piu' viva, ci sono piu' cose da fare? E' piu' salutare?

Ciascuno puo' rispondere a questa domanda come vuole, sapendo pero' che se lo si rivota, saranno altri 5 anni della stessa minestra.

Io non lo voterei.

Un ultima cosa: chissa' se Remo di Martino si ricorda quando mi scrisse che sarebbe venuto negli USA a dire ai miei studenti che io sono antidemocratica perche' ero contro le sue idee, e lui era stato eletto, e dunque rappresentava il popolo, e io no?

Beh, questa storia la racconto sempre, ovunque vado, a San Francisco, a Los Angeles, A Pechino, a New York a tutte le platee made in the USA a cui ho parlato della storia del petrolio d'Italia.

Ci facciamo sempre delle gran risate.

Questo blog e' scritto da un cittadino USA, su suolo USA, su server USA. In questo paese vige la liberta' di parola.

I am free.

Sunday, November 27, 2011

Fratino e Nervegna, il gatto e la volpe di Ortona





** I testi del progetto Buonefra sono qui e qui. Grazie a Fabrizia Arduini per la documentazione e a Mauro Vanni
per avermi aiutato nel capire gli intrecci Buonefra.
Qui quello che ho mandato io e che ciascuno puo' modificare come meglio crede.
La scadenza e' il 4 Dicembre**

Ci riprovano. Questa volta con il deposito di petcoke ad Ortona e sotto il logo Buonefra. Sono sempre gli stessi: i Fratelli Nervegna e il sindaco piu' amato d'Italia, Nicola Fratino assieme a suo fratello Sergio. Imprenditori di morte, con lo stoccaggio di petcoke - materiale tossico proveniente dalla monnezza petrolifera - da stoccare al mare di Ortona o fra i campi del Montepulciano.

Dei visionari, eh?

Il progetto e' una specie di scatola cinese, e non si capisce bene quale sia il loro vero intento. Ci sono capannoni gia' costruti al mare, ce ne sono altri che si vogliono costruire sia al mare che nei campi di contrada Tamarete.

I proprietari sono tutti collegati alla Buonefra ma non si capisce bene come tutti questi capannoni siano collegati ne' come si spartiscono o come trasportano la monnezza tossica in giro per Ortona.

Secondo me, spezzettano il loro progetto in baracche e baracchine per non essere troppo appariscenti. Cosi un po di monnezza di qua, un po di monnezza di la, e voila, tuttapposto.

E non si puo' dire che sia una cosa politica: a Tarquinia lo stesso PDL, il partito di Nicola Fratino, nelle parole dei consiglieri Silvano Olmi e di Marcello Maneschi si oppone all'ampliamento della centrale petcoke per questi motivi
:

"Non accettiamo progetti che possano nuocere alla salute della popolazione e che vadano contro la salvaguardia dell’ambiente."

Parola del PDL! Si vede che Olmi e Maneschi non gesticono societa' come la Buonefra nel tempo libero.

Del petcoke abbiamo parlato tante volte, ma come sempre, la gente dorme. Come ho detto gia', a me il deposito petcoke non me lo vengono a fare sotto casa, e nel mio lungomare ci stanno le palme soleggiate, i campi di beachvolley e le biciclette, non le baracche di petcoke.

Non volevo fare questo lavoro, perche' penso di avere gia' dato per Ortona, ma a Fabrizia non posso dire di no. Vorrei solo che il resto di Ortona si sentisse in dovere di fare qualcosa per il bene comune, per loro stessi alla fine.

Che senso ha salvarci dalle trivelle se poi ci mettiamo la monnezza tossica?

E tutti i candidati sindaci che hanno da dire? Gli piace il petcoke al mare? In contrada Tamarete?

Ortonesi: svegliatevi!

Gia' lo so che quando la gente vedra' le ruspe, gli verra' l'ansia e mi scriveranno implorandoli di aiutarli, come se io fossi Mandrake e come gia' successo quando hanno visto spuntare Ombrina Mare. Ma io non sono Mandrake, sono una persona sola, non ho poteri paranormali, con un lavoro e mille altri impegni. Occorre che ognuno faccia la sua parte.

Per ora ho mandato quello che e' in cima. Vedete voi.

Thursday, November 3, 2011

Il petrolio d'Abruzzo in Cina



Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli.
Vittorio Alfieri.


E cosi' il 6 e il 7 Novembre vado a raccontare la nostra storia del petrolio in Cina. Il primo talk in una libreria dove vengono invitati gli "intellettuali" a tenere presentazioni, chiamata Utopia e di cui parla anche l'Economist e l'altro presso l'Universita' di Pechino, la piu' importante della Cina.

Il volantino in alto e' stato preparato dagli studenti universitari di Pechino ed e' un collage di tutte le iniziative che abbiamo portato avanti in questi anni, per salvare l'Abruzzo dal petrolio. Tutte le locandine italiane dentro il poster cinese sono di Santa Fabrizia Arduini.

Il tutto e' stato organizzato dal Prof. Louis Tao, newyorkese trasferitosi a Pechino, e da sua moglie Prof. Wang Zhaohui, di Pechino. Quando hanno saputo che andavo per lavoro nella loro citta', sono stati entusiasti di sentire la nostra storia di come una comunita' riesca a lottare, tutti assieme, contro una multinazionale, e cosi' hanno organizzato questi due eventi.

L'annuncio, in cinese, e' qui.

Di solito non pubblicizzo queste cose per pudore, ma negli scorsi mesi sono stata invitata a parlarne anche a San Francisco, presso il Museo Italo-Americano, a Santa Monica College, alla mia Universita' e anche presso il Comune di Santa Monica. Ci sono anche altri inviti organizzandi a New York e pure ad Occupy LA. Non so se si concretizzeranno. Ma questa della Cina mi pareva davvero una cosa speciale, che deve renderci tutti orgogliosi, perche' l'abbiamo fatto tutti assieme.

La presentazione e' cosi' articolata:

1. 10-15 minuti sull'Abruzzo - gli faccio vedere i trabocchi, il parco nazionale della costa teatina, i vigneti, punta aderci, il mare, gli uliveti, la pasta de Cecco.

2. 5-10 minuti sull'ENI e l'Italia - i soldi che hanno, l'Italia che secondo le classifiche di transparency international e' corrotta 67, gli USA 22 e la Cina 33, per far capire quant'e' difficile spuntarla in un paese cosi, dove la stampa non e' veramente libera e dove gli inciuci e i conflitti di interessi sono strabilianti.

3. La nostra battaglia. Ci siamo dentro un po tutti - i vescovi, Armando Orsini, le manifestazioni, l'incontro ENI a Pescara, la MOG che va quasi in fallimento, la mollezza di Gianni Chiodi, Nicola Fratino, Remo di Martino, gli appalti Buonefra-ENI, la raffineria spacciata per frantoio, Ottaviano del Turco finito in carcere con il bottino nei sacchi di mele (ridono tutti), la pagina pubblicitaria sul Centro d'Abruzzo, il coinvolgimento delle scuole, gli inganni di Mario Rainone, le locandine ad imbroglio, la Forest Oil a Bomba, le proteste contro Mazzenga e Klein, le barzellette del parco ad isole di Mauro Febbo, le osservazioni, il ministero che ci da ragione su Ombrina Mare, il WWF, i filmati di Cupello, del ritorno di Attila, le lenzuola di Bomba contro la Forest Oil, Elsa2, Berlusconi che arriva in piazza a Pescara sulla scala a dire che l'Abruzzo e' piu' bello del Maine e che il centro oli non si costruira' (anche qui ridono tutti.)

E alla fine cerco anche di parlare un po' di altre realta' italiane - della Basilicata martoriata, di Venezia, della Sicilia. Restano tutti stupiti di fronte alla follia di trivellare Venezia. Non ci possono credere.

Quando la racconto la storia mi pare sempre un po' magico che siamo arrivati a fare cosi tanto, considerato da dove siamo partiti. Sopratutto e' magico poter dire che dopo 4-5 anni la MOG, la Petroceltic, l'ENI, la Forest Oil non siano riusciti ancora a trivellare da nessuna parte, nonostante tutti i loro quattrini.

E come ci siamo riusciti? Perche' non ci siamo arresi mai, e perche' la nostra tenacia e' stata piu' forte degli inganni di tutti gli speculatori venuti da Milano, dall'Irlanda, dall'UK o dagli USA. L'abbiamo voluto noi, piu' di loro e questo deve darci la voglia di continuare. L'ho gia' detto, questa battaglia e' per la vita, e avra' bisogno di tutti a vigilare a oltranza finche' resta petrolio sottoterra.

Permettetemi anche di dire che non c'e' niente di piu' soddisfacente per me dirlo a tutto il mondo della coppia Fratino-DiMartino e ricordare che all'inizio mi davano dell'antidemocratica perche' loro sono stati eletti e io no. Di Martino a un centro punto disse che sarebbe venuto negli USA a dire ai miei studenti che io ero un cattivo esempio di democrazia. Quando lo racconto, tutti ridono.

Infine, i ringraziamenti ai miei compagni di viaggio in questi anni: Fabrizia, Giosue', Marco, Assunta, Guido, Davide, Giusto, Alessandro, Ilaria, Sam, Mauro, Pasquale, Ludovica, Hermes, Gabriele, e tutti quelli che ho potuto ricordare. Ovviamente Danilo, Loretta e Filippo. E la mamma che non puo' mancare mai.

Ecco. La storia riguarda tutti noi, e spero che questa attenzione porti da un lato a che la gente conosca l'Abruzzo, lo visiti, se ne innamori, si dia da fare per salvarlo anche da lontano, e dall'altro che porti gli Abruzzesi ad essere ancora piu' combattivi, contro il petrolio e tutte le altre porcherie che ci vogliono affibbiare.

Di solito gli americani sono affascinati, e fra le cose che mi chiedono sempre c'e' la domanda: cosa posso fare per aiutare? chi finanzia tutto questo? Gente pratica, eh?

Vediamo che dicono in Cina. Per ora siamo quelli che hanno combattuto e vinto (si spera!) contro una multinazionale del petrolio.

Ai vari Mazzenga, Petri, Primavera, Klein, e a tutti gli altri avvoltoi dell'ultim'ora: vedete che via dovete fare perche' non avete ancora visto niente di cosa siamo capaci.

Non ci riuscirete a trivellarci, mettetevi il cuore in pace.

Thursday, October 6, 2011

Fratino: dal centro oli, all'amianto, al petcoke



**Cumulo di petcoke - ci sono circa 45 giorni per le osservazioni.**



Gli piace proprio la monnezza a questo sindaco!

Diverso tempo fa parlammo della questione petcoke ad Ortona. Il sindaco vuole costruire un impianto di monnezza petrolifera - accanto ad un deposito di cereali, e accanto ai vigneti - mmh sai che buono! - in contrada Tamarete, ad Ortona.

I testi sono qui e tutti attuali.



Nel testo in alto e' tutto chiarissimo perche' opporsi a questo scempio:

stoccaggio di petrolio, prodotti petroliferi, petrolchimici e chimici pericolosi, ai sensi della legge 29 maggio 1974, 256 con capacita' complessiva superiore a 1000 metri cubi.

E quali sono le caratteristiche di queste sostanze ai sensi della legge 29 maggio 1974?

Eccole, fra cui: cancerogeni, mutageni e teratogeni. Cioe' cancro, mutazioni
e difetti alla nascita. Evviva Ortona!

a) esplosivi

b) comburenti

c) facilmente infiammabili:

d) infiammabili;

e) tossici: che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono comportare rischi gravi, acuti o cronici, ed anche la morte;

f) nocivi: che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi di gravità limitata;

g) corrosivi: che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi un'azione distruttiva;

h) irritanti: che, pur non essendo corrosivi, possono produrre al contatto immediato, prolungato o ripetuto con la pelle e le mucose una reazione infiammatoria;

i) altamente infiammabili;

l) altamente tossici (o molto tossici): le sostanze ed i preparati che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono comportare rischi estremamente gravi, acuti o cronici, ed anche la morte;

m) pericolosi per l'ambiente:

n) cancerogeni: le sostanze ed i preparati che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono produrre il cancro o aumentarne la frequenza;

o) teratogeni;

p) mutageni.

Ad Ortona c'e' pure una costruenda discarica di amianto, una turbogas. Insomma, di tutto. Io non posso fare di piu' di quel che faccio. Se qualcuno volesse lavorare su questo tema - scrivendo testi base e raccogliendoli - saro' ben lieta di fare da supporto se lo si desidera.

Nicola Fratino ha da vergognarsi certo, ma tutto questo non sarebbe possibile senza la tacita approvazione degli ortonesi. Se abbiamo sconfitto il centro oli, si possono anche sconfiggere questi altri mostri fratiniani.

E se lo so io da oltre oceano, vuol dire che e' nel potere di tutti gli ortonesi di sapere. Non ci sono scusanti.

Il restare passivi e' uno stretto parente dell'essere complici.

Ovviamente ci vorrebbe molto piu' che osservazioni, ci vorrebbe lo scendere in piazza ad oltranza, ci vorrebbe lo sdegno assoluto per un sindaco di morte, ci vorrebbe la rabbia costruttiva. Ma questo lo lasciamo fare agli altri, per ora e' piu' facile ripostare su Facebook le parole di Steve Jobs senza davvero farne niente.

Wednesday, September 28, 2011

Senza parole - Ortona e Rocca San Giovanni



Iniziamo con le comiche del giorno.

1. Giovanni Enzo Di Rito, sindaco di Rocca San Giovanni

Rocca San Giovanni manda una circolare con cui premette che hanno sempre avuto la salvaguardia del territorio come "azione prioritaria", ma che

1. siccome l'istituzione di un parco di rango "Nazionale" portera' l'inevitabile introduzione di divieti generali e graduati non compatibili con un territorio fortemente antropizzato

(Sindaco: ma ci abitano 2300 persone a Rocca San Giovanni!)

2. considerato che "l'inevitabile costituzione" dell'Ente Parco creera' una struttura di cui non farebbero parte i sindaci

(Sindaco: ma e' un parco, non una prigione!)

3. considerato che si deve ridurre la spesa pubblica e considerato che il parco portera' ad aggravi burocratici per i cittadini

(Sindaco: Ma quali aggravi? Non credera' mica pure lei alla balla di
Febbo sui frantoi da abbattere?
Il parco portera' aria sana, qualche stop in piu' ai pozzi di petrolio
e alla cementificazione selvaggia!
E guardi, ci sono mille altri modi per ridurre la spesa pubblica.
Togliamo le province.
Qualcuno ha ancora da spiegarmi che lavoro fanno Remo di Martino e Eugenio Caporella, assessori provinciali, che nessuno vede e sente mai!)



4. dato atto che il parco non e' pienamente condiviso dalla popolazione locale e da tutti i comuni,

(Sindaco: ma che dice - se vuole fare la conta, i comuni favorevoli sono DI GRAN LUNGA piu' popolosi degli altri che non lo vogliono.
E poi chi non lo vuole sono solo gli speculatori edilizi!)


dichiara di non volere il parco di rango "Nazionale" ma invece si tiene la pista ciclabile, e il "brand" della Costa teatina.

Traduzione in italiano semplice: vogliamo chiamarla costa teatina, vogliamo la pista cilcabile cosi le villette e le palazzine si vendono meglio!!


2. Nicola Fratino, sindaco di Ortona:

Nicola Fratino invece sul Parco legge la delibera, e senza vergogna esprime parere non favorevole alla perimetrazione del Parco della Costa Teatina. Perche'?

Perche' mancano articoli "scientifici" e quindi Ortona non puo' fare niente e quindi esprime parere negativo!!

Ma come, per il Centro Oli approvo' tutto in un batter d'occhio senza chiedere niente a nessuno e adesso, ci vuole uno studio scientifico! E perche' non l'hai fatto fare 10, 5, 2 anni fa questo studio scientifico caro sindaco? Roba da matti - il Parco non tira fuori idrogeno solforato, il Centro Oli si!

VI PREGO NON VOTATELO PIU' IN NESSUNA CAPACITA'!



Notizie buone invece: Vasto ha perimetrato, e si aggiunge a Fossacesia, Casalbordino, San Salvo.

Latitano San Vito Chietino e Torino Di Sangro.

Cupello, Lanciano, Frisa, Paglieta, Atessa, Mozzagrogna, vogliono entrarci pure loro dentro questo parco.

Caro Fratino, caro Di Rito. Il parco si fara' con o senza di voi. E se siete persone di coerenza (ma non ci credo piu'!) quando arrivera' dovete non prendere nemmeno una lira di quei soldi e ricordarvi di queste vergognose delibere.

E la gente? Perche' gli Ortonesi ancora non si ribellano? Mistero.

Wednesday, June 15, 2011

Nicola Fratino e la coscienza

Mi arriva questo email a cui ho tolto nomi e riferimenti personali.

Io non posso fare tutto, e come detto mille volte, e' veramente triste che non ci siano interlocutori politici degni di questo nome ad Ortona, e che la gente debba continuamente arrangiarsi da se.

Ma il sindaco Nicola Fratino come ci si va a mettere a letto alla sera? Non si vergogna? Ma perche' questa robaccia non va a depositarla a casa sua? Vicino alle stanze da letto dei suoi figli? Ma perche' gli Ortonesi non aprono una campagna per deporlo?

Dopo il "Centro oli" e i proposti veleni in mezzo alle vigne, dopo il "Petcoke" e lo stoccaggio di monnezza petrolifera a cielo aperto, pare che ora il sindaco piu' amato d'Italia voglia passare al "Combustibile derivato dai rifiuti" in mezzo alle case e alle vigne, che altro non e' se non il bruciare le eco-balle.

Non oso immaginare cosa ci sia dentro quello eco-balle, dato il nome vagamente campano, e dopo che anche le biomasse del riso Scotti sono finite sotto il sospetto di monnezza tossica.

Il presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio ha qualcosa da dire? Remo Di Martino, ortonese, ha qualcosa da dire o e' troppo impegnato a inseguire San Tommaso?

La ditta che vuole fare tutto questo e' la Tamarete Energia, con il silenzio-assenso del sindaco della citta'. La Tamarete e' controllata da:

Hera S.p.A. 32,00%
BKW ITALIA S.p.A. 48,00%
Odoardo Zecca S.r.l. 20,00%

Quelli della Odoardo Zecca vivono a Pescara, lontano dalle ciminiere di morte, dalle ecoballe e dai rifiuti tossici. Sui loro siti internet mettono eleganti foto del teatro Odeon di Ortona, di pannelli solari e di cieli blu. Ai cittadini di Tamarete gli daranno l'immondizia e il petcoke invece.

Altre informazioni sul blog di Mauro Vanni.

Vorrei avercela la bacchetta magica, ma non ce l'ho.

Ciao Maria Rita

spero che ti ricordi di me. Ti avevo spiegato la situazione difficilissima che si sta verificando
qui ad Ortona. Il nostro comitato sta lottando strenuamente per far conoscere non solo agli ortonesi ma a tutto l'Abruzzo, l'Italia e il mondo quanto di mostruoso sta avvenendo nella nostra terra.

Il Tutto nel silenzio più assoluto del sindaco, dell'opposizione e di tutte le istituzioni preposte. Abbiamo appena scoperto che una delle società che partecipano la Tamarete Energia, quella della Turbogas, al 32%, è la Holding Hera, la più grossa società italiana che gestisce rifiuti.

Possiede 7 termovalorizzatori in Emilia Romagna, decine di discariche, tratta e smaltisce rifiuti pericolosi e non pericolosi, ha impianti di compostaggio ecc. ecc..Qui ad Ortona già si vocifera che Fratino, oltre al pet coke, stoccherà cdr e altre porcherie dentro i capannoni,
di cui ti manderò le foto.

Ti invio tanti documenti, anche video, per metterti bene a conoscenza della situazione. Spero che ne prenderai visione. Faccio questo nella speranza che ci aiuterai ad informare la gente di quello che sta
accadendo in questo bellissimo e sfortunato angolo d'Abruzzo.

Ti prego non dimenticarti di noi. Aiutaci.
Grazie
Un caro saluto










Friday, December 3, 2010

Tommaso Cieri, beata ignoranza


I dati incofutabili sono che il nostro
territorio e' legato al settore petrolchimico


Tommaso Cieri
patriota

Inizio ad avere una sorta di repulsione per Ortona e per i suoi ammistratori.

In tutti questi anni - andiamo per quattro - tutto l'Abruzzo e' venuto a conoscenza dei piani ENI del Centro Oli, tutto l'Abruzzo si e' scandalizzato.

Ne hanno parlato pure la BBC e la RAI, svergognando Nicola Fratino, in affari con ENI e MOG, il suo compare Remo di Martino, e tutta la molle giunta cittadina, incluso Tommaso Cieri, l'attuale presidente del consiglio comunale e presidente dell'osservatorio sul lavoro.

La cosa interessante e' che mentre Nicola Fratino non puo' negare l'innegabile, Remo di Martino ha cercato, e cerca tuttora di ridipingersi la coscienza di bianco. A Gennaio nella sala Eden disse infatti di essere sempre stato contrario al centro oli e di essere stato addirituttura a capo del gruppo di sindaci che dai trabocchi dichiaro' la propria opposizione al Centro Oli e all'Abruzzo petrolifero.

Sara'. Io ho ancora tutti gli email in cui diceva il contrario. Ma erano solo tutte chiacchere, infatti ne lui, ne nessun altro della giunta di maggioranza ortonese, hanno fatto niente nel concreto per salvare la citta' dagli avvoltoi del petrolio, e non hanno mosso ciglio in questi mesi di propaganda da parte dei petrolieri.

Ortona e' stata l'unica citta' a non sottoscrivere la pagina pubblicitaria di Agosto. Ci hanno partecipato 33 comuni, e tre provincie. Ortona no.

Adesso Confindustria salta fuori con numeri magici.

La Petroceltic e la Forest daranno addirittura 1200 posti lavoro! Ma dove si e' mai visto? Ma se la Petroceltic non ha neppure 1200 addetti se stessa, ora li vengono a dare ad Ortona?

I dati incofutabili sono che il nostro territorio e' legato al settore petrolchimico perche' ci sono le risorse e che durante la riunione ci sono stati degli imprenditori che intendono investire.

Parole di Tommaso Cieri - Ma solo un ignorante puo' credergli!

Ci sono le risorse? Ma se quella e' melma che fara' solo arricchire petrolieri e non certo la gente.

I dati inconfutabili, caro Cieri, sono che il petrolio porta il cancro. I dati incofutabili sono che l'agricoltura e' incompatibile con il petrolio. I dati inconfutabili sono che in Basilicata il petrolio ha portato solo morte e distruzione.

Tommaso Cieri, questa propaganda la vada a raccontare a qualcun altro, e poi si vergogni. Magari difendere i contadini? Magari ricordare che li ci sono migliaia di famiglie che vivono di agricoltura?

Che schifo, che ignoranza.

E poi, come sempre, Enrico di Giuseppantonio tace, tace Gianni Chiodi, tace la chiesa Ortonese, tace la societa' civile Ortonese. Tace Remo di Martino, che ora fa l'assessore al turismo, tappezzando il chietino con insegne per la via di Gerusalemme.

Ma come a Gennaio non era contrario all'Abruzzo petrolifero? E adesso? Piu' facile star zitti e cercare Gerusalemme, eh?

E la gente? La gente e' come imbambolata, come se stessero a guardare una partita di calcio, magari fanno il tifo per me e pensano che io segnero' i gol per loro. Ma a me la vita non cambia, Centro Oli o non Centro Oli, Forest Oil o Petroceltic che siano.

La vostra si.

Sta a voi Ortonesi scrivere, protestare, andare a Cieri e dirgli di farselo in casa sua il pozzo di petrolio, scendere in strada, scrivere alla stampa, aprire blog, chiedergli cosa ha fatto Cieri finora per il lavoro ad Ortona, a parte appoggiare venditori di fumo e di morte, cheidere a Di Martino di prendere posizioni, e EDG di prendere posizioni pubbliche una volta per tutte.

La democrazia vera e' un altra cosa.

A volte credo che Ortona, l'Abruzzo, l'Italia meritino tutto quello che hanno.

Tuesday, August 31, 2010

Ortona e la monnezza petrolifera


** Prepariamoci ad un altro round di osservazioni veloci su questo progetto. Un testo e' qui. E l'altro e' qui. Certe volte mi chiedo se gli ortonesi se lo meritino davvero. **

Questa fa paura e ribrezzo. Dopo l'impianto Eco-petrol di Lucio Petrocco a Civitacquana eccone un altro, ad Ortona, proposto dalla ditta Nervegna Autotrasporti.

Quello che vogliono fare e':

Stoccaggio di petrolio, prodotti petroliferi, petrolchimici e chimici pericolosi, ai sensi della legge 29 maggio 1974, n. 256, e successive modificazioni, con capacità complessiva superiore a 1.000 m3.

Trattasi del coke di petrolio - un prodotto di scarto del petrolio. La prima cosa che dicono e' che non vogliono sottostare alla VIA perche' stoccheranno meno di 40,000 metri cubi di questa robaccia. Dall'altra parte invece vogliono stoccare cereali, soia e sale. Cioe' da un lato monnezza petrolifera - pericolsi e speciali - dall'altro cereali. Chissa come saranno buoni quei cereali!

Dicono proprio cosi, come se fosse la cosa piu normale del mondo trattare cereali e coke assieme:

La Società F.lli Nervegna Autotrasporti S.r.l. al fine di migliorare la gestione della propria attività e dei servizi offerti in ambito portuale, intende realizzare un deposito di cereali, farine di soia, coke di petrolio, carbone, materiali inerti, sale e argille. Il deposito sarà finalizzato allo stoccaggio delle merci movimentate nell’ambito della attività portuale.

Dicono pero' che eviteranno "stoccaggi promiscui".

L'impianto dovrebbe sorgere in contrada Tamarete. Il coke sara' stoccato a

CIELO APERTO SU SPAZIO DI 100 metri per 30 metri.

Pero' siamo tutti tranquilli perche' ci fanno pure la stradina per gli eventuali mezzi di soccorso e/o antiincendio. Se scoppia qualcosa abbiamo la strada, come la corsia d'emergenza.

Se ci saranno acque contaminate dopo le pioggie, non bisogna avere paura perche' tutto verra' mandato in un altra vasca dis-oleatrice, disegnata per i primi 4 millimetri di pioggia.

E se piove di piu'? Beh, verra' tutto deviato - non si sa come - presso un altro pozzetto e mescolato alle acque "bianche" usate per poi per spegnere gli incendi, oppure mandate alla rete fognaria per la depurazione. Siccome i depuratori funzionano bene in Abruzzo e' tutto perfetto.

Non oso immaginare lo schifo.


I clienti petrolieri sono l'ENI, la Edison Gas, la Maersk, la Halliburton, la Schlumberger.
Tutti noti ormai a noi Abruzzesi. La Schlumberger e' una ditta che usa materiale radioattivo per trivellare, la Maersk costruisce centri-oli a mare che scoppiano, la Halliburton, beh, era controllata da Dick Cheney, grazie al quale dobbiamo la guerra in Iraq.

I lavoratori-operai previsti dai Nervegna "non piu di cinque" dovranno fare tutti i corsi per sapere come fare in caso di incidenti, scoppi, evacuazioni.

L'idea e' questa: tengono la robaccia sul porto per un po, poi la trasferiscono con camion
(notare che il proponente e' l'azienza autotrasporti Nervegna!) nei campi di Tamarete. Oltre a lui ci si avvallera' della collaborazione della Buonefra, della Fratino.com, della Setra, dell'Ecotec e di Ortona Ambiente.

Ma cosa c'e' dentro il coke?

Siccome e' la monnezza petrolifera, ci sono dentro arsenico, vanadio, bario, cobalto, cadmio, cromo, mercurio, zolfo e piombo. Ci sono dentro idrocarburi policiclici aromatici, fra cui benzene. Si sprigionano vapori di diossido di zolfo (che puzza e fa venire le pioggie acide). Infine, siccome e' tutto a cielo aperto sicuramente si sprigioneranno particelle fini e polveri tossiche che finiranno dritte nei polmoni della gente. Molta di questa roba e' cancerogena.
Un bell'elisir di vita.

Insomma, vogliono stoccare a cielo aperto roba tossica!

Interessante che dicano che vogliono partire con 18 mila metri cubi di monnezza, per un totale di 75 mila tonnellate l'anno di pet-coke. A 40 mila scatta la VIA. Loro quindi fanno questa richiestina-ina al comune per soli 18 mila metri cubi, evitano la VIA, e poi magari avranno il via libera per fare quel che vogliono, anche ingrandirsi.

E' uno schifo.

La cosa che mi fa piangere, o ridere, e' che quando si leggono i progetti dei petrolieri, dicono sempre che la monnezza tossica sara' smaltita in "appositi impianti". Beh, eccoli qui gli appositi impianti. Sulla nostra riva, nei nostri campi, assieme ai cereali.

E' la stessa cosa del centro oli, del centro oli a mare, delle raffinerie. Questi vengono, e trattano la nostra costa come un repositorio di immondizia di vario genere.

A chi giova tutto questo?

Cosa c'ha da guadagnarci Ortona con un deposito di Coke? Chi controllera' che la monnezza che arrivi sia veramente Coke e non roba radioattiva? Roba cancerogena? Roba diversa da quel che dovrebbe essere? Chi si assicurera' che non ci sara' confusione fra coke e cereali?

Come si fa a conciliare tutto questo con il fattoche la vicino ci sono le vigne della Cantina Tollo, la cantina migliore d'Europa?

Thursday, August 5, 2010

I Saraceni di Ortona

Non si possono contrastare le leggi della fisica e della biologia. Porcherie metti nel tuo ambiente e porcherie ti ritornano indietro. Non c'e' scampo.

Mi scrive Nicola, che mi racconta le sue avventure al mare 'I Saraceni' di Ortona, dove andavo anche io da bambina. Oggi a destra del molo c'e' la spiaggia dei bagnanti. A sinistra quella delle navi, del porto, e del sindaco Fratino.com, chiusa alla balneazione.

Mia madre, dopo la guerra e prima del porto e fino agli anni sessanta, faceva il bagno sia a destra che a sinistra. Io ho potuto farlo solo a destra. E quelli che verranno dopo chissa pure se potranno farlo del tutto il bagno.

Ecco cosa dice Nicola.

... attenta a dove vai al mare. Sono andato ieri al mare Saraceni ad Ortona e non ci tornerò più. Mi sono rimescolato nel gasolio, pensa che addirittura dopo essermi asciugato e rivestito, mi vado a sciacquare le mani sporche di sabbia, e le mani si sono unte. Questo è il progresso industriale, navi che arrivano al porto e lavano le cisterne in mare ...

Io non lo so se davvero il liquame di Nicola sia gasolio delle navi, so solo che la Confindustria proclama che il 70% dell'attivita' del porto di Ortona e' collegata all'industria del petrolio e del gas, che e' pratica comune che le navi lancino robaccia dalle loro cisterne in mare, e che e' un dato di fatto che la spiaggia dei Saraceni non e' piu' la stessa di prima.

Tuesday, June 9, 2009

L'Italia come l'Algeria


Non e' solo il nostro primo ministro a dire che Roma e Milano assomigliano sempre piu' a citta' africane. Anche la Petroceltic, ditta petrolifera irlandese in data 3 giugno 2009 ci ha messo nella stessa casella dell'Algeria. Come infatti riporta L'African Buisness News il capo della Petroceltic, tale Andrew Bostock dichiara:

"I am pleased to be able to report that all of the resolutions at today's AGM have been approved, including the recently announced share placing, which will now proceed to completion. Petroceltic has raised aggregate gross proceeds of £27.5 million from this placing and is now well funded for active programs in both Algeria and Italy throughout 2009 and 2010. These programs will appraise the extent of discoveries already made in both areas and also extend our operations into new exploration prospects. We are optimistic that this program will start to unlock the value which we believe exists in our portfolio.

Funding from the placing has also enabled the Company to accelerate the Italian exploration and appraisal program. We are now preparing for the drilling of up to three wells on our Italian acreage during 2009/10."

Cioe' e' stato tutto liscio avere permessi, in Algeria come in Italia. Uguale. Dicono di avere sufficienti soldi per trivellare durante il 2009 e il 2010 e che addirittura vogliono accelerare i tempi per le trivelle italiane.

Nessuno ricorda che in Algeria ci sono i deserti, mentre in Abruzzo c'e' il mare, l'uva e la vita delle persone. Forse non lo ricordano nemmeno gli italiani.

Nel silenzio generale dunque, Ortona, l'Abruzzo, lo sciapito Gianni Chiodi, il prepotente Mauro Febbo, la muta Daniela Stati e in generale il popolo intero d'Italia regala la sua spiaggia, il suo mare, la sua pesca, la sua terra ad un gruppo di irlandesi.

Si sente solo il fruscio delle banconote del sindaco di Ortona, Nicola Fratino che già conta i soldi per il trasporto del petrolio tramite il suo porto dai colori psichedelici. Che schifo.

Un motivo ci sarà pure se l´Italia lentamente declina - turisticamente, culturalmente, economicamente, politicamente e secondo me la base di tutto sta in questo orrendo non curarsi del bene comune. In questa idea che se penso al mio orticello, andra' tutto bene. In questa rassegnazione che tanto io che ci posso fare. In questo piegarsi la schiena tutti i giorni e pensare che solo i matti possono urlare la verita'. In questo lasciare che tanto ci pensera' un altro a far qualcosa.

In California e' dal 1969 che non si azzardano a mettere più trivelle nel mare. L'anno scorso negli USA si parlava di diminuire le distanze trivellabili dalle coste, da 160km ad 80km. Ci fu la rivolta di governatori e popolo - se ne parlo' per settimane. Il governatore Schwarzenegger disse che non se ne parlava nemmeno in California, e con lui quello del Maine, della Florida, dell'Oregon. Alzarono la voce, e non da politici di questo o di quel partito, ma da governatori interessati al bene del proprio popolo. Io non ho dovuto far nulla, perche' ci ha pensato chi di dovere.

Tutto questo fracasso per portare il limite ad 80 chilometri. In Italia non esiste nessun limite e non gliene importa niente a nessuno se gli vengono a mettere le trivelle sotto il naso. Ma proprio niente.

La TV italiana, se uno la guarda agli orari giusti, continua a mostrare storie di morte e di distruzione, per colpa della Camorra, della Mafia, del terremoto, delle regole inesistenti sul trasporto su strada, qualche volta dell'ENI. Ma per una volta che le tragedie potrebbero essere PREVENUTE, in Abruzzo come in Sicilia, il silenzio piu totale.

Ci piacciono i morti gia' morti.

Ma poi, ognuno ha quel che si merita e ciascuno e' artefice della propria fortuna, compresi i popoli. Come posso pensare che ci si indigni per trivelle in mare, quando non ci si indigna che la Mafia e' la prima azienda del paese?

Questa storia del petrolio in Abruzzo si e' snodata esattamente allo stesso modo in cui tutto si snoda in Italia: con pochissime persone disposte davvero a lottare con intelligenza, senza distogliere lo sguardo dall'obiettivo vero e senza volerne approfittarne - politicamente o economicamente.

Dove sono gli altri accademici? Dove sono i ricchi d'Abruzzo? Dov'e' Mr Pasta De Cecco? Dov'e' la gente che spontaneamente si riversa nelle piazze? Dove sono i politici? Davvero si crede alle parole di Chiodi? E ricordo che sono parole, e non fatti, quelli sono inesistenti.

Il primo gennaio 2010 e' sempre piu' vicino. Da allora i petrolieri potranno fare cio' che vogliono alla nostra terra. Si vede che agli abruzzesi gli sta bene cosi'.

Ma come già so dal primo giorno di questa storia, tutto ciò non scalfisce di un millimetro la mia vita personale. Alla fine dei conti, non sono io che devo andare al mare ad Ortona, a Vasto, a Pineto. Non sono io che dovrò portare i miei bambini a giocare all'ombra delle piattaforme, fra il cemento e circondata da spiagge che scompaiono a San Vito, a Pescara, a Montesilvano.

Malibu e' molto più vicina.

Friday, April 24, 2009

E' sera, sono stanca


Ho appena finito di leggere il post di ApocalisseItalia sul fatto che la Buonefra (ditta abruzzese di cui fa parte il sindaco di Ortona, l'eloquente Nicola Fratino) ha ricevuto ben 300,000 euro dall'ENI dopo averne gia' preso 800,000 un anno fa per "Esplorazione ed estrazione di gas e di petrolio".

Piu' chiaro di cosi si muore. L'Abruzzo petrolizzato va avanti, a partire da Ortona e alla faccia degli Abruzzesi che nemmeno lo sanno, o che anestetizzati, credono alla propaganda di Chiodi che dice che il centro oli non si fa. E' molto comodo crederci e tornare alla vita di tutti i giorni. E' facile lasciare che a vigilare, a denunciare, a scrivere, a fare, siano gli altri, e pensare che "tanto l'ha detto Berlusconi, tanto l'ha detto Chiodi", mentre intanto dietro le quinte i programmi petroliferi vanno avanti a gonfie vele. Beata ignoranza.

1,100,000 euro. Che ci faranno? Buchi nel mare, nella terra, oleodotti? Magari anche le basi della raffineria di Ortona, aspettando il primo gennaio 2010, o i risultati della anticostuzionalita' del mangia-pane-a-tradimento Daniele Toto? O magari la raffineria la Buonefra la costruisce a Piana di Navelli, a Teramo. Chi lo sa.

Ma gli Abruzzesi di buona volonta' dove sono? Non sarebbe forse un nostro diritto sapere che ci deve fare l'ENI con queste oeprazioni sul NOSTRO territorio? E il giornalismo d'inchiesta dov'e'? E la stampa? E la provincia? E la regione? Perche' queste notizie devono partire da bloggers d'oltreoceano che lo fanno per volontariato? Quanta amarezza.

Dovrei sentirmi felice di vivere cosi lontano, e di non vedere la tragedia annunciata che si sta per spiegare davanti ai miei occhi. Dopotutto ho vissuto in Abruzzo solo 10 anni, ed e' ormai piu' il tempo che ho trascorso negli USA che laggiu'. Sarebbe cosi facile metterci una pietra sopra e dire: ho dato tutto quello che potevo, ora basta.

Piu' in generale sarebbe molto piu facile dimenticarsi dell'Italia, e maledire un paese che lascia la Mafia essere la prima azienda della nazione, che lascia ai costruttori di fare case di pastafrolla in zone supersismiche, dove la liberta di stampa e' allo stesso livello del Burundi, dove Gabriella Carlucci si permette di insultare uno dei fisici piu' rispettati in ambito internazionale, e dove la quasi interezza della classe poltica e' fatta di gente corrotta, stupida, piccola, provinciale.

Come mi piacerebbe pensare pure a me che tanto ci pensera' qualcun'altro, o che il petrolio ci fara' bene.

Il mio angolo del pianeta non e' perfetto, ma qui come cittadino conto qualcosa, la mia voce, e quella di tutti, ha un peso, un significato. Qui si discute, si parla con la gente, la si ascolta. Un mese fa mi hanno invitata ad un incontro per parlare di come vogliamo la Los Angeles del 2030! Piccole riunioni di quartiere per parlare di reciclaggio, compostaggio, rifiuti zero, come piantare gli alberi, disposizione dei pannelli solari e cose di questo tipo. Questa e' una citta' di 10 milioni di persone e ci chiedevano a uno a uno che vogliamo fra 20 anni!

Non riesco ad accettare che in Italia la democrazia debba essere soltanto una parola vuota. Non lo accetto, non e' giusto, non va bene, e non per me, che sono grande e vaccinata, ma per un ideale piu' grande di me: il bene comune del proprio popolo, della propria terra, delle generazioni future.

Che Abruzzo lasciamo ai nostri figli? Cosa gli insegnamo? Che 800,000 euro sono piu' importanti della volonta' e del benessere della propria gente? Che basta farsi i fatti propri perche' tanto il sistema e' tutto marcio? Non sapete che tristezza quando andavo nelle scuole e qualche ragazzo di 16, 17 anni mi diceva "si sa' che le cose vanno cosi, e non ci possiamo fare niente". A 16 anni si erano gia' arresi. Anche io mi sento impotente adesso, ma domani mi inventero' qualcosa.

Per motivi che non so spiegami, mi pare di non avere scelta che continuare fino alla fine, che io lo voglia o no. Mi dispiace solo che questo fuoco nelle vene io non possa darlo agli altri Abruzzesi. Io non conto niente, ma se fossimo un milione di Abruzzesi, a scrviere, a protestare, a rompere le scatole, e chi ci ferma?

Ma il sentimento piu' profondo che provo e' il disgusto pietoso per Nicola Fratino, Gianni Chiodi, Daniela Stati, Mauro Febbo, Ottaviano del Turco, Franco Caramanico e tutti gli altri amministratori che non hanno saputo o voluto far nulla. Possono raccontare tutte le balle di questo mondo a tutti quelli che vogliono, ma io so che la responsabilita' e' loro, per ignavia o ignoranza non e' importante, ed e' questo sapere che mi fa sentire libera, pulita e forte per il domani.

Fonti: e-gazzette, dgmarket1 , dgmarket2

Wednesday, March 25, 2009

Petrolieri all'assalto


Mentre Chiodi continua a parlare a vanvera, i petrolieri continuano ad avanzare imperterriti.
Continuano a divorarsi quanto di piu' bello abbiamo: campi, mari, ricordi e innocenza. Il tutto nel silenzio generale della stampa, della comunita' nazionale, degli Abruzzesi stessi.

E' arrivato il tempo della ribellione.

Mi arrivano infatti nuove segnalazioni dagli impreterriti Giosue' e Lorenzo, e dagli amici di Impronte e del Comitato Natura Verde che hanno tutti scovato notizie di petrolieri che affilano le armi per venire in Abruzzo.

Questi non si fermano, nonostante le chiacchere inutili dell'altrettanto inutile goverantore Chiodi.

Nel suo sito, l'ENI continua a dire che Miglianico sara' produttivo entro il 2009. Infatti hanno distrutto le vigne.

La Mediterranean Oil and Gas nel report di fine anno per il 2008, annuncia che presto trivella' commercialmente Ombrina mare, a pochi chilometri dall'Acquabella di Ortona. L'Acquabella e' un mare pristino, pulito, sano. Questa gente si portera' via uno dei nostri mari piu' belli. Dicono di sperare che i permessi ministeriali arrivino presto. Considerata la stoltezza dei nostri politici, dalla Prestigiacomo alla Stati, da Berlusconi a Chiodi credo che glieli regaleranno quei permessi.

Nella lettera di fine anno ai propri investitori, Mr. Micheal Bonte-Friedheim, il capo della MOG, che ha uffici ad Ortona nello stesso palazzo del sindaco Fratino, scrive ai propri investitori:

"Dear Shareholder, the succesful appraisal of Ombrina Mare was a giant stride forward in the Company's aspiration to become a medium size oil and gas producer in the central Mediterraneran area. Due to its size, the Ombrina Mare field now dominates the Company's assets and focus. The Comnpany will continue to advance its full portfolio of assets but our focus will necessarily be directed towards maximizing the value form Ombrina Mare. "

E cioe' vogliono usare il nostro mare per diventare una compagnia petrolfiera piu' grande di quel che sono, e punteranno tutto su Ortona. Questo vorra dire petrolfiere, zozzerie, incidenti, vista mare petrolizzata. Benefici agli abruzzesi: zero. Grazie Fratino! Grazie Chiodi! Uno schifo.

Mi associo con tutto il cuore alle parole del comunicato stampa di Impronte e del Comitato Natura Verde:

I test effettuati dalla Mog hanno confermato che il petrolio che verrà estratto da “Ombrina Mare 2” sarà una fanghiglia altamente corrosiva contenente zolfo, che non potrà essere trasportata. Avrà quindi bisogno di un processo di prima raffinazione in loco, chiamata desulfurizzazione, che comporterà l’emissione di idrogeno solforato che arriverà facilmente sulla costa, insieme al petrolio normalmente disperso in mare nella fase di imbarco sulle petroliere.

Avremo così un nuovo Centro Oli, questa volta non ad Ortona bensì in mare aperto.
Continuando ad osservare la cartina delle operazioni della Mog 2009–2011 tutti, anche i tour-operator, possono vedere chiaramente la sorte riservata alla nostra Regione: a questo punto non ci sarebbe da stupirsi, se, come afferma il nostro assessore regionale all’agricoltura, si dovessero verificare “disdette turistiche dall’estero e segnali negativi dell’export Abruzzese”. Purtroppo non si tratta di ingiustificato allarmismo ma di un “già visto” in diverse altre realtà territoriali.

Eppure, malgrado la gravità dei fatti che abbiamo esposto, non avvertiamo una diffusa e profonda consapevolezza dei rischi, non soltanto ambientali ma anche economici, a cui il “sistema Abruzzo” sta andando incontro.

Avvisiamo ancora una volta che la trasformazione della nostra Regione in Regione petrolifera graverebbe come un macigno sulla coscienza di tutti ed è dovere di tutti lavorare per scongiurare una catastrofe ambientale la cui eredità condizionerebbe la vita delle presenti e future generazioni di Abruzzesi.

Per questo chiediamo a tutti coloro che siedono a Palazzo dell’Emiciclo di varare al più presto un Piano Energetico Regionale che punti con decisione sulle energie rinnovabili e al Presidente Chiodi di opporsi con forza all’avanzata del petrolio così come altri suoi colleghi (es.: Galan) ebbero il coraggio di fare contro le trivellazioni nell’Alto Adriatico.

Prima che sia troppo tardi.


Lettori di questo blog. E' il tempo di scendere in massa in piazza. Io sono in Europa verso la meta' di maggio. Proviamo ad organizzarci tutti per il 16 o il 23 maggio, sabato ore 11 a Pescara? Che ne pensate? Ecco, visto che c'e' questa quasi paura di proporre una data, lo faccio io. Manca un mese e mezzo, dobbiamo esserci tutti.

Il tempo e' finito.

Wednesday, March 18, 2009

Federparchi o federpetrolio?


Gianfranco Giuliante e' il presidente (?) del Parco Nazionale della Majella. E' anche stato appena eletto all'unanimita' come vicepresidente nazionale di Federparchi.

Questo e' quello che Patrizio Schiappa, il segretario regionale di Ambiente e Vita (mai sentiti nominare!) dice di lui a Prima da Noi. Secondo Schiappa l'elezione di Giuliante rappresenta:

"il riconoscimento più evidente dell’eccellente lavoro svolto da Giuliante sia come dirigente apicale di “Ambiente e/è Vita” sia come Presidente del Parco Nazionale della Majella".

Notare l'uso di parole arzigorose e auliche. Un dirigente apicale mi fa pensare al lavoro diuturno del buon vecchio Remo Di Martino. Comunque, Schiazza continua dicendo che l'attivita' di Giuliante e' da sempre

"caratterizzata per l’attenzione rivolta ai criteri di gestione e salvaguardia delle aree protette."

Ah si? E dov'e' Giuliante nella lotta all'Abruzzo petrolizzato? E dov'e' la Federparchi, Ambiente e Vita, o Mr. Patrizio Schiazza a sporcarsi le mani con il popolo? Qualcuno li ha mai visti? Qualcuno li ha mai sentiti? Dov'e' e' l'attenzione di Giulinate per quella meta' d'Abruzzo che rischia di essere ingoiata dal petrolio? Ha mai aperto bocca per promuovere la salvezza della costa teatina? Per farsi promotore dell'instaurazione, perimetrazione sia di quel parco che di quello marino, a Cerrano, vicino a Pineto?

Ma lo sa Giuliante che la Shell sta cercando di andare a trivellare LettoManoppello? Lo sa che molti permessi estrattivi ricadono anche dentro il parco Nazionale della Majella? C'e' mai stato lui in Baslicata dove i pozzidi petrolio hanno inquinato le falde acquifere del Parco Nazionale della Val D'Agri?

Cosa fa Federparchi oltre alle belle parole e all'autocelebrazione di quanto siamo bravi e belli?

Ma Giuliante sa benissimo cosa fa: tace perche' non gliene importa un fico secco della natura e dell'Abruzzo. La poltrona e' l'unico ambiente che ama. In questa intervista infatti dice:

"Bisogna fare una scelta intelligente - che non soffra di un pregiudizio "ecologico" - e non si deve negare la necessità che i "pozzetti" vadano messi da qualche parte per poter vivere e lavorare tutti quanti".


Questo qui non sa cosa dice! La parola SCELTA significa che non puoi seguire due strade in conteporanea: o fai l'Abruzzo verde o fai l'Abruzzo minerario. Non ci sono alterantive. O vuoi la salute del parco o vuoi ci i 'pozzetti' dentro.

Caro Giuliante, non abbiamo necessita' di pozzetti o di scelte petrolfiere intelligenti. Abbiamo invece necessita' di amministratori istruiti, lungimiranti, innamorati della terra, della gente, della verita'. Abbiamo biosgno di uomini liberi, e non di gente ignorante. Abbiamo bisogno di gente che invece di rincorrere le ultime goccie di petrolio del pianeta, sappia guardare al futuro liberi dai giochi di potere, di politica e che sappia dire no ai tarallucci con petrolieri, cementificatori e affaristi di ogni genere. Il petrolio non porta lavoro, ma solo malattie e distruizione.

Arrivera' la fine di questa gente, e' inevitabile. Sono vecchi nelle apparenze, nei modi di fare, nelle idee. Sono vecchi e inutili. Gianfranco Giuliante, Nicola Fratino, Remo Di Martino, Daniela Stati, Mauro Febbo, Gianni Chiodi, Daniele Toto. A modo loro questa gente ha dimostrato nei fatti di volere l'Abruzzo petrolifero. Non meritano l'Abruzzo, sta a noi farglielo capire.

Ringrazio con affetto ed amicizia Lorenzo del blog Allegria di Naufragi che mi ha segnalato l'esistenza di questo personaggio e del suo amore per l'Abruzzo. Ecco il video del Presidente (?) del Parco Nazionale della Majella:

Thursday, December 4, 2008

Altre risposte, parte seconda


Durante il fine settimana del Thanksgiving mi sono arrivati email da parte di vari politici a cui avevo scritto. Ecco qui le risposte. Chiedo scusa se non le ho pubblicate prima. Il gruppo civico 'Per il bene comune' ha anche spontaneamente rilasciato una chiarissima e precisa dicharazione di contrarieta' alle trivelle e approvazione di moratoria. L'hanno diffuso alla stampa stamattina ed e' comparso anche su vastesi.com.

Grazie a tutti quelli che mi hanno riposto. Voglio anche notare come nelle interviste ai candidati degli amici di Beppe Grillo che in questo periodo vengono diffuse sui vari siti internet, tutti e tre i candidati presidenti alla regione interpellati (Costantini, De Laurentiis, Di Prospero) dicono di essere contro la raffineria di Ortona. Anche Chiodi, piu' o meno l'ha annunciato nel suo programma e in una lettera a me.

Bene, possiamo dire che di tutti i politici che si sono espressi sul tema, NESSUNO DICE DI ESSERE A FAVORE DELLE ESTRAZIONI DEL PETROLIO IN ABRUZZO.

A questo punto, visto che SIAMO TUTTI D'ACCORDO, una delle prime cose che la nuova giunta dovra' fare, e con l'appoggio di tutti, e' di approvare una moratoria sulle trivelle a lungo termine. Secondo me e' l'unico modo per davvero concretizzare il 'no' al petrolio di questi giorni. Io dico venti anni. Se qualcuno ha altre idee, mi faccia sapere.

Del Turco, Fratino e Di Martino hanno pensato bene di tacere. Andavano spacciando il petrolio come benessere per l'Abruzzo e li abbiamo sconfitti. Ora la lotta diventa piu' estesa e piu' forte: questo significa solo che dobbiamo essere ancora piu testardi, uniti ed immovibili.

" Do not lose your knowledge that man's proper state is an upright posture, an intransigent mind and a step that travels unlimited roads. "

Ayn Rand - scrittrice russa

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NO ALL’ABRUZZO PETROLCHIMICO, SI’ ALLE ENERGIE PULITE.
Pescara, 4 Dicembre 2008.

A nome di tutti i candidati della lista PER IL BENE COMUNE accolgo l’esortazione a prendere una posizione netta, contenuta nella lettera aperta del movimento di opinione ABRUZZO RINNOVABILE ONLUS sul tema dell’Abruzzo petrolchimico; mi impegno quindi, in linea fra l’altro con quanto contenuto nel nostro programma (consultabile sul sito a:

Contrastare la scellerata scelta di sviluppo petrolchimico, densa di preoccupanti conseguenze sulla salute, l’ambiente e l’agricoltura regionale;

Promuovere con ogni mezzo la diffusione delle energie pulite (solare, eolica, miniidroelettrica, geotermica, dal mare), anche in considerazione dei positivi impatti occupazionali e sociali.

Promuovere come priorità il risparmio energetico come “fonte alternativa di energia pulita

Promuovere una moratoria dello sfruttamento petrolifero nel territorio abruzzese e nel raggio di 160 km dalla costa (come negli Stati Uniti); noi pensiamo che le risorse (di scarsa qualità) petrolifere esistenti non vadano sfruttate oggi ma vadano preservate eventualmente per le future generazioni (sperando invero che non ne debbano avere bisogno).

A realizzare la perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina (istituito nel 2001), a promuovere progetti di ampliamento delle riserve naturali costiere esistenti ed a portare avanti l’idea di una nuova riserva marina lungo l’intera costa abruzzese.

Non posso comunque fare a meno di invitare la popolazione a non fidarsi minimamente delle promesse dell’”ammucchiata partitocratica”, visto che mentre il centro-sinistra, tramite il suo assessore all’ambiente Franco Caramanico (ora candidato nel PD), ha firmato le varie autorizzazioni per il centro petroli ad Ortona senza battere ciglio, il centro-destra sta portando avanti la legge 1441-ter che esproprierà gli enti locali da qualsiasi competenza; ogni tipo di impianto quale il nucleare, inceneritori, discariche per rifiuti tossici, petrolchimici sarà realizzato senza possibilità di opporsi, con il risultato di distruggere definitivamente il territorio e l’ambiente e la salute degli abruzzesi.

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Gentile Dott.ssa D'Orsogna,

sono totalmente daccordo con le sue proposte; e' impensabile che il nostro Abruzzo, la regione dei Parchi Naturali, venga sottoposta ad un irresponsabile processo di "petrolizzazione", un autentico saccheggio delle bellezze naturali che tutta l'Europa ci invidia e che, al contrario, devono
essere valorizzate attraverso uno "sviluppo ecosostenibile", incrementando il turismo, le produzioni enogastronomiche di eccellenza, l'utilizzo di energie alternative non inquinanti (solare, eolica, idrica, etc.). Inoltre, in qualita' di medico, non posso non mettere al primo posto tutte le iniziative volte a migliorare la "salute" dei cittadini; i nostri figli si
aspettano questo da noi, e non ci perdonerebbero il disimpegno ed il disinteresse finalizzato a favorire i "pochi" a scapito della collettivita' tutta. Cordiali saluti.

Luigi Vallarola.

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Cara Maria Rita

io non sono un politico in quanto faccio l'avvocato e vivo del mio lavoro; mi sono candidato con Italia dei Valori a sostegno di Carlo Costani che ha gia' preso l'impegno di cui tu parli;
per la mia parte ti faccio sapere che sono un candidato "anomalo" perche' non mi sono fatto memmeno la foto di cui i tanti candidati hanno praticato con dovizia con quintali di lettere, manifesti, gigantografie ed autoincensi. Per me la lotta politica e' una cosa seria e combatto per i giovani come te: ho tre figli che vedono un futuro difficile. Come italiano sono orgoglioso di te e degli studi che stai facendo e ti formulo tanti auguri di una vita di successi
per te e la tua famiglia. Io sono fermamente deciso, in caso di nomina, a portare avanti la tua battaglia (la vostra battaglia) e mi impegnero' a manterere le promessa per il rispetto delle condizioni da te apposte. Peccato che non compro voti, ne' prometto posti, ne' sono
collegato a qualsivolgia finanziatore: per questo la mia elezione in forse. Pazienza quello che ti chiedo, che vi chiedo e' di non abbandonare la lotta ed a strare sempre con la schiena dritta.

Con affetto, Avv.Giuseppe Massi

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Gentile Dottoressa.

intanto mi presento meglio: sono un ex insegnante del Liceo Classico di (Italiano e Latino) , sono stato Sindaco di Roseto degli Abruzzi e Consigliere Provinciale quando si credeva ancora che la politica servisse per risolvere i problemi dei cittadini, della nazione e del mondo.
La delusione, che mi aveva spinto a pormi ai margini della vita pubblica, è stata annullata dalla voglia di non arrendermi alla pratica della politica-malaffare. Così ho scelto, dopo
diversi anni, di impegnarmi di nuovo. Conosco il contenuto delle sue battaglie e le condivido pienamente, anche se sono consapevole che vincerle sarà arduo in considerazione degli interessi che contrasteremo. Il mio impegno, tuttavia, è totale e non mi costa alcuna fatica sostenere le sue due proposte di legge; tra l'altro, l'avversione al centro olii di Ortona e il divieto di trivellazione entro 12 km dalla costa (l'estensione del Dercreto Ronchi può
inserirsi) fanno parte del programma della coalizione e del Partito (Italia dei Valori) cui appartengo. Anche io ho qualche cosa da chiederle: tramite le sue conoscenze abruzzesi sostenga la nostra Coalizione ("Costantini Presidente"), poiché ha unprogramma consono alle sue attese; sostenga i candidati dell'Italia dei Vaori e, se ha conoscenze in provincia di Teramo, può segnalare il mio nome. In attesa che un Governo decente si riappropri della sua inatelligenza e delle sue competenze, la saluto con cordialità.

Prof. Domenico Cappucci

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Forse il problema meriterebbe una risposta piu' circostanziata ed argomentata,ma la mia risposta comunque "Si'"

Anna Lecce

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Monday, November 10, 2008

I deliri di Fratino



Il giorno Mercoledi' 12 Novembre 2008 alle ore 12, il consiglio comunale di Ortona si riunisce per discutere del ruolo che l'ENI ha sul futuro occupazionale della nostra regione. Spero che qualcuno ci possa andare e magari anche filmare tutto.

Intanto, mi chiedo a cosa serva questa riunione.

Per piangerci addosso?

Per dare a Fratino l'illusione che possa mantenere i suoi confliftti di interessi?

Ancora si pensa che il futuro occupazionale sia il petrolio ed una ditta che in decenni di attivita' ha collezionato cause in tribunale di mezzo mondo per stragi e disastri ambientali, cartelli di prezzi, bugie ed imbrogli anche nella stessa Ortona?

Continuo ad essere convinta che questo illuminato sindaco e tutta la sua giunta comunale vivano nel 1950. Io voglio sperare che la riunione del consiglio comunale sia propositiva e lungimirante, e non solo un giochetto per mettere paura alla gente che se l'ENI se ne va, rimaniamo tutti al freddo e al gelo o che muoriamo tutti di fame.

Non ce facciamo nulla di 25 posti di lavoro a respirare veleni in un centro insalubre di prima classe, mentre i contadini abbandonano le terre e tutto l'indotto agricolo, vinicolo e turistico va a farsi benedire!


Spero che Fratino e quelli che ancora vogliono l'ENI riescano a svincolarsi da una mentalita' vecchia e superata.

Perche' dobbiamo essere cosi ancorati al passato?

Accogliamo il futuro come una sfida, come un qualcosa dove crescere e migliorarci e non stiamo qui ad aggrapparci con le mani e i piedi e le unghia a qualcosa che e' ormai anacronistico: il petrolio fra le case e i campi.

Se fossero un po piu' intelligenti i governanti di Ortona indirebbero un altro tipo di riunione: come possiamo fare per attirare investimenti moderni, lungimiranti e che non ammazzano la gente?

Come possiamo fare per i ragazzi che i genitori mandano all' universita' con tanti sacrifici affinche' possano trovare un lavoro salutare ed adeguato ai loro studi e non dargli come prospettiva un lavoro con la maschera antigas?

Come possiamo fare per promuovere meglio tutti i doni che la natura e la storia hanno regalato ad Ortona? Il mare, i monti, la seconda guerra mondiale, San Tommaso, le vigne, gli Aragonesi? Vi pare poco?

In realta' questa del come crescere in modo sano e' una domanda che dovrebbero porsi tutti i governanti, d'Abruzzo e d'Italia. L'industria pesante ha fatto il suo tempo e quella non ci porta da nessuna parte. Anche l'inquinatissima Cina ha capito che non si puo' andare piu' avanti con le energie fossili, (la Cina!) ed iniziano a nascere anche li iniziative per incentivare le energie alternative, come ad esempio la trasformazione di una ex-discarica in un campo eolico, a Shanghai. E noi invece?

Agli Abruzzesi vorrei anche ricordare che nel 2001, prima che molti di noi sapessero del progetto Miglianico e della conseguente petrolizzazione dell'Abruzzo, l'ENI senza dialogare con nessuno, decise di elimiare 300 posti di lavoro ad Ortona e di trasferire il proprio centro direzionale a Ravenna.

All'epoca vi furono dei tentativi di protesta che si risolsero in un nulla di fatto perche' l'azienda ed il governo avevano deciso cosi. Il lavoro diciamo cosi, piu' dirigenziale e pulito, lo mandano a Ravenna, a noi lasciano il reparto trivelle.

Ecco qui un sito web dell'epoca. All'ENI, come tutte le multinazionali, non gli importa granche' del popolo, a meno che questi non siano azionisti. Questi ci lasciano solo le cose brutte dell'industria petrolifera e noi gli dobbiamo pure mettere il tappeto rosso sotto i piedi?

E nelle altre parti del mondo cosa fanno?

Bush, amico dei petrolieri, prima di andare via dara' il permesso di trivellare alcune terre desertiche nello Utah. Questi territori sono disabitati ma bellissimi e non lontani dai parchi nazionali. Sono sotto la protezione del Southern Utah Wilderness Alliance, che da venticinque anni ha in atto una moratoria contro le trivelle nei deserti della regione.

Naturalmente questa decisione ha scatenato l'ira delle popolazioni locali.

Bush intende declassificare quelle aree protette come regalino di buona uscita per le varie lobby petrolifere. Obama ha gia annunciato che immediatamente blocchera' queste decisioni. Il suo portavoce John Podesta ha detto che la decisione di trivellare non e' nell'interesse della nazione ma dei petrolieri e che appena si insidera' le eliminera'.

E poi ha ricordato che il lavoro del 2008 e' nell'industria verde. La nuova amministrazione prevede di stimolare la crescita di cinque milioni di posti di lavoro nelle tecnologie verdi, e di immatricolare almeno un milione di automobili ibride a breve termine. Ci riuscira'? Non ci riuscira'? Non lo sappiamo, ma almeno c'e' un progetto, una idea, una visione, cosa che troppo spesso manca all'Italia nel suo complesso.

A parte i piagnistei della Prestigiacomo infatti il governo italiano attuale, ma nemmeno quello precedente, non ha programmato nulla e tutto e' lasciato al caso.

L'ENI, magnanime pero', invece di andare a risanare le emissioni di una qualsiasi delle sue raffinerie italiane, che ammazza la gente da Pieve Vergonte fino a Gela, fa qualcosa: ha indetto il venerdi senza cravatta, come modo per tenere la gente piu' fresca, il condizionatore d'aria piu basso e dunque di lottare cosi' contro le emissioni di inquinanti in atmosfera.

L'idea e' venuta direttamente al Sancho Panza della situazione, Paolo Scaroni. Che genio! Gli unici scontenti di questa proposta sono stati i cravattai, poverini.

Sicuramente riusciremo a stare dentro Kyoto con questa strategia. Magari la adotta anche il consiglio comunale di Ortona che cosi' potra' bilanciare la tonnellata e mezzo di inquinanti che ogni giorno verranno emessi della raffineria di Ortona e a darci, come l'ENI, fumo negli occhi.

Il disegno me lo ha mandato Pierluigi da Archi, in fondo e' per i bimbi che facciamo tutto questo.

Sunday, October 12, 2008

Fratino alla frutta



L'intelligentissimo sindaco di Ortona, Nicola Fratino non sa piu' che pesci pigliare.

Ora che chiesa, scienza, stampa nazionale e popolo sono tutti compatti a dire no al centro oli e all'Abruzzo petrolizzato, si aggrappa all'unica arma che gli rimane: infondere paura fra la gente. Leggo infatti da "Il Messaggero" di oggi che in seguito ad un misterioso incontro romano fra lui e innominabili vertici dell'ENI (Fratino e' davvero un uomo importante!), emerge la possibilita' per Ortona di perdere settecentocinquanta posti di lavoro. Questi infatti, secondo il guru dell'economia Nicola Fratino, sono gli impieghi dell'indotto legati alla attuale presenza ENI ad Ortona, nel complesso Sant'Elena.

Se non ci prostriamo ai piedi dell'ENI e non gli offriamo il 35% dell'Abruzzo dunque, il lupo deforme si trasferira' a Viggiano e gli operai pure. Il sindaco e' preoccupato per noi cittadini e proclama:

"In qualità di sindaco di Ortona ho il dovere di intraprendere tutte le iniziative atte a scongiurare questo pericolo."

Sono quasi commossa dall'amore per il popolo e per Ortona di quest'uomo che ha portato prosperita', lungimiranza e crescita alla sua citta' in questi anni.

Il posto degli operai sara' garantito. Dovranno trasferirsi in altre citta' d'Italia, e certo, qualche volta questo puo' anche essere difficile, ma accade spesso nel mondo del lavoro, e fa parte del gioco. Quante altre persone conosciamo che si sono trasferite dall'Abruzzo a Milano o in altre parti di Europa per lavoro o per decisioni aziendali? Anche se molti dei lavoratori ENI si ostinano a dire che il centro oli portera' benessere e gioia, non sara' facile adattarsi alla vita a Viggiano. Mi dispiace per loro, perche' non hanno saputo vedere con occhi liberi dalle bende. Vedranno li, quant'e' bella la vita con il petrolio dietro casa.

Gia' nel 2001 l'ENI smantello' parte del distretto operativo di Ortona, trasferendo tutti a Ravenna nel giro di un mese e senza chiedere, discutere o dialogare con nessuno. Hanno deciso che era meglio cosi per loro, e amen. Da il Centro del 2001:

"Nonostante l'unitarietà d'intenti di tutti i partecipanti in contrapposizione alla politica dell'Eni, rovesciando tutte le premesse e le attese, il sottosegretario [dell'energia] Dell'Elce ha concluso l'incontro ignorando le posizioni espresse e dando per scontato che il progetto dell'azienda [ENI] era da considerarsi accettato ed irreversibile".

Dunque l'ENI ci sta minacciando: se vuole davvero andarsene lo avrebbe fatto con o senza il viaggio della speranza di Fratino a Roma. Lo avrebbe fatto perche' all'ENI non interessa ne di noi, ne della natura, ne della salute della gente ma solo del proprio tornaconto. A me pare piuttosto che cerchino di infonderci paura, cosi, alla fine, da poter vincere. E' un ricatto come quelli che fanno i bambini. Tu non mi dai tutto quello che voglio? E io me ne vado. Ma noi non siamo mica scemi.

E poi, qualcuno mi dice quali sono queste industrie dell'indotto ENI? Io non riesco a pensare a nulla. Fratino tira fuori numeri dal cappello, settecentocinquanta lavoratori. Dice addirittura che l'indotto ENI rappresenta l'80% dell'occupazione ad Ortona. Davvero? Ma distribuiti come? Che lavoro fanno quelli dell'indotto? La Fater e' indotto ENI? Le cantine agricole sono indotto ENI? La De Cecco e' indotto ENI?

Non sono mai stata al complesso Sant'Elena e non so, ma mi pare un numero sparato a caso.

Ad ogni modo, se davvero fossero settecentocinquanta posti di lavoro, dall'altro piatto della bilancia c'e' il lavoro di cinquemila famiglie che vivono di agricoltura, una popolazione alle prese con tumori e malattie e il crollo del gia' scarso turismo a causa di politiche miopi della citta' di Ortona. Da come la vedo io, nemmeno 750 posti di lavoro ne valgono la pena. Un nuovo lavoro uno lo trova, la guarigione dal cancro non troppo spesso.

Fra le parole di Fratino anche qualche cosa di vagamente familiare: il 70% del traffico commericale del porto di Ortona e' legato all'ENI e occorre salvarlo. Anche qui, sara' vero, sara' falso, da dove vengono queste cifre? Ma la cosa piu intrigante e' che, ammesso che tutto fosse vero, il traffico portuale porta prima di ogni altra cosa, SOLDI A FRATINO!!. Forse e' per questo che e' cosi preoccupato! E' lui che gestisce il porto di Ortona, tramite la ditta Fratino.com... Almeno su certe cose, caro Nicola, taci, che ci fai piu' bella figura.

Da ultimo, e qui lo so che parlo da americana, ma perche' non vedere l'eventuale uscita di scena dell'ENI come una occasione di sviluppo per Ortona? La zona del porto e' desolata e piena di baracche o ex stabilimenti portuali abbandonati e arrugginiti. E se tutto cio' venisse riconvertito a spiaggia o inglomerato nel parco della costa teatina? E se Ortona tornasse ad essere la perla dell'Adriatico e la gente non fosse costretta a pigiarsi gli uni sugli altri ai Saraceni d'estate?

Cigliegina sulla torta:

"Perderemmo anche gli investimenti conseguenziali che l'Eni è solita fare come quelli in forme di energie alternative come l'idrogeno o il fotovoltaico - spiega il rappresentante sindacale Gianfranco Nervegna"

Si cosi potremmo farci la chemio-ecologica! Gianfranco, senti a me, vai a Viggiano e chiedigli quanti impianti foltovoltaici l'ENI ha messo li. Oppure chiediti quanti ne ha messi ad Ortona in cinquanta anni di permanenza. E poi, non serve mica l'ENI a metterti l'impianto fotovoltaico. Per quello basta l'imprenditoria locale e un minimo di inteligenza e lungimiranza politica che sproni lo sviluppo in questo senso.

ALL'ENI NON GLIENE IMPORTA NULLA DI NOI, CAPITE?