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Tuesday, August 31, 2010

Ortona e la monnezza petrolifera


** Prepariamoci ad un altro round di osservazioni veloci su questo progetto. Un testo e' qui. E l'altro e' qui. Certe volte mi chiedo se gli ortonesi se lo meritino davvero. **

Questa fa paura e ribrezzo. Dopo l'impianto Eco-petrol di Lucio Petrocco a Civitacquana eccone un altro, ad Ortona, proposto dalla ditta Nervegna Autotrasporti.

Quello che vogliono fare e':

Stoccaggio di petrolio, prodotti petroliferi, petrolchimici e chimici pericolosi, ai sensi della legge 29 maggio 1974, n. 256, e successive modificazioni, con capacità complessiva superiore a 1.000 m3.

Trattasi del coke di petrolio - un prodotto di scarto del petrolio. La prima cosa che dicono e' che non vogliono sottostare alla VIA perche' stoccheranno meno di 40,000 metri cubi di questa robaccia. Dall'altra parte invece vogliono stoccare cereali, soia e sale. Cioe' da un lato monnezza petrolifera - pericolsi e speciali - dall'altro cereali. Chissa come saranno buoni quei cereali!

Dicono proprio cosi, come se fosse la cosa piu normale del mondo trattare cereali e coke assieme:

La Società F.lli Nervegna Autotrasporti S.r.l. al fine di migliorare la gestione della propria attività e dei servizi offerti in ambito portuale, intende realizzare un deposito di cereali, farine di soia, coke di petrolio, carbone, materiali inerti, sale e argille. Il deposito sarà finalizzato allo stoccaggio delle merci movimentate nell’ambito della attività portuale.

Dicono pero' che eviteranno "stoccaggi promiscui".

L'impianto dovrebbe sorgere in contrada Tamarete. Il coke sara' stoccato a

CIELO APERTO SU SPAZIO DI 100 metri per 30 metri.

Pero' siamo tutti tranquilli perche' ci fanno pure la stradina per gli eventuali mezzi di soccorso e/o antiincendio. Se scoppia qualcosa abbiamo la strada, come la corsia d'emergenza.

Se ci saranno acque contaminate dopo le pioggie, non bisogna avere paura perche' tutto verra' mandato in un altra vasca dis-oleatrice, disegnata per i primi 4 millimetri di pioggia.

E se piove di piu'? Beh, verra' tutto deviato - non si sa come - presso un altro pozzetto e mescolato alle acque "bianche" usate per poi per spegnere gli incendi, oppure mandate alla rete fognaria per la depurazione. Siccome i depuratori funzionano bene in Abruzzo e' tutto perfetto.

Non oso immaginare lo schifo.


I clienti petrolieri sono l'ENI, la Edison Gas, la Maersk, la Halliburton, la Schlumberger.
Tutti noti ormai a noi Abruzzesi. La Schlumberger e' una ditta che usa materiale radioattivo per trivellare, la Maersk costruisce centri-oli a mare che scoppiano, la Halliburton, beh, era controllata da Dick Cheney, grazie al quale dobbiamo la guerra in Iraq.

I lavoratori-operai previsti dai Nervegna "non piu di cinque" dovranno fare tutti i corsi per sapere come fare in caso di incidenti, scoppi, evacuazioni.

L'idea e' questa: tengono la robaccia sul porto per un po, poi la trasferiscono con camion
(notare che il proponente e' l'azienza autotrasporti Nervegna!) nei campi di Tamarete. Oltre a lui ci si avvallera' della collaborazione della Buonefra, della Fratino.com, della Setra, dell'Ecotec e di Ortona Ambiente.

Ma cosa c'e' dentro il coke?

Siccome e' la monnezza petrolifera, ci sono dentro arsenico, vanadio, bario, cobalto, cadmio, cromo, mercurio, zolfo e piombo. Ci sono dentro idrocarburi policiclici aromatici, fra cui benzene. Si sprigionano vapori di diossido di zolfo (che puzza e fa venire le pioggie acide). Infine, siccome e' tutto a cielo aperto sicuramente si sprigioneranno particelle fini e polveri tossiche che finiranno dritte nei polmoni della gente. Molta di questa roba e' cancerogena.
Un bell'elisir di vita.

Insomma, vogliono stoccare a cielo aperto roba tossica!

Interessante che dicano che vogliono partire con 18 mila metri cubi di monnezza, per un totale di 75 mila tonnellate l'anno di pet-coke. A 40 mila scatta la VIA. Loro quindi fanno questa richiestina-ina al comune per soli 18 mila metri cubi, evitano la VIA, e poi magari avranno il via libera per fare quel che vogliono, anche ingrandirsi.

E' uno schifo.

La cosa che mi fa piangere, o ridere, e' che quando si leggono i progetti dei petrolieri, dicono sempre che la monnezza tossica sara' smaltita in "appositi impianti". Beh, eccoli qui gli appositi impianti. Sulla nostra riva, nei nostri campi, assieme ai cereali.

E' la stessa cosa del centro oli, del centro oli a mare, delle raffinerie. Questi vengono, e trattano la nostra costa come un repositorio di immondizia di vario genere.

A chi giova tutto questo?

Cosa c'ha da guadagnarci Ortona con un deposito di Coke? Chi controllera' che la monnezza che arrivi sia veramente Coke e non roba radioattiva? Roba cancerogena? Roba diversa da quel che dovrebbe essere? Chi si assicurera' che non ci sara' confusione fra coke e cereali?

Come si fa a conciliare tutto questo con il fattoche la vicino ci sono le vigne della Cantina Tollo, la cantina migliore d'Europa?

9 comments:

Anonymous said...

ogni volta che leggo queste cose mi rendo conto che siamo sempre punto e accapo, e che Ortona, famosa per la sua storia (che certamente molti ignorano)è diventata uno schifo, veramente il posto dove maggiormente si concentrano persone senza scrupolo opportunamente aiutate da amministratori corrotti. ORTONESI, SVEGLIATEVI!!!!

SinceraMente said...

Ad Ortona, vogliamo che attracchino le navi cariche di turisti gioiosi e desiderosi di assaggiare le nostre prelibatezze e di conoscere le bellezze sconfinate della nostra meravigliosa cittadina, della nostra altrettanto meravigliosa provincia e della nostra amata regione, vogliamo che la nostra economia sia a prevalenza TU-RIS-TI-CA.........con tutto il vero indotto che si crea intorno!!!!!!!!! BASTAAAAAAA con la STOLTA volontà di portare nella nostra regione solo "cavalli di Troia"......... Facendo scelte totalmente sballate come: il centro oli, le piattaforme a mare, il deposito di amainto, l'eventuale delocalizzazione della raffineria, il rigassificatore, gli inceneritori ecc. ecc. le sciagure arrivano con certezza matematica ( è solo questione di tempo ) a prescindere dalle tante colpevoli ( mentono sapendo di mentire ) rassicurazioni di (im)prenditori e faccendieri che vogliono lucrare sulla salute dei cittadini con la complicità di una classe politica che tutt'è fuorchè di classe e che tutto fanno piuttosto che pensare alla difesa della salute pubblica e dell'economia diffusa. Il programma: Il programma "La perla dell'Adriatico" diceva ben altro !! Se ci fosse maggiore sensibilità verso la res-publica, neppur elontanamente sarebbe venuto in mente a costoro di proporre un simile impianto in un posto così inappropriato ad accogliere simili sostanze !!!

Anonymous said...

eppure io vedo tante navi attraccare ad ortona,
fino a qualche anno fa erano i pescherecci che attraccavano ed ogni tanto qualche nave, era un caso vederne due lo stesso giorno, venivano, spesso rimanevano qualche giorno avanti al porto e poi dopo molti giorni rivedevi qualche nave,
l'impressione era che venivano a scaricare per qualche ditta all'interno dell'abruzzo,
l'impressione di oggi e che scaricano per qualche ditta d i ortona,
cioè lavorano solo per gli ortonesi che fanno man bassa del loro porto,
doveva essere il porto di tutto l'abruzzo,
il centro commerciale dell'abruzzo,
ho l'impressione che sta diventando unicamente l'incubo degli ortonesi.

Sauro said...

Condivido quanto scritto da SinceraMente e vorrei portare un contributo anche se sono "leggermente" fuori argomento sul tema petrolifero. Voglio segnalarvi un post del quale nemmeno Ortona ne è esente dal titolo : "Di qualcosa dobbiamo pur morire" , nei commenti troverete due video. Leggete e guardate (i video sono integrali volutemente).

http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2021-di-qualcosa-si-deve-pur-morire.html

Leo d'Alessandro said...

Gentilissima MR,
fa male leggere queste cose, perché (lo dico al plurale, ma è un'opinione personale) siamo schiavi del denaro! Ci illudiamo che guadagnare qualche centone verde ci farà un gran bene, ma non pensiamo mai alle conseguenze. Pensiamo che sbagliare ci farà bene, ma quando abbiamo sbagliato è troppo tardi e stiamo già pagando le conseguenze. E spesso la conseguenza dell'errore è il non-essere, è l'essere distruttivo che ci implode dentro e ci rende cattivi fino ad esplodere, ma ripeto: è solo una mia opinione.

Anonymous said...

Grazie Maria Rita, la descrizione è veramente esaustiva, sono giorni che reperisco materiale scentifico sulla questione e questa tua mi da una carica che stavo perdendo proprio in dirittura di arrivo.
GRAZIE
naturalmente concordo con Sinceramente ecc, andrò a vedermi appena ho 2mn. di tempo:
di qualcosa si dovrà pur morire, e conoscendo Montanari immagino anche il contenuto
Fabrizia

Leo d'Alessandro said...

Più lavoro, più progresso, più organizzazione del territorio, più turismo, più benessere, più tutto. Possibile che per essere EVOLUTI bisogna essere TROGLODITI?

davide said...

ieri mattina, ho sentito la voce di Maria Rita mentre facevo colazione...
oc, era prestino,avevo dormito poco,ero ancora un po' rimbambito, però non sognavo...
no,non c'entra neanche il dono della bilocazione (è ancora presto!;-)
MARIA RITA PARLAVA A RADIO 24!!!!

http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Italia in controluce

maria rita said...

si davide, ero proprio io...

registrata nella mia cameretta di adolescente a lanciano qualche settimana fa!