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Tuesday, June 9, 2009

L'Italia come l'Algeria


Non e' solo il nostro primo ministro a dire che Roma e Milano assomigliano sempre piu' a citta' africane. Anche la Petroceltic, ditta petrolifera irlandese in data 3 giugno 2009 ci ha messo nella stessa casella dell'Algeria. Come infatti riporta L'African Buisness News il capo della Petroceltic, tale Andrew Bostock dichiara:

"I am pleased to be able to report that all of the resolutions at today's AGM have been approved, including the recently announced share placing, which will now proceed to completion. Petroceltic has raised aggregate gross proceeds of £27.5 million from this placing and is now well funded for active programs in both Algeria and Italy throughout 2009 and 2010. These programs will appraise the extent of discoveries already made in both areas and also extend our operations into new exploration prospects. We are optimistic that this program will start to unlock the value which we believe exists in our portfolio.

Funding from the placing has also enabled the Company to accelerate the Italian exploration and appraisal program. We are now preparing for the drilling of up to three wells on our Italian acreage during 2009/10."

Cioe' e' stato tutto liscio avere permessi, in Algeria come in Italia. Uguale. Dicono di avere sufficienti soldi per trivellare durante il 2009 e il 2010 e che addirittura vogliono accelerare i tempi per le trivelle italiane.

Nessuno ricorda che in Algeria ci sono i deserti, mentre in Abruzzo c'e' il mare, l'uva e la vita delle persone. Forse non lo ricordano nemmeno gli italiani.

Nel silenzio generale dunque, Ortona, l'Abruzzo, lo sciapito Gianni Chiodi, il prepotente Mauro Febbo, la muta Daniela Stati e in generale il popolo intero d'Italia regala la sua spiaggia, il suo mare, la sua pesca, la sua terra ad un gruppo di irlandesi.

Si sente solo il fruscio delle banconote del sindaco di Ortona, Nicola Fratino che già conta i soldi per il trasporto del petrolio tramite il suo porto dai colori psichedelici. Che schifo.

Un motivo ci sarà pure se l´Italia lentamente declina - turisticamente, culturalmente, economicamente, politicamente e secondo me la base di tutto sta in questo orrendo non curarsi del bene comune. In questa idea che se penso al mio orticello, andra' tutto bene. In questa rassegnazione che tanto io che ci posso fare. In questo piegarsi la schiena tutti i giorni e pensare che solo i matti possono urlare la verita'. In questo lasciare che tanto ci pensera' un altro a far qualcosa.

In California e' dal 1969 che non si azzardano a mettere più trivelle nel mare. L'anno scorso negli USA si parlava di diminuire le distanze trivellabili dalle coste, da 160km ad 80km. Ci fu la rivolta di governatori e popolo - se ne parlo' per settimane. Il governatore Schwarzenegger disse che non se ne parlava nemmeno in California, e con lui quello del Maine, della Florida, dell'Oregon. Alzarono la voce, e non da politici di questo o di quel partito, ma da governatori interessati al bene del proprio popolo. Io non ho dovuto far nulla, perche' ci ha pensato chi di dovere.

Tutto questo fracasso per portare il limite ad 80 chilometri. In Italia non esiste nessun limite e non gliene importa niente a nessuno se gli vengono a mettere le trivelle sotto il naso. Ma proprio niente.

La TV italiana, se uno la guarda agli orari giusti, continua a mostrare storie di morte e di distruzione, per colpa della Camorra, della Mafia, del terremoto, delle regole inesistenti sul trasporto su strada, qualche volta dell'ENI. Ma per una volta che le tragedie potrebbero essere PREVENUTE, in Abruzzo come in Sicilia, il silenzio piu totale.

Ci piacciono i morti gia' morti.

Ma poi, ognuno ha quel che si merita e ciascuno e' artefice della propria fortuna, compresi i popoli. Come posso pensare che ci si indigni per trivelle in mare, quando non ci si indigna che la Mafia e' la prima azienda del paese?

Questa storia del petrolio in Abruzzo si e' snodata esattamente allo stesso modo in cui tutto si snoda in Italia: con pochissime persone disposte davvero a lottare con intelligenza, senza distogliere lo sguardo dall'obiettivo vero e senza volerne approfittarne - politicamente o economicamente.

Dove sono gli altri accademici? Dove sono i ricchi d'Abruzzo? Dov'e' Mr Pasta De Cecco? Dov'e' la gente che spontaneamente si riversa nelle piazze? Dove sono i politici? Davvero si crede alle parole di Chiodi? E ricordo che sono parole, e non fatti, quelli sono inesistenti.

Il primo gennaio 2010 e' sempre piu' vicino. Da allora i petrolieri potranno fare cio' che vogliono alla nostra terra. Si vede che agli abruzzesi gli sta bene cosi'.

Ma come già so dal primo giorno di questa storia, tutto ciò non scalfisce di un millimetro la mia vita personale. Alla fine dei conti, non sono io che devo andare al mare ad Ortona, a Vasto, a Pineto. Non sono io che dovrò portare i miei bambini a giocare all'ombra delle piattaforme, fra il cemento e circondata da spiagge che scompaiono a San Vito, a Pescara, a Montesilvano.

Malibu e' molto più vicina.

5 comments:

sR said...

che schifo!

giosuè said...

Scajola: nessuno scontro con Tremonti, il ddl Sviluppo passa entro la fine del mese

Unione Petrolifera al pressing: no all’aumento Robin Tax

L'Unione Petrolifera, tra i principali soggetti colpiti dalla Robin Tax, auspica un “ravvedimento” del Parlamento sull'aumento della Robin Tax, dal 5,5% al 6,5%, utilizzabile per coprire i fondi per l'editoria.
L'ipotesi di una modifica della norma è stata accolta con favore dal presidente dell'Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, che ha criticato l'accanimento sul settore petrolifero ogniqualvolta occorre reperire fondi.

fonte:
http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Scajola:%20nessuno%20scontro%20con%20Tremonti,%20il%20ddl%20Sviluppo%20passa%20entro%20la%20fine%20del%20mese&idSezione=3381

vedete, gli editori sono sponsorizzati dalle compagnie petrolifere, e allora? come fanno a parlare male da chi li finanzia?
che paese ridotto male siamo!

giosuè said...

giosuè:
la Petroceltic plc, si associa con la Petroasian Energy Holdings Limited
per investire il loro capitale nelle trivellazioni in Italia, e condividere profitti e "rischi", (si tratta forse del titolo offshore BR268RG:
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/mappa.asp?cod=671

o di CIVITAQUANA?:
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/mappa.asp?cod=547

fonte(in inglese):
http://www.smallcapnews.co.uk/article/Petroceltic_International_and_Independent_Resources_farmout_Ksar_Hadada/7563.aspx

Steve Staley of Independent Resources, said:

'We are delighted to have reached this agreement with PetroAsian. We share a common vision for this block and this is why PetroAsian is putting significant capital at risk to unlock its potential. Independent Resources has stated it will focus its resources in Italy and this deal allows us to create potentially significant shareholder value whilst mitigating downside risks.'

indagate e fate sapere, grazie!

giosuè said...

trovato questo documento che parla della Petroceltic plc e la China Oil Resources Holdings Limited (PetroAsian Energy Holdings Limited), mi sa che sono in affari per l'Italia!!!
http://www.chinaoilresources.com/upload/announce/ann_e_A090267.pdf

Anonymous said...

le parole di maria rita da una parte mi fanno male e da una parte mi rafforzano l'idea della nostra popolazione italiana e in particolar'modo abruzzese che si fida delle parole dei politici. un esempio il nuovo commissario del servizio sanitario abruzzese aveva detto che non avrebbe aumentato il ticket.infatti con il governatore nuovo in carica il ticket si è quadruplicato sennza preannunciarlo e propagandarlo ce lo siamo ritrovato semlicemente moltiplicato quattro.e così potra accadere al centro oli di ortona, che di colpo ce lo ritroviamo li bello pronto.carlo ciccioni
n.b. io ho votato per un amico di scuola candidato con il pdl. lui penso che davvero possa spendere qualche freccia per la causa.piu' di lui che abita a 2 km dal centro oli di oertona.