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Saturday, December 8, 2018

La Norvegia verginella ambientale a trivellare 50 pozzi esplorativi nel 2019







Ora, uno puo' sempre dire che e' difficile smettere di pompare dai pozzi gia' esistenti; e in un certo senso e' vero. Una volta che e' tutto messo in atto - trivelle, permessi, raffinerie, politica, coscienze e accettazione popolare - e' difficile tornare indietro.

Un esempio lampante e' la Basilicata, dove si trivella dagli anni novanta - a quel tempo nessuno mosse troppe dita per fermare ENI e affini ed ora ci ritroviamo qui, con pozzi dappertutto, incendi e fiammate periodiche. E anche se in questi anni si e' accesa la fiammella del dissenso e' difficilissimo tornare indietro. Il Centro Oli di Viggiano, temo, restera' fumante ancora a lungo.

Quello che invece e' diabolico e' *perseguire* sulla strada delle trivelle, specie dopo che ci si e' spacciati per fortissimi sostenitori dell'ambiente e dopo che ci si e' fatti un immagine di paese che guarda al futuro con macchine elettriche, centrali idroelettriche, trattati di Parigi, foreste e bellezza.

E invece e' quello che accade in Norvegia dove ci si accinge, nel 2019 a trivellare altri 50 pozzi esplorativi. Notare bene: non sono pozzi gia' esistenti che vanno avanti per inerzia, e' la ricerca attiva di idrocarburi nuovi di zecca.

Cioe' continuiamo con la corsa al petorlio, senza fermarci.

I cinquanta pozzi del 2019 sono lo stesso numero dei pozzi trivellati nel 2018; per cui in due anni la Norvegia ne trivellera' cento di pozzi esplorativi!

Questo lo annuncia il Petroleum Directorate del paese. Ci saranno non solo 50 pozzi esplorativi nuovi ma anche altri studi di ispezione sismica al confine con la Russia - come dire: ci si prepara per altre trivelle anche nel 2020 e giu' a procedere!

Anzi il direttore dell'ente petrolifero di Norvegia, Torgeir Stordal dice che vogliono essere in posizione competitiva: se i russi trovano petrolio, vogliono essere sicuri che la parte norvegese resti in mani norvegese.

E quindi dopo tanto parlare, e dopo tanto farci la morale su quanto sono bravi con le loro vetture elettriche (sovvenzionate dalle petrol-corone)  eccoci qui che non allentano la presa sul petrolio.

Sono tanto meglio di Trump? Almeno lui e' stato chiaro: per seguire la politica degli idrocarburi e del carbone ha deciso neanche di firmarli gli accordi di Parigi.

La Norvegia invece firma con la mano destra e trivella con la mano sinistra.


Tuesday, April 14, 2015

Brasile: Lula, Dilma e le corruzione Petrobras

Dilma e' stata cacciata con impeachment 61 a 20.

Corruzione, cattiva gestione delle finanze, scandali e mazzette Petrobras. 
Anche se lei non ha intascato niente, sotto di lei il giro di petrol-mazzette 
e' stato di 30 miliardi di dollari l'anno. 

Proprio come in Italia.

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all'attuale presidente Dilma Rousseff per imbrogli sui conti del paese
e per corruzione e scandali Petrobras.
 


** 4 Marzo 2016 **

Fra i 33 ordini di perlustrazione e undici di detenzione, uno era per Lula, presidente dal 
2003 al 2011. L'accusa e' che anche lui abbia riceuto pagamenti illeciti. 
E' la 24-esima fase delle indagini. 

Il petorlio uccide tutto, anche la democrazia.






 ** 16 Agosto 2015 **
Altra manifestazione imponente per chiedere a Dilma, presidente brasiliano, di dimettersi.
Il paese e' corrotto, Petrobras e' sommersa dagli scandali, l'economia collassa. 
Proprio come in Italia, eh?


 -- Qui le proteste dell'Aprile del 2015 --































In Brasile la societa' civile scende in massa contro il presidente Dilma Rousseff, chiedendone l'impeachment a causa della corruzione galoppante dentro la compagnia statale petrolifera Petrobras, da lei guidata dal 2003 al 2010.

Le proteste durano da settimane.

Facciamo un passo indietro. Durante il tempo della sua campagna elettorale, Dilma promise che avrebbe usato la nascente ricchezza petrolifera per la crescita del paese e che non ci sarebbero stati sperperi e corruzioni come in altri paesi in via di sviluppo. Era un tempo di entusiasmo e di possibilita' illimitate: da pochi anni erano stati scoperti giacimenti enormi a mare e l'economia del Brasile era in pieno fermento.

Cosi' grande era il suo entusiasmo che mentre era a capo della Petrobras abbasso' artificilamente i prezzi della benzina, sperando di ottenere maggiori quote di mercato rispetto ai biocarburanti, visto che il paese era all'avanguardia nella produzione di etanolo.  Il futuro era suo e delle sue trivelle.

E invece.

Invece e' tutto crollato. Dopo essere stata eletta nel 2010, arrivano le difficolta' tecniche di sviluppare giacimenti petroliferi difficili, il crollo dei prezzi del petrolio, il calo della valuta nazionale che ha perso il 30% del suo valore rispetto al dollaro e soprattutto un enorme scandalo di corruzione e di tangenti dentro Petrobras che sembra non avere fine e che e' tutto centrato attorno al presidente.

Pian piano infatti emerge che per avere contratti con Petrobras, varie ditte abbiano "generosamente versato" il 3% del valore dei contratti in tangenti. Forse puo' sembrare un cosi-fan-tutte in Italia dove pagare tangenti e' normale, ma in Brasile l'hanno presa seriamente e con un grando scandalo popolare.

La Corte Suprema ha autorizzato che dozzine e dozzine di figure politiche di spicco venissero indagate per corruzione - fra cui il presidente del Senato Renan Calheiros, il presidente della Camera, Eduardo Cunha, l'ex ministro dell'energia Edison Lobao e l'ex presidente Fernando Collor de Mello.

Per ora ci sono circa 54 persone, la maggior parte politici, sotto indagine per corruzione dentro Petrobras.

Uno dei manager Pedro Barusco ha restituto circa 100 milioni di dollari ricevuti in tangenti e ha rivelato che tutti questi soldi finivano in banche svizzere. Parte un indagine ed il ministero della giustizia svizzero richiede che vengano congelati circa 400 milioni di dollari illegalmente ottenuti dalla Petrobras e versati in circa 300 conti in 30 banche elvetiche.

Hanno ritrovato un ammasso di opere d'arte comprate con queste tangenti, parte delle quali sono anche finite nelle casse del Partito dei Lavoratori ed usati durante la campagna elettorale di Dilma nel 2010.

Viene arrestato Nestor Cerveró, il capo delle operazioni internazionali a Petrobras: secondo l'accusa prese tangenti dal 2003 al 2008 che nascose in conti svizzeri e uruguayani. Si dimette anche il CEO della Petrobras Maria das Graças Foster insieme con altri cinque funzionari. Un altro dirigente Petrobras Paulo Roberto Costa viene arrestato per un giro di tangenti di circa 4 miliardi di dollari. 3.96 per l'esattezza.

Questo enorme giro di tangenti e di corruzioni viene messo in piedi proprio durante gli anni in cui e' Dilma a capo della Petrobras, e allo stesso tempo ministro dell'energia, molto vicina al suo precedessore Lula da Silva. Non solo Dilma era a capo della Petrobras, ma aveva anche imposto alla Petrobras di servirsi *solo* di ditte e di personale brasiliano, che spesso non erano all'altezza della situazione, causando incompetenze e ritardi.

Sotto Dilma partono mastodontici progetti di raffinerie, FPSO, pozzi -- e presumibilmente tangenti. Molti sono ora semi abbandonati, e le prime a partire sono state sicurezza e manutenzione - non a caso ci sono stati almeno due incidenti gravi nei campi petroliferi offshore del paese negli scorsi mesi.

Nel 2013 alla Petrobras lavoravano in 35,000. Adesso sono in 5,000. Spesso gli operari erano abitanti giunti da stati piu' poveri, che dopo essere licenziati, sono rimasti presso i cantieri e adesso sono senzatetto.

Per cercare di ovviare al tutto -- mancati introiti, aumento delle spese -- Dilma propone di alzare le tasse, creando ancora piu rabbia fra la gente che si sente defraudata ancora di piu. Dall'altro lato, a causa dei sussidi al petrolio sono stati persi circa 60,000 posti di lavoro solo dal 2013 al 2014 nell'inustria dell'etanolo, un tempo l'orgoglio del paese.

Si era pensato di stabilire un fondo pensioni nei tempi delle vacche grasse, come fatto in Norvegia, ma dopo averlo creato, Dilma decise che era meglio usare quei soldi nell'immediato e cosi il fondo pensioni brasiliano, istituito nel 2008 e' stato fondamentalmente chiuso nel 2012.

In questo momento l'indice di gradimento per Dilma e' del 13%.

Con 112 miliardi di dollari in rosso, la Petrobras e' la ditta petrolfiera piu' indebitata del mondo.


Il giorno 12 Aprile sono scese in piazza almeno un milione di persone in tutto il paese. Un mese prima, il 15 Marzo, erano stati un milione e settecento mila a chiedere le dimissioni di Dilma.

Il messaggio e' semplice: "Fora Dilma"

Wednesday, September 17, 2014

L'Abruzzo: uno dei dieci migliori posti al mondo per andare in pensione



Oggi 10 Marzo 2015 un altro articolo decreta che l'Abruzzo e' il sesto posto migliore del mondo per andare in pensione, assieme a Barcellona e Parigi.

Ecco le motivazioni - non e' tutto vero, ma e' meglio lavorare in questa direzione invece che in quella opposta.

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It's hard to think of a lovelier corner of Italy than the Abruzzo. The beaches are golden, and the sea rolls out like a giant bolt of turquoise silk. There are mountains, too, meaning that, living here, you'd have both skiing and beach-combing on your doorstep, depending on the season.
This region is one of Italy's secret treasures. No over-crowding, no heavy industry, only castles, vineyards, and villages made of stone.

Life in the Abruzzo hasn't changed much over the years, and exploring here is like wandering into a gentler, kinder yesterday, a time with little or no crime and neighbors who watch out for one another.
Old ladies in pinafores bring their chairs outside and sit in gossipy groups, stringing onions into plaits. Instead of playing computer games, young boys are outside playing soccer. Families shop at open-air markets, not hypermarkets, and if they don't produce their own wine, they buy it from local vineyards.

Relatively unknown to foreign visitors, the sparsely populated Abruzzo is where central Italy merges into the languid realms of the deep south. Even though many parts of the area are only an hour's drive from Rome, it clings onto its secret feel.

The main town in the region, Pescara, has one of the best city beaches in Europe and not far away is some of the best skiing outside of the Alps. In spring, it's possible to combine a morning on the Apennine ski slopes with an afternoon at the beach.

Food is important in the Abruzzo, as it is everywhere in Italy. In most trattorie, everything is home-cooked and just like nonna (grandmother) used to make. In fact, sometimes, nonna still makes it. On the coast, dishes feature fish; inland, the cuisine becomes heartier, based on roast kid, baby lamb, and wild boar.





Te lo do io il petrolio!

Ditta Edoardo e Francesco Valentini, per la prima punteggio 2020 per un bianco.
Solo vini autoctoni e metodi naturali

"il segno di un’emozione"
"Piccoli capolavori di artigianato"






"Like Southern California, in a typical Abruzzo winter it is possible
to visit the mountain ski slopes in the morning and relax at the beach that afternoon" 




Rich in history and architecture, Italy is a dream for many Canadians. It's just as lovely as Tuscany, but half the price. Beyond the history and culture, Abruzzo offers great nature. The area has mountains nearby for skiing and beaches on the coast for summer.  Abruzzo also has more than 80,000 acres of vineyards.



Ora, non so se sia un vanto essere un posto dove andare in pensione, ma la rivista  Live and Invest Overseas ha pubblicato qualche settimana fa il suo Retire Overseas Index dove elenca le dieci localita' migliori al mondo per andare in pensione.

All'ottavo posto ... c'e' - l'Abruzzo!

Ecco cosa dicono:

"It's hard to think of a lovelier corner of Italy than the Abruzzo. The beaches are golden, and the sea rolls out like a giant bolt of turquoise silk. There are mountains, too, which means that, living here, you would have both skiing and beach-combing on your doorstep, depending on the season.

This region is one of Italy's secret treasures. There's no over-crowding or heavy industry, only castles, vineyards and villages made of stone. Life in the Abruzzo hasn't changed much over the years, and exploring here is like wandering into a gentler, kinder yesterday."


"E' difficile immaginare un angolo piu' incantevole dell'Abruzzo. Le spiaggie sono dorate ed il mare si estense come un enorme lampo turchese. Ci sono pure le montagne che significa che, se si vuole vivere qui, si possono avere sia gli sci che il mare a portata di mano, a seconda della stagione.

La regione e' una dei tesori segreti dell'Italia. Non c'e' folla, non c'e' industria pesante, solo castelli, vigneti, e villaggi in pietra. La vita in Abruzzo non e' cambiata molto nel corso degli anni e tutto e' come se uno si avventurasse in un gentile, e delicato passato."

Questo tipo di considerazioni si possono leggere un po ovunque nelle riviste di viaggi, di turismo nuovo e verde, quando si parla dell'Abruzzo.  Verde, mare, sole, colline, vigne e gente buona. Notare che non c'e' nessuna altra regione italiana in questo elenco. Non si parla di petrolio, di infrastruttura pesante, di centri oli o di Ombrina o di Elsa o della Petroceltic. E forse e' proprio per questo che ci hanno messo qui.

Si parla solo del mare turchese, delle vigne. Lasciamolo cosi l'Abruzzo, in pace, e facciamo tesoro di questo articolo e di questa pubblicita' gratis. Creiamo delle campagne pubblicitarie e dei servizi appositi per il turismo "particolare" - i nudisti, i matrimoni, i pensionati, le famiglie, a ciascuno il suo. Educhiamo la gente ad essere ospitale, valorizziamo le tradizioni e i saperi. Insegnamole a chi viene a trovarci. E vendiamocelo, nel senso buono del termine, per dare benessere diffuso a chi vive li, senza buchi, senza veleni.

Ecco, se io fossi Confindustria penserei all'industria dell'accoglienza e non a quella delle trivelle.

Qui su Penne, provincia di Pescara

L'elenco completo e' qui


1. Algarve, Portugal
2. Cuenca, Ecuador
3. George Town, Malaysia
4. Chiang Mai, Thailand
5. Dumaguete, Philippines
6. Pau, France
7. Medellin, Colombia
8. Abruzzo, Italy
9. Panama City Beaches, Panama
10. Istanbul, Turkey






Friday, April 26, 2013

10 citta a divestire dal petrolio


E' tutto iniziato nell'autunno del 2012 con la campagna di Bill Mc Kibben di divestire dalle fonti fossili.

Il primo a sottosscrivere questa idea e' stato il sindaco di Seattle -  Mike McGinn - che si e' impegnato a tenere i soldi della citta' e delle pensioni pubbliche fuori da investimenti petroliferi.

Due miliardi di dollari.

A seguire - Ithaca, New York con il suo sindaco, il 26-ienne afro-americano Svante Myrick. L'hanno convinto un gruppo di studenti della scuola superiore della sua citta'. 

E poi ancora San Francisco, martedi' scorso - una citta' che invece gestisce 16 miliardi di dollari in pensioni, che resteranno tutti offlimits alle speculazioni petrolifere.  Di questi 16 milardi, 583 erano gia' investiti in fondi petroliferi e sono stati ritirati. Il voto e' stato unanime.

La citta' di Berkeley, vicino a San Francisco, ha anche proposto che l'intero stato della California divesta dal petrolio.

Il movimento per il boicottaggio e' specialmente attivo nelle universita' - dove almeno 300 istituzioni le stanno considerando e mettendo in atto. Le citta' di cui sopra sono quasi tutti "liberali", nel senso di apertura ai cambiamenti, progressiste e sensibili al tema dei cambiamenti climatici, ma si spera che il loro esempio possa dare l'impeto per azione a livello nazionale.

Qui il link su varie altre universita' coinvolte nel boicottaggio dei petrolieri
http://campaigns.gofossilfree.org



Non e' una cosa da poco: le universita' USA hanno dei cosiddetti "endowments",  fondi di vari miliardi di dollari, con cui vengono finanziate molte delle attivita' sui campus e che sono investiti in borsa. Il divestimento rappresenta un esempio simbolico ma anche concreto delle posizioni delle Universita' stesse sul cambiamento climatico, specie quelle da cui sono partiti gli studi scientifici
sul global warming.

L'ispirazione di questo movimento e' il boicottaggio contro apartheid degli anni '80 in Sud Africa.
L'arcivescovo Desmond Tutu, che ha vinto il premio nobel per la pace e che e' stato un protagonista di quella battaglia, dice

“The divestment movement played a key role in helping liberate South Africa. The corporations understood the logics of money even when they weren’t swayed by the dictates of morality. Climate change is a deeply moral issue too, of course. Once again, we can join together as a world and put pressure where it counts.”

Il boicottaggio ha avuto un ruolo chiave nel liberare il Sud Africa. Le corporazioni hanno ascoltato la logica del denaro anche quando non ascoltavano quelle della moralita'. I cambiamenti climatici sono anche loro un profondo problema morale, certo. Di nuovo possiamo unirci in tutto il mondo e mettere pressione, assieme, dove ce ne sia bisogno".

Per ora sono 10 citta' e 300 universita'.
Funzionera', non funzionera'? Chi lo sa. E' solo che da qualche parte si deve pur partire.