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Tuesday, April 14, 2015

Brasile: Lula, Dilma e le corruzione Petrobras

Dilma e' stata cacciata con impeachment 61 a 20.

Corruzione, cattiva gestione delle finanze, scandali e mazzette Petrobras. 
Anche se lei non ha intascato niente, sotto di lei il giro di petrol-mazzette 
e' stato di 30 miliardi di dollari l'anno. 

Proprio come in Italia.

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all'attuale presidente Dilma Rousseff per imbrogli sui conti del paese
e per corruzione e scandali Petrobras.
 


** 4 Marzo 2016 **

Fra i 33 ordini di perlustrazione e undici di detenzione, uno era per Lula, presidente dal 
2003 al 2011. L'accusa e' che anche lui abbia riceuto pagamenti illeciti. 
E' la 24-esima fase delle indagini. 

Il petorlio uccide tutto, anche la democrazia.






 ** 16 Agosto 2015 **
Altra manifestazione imponente per chiedere a Dilma, presidente brasiliano, di dimettersi.
Il paese e' corrotto, Petrobras e' sommersa dagli scandali, l'economia collassa. 
Proprio come in Italia, eh?


 -- Qui le proteste dell'Aprile del 2015 --































In Brasile la societa' civile scende in massa contro il presidente Dilma Rousseff, chiedendone l'impeachment a causa della corruzione galoppante dentro la compagnia statale petrolifera Petrobras, da lei guidata dal 2003 al 2010.

Le proteste durano da settimane.

Facciamo un passo indietro. Durante il tempo della sua campagna elettorale, Dilma promise che avrebbe usato la nascente ricchezza petrolifera per la crescita del paese e che non ci sarebbero stati sperperi e corruzioni come in altri paesi in via di sviluppo. Era un tempo di entusiasmo e di possibilita' illimitate: da pochi anni erano stati scoperti giacimenti enormi a mare e l'economia del Brasile era in pieno fermento.

Cosi' grande era il suo entusiasmo che mentre era a capo della Petrobras abbasso' artificilamente i prezzi della benzina, sperando di ottenere maggiori quote di mercato rispetto ai biocarburanti, visto che il paese era all'avanguardia nella produzione di etanolo.  Il futuro era suo e delle sue trivelle.

E invece.

Invece e' tutto crollato. Dopo essere stata eletta nel 2010, arrivano le difficolta' tecniche di sviluppare giacimenti petroliferi difficili, il crollo dei prezzi del petrolio, il calo della valuta nazionale che ha perso il 30% del suo valore rispetto al dollaro e soprattutto un enorme scandalo di corruzione e di tangenti dentro Petrobras che sembra non avere fine e che e' tutto centrato attorno al presidente.

Pian piano infatti emerge che per avere contratti con Petrobras, varie ditte abbiano "generosamente versato" il 3% del valore dei contratti in tangenti. Forse puo' sembrare un cosi-fan-tutte in Italia dove pagare tangenti e' normale, ma in Brasile l'hanno presa seriamente e con un grando scandalo popolare.

La Corte Suprema ha autorizzato che dozzine e dozzine di figure politiche di spicco venissero indagate per corruzione - fra cui il presidente del Senato Renan Calheiros, il presidente della Camera, Eduardo Cunha, l'ex ministro dell'energia Edison Lobao e l'ex presidente Fernando Collor de Mello.

Per ora ci sono circa 54 persone, la maggior parte politici, sotto indagine per corruzione dentro Petrobras.

Uno dei manager Pedro Barusco ha restituto circa 100 milioni di dollari ricevuti in tangenti e ha rivelato che tutti questi soldi finivano in banche svizzere. Parte un indagine ed il ministero della giustizia svizzero richiede che vengano congelati circa 400 milioni di dollari illegalmente ottenuti dalla Petrobras e versati in circa 300 conti in 30 banche elvetiche.

Hanno ritrovato un ammasso di opere d'arte comprate con queste tangenti, parte delle quali sono anche finite nelle casse del Partito dei Lavoratori ed usati durante la campagna elettorale di Dilma nel 2010.

Viene arrestato Nestor Cerveró, il capo delle operazioni internazionali a Petrobras: secondo l'accusa prese tangenti dal 2003 al 2008 che nascose in conti svizzeri e uruguayani. Si dimette anche il CEO della Petrobras Maria das Graças Foster insieme con altri cinque funzionari. Un altro dirigente Petrobras Paulo Roberto Costa viene arrestato per un giro di tangenti di circa 4 miliardi di dollari. 3.96 per l'esattezza.

Questo enorme giro di tangenti e di corruzioni viene messo in piedi proprio durante gli anni in cui e' Dilma a capo della Petrobras, e allo stesso tempo ministro dell'energia, molto vicina al suo precedessore Lula da Silva. Non solo Dilma era a capo della Petrobras, ma aveva anche imposto alla Petrobras di servirsi *solo* di ditte e di personale brasiliano, che spesso non erano all'altezza della situazione, causando incompetenze e ritardi.

Sotto Dilma partono mastodontici progetti di raffinerie, FPSO, pozzi -- e presumibilmente tangenti. Molti sono ora semi abbandonati, e le prime a partire sono state sicurezza e manutenzione - non a caso ci sono stati almeno due incidenti gravi nei campi petroliferi offshore del paese negli scorsi mesi.

Nel 2013 alla Petrobras lavoravano in 35,000. Adesso sono in 5,000. Spesso gli operari erano abitanti giunti da stati piu' poveri, che dopo essere licenziati, sono rimasti presso i cantieri e adesso sono senzatetto.

Per cercare di ovviare al tutto -- mancati introiti, aumento delle spese -- Dilma propone di alzare le tasse, creando ancora piu rabbia fra la gente che si sente defraudata ancora di piu. Dall'altro lato, a causa dei sussidi al petrolio sono stati persi circa 60,000 posti di lavoro solo dal 2013 al 2014 nell'inustria dell'etanolo, un tempo l'orgoglio del paese.

Si era pensato di stabilire un fondo pensioni nei tempi delle vacche grasse, come fatto in Norvegia, ma dopo averlo creato, Dilma decise che era meglio usare quei soldi nell'immediato e cosi il fondo pensioni brasiliano, istituito nel 2008 e' stato fondamentalmente chiuso nel 2012.

In questo momento l'indice di gradimento per Dilma e' del 13%.

Con 112 miliardi di dollari in rosso, la Petrobras e' la ditta petrolfiera piu' indebitata del mondo.


Il giorno 12 Aprile sono scese in piazza almeno un milione di persone in tutto il paese. Un mese prima, il 15 Marzo, erano stati un milione e settecento mila a chiedere le dimissioni di Dilma.

Il messaggio e' semplice: "Fora Dilma"

Tuesday, February 3, 2015

Petrobras: la fine del sogno petrolifero del Brasile


Maria das Gracas Foster, ex CEO Petrobras 
ha dato le dimissioni per troppa corruzione, incompetenza e mazzette


 Paulo Roberto Costa, Petrobras, arrestato per tangenti


Fino a qualche anno fa il Brasile era una scintillante potenza emergente, e nessuna ditta era piu' splendente della Petrobras, la ditta petrolifera nazionale. 

Hanno investito circa 220 miliardi di dollari per infrastrutture petrolifere dopo avere scoperto il piu grande giacimento nel mondo occidentale dal 1976 ad oggi, e il petrolio doveva portare al "nuovo Brasile.

Passano pochi mesi e dello scintillio della Petrobras non restano che gli scandali, la corruzione, le spettacolari perdite in borsa, gli obiettivi non raggiunti, l'inefficenza, il CEO che si dimette.

Nel 2008 la Petrobras valeva 310 miliardi.
Adesso ne vale 48.

Il valore delle azione e' calato del 70%.

E no, non e' solo il prezzo del petrolio ma proprio tutto il modo di operare della Petrobras.

Il capo della ditta, Maria das Gracas Foster e altri cinque manager si sono "dimessi involontariamente" Mercoledi' 4 Febbraio perche' secondo le indagini della polizia hanno preso tangenti in cambio di contratti.

Ci sono state transazioni sospette per circa 33 miliardi di dollari.

Questa Maria era molto amica del presidente Dilma Rousseff, ma lo scandalo era cosi grande che non si poteva fare altrimenti che invitarla caldamente ad andarsene. Il nuovo capo della Petrobras e'  Aldemir Bendine, finora capo del Banco do Brasil.

Gli scandali sono inziati nel 2014. Due direttori sono stati arrestati per riclaggio di denaro, nell"Operation Carwash,".

Paulo Roberto Costa, che era il capo del reparto raffinerie e distribuzione aveva creato un sofisticato sistema di cartelli e di corruzione con Alberto Youssef, un notorio riciclatore di denaro sporco.

Costa, e' stato arrestato ed ha nominato almeno dieci ditte che hanno partecipato nelle pratiche di corruzione della Petrobras, fra cui estorsione e corruzione. Le tangenti erano il 3 percento di ciascun contratto firmato dalla Petrobras e dovevano essere distribuiti ai partiti politici, fra cui il Partito Progressista, il Partito della Democrazia Brasiliana e il Partito dei Lavoratori del presidente Dilma.

 Sono stati rilasciati 62 ordini di arresto sono stati e ben 20 dirigenti sono stati arrestati.

Il procuratore che si occupa del caso ha detto che si tratta una organizzazione criminale gigantesca.

Forse l'esempio piu' eclatante e' quello della raffineria americana Pasadena: i belgi l'avevano comprata per 50 milioni di dollari. Dopo due anni, la Petrobras la ricompra per 1 miliardo di dollari.

Un bell'investimento, eh? Il valore che aumenta di 20 volte!

L'acquisto fu approvato dalla stessa Dilma Rousseff che al tempo era ministro dell'energia e presidente del consiglio di amministrazione della Petrobras.

Oltre alla Petrobras c'e' la storia di Eike Batista, un tempo l'ottavo uomo piu ricco del mondo, proprietario della OGX, ditta petrolifera.

Nel 2013 e' andato in bancarotta e un giudice a Rio de Janeiro ha ordinato la confisca dei beni: c'e' anche qui un caso di insider trading.

Evviva il petrolio.

Monday, November 14, 2011

Marea nera Chevron in Brasile


** Dall'Ansa del governo brasiliano : stanno cercando di tappare il buco come fatto per la Louisiana. La Chevron ammette che e' il suo pozzo ad essere scoppiato.**

Per la serie: quando si trivella e' sempre possible riversare petrolio a mare, anche con tutte le tecniche di protezione del 21esimo secolo e nonostante i petrolieri continuino a dire che le loro opere sono sicure e a prova di bomba.

Questa volta tocca alla Chevron, ditta americana con sede a San Francisco (niente di meno). E' stata la prima societa' petrolifera di California quando qui era il far west dell'oro nero, ed hanno mantenuto la loro sede operativa principale in questo stato.

La Chevron opera a scala globale e fra le sue operazioni attuali c'e' la trivellazione dei mari del Brasile, presso il pozzo Frade nel giacimento Campos Basin nei mari di Rio De Janeiro, a circa 230 miglia da riva, circa 370 chilomentri dal mare di Copacabana.

La Chevron ha iniziato a pompare petrolio nel 2009 e si parla di circa 50,000 barili al giorno. Un barile e' circa 160 litri, per cui il giacimento Frade produce circa 8 milioni di litri di petrolio quotidianamente.

Il giorno Giovedi 10 2011 Novembre hanno osservato una patina di idorcarburi, che si stima essere di circa 400-650 barili, o 64,000-100,000 litri di petrolio, molto probabilmente dovuta a perdite di petrolio dal pozzo della Chevron.

Il governo del Brasile aveva introdotto misure stringenti per controllare perdite dai pozzi, in seguito allo scoppio della BP nel 2010, ma evidentemente non e' bastato.

Il presidente Dilma Rousseff ha cosi mandato un comunicato in cui si dava la responsabilita' della perdita alla Chevron, e chiedendo una immediata e rigorosa indagine su metodi e responsabilita' delle perdite.

La Chevron dice che si tratta di "una perdita naturale dal sottosuolo" e che non e' per colpa delle loro operazioni. Per precauzione pero' ha immediatamente sospeso ogni attivita'.

Quelli di Sky Truth, che operano un satellite che fa immagini aeree di zone a rischio ecologico pero' non ci credono e dicono che non gli e' mai capitato di vedere una perdita naturale creare una macchia cosi' grande e cosi estesa su satellite.

Hanno deciso di guardare tutte le foto nell'area che hanno raccolto in anni di attivita' e se non c'e' niente nel passato vuol dire che tanto "naturale" la perdita non e'.

Si, per la serie e' tutto sicuro e i petrolieri dicono sempre la verita'!

Questa notizia mi e' stata segnalata da Francoise Lienhard che saluto e ringrazio.

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1. il pozzo lo stava trivellando la TransOcean, gli stessi del Golfo del Messico.

2. il pozzo ha iniziato a perdere l'8 Novembre 2011

3. Secondo il calcoli di quelli di Sky Truth, la macchia e' di 2,400 chilomentri quadrati. Si stimano che quelli possano essere 630,000 galloni di petrolio in totale, cioe' 2,400,000 litri.

Sono 10 volte piu' di quanto ammette la Chevron. Il cielo non mente.




Fonti: Washington Post