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Monday, August 15, 2016

David il sollevatore di pesi delle isole Kiribati ingoiate dal mare

David, il sollevatore pesi delle isole Kiribati

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il prima e' il 2008
il dopo e' il 2015

Prima:
 Dopo:


Prima:

Dopo:



 Prima:

Dopo:



Prima:

Dopo:

Prima: 

Dopo:

Prima: 
 Dopo:







Most people don’t know where Kiribati is. 
I want people to know more about us so I use weightlifting, 
and my dancing, to show the world.


I wrote an open letter to the world last year 
to tell people about all the homes lost to rising sea levels.



Si chiama David Katoatau, ha 32 anni, fa il sollevatore di pesi ed e' diventato uno dei personaggi piu' intriganti di queste olimpiadi di Rio. 

David viene dalle isole Kirbati, nel Pacifico, che stanno lentamente scomparendo a causa dei cambiamenti climatici. Anzi lo stesso David ha perso la sua causa dopo l'arrivo di un ciclone particolarmente violento.

E cosi cerca di usare queste Olimpiadi per sensibilizzare il pubblico sui cambiamenti climatici: danza la sua danza ogni volta che e' il suo turno -- una specie di Usain Bolt un po piu in carne. 

Danza qui a Rio, durante la cerimonia d'apertura, danza prima dei suoi pesi ed ha danzato ai giochi del Commonwealth a Glasgow nel 2014 quando vinse la medaglia d'oro nel gruppo di sollevatori da 105kg.  Fu la prima medaglia d'oro nella storia delle isole Kiribati, in qualsiasi evento sportivo.

E poi, dopo avere incuriosito tutti, che magari neanche sanno dove stanno le isole Kiribati,  twitta e scrive su facebook cosa sta accadendo alle 21 isole che compongono il suo paese: erosione costiera e, se nessuno fa niente, la catastrofe: le isole scompariranno presto.


Nel 2015 David scrisse anche una lettera a tutti i membri del Commonwealth Games Federation in cui ricorda ai paesi piu' ricchi che le isole Kiribati non hanno i soldi per salvare se stessi. Anzi, ricorda che hanno a malapena le risorse per impianti sportivi!

Dice che non c'era la palestra quando lui era bimbo, e non c'e' la palestra neanche adesso. Dice che si allenava in spiaggia, alle 6 del mattino prima che il sole rovente arroventasse pure la sua barra. Poi si trasferi' in Australia per continuare la sua formazione atletica.

Con i soldi della vittoria del 2014 (poco piu di 8,000 dollari) fece costruire una casa per i suoi genitori che pero' venne distrutta dal ciclone.  Ne hanno costruita un altra, ma sa gia' che anche questa potrebbe svanire.

Nella sua categoria qui alle olimpiadi e' arrivato sesto. Ha sollevato cinque barre, ma poi a quella dei 350 kg si e' arreso.

Ha baciato la barra, ha fatto la sua danza anti-cambiamenti climatici ancora una volta, e la folla l'ha riempito di applausi.

Tuesday, February 3, 2015

Petrobras: la fine del sogno petrolifero del Brasile


Maria das Gracas Foster, ex CEO Petrobras 
ha dato le dimissioni per troppa corruzione, incompetenza e mazzette


 Paulo Roberto Costa, Petrobras, arrestato per tangenti


Fino a qualche anno fa il Brasile era una scintillante potenza emergente, e nessuna ditta era piu' splendente della Petrobras, la ditta petrolifera nazionale. 

Hanno investito circa 220 miliardi di dollari per infrastrutture petrolifere dopo avere scoperto il piu grande giacimento nel mondo occidentale dal 1976 ad oggi, e il petrolio doveva portare al "nuovo Brasile.

Passano pochi mesi e dello scintillio della Petrobras non restano che gli scandali, la corruzione, le spettacolari perdite in borsa, gli obiettivi non raggiunti, l'inefficenza, il CEO che si dimette.

Nel 2008 la Petrobras valeva 310 miliardi.
Adesso ne vale 48.

Il valore delle azione e' calato del 70%.

E no, non e' solo il prezzo del petrolio ma proprio tutto il modo di operare della Petrobras.

Il capo della ditta, Maria das Gracas Foster e altri cinque manager si sono "dimessi involontariamente" Mercoledi' 4 Febbraio perche' secondo le indagini della polizia hanno preso tangenti in cambio di contratti.

Ci sono state transazioni sospette per circa 33 miliardi di dollari.

Questa Maria era molto amica del presidente Dilma Rousseff, ma lo scandalo era cosi grande che non si poteva fare altrimenti che invitarla caldamente ad andarsene. Il nuovo capo della Petrobras e'  Aldemir Bendine, finora capo del Banco do Brasil.

Gli scandali sono inziati nel 2014. Due direttori sono stati arrestati per riclaggio di denaro, nell"Operation Carwash,".

Paulo Roberto Costa, che era il capo del reparto raffinerie e distribuzione aveva creato un sofisticato sistema di cartelli e di corruzione con Alberto Youssef, un notorio riciclatore di denaro sporco.

Costa, e' stato arrestato ed ha nominato almeno dieci ditte che hanno partecipato nelle pratiche di corruzione della Petrobras, fra cui estorsione e corruzione. Le tangenti erano il 3 percento di ciascun contratto firmato dalla Petrobras e dovevano essere distribuiti ai partiti politici, fra cui il Partito Progressista, il Partito della Democrazia Brasiliana e il Partito dei Lavoratori del presidente Dilma.

 Sono stati rilasciati 62 ordini di arresto sono stati e ben 20 dirigenti sono stati arrestati.

Il procuratore che si occupa del caso ha detto che si tratta una organizzazione criminale gigantesca.

Forse l'esempio piu' eclatante e' quello della raffineria americana Pasadena: i belgi l'avevano comprata per 50 milioni di dollari. Dopo due anni, la Petrobras la ricompra per 1 miliardo di dollari.

Un bell'investimento, eh? Il valore che aumenta di 20 volte!

L'acquisto fu approvato dalla stessa Dilma Rousseff che al tempo era ministro dell'energia e presidente del consiglio di amministrazione della Petrobras.

Oltre alla Petrobras c'e' la storia di Eike Batista, un tempo l'ottavo uomo piu ricco del mondo, proprietario della OGX, ditta petrolifera.

Nel 2013 e' andato in bancarotta e un giudice a Rio de Janeiro ha ordinato la confisca dei beni: c'e' anche qui un caso di insider trading.

Evviva il petrolio.

Thursday, March 20, 2014

Solar City Tower, Rio de Janeiro - una meraviglia.



This project represents a message of a society facing the future
it is a return to content and actual, real challenges for the imminent post-oil-era.

Altro che buchi, altro che petrolio.





Concept

The aim of this project is to ask how the classic concept of a landmark can be reconsidered. It is less about an expressive, iconic architectural form; rather, it is a return to content and actual, real challenges for the imminent post-oil-era. This project represents a message of a society facing the future; thus, it is the representation of an inner attitude. Our project, standing in the tradition of “a
building/city as a machine”, shall provide energy both to the city of Rio de Janeiro and its citizens while using natural resources. We hope to attain an international Olympic message with a political appeal. After hosting the United Nation’s Earth Summit in 1992, Rio de Janeiro will once again be the starting point for a global green movement and for a sustainable development of urban structures. It will perhaps even become a symbol for the first zero carbon footprint Olympic Games.


Approach

The project consists of a solar power plant that by day produces energy for the city respectively the Olympic village. Excessive energy will be pumped as seawater into a tower. By night, the water can be released again; with the help of turbines, it generates electricity for the night. The electricity produced can be used for the lighting of the tower or for the city. On special occasions, this “machine
building” turns into an impressive wonder of nature: an urban waterfall, a symbol for the forces of nature. At the same time, it will be the representation of a collective awareness of the city towards its great surrounding landscape. Via an urban plaza located 60 meters over sea level you gain access to the building. Through the amphitheatre, you reach the entrance situated on the ground floor.


Organisation

Both entrance area and amphitheatre can serve as a place for social gatherings and events. The public spaces are also accessible from this point on. The cafeteria and the shop are situated beneath the waterfall and offer a breathtaking view. The public elevator takes the visitor to the observation decks and the urban balcony. The administration offices can be reached directly from the foyer. Its inner circulation is organised by an own entrance and the elevator. The semi-public spaces are located in the back area of the building; thus, they can be used separately. A retractable platform for bungee jumping is located on level +90.5. Long distance observation can be done from the observation deck on level +98.0. The urban balcony is situated at the top of the tower 105 meters above sea level. Here the visitor has a 360° view of the landscape and can experience the waterfall while walking over the glass sky walk.



Wednesday, February 13, 2013

Multe Chevron

Sversamento Chevron, al largo di Rio De Janeiro, Brasile 2011
17 milioni di dollari

 Incendio Chevron, Richmond, CA 2012
 1 milione di dollari

E cosi, la Chevron e' stata multata di 1 milione di dollari per l'incendio provocato il 6 Agosto 2012 presso la citta' di Richmond, nella California del Nord.

La multa e' il massimo che si potesse dare secondo le leggi Californiane. La Chevron e' risultata colpevole di ben 25 violazioni al California Division of Occupational Safety.

Anche in Brasile, la Chevron e' stata multata di 17 milioni di dollari per i riversamenti in mare di petrolio dalle piattaforme al largo di Rio De Janeiro, nel campo Frade, di proprieta' della Chevron ma operato dalla Transocean, la stessa del Golfo del Messico. 

Erano 3600 barili di petrolio rilasciati nel Novembre del 2011. Anche qui 24 infrazioni alle leggi di protezione dell'ambiente e dei lavoratori. Gia' nel 2012 l'istituto per la protezione dell'ambiente Ibama aveva multato la Chevron per 33 milioni di dollari per danni all'ambiente e per non avere in atto un piano di emergenza concreto e attuabile. Sono ancora in corso cause civili dove invece si chiedono 20 miliardi di dollari per gli sversamenti, e cause penali contro i dirigenti Chevron e Transocean con richieste di condanne per 31 anni, le quali ovviamente dicono che le richieste sono sproporzionate rispetto ai danni richiesti.

Tutto bene? Beh, non proprio, visto che questi soldi sono bazzeccole per loro.

Per il quarto semestre del 2012 la Chevron ha registrato un incremento del 41% del loro business, equivalente a ben 7.2 miliardi di dollari di ricavato.

Cioe' in tre mesi 7200 milioni di dollari! E quindi, che vuoi che sia un milioncino di qua o di la?

Questi 7.2 miliardi sono stati il piu' grande profitto nella storia della Chevron. Il piu' grande profitto!

Fanno 80 milioni di dollari al giorno!

E che ci faranno con questi soldi?

Andranno tutti in tasca agli investitori, e un po ai lobbysti per cercare di guadagnare ancora piu soldi.

Esempio? Esiste una legge che si chiama California Low Carbon Fuel Standard, dove l'industria del petrolio e' obbligata a ridurre le emissioni di anidride carbonica dai loro prodotti venduti in California.

Occore quindi che l'equivalente di grammi di CO2 prodotti da ogni unita' di prodotti petroliferi per il trasporto - benzina, gasolio per navi etc - sia ridootto del 10%. L'idea di base e' di guardare a tutto il ciclo petrolifero e di ridurre la dipendenza dello stato della California dal petrolio, nonche' di incentivare le tecnologie alternative.

In poche parole - rendiamo la benzina sempre meno inquinante, e piu' costosa da raffinare in modo da inquinare meno e magari dare impulso a energia diversa dal petrolio.

La legge fu passata sotto Schwarzenegger nel 2007, e l'industria del petrolio ha tempo fino al 2020 per adeguarsi.

Ovviamente, la Chevron e le sue amiche sono fermamente opposte a questo progetto perche' dicono che ci saranno costi troppo elevati. 

Deny, Delay, Disrupt - il loro piano.

Hanno gia' dato quasi 300,000 dollari in opera di lobby presso il governatore Jerry Brown. 

E' solo l'inzio.




Tuesday, June 19, 2012

#EndFossilFuelSubsidies - su twitter



Dedicato a Rocco Papaleo ENI-man: Guardi l'eleganza di Robert Redford 
e poi si vergogni -  se ne e' capace ancora.


La stampa italiana non ne ha parlato - troppo presi a mandare le pubblicita' di Rocco Papaleo che fa combriccola con l'ENI, ma in questi giorni dell'incontro di Rio De Janeiro sull'ambiente e' in corso una azione coordinata da parte di attivisti di mezzo mondo, guidata dal gruppo 350.org di Bill McKibben.

Anche Robert Redford ha detto la sua, scrivendo questo editoriale dal titolo che dice tutto:


 Scrive Robert Redford: 


Every year, around the world, almost one trillion dollars of subsidies is handed out to help the fossil fuel industry. Who came up with the crazy idea that the fossil fuel industry deserves our hard-earned money, no less in economic times of such harsh human consequence? We fire teachers, police and firemen in drastic budget cuts and yet, the fossil fuel industry can laugh all the way to the bank on our dime? Something doesn't add up here. 


Ogni anno, in tutto il mondo circa un trillione di dollari in sussidi e' dato all'industria petrolifera per aiutarli. A chi e' venuta in mente la brillante idea che l'industria delle fonti fossili ha bisogno dei nostri sudati soldi, e addirittura in tempi economici cosi' duri per l'umanita'. Licenziamo insegnanti, poliziotti e pompieri secondo drastici tagli per aiutare il budget, e allo stesso tempo l'industria del petrolio ride lungo la strada che la porta in banca con i nostri quattrini? C'e' qualcosa che non torna!


We should not be subsidizing the destruction of our planet. Fossil fuels are literally cooking our planet, polluting our air and draining our wallets. Why should we continue to reward companies to do that? 


Non dovremmo stare qui a dare sussidi per la distruzione del pianeta. Le fonti fossili stanno letteralmente cuocendo il pianeta, inquinando la nostra aria e lasciando i nostri portafogli all'asciutto. Perche' dobbiamo continuare a premiare le ditte che fanno tutto cio'?


As they go after more expensive and harder to access fossil fuels, it is like drilling a hole in our pocketbooks. We pay more at the pump. We pay in taxpayer subsidies to a highly profitable industry. And we pay in the rising costs of climate change in the form of floods, storms and droughts that hurt our homes and communities. 


E mentre loro vanno alla ricerca di fonti fossili piu' costose e di accesso piu' difficile, e' come se stessimo trivellando il nostro portafoglio. Paghiamo di piu' alla pompa, Paghiamo i sussidi con i soldi delle nostre tasse a una industria di enormi profitti. E paghiamo i costi galoppanti dei cambiamente climatici nella forma di alluvione, tempeste e siccita' che fanno male alle nostre case e alle nostre  comunita'.


Our world leaders are gathering in Rio over the coming days for a historic meeting twenty years after the first Earth Summit. We are looking to our governments to show leadership and commit to real timetables and actions for fighting climate change, including ending fossil fuel subsidies. Sure, they've made commitments to stop these unnecessary payouts. But commitments need to become action to have any meaning. And despite strong words, we are not yet seeing action on the ground. 


I nostri leader mondiali stanno riunendosi a Rio nei prossimi giorni per un incontro storico venti anni dopo il primo Earth Summit. Ci aspettiamo dai nostri governi di mostrare coraggio e di impegnarsi per scadenze vere ed azioni vere per combattere i cambiamenti climatici, fra cui la fine dei sussidi alle fonti fosisli di energia. Certo, si sono gia' presi impegni per fermare queste elargizioni non necessarie. Ma gli impegni devono diventare azioni per avere qualsiasi tipo di significato. E nonostante belle parole, non abbiamo ancora visto azioni vere in campo.


In the United States, President Obama has repeatedly proposed cutting $4 billion in annual federal subsidies to the oil and gas industry and several bills to cut fossil fuel subsidies are stalled in Congress.  


Negli Stati Uniti il presidente Obama ha ripetutatmente proposto il taglio di circa 4 billioni di dollari in sussidi annuali federali alle ditte del petrolio e del gas e varie proposte di legge per tagliare i sussidi alle ditte del petrolio. Queste leggi sono tutte ferme in congresso.


Think about what else we could do with one trillion dollars. We could create clean energy jobs, limit greenhouse gas emissions that create climate change and help make a healthier and more secure life for our children. Instead, we give 12 times as much in subsidies to the fossil fuel industry as we give to clean energy industries like wind and solar. 


Pensate a cosa potremmo fare con un trillione di dollari. Potremmo creare impiego in energia pulita, potremmo fermare le emissioni di gas serra che causano i cambiamenti climatici e potremmo aiutare a creare un futuro piu' sano e piu' sicuro per i nostri figli. Invece diamo all'industria del petorlio 12 volte piu' di quello che diamo all'industria pulita come il sole e il vento.


If you have a dollar to invest - investing that dollar in clean energy creates three times the jobs of the same dollar invested in the fossil fuel industry. In fact, studies show that fossil fuel subsidies slow economic growth. Clean energy is a great example of building a green economy. Ending fossil fuel subsidies is good for our pocketbooks, economic growth and for our health and environment. 


Se tu hai un dollaro da investire - investire quel dollaro in energia pulita crea tre volte il numero di lavoro che quello stesso dollaro crerebbe nell'industria delle fonti fossili. Infatti, alcuni studi mostrano come i sussidi all'industria del petrolio rallentano la crescita. L'energia pulita e' un esempio ottimale di come si costruisce una economia verde. Se fermiamo i sussidi all'industria del petrolio, questo sara' buono per i nostri portafogli, per la crescita economica, per la nostra salute e per il nostro ambiente. 


In poll after poll after poll, the public says they want more renewable energy and less fossil fuels. 


In tutti i sondaggi, il pubblico dice che vuole maggiore energia rinnovabile e minor uso di fonti fossili.


So why aren't our world leaders doing more to deliver what the public wants instead of what oil, gas and coal companies want? We need to hold our leaders accountable for the choices they make on our behalf. 


E allora perche' i nostri leaders mondiali non stanno ancora facendo quello che vuole il pubblico invece che quello che vogliono quelli dell'industria del petrolio, gas e del carbone? Occorre che i nostri politici siano considerati responsabili delle decisioni che prendono per noi.


People around the world are waking up to the absurdity of subsidizing Big Oil and Coal. Over a million people have already signed onto a petition to end fossil fuel subsidies. And on June 18, people from all over the world will be sending world leaders message on Twitter and Facebook to #endfossilfuelsubsidies. 


In tutto il mondo ci si sta svegliando di fronte all'assurdita' di dare sussidi a Big Oil e Big Coal. Circa un milione di persone ha gia' firmato una petizione per terminare i sussidi all'industria del petrolio. E il giorno 18 Giugno, in tutto il mondo si manderanno messaggi ai capi di stato su Twitter e Facebook per #endfossilfuelsubsidies. 


Just last March, President Obama said, Instead of taxpayer giveaways to an industry that's never been more profitable, we should be using that money to double-down on investments in clean energy technologies that have never been more promising. 


Lo scorso Marzo, il presidente Obama ha detto, "Invece di regalare i soldi delle tasse ad una industria che non ha mai avuto profitti cosi' elevati,dovremmo usare quel denaro per raddoppiare i nostri investimenti in energie e tecnologie pulite che non sono mai state tanto piene di promesse


These proposals have so far failed in the face of strong industry opposition and the fossil fuel industry is equally obstructive elsewhere in the world. 


Queste proposte finora sono fallite a causa di forti opposizioni da parte dell'industria petrolfiera che e' ugualmente distruttiva in altre parti del mondo.


In a time of economic hardship, progressing climate change and a growing demand for reliable and clean sources of energy, using taxpayer money to help oil, gas and mining companies represent a reckless and irrational use of taxpayer money and government investment. We can do better. We need the fossil fuel industry to stop asking us to pay the price for their greed. We need our world leaders to turn their words into actions. And we can start by reminding them to #endfossilfuelsubsidies


In questi tempi di durezza economica, cambiamenti climatici che avanzano, e una crescente domanda di energia pulita, l'uso di tasse pubbliche per pagare le ditte petrolfiere, del gas e minerarie rappresenta un incosciente e irrazionale uso di soldi pubblici e di investimenti governativi. Possiamo fare meglio. Dobbiamo chiedere all'industria del petrolio di non chiedere piu' a noi di pagare il prezzo della loro ingordigia. Dobbiamo chiedere ai nostri governanti mondiali di trasformare le loro parole in azioni. E possiamo fare questo con il ricordare loro di #endfossilfuelsubsidies


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L'idea allora e' di mandare messaggi twitter, blog, fotografie chiedendo ai capoccioni del mondo di non dare piu' sussidi di alcun genere alle ditte petrolifere - e' tempo di basta e che tutti quei soldi, miei, tuoi, pubblici siano usati per scopi piu nobili - energie alternative, conservazione, protezione dell'ambiente. Il tutto racchiuso nel messaggio #EndFossilFuelSubsidies. 


Per chi volesse partecipare, qui ci sono le istruzioni per mandare un messaggio twitter.


Qui le foto da varie parti del mondo con scritto End Fossil Fuel Subsidies - Londra, Sydney, New York e certo Rio de Janeiro












#EndFossilFuelSubsidies, Marble Arch, London (Credit: Stephen Brown)




#EndFossilFuelSubsidies, Battersea Power Station, London (Credit: Stephen Brown)








#EndFossilFuelSubsidies, Sydney Australia, (credit: James Alcock)




#EndFossilFuelSubsidies, Houses of Parliament, London (Credit: Stephen Brown)








#EndFossilFuelSubsidies, London, St Pauls Cathedral. (Photo credit: Stephen Brown)






Twitter projection from the roaming Illuminator van in New York. "Financing dirty energy: not a good idea for @jpmorganfunds or the US Gov #EndFossilFuelsSubsidies @illuminator99 pic.twitter.com/eNasVN10"




Twitter projection from the roaming Illuminator van in New York. "Let's stop giving them our tax dollars too. #endfossilfuelsubsidies @illuminator99 pic.twitter.com/C1sSjFJN"





Wednesday, November 23, 2011

Marea nera Chevron in Brasile: 28 milioni di dollari



28 milioni di dollari: questa e' la cifra minima che il ministero dell'ambiente dara' di multa alla Chevron per avere inquinato il mare davani alle coste di Rio de Janeiro.

Lo scoppio e' iniziato il 7 novembre, e continua a tuttora, dopo due settimane. I $28 milioni sono la multa base: si potrebbe arrivare a $140 milioni nonche' al bando della Chevron dalle future operazioni petrolifere.

La Chevron dice di essersi assunta le proprie reponsabilita'. Il governo dice che hanno fatto le opere di pulizia con molta superficialita' , che hanno mentito, e che il loro piano di emergenza non era all'altezza del compito. Prevedevano di usare macchinari che non avevano!

Soprattutto hanno taroccato le immagini aeree che hanno sottomesso al governo del Brasile, e questo ai brasiliani non e' piaciuto.

Nel 2007 il Brasile scopri' le sue enormi riserve di petrolio, dette "sub-salt", sotto il sale, perche' si trovano sotto uno spesso strato di sale e in profondita' nel mare.

Petrobras, la ditta nazionale del petrolio del Brasile ha grandi progetti per queste riserve, sebbene tutti dicano che ci sono forti rischi associati, data la complessita' del sottosuolo.

E poi ci sono i giochi petrol-politici.

La Chevron e' una delle poche ditte non brasiliane che opera in Brasile, in questo campo Campos, dove c'e' il pozzo Frede, quello scoppiato. I brasiliani diffidano degli stranieri e vogliono tenersi le operazioni petrolifere per se stessi. La Chevron teme che dopo lo scoppio ci sara' ancora maggior nazionalizzazione e chiusura agli stranieri.

Si dice che il governo sia arrabbiato con la Chevron non solo per l'inquinamento ma anche perche' tutto questo mostra che ci sono forti rischi con questo tipo di operazioni e loro non vogliono stare sotto i riflettori. Soprattutto c'e' paura che adesso dovranno essere fatte varie valutazioni ambientali, magari cambiare le regolamentazioni, e questo causera' ritardi alla produzione petrolifera, mancate royalties e soldi che si volevano spendere per le Olimpiadi.

Le riserve sono stimate essere di circa 100 miliardi di barili - che potrebbero essere sufficienti agli USA per 14 anni questo per far capire che sono tanti i barili li sotto.



Fonti: Los Angeles Times

Monday, November 14, 2011

Marea nera Chevron in Brasile


** Dall'Ansa del governo brasiliano : stanno cercando di tappare il buco come fatto per la Louisiana. La Chevron ammette che e' il suo pozzo ad essere scoppiato.**

Per la serie: quando si trivella e' sempre possible riversare petrolio a mare, anche con tutte le tecniche di protezione del 21esimo secolo e nonostante i petrolieri continuino a dire che le loro opere sono sicure e a prova di bomba.

Questa volta tocca alla Chevron, ditta americana con sede a San Francisco (niente di meno). E' stata la prima societa' petrolifera di California quando qui era il far west dell'oro nero, ed hanno mantenuto la loro sede operativa principale in questo stato.

La Chevron opera a scala globale e fra le sue operazioni attuali c'e' la trivellazione dei mari del Brasile, presso il pozzo Frade nel giacimento Campos Basin nei mari di Rio De Janeiro, a circa 230 miglia da riva, circa 370 chilomentri dal mare di Copacabana.

La Chevron ha iniziato a pompare petrolio nel 2009 e si parla di circa 50,000 barili al giorno. Un barile e' circa 160 litri, per cui il giacimento Frade produce circa 8 milioni di litri di petrolio quotidianamente.

Il giorno Giovedi 10 2011 Novembre hanno osservato una patina di idorcarburi, che si stima essere di circa 400-650 barili, o 64,000-100,000 litri di petrolio, molto probabilmente dovuta a perdite di petrolio dal pozzo della Chevron.

Il governo del Brasile aveva introdotto misure stringenti per controllare perdite dai pozzi, in seguito allo scoppio della BP nel 2010, ma evidentemente non e' bastato.

Il presidente Dilma Rousseff ha cosi mandato un comunicato in cui si dava la responsabilita' della perdita alla Chevron, e chiedendo una immediata e rigorosa indagine su metodi e responsabilita' delle perdite.

La Chevron dice che si tratta di "una perdita naturale dal sottosuolo" e che non e' per colpa delle loro operazioni. Per precauzione pero' ha immediatamente sospeso ogni attivita'.

Quelli di Sky Truth, che operano un satellite che fa immagini aeree di zone a rischio ecologico pero' non ci credono e dicono che non gli e' mai capitato di vedere una perdita naturale creare una macchia cosi' grande e cosi estesa su satellite.

Hanno deciso di guardare tutte le foto nell'area che hanno raccolto in anni di attivita' e se non c'e' niente nel passato vuol dire che tanto "naturale" la perdita non e'.

Si, per la serie e' tutto sicuro e i petrolieri dicono sempre la verita'!

Questa notizia mi e' stata segnalata da Francoise Lienhard che saluto e ringrazio.

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1. il pozzo lo stava trivellando la TransOcean, gli stessi del Golfo del Messico.

2. il pozzo ha iniziato a perdere l'8 Novembre 2011

3. Secondo il calcoli di quelli di Sky Truth, la macchia e' di 2,400 chilomentri quadrati. Si stimano che quelli possano essere 630,000 galloni di petrolio in totale, cioe' 2,400,000 litri.

Sono 10 volte piu' di quanto ammette la Chevron. Il cielo non mente.




Fonti: Washington Post