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Wednesday, August 14, 2019

Etiopia: piantati 350 milioni di alberi in un giorno






E' stata una iniziativa del primo ministro, Abiy Ahmed, che e' stata seguita da studenti, agricoltori,  ambientalisti, professionisti, e pure da rappresentanti stranieri.

L'idea di Abiy Ahmed e' di piantare 4.7 miliardi di alberi entro Ottobre per combattere i cambiamenti climatici.

La serieta' dell'iniziativa e' anche qui: per tutto il giorno le scuole e gli uffici pubblici sono stati chiusi perche' studenti e ufficianti sono stati incoraggiati a partecipare all'iniziativa. L'obiettivo era 200 milioni alberelli; sono invece arrivati a 350 milioni. Era stato tutto programmato per molto tempo e la distribuzione delle piantine era stata effettuata tre giorni prima l'evento. 

Ci sono un po di critiche: e' davvero possibile piantare 350 milioni di alberi in un giorno? Quanta terra e' stata usata, e dove? Alcuni dicono che tutto cio' e' stata una mossa politica per sviare l'attenzione dalle varie lotte interne che hanno creato 2.5 milioni di profughi.

Ad ogni modo, quale che sia il motivo ed il numero esatto di alberi, l'Etiopia non e' sola. Anche l'India e la Cina hanno deciso di riforestarsi per recuperare habitat e erosione. C'e anche un "Earth Day Network" che ora preme per la piantumazione di 7.8  miliardi di alberi il prossimo Aprile, il giorno di Earth Day, uno per ogni persona sulla terra.

All'inizio del 1900 circa un terzo dell'Etiopia era coperto da foreste ma adesso siamo a meno del 4%, un declino fortissimo.  Nel frattempo la popolazione e' cresciuta da 20 milioni nel 1960 a 100 milioni.  Ovviamente tutto questo porta se sempre piu' richiesta di terre arabili e di legname, portando alla devastazione della foresta.

Dal 1990 al 2015, l'Etiopia ha perso 2.6 milioni di ettari di foresta secondo lo United Nations’ Food and Agriculture Agency e ora e' attiva nel prevenire ulteriore deforestazione e nel mitigarne gli effetti oltre che appunto in iniziative per piantare nuovi alberi. Alcune organizzazioni locali come Farm Africa cercano di creare opportunita' lavorative con le api, con la produzione di oli, e nella realizzazione di beni dal bamboo.

Sulla terra ci sono circa 900 milioni di ettari di terra, un'area grande tanto quanto gli interi USA, che non sono usati dall'uomo e che potrebbero essere riforestati: secondo gli studiosi dell'ETH di Zurigo, se piantassimo alberi in tutta quell'area, a maturazione, circa i due terzi della CO2 prodotta dall'uomo dalla rivoluzione industriale ad oggi potrebbe essere riassorbita.

Il potere di un albero, eh?

Saturday, July 6, 2019

Piantare alberi e ' il miglior modo per fermare i cambiamenti climatici








Il metodo migliore per combattere i cambiamenti climatici?

Piantare miliardi di alberi in tutto il mondo.

Non e' la prima volta che si parla del potere benefico degli alberi, in questo pianeta i cui ritmi e gli equilibri naturali cambiano troppo in fretta, ma e' importante continuare a sottolineare questo fatto, specie in Italia, dova pare che abbattere alberi sia diventato lo spot nazinae.

E non solo piantare alberi e' il metodo migliore per fermare i cambiamenti climatici, ma e' anche quello piu' economico.  Impianti per sequestrare la CO2?  Carbon Tax? Accordi internazionali? No, la risposta e' piantare alberi!

La litania e' lunga: gli alberi crescono ed assorbono CO2 i cui livelli aumentano sempre piu' su questi pianeta. Se ci fosse un programma mondiale per la piantumazione degli alberi, molte cose potrebbero migliorare. Sulla terra ci sono circa 1.7 miliardi di ettari senza alberi, l'equivalente della superficie totale di USA e Cina assieme. Si potrebbero qui piantare alberelli nativi, che crescono in modo naturale, senza troppi accorgimenti, e senza soldi per la loro cura.  La stima e' che ci vorrebbero trenta centesimi ad albero se si scelgono le specie giuste. Si potrebbero riforestare zone tropicali, si potrebbero piantare piu' alberi nei pascoli, nelle citta', lungo le strade.

Il numero di 1.7 miliardi di ettari su cui si potrebbero piantare alberi arriva dall'analisi di circa 80,000 immagini ad alta risoluzione da Google Earth. Sistemi di intelligenza artificiale hanno poi messo assieme le foto con 10 tipi diversi di terriccio, topografia e clima per creare una mappa di dove gli alberi possano crescere meglio.

L'analisi mostra che circa 8.7 miliardi di ettari di terra puo' sostenere foresta, e che circa 5.5 miliardi gia' hanno alberi. Di quel che resta, circa 3.2 miliardi di ettari senza alberi, 1.5 ettari sono usati per agricoltura intensiva e appunto, 1.7 miliardi di terreno sparsamente "verdeggiante".

La riforestazione dunque, urbana e selvaggia su questi terreni e' il metodo migliore per abbassare i livelli di CO2, dice Tom Crowther dell' ETH di Zurigo l'autore principale dello studio che ha pubblicato su Science. La riforestazione aiutera' a fermare i cambiamenti climatici, e aiutera' a contenere i danni provocati dalle emissioni dalle fonti fossili.

Certo ci vorranno anni per una riforestazione completa, ma a volerlo sarebbe il modo ottimale. Intanto, non ci vogliono grandi ordini dall'alto o la costruzione di mega impianti. Basta solo volerlo. Tutti possiamo piantare alberi, arrabbiarci con i nostri comuni quando vogliono abbatterne, partecipare o organizzare eventi di riforestazione nei campi abbandonati, gettare semi.

I siti ottimali che sono stati identificati da Crowther dell'ETH si trovano in Russia, Canada, Cina, USA, Brasile ed Australia. In realta' iniziative di piantumazione esistono gia' a livello globale, incluso il Bonn Challenge, appoggiato da 48 nazioni che si pone l'obiettivo si ripiantare 350 milioni di ettari di foresta entro il 2030. Ma si puo' fare molto di piu' secondo Crowther.


Sul pianeta ci sono 3 trillioni di alberi la meta' di quanto ce ne fossero prima dell'arrivo dell'uomo. 
Abbiamo molta strada da fare. 

Friday, April 26, 2019

Il modo piu' efficente per fermare i cambiamenti climatici: piantare 1,200,000,000,000 di alberi









Quando pensiamo ai cambiamenti climatici, tutti pensiamo all'enormita' del problema e che la soluzione debba essere qualcosa di mega-galattico.
    E Tom Crowther non e' il solo, anche il gruppo Plant for the Planet (PFTP), guidato da giovani sta portando avanti una campagna quella del "Trillion Tree" che e' l'evoluzione del progetto "Billion Tree" lanciato dall'ONU nel 2006. Da un miliardo di alberi (billion) si e' passati a mille miliardi (trillion).

    I ragazzi del PFTP hanno gia' aiutato a piantare circa 15 miliardi di alberi, con l'aiuto di vari governi, inclusa l'India che ne ha piantati 2 miliardi. Tom Crowther e' un consulente per PFTP e dice che questi alberi e' facile piantarli in zone degradate. Ovviamente occorre fare il tutto in modo intelligente, perche' possono esserci rischi di incendi se gli alberi sbagliati vengono piantati in zone sbagliate. Oltre agli alberi anche il recupero delle savane e delle praterie sono importanti perche creano ecosistemi che aiutano a sequestrare l'anidride carbonica.

    Di pari passo alla riforestazione c'e'il fermo della deforestazione ovviamente.

    Intanto, oltre all'India, l'Australia promette che piantera' un miliardo di alberi entro il 2030, i paesi dell'Africa subsahariana promettono invece di riforestare 100 milioni di ettari di terra degradata, e la Cina ha gia' piantato 50 miliardi di alberi dal 1970 ad oggi.

    Da un punto di vista globale, la Bonn Challenge sponsorizzata dalle Nazioni Unite si propone di piantare alberi in circa 350 milioni di ettari entro il 2030.
    Ecco.

    Piantare un albero, e curarlo, non e' difficile. Se tutti quelli che parlano, protestano, postano su Facebook si impegnassero a piantare e annaffiare un solo albero, saremmo un piccolo passettino in avanti.

    In Italia non e' difficile. Ci sono tanti spazietti di risulta, e anche solo lanciarci semi di albicocche, pesche o altri frutti, o piantare arbusti appropriati potrebbe portare ad inaspettate soprese.

    Noi l'abbiamo fatto da piccoli, e dietro casa di mia mamma sono cresciuti due alberelli di albicocche, ora giganti.



    Thursday, March 20, 2014

    Solar City Tower, Rio de Janeiro - una meraviglia.



    This project represents a message of a society facing the future
    it is a return to content and actual, real challenges for the imminent post-oil-era.

    Altro che buchi, altro che petrolio.





    Concept

    The aim of this project is to ask how the classic concept of a landmark can be reconsidered. It is less about an expressive, iconic architectural form; rather, it is a return to content and actual, real challenges for the imminent post-oil-era. This project represents a message of a society facing the future; thus, it is the representation of an inner attitude. Our project, standing in the tradition of “a
    building/city as a machine”, shall provide energy both to the city of Rio de Janeiro and its citizens while using natural resources. We hope to attain an international Olympic message with a political appeal. After hosting the United Nation’s Earth Summit in 1992, Rio de Janeiro will once again be the starting point for a global green movement and for a sustainable development of urban structures. It will perhaps even become a symbol for the first zero carbon footprint Olympic Games.


    Approach

    The project consists of a solar power plant that by day produces energy for the city respectively the Olympic village. Excessive energy will be pumped as seawater into a tower. By night, the water can be released again; with the help of turbines, it generates electricity for the night. The electricity produced can be used for the lighting of the tower or for the city. On special occasions, this “machine
    building” turns into an impressive wonder of nature: an urban waterfall, a symbol for the forces of nature. At the same time, it will be the representation of a collective awareness of the city towards its great surrounding landscape. Via an urban plaza located 60 meters over sea level you gain access to the building. Through the amphitheatre, you reach the entrance situated on the ground floor.


    Organisation

    Both entrance area and amphitheatre can serve as a place for social gatherings and events. The public spaces are also accessible from this point on. The cafeteria and the shop are situated beneath the waterfall and offer a breathtaking view. The public elevator takes the visitor to the observation decks and the urban balcony. The administration offices can be reached directly from the foyer. Its inner circulation is organised by an own entrance and the elevator. The semi-public spaces are located in the back area of the building; thus, they can be used separately. A retractable platform for bungee jumping is located on level +90.5. Long distance observation can be done from the observation deck on level +98.0. The urban balcony is situated at the top of the tower 105 meters above sea level. Here the visitor has a 360° view of the landscape and can experience the waterfall while walking over the glass sky walk.