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Tuesday, February 3, 2015

Petrobras: la fine del sogno petrolifero del Brasile


Maria das Gracas Foster, ex CEO Petrobras 
ha dato le dimissioni per troppa corruzione, incompetenza e mazzette


 Paulo Roberto Costa, Petrobras, arrestato per tangenti


Fino a qualche anno fa il Brasile era una scintillante potenza emergente, e nessuna ditta era piu' splendente della Petrobras, la ditta petrolifera nazionale. 

Hanno investito circa 220 miliardi di dollari per infrastrutture petrolifere dopo avere scoperto il piu grande giacimento nel mondo occidentale dal 1976 ad oggi, e il petrolio doveva portare al "nuovo Brasile.

Passano pochi mesi e dello scintillio della Petrobras non restano che gli scandali, la corruzione, le spettacolari perdite in borsa, gli obiettivi non raggiunti, l'inefficenza, il CEO che si dimette.

Nel 2008 la Petrobras valeva 310 miliardi.
Adesso ne vale 48.

Il valore delle azione e' calato del 70%.

E no, non e' solo il prezzo del petrolio ma proprio tutto il modo di operare della Petrobras.

Il capo della ditta, Maria das Gracas Foster e altri cinque manager si sono "dimessi involontariamente" Mercoledi' 4 Febbraio perche' secondo le indagini della polizia hanno preso tangenti in cambio di contratti.

Ci sono state transazioni sospette per circa 33 miliardi di dollari.

Questa Maria era molto amica del presidente Dilma Rousseff, ma lo scandalo era cosi grande che non si poteva fare altrimenti che invitarla caldamente ad andarsene. Il nuovo capo della Petrobras e'  Aldemir Bendine, finora capo del Banco do Brasil.

Gli scandali sono inziati nel 2014. Due direttori sono stati arrestati per riclaggio di denaro, nell"Operation Carwash,".

Paulo Roberto Costa, che era il capo del reparto raffinerie e distribuzione aveva creato un sofisticato sistema di cartelli e di corruzione con Alberto Youssef, un notorio riciclatore di denaro sporco.

Costa, e' stato arrestato ed ha nominato almeno dieci ditte che hanno partecipato nelle pratiche di corruzione della Petrobras, fra cui estorsione e corruzione. Le tangenti erano il 3 percento di ciascun contratto firmato dalla Petrobras e dovevano essere distribuiti ai partiti politici, fra cui il Partito Progressista, il Partito della Democrazia Brasiliana e il Partito dei Lavoratori del presidente Dilma.

 Sono stati rilasciati 62 ordini di arresto sono stati e ben 20 dirigenti sono stati arrestati.

Il procuratore che si occupa del caso ha detto che si tratta una organizzazione criminale gigantesca.

Forse l'esempio piu' eclatante e' quello della raffineria americana Pasadena: i belgi l'avevano comprata per 50 milioni di dollari. Dopo due anni, la Petrobras la ricompra per 1 miliardo di dollari.

Un bell'investimento, eh? Il valore che aumenta di 20 volte!

L'acquisto fu approvato dalla stessa Dilma Rousseff che al tempo era ministro dell'energia e presidente del consiglio di amministrazione della Petrobras.

Oltre alla Petrobras c'e' la storia di Eike Batista, un tempo l'ottavo uomo piu ricco del mondo, proprietario della OGX, ditta petrolifera.

Nel 2013 e' andato in bancarotta e un giudice a Rio de Janeiro ha ordinato la confisca dei beni: c'e' anche qui un caso di insider trading.

Evviva il petrolio.

Wednesday, February 13, 2013

Multe Chevron

Sversamento Chevron, al largo di Rio De Janeiro, Brasile 2011
17 milioni di dollari

 Incendio Chevron, Richmond, CA 2012
 1 milione di dollari

E cosi, la Chevron e' stata multata di 1 milione di dollari per l'incendio provocato il 6 Agosto 2012 presso la citta' di Richmond, nella California del Nord.

La multa e' il massimo che si potesse dare secondo le leggi Californiane. La Chevron e' risultata colpevole di ben 25 violazioni al California Division of Occupational Safety.

Anche in Brasile, la Chevron e' stata multata di 17 milioni di dollari per i riversamenti in mare di petrolio dalle piattaforme al largo di Rio De Janeiro, nel campo Frade, di proprieta' della Chevron ma operato dalla Transocean, la stessa del Golfo del Messico. 

Erano 3600 barili di petrolio rilasciati nel Novembre del 2011. Anche qui 24 infrazioni alle leggi di protezione dell'ambiente e dei lavoratori. Gia' nel 2012 l'istituto per la protezione dell'ambiente Ibama aveva multato la Chevron per 33 milioni di dollari per danni all'ambiente e per non avere in atto un piano di emergenza concreto e attuabile. Sono ancora in corso cause civili dove invece si chiedono 20 miliardi di dollari per gli sversamenti, e cause penali contro i dirigenti Chevron e Transocean con richieste di condanne per 31 anni, le quali ovviamente dicono che le richieste sono sproporzionate rispetto ai danni richiesti.

Tutto bene? Beh, non proprio, visto che questi soldi sono bazzeccole per loro.

Per il quarto semestre del 2012 la Chevron ha registrato un incremento del 41% del loro business, equivalente a ben 7.2 miliardi di dollari di ricavato.

Cioe' in tre mesi 7200 milioni di dollari! E quindi, che vuoi che sia un milioncino di qua o di la?

Questi 7.2 miliardi sono stati il piu' grande profitto nella storia della Chevron. Il piu' grande profitto!

Fanno 80 milioni di dollari al giorno!

E che ci faranno con questi soldi?

Andranno tutti in tasca agli investitori, e un po ai lobbysti per cercare di guadagnare ancora piu soldi.

Esempio? Esiste una legge che si chiama California Low Carbon Fuel Standard, dove l'industria del petrolio e' obbligata a ridurre le emissioni di anidride carbonica dai loro prodotti venduti in California.

Occore quindi che l'equivalente di grammi di CO2 prodotti da ogni unita' di prodotti petroliferi per il trasporto - benzina, gasolio per navi etc - sia ridootto del 10%. L'idea di base e' di guardare a tutto il ciclo petrolifero e di ridurre la dipendenza dello stato della California dal petrolio, nonche' di incentivare le tecnologie alternative.

In poche parole - rendiamo la benzina sempre meno inquinante, e piu' costosa da raffinare in modo da inquinare meno e magari dare impulso a energia diversa dal petrolio.

La legge fu passata sotto Schwarzenegger nel 2007, e l'industria del petrolio ha tempo fino al 2020 per adeguarsi.

Ovviamente, la Chevron e le sue amiche sono fermamente opposte a questo progetto perche' dicono che ci saranno costi troppo elevati. 

Deny, Delay, Disrupt - il loro piano.

Hanno gia' dato quasi 300,000 dollari in opera di lobby presso il governatore Jerry Brown. 

E' solo l'inzio.




Tuesday, November 27, 2012

Mauro Febbo e gli ignoranti politici d'Abruzzo

"Con questa maggioranza il parco non si fara' mai"

Mauro Febbo

Si faranno invece piattaforme, raffinerie e pozzi 
nonostante le balle di Chiodi?  

Non votiamoli mai piu'. 
Questa gente non se lo merita.
 
Dedicato a:

Gianni Chiodi
Nicola Argiro
Alfredo Castiglione
Ricardo Chiavaroli
Luigi De Fanis
Walter Di Bastiano
Mauro Di Dalmazio
Emiliano Di Matteo
Mauro Febbo
Paolo Gatti
Gianfranco Giuliante
Emilio Iampieri
Antonio Menna
Giandonato Morra
Emilio Nasuti
Nazario Pagano
Alessandra Petri
Berardo Rabuffo
Luca Ricciuti
Lorenzo Sospiri
Daniela Stati
Giuseppe Tagliente
Luciano Terra
Lanfranco Venturoni
Nicoletta Veri' 


 Avete detto no al Parco Nazionale della Costa Teatina

VERGOGNATEVI.

Non siete nemmeno capaci di partorire un progetto che i cittadini aspettano da 11 anni.

11 anni persi, insieme a milioni di euro di finanziamenti.

Mentre le fabbriche chiudono, voi chiudete la possibilità di puntare su una economia sana che non può essere delocalizzata, quella che i più grandi economisti chiamano la risorsa del futuro.

Albergatori, bed and breakfast, agricoltori, commercianti, giovani laureati, imprenditori del futuro, privati da un manipolo di "pseudo-amministratori" asserviti a lobby di vario ordine e grado, di una importante risorsa: il Parco Nazionale della Costa Teatina.

Il Parco che l'assessore Febbo cerca di spacciare come il peggiore spettro possibile, propagandando falsita' e bugie.
 
Sapete cosa sta partorendo il ministro Passera?

Ne avete la più pallida idea?

VERGOGNATEVI.

Vi riempite la bocca di aver fermato i petrolieri, senza avere fatto NULLA.
Siete stati capaci solo di vantarvi del lavoro onesto di comitati associazioni e cittadini, che a GRATIS ci hanno perso mesi e mesi, giorni e notti, producendo osservazioni, organizzando manifestazioni, conferenze, informando il cittadino comune.

VERGOGNATEVI.

Ci state dando in pasto ai petrolieri.

La costa teatina è la parte di territorio in Abruzzo più interessata da progetti petroliferi.

Cambiate mestiere, fate altro perche' siete degli incapaci.

Lasciate governare chi ha capacità di benevolenza, lungimiranza, intelligenza, umanità, senso democratico.  

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Qualcuno dovra' pur dirgli che in una democrazia uno che e' stato eletto non e' un despota ma un servitore dei suoi concittadini.

Parliamo di Mauro Febbo, uno dei tanti politici d'Abruzzo che non merita di governare questa regione per il semplice fatto che, da come la vedo io almeno, tutte le sue azioni non sono tese a migliorarla, quanto invece ad accontentare palazzinari e speculatori.

Febbo era quello che voleva il "parco a macchia di leopardo" e cioe' speculazione edilizia punzecchiata di qua e di la da qualche piccola riserva. Era anche quello che diceva che dentro il parco si devono abbattere i frantoi. Sono tutte cose folli e false.

La cosa interessante e' che anche il Ministero gli ha detto che il parco a macchia di leopardo fa ridere.

Ecco allora l'ultima in questa saga pluri-annuale sul Parco della Costa Teatina come raccontato da Maurzio Acerbo.

Il giorno 26 Novembre, i consiglieri regionali Walter Caporale e lo stesso Acerbo presentano una risoluzione in cui semplicemente si chiedeva di informare gli enti locali del fatto che entro il 31 dicembre 2012 la regione deve esprimersi sulla proposta perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina.

Tutto il centro destra ha votato compatto contro questa risoluzione, inclusi quelli della provincia di Chieti, e tutto felice Mauro Febbo ha gridato: "Con questa maggioranza il parco non si fara' mai!"

Si faranno invece cementficazione e lottizzazione, come degli ebeti.

Soprattutto Febbo e compari hanno ancora una volta perso l'occasione di fare un gesto a favore dell'Abruzzo libero dalle trivelle: un parco e' sempre un cuscinetto in piu' a favore delle popolazioni, e un ostacolo maggiore ai petrolieri.

Oltre Febbo, hanno votato contro il parco l'allegra lista in alto.

Alcuni di quei personaggi li ho conosciuti di persona e non potevo capacitarmi della loro
ignoranza, altezzosita', arroganza e del loro sprezzo verso il cittadino medio di questa regione.

Sono veramente squallidi.

L'Abruzzo e' regione verde anche grazie alle 7 riserve regionali, e ai 6 SIC-Siti di Importanza Comunitaria che sono disseminati lungo la costa teatina.

E se solo lo sapessero fare ed avessero un po' di sale in zucca, potremmo veramente trasformare tutta questa bellezza in occasione di benessere economico per tutti. Ma devono farci le palazzine.

La Catalogna d'Italia di Enrico di Giuseppantonio non esistera' mai, perche' era solo uno slogan elettorale.

Ecco qui l'interessante commentario dell'assessore all'ambiente del comune di Fossacesia, Andrea Natale.



Monday, March 14, 2011

Salvatore Adduce, sindaco di Matera: non me ne fotte niente delle moratorie

Sono in viaggio in questi giorni e il tempo e' sempre tiranno. Cerchero' di fare del mio meglio per parlare di tutto quello che posso.
Eccoci qui a Matera:

Al Copam - la prima comica petrolio e ambiente - l'ENI e i loro comparotti dicono che vogliono aumentare la produzione di petrolio in Lucania e portarla al 12% del fabbisogno nazionale. Adesso e' al 6%. Vito de Filippo, presidente di regione dice che vuole fare della Basilicata l'hub energetico del paese.

Dicono queste cose come se in Basilicata non ci abitasse nessuno.

E come faranno? Semplice, ancora piu' aggressioni al territorio e al mare, in ancora piu' localita', senza niente di sacro. Povero a chi gli capita.

Infatti, finita Potenza, ora si passa a Matera.

E i politici che hanno da dire? Come sempre, ignoranti e incuranti della gente che li ha votati per proteggerli e per rappresentarli, dicono che non gliene importa niente.

Proprio cosi, il sindaco di Matera, Salvatore Adduce a chi gli chiedeva di proporre una moratoria petrolifera per le regione Basilicata, dice queste parole:

"Non me ne fotte niente della moratoria. Voglio sapere che cosa dobbiamo fare, come la Regione deve organizzare le cose. Non le voglio le moratorie."

Piu' chiaro di cosi! Per esclusione se non vuole le moratorie, vuol dire che vuole le trivelle, no? E' semplice logica.

E poi che significa che vuole sapere cosa fare? Vuole sapere dove mettere i pozzi? Dove sradicare nuove vigne per costruire il nuovo centro oli? A quale comunita' regalare un futuro di malattie e di morte, di puzza e di mele marcie? I pozzi li mettiamo in riva al mare o fra i sassi di Matera?

Perche' il sindaco non da l'esempio e non offre il giardino di casa sua per metterci il primo pozzo di petrolio?

Poi arriva Vito de Filippo, che arrogantemente dice alla gente che gli chiedeva se non ci fosse un altro tipo di futuro per la Basilicata: "Ce l'hai tu una ricetta?"

Uno che dice cosi, in altri posti non durerebbe un giorno. Per come la vedo io, un presidente di regione e' pagato per trovare soluzioni ai problemi, per guidare la sua comunita', per una visione, per delle idee, non per calarsi tutto e di piu' davanti all'ENI.

Le ricette deve avercele lui, non un cittadino. Non posso che pensare alla politica americana. Nessuno sarebbe cosi' arrogante coi suoi elettori e si prenderebbe la responsabilita' di trovarle lui le soluzioni. Altrimenti che li paghiamo a fare? Ad avvallare lo status quo non ci vuole niente, lo sanno fare tutti.

La verita' e' che questa gente ha paura di fare le cose giuste. Molto piu' facile inchinarsi ai petrolieri piuttosto che difendere il popolo.

Interessante quando qualcuno gli chiede "Ma lei lo sa che anche in California dicono che tutta la filiera petrolifera fa venire il cancro?" De Filippo dice: "Siamo qui per capire se e' vero"

Che cosa schifosa.

Pensa che Assomineraria gli dira' la verita'? Ma se quelli c'hanno il conflitto di interessi grande tnato quanto tutta la Basiliciata!

Si sa che le trivelle non portano bene a nessuno. Si sa, e se solo mi avessero interpellato li avrei sommersi di evidenza scientifica da ogni parte del mondo. Hanno invitato solo i loro amici per rigirarsela fra di loro che e' tuttapposto, che no, i Californiani sono matti, e che in Basilicata va tutto a gonfie vele.

Saro' pure persona non grata, ma la verita' non si puo' nascondere.

Grazie a chi e' andato a parlare a De Filippo di royalties e di petrolieri californiani.

Mi rende orgogliosa che il tempo che ho passato a cercare quei dati, dall'altra parte del pianeta, sia stato ben speso.

Grazie a Vito l'Erario, Enzo Palazzo, Pietro Dommarco e Antonio Bavusi che hanno organizzato il Contro-Copam.


Non mollate.

Tuesday, December 7, 2010

Total a Corleto Perticara: fanghi perforanti fra i campi





Ecco cosa fa la Total - in Birmania i lavori forzati, in Basilicata i veleni nei campi.

Qui il video Total-fanghi.


Secondo un reportage di Rai3 Basilicata per tutto il decennio 1990 la Total ebbe in affitto dei terreni vicino ai suoi pozzi di petrolio a Tempa Rossa. Siamo a Serra d'Eboli, comune di Corleto Perticara, 2700 abitanti.  La Total prese quei campi - senza neppure presentare una Valutazione d'Impatto Ambientale - per farci vasche dove metterci 2000 metri cubi di rifiuti petroliferi. Invece, zitti zitti, questi rifiuti di idrocarburi e metalli pesanti li interro' allegramente, lasciando la superficie libera.

Finito il tempo dell'affitto, semplicemente restuirono i terreni ai contadini, tal quali, senza bonifiche, senza dire niente a nessuno dei veleni che avevano seppellito sotto. Nessuno controllo' niente per anni. Nessun cartello, nessun avviso alla popolazione, niente. Alla muta.

Questo reportage e' uscito a fine Novembre. Da allora, non ho sentito nemmeno una mosca fiatare dagli uffici del presidente della regione Basilicata, Vito De Filippo.

Non ha nulla da dire in difesa dei suoi cittadini che hanno mangiato veleni? La Regione Basilicata si fara' promotrice di una causa contro la Total, se viene fuori che i veleni di Corleto Perticara sono da attribuirsi all'industria petrolifera?

Negli anni '90 non era Vito di Filippo il presidente di Basilicata, ma adesso si e la responsabilita' di mettere la Total alle strette, di difendere la gente da nuovi episodi di questo genere, spetta a lui.

Per esempio, alla luce di tutto cio', qual'e' la sua posizione sui nuovi pozzi di petrolio nell'area dei Calanchi di Total ed ENI? Non e' il caso di avere una moratoria temporanea petrolifera in Basilicata per capire a che punto siamo e dove si vuole andare?

E' possibile sentire parole chiare?

...quanto purgatorio si dovranno fare questi inutili politici d'Italia a cui non importa niente della gente, della nazione....

Tuesday, December 16, 2008

La grande abbuffata


Piove sul bagnato. Oggi altre belle pagine di "politica" abruzzese, e in parallelo di "politica" petrolfiera in Basilicata. Entrambe collegate da fortissimi sospetti di tangenti, inciuci, scambi, concussioni, affari privati. Il tutto ai nostri danni.

Oltre all'indagato Luciano D'Alfonso che tiene un bel crocifisso nel suo studio per fare scena c'e' tutto il jet-set pescarese in questa storia di ruberie varie. Non ci hanno lasciato nulla.

Il segretario di d'Alfonso, Guido Desio, teneva un fascicolo con tutti i pagamenti fatti dalle varie entita' imprenditoriali e politiche. C'era l'elenco imprenditori, l'elenco partiti, l'elenco della 'Margherita'. E poi i nomi delle persone con una b che stava per pagamento in bianco, cioe' regolare, e con una n che stava per pagamento in nero.

Tutti quei pagamenti fanno parte della categoria t: truffati al cittadino normale, che e' sempre alla fine quello che paga. La gente normale, quella che paga le tasse che in Italia sono fra le piu' alte del mondo occidentale, la gente normale che non arriva alla fine del mese e che vede schizzare in alto i prezzi della pasta, dei voli aerei, delle medicine.

Non ho scelto queste categorie a caso:

Il figlio di Carlo Toto, Alfonso Toto, versa soldi a D'Alfonso-Desio in cambio di laute cene, viaggi gratis in tutto il mondo su Air One per il sindaco e per la sua famiglia. Pare che gli piacesse in particolar modo New York. Toto padre e' stato il testimone di nozze di D'Alfonso. Nonostante cio' pare che questi regali servissero per cementificare la loro amicizia. Peccato che le altre cose che hanno cementificato assieme hanno fatto piuttosto uno schifio per la collettivita'.

Avete presente quando arrivi a Pescara e la prima cosa che vedi e' quello scempio dell'area di risulta, con bancarelle da terzo mondo, parcheggi senza righe, buche dappertutto e viuzze dove non ci si entra con due macchine che si incrociano? Mi sono sempre chiesta se non si potesse costruire un moderno parcheggio (bello, largo e funzionante, non come quelli alla meno peggio di Fiumicino) e usare il resto della zona per farci un parco cittadino. Mi sono sempre chiesta, ma perche' non fanno una gara di appalto seria e non invitano qualcuno di creativo a pensare a come usare quel pezzo di terra nel cuore della citta' in un modo elegante?

Beh, ora si capisce tutto. Perche' la concorrenza non c'era, perche' non hanno dovuto vincere le gare per creativita', per bellezza, per darci qualcosa di architettonicamente intrigante. Erano partiti bene con un bando europeo nel 2006 sotto l'amministrazione di D'Alfonso, poi hanno fatto rettifiche e confusione per cui alla fine si e' presentato solo un concorrente. E chi era costui? Carlo Toto! Ma come puo' essere che si presenta solo lui? E con quale progetto? In circa 30 anni si stima che quel pezzo di terra dove ha dovuto pagare solo l'asfalto e due alberi di ulivo gli fruttera' 400 milioni di euro. 400 milioni di euro dei nostri soldi per parcheggiare li e a costo praticamente zero per lui.

Il tizio che ha scritto il bando per l'appalto dell'area di risulta, Giampiero Leombroni, e' poi finito a lavorare per Toto. Coincindenze? Coincidenza pure che la magistratura e' riuscita a trovare 150 mila euro dati da Toto a D'Alfonso? Gli pagava l'autista, la benzina, le vacanze, gli dava degi aerei che poteva usare gratis per voli privati. D'Alfonso si fece con la sua famiglia Pescara-Malta-Venezia gratis per circa 25,000 euro. Lo stipendio medio di un insegnante in Italia all'anno. Il sindaco pero', da gran gentiluomo, e con la croce nel suo ufficio, nega e dice che e' tutta colpa del suo segretario Desio cha faceva tutto per conto suo. Forse che Dezio obbligava D'Alfonso ad andare in vacanza con l'aereo personale!

Ora, mi si dira' che D'Alfonso si anche adoperato contro il centro petroli. Lo so, e' venuto anche a sentirmi a Pescara. Arrivo' tardi, io avevo gia' finito di parlare e mi hanno *fatto ripetere il discorso daccapo* apposta per lui. Gianni Belcaro si arrabbio' ed ando' via. Io, allibita e scioccata, rifeci il mio discorso, lui ascolto' e poi se ne ando'.

Ad ogni modo, da come la vedo io, non e' che siccome si e' fatta una cosa buona, allora tutto il resto ce lo scordiamo. Se queste accuse sono vere, D'Alfonso, come Del Turco, merita ogni punizione possibile. La politica e' una responsabilita' seria e non puo' essere assolutamente usata per tornaconti personali. Come Del Turco, D'Alfonso e' giuridicamente innocente fino alla fine dei lunghissimi processi italiani, ma visto che e' tutto circostanziato da agendine, ricevute e assegni vari, l'onere di spiegare tutto e' su di lui.

Ci sono delle prove fisiche che secondo me rendono queste persone moralmente colpevoli, anche se e' tutto legale.

Ma andiamo avanti, pure il gruppo Filippo de Cecco, della pasta della Fara, ha versato 10 mila euro a D'Alfonso-Desio, in modo "regolare". Da oggi avranno un cliente in meno, la sottoscritta.

L'imprenditore Luigi Pierangeli, titolare di una casa di cura di Pescara e' coinvolto pure lui. In passato aveva querelato Bruno Vespa e Ottaviano del Turco per diffamazione. In quel tempo gli erano stati attributi "comportamenti scorretti e non veritieri" e per questo li aveva denunciati.
Beh, in questi giorni Pierangeli e' accusato di ben altri comportamenti illeciti. Anche lui ha versato circa ottomila euro a Desio-D'Alfonso che poi magicamente gli commissiona la trasformazine dell'ex fonderia Camplone in un centro regionale dirigenziale, detto le tre Torri.

Ma come potranno persone del genere mai rappresentare gli interessi della collettivita'? E se Toto o Pierangeli stavano nella Buonefra o nella CIA (il consorzio nato apposta per dare "servizi" all'ENI di cui fa parte anche Fratino), il sindaco di Pescara avrebbe detto lo stesso il suo timido no al centro petrolfiero? E se si presentava l'ENI o la MOG o la Petroceltic, con altrettanti 'omaggi' il nostro sindaco lo stesso avrebbe detto no al centro petrolifero?

Quante decisioni ha preso D'Alfonso pensando a quella croce che tiene appesa nel suo uffico e quante altre pensando ai suoi amici e al suo portafoglio?

Chissa come prendono queste notizie Fratino e Di Martino, attendo con ansia di leggere il blog di Mauro Vanni...

Non so spiegare il mio senso di schifo. E' tutto cosi' sporco, cosi' ammuffato, cosi' viscido. Mi fa vergognare di essere abruzzese. Dove sono i veri statisti? Dove sono le persone che fanno il proprio mestiere di amministratori per amore? E' vergognoso.

Fonti: Primadanoi 1,Primadanoi 2, Primandanoi 3, Primandanoi 4