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Tuesday, June 28, 2011

Ad Agatino Mancusi: e il Memorandum?




[... promuovere]
l'accelerazione dello Sviluppo regionale,
la crescita occupazionale,
l'incremento di infrastrutture,
la realizzazione di interventi di ricerca e innovazione
in relazione alla ricerca e coltivazioni di fonti fossili in Basilicata


Vito De Filippo, Guido Viceconte, Stefano Saglia

Dal Memorandum Italia-Basilicata
29 Aprile 2011



...ma dimmi, sogni spesso le cose che hai scritto

oppure le hai inventate solo per scandalizzarmi?

Francesco De Gregori


Qualche volta mi capita di leggere di politici che fanno distinzioni fra pozzi in mare e in terra, fra estrazioni di gas e di petrolio, come per dire, che c'e' una classifica di trivelle buone e di trivelle cattive.

In realta' anche con lievi differenze, bucare il terreno alla ricerca di idrocarburi, per dirla con il ministro Paolo Romani, quali che siano e dove che siano i buchi, ha sempre conseguenze negative, specie per chi ci vive in quei posti.

Trivellare a terra e non a mare o viceversa, e' una vittoria di Pirro. E' come dire: i veleni li vuoi mangiare nei pesci o nella verdura? Mentre ti fai il bagno al mare o mentre che passeggi in campagna?

In particolare, mi riferisco all'assessore all'ambiente della regione Basilicata e vice presidente della Lucania, Agatino Mancusi che riferendosi alle trivelle nel mar Ionio dice:

La posizione politica della Regione Basilicata ribadita in ogni circostanza dal Presidente De Filippo è chiaramente contraria a ogni tipo di estrazione in mare nei pressi delle nostre coste, ma confidiamo nel fatto che l’applicazione delle norme esistenti renda inutile anche la battaglia politica per affermare quello che il buon senso suggerisce ai cittadini lucani che ieri hanno realizzato una catena umana di cinque chilometri e che dovrebbe suggerire a tutti. Ma continuiamo a vigilare con attenzione sugli sviluppi”.

Tutto bene dunque? Beh insomma.

Intanto, a me pare piuttosto che con le sue parole, l'assessore si auspichi piu' passivita' e che non gli piaccia proprio che la gente si riprenda il diritto sacrosanto di partecipare, di esprimersi, di chiedere cio' che e' giusto dalla propria classe politica.

Che significa che la battaglia politica di ieri era inutile? Perche' lo dice cosi, con quasi un senso di fastidio, invece di elogiare cittadini e i santi organizzatori? Proprio non riesce a vederlo che quello dell'altro giorno era un grido di affetto per la Basilicata tutta - terra e mare - da parte dei suoi concittadini che non ne possono piu' di trivelle, centri oli e parchi violentati?

Ma soprattutto perche' Mancusi parla del mare e tace sulla terra? O che le due cose sono diverse?

Che ne pensa Mancusi delle trivelle lucane in terra?

Perche' non c'e' nessuna dicharazione di "assoluta contrarieta' " anche all'espansione delle trivelle in terraferma?

Si rende conto di essere incorente?

Secondo me, Mancusi non dice niente perche', come riporta la OLA, il prossimo 5 luglio 2011 la Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie discutera' il cosiddetto "Memorandum" con la regione Basilicata, rappresentata da Massimo Scuderi della Societa' Energetica Lucana e lui non vuole trovarsi in una posizione difficile.

Questo memorandum dal nome funesto, non e' una vera discussione, non e' un ricordino, o un memento mori, e' semplicemente una resa patetica da parte dei politici di Basilicata - De Filippo e Mancusi in primis - che firmeranno questo accordo grazie al quale i lucani:

1. Si vedranno raddoppiare la quantita' di petrolio prodotto, per passare dal 6% del fabbisogno nazionale al 15%. Siccome la Basilicata ha dato poco a questa nazione, continuiamo a martoriarla.

Agatino, vuoi dire qualcosa?

2. Si vedranno appioppato un "distretto energetico" con moderne infrastrutture industriali ed energetiche. Un tuffo negli anni '60! Vedremo una nuova Ilva di Taranto? Un nuovo petrolchimico di Gela? O facciamo Marghera?

Agatino, vuoi dire qualcosa?

3. Si vedranno raddoppiare Il Centro Oli di Viggiano e si vedranno costruito un altro mostro desolforizzante detto di Tempa Rossa a pochi chilomentri da Viggiano.

Agatino, vuoi dire qualcosa?

4. Si vedranno costruire strade apposta per i petrolieri, visto che la gente emigra.

Agatino, vuoi dire qualcosa?

5. Si vedranno realizzare un magnifico centro studi in materia di energia e sicurezza. Si la sicurezza con i limiti di idrogeno solforato 6000 volte superiori a quanto raccomandato dall'OMS.

Agatino, vuoi dire qualcosa?

6. Si vedranno realizzare una scuola superiore sull'energia - fossile? - per indottrinare meglio i giovani.

Agatino, vuoi dire qualcosa?

7. Si vedranno realizzare un bellissimo "cluster" dell'energia con valenza internazionale. Quelli dell'istituto Luce non potevano dirlo meglio!

Agatino, vuoi dire qualcosa?

Il tutto il giorno 5 luglio, a Roma, alla presenza di tale ingegnere Arnaldo Vioto. Ah dimenticavo, visto che ci stanno, a Roma parleranno anche di un paio di concessioni in mare, con buona pace di Agatino Mancusi per il quale e' tutto inutile.

Che vergogna.

L'unico memorandum che darei io a questi qui - Agatino Mancusi, Vito De Filippo e compari - e' il memorandum che sono pagati dalla gente di Basilicata per difenderli e fare i loro interessi e non per fare le femminelle davanti all'ENI.

Thursday, April 7, 2011

Viggiano, storie di tutti i giorni. ENI maledetta



Vito, Astronik, Antonio, Pietro, Enzo e tutti quelli della OLA, grazie di tutto. Spero che il resto dell'Italia che lotta contro il petrolio vi sia riconoscente e che nelle loro battaglie si ricordi della Basilicata martoriata. Questa terra bellissima ha avuto solo la sfortuna di arrivare per prima sotto le grinfie di quella industria di morte che si chiama ENI.

I velENI di Sauron from olachannel on Vimeo.

Monday, March 14, 2011

Salvatore Adduce, sindaco di Matera: non me ne fotte niente delle moratorie

Sono in viaggio in questi giorni e il tempo e' sempre tiranno. Cerchero' di fare del mio meglio per parlare di tutto quello che posso.
Eccoci qui a Matera:

Al Copam - la prima comica petrolio e ambiente - l'ENI e i loro comparotti dicono che vogliono aumentare la produzione di petrolio in Lucania e portarla al 12% del fabbisogno nazionale. Adesso e' al 6%. Vito de Filippo, presidente di regione dice che vuole fare della Basilicata l'hub energetico del paese.

Dicono queste cose come se in Basilicata non ci abitasse nessuno.

E come faranno? Semplice, ancora piu' aggressioni al territorio e al mare, in ancora piu' localita', senza niente di sacro. Povero a chi gli capita.

Infatti, finita Potenza, ora si passa a Matera.

E i politici che hanno da dire? Come sempre, ignoranti e incuranti della gente che li ha votati per proteggerli e per rappresentarli, dicono che non gliene importa niente.

Proprio cosi, il sindaco di Matera, Salvatore Adduce a chi gli chiedeva di proporre una moratoria petrolifera per le regione Basilicata, dice queste parole:

"Non me ne fotte niente della moratoria. Voglio sapere che cosa dobbiamo fare, come la Regione deve organizzare le cose. Non le voglio le moratorie."

Piu' chiaro di cosi! Per esclusione se non vuole le moratorie, vuol dire che vuole le trivelle, no? E' semplice logica.

E poi che significa che vuole sapere cosa fare? Vuole sapere dove mettere i pozzi? Dove sradicare nuove vigne per costruire il nuovo centro oli? A quale comunita' regalare un futuro di malattie e di morte, di puzza e di mele marcie? I pozzi li mettiamo in riva al mare o fra i sassi di Matera?

Perche' il sindaco non da l'esempio e non offre il giardino di casa sua per metterci il primo pozzo di petrolio?

Poi arriva Vito de Filippo, che arrogantemente dice alla gente che gli chiedeva se non ci fosse un altro tipo di futuro per la Basilicata: "Ce l'hai tu una ricetta?"

Uno che dice cosi, in altri posti non durerebbe un giorno. Per come la vedo io, un presidente di regione e' pagato per trovare soluzioni ai problemi, per guidare la sua comunita', per una visione, per delle idee, non per calarsi tutto e di piu' davanti all'ENI.

Le ricette deve avercele lui, non un cittadino. Non posso che pensare alla politica americana. Nessuno sarebbe cosi' arrogante coi suoi elettori e si prenderebbe la responsabilita' di trovarle lui le soluzioni. Altrimenti che li paghiamo a fare? Ad avvallare lo status quo non ci vuole niente, lo sanno fare tutti.

La verita' e' che questa gente ha paura di fare le cose giuste. Molto piu' facile inchinarsi ai petrolieri piuttosto che difendere il popolo.

Interessante quando qualcuno gli chiede "Ma lei lo sa che anche in California dicono che tutta la filiera petrolifera fa venire il cancro?" De Filippo dice: "Siamo qui per capire se e' vero"

Che cosa schifosa.

Pensa che Assomineraria gli dira' la verita'? Ma se quelli c'hanno il conflitto di interessi grande tnato quanto tutta la Basiliciata!

Si sa che le trivelle non portano bene a nessuno. Si sa, e se solo mi avessero interpellato li avrei sommersi di evidenza scientifica da ogni parte del mondo. Hanno invitato solo i loro amici per rigirarsela fra di loro che e' tuttapposto, che no, i Californiani sono matti, e che in Basilicata va tutto a gonfie vele.

Saro' pure persona non grata, ma la verita' non si puo' nascondere.

Grazie a chi e' andato a parlare a De Filippo di royalties e di petrolieri californiani.

Mi rende orgogliosa che il tempo che ho passato a cercare quei dati, dall'altra parte del pianeta, sia stato ben speso.

Grazie a Vito l'Erario, Enzo Palazzo, Pietro Dommarco e Antonio Bavusi che hanno organizzato il Contro-Copam.


Non mollate.

Wednesday, October 20, 2010

Aiutiamo la Basilicata


Mandiamo osservazioni per altri progetti petroliferi in Val D'Agri. Le istruzioni sono qui.
Vogliono trivellare ancora nei parchi....

Appena ne so di piu' ne parlero'. Da domani sono a fare il jury duty. Cioe' la giuria popolare presso la corte di Los Angeles.

La Total, titolare di maggioranza dei permessi di ricerca Teana ed Aliano, ha presentato, ai fini del rilascio del parere VIA, in data 15 ottobre 2010 presso l’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata l’istanza dei permessi di Ricerca denominati “Teana ” (vedi area del permesso di ricerca) e “Aliano ( vedi area del permesso di ricerca) che comprendono anche parte dei territori dei parchi nazionali del Pollino e l’area dell’istituendo parco dei Calanchi. Sono previste per il momento attività di prospezione sismica finalizzate all’estrazione di idrocarburi e studio del sottosuolo dal punto geofisico. Chiunque può presentare osservazioni entro il termine dei 45 giorni dalla data dell’avvio del procedimento e cioè entro il 29 novembre 2010. Gli Enti parco dovranno esprimersi nel merito di queste nuove attività petrolifere che ormai in Basilicata non conoscono alcuna limitazione.

Sunday, October 3, 2010

Al sindaco di Marsicovetere, Claudio Cantiani



Dovere del medico è la tutela della vita,
della salute fisica e psichica dell'Uomo
e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà
e della dignità della persona umana,
senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione,
di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia,
in tempo di pace e in tempo di guerra,
quali che siano le condizioni istituzionali o
sociali nelle quali opera



Mi capita per caso di leggere un articolo del sindaco di Marsicovetere, Claudio Cantiani, in teoria di professione medico, che e' favorevole, assieme ad altri 13 membri della sua giunta comunale all'installazione di un pozzo di petrolio amaro e pesante a meno di 500 metri dall'ospedale e a 200 metri da una zona residenziale.

Avevo gia' parlato di questo sindaco in questo post di qualche tempo fa, chiedendomi come sia possibile che una persona che in teoria ha due forti responsabilita' morali verso la sua gente - da medico e da sindaco - abbia deciso di prendere una folle decisione di morte per il suo intero paese.

Oggi il sindaco attacca tutti, e in particolare Giovanni Mazziotta, l'unico bravo consigliere che ha votato no all'installazione del pozzo di petrolio Alli2 dietro l'ospedale.

Mazzotta vuole saperne di piu nei ritardi ai pagamenti ai dipendenti comunali, e nel gestire la raccolta differenziata. Ovviamente non sono li e non posso giudicare su questi temi. Ma e' interessante dal mio punto di vista che l'ENI abbia pagato 98 mila euro di recente a Marsicovetere, che abbiano pure recuperato fondi dall'evasione fiscale laggiu' ma che la gente non sia stata pagata in tempi ragionevoli. Qualche spiegazione se e' vero occorre pur darla alla gente, no?

Poi Cantiani - sindaco e medico - passa al tema petrolio.

Qui dice che si tratta di una "strumentalizzazione da parte della Stampa per vendere copie in piu'" .

Dice che si tratta di "menzogne e disinformazione da parte delle associazioni ambientaliste".

Dice che le associazioni ambientaliste peccano di "non coerenza come quella di protestare contro il petrolio e poi fare richieste di porgetti con fondi finanziati dal PO Val D'Agri, gestito da royalties petrolifere. Parenti e figli di appartenenti agli ambientalisti dove lavorano e fano relazioni geologiche con le compagnie petrolifere. Insomma un doppio gioco."
E infine se la prende con la Stampa locale "per la non informazione e non il accertamento dei fatti."
Tutto questo e' assolutamente indegno di un sindaco e di un medico. I fatti sono fatti. La sua giunta ha o no approvato l'installazione di un pozzo di petrolio a due passi dall'ospedale, si o no?

Tutto il resto sono chiacchere caro Cantiani. E lei puo' pure arrampicarsi sui muri e dire che la colpa e' degli ambientalisti, della stampa, degli avversari politici, di tutti fuorche' guardare alle proprie responsabilita'.

Ma li, su quella autorizzazione c'e' la firma di Claudio Cantiani e della sua giunta comunale, non la mia. Ed e' qui che lei deve difendersi, e deve spiegare alla sua gente, non inventandosi congiure e perscuzioni che non esistono.

Se lei avesse rifiutato di autorizzare il pozzo Alli2, pensa che la stampa non lo avrebbe riportato? Pensa che la gente non avrebbe apprezzato il suo coraggio? Pensa che la stampa non avrebbe risposto riportando la soddisfazione della gente?

Ma se lei - medico e sindaco - approva un progetto di morte, cos'altro puo' esprimere la gente se non un senso di rabbia e di non fiducia verso chi dovrebbe proteggerli, e in piu' con una sensibilita' maggiore, visto che e' un medico?

E no, guardi, io non faccio parte di nessuna delle categorie di cui parla lei - non ho parenti che prendono royalties dall'ENI, non ho giornali da vendere, non ne prendo di soldi per me, ho rifiutato di far parte di commissioni molliccie sul petrolio in Basilicata finanziate dall'ENI, neanche ci vivo in Basilicata e non faccio il doppio gioco. Stia tranquillo.

Semplicemente sono un cittadino italiano indignato davanti a tanto malcostume, indignato che chi sta ai posti di comando anche locali - come lei - non abbia minimamente a cuore il benessere del suo popolo, non si batta per le cose giuste e che abbia paura, secondo me, a combattere i poteri forti.

E' piu' facile accontentarsi di centomila euro l'anno e far finta di niente, mentre la gente muore e si ammala. E' piu' facile chiudere un occhio e pure l'altro e vivere tranquilli, accusando tutti invece che farsi l'esame di coscienza su quello che si fa in una terra gia' martoriata da veleni di ogni tipo.

Ma lei e' un medico, e nel suo intimo lo sa meglio di me che le estrazioni petrolifere e tutto quello che comportano, bene non possono fare alla cittadinanza, a quella cittadinanza che LEI ha liberamente chiesto di amministrare.

Il suo primo dovere e' verso la gente, sa? Veda su la citazione dell'ordine al quale lei appartiene. Li dice che la prima cosa e' di tutelare la salute delle persone, e che questo deve essere a prescindere dalle condizioni istituzionali o sociali nelle quali si opera. Io credo che sia incluso l'essere parte di un distretto petrolizzando.

So che lei non e' neanche il piu' grande dei pesci, e che ci sono casi di inquinamento e di mala gestione del territorio ben piu' gravi del suo, ma sfortunatamente lei ha incontrato me sulla sua strada e io sento di dovere usare la mia voce per fare quel che posso affinche' venga fatta la cosa giusta e che chi prende decisioni scandalose almeno se ne vergogni e non resti tutto in silenzio.

Spero che ce ne siano tanti di attivisti, in Basilicata e nel resto d'Italia a puntare l'attenzione su tutti gli scempi ambientali, morali e sociali di questa nazione che affonda ogni giorno un po di piu'.

E non si tratta di ambientalismo fine a se stesso, sa? Per come lo intendo io, il mio operare va ben oltre l'ambientalismo e si chiama giustizia sociale, si chiama difesa dei ceti piu' deboli, si chiama voglia di dare una voce a quelli che una voce non ce l'hanno, si chiama responsabilita' civica.

Si chiama affetto per l'Italia tutta, da nord a sud.

PS: Scopro ora che parte delle royalties di luglio sono finiti nelle tasche dei consiglieri comunali - 7 mila euro ... Bell'affare! Il prezzo della salute.

Friday, August 6, 2010

In Val d'Agri petrolio nelle sorgenti



Purtroppo non ho tempo di aggiornare il blog con tanta assiduita' in questi giorni in cui sono in giro per l'Abruzzo a parlare di petrolio. Ecco allora un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno su cui riflettere. Come sempre, non c'e' piu' rispetto, non c'e' piu' sacralita' per niente.

Qui il testo originale


Dal nostro inviato FABIO AMENDOLARA

CALVELLO - La parte di schifezza oleosa è visibile a occhio nudo. E tutti si chiedono dove arriverà. Perché quello che passa da contrada Autiero di Calvello è un piccolo ruscello che scende fino a valle. E a valle, lo tengono ben presente gli investigatori che hanno sequestrato l’area, c’è la diga del Camastra.

Il nastro bianco e rosso tiene a bada i turisti ma non le vacche che qui, quando l’area non è sfruttata per i «picnic», pascolano indisturbate. Il tour dell’acqua sotto inchiesta comincia da Calvello. La prima sorgente che s’incontra salendo verso la montagna è lungo la strada comunale. «Sorgente dell’Acqua Sulfurea». Il cartello indica che l’acqua non è potabile per inquinamento «chimico e batteriologico». «È lì dal 2004, ma nessuno ha pensato di rifare le analisi», dice Alfonso Fragomeni, avvocato calabrese appassionato di mountain bike e di natura che vive a Calvello da anni.

È stato lui a segnalare, qualche anno fa, che vicino al ponticello di località Acqua dell’abete, a oltre mille metri d’altezza, «c’erano liquami oleosi». E sul «Giornale di Calvello», un foglio d’assalto locale che tengono in vita tra mille difficoltà Pinuccio Vitacca e Luigi Casalaro, già da tempo si chiede: «Ma come è che in un’area incontaminata affiorano liquami oleosi?».

Quei liquami sono riaffiorati nei giorni scorsi. Gli investigatori del Corpo forestale dello Stato hanno effettuato un sopralluogo e depositato un’informativa in Procura. I magistrati Sergio Marotta e Salvatore Colella hanno disposto il sequestro.

«Io quest’acqua l’ho bevuta sempre», dice Nunzio, di professione cuoco. È fermo davanti al cartello dell’acqua sulfurea in compagnia di un amico. «Veniamo qui dopo pranzo, per stare un po’ al fresco», dice. «E vorremmo proprio sapere se la sorgente è ancora inquinata».

Poco più su c’è l’area attrezzata di contrada Autiero. I sigilli della Forestale sono in bella vista. L’acqua è sporca, melmosa e di color ruggine. «Qualche anno fa era limpida e pulita», dice Giampiero D’Ecclesis, geologo, che per l’Università della Basilicata fece un monitoraggio.

E la sospetta presenza di idrocarburi? «Quando facemmo i prelievi e le analisi - dice il geologo - in quell’acqua non ne trovammo». Gli altri sigilli della Procura sono all’Acqua dell’abe - te, un’area attrezzata con tavoli, panche e fornaci per l’arrosto. Qui l’amministrazione, in via preventiva, ha chiuso la fontana. Nelle pozzanghere che costeggiano il piccolo ruscello c’è la stessa acqua oleosa che è arrivata più giù. Un cartello avverte: «Area sottoposta a sequestro giudiziario ». A dieci giorni dal ferragosto.

petrolio"NON E' LA PRIMA VOLTA CHE ACCADONO COSE DEL GENERE"
«Ci troviamo di fronte a strani liquidi che minacciano delicatissime e vulnerabili falde acquifere dovute a vicine installazioni petrolifere ed oleodotti. In attesa di conoscere l’origine dell’incidente e nel sollecitare gli organi giudiziari ad assicurare alla giustizia i responsabili di questo ennesimo disastro petrolifero che interessa il parco nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese, la Ola ricorda come questo episodio segue analoghi provvedimenti giudiziari relativi alla sorgente Acqua dell’Abete, sempre in territorio di Calvello, in cui il Corpo forestale dello Stato sequestrò l’area nel mese di novembre 2008 e di analogo inquinamento della sorgente Acqua Sulfurea ».

Lo sostiene la Ola, organizzazione lucana ambientalista, in una nota diffusa ieri pomerig gio. «Nonostante la Ola abbia ripetutamente richiesto la natura delle sostanze rinvenute - viene ribadito nel comunicato - nonché la causa dell’inquinamento determinato dalla presenza di liquidi rossastri ed oleosi probabilmente derivanti dall’attività petrolifere».

Secondo l’Organizzazione lucana ambientalista, «a tutt’oggi non vi è stata alcuna risposta da parte degli enti preposti ai monitoraggi ambientali che palesano il giradisco incantanto del tutto a posto in un momento in cui si tenta di nascondere gli evidenti disastri ambientali con l’espediente delle royalties e lo sconto sulla benzina».

E ancora: «Ci meraviglia invece come la Regione Basilicata non abbia ancora provveduto a nominare il nuovo direttore dell’Arpab, con quello attuale che vede il suo mandato scaduto ormai da tempo». «Un ente che - concludono gli ambientalisti della Ola - non garantisce trasparenza e che perpetua la voluta rinuncia nell’assumere un ruolo di garante in una regione in cui la presenza delle compagnie petrolifere sembra divenuta il prezzo da pagare ai sicari dell’economia che rappresentano gli interessi del governo e delle corporazioni che agiscono in quei Paesi a forte debito pubblico, tra cui l’Italia, anche attraverso l’installazione di insediamenti petroliferi realizzati grazie a governanti complici e compiacenti ».

Friday, July 2, 2010

Claudio Cantiani, medico e sindaco del far west petrolifero



E cosi' in Basilicata arrivano i pozzi di petrolio dietro l'ospedale. A meno di 500 metri dall'ospedale Villa d'Agri a Marsicovetere in Basilicata, la nostra beneamata ENI andra' a costruire un pozzo di petrolio detto Alli2Or. Li vicino c'e' pure un quartiere residenziale detto Villa al Sole.

Meglio rinominarla, Villa al petrolio.

Nonostante le proteste dei cittadini, e' ormai un affare fatto. La notizia e' stata riportata dall'associazione OLA ambientalista qui. E una cosa vergognosa, e come dice il mio amico Vito, facevano prima a farlo vicino al cimitero il pozzo di petrolio.

Qualsiasi persona sana di mente si chiedera': ma chi mai l'ha autorizzata una cosa del genere? Chi mai potrebbe essere cosi' scellerato da lasciare all'ENI venire a mettere i pozzi di petrolio dietro l'ospedale?

E' per questo che non si deve MAI arrivare a compromessi coi petrolieri, perche' una volta che gli dici si, quelli si prendono tutto, la tua acqua, la tua aria, i tuoi polmoni, e anche il tuo ospedale.

Ad approvare il pozzo e' stato TUTTO il consiglio comunale di Marsicovetere con a giuda il sindaco Claudio Cantiani. L'unico eroico consigliere che ha detto no e' stato Giovanni Mazziotta.

Il lungimirante Cantiani ha detto che nell'arco di 30 anni, l'ENI dara' 1 milione di euro al suo comune di 5000 anime. Cioe' si parla di 200 euro a persona per 30 anni, cioe' circa 6 euro all'anno a persona.

Un pozzo di petrolio amaro e pesante dietro l'ospedale per 6 euro l'anno a persona!

La cosa interessante e' che questo Cantiani e' un MEDICO. Avra' mai sentito parlare del giuramento di Ippocrate? Avra' mai sentito parlare del principio di precauzione? Avra' semplicemente parlato alla sua gente?

A gennaio 2010 il sindaco in questione aveva anche sponsorizzato un incontro nella sua stessa citta', Marsicovetere, con tanti grandi esperti venuti fin da Roma per creare un progetto di sorveglianza sanitaria sulla popolazione lucana, sponsorizzato dalla federazione dei medici di famiglia, nota come FIMMG e patrocinato dal presidente della regione Basilicata, Vito de Filippo.

La gente infatti si lamenta di aumenti di tumori, e varie statistiche parlano di incrementi per tutti i tipi di cancri e leucemie, e finalmente dopo 15 anni arriva un qualche tipo di studio. Dopo che la gente si e' gia' ammalata ed e' magari gia' morta.

All'incontro di Marsicovetere c'erano dirigenti del dipartimento della salute della regione Basilicata, Gabriella Cauzillo, Antonio Santangelo, segretario Regionale della FIMMG, il prof. Gianfranco Damiani dell'istituto di igiene dell'Universita' Cattolica di Roma, il coordinatore del progetto, Egidio Giordano, medico di medicina generale.

Per cinque anni, di qui al 2014, queste persone faranno un sacco di cose - con software sofisticato, dati, cartogrammi, un flusso informativo elettronico, tutto fuorhce' denunciare il responsabile di chi ha dato questi bei regali ai lucani, e soprattutto niente per evitare il prolifereare di altri strumenti di morte.

Leggo cose agghiaccianti. Questa e' una dichiarazione del professor Gianfranco Damiani:

La Regione Basilicata è, infatti, la prima regione che attua la sorveglianza sanitaria in aree in cui si estrae il petrolio. Un modello che potrà essere esportato anche ad altre regioni e che punta, innanzitutto a consolidare un sistema di sorveglianza non per cercare un colpevole, bensì per realizzare compiutamente la medicina del territorio alla stregua dei Paesi europei che attuando l’assistenza primaria riescono a contenere malattie e mortalità.

Cosa posso dire? Che SOLO in Basilicata in tutta Italia si estrae petrolio in maniera cosi scellerata? Che SOLO in Basilicata mettono pozzi di petrolio un po alla meno peggio e pure DENTRO ai parchi nazionali? Che tutto questo lo stanno facendo DOPO 15 anni dall'inizio delle trivelle? Ci vuole veramente coraggio e sfacciataggine secondo me a dire che vogliono esportare questo modello in altre parti d'Italia.

Credo che nessuna altra parte d'Italia voglia essere prima petrolizzata e poi ricevere le attenzioni di cotanta conoscenza medica per capire che effetti ha avuto il petrolio sulle loro vite!

E poi, gia' si sa tutto. In California e' dal 1987 che le ditte petrolifere sono obbligate a dire alla gente che le estrazioni di petrolio fanno venire il cancro.

E visto che non si puo' nominare l'elefante nella stanza, lo dico io: secondo me, la colpa di questo proliferare di malattie tumorali in Basilicata e' anche colpa dell'ENI che ha distrutto l'ambiente e immesso nell'atmosfera ogni tipo di porcheria in Basilicata, mentre politici e il resto della societa' 'importante' dormiva, compresi i signori professori di Roma.

Cantiani a gennaio aveva detto che occorreva migliorare il sistema di centraline e di monitoraggi. Ma veramente pensa di avere la coscienza tranquilla con le centraline da un lato e dall'altra costruendo pozzi di petrolio dietro l'ospedale?

Intanto ecco altri video di quello che accade in Basilicata - petrolio nei ruscelli di montagna - per colpa di una ditta innominabile, che al 30% siamo ciascuno di noi.

Fonti: Slowtime press