.

.
Showing posts with label saglia. Show all posts
Showing posts with label saglia. Show all posts

Wednesday, May 8, 2013

Stefano Saglia l'uomo del si al fracking - non rieletto




Tutti ricordiamo il famoso Stefano Saglia, il sottosegretario allo sviluppo economico che era favorevole al fracking di shale gas in Italia e che diceva di essere d'accordo con Passera sul fatto che si debba trivellare in Italia per arrivare "all'autosufficenza energetica".

Non e' stato rieletto - deo gratias!

Il suo motto era: Se pensiamo all'energia pensiamo al paese.

Peccato che lui pensava alla monnezza che abbiamo sottoterra e non al sole che splende sulle nostre teste.

E ovviamente se la prendeva con la gente normale - i cattivissimi ambientalisti che non hanno niente di meglio da fare che cercare di volere salvare il paese dai folli progetti di Assomineraria e compagni. Diceva - come riportato, guarda caso dall'AGI, di 100% di proprieta' dell'ENI e riferendosi al governo Monti:

E’ stato proprio questo Governo ad aver ceduto alle pressioni degli ambientalisti quando ha ritirato i provvedimenti che avrebbero ridotto le restrizioni per le prospezioni minerarie e la produzione in Italia.


Avrebbe potuto raddoppiare la produzione di petrolio e di gas in Italia sia onshore che offshore e avrebbe creato oltre 30.000 posti di lavoro: le restrizioni introdotte con il codice ambiente nel 2010 sono le piu’ rigorose imposte nell’Europa ed hanno bloccato molte aziende che avevano gia’ fatto investimenti

Le sue posizioni lo hanno sempre reso molto benvoluto dai petrolieri, che infatti nell'anno 2010 gli hanno reso il premio di Uomo dell'anno dell'energia dal giornale Staffetta quotidiana della Rivista Italiana del Petrolio e da Fondazione Energia.

Ma il nostro uomo dell'anno della rivista italiana del petrolio non si cruccia per la mancata rielezione - dice infatti che gli dispiace ma che

"Nella nuova legislatura auspico vi sia una particolare attenzione alle politiche energetiche e industriali. Del resto ho sempre detto che siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile. Mi convince l'idea di proposta politica orientata all’ambientalismo ragionevole, capace di coniugare salute, produzione, lavoro e ambiente”.

L'ambientalismo ragionevole? Cos'e' l'ambientalismo irragionevole? E' volere vivere "contamination free" come dicono quelli di Mora County? O e' il volere vedere l'orizzonte limpido dalle trivelle? O e' vedere le trivelle nei giardini altrui e non nei propri?

E sapete chi e' stato un altro uomo dell'anno secondo la Rivista Italiana del Petrolio? 

2007: Corrado Clini!!!

Come volevasi dimostrare.







Friday, April 27, 2012

Corrado Passera e le trivelle



 

----




Basta con le bugie, signor Corrado Passera, signor Stefano Saglia, basta con questi osceni tentativi di fare il lavaggio al cervello delle persone.

Basta!

NEGLI USA E' VIETATO TRIVELLARE A 160KM DA RIVA,
LUNGO LE COSTE EST ED OVEST.
SI TRIVELLA SOLO NEL GOLFO DEL MESSICO
(e si vede!)

IN CALIFORNIA E' DAL 1969 CHE NON VENGONO PIU' MESSE PIATTAFORME A MARE

VOLETE TRIVELLARE?

TRIVELLATE I VOSTRI COLLEGI ELETTTORALI
TRIVELLATE DOVE VIVONO I VOSTRI FIGLI
TRIVELLATE DOVE AVETE VOI LE CASE AL MARE

LASCIATECI IN PACE.

IL PETROLIO PORTA SOLDI SOLO AGLI SPECULATORI,
ALL'ENI, A ASSOMINERARIA
NON ALLA GENTE NORMALE

Veramente non sopporto la propaganda e le bugie. Siamo ancora qui con Corrado Passera, non eletto, amico delle banche, la cui conoscenza di fatti ambientali e' zero e porto zero,  a tirare fuori numeri e fatti dal cappello magico, questa volta al Senato Italiano.

Sono tutte bugie.

Il petrolio secondo Passsera portera' ben 25,000 posti di lavoro! Gli fa eco l'amico Stefano Saglia, quello che diceva che il fracking e' cosa buona e giusta. Saglia addirittura dice che  

l'Italia deve puntare sulle proprie risorse nazionali. Senza le attuali restrizioni per l'esplorazione off shore nei mari italiani si potrebbe raddoppiare la produzione di petrolio e di gas e si creerebbero oltre 30.000 posti di lavoro

Ma cosa dicono questi? 25,000 posti di lavoro! 30,000! Io dico che ne portera' almeno 300,000! No, facciamo tre milioni. E gia' che ci stiamo, io direi che portera' lavoro a tutti gli italiani!

Specie agli oncologi!

Poi aggiunge Passera

Abbiamo ingenti riserve di gas e petrolio che possono soddisfare il 20% dei consumi nazionali dal 10% attuale. E' possibile generare 15 miliardi di euro di investimenti e 25mila posti di lavoro, si può ridurre la bolletta per le importazioni di energia di 6 miliardi, aumentando il Pil di mezzo punto. Ma per fare questo, innanzitutto è necessario adeguare agli standard internazionali la nostra normativa di autorizzazione e concessione.
 
Mi stupisco che non siano arrivati gli sceicchi arabi! E ovviamente la bacchetta magica e'

 semplificare le procedure per l'estrazione di idrocarburi, gas e metano e, in generale, la disciplina delle autorizzazioni per l'avvio delle trivelle che oggi richiede passaggi lunghissimi e che è, per molti aspetti, più restrittiva di quanto previsto dalle normative europee. 

Ma scusi, come detto mille e mille volte ancora, basta solo guardare la Basilicata, da dove viene gia' quel 10% di cui lei parla. Vogliamo raddoppiare e arrivare al 20%? Questo vuol dire che raddoppieranno i laghi inquinati, le malattie, l'emigrazione. Non e' vero che il petrolio porta ricchezza e lavoro, altrimenti la Basilicata sarebbe una regione ricca, e invce, come detto mille volte, e non da me, ma dall'Istat, e' la regione piu' povera in assoluto di tutta Italia!!!

E poi, scusi, dopo tutti questi faraonici supposti investimenti cosa resta? Dopo gli incassi degli speculatori, cosa resta? Guardi Gela, dicevano le stesse cose 50 anni fa. Oggi l'ENI se ne va, lasciando dietro solo morte deformita' e desolazione.

Il petrolio distrugge tutto il resto che gia' esiste, caro Passera, e soffoca qualsiasi altro germoglio di sviluppo. Possible che lei questo non lo capisce? o vuole berselo lei vino al petrolio? Mangiare lei le carpe al petrolio, le galline al petrolio e il miele al petrolio, le mele al petrolio? Mi dica - che provvediamo subito a servirle la cena al petrolio.

L'Italia non e' l'Arabia Saudita!

E ancora con le balle delle procedure semplificate? Ma lei lo sa che l'ENI vuole costruire pozzi DIETRO L'OSPEDALE in Villa D'Agri? E la Petroceltic a due chilometri da una riserva naturale  a Vasto?  Vogliamo rendergli la vita ancora piu' facile a Scaroni e speculatori? Togliamole del tutto le regolamentazioni, che ne dice? 

Facciamo il far west, ciascuno fa e trivella quel che vuole, dove vuole e quando vuole!

Mi dica, che appena lei decidera' questo, io vengo e apro una bella raffineria nel suo comune di residenza.

La sua arroganza, unita all'ignoranza dei fatti, caro Passera e' veramente schifosa. Ci scommetto che ne lei ne il suo amico Saglia non ci siete mai neanche andati in Basilciata. 

E poi arrivo lo "pseudo giornalista" del Sole 24 Ore, del cui nome ovviamente non c'e' menzione sulla pagina online - si vergogna poverino -  a dire 

Sia negli Stati Uniti che in Norvegia però, le moratorie sono state archiviate da tempo.

Caro giornalista - anche se questa parola lei non se la merita - guardi che negli USA esiste una moratoria vecchia di almeno 30 anni (1981) che vieta le trivelle in mare lungo le coste est ed ovest. In Calfiornia e' dal 1969 che non vengono piu messe piattaforme in mare. E di petrolio ne abbiamo molto piu' che in tutti i mari Italiani.

Come detto, gli americani non sono scemi, e lo sanno che o trivelli o fai tutto il resto, e loro hanno deciso tutto il resto.

L'America delle trivelle in mare e' solo l'Alabama, il Texas, la Louisiana - e infatti quella non e' l'America del turismo!

Visto che vi piace cosi tanto l'America, perche' non la copiate per le cose serie? Partiamo da un po di cose a caso, l'MBTE nella benzina, che la California ha tolto nel 2004. L'amianto, smantellato totalmente negli anni '70. Quaranta anni fa. John Edwards che rischia fino a 30 anni di carcere per avere intascato illegalmente $900,000 in campagna elettorale. In America se non paghi le tasse finisci in galera. In America il figlio di Bossi sarebbe l'addetto alla pulizie. In America la Minetti.. beh, meglio che mi autocensuro.

E visto che volete copiare l'America, mi dica, quale America: vogliamo essere la Florida, la California, New York State, o vogliamo essere l'Alabama? 

Ancora, visto che vi piacciono cosi tanto i numeri, in Norvegia riscuotono l'80% di tasse, dal petrolio, e i profitti non vanno all'ENI e compari ma al fondo pensioni. In Norvegia trivellano ad almeno 50km da riva. In Norvegia lo dicono i siti governativi che trivellare e' inquinante.

Quindi, morale della favola, prima di dire sciocchezze, Passera, Saglia. pensateci.

Gli Italiani non sono scemi come credete voi.





Monday, March 26, 2012

Total: perdite di gas nei mari inglesi





"The engineer I have spoken with says
that he has no
idea how to go about fixing
this type of problem"

"In the meantime a lot of gas may potentially
get released into the atmosphere.
"


L'ingegnere con cui ho parlato dice di non
avere la piu' pallida idea di come fermare questo tipo di problema

Nel frattempo un sacco di gas potrebbe essere rilasciato in atmosfera.

Jack Molloy, Total UK


Nei mari del Nord attorno all'Inghilterra c'e' una piattaforma petrolifera della Total che si chiama Elgin Franklin che domenica 25 Marzo ha iniziato ad avere delle perdite di gas e che a tuttoggi non sono state fermate.

Il pozzo si trova a ben 240 chilomentri da riva. Mica a 10 come vogliono fare in Italia! La citta' piu' vicono alla costa e' Aberdeen, in Scozia, ed e' qui che tutti i lavoratori sono stati mandati, per precauzione. La piattaforma e' momentaneamente non in produzione ma il guasto non e' ancora risolto e cosi gran quantita' di gas in eccesso continua a fuoriuscire dal pozzo.

Sebbene la piattaforma si trovi cosi lontano dalla riva, la sua profondita' e' di circa 93 metri ed e' dunque considerata non di acque profonde.

In condizioni normali, il petrolio della Elgin Franklin viene estratto dalla Total UK, pompato in oleodotti della BP e della sua sussidiaria Forties Pipeline Systems fino a Kinneil in Scozia, da qui mandato a Norfolk.

Dopo piu' di 24 ore dalla perdita, si riportano nubi di gas tossico fuoriuscire dalla piattaforma, e visibili fino a 7 miglia in lontananza. Si vedono anche non meglio identificate chiazze di idrocarburi vicino al pozzo.

La Total dice che il pozzo aveva dei "problemi" da un po di tempo a questa parte, e che volevano "ucciderlo", ma non ci sono riusciti prima di questa falla apertasi domenica scorsa.

Poverini.

Pare che ci siano delle fessure nelle pareti del pozzo, e che per fermare il flusso di gas occorra trivellare un "relief" well parallelo a quello che gia' c'e' per dimuire la pressione. Ci vorranno mesi.

Jack Molloy della Total UK afferma

This option is likely to take several months and cost a lot of money. In the meantime a lot of gas may potentially get released into the atmosphere.

Tradotto: un sacco di monnezza finira' in aria e in mare prima che tutto sia sistemato e ci vorranno un sacco di soldi.

E di che gas si tratta? Ma certo, di idrogeno solforato!

"That gas has a high proportion of hydrogen sulfide and carbon dioxide and that makes it very flammable and quite poisonous."

dice Simon Boxwall, un oceanografo inglese, al giornalista della BBC, esprimendo timori per i rischio di incendio e di avvelenamento del mare proprio a caisa dell'idrogeno solforato.

Intanto la Total ha portato dispersanti vicino alla piattaforma, ma non rilascia commenti ufficiali. Dicono solo che hanno chiamato i loro migliori esperti dalla Francia, ma che e' tutto difficile.

Certo, che puo' dire la Total? Non sanno niente di quando il tutto verra' risolto, ed e' meglio tacere!

Il governo dice che l'inquinamento sara' meno che se si trattasse di petrolio.

Come se questo fosse un vanto.

Intanto siamo a 23 tonnellate di gas, in larga misura idrogeno solforato disperso in mare.

Intanto, la macchia di gas si e' spostata e cosi, hanno evacuato una seconda piattaforma, questa volta della Shell, chiamata Shearwater a circa 4 miglia di distanza.

Non si sa come andra' a finire.

Questo e' considerato un pozzo non profondo e cosi quando Assomineraria, la Saras, l'ENI, Corrado Passera, Corrado Clini, Stefano Saglia, Claudio Descalzi, diranno che in Italia non succedera' mai, occorre solo ridergli dietro e dirgli:

Ma voi c'avete la sfera di cristallo? O siete piu' bravi di tutti gli altri? O che 10 chilomentri sono una fascia sufficente a proteggere l'Italia? Ma dove vivete?

La realta' e' che questo e' un pozzo poco profondo, e la Total e i suoi ingegneri non sanno che pesci pigliare.

Fonti: BBC

Monday, February 13, 2012

Scrivere ad Obama sul fracking

Per chiedere ad Obama di non fare fracking negli USA, alcuni gruppi ambientalisti e progressisti qui negli USA hanno messo su questa campagna di invio lettere al presidente per mandare direttamente una lettera alla Casa Bianca:

1. Cliccare sul sito della Casa Bianca

2.Riempire le caselle con la stella rossa - Nome, Cognome, Email, Zip = CAP (va bene quello italiano oppure usare 10458), Subject = Environment. Infine nel Message fare copia e incolla del seguente messaggio:

3. Copia:

-------

Dear President Obama,

We cringed when you claimed in your State of the Union speech that fracked shale gas is clean, is abundant in supply for 100 years, and will bring about 600,000 jobs.

These are oil and gas industry talking points and not based on science and facts. A peer-reviewed, not industry funded, independent scientific study published by professors Howarth, Ingraffea and Santoro of Cornell University proved that shale gas (methane) extraction contributes more to climate change than coal. This evidence is also corroborated by Dr. James Hansen of NASA. At the January 9, 2012 Physicians Scientists and Engineers for Healthy Energy national conference held in Washington, D.C., a group of doctors, public health researchers and scientists presented reports on the public health threats posed by hydraulic fracturing (fracking) shale gas extraction and called for a moratorium on fracking until safety to public health can be demonstrated. Moreover, your own Energy Information Agency announced on Monday January 23, 2012 that it is cutting its estimate for natural gas reserves in the Marcellus shale formation by 66 percent from previous estimate of 410 trillion cubic feet of gas down to about 141 trillion. The Agency also lowered its estimates for shale basins across the United States by 42 percent from 827 trillion down to 482 trillion. Your Agency estimated Marcellus reserves would meet U.S. gas demand for about 6 years down from 17 years in the previous outlook.

President Obama, why would you want to jeopardize the health and living condition of our children and their children for a short term energy fix? Please study the facts and science. Natural gas is a fossil fuel which is finite, dirty and comes from a dying industry of the past century. It is imperative that we move the United States to an energy future that is both sustainable and compatible with human health.

We are asking you to please listen to your grassroots supporters who are deeply opposed to fracking. Fracking’s disastrous health and environmental consequences are too great. You must keep your promise to stand with the American people and not the big oil and gas industry. The only sensible solution is to invest in renewable energy now which will create lasting jobs for Americans without devastating our health and our country’s resources.

Thank you.

-----

4. Se si vuole cliccare sul "Contact me" per avere una risposta.


Durante il suo discorso allo Stato dell'Unione, martedi' 25 Gennaio 2012, Obama ha detto che vuole privilegiare il fracking per sfrutare il gas made in the USA. Vuole tirare fuori il gas dalla Pennsylvania mettendo a rischio tutto il sistema acquifero dello stato di New York. La gente e' arrabiata, ma e' anno di elezioni, ed Obama, nonostante tutto, e' un politico pure lui. Il fracking e' solo una nuova variante delle estrazioni petrolifere, dannosa ed inquinante.

Non portera' niente di buono a nessuno, ne negli USA, ne in Emilia Romagna, ne in Polonia, come non l'ha portato il petrolio in Nigeria, in Basilicata, in Ecuador.

Il petrolio porta solo soldi a chi ci specula, a chi lo vende, a chi lo estrae.

Sta a noi cittadini, da qualsiasi parte del pianeta, di rompere le scatole dove e come possiamo e non darla vinta a questi prepotenti.

Ci vogliono 3 minuti per fare tutto.

Tuesday, November 15, 2011

Oklahoma: fracking e terremoti?


They draw so much out of the earth
Something's got to give.

Pompano cosi' tanto fuori dalla terra.
Qualcosa deve pur cedere.

Gene Gilbreth, residente dell'Oklahoma


Strong correlation in time and space as well as a
reasonable fit to a physical model suggest that there is a possibility
these earthquakes were induced by hydraulic fracturing.


Forti correlazioni spazio-temporali e un buon fit con
modelli fisici, suggeriscono che vi sia una possibilita'
che questi terremoti siano causati dal fracking.

United States Geological Survey



In questi giorni sulla stampa americana diversi articoli sul fracking che ha forse causato dei terremoti in Oklahoma. Non e' la prima volta che succede, e questa e' solo l'ultima puntata di una saga che e' destinata a ripetersi ovunque si decide di trivellare il territorio alla cieca.

L'Oklahoma ha un territorio che dal punto di vista sismico e' stabile, e dove di solito non ci sono terremoti.

In questi ultimi anni pero' c'e' stata una scia spaventosa di scosse, che hanno iniziato ad intensificarsi fra il 2009 e il 2010.

Sabato 5 Novembre ne e' arrivato uno del grado 5.6 a Sparks, a circa 44 miglia (70km) dalla capitale, Oklahoma City. Poi un altro lo stesso giorno, della scala 4.7 che si e' sentito fino in Texas, e il giorno dopo della scala 4.0, a 36 miglia da Oklahoma City. Poi un altro l'8 Novembre della scala 3.6 Richter.

In totale ne hanno avuti 10 in 24 ore. Non male per una zona non sismica, eh?

Per fortuna i danni sono stati solo alle cose e non alle persone. Sorge pero' la domanda: ma perche' ci sono tutti questi terremoti, e perche' adesso?

I geologi sono molto cauti, e dicono che non si sa, e che anche se una zona pare quiescente, potrebbe esserci attivita' geologica latente, pronta a sprigionare energia in modo inaspettato.

Ma questa e' anche una zona dove il territorio e' tutto bucherellato con pozzi di gas, trivellati con la tecnica del fracking, la stessa che Stefano Saglia dice che e' il futuro anche per l'Italia. Basta solo guardare la foto sopra per rendersene conto.

In Oklahoma ci sono 185,000 pozzi di gas.

Si, e' cosi 185 MILA pozzi di gas.

Per contro: fino al 2008 soli 2-6 terremoti l'anno.
Nel 2009 50 terremoti l'anno e nel 2010 sono stati 1047.

Il terremoto di Sabato 5 Novembre e' stato il piu' forte in tutta la storia dell'Oklahoma.

Qualcosa non torna!

Il fracking e' una tecnica per tirare fuori gas da roccia porosa, che intrappola gas. Coma gia' detto, mandi giu' ad alta pressione una miscela di roba chimica che non sa si esattamente cosa sia - ma che e' tossica - causi dei miniterremoti e trituri la roccia porosa (il fracking) e la roccia fratturandosi, rilascia il gas contenuto nelle vacuita'.

Siccome pero' questi microterremoti non sono selettivi, puoi mescolare roba chimica, frammenti di roccia e gas alle riserve sotterranee idriche, che la natura ha cosi saggiamente separato dal resto. Infatti il fracking spesso inquina i giacimenti d'acqua sotterranea.

Ma oltre questo magari puoi anche alterare l'equilbrio statico del territorio. Fai un miniterremoto e risvegli magari una faglia sismica dormiente.

A volte invece, si usano pozzi dimessi, non piu' produttivi, detti di reiniezione per farci accumulare tutta l'acqua tossica di scarto. Anche questo puo' causare alla lunga squilibri nel territorio, inclusi terremoti, a causa di variazioni di pressione sotterranea.

Potrebbero essere allora questi terremoti dell'Oklahoma per colpa del fracking? Non sarebbe una cosa del tutto inaspettata.

Intanto, e' gia' successo in altre parti: i terremoti di Cleyburne, Texas dell'Arkansas
sono stati causati dal fracking, e con molta probabilita' anche quelli dell'Inghilterra di qualche settimana fa. Anche a Basilea la trivellazione di un pozzo per energia geotermica ha causato terremoti del grado 6 della scala Richter.

Nella stessa Oklahoma un primo sciame di terremoti variabili fra il grado 1 e 2.8 nella zona di Elmore City, nella contea di Garvin si era registrato nel Gennaio del 2011.

Anche li, nessuno sapeva niente, ma i geologi si sono messi all'opera ed il report finale, reso pubblico nell'Agosto del 2011 afferma che i terremoti possono essere stati causati dal fracking e che

shortly after hydraulic fracturing began small earthquakes started occurring, and more than 50 were identified, of which 43 were large enough to be located. Most of these earthquakes occurred within a 24 hour period after hydraulic fracturing operations had ceased.

subito dopo le operazioni di fracking si sono registrate microscosse: ne sono stati identificati circa 50 di cui 43 sono stati suffiencentemente forti da esser localizzati. La magigor parte di questi terremoti si e' verificato dopo 24 ore dalla fine delle operazioni di fracking.

Cioe' : fai fracking e dopo 24 ore arriva il terremoto. Puo' essere lo stesso fenomeno che si ripete adesso, dopo dieci mesi in un altra zona dell'Oklahoma?

Il capo dell'associazione dei petrolieri, tale Mike Terry, della Oklahoma Independent Petroelum Association dice che non c'e' alcuna connessione fra il fracking e i terremoti. Dice che dire il contrario e' assurdo, visto che l'industria petrolifera e' in Oklahoma da decenni.

E che altro vuoi che dica?

La gente normale dice invece che si, e' per colpa del fracking e di tutti i pozzi dismessi riempiti di rifiuti chimici.

Nell'area interessata dal terremoto ce ne sono almeno 10 di pozzi dismessi, riempiti di acqua di scarto.

Cosi i geologi sono di nuovo all'opera. Da un lato dicono che questi terremoti sono troppo forti per esser stati causati dal fracking - quelli precedenti erano al massimo della scala 2.8, qui siamo a 5.6! - e forse ci sono delle faglie sismiche dorimenti.

Dall'altra riconoscono che fracking e pozzi di reiniezione potrebbero essere stati una causa dei terremoti anche qui.

In Arkansas dopo i terremoti dello scorso inverno hanno deciso di bannare i pozzi di reiniezione, perche' i geologi alla fine hanno concluso che avevano contribuito ai terremoti dell'epoca.

Vediamo che dicono in Oklahoma.

In Italia, direi di dire a Stefano Saglia che andasse a fraccare casa sua - a differenza che l'Oklahoma, qui siamo gia' sismici, e qui non abbiamo praterie sconfinate, ma territorio vissuto e densamente abitato.

Intanto poveretti a quelli dell'Oklahoma. Noi siamo solo fortunati perche' lo sappiamo in anteprima.

PS: Altre storie sul fracking mentre ero in Cina - nell'UK lo hanno ammesso che e' per colpa del fracking il 7 Novembre - appena ho tempo. Fa strano che la stampa italiana non ne parli di queste cose...

Tuesday, June 28, 2011

Ad Agatino Mancusi: e il Memorandum?




[... promuovere]
l'accelerazione dello Sviluppo regionale,
la crescita occupazionale,
l'incremento di infrastrutture,
la realizzazione di interventi di ricerca e innovazione
in relazione alla ricerca e coltivazioni di fonti fossili in Basilicata


Vito De Filippo, Guido Viceconte, Stefano Saglia

Dal Memorandum Italia-Basilicata
29 Aprile 2011



...ma dimmi, sogni spesso le cose che hai scritto

oppure le hai inventate solo per scandalizzarmi?

Francesco De Gregori


Qualche volta mi capita di leggere di politici che fanno distinzioni fra pozzi in mare e in terra, fra estrazioni di gas e di petrolio, come per dire, che c'e' una classifica di trivelle buone e di trivelle cattive.

In realta' anche con lievi differenze, bucare il terreno alla ricerca di idrocarburi, per dirla con il ministro Paolo Romani, quali che siano e dove che siano i buchi, ha sempre conseguenze negative, specie per chi ci vive in quei posti.

Trivellare a terra e non a mare o viceversa, e' una vittoria di Pirro. E' come dire: i veleni li vuoi mangiare nei pesci o nella verdura? Mentre ti fai il bagno al mare o mentre che passeggi in campagna?

In particolare, mi riferisco all'assessore all'ambiente della regione Basilicata e vice presidente della Lucania, Agatino Mancusi che riferendosi alle trivelle nel mar Ionio dice:

La posizione politica della Regione Basilicata ribadita in ogni circostanza dal Presidente De Filippo è chiaramente contraria a ogni tipo di estrazione in mare nei pressi delle nostre coste, ma confidiamo nel fatto che l’applicazione delle norme esistenti renda inutile anche la battaglia politica per affermare quello che il buon senso suggerisce ai cittadini lucani che ieri hanno realizzato una catena umana di cinque chilometri e che dovrebbe suggerire a tutti. Ma continuiamo a vigilare con attenzione sugli sviluppi”.

Tutto bene dunque? Beh insomma.

Intanto, a me pare piuttosto che con le sue parole, l'assessore si auspichi piu' passivita' e che non gli piaccia proprio che la gente si riprenda il diritto sacrosanto di partecipare, di esprimersi, di chiedere cio' che e' giusto dalla propria classe politica.

Che significa che la battaglia politica di ieri era inutile? Perche' lo dice cosi, con quasi un senso di fastidio, invece di elogiare cittadini e i santi organizzatori? Proprio non riesce a vederlo che quello dell'altro giorno era un grido di affetto per la Basilicata tutta - terra e mare - da parte dei suoi concittadini che non ne possono piu' di trivelle, centri oli e parchi violentati?

Ma soprattutto perche' Mancusi parla del mare e tace sulla terra? O che le due cose sono diverse?

Che ne pensa Mancusi delle trivelle lucane in terra?

Perche' non c'e' nessuna dicharazione di "assoluta contrarieta' " anche all'espansione delle trivelle in terraferma?

Si rende conto di essere incorente?

Secondo me, Mancusi non dice niente perche', come riporta la OLA, il prossimo 5 luglio 2011 la Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie discutera' il cosiddetto "Memorandum" con la regione Basilicata, rappresentata da Massimo Scuderi della Societa' Energetica Lucana e lui non vuole trovarsi in una posizione difficile.

Questo memorandum dal nome funesto, non e' una vera discussione, non e' un ricordino, o un memento mori, e' semplicemente una resa patetica da parte dei politici di Basilicata - De Filippo e Mancusi in primis - che firmeranno questo accordo grazie al quale i lucani:

1. Si vedranno raddoppiare la quantita' di petrolio prodotto, per passare dal 6% del fabbisogno nazionale al 15%. Siccome la Basilicata ha dato poco a questa nazione, continuiamo a martoriarla.

Agatino, vuoi dire qualcosa?

2. Si vedranno appioppato un "distretto energetico" con moderne infrastrutture industriali ed energetiche. Un tuffo negli anni '60! Vedremo una nuova Ilva di Taranto? Un nuovo petrolchimico di Gela? O facciamo Marghera?

Agatino, vuoi dire qualcosa?

3. Si vedranno raddoppiare Il Centro Oli di Viggiano e si vedranno costruito un altro mostro desolforizzante detto di Tempa Rossa a pochi chilomentri da Viggiano.

Agatino, vuoi dire qualcosa?

4. Si vedranno costruire strade apposta per i petrolieri, visto che la gente emigra.

Agatino, vuoi dire qualcosa?

5. Si vedranno realizzare un magnifico centro studi in materia di energia e sicurezza. Si la sicurezza con i limiti di idrogeno solforato 6000 volte superiori a quanto raccomandato dall'OMS.

Agatino, vuoi dire qualcosa?

6. Si vedranno realizzare una scuola superiore sull'energia - fossile? - per indottrinare meglio i giovani.

Agatino, vuoi dire qualcosa?

7. Si vedranno realizzare un bellissimo "cluster" dell'energia con valenza internazionale. Quelli dell'istituto Luce non potevano dirlo meglio!

Agatino, vuoi dire qualcosa?

Il tutto il giorno 5 luglio, a Roma, alla presenza di tale ingegnere Arnaldo Vioto. Ah dimenticavo, visto che ci stanno, a Roma parleranno anche di un paio di concessioni in mare, con buona pace di Agatino Mancusi per il quale e' tutto inutile.

Che vergogna.

L'unico memorandum che darei io a questi qui - Agatino Mancusi, Vito De Filippo e compari - e' il memorandum che sono pagati dalla gente di Basilicata per difenderli e fare i loro interessi e non per fare le femminelle davanti all'ENI.

Friday, April 22, 2011

Stefano Saglia: si fracking in Italia



Stefano Saglia e' il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico che ogni tanto dice delle cose folli. Secondo me non sa di quel che parla.

E' quello che un giorno ha detto che il limite delle 5 miglia della Prestigiacomo sarebbe stato tolto, solo per essere smentito il giorno dopo dalla stessa Prestigiacomo.

Ora viene fuori con un altra delle sue: facciamo fracking in Italia!

Ecco allora specificatamente per lui un altro report del New York Times sul fracking, l'inquinamento dell'acqua e la malizia dei petrolieri, sperando che sappia l'inglese.

I democratici del Congresso americano hanno infatti sponsorizzato una investigazione di questa nuova pratica estrattiva di gas - il fracking - con la quale si mandano sottoterra inieizioni di sostanze chimiche tossiche e sabbia, si scatenano dei microterremoti, si spacca la roccia che cosi' rimanda in superficie il gas incastratosi nei millenni.

Gli studi commissionati dal Congresso mostrano che dal 2005 al 2009 le ditte petrolifere hanno reiniettato sottoterra con piena consapevolezza di quello che facevano, miliardi e miliardi di litri di acqua di scarto - tossica - sottoterra, contaminando le falde idriche.

Oltre all'acqua usata, anche 866 milioni di galloni di fluidi perforanti - oltre un miliardo di litri di sostanze chimiche sparate nella pancia della terra.

Un miliardo di litri di robacia chimica e chissa quanti altri miliardi di litri di acqua nei quali discioglierli.

Secondo il report, gli stessi petrolieri non sanno cosa ci sia esattamente dentro la miscela tossica che rimettono sottoterra. Sono stati identificati pero' almeno 650 composti chimici che contengono materiale cancerogeno o inquinante, come il benzene e gli altri composti BTEX, toluene, xylene ed ethylbenzene.

Gli stati piu' colpiti il Colorado, il Texas e l'Oklahoma, ma non mancano altri esempi, come in Pennsylvania, dove a un certo punto il fracking ha contaminato l'acqua del fiume Allegheny con livelli di benzene 28 volte superiore alla norma.

Un cancerogeno 28 volte superiore alla norma.

L'equivalente del Ministero dell'Ambiente americano, the EPA - Environmental Protection Agency - sta facendo il suo studio indipendente sul fracking ma si lamentano perche' le ditte petrolifere non vogliono cooperare e si rifiutano di dare le liste del materiale tossico che iniettano nell'acqua.

La societa' americana che si occupa di petrolio - The American Petroleum Institute - ha ritenuto non opportuno dare alcuna dichiarazione al giornalista del New York Times che li ha contattati. Alcuni petrolieri hanno detto che lo studio e' sbagliato (!!!)

I politici che hanno sponsorizzato queto studio sono sono uno della California (l'ho votato anche io!) Henry Waxman, uno del Massachussetts, Edward Markey e una del Colorado, Diana DeGette

Tutto il mondo e' paese, ma noi altri queste cose le sappiamo PRIMA ed e' per questo che dobbiamo imparare dagli sbagli degli altri e far si che non accadano piu'.

A Saglia: dove la metteremo noi l'acqua inquinata? La vuole bere lei? Dove li facciamo i pozzi - numerosi e incompatibili con natura, agricoltura e alta densita' abitativa? A casa sua?

Ma chi li sceglie i ministri cosi?

Saturday, April 16, 2011

Convegni Nimby per prenderci in giro


Stefania Prestigiacomo non ha detto una parola agli Abruzzesi, ai Molisani, ai Siciliani, ai Pugliesi dei piani petroliferi per i nostri mari, delle sue approvazioni alle trivelle selvaggie in giro per l'Italia. Niente di niente finche' non ce ne siamo accorti noi cittadini normali.

Niente.

Bel dialogo, bella sostenibilita', bell'ottica.

La nostra Stefania non parla a noi cittadini, se non dopo avere approvato le trivelle, ha pero' trovato il tempo per sedere a una riunione per denunciare il "Nimby" in Italia, alla presenza di Assomineraria.

Con tanti problemi che abbiamo in questa nazione sull'ambiente, Stefania Prestigiacomo va a un convegno per parlare delle "grandi opere" in Italia: energia, ambiente e infrastrutture.

Dicono che riguardo il Nimby - not in my backyard - c'e'

il crescere e il consolidarsi di questo fenomeno in Italia, che nel tempo ha acquisito nuove caratteristiche. La protesta si è fatta più estesa e incondizionata, si rivolge a ogni tipologia di impianto, persino a fonti rinnovabili; essa attraversa tutta l’Italia, coinvolgendo non solo i cittadini ma anche le Istituzioni nazionali e locali. Persiste l’assenza di un’informazione chiara e dettagliata, la mancanza di un senso comune di responsabilità.

Cara Stefania, ma se mi approvi airgun e trivelle a 5 chilometri da riva, nei campi, nei parchi, nei mari, nella vita della gente, cosa ti aspetti? Che siamo qui con un senso di responsabilita' verso i tuoi progetti di morte?

Dicono pure che il tutto serve a modernizzare il paese. Ma se avete pure tolto i fondi alle fonti rinnovabili, di che modernita' parliamo? Delle moderne trivelle, o del moderno nucleare?

Erano presenti a questo meeting un sacco di persone e presidenti dai nomi altisonanti che di ambiente calato nella vita delle persone, nelle nostre vite, non sanno niente:

Pietro Cavanna, Presidente del Settore Idrocarburi e Geotermia Assomineraria
Guido Bortoni, Presidente dell'autorita' per l'energia elettrica e per il gas
Gianni Alemanno, Sindaco di Roma
Vittorio Colgiati Dezza, Presidente di Legambiente
Antonio D'Ali' Presidente della Comissione Territorio per i beni ambientali al Senato
Roberto della Seta, Membro Commissione Territorio per i beni ambientali al Senato
Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all'energia

Qualcuno li ha mai visti nelle proprie citta'? Qualcuno ha mai sentito uno solo di questi fare qualcosa in difesa della gente, ma per davvero? Ora vanno li a parlare di Nimby? E chi sono loro per decidere delle nostre comunita'?

Assomineraria deve dire a noi che siamo irresponsabili? Ma chi credono di essere?

Notare che il meeting e' stato organizzato da Allea comunicazione e relazioni istituzionali, che fra i suoi clienti ha: Assomineraria, Impregilo, Assogas e Ionio gas e da I-COM istituto per la competitivita' che invece ha come "soci sostenitori" ENI, Edison, E-on Italia, quelli dei riversamento di pertrolio in Sardegna.

Proprio un convegno equilibrato, indipendente e aperto.

Di questo meeting, che e' parente del Copam di Matera e di quello di Rainone di Chieti, secondo me, non esistono resoconti, non esistono rapporti sulla stampa, non esistono filmati. Esiste una mappa - secondo loro tutta l'Italia e' Nimby!

Il Nimby e' stato un concetto sfruttato ad arte da petrolieri e affaristi per schernire le popolazioni locali quando si oppongono a progetti di morte sotto le loro case. Come se la difesa del proprio territorio fosse qualcosa di cui vergognarsi. Invece no, non c'e' niente da vergognarsi, perche' a difendere il tuo territorio devi essere tu, non ci sono alternative, soprattutto in un paese come l'Italia, il far west della democrazia.

Al Ministro, a tutti quei presidenti, a tutti quei politici, non gliene importa niente del tuo ambiente.

Infatti ci mettono a parlare uno di Assomineraria e il convegno lo organizza gente "sostenuta" dall'ENI!

C'era qualche delegato del popolo a questo convegno? C'era qualcuno che facesse i nostri interessi? Non mi risulta.

Interessante anche l'accoppiamento Saglia-Prestigiacomo.

Queste cose non compaiono sulla stampa italiana perche' 'e' meglio tacerle, ma fra gli investitori e i siti petroliferi inglesi qualche tempo fa ci fu un po di agitazione perche' Saglia a un certo punto disse che la legge Prestigiacomo, quella delle 5 miglia, sarebe stata presto ritirata. La Prestigiacomo il giorno dopo lo smenti.

Ecco cosa dice Saglia in data 8 Marzo 2011:

Italy is about to remove the ban on offshore oil drilling which had been introduced after the Gulf of Mexico oil spill, MF said citing the Italian junior industry minister Stefano Saglia.

L'Italia sta per rimuovere il diveito di trivellare petrolio lungo le coste, che era stato introdotto dopo il disastro del golfo del Messico, ha affermato il MF (Ministro delle Finanze? non so chi sia MF), riferndosi al sotto-ministro dell'industria Stefano Saglia.

Il giorno dopo gli risponde la Stefania:

Italy does not plan to lift its offshore drilling ban.

L'Italia non ha in programma di eliminare il suo divieto alle trivelle.

E cosi' in un paese in cui la destra non sa cosa fa la sinistra, nel frattempo ce la prendiamo con i cittadini normali.

Mettetevelo chiaro in testa: non vi lasceremo trasformare questa nazione in un campo di petrolio. Capito?

Tuesday, August 24, 2010

La piattaforma Paguro




In Italia non c'e' molta memoria storica. Le cose accadono, a noi e agli altri, e non siamo mai capaci di usarle per prevenzione futura, per imparare, per fare meglio, per crescere. Dopo un po', ce ne dimentichiamo e torniamo alla dolce vita.

Nel 1965 l'Agip costrui' una piattaforma detta Paguro nei mari antistanti Ravenna - in zona Porto Corsini - a circa 15 chilometri da riva. Le trivelle giunsero a quasi 3 chilometri sotto la crosta terrestre dove trovarono metano. Qualcosa pero' ando' storto. C'era un altro giacimento ad altissima pressione di cui i geologi non si erano accorti, e voila', la piattaforma scoppio' e si incendio'.

Nella tragedia morirono tre persone, Pietro Peri, Arturo Biagini e Bernardo Gervasoni che lavoravano per l'AGIP.

La piattaforma si inabisso' nel mare e si genero' un gettito di idrocarburi, gas misto ad acqua che giunse fino a 50 metri di altezza.

Le emissioni durarono per tre mesi ininterrotti.

Insomma, una tragedia-sorella minore dello scoppio del Golfo del Messico, dove per fortuna c'era gas anziche' petrolio.

Sono passati piu' di 40 anni, nessuno parla piu' di questa piattaforma se non i subacquei. Siccome la pesca e' difficile a causa della presenza del relitto, si e' creato un habitat particolare nei fondali attorno alla piattaforma sommersa e la zona e' divenatata prima un punto di attrazione per i subacquei e ora anche una riserva marina protetta.

In qualche modo e' finita "bene" a Ravenna per questa piattaforma. Ma ci sono voluti 40 anni.

E se succedesse di nuovo? E se invece di gas ci fosse stato petrolio? E che immagine daremmo al mondo se succedesse una cosa simile oggi quando i mezzi di comunicazione sono molto piu' potenti di 40 anni fa?

Vedremo su CNN live le immagini di un pozzo che sputa robaccia per tre mesi dalla riviera romagnola, abruzzese, o da Pantelleria?

Ma la domanda vera e' abbiamo imparato qualcosa da questa piattaforma esplosa? Abbiamo imparato qualcosa da quei tre morti? E' cambiato qualcosa nella nostra societa'?

Non mi pare se dopo piu' di 40 anni ancora andiamo trivellando la nostra pozzanghera adriatica e i nostri mari a piu' non posso, come ebeti. Non mi pare se ci sono voluti 40 anni e lo scoppio nel Golfo del Messico per convincere Miss Prestigiacomo a introdurre una timida moratoria lungo le coste italiane.

E' tutto dimostrato dalle parole del saggio Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all'energia, che in data 1 Luglio 2010 dichiara, riferendosi al nuovo limite delle 5 miglia della Prestigiacomo:

Penso che l'industria petrolifera italiana rappresenti un'ecellenza a livello mondiale.

Ci sono aziende, anche medio-piccole che svolgono attentamente e in massima sicurezza il proprio lavoro e se nel golfo del Messico ci fossero state aziende italiane quello che e' successo non sarebbe accaduto.

E' giusto andare con grande cautela per la salvaguardia ambientale ma le norme attuali sono gia' sufficientemente garantiste.

Penso che si commenti tutto da se, incluso il 'siamo meglio di tutti', incluso il non sapere di Paguro o della piattaforma ENI Temsah incendiata e esplosa in Egitto nel 2004 o di Trecate.

Di contro, nel 1969 esplose un altra piattaforma qui in California, a Santa Barbara. Anche se non mori' nessuno, ci furono lo stesso proteste, boicottaggi e impegno civile che dura a tuttoggi. Quel singolo episodio piu' di ogni altro, contribui' alla nascita dell'Earth Day, nel 1970 che si celebra ancora ogni anno.

Soprattutto, dallo scoppio di Santa Barbara non sono state piu' costruite piattaforme in mare lungo tutta la riviera californiana. Tutto quello che c'e' e' stato messo in mare prima del 1969.

Due piattforme in due parti diverse del mondo, due scoppi in periodi ravvicinati, due esiti diversi.

E si, noi siamo sempre Superman. In Italia i polmoni della gente sono piu' resistenti di quelli degli altri, i territori meno sismici, i fiumi meno impetuosi, i cambiamenti climatici meno importanti, le ossa degli operai piu' resistenti, il petrolio piu' amico.

A noi la prevenzione non serve perche' siamo piu' bravi.







Piattaforma Paguro 28-29 Settembre 1965

Fonti: BigGame, Asca, Wikipedia, Associazione Paguro, Associazione Paguro 2, Piunotizie

Thursday, August 20, 2009

Altre multe. Questa volta vere.


Dalla Repubblica di oggi un articolo che tutti ci aspettavamo: le multe per non avere rispettato i trattati di Kyoto. Ne abbiamo parlato tante volte, con la Prestigiacomo che andava a piangere all'UE che i tempi erano troppo stretti, o che il nostro paese e' un paese manifatturiero, o che c'è la crisi. Tutte scuse.

Abbiamo avuto quasi dieci anni per far qualcosa. Non abbiamo fatto nulla, ora si paga.

E chi paga? Il contribuente italiano. Ben 555 milioni di euro. Siamo circa 55 milioni di persone.
Fate voi il conto quanto costerà alla collettività questo mancato impegno: 10 euro a persona entro la fine del 2009.

DIECI EURO A TESTA.

Nel 2007 l'UE ci ha autorizzati ad emettere circa 200 milioni di tonnellate di CO2. Queste quote sono state ripartite fra vari settori - cementifici e acciaierie. Queste ditte hanno detto che questa quota era troppo bassa, e che, per costruire nuove centrali più moderne e meno inquinanti, era necessario avere tetti di CO2 più alti.

Cosi' il governo nel 2008, sotto la guida del direttore generale del ministero dell'ambiente, Corrrado Clini, diede il via libera ad emettere di più CO2.

Che importa che l'UE non ce lo consentiva. Facciamo un po come ci pare, e ci penseranno gli altri dopo alle conseguenze. Alla cieca.

Ora che arriva il salato conto, il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia dice che e' tutto inevitabile e che e' colpa dello scorso governo (e' la moda nazionale dare la colpa sempre a qualcun altro!) .

Intanto ecco le mie domande:

1) Se acciaierie e cementificatori hanno chiesto di inquinare di più per poter costruire "centrali più efficienti", dove sono queste centrali?

2) I cementifici emettono una miriade di inquinanti e si stima emettano il 5% di tutto il CO2 nel mondo. Per ogni tonnellata di cemento prodotto ci sono oltre 200 chilogrammi di CO2. Come si e' potuto dare via libera ai cementificatori, invece di mettergli un freno? L'Italia e' già abbastanza cementificata, grazie.

Mentre succedeva tutto questo, in Abruzzo il signor Marrollo, cementificatore di mezza Italia, dal suo palco accanto allo Zio Remo Gaspari, era tutto felice di sentire Gianni Chiodi dire che ci servono nuove infrastrutture (di cemento, ovviamente).

3) Con un po di lungimiranza si potevano spendere quei 555 milioni di euro per mille altre cose: esempio? Creare una classe di piccola e media imprenditoria dedita all'energia verde, all'installazione e alla manutenzione di pannelli solari. E' la migliore fonte di energia rinnovabile, distribuita, poco impattante, dove viene tutto dal sole.

Ma si sa, ci piace essere amici dell'ENI, della Libia, e dei petrolieri. Ci piace continuare ad inquinare, a contare le morti per tumori che scoppiano. Un paese alla rovescia.

Intanto sul National Geographic di Settembre un articolo bellissimo sull'energia solare. La mappa sopra indica che in Italia abbiamo creato solo 35 giga-watt-ore di energia grazie al fotovoltaico.

E' tanto? E' poco? In Germania basta solo pensare che son arrivati a 2,220. Settanta volte di piu di noi. E' veramente rimarchevole quello che ha fatto la Germania, più e meglio di tutti, compresi gli USA. C'è solo da prendere esempio.

Loro non ce l'hanno il sole ma il cervello si.

Loro le multe da 555 milioni di euro, dieci euro a testa, non le pagano.