...qui invece il gas flaring Agip in Nigeria da 40 anni
Eccoli qui i partners della Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle scienze: c'e' pure l'ENI. Come dire, prima immetto in aria roba che fa venire il cancro e poi do i soldi alla fondazione Umberto Veronesi per ripulirmi la coscienza.
Come Veronesi non si vergogni e' un mistero. O forse pensava che non se ne sarebbe accorto nessuno?
Non capisco.
Passiamo all'Expo, dove l'ENI e' Official Partner. Dicono di se stessi di essere "la compagnia energetica internazionale leader
in Africa per produzione di idrocarburi. Presente nel continente da
oltre sessant’anni, collabora con i Paesi Africani per promuoverne lo
sviluppo socio-economico sostenendo, in particolare, progetti per l’accesso all’energia, prerequisito fondamentale per una
crescita sostenibile."
Promuoverne lo svilippo socio economico? Ma quando mai. Hanno distrutto la Nigeria a colpi di mazzette e di inquinamento ed ora vengono qui a fare i santi all'Expo e a parlare di sostenibilita'?
Dicono che nel Congo hanno ridotto il gas flaring - beh vuol dire che lo fanno ancora! Dicono che invece di bruciarlo in aria, adesso lo hanno messo in rete per i residenti del Congo - ma non dicono che arrivano a questo solo dopo anni ed anni di pressione internazionale e che queste sono prassi che solo in Africa possiamo aspettare il 2015 per farle.
Notare Federico Rampini e Carlo Rossella e Joaquin Navarro Valls
nella Editorial Committee di OIL - rivista ENI
Federico Rampini e' il corrispondente USA per Repubblica.
Carlo Rossella e' presidente di Medusa Film Spa.
E' stato direttore del Tg5, di Panorama,
de La Stampa e del Tg1.
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Il primo emendamento alla costituzione USA, meno di 50 parole, una delle cose piu' sacre in questa nazione:
CONGRESS SHALL MAKE NO LAW RESPECTING AN ESTABLISHMENT OF RELIGION, OR PROHIBITING THE FREE EXERCIZE THEREOF; OR ABRIDGING THE FREEDOM OF SPEECH, OR OF THE PRESS; OR THE RIGHT OF THE PEOPLE PEACEABLY TO ASSEMBLE, AND TO PETITION THE GOVERNMENT FOR A REDRESS OF GRIEVANCES.
December 15, 1791
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Se c'e' una cosa che odio e' il fatto che quando scrivo per il Fatto Quotidiano devo sempre star li a pesare le parole e i pensieri - questo si puo' dire? e se si, come lo devo dire? e le parole sono giuste? e c'e' qualcuno che possa offendersi?
A tanti italiani questo pare normale, e c'e' quasi paura di esporsi troppo, specie su temi "difficili" perche' le querele sono facili e vere. A me invece non pare normale per niente, perche' vivo da questo altro lato del pianeta, e mi e' sempre sembrato normale invece che la stampa fosse una cosa per conto suo, al disopra delle parti, da rispettare. E con la stampa, i blog, e la liberta' di parola e di pensiero di ciascuno, in qualsiasi forma essi vengano manifestati.
E' per questo che adoro il New York Times: e' giornalismo per eccellenza e chi ci scrive in genere non ha conflitti di interesse, o se li ha li dichiara apertamente sull'articolo. E' per questo che dicono tante cose scomode e che in genere i problemi te li dicono prima che tu sappia che esistano.
Non mai sentito negli USA di una condanna di giornalisti per diffamazione. Mai. Anche quando hanno fatto errori madornali.
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Conosco invece poco Federico Rampini, l'ho sentito una sera da Santoro che parlava del modo americano di concepire la liberta' di stampa e mi pareva cosi chiaro e cosi vero quello che diceva che mi sono tirata giu' le sue parole per parlarne prima o poi.
E invece... invece scopro che ha collaborato almeno fino al dicembre 2012 con OIL.
Perche' Federico Rampini ha accettato di lavorare per una rivista ENI?
Io se fossi un giornalista "patentato" non vorrei il mio nome associato con loro, e con nessuna altra multinazionale a dire il vero, proprio per non perdere la mia indipendenza.
E magari Rampini avra' un ruolo marginale in questa cosa, non lo so. Ma il fatto resta che su un giornalista, secondo me almeno, non debba neanche esserci l'ombra di dubbio che ci sia qualcuno dietro di lui e a cui lui non possa pestare i piedi.
E se mi si dice "che vuoi che sia" o che si puo' mantenere la propria indipendenza anche lavorando per OIL, vorrei sapere quando OIL pubblichera' un articolo sulla devastazione ambientale della Basilicata, o quando OIL invitera' la sottoscritta a scrivere qualcosa sui miei sette anni di lotte contro il mostro petrolifero e sul miracolo d'Abruzzo, dove a dispetto di tutti, non e' stato ancora avviato nessuno dei progetti petroliferi proposti? Vorrei sapere quando OIL parlera' dei 40,000 abruzzesi
scesi in campo contro Ombrina o dei Vescovi d'Abruzzo che hanno detto il loro no alle trivelle in regione? Vorrei sapere quando OIL svelera' dove e come l'ENI ha fatto o vuole fare fracking in Italia? Vorrei sapere quando parleranno di subisdenza indotta in Italia? Vorrei sapere quando parleranno di Gela, Porto Torres, Priolo, Porto Marghera, Falconara e Pieve Vergonte.
Forse di fronte a tutti problemi dell'Italia questo della stampa di cui non ti puoi fidare puo' apparire un problema piccolo. Io credo invece che una sia proprio una stampa forte, e libera, e indipendente e che tu cittadino sai che e' dalla tua parte, a far si che un paese resti sano e che non precipiti in quella melassa scomposta che e' oggi l'Italia.
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Ecco qui le parole di Federico Rampini - verbatim da Santoro.
Restano vere, e restano belle.
"Gli Stati Uniti hanno un'altissima concezione del ruolo della stampa.
La stampa in senso lato, include ormai ovviamente internet, i blog.
La stampa si sta evolvendo e abbraccia nuove forme di comunicazione.
Pero' in nessuna democrazia al mondo c'e' una legge cosi sacrosanta come il primo emendamento della costituzione americana che da' un valore davvero assoluto alla liberta' di informazione, alla liberta' di stampa, alla liberta' di espressione, alla liberta' di critica del potere politico.
La stampa americana ha sempre interpretato questo suo ruolo con coerenza, con coraggio, con spirito di indipendenza, con grande professionalita'.
C'e' un presidente degli Stati Uniti e' caduto, Richard Nixon, perche' lo scandalo del Watergate e' stato svelato dalla stampa.
E in America tra l'altro per esempio, arriva a tale punto la concezione della liberta' di informazione che e' praticamente impossibile perseguire per diffamazione un giornalista americano, perche' il primo emendamento viene al disopra di ogni altra cosa.
Quando un politico americano, comincia ad attaccare la stampa questo viene interpretato come un segno di debolezza, come un segno di insicurezza, non sapere difendere i propri argomenti, e quindi generalmente un politico che se la prende con la stampa e' un politico in declino.
Questo accade.
Una democrazia sana si fonda su un sistema di contropoteri, di controllori, che non sono democrativamente eletti, perche' i giornalisti sono un altra cosa, lo chiamano il quinto potere e non c'e', non fanno parte delle istituzioni. Possono dire delle grandi castronerie, delle gran fesserie, ma per amore della democrazia bisogna accettare anche quello."
Il suo motto era: Se pensiamo all'energia pensiamo al paese.
Peccato che lui pensava alla monnezza che abbiamo sottoterra e non al sole che splende sulle nostre teste.
E ovviamente se la prendeva con la gente normale - i cattivissimi ambientalisti che non hanno niente di meglio da fare che cercare di volere salvare il paese dai folli progetti di Assomineraria e compagni. Diceva - come riportato, guarda caso dall'AGI, di 100% di proprieta' dell'ENI e riferendosi al governo Monti: E’
stato proprio questo Governo ad aver ceduto alle pressioni degli
ambientalisti quando ha ritirato i provvedimenti che avrebbero ridotto
le restrizioni per le prospezioni minerarie e la produzione in Italia.
Avrebbe
potuto raddoppiare la produzione di petrolio e di gas in Italia sia
onshore che offshore e avrebbe creato oltre 30.000 posti di lavoro: le
restrizioni introdotte con il codice ambiente nel 2010 sono le piu’
rigorose imposte nell’Europa ed hanno bloccato molte aziende che avevano
gia’ fatto investimenti
"Nella nuova legislatura auspico vi sia una particolare attenzione alle
politiche energetiche e industriali. Del resto ho sempre detto che siamo
tutti utili ma nessuno รจ indispensabile. Mi convince l'idea di proposta
politica orientata all’ambientalismo ragionevole, capace di coniugare
salute, produzione, lavoro e ambiente”.
L'ambientalismo ragionevole? Cos'e' l'ambientalismo irragionevole? E' volere vivere "contamination free" come dicono quelli di Mora County? O e' il volere vedere l'orizzonte limpido dalle trivelle? O e' vedere le trivelle nei giardini altrui e non nei propri?
"Questo convegno lo sappiamo a che serve, e' a servizio di chi lo vuole il petrolio"
Voce di popolo, voce di verita'.
E cosi, eccole le immagini del congresso dei geologi di Basilicata.
Si apre con il sindaco di Potenza, Vito Santarserio "ambientalista" che per troppo che e' ambientalista se la prende con i cittadini e poi va a sedersi dentro alla "conferenza scientifica" con quegli altri "ambientalisti" signori del petrolio.
Tutti "ambientalisti" a questo convegno!
E poi lo stesso sindaco, dentro il palazzo, scambia battute con il dottor Gianpaolo Farina, il protagonista del video. Affianco, e con il riporto, Salvatore Lambiase, il dirigente regionale della commissione VIA di Basilicata.
Santarsiero parla di appuntamenti privati, di tranquilizzare il clima, di "aggressioni" e cerca di diffondere tutto, come se niente fosse - una specie di "e' cos'e niente" di De Filippo. Un altro giocoliere del tuttapposto.
Dice che non e' vero che le piattaforme nello Ionio arriveranno fra 60 giorni.
Si e' vero, forse c'e' un po di confusione, probabilmente ci si riferisce al fatto che 60 giorni sono i termini per mandare le osservazioni di contrarieta'. Ed e' vero che tutto l'iter necessita di un anno, o due.
Ma il punto non e' questo: il punto e' che manca totalmente il sale della democrazia qui: la trasparenza, l'informazione, il comunicare al cittadino, lo spiegargli le cose.
Quello che Santarsiero non capisce e' che lui e' pagato per fare i nostri interessi, e invece che andare ad un congresso blindato fatto dai petrolieri, per i petrolieri e con i petrolieri, avrebbe dovuto lui organizzare un convegno aperto alla sua gente per spiegare iter procedurali per queste concessioni della Shell nello Ionio, e cosa fare per trasformare tutta questa rabbia popolare in azioni costruttive CONTRO le trivelle.
Perche' il tale dirigente della Commissione VIA, Lambiase, non ha ricordato che entro 60 giorni si possono mandare testi di contrarieta' a Roma? E qual'e' la posizione di Santarsiero a proposito? Scommetto con un sacco di gente da Potenza va al mare a Policoro e sulla costa ionica. Lui si opporra'?
Parte 2: Compare Raffaele Nardone, Presidente dell'Ordine dei geologi di Basilicata che ricorda che e' una conferenza di geologi, e che mica a quelle dei medici lui ci va?
Beh, la differenza e' che questi geologi se la dicono e se la cantano su un tema - l'ambiente - che ci rigaurda tutti, e che e' un diritto di tutti i residenti sapere cosa si sta facendo sotto i loro piedi e nel loro mare. Anche se si tratta di "geologi ambientalisti".
E poi ricorda che si paga 100 euro per stare li dentro e che se si vive male in Basilicata non e' per colpa delle trivelle, ma e' perche' cosi e'.
Anche lui - dice - "non tiene soldi".
E poi cigliegina sulla torta nega che ci siano mai stati danni - e che non ci sono esempi. Tutto confermato da Nunzio Oriolo, geologo che addirituttra vive "sopra il pozzo" e che "scoppia di salute" Nessun danno. Falde e perforazioni non si mescolano secondo lui.
Non ci sono drammi. Ci sono "sorgenti naturali di petrolio". Tuttapposto.
E ovviamente un medico non puo capire e "occorre fidarsi!"
E quando gli ricordano che nell'acqua del Pertusillo ci sono veleni, dice "andate dalla procura della Repubblica, io sono un geologo e non posso saperlo".
Ma caro Nardone, qui non ci vogliono medici, e non ci vogliono geologi.
Ci vuole solo il buon senso. Arrivano le trivelle, dopo un po ci sono carpe morte e livelli di bario e petrolio nel lago e nell'acquedotto.
2+2 = 4.
Infine compare Raffaele Vita, quello dell'Arpab che dice di fare 36000 controlli all'anno.
Addirittura! Cento al giorno, comprese le domeniche e i sabati.
Ma .. e come mai se uno va al centro monitoraggio a Villa D'Agri non hanno un dato che sia uno? E come mai dai siti web i dati ci sono un giorno si e due no? E come mai questi dati non sono diffusi?
E guarda caso, il dato dell'inquinamento nel Pertusillo non lo conosce.
Quello li gli era sfuggito ai suoi 36000 controlli!
Il medico persiste, che occorre parlarne, risolvere, capire.
Ed ecco qui la voce della verita:
"Qui sono circolate delle cose che non andavano circolate"
E si, occorre fidarsi, i geologi sono gli amici dell'ambiente. Loro in Basilicata, non "hanno contratto diretto", ma danno un "servizio" alle ditte petrolifere perche "noi dobbiamo lavorare in qualche modo" e quindi occorre fare formazione e fare della Fondazione Mattei una scuola di riferimento nazionale per la geologia del petrolio.
Boh.
Ma il medico Farina continua ad insistere con il numeri.
E con il bario.
Secondo le leggi, nell'acqua potabile il limite massimo di bario e' 0.
Nell'acquedotto che e' collegato al Pertusillo siamo a 49 microgrammi/litro di bario.
Quella e' l'acqua che ci beviamo noi.
Tutto composto, il "geologo ambientalista" risponde che non si puo' stabilire causa rapporto-effetto, che occorre "speciazione" e che chissa' magari c'e' qualcuno che sciacqua kerosene nel pertusillo!
Ovviamente, oltre l'idea che qualcuno e' andato a sversare kerosene nel lago, non ce ne sono altre.
Ma, e' l'idea piu' logica perche' non viene considerata? E cioe' che li vicino ci sono pozzi di petrolio
che usano bario?
Perche' ostinarsi a dire che 2+2 = 7?
Occorre continuare a rompere le scatole.
Quanti geologi del petrolio ci sono in Italia? 500? 1000? 5000? Bene, sono pochi. Siamo di piu' noi, e se tutti noi continuiamo a fare la nostra parte, convegno per convegno, concessione per concessione, alla fine si vince, e lo sanno pure loro.
E' per questo che era tutto blindato.
Notare la sala splendente, con gli stucchi, gli affreschi e l'acqua imbottigliata per tutti i
relatori.
Non gli danno mica l'acqua del Pertusillo con dentro gli
idrocarburi, i metalli pesanti e il bario.
Quelli che riporto di seguito sono testimonianze recenti sulla situazione in Basilicata, dall'Espresso del 17 dicembre 2008 fino a episodi di vita di persone normali. Ci sono dentro storie raccapriccianti sulla tossicita' di fanghi e fluidi perforanti, lasciati alla meno peggio fra i campi, storie di uomini e donne che muoiono di tumori a quarant'anni, e accuse di reati di concussione per la costruzione del secondo centro oli lucano, a Corleto Perticara, dopo quello che gia' esiste a 20 km di distanza a Viggiano.
"Ormai il nostro terreno e' rovinato"
Il signor Pietro ha 75 anni e vive a Viggiano. A suo stesso dire, lui e sua moglie vivono circondati dalla puzza di idrogeno solforato. Non e' un biologo, ne un medico, ne un botanico e nemmeno un ingenere. E' un semplice contadino che da casa sua vede il centro oli di Viggiano e mettendo insieme due piu due giunge alla sua semplice verita':
“..da quando c’รจ il petrolio non vengono piรน fuori le insalate di una volta. Il grande problema รจ che non possiamo neanche lasciare questo terreno, perchรฉ o nessuno lo vuole oppure, nel migliore dei casi, saremmo costretti a venderlo ad un prezzo troppo basso”.
Filippo Massaro invece e' il coordinatore per lo Sviluppo delle aree interne lucane. Commentando sul fatto che l'ENI non ha pagato una lira di risarcimento per i contadini e per le persone che possedevano campi, terreni e agriturismi da quelle parti giunge alla stessa conclusione:
L’agricoltura continua a morire. Non si contano piรน gli incontri e i conseguenti solenni impegni assunti da funzionari-dirigenti di Agip-Eni e dagli amministratori regionali. Solo chiacchiere. Non sono seguiti i fatti. I sistemi di monitoraggio ambientale, le centraline installate dalla Provincia, gli studi dell’Arpab e quelli di fonte diretta dell’Eni non sono efficienti e nรฉ sufficienti a garantire il rispetto dell’impatto ambientale. In alcuni casi le centraline sono state installate volutamente al posto sbagliato.
Anche la Gazzetta del Mezzogiorno conferma, spiegandoci che una volta a Viggiano c’erano le vigne che producevano uva e vino di qualitร , c’erano le mele della val d'Agri. Di tutto cio' non sono rimasti che chicchi d’uva oleosi e puzzolenti e mele annerite. I contadini hanno provato a reciclarsi come tecnici petroliferi, ma lavoro non ce n'e'.
Giovanna Perruolo, presidente della Confederazione Italiana di Agricoltura (CIA) della Val d’Agri testimonia che delle cento aziende che coltivano fagioli cosiddetti "Sarconi", la metร quest’anno non ha piantato il prodotto. Fra le possibili e invisibile cause c'e' la percezione negativa di un prodotto coltivato nella terra del petrolio. Dice Giovanna:
...forse era meglio quando nessuno associava il petrolio alla nostra terra, quando la Basilicata era ancora sconosciuta in questo senso”.
Duecento ettari di terra sono stati abbandonati.
La signora Donata aveva dei terreni vicino a Corleto Perticara, dove nel 1994 perforarono dei pozzi. I signori della Total decisero, allegramente, di lasciare fanghi e fluidi perforanti ALL'APERTO, senza alcuna forma di precauzione. Tutti gli animali che mangiavano l'erba, specie le pecore, dopo un po' si accasciavano e morivano. Sono morti di tumore, dopo due anni anche il papa' della signora Donata, e il suo vicino di casa, a 43 anni.
Beffa delle beffe, la Total gli disse pure che non c'era scampo e che dovevano vendergli quelle terre che loro stesi avevano avvelenato: "Offriamo 5 euro al metro quadrato. Vi conviene vendere perchรฉ altrimenti il comune esproprierร tutto e pagherร la metร ". Troppo buoni. Fattisi i conti, alla fine ai contadini venne offerto ancora meno: 2.5 euro al metro quadrato.
Fu da queste denuncie che il pubblico ministero Woodcock inizio' le sue indagini per presunta concussione da parte della Total ai lucani. La Total, secondo i pm, avrebbe truccato anche le gare per il trattamento e per la fornitura dei fanghi di perforazione, oltre che essersi sporcata di vari intrallazzi con i politici locali.
Intanto, gia' nel 2004, il Corriere diceva:
Ammine aromatiche, anidride solforosa, scarti dalla lavorazione del greggio, che qui viene separato dallo zolfo e dal metano e immesso nell' oleodotto, verso la raffineria di Taranto e le navi per la Turchia. Anche l' acqua la portano in Puglia. Qui non resta niente. Un centinaio appena di posti di lavoro. L' Eni aveva promesso la Fondazione Mattei per i giovani e un centro per il monitoraggio ambientale, ma non hanno ancora deciso il posto: vorrebbero fare la fondazione a Viggiano e il centro di controllo a Marsiconuovo, lontano dal centro oli; non sarebbe meglio il contrario? Nel frattempo si muore di cancro, almeno un caso per famiglia. La valle in teoria รจ diventata un parco naturale, dai confini mobili, che si spostano in caso di scoperta di un pozzo. Un giorno il petrolio finirร , e noi avremo abbandonato i meleti, le piste da sci, gli scavi archeologici di Grumento. E non c' รจ nessun controllo sui barili estratti. Chi ci garantisce che non ci stanno truffando? Hanno trattato la Basilicata come un Paese africano o asiatico in via di sviluppo.
The First Amendment to the Constitution of the United States of America
Questo blog rappresenta mie opinioni personali. Viene scritto negli USA, dove il primo emendamento alla costituzione recita:
CONGRESS SHALL MAKE NO LAW RESPECTING AN ESTABLISHMENT OF RELIGION, OR PROHIBITING THE FREE EXERCIZE THEREOF; OR ABRIDGING THE FREEDOM OF SPEECH, OR OF THE PRESS; OR THE RIGHT OF THE PEOPLE PEACEABLY TO ASSEMBLE, AND TO PETITION THE GOVERNMENT FOR A REDRESS OF GRIEVANCES.