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Saturday, February 1, 2014

"Nuova e proficua collaborazione scientifica" fra ENI e enti di protezione ambiente di Basilicata

Dedicato a Raffaele Vita, direttore dell'Arpab di Lucania 


 Raffaele Vita e un qualche ENI-man alla firma dell'accordo fra
Arpab e Fondazione Eni Enrico Mattei.

La pecora che firma la sua morte davanti al lupo.

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La stoltezza di questi personaggi non ha mai fine.

L'ENI infatti annuncia, tutta contenta e gingillante che  "al termine di un incontro tra un team di esperti dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente e la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), ha preso il via una collaborazione scientifica tra i due enti volta alla realizzazione di studi, ricerche e approfondimenti su tematiche ambientali di rilevante interesse per le comunità lucane." 

L'ARPAB e' la Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, pagata da noi tutti.

L'ARPAB e la FEEM creeranno brochure, opuscoli, pubblicazioni e faranno "divulgazione alla popolazione, ai privati, agli addetti ai lavori ed al mondo scientifico-istituzionale".

Eh?

Si e' proprio cosi, il controllore e il controllato che diventano amici e che producono "brochure, opuscoli e pubblicazione" assieme.

Roba da matti.

Ma chi credono di prendere in giro?

Ma sono veramente piccoli se pensano che questa propaganda stupida e ridicola avra' successo, perche' non gli credera' nessuno.

Basta solo aprire gli occhi e vedere il risultato dell'operato ENI in Lucania e lo schifo dell'Arpab che in questi anni, che io sappia, non e' riuscita a fare una denuncia di inquinamento che sia una, che abbia mai detto che le cose non vanno bene, che abbia fatto controlli adeguati, che abbia detto "no guardate il pozzo dietro l'ospedale non va bene, il Petrusillo s'ha da bonficare, l'ENI s'ha da multare per tutte le "anomalie di funzionamento" di questi anni".

Mai.

O che magari abbia detto all'ENI: suvvia, come puoi dire che un pozzo con oleodotto associato in zona sismica, fra campi e case e parchi avra' conseguenze "lievi/trascurabili/nulli"?

E quindi, forse e' un bene che stiano assieme, cosi' e' chiaro che dei dati e delle parole Arpab non c'e' ne facciamo niente, perche' sono solo pagliacciate di cui non fidarsi.

La domanda che pero' mi inquieta e' la seguente:

L'Arpab e' pagata dai cittadini, e in teoria dovrebbe essere per il cittadino. 

Non e' un conflitto di interessi mettersi con l'ENI?

Perche' dovremmo pagare un ente pubblico che va a prendere il te con i petrolieri? I petrolieri non ce li hanno gia' i loro "esperti"?

E poi, dove sono gli "opuscoli, pubblicazioni e divulgazione" dell'Arpab senza l'ENI da 15 anni a questa parte?

Perche' non hanno mai parlato ai lucani di idrogeno solforato, fanghi, acidificazione, monnezza, inquinamento delle falde acquifere?

Perche' sono dovuta venire io a farlo?

E ora che arriva l'ENI cosa potranno mai dire che non sia tutto petali profumati di primavera?

Come faranno a proteggere l'ambiente se devono scrivere "opuscoli, pubblicazioni e divulgazione"
con chi l'ambiente lo deturpa?

Raffaele Vita, ma lei non si vergogna neanche un po?

Misteri d'Italia, dove tradire cosi impunemente la fiducia del cittadino viene fatto alla luce del sole, con la faccia fresca e senza un minimo di coscienza.








Thursday, December 6, 2012

Congresso geologi: La malafede

"Questo convegno lo sappiamo a che serve, e' a servizio di chi lo vuole il petrolio"
Voce di popolo, voce di verita'.

E cosi, eccole le immagini del congresso dei geologi di Basilicata.



Si apre con il sindaco di Potenza, Vito Santarserio "ambientalista" che per troppo che e' ambientalista se la prende con i cittadini e poi va a sedersi dentro alla "conferenza scientifica" con quegli altri "ambientalisti" signori del petrolio.

Tutti "ambientalisti" a questo convegno!

E poi lo stesso sindaco, dentro il palazzo, scambia battute con il dottor Gianpaolo Farina, il protagonista del video. Affianco, e con il riporto, Salvatore Lambiase, il dirigente regionale della commissione VIA di Basilicata.

Santarsiero parla di appuntamenti privati, di tranquilizzare il clima,  di "aggressioni" e cerca di diffondere tutto, come se niente fosse - una specie di "e' cos'e niente" di De Filippo. Un altro giocoliere del tuttapposto.

Dice che non e' vero che le piattaforme nello Ionio arriveranno fra 60 giorni.

Si e' vero, forse c'e' un po di confusione, probabilmente ci si riferisce al fatto che 60 giorni sono i termini per mandare le osservazioni di contrarieta'. Ed e' vero che tutto l'iter necessita di un anno, o due.

Ma il punto non e' questo: il punto e' che manca totalmente il sale della democrazia qui: la trasparenza, l'informazione, il comunicare al cittadino, lo spiegargli le cose.

Quello che Santarsiero non capisce e' che lui e' pagato per fare i nostri interessi, e invece che andare ad un congresso blindato fatto dai petrolieri, per i petrolieri e con i petrolieri, avrebbe dovuto lui organizzare un convegno aperto alla sua gente per spiegare iter procedurali per queste concessioni della Shell nello Ionio, e cosa fare per trasformare tutta questa rabbia popolare in azioni costruttive CONTRO le trivelle.

Perche' il tale dirigente della Commissione VIA, Lambiase, non ha ricordato che entro 60 giorni si possono mandare testi di contrarieta' a Roma?  E qual'e' la posizione di Santarsiero a proposito? Scommetto con un sacco di gente da Potenza va al mare a Policoro e sulla costa ionica. Lui si opporra'?

Mandera' il suo bel testo di contrarieta' a Roma?

Per ora e' andato al convegno dei geologi.

Notare che Lambiase e' uno dei rinviati a giudizio sull'inceneritore la Fenice, dove anche li ci sono falde acquifere inquinate da metalli pesanti.

Parte 2: Compare Raffaele Nardone, Presidente dell'Ordine dei geologi di Basilicata che ricorda che e' una conferenza di geologi, e che mica a quelle dei medici lui ci va?

Beh, la differenza e' che questi geologi se la dicono e se la cantano su un tema - l'ambiente - che ci rigaurda tutti, e che e' un diritto di tutti i residenti sapere cosa si sta facendo sotto i loro piedi e nel loro mare. Anche se si tratta di "geologi ambientalisti".

E poi ricorda che si paga 100 euro per stare li dentro e che se si vive male in Basilicata non e' per colpa delle trivelle, ma e' perche' cosi e'.

Anche lui - dice - "non tiene soldi".

E poi cigliegina sulla torta nega che ci siano mai stati danni - e che non ci sono esempi.  Tutto confermato da Nunzio Oriolo, geologo che addirituttra vive "sopra il pozzo" e che "scoppia di salute" Nessun danno. Falde e perforazioni non si mescolano secondo lui.
Non ci sono drammi.  Ci sono "sorgenti naturali di petrolio". Tuttapposto.

E ovviamente un medico non puo capire e "occorre fidarsi!"

E quando gli ricordano che nell'acqua del Pertusillo ci sono veleni, dice "andate dalla procura della Repubblica, io sono un geologo e non posso saperlo".

Ma caro Nardone, qui non ci vogliono medici, e non ci vogliono geologi.

Ci vuole solo il buon senso. Arrivano le trivelle, dopo un po ci sono carpe morte e livelli di bario e petrolio nel lago e nell'acquedotto.

2+2 = 4.

Infine compare Raffaele Vita, quello dell'Arpab che dice di fare 36000 controlli all'anno.

Addirittura! Cento al giorno, comprese le domeniche e i sabati.

Ma .. e come mai se uno va al centro monitoraggio a Villa D'Agri non hanno un dato che sia uno? E come mai dai siti web i dati ci sono un giorno si e due no? E come mai questi dati non sono diffusi?

E guarda caso, il dato dell'inquinamento nel Pertusillo non lo conosce.

Quello li gli era sfuggito ai suoi 36000 controlli!

Il medico persiste, che occorre parlarne, risolvere, capire.

Ed ecco qui la voce della verita:

"Qui sono circolate delle cose che non andavano circolate"

E si, occorre fidarsi, i geologi sono gli amici dell'ambiente. Loro in Basilicata, non "hanno contratto diretto", ma danno un "servizio" alle ditte petrolifere perche "noi dobbiamo lavorare in qualche modo" e quindi occorre fare formazione e fare della Fondazione Mattei una scuola di riferimento nazionale per la geologia del petrolio.

Boh.

Ma il medico Farina continua ad insistere con il numeri.

E con il bario.

Secondo le leggi, nell'acqua potabile il limite massimo di bario e' 0.

Nell'acquedotto che e' collegato al Pertusillo siamo a 49 microgrammi/litro di bario.

Quella e' l'acqua che ci beviamo noi.

Tutto composto, il "geologo ambientalista" risponde che non si puo' stabilire causa rapporto-effetto, che occorre "speciazione" e che chissa' magari c'e' qualcuno che sciacqua kerosene nel pertusillo!

Ovviamente, oltre l'idea che qualcuno e' andato a sversare kerosene nel lago, non ce ne sono altre.

Ma, e' l'idea piu' logica perche' non viene considerata? E cioe' che li vicino ci sono pozzi di petrolio
che usano bario?

Perche' ostinarsi a dire che 2+2 = 7?

Occorre continuare a rompere le scatole.

Quanti geologi del petrolio ci sono in Italia? 500? 1000? 5000? Bene, sono pochi. Siamo di piu' noi, e se tutti noi continuiamo a fare la nostra parte, convegno per convegno, concessione per concessione, alla fine si vince, e lo sanno pure loro.

E' per questo che era tutto blindato.

Notare la sala splendente, con gli stucchi, gli affreschi e l'acqua imbottigliata per tutti i relatori.
Non gli danno mica l'acqua del Pertusillo con dentro gli idrocarburi, i metalli pesanti e il bario.

Quella la lasciamo alle carpe e ai cittadini.

Saturday, July 16, 2011

Basilicata vs. Pennsylvania




Soddisfare l'istanza dei lucani ad ottenere un effettivo risarcimento per lo sfruttamento del loro patrimonio minerario con una riduzione del prezzo della benzina e dei prodotti derivati


Cosimo Latronico
Senatore della Basilicata, 2008



Concentrazioni di idrocarburi nella diga del Pertusillo
6.4 milligrammi/litro

Concentrazioni di idrocarburi permessi nelle acque potabili in Italia
0.0001 milligrammi/litro

Per tutto il resto c'e' la bonus card di Latronico.


Come sempre la stoltezza dei politici italiani non ha mai limite.

Vivo da tanto tempo negli USA e forse e' per questo che sono diventata un po' piu' esigente verso chi ci rappresenta. Non riesco ad accettare che i politici italiani - pagati in proporzione a quelli USA cifre pazzesche - tendano sempre a minimizzare, ad accontentarsi di mezze soluzioni e a fare un po' come quando Eduardo de Filippo dice "e' cos'e nient" e poi ti ritrovi senza aria per respirare. In matematica diremmo "rinormalizziamo".

In Pennsylvania la ditta Cheasapeake energy e' stata multata di 900,000 dollari piu 188,000 dollari per avere inquinato le riserve acquifere di Bradford County, a causa del fracking e per un incendio che ha ferito tre lavoratori.

Un milione di dollari.

La storia e' semplice: nel Febbraio del 2010 i cittadini si erano lamentati per la cattivita' qualita' dell'acqua. L'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente dello stato della Pennsylvania ha fatto le dovute analisi e ha concluso che la colpa dell'inquinamento era per colpa dei pozzi del fracking non bene impermeabilizzati da cui fuorisciva materiale tossico che si mescolava all'acqua del sottosuolo. Gli hanno fatto non solo la multa ma anche fermato l'attivita' estrattiva per tre settimane.

La ditta ha pagato le multe senza fiatare e ha promesso che stara' piu' attenta.

Riassunto: la gente si lamenta, fanno le indagini, e multano i petrolieri di un milione di dollari. Certo non fermano il fracking, ma almeno il messaggio e' chiaro.


***

Anche in Basilicata l'inquinamento da petrolio e' storie da tutti i giorni.

Qui, e' dal 2010 che i cittadini si lamentano per le acque inquinate contenute dalla diga del Pertusillo. L'anno scorso infatti ci scoprirono pesci morti, ci fu il proliferare fuori controllo di un alga chiamata cornuta e la zona fu circondata da una puzza fortissima. Il sospetto era che le acque fossero state inquinate dall'attivita' petrolifera e dal cattivo funzionamento dei depuratori.

Un qualsiasi ente normale di difesa dell'ambiente farebbe l'interesse dei cittadini e indagherebbe seriamente. Tanto piu' che come riporta la OLA pare che la zona sia inquinata dal 2001 da IPA, idrocarburi policiclici aromatici.

Dieci anni dunque di denuncie piu' o meno forti. Dieci anni in cui non si fa niente a livello istituzionale, se non cercare di ricoprire tutto nella piu' grande anti-democratica omerta'. Addirituttura il tenente Giuseppe Di Bello che aveva osato denunciare il tutto fu sospeso senza paga per due mesi come riportammo a suo tempo.

L'istituzione che "dovrebbe" fare il controllo si chiama Arpab e dal suo sito, in merito al tutto afferma laconica:

A seguito del manifestarsi del fenomeno di fioritura algale che ha interessato l’invaso del Pertusillo nel Maggio 2010, l’ARPAB dal Luglio 2010 ha potenziato l’attività di monitoraggio della qualità delle acque dell’invaso, che, come è noto, vengono potabilizzate e successivamente distribuite.

Hanno "migliorato" il monitoraggio e messo un po di tabelle a cadenza bi o tri mestrale che nessuno leggera' mai e di cui non si capisce niente. Ci sono valori scritti, senza che si spieghi a nessuno se i valori sono alti, bassi, e quali siano i limiti di legge per ciascuna delle sostanze
tossiche.

Non si sa. Quello che quelli dell'Arpab non capiscono, secondo me, e' che un ente ha il dovere di rendere i propri risultati comprensibili al cittadino medio, e di farne gli interessi collettivi.

Soprattutto, perche' quelli dell'Arpab non scoprono di chi e' la colpa di questo inquinamento? Perche' quelli dell'Arpab non gli fanno le multe, non esigono che il tutto venga ripulito come si deve e che questo non succeda mai piu?

E' l'acqua da bere della gente!

E allora arrivano di nuovo i cittadini. La prof. Albina Colella assieme al tenente Di Bello e al giornalista Maurizio Bolognetti riuniti nell'associazione EHPA decidono di analizzarsi le acque della diga da se e scoprono che diversi parametri hanno superato i limiti di legge. Le acque del Pertusillo sono quindi inquinate dal punto di vista microbiologico e chimico-fisico.

L'acqua della diga del Pertusillo e' classificata "A2" - potabilizzabile attraverso l'impianto di Missanello (Potenza), cioe' inquinata ma che puo' essere consunata in seguito a trattamenti fisico-chimici e con la disinfezione.

Ecco qui la tabellina eseguita dall'EHPA:


Pertusillo Acque classe “A2” Acqua potabile

Ferro 5.7 mg/litro 2 mg/litro 0.2 mg/litro

Alluminio 5.3 mg/litro 0.2 mg/litro 0.2 mg/litro

Idrocarburi 6.4 mg/litro 0.2 mg/litro 0.0001 mg/litro


Cioe' secondo gli studi dell'EHPA, l'acqua della diga Pertusillo ha valori di ferro e alluminio circa 25 volte maggiori che l'acqua potabile e valori di idrocarburi 60,000 volte maggiori.

Sessanta mila! L'acqua e' cosi inquinata che non puo' nemmeno essere classificata "potabilizzabile".

Infatti sono morte tutte le carpe, mica sono sceme.

E qui arriva la soluzione geniale dei politici di Basilicata, dell'Arpab, del presidente della regione Vito de Filippo, dell'assessore all'ambiente Agatino Mancuso, del presidente dell'Arpab Raffaele Vita, di tutte le mezze cartuccie che stanno ai posti di potere in Basilicata:

Facciamoli stare zitti, e invece di dargli acqua pulita, invece di capire chi ha messo quella monnezza nella diga, invece di multare chi ha inquinato la diga con valori sessanta mila volte piu' di quanto lecito, diamogli una "bonus card" di sconto per la benzina.

Ti tolgono l'acqua da bere, ti danno carpe morte, ti mettono veleni 60 mila volte in piu' quanto la legge consente, tolgono lo stipendio a chi lavora per collettivita' e per farti stare zitto ti fanno un po' lo sconto sulla benzina.

Altro che multe da un milione di dollari.

Saranno cos'e' niente.












Thursday, December 30, 2010

Viggiano: ENI, pane e idrogeno solforato




Le fughe di idrogeno solforato sono una costante di Viggiano. Quello che dovrebbe essere un evento eccezionale, e' invece storia di tutti i giorni.

L'ultimo regalo di Natale e' stato fra il 25 e il 26 Dicembre dall'1:30 alle 2:30 di notte, quando il paese e' stato investito da una nuova nube tossica di idrogeno solforato.

Come riporta la OLA e anche la Gazzetta del Mezzogiorno, la gente si e' dovuta chiudere in casa a causa della forte puzza di uova marce, odore tipico dell'H2S, gas notoriamente dannoso alla salute umana.

L'ENI dice che si tratta di una anomalia di funzionamento e che quindi NON E' TENUTA A COMUNICARE NIENTE e non deve scattare nessun piano di emergenza.

L'ente destianato ai controlli, l'Arpab, con a capo l'Ingegner Raffaele Vita, non dice niente sull'H2S sprigionato. Non dice che il responsabile di tutto cio' e' l'ENI.

Dicono solo che alle 5 del mattino il benzene era arrivato a 19 microgrammi per metro cubo, quando il limite di legge e' 5 microgrammi per metro cubo.

Ma secondo loro, questo non e' preoccupante dal punto di vista normativo.

Chissa' che li mettono a fare i limiti se quando li si sfonda, quattro volte tanto, secondo l'Arpab non e' preoccupante.

Di H2S non si parla, e grazie - secondo i residenti, l'H2S non viene monitorato dal 3 dicembre!

L'Arpab e' l'Azienda Regionale per la Protezione dell'Ambiente in Basilicata e sarebbe tenuta come dice il nome, a proteggere l'ambiente e chi in quell'ambiente vive.

Sul loro sito non c'e' nemmeno una parola di cosa questi veleni siano, cosa fanno, perche' si devono monitorare. Se uno volesse sapere cosa sia l'idrogeno solforato o il benzene, un cangerogeno provato, non sara' certo l'Arpab a spiegarglielo.

Sul loro sito non c'e' nemmeno una parola di condanna verso l'ENI, non c'e' nemmeno la richiesta di maggiori approfondimenti da parte di un ente pubblico che in teoria dovrebbe tutelare la gente e non minimizzare le continue fughe di H2S da parte dell'ENI e di chissa' quanti altri veleni.

Tutta questa leggerezza e' criminale, perche' si tratta di veleni che giorno dopo giorno si accumulano nei corpi della gente, e dai quali, un giorno, non ci sara' scampo.

Raffaele Vita, lei e' li per proteggere i lucani, e non l'ENI. Da lei ci si aspetta un maggior coinvolgimento con il popolo, lo stare dalla parte della gente, il prendere le decisioni con in mente il principio di precauzione, l'esigere che si faccia chiarezza su ogni singolo evento come questo, una comunicazione capillare con i lucani, l'esigere che l'ENI sia tenuta responsabile per i veleni che diffonde nell'atmosfera. Devono esserci conseguenze monetarie, legali se possibile, di modo che ENI e compari siano piu' prudenti e adottino misure di abbattimento fumi migliori, spendendo soldi per la sicurezza della gente.

Non e' accettabile scrivere che il benzene emesso era 19, il limite legale e' 5, e quindi non ci sono preoccupazioni. Non e' proprio accettabile questo, sa? E che l'abbia scritto lei o un suo dipendente non cambia niente.

Lei e' il capo, e il capo ha sempre l'onore e la responsabilita' finale, nel bene e nel male. La Basilicata merita di meglio di tutto cio'.