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Qui EdG che risponde alle domande sul petrolio in Abruzzo. Di me possono dire quel che vogliono. Il mio obiettivo e' uno solo: non lasciare a nessuno di distruggere un posto dove ho vissuto per 10 anni e a cui voglio bene ***
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E cosi, dopo anni di sfruttamento petrolifero cieco della Basilicata, i lucani hanno iniziato ad arrabbiarsi e a dire no ad altri mostri nel loro mare, nelle loro terre.
Gli ci sono voluti quindici anni di petrolio nel miele, di tumori alle stelle, di emigrazione, di puzza di uova marcie, di tangenti, di falde idriche inquinate, di centraline non installate, di servizi televisivi bugiardi di Linea Verde, di poverta', di uva marcia, di benzina piu' cara, di disoccupazione, di raccolti di olive dimezzati.
Finalmente pero' i lucani si sono ripresi la loro dignita' e finalmente la
REGIONE BASILICATA ha detto basta. Il ministero dell'Ambiente non ha potuto fare altro che ascoltarli e dargli ragione e cosi' la Apennine Energy se n'e' andata a casa con la coda fra le gambe.
Il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata ha espresso, questa mattina nel corso di un incontro che si è svolto presso il ministero dell'Ambiente, la propria contrarietà ad attività di ricerca di idrocarburi nel mar Jonio. I rappresentanti del ministero hanno accolto le osservazioni della Regione Basilicata ed hanno preannunciato parere negativo al programma di ricerca denominato «d148 DR-CS» presentato dalla società Apennine Energy.
Secondo Assomineraria la Appennine Energy e' controllata al 90% dalla Consul Oil & Gas di Londra e vuole trivellare dalla Pianura Padana al mare della Calabria.
Sono veramente contenta per questo risultato, e in questo momento voglio ringraziare tutti i lucani - quella della OLA, Miko, Pietro, Astronik, Enzo Palazzo - e tutti gli altri che si sono dati da fare per questo risultato. So che non e' stato facile, ma veramente dopo avergli rovinato tutto il territorio, non sarebbe stato accettabile che i petrolieri gli distruggessero pure il mare.
Tutto questo e' un inizio. E porta ad una sola conclusione, che quando
LA GENTE E' CONTRARIA, alla fine i politici non possono che ascoltarci e non ci sono petrolieri che tengano.
Ecco cosa dice il presidente della provincia di Matera, Franco Stella, in maniera chiara e precisa:
Un ringraziamento particolare all'assessore regionale all'Ambiente Vincenzo Santochirico, a tutta la Giunta e al Presidente De Filippo, che con il loro diniego si sono fatti interpreti autorevoli delle esigenze e delle aspettative di tutta la comunità lucana.
Una popolazione che non intende più sacrificare neanche un centimetro della propria terra, luogo vocato, per le sue eccellenze, al turismo e all'agricoltura. Pertanto vigileremo, Provincia e Regione insieme, sulla Basilicata. Il nostro sarà un presidio attento e permanente, affinchè logiche ignoranti e prive di scrupoli non decidano di strumentalizzare, per l'ennesima volta, il nostro territorio a vantaggio di biechi personalismi. Il Mar Ionio, il parco del Curone sono successi della gente, e questo ci deve dare forza, ci deve far continuare a rompere le scatole ai politici, a dire le nostre verita', a volere salvare la nostra terra, il nostro paese. E' la democrazia che vince, e' l'Italia che vince. Siamo noi.
Noi abruzzesi abbiamo il lusso di non dover attraversare tutta quella litania di dolori e di problemi che il petrolio ha portato alla Basilicata, perche' lo sappiamo in anteprima che i pozzi di petrolio, in mare o in terra, non ci porteranno nulla di buono. E allora piu degli altri la nostra classe politica deve fare il proprio dovere.
Cosa aspettano? Cosa fanno? Si rendono conto che il popolo sta perdendo la pazienza, e che occorre uscire dal proprio torpore (o servilismo) e darsi da fare?
GIANNI CHIODI: VOGLIAMO CHE ANCHE LA REGIONE ABRUZZO VADA DAL MINISTERO A DIRE NO AI POZZI DI PETROLIO A PINETO, AD ORTONA, A VASTO.
Idem per tutta la cricca di polticucci locali. Qui si deve fare sul serio. Non va mica bene che i sostituti di Enrico di Giuseppantonio ci tranquillizzino senza fare nulla di concreto.
ENRICO DI GIUSEPPANTONIO: VOGLIAMO CHE ANCHE LA PROVINCIA DI CHIETI VADA DAL MINISTERO A DIRE NO AI POZZI NEL CHIETINO.Ultima osservazione. Sia in Lombardia che in Basilicata i petrolieri sono stati scacciati grazie ad azioni in teoria non vincolanti: in Lombardia la Po Valley se n'e' andata di sua spontanea volonta',
perche' tutta la classe politica locale ha detto no, in Basilicata la regione ha dato il suo parere, non vincolante, e il Ministero ha detto no.
Quindi tutte le azioni vere hanno un peso, un valore e sono utili.
E' piu facile dire: non e' mia competenza come hanno fatto in molti, a partire da Franco Caramanico nel passato - ex assessore regionale d'Abruzzo per l'ambiente - fino ad arrivare a Daniela Stati, che lo ha succeduto e che invece resta muta sul tema.
E' invece piu' difficile, ma piu' dignitoso dire: anche se non e' mia competenza lo stesso
diro' quel che e' giusto dire, faro' quel che e' giusto fare, faro' la mia parte.
Come vorrei che Enrico di Giuseppantonio andasse in televisone a dire: cari Abruzzesi, cari petrolieri di mezzo mondo, io voglio bene a questo mare, e a questa provincia, ed e' per questo che faremo di tutto per vietare le trivelle ad Ortona e nel resto della provincia.
A fare le cose giuste ci si guadagna pure in immagine, in popolarita', in affetto. Ma questo ovviamente i politici abruzzesi non l'hanno ancora capito e preferiscono vivere nella penombra degli schifossimi equilibri del far quadrare il cerchio. Qualche volta preferiscono acquistare affetto con raccomandazioni e regalie di vario genere. Non va mica bene.
Andiamo avanti.
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