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Wednesday, June 8, 2011

Eugenio Caporrella e l'arte del tacere

"in quanto assessore, non sono tenuto a dare pareri, nè sotto il profilo della legittimità nè tecnico"

Eugenio Caporrella, geometra,
assessore all'ambiente della provincia di Chieti

Ma allora che ci sta a fare l'assessore?
E chi li deve dare i pareri?


Incredibile intervista ad Eugenio Caporrella e' qui.

Per una volta sono senza parole. Nella mia modesta opinione, questa persona non ha *alcuna* competenza di ambiente e le cose che dice sono scandalose.

Spero che Enrico Di Giuseppantonio gli tolga l'incarico al piu presto possibile e lo dia a Franco Moroni perche' non e' accettabile sentire certe cose nel 2011.

Nei video Eugenio Caporrella - che sul Centro Oli di Ortona ha ancora da dire la sua, che per le piattaforme in mare non ha smosso un ceppo - dice di essere "potenzialmente" favorevole all'impianto Forest Oil, qui dice di avere potuto avere una visione "concreta" dello stesso progetto.

Dice che prima non si sapeva niente di questo desolforatore, e che, poverino non c'era nulla. Riferendosi al progetto della Forest Oil dice:

...del quale avrei voluto trovare traccia presso il mio assessorato dove invece non c'era nulla, neanche un pezzo di carta: coloro che mi hanno preceduto, pur avendo avuto 5 anni di tempo, non se ne sono occupati.

Caro Caporrella, il gioco dello scarica barili e' fin troppo facile. C'erano invece tutte le carte di VIA che la Forest Oil ha presentato alla regione Abruzzo e che lei non si e' degnato di leggere e dai quali avrebbe potuto capire che e' un progetto nefasto.

Non c'era bisogno di andare in Olanda per capire che sono nefaste la produzione di polveri fini oltre i limiti legali, in riva ad un lago a rischio Vajont, e l'idrogeno solforato a 200 metri dalle case.

Queste cose le dice la Forest Oil sulle carte che si possono leggere dal salottino di casa, sa?

Dice poi Caporrella:

Un amministratore pubblico ha l'obbligo e il diritto di capire quali siano le tecniche migliori e più avanzate che consentono a un territorio come quello abruzzese e della provincia di Chieti di procedere sul cammino di uno sviluppo basato sul giusto connubio fra rispetto dell'ambiente e attività produttive.

Magari lo stesso amministratore pubblico dovrebbe capirne qualcosa in tema di ambiente e tecnologia?

Ci dica esattamente cosa ha capito lei del progetto Shell-Paques. Invochi una conferenza pubblica per tutti noialtri che la Forest Oil non ci paga il viaggio in Olanda, e ci convinca, ci faccia capire, ci spieghi che ne ha capito lei di batteri, di reazioni in equilibrio, di catalizzatori.
Ci illustri, visto che lei e' pagato coi nostri soldi - buttati al vento, nella mia modesta opinione.

E poi che discorsi sono? Secondo lui la Forest Oil gli pagava il viaggio in Olanda per aspettarsi che il geometra Caporrella gli dicesse di no? E che bagaglio culturale ha il geometra Caporrella per capire cosa e' vero e cosa e' falso di quello che dice la Forest Oil? E perche' in questo viaggio non ci si e' portati dietro esperti veri?

Non dico la sottoscritta che sa di essere persona non grata alla politica molle d'Abruzzo, ma magari Massimo Colonna, cittadino di Bomba, chimico? Il professor Francesco Stoppa, geologo?

Scorrendo nell'intervista si nota che prima Caporrella dice:

Personalmente, poi, ho voluto un assessorato aperto, che rendesse partecipe delle scelte in materia ambientale qualsiasi Consigliere, come è accaduto con il Patto dei Sindaci.

Poi invece si contraddice dicendo:

La Provincia infatti non ha ritenuto opportuno comunicare in anticipo le motivazioni del viaggio che pure sembra essere stato importante per il futuro delle scelte della amministrazione pubblica.

Allora, siamo aperti o chiusi?

E in tutto questo discorso I CITTADINI DI BOMBA DOVE STANNO CARO CAPORRELLA? Notare che sui residenti non dice una parola che sia una.

Da quel che ne so, Eugenio Caporrella non e' stato presente all'incontro-comiche della Forest Oil di Bomba di domenica 5 giugno. Non si sa perche' non ci sia andato. Ma il mistero piu' grande resta:

QUAL'E' LA POSIZIONE OGGI DI EUGENIO CAPORRELLA SULLA FOREST OIL A BOMBA?

Wednesday, March 10, 2010

Elsa2: Avanzano


Questo e' il comunicato stampa mandato sull'attuale stato dei lavori per Elsa2. In una parola: non ne siamo sicuri al 100%, ma pare che - in barba a tutte le leggi - anche se non c'hanno i permessi ai petrolieri non gliene importa niente, tirano dritto.

E' qui che doverebbe entrare in gioco la legalita', la trasparenza, le domande da parte di chi ci governa, e perche' no dei cittadini.

Dove sono Gianni Chiodi, Daniela Stati, Enrico di Giuseppantonio, Eugenio Caporella e Remo Di Martino? E tutti i sindaci della costa?

Questa gente e' pagata da noi per vigilare, per chiedere, per darci risposte. Sicuramente non lo sanno neanche loro che ci fa quella nave li, ma il loro compito e' di usare l'autorita' che hanno per chiedere, fare, spiegare, opporsi.

Una cosa e' se chiamo il ministero io, una cosa e' se lo chiama il presidente della regione, no?

Occorre piu iniziativa miei cari. Ci vogliono i fatti, fatti veri.

Tutte le info di questo comunicato sono state raccolte da Giosue' e Lorenzo, che a gratis e con passione si sono messi a chiamare il ministero e a indagare il percorso della nave al meglio che hanno potuto. Lorenzo il comunicato lo ha anche scritto. Grazie a voi, con profonda gratitudine.

I politici dormivano.


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In data 03/03/2010 sono cominciate, nel mare di Ortona, le "indagini geofisiche marine per il progetto di perforazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi in mare per mezzo di una piattaforma con gambe (jack up) sul sito ELSA 2,di fronte la nota riserva regionale Ripari di Giobbe, per conto della VEGA OIL S.p.A. " (Ord. 08/2010 della Capitaneria di Porto di Ortona).

In altre parole stanno studiando i fondali per l'installazione di una piattaforma petrolifera con le sue tubazioni sottomarine, PRIMA di sapere l'esito della Valutazione di Impatto Ambientale della stessa.

Esegue le ricerche la nave OGS Explora di proprietà dell´Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale; un ente pubblico che in mancanza di sufficienti contributi statali, invece di fare ricerca, deve accettare commesse da terzi. La rotta della nave può essere seguita qui.

La nave, dopo aver incrociato sulle coordinate del pozzo Elsa 2, si è ora spostata (ben oltre il chilometro quadrato di cui si parla nell'ordinanza).

Visto che la procedura di valutazione dello Studio di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell'Ambiente è ancora in corso e visto che, se il permesso di estrazione non fosse concesso, queste indagini sarebbero una spesa inutile, ci domandiamo il perché del comportamento della società petrolifera.

Le possibilità, a nostro parere, sono solo tre:

o la ditta non si preoccupa dei suoi azionisti,

o ha già ricevuto assicurazioni in merito,

o le indagini potranno essere usate anche per altri progetti (ad esempio un rigassificatore).

Senza alcun dubbio, l'andirivieni dell'Explora mostra che il progetto di trasformazione dell'Abruzzo in regione mineraria avanza, ignorando le volontà espresse dai cittadini e da moltissime Amministrazioni e nonostante le affermazioni rassicuranti del governatore Chiodi.

Dobbiamo quindi fare ancora la stessa domanda: quali sono le intenzioni della Regione per opporsi efficacemente e prima che sia troppo tardi a questa radicale trasformazione del suo territorio?

Friday, September 4, 2009

Chiodi, Stati, diGiuseppantonio, Caporrella: prendete esempio

*** Qui EdG che risponde alle domande sul petrolio in Abruzzo. Di me possono dire quel che vogliono. Il mio obiettivo e' uno solo: non lasciare a nessuno di distruggere un posto dove ho vissuto per 10 anni e a cui voglio bene ***

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E cosi, dopo anni di sfruttamento petrolifero cieco della Basilicata, i lucani hanno iniziato ad arrabbiarsi e a dire no ad altri mostri nel loro mare, nelle loro terre.

Gli ci sono voluti quindici anni di petrolio nel miele, di tumori alle stelle, di emigrazione, di puzza di uova marcie, di tangenti, di falde idriche inquinate, di centraline non installate, di servizi televisivi bugiardi di Linea Verde, di poverta', di uva marcia, di benzina piu' cara, di disoccupazione, di raccolti di olive dimezzati.

Finalmente pero' i lucani si sono ripresi la loro dignita' e finalmente la REGIONE BASILICATA ha detto basta. Il ministero dell'Ambiente non ha potuto fare altro che ascoltarli e dargli ragione e cosi' la Apennine Energy se n'e' andata a casa con la coda fra le gambe.

Il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata ha espresso, questa mattina nel corso di un incontro che si è svolto presso il ministero dell'Ambiente, la propria contrarietà ad attività di ricerca di idrocarburi nel mar Jonio. I rappresentanti del ministero hanno accolto le osservazioni della Regione Basilicata ed hanno preannunciato parere negativo al programma di ricerca denominato «d148 DR-CS» presentato dalla società Apennine Energy.

Secondo Assomineraria la Appennine Energy e' controllata al 90% dalla Consul Oil & Gas di Londra e vuole trivellare dalla Pianura Padana al mare della Calabria.

Sono veramente contenta per questo risultato, e in questo momento voglio ringraziare tutti i lucani - quella della OLA, Miko, Pietro, Astronik, Enzo Palazzo - e tutti gli altri che si sono dati da fare per questo risultato. So che non e' stato facile, ma veramente dopo avergli rovinato tutto il territorio, non sarebbe stato accettabile che i petrolieri gli distruggessero pure il mare.

Tutto questo e' un inizio. E porta ad una sola conclusione, che quando LA GENTE E' CONTRARIA, alla fine i politici non possono che ascoltarci e non ci sono petrolieri che tengano.

Ecco cosa dice il presidente della provincia di Matera, Franco Stella, in maniera chiara e precisa:

Un ringraziamento particolare all'assessore regionale all'Ambiente Vincenzo Santochirico, a tutta la Giunta e al Presidente De Filippo, che con il loro diniego si sono fatti interpreti autorevoli delle esigenze e delle aspettative di tutta la comunità lucana.

Una popolazione che non intende più
sacrificare neanche un centimetro della propria terra, luogo vocato, per le sue eccellenze, al turismo e all'agricoltura. Pertanto vigileremo, Provincia e Regione insieme, sulla Basilicata. Il nostro sarà un presidio attento e permanente, affinchè logiche ignoranti e prive di scrupoli non decidano di strumentalizzare, per l'ennesima volta, il nostro territorio a vantaggio di biechi personalismi.

Il Mar Ionio, il parco del Curone sono successi della gente, e questo ci deve dare forza, ci deve far continuare a rompere le scatole ai politici, a dire le nostre verita', a volere salvare la nostra terra, il nostro paese. E' la democrazia che vince, e' l'Italia che vince. Siamo noi.

Noi abruzzesi abbiamo il lusso di non dover attraversare tutta quella litania di dolori e di problemi che il petrolio ha portato alla Basilicata, perche' lo sappiamo in anteprima che i pozzi di petrolio, in mare o in terra, non ci porteranno nulla di buono. E allora piu degli altri la nostra classe politica deve fare il proprio dovere.

Cosa aspettano? Cosa fanno? Si rendono conto che il popolo sta perdendo la pazienza, e che occorre uscire dal proprio torpore (o servilismo) e darsi da fare?

GIANNI CHIODI: VOGLIAMO CHE ANCHE LA REGIONE ABRUZZO VADA DAL MINISTERO A DIRE NO AI POZZI DI PETROLIO A PINETO, AD ORTONA, A VASTO.

Idem per tutta la cricca di polticucci locali. Qui si deve fare sul serio. Non va mica bene che i sostituti di Enrico di Giuseppantonio ci tranquillizzino senza fare nulla di concreto.

ENRICO DI GIUSEPPANTONIO: VOGLIAMO CHE ANCHE LA PROVINCIA DI CHIETI VADA DAL MINISTERO A DIRE NO AI POZZI NEL CHIETINO.

Ultima osservazione. Sia in Lombardia che in Basilicata i petrolieri sono stati scacciati grazie ad azioni in teoria non vincolanti: in Lombardia la Po Valley se n'e' andata di sua spontanea volonta',
perche' tutta la classe politica locale ha detto no, in Basilicata la regione ha dato il suo parere, non vincolante, e il Ministero ha detto no.

Quindi tutte le azioni vere hanno un peso, un valore e sono utili.

E' piu facile dire: non e' mia competenza come hanno fatto in molti, a partire da Franco Caramanico nel passato - ex assessore regionale d'Abruzzo per l'ambiente - fino ad arrivare a Daniela Stati, che lo ha succeduto e che invece resta muta sul tema.

E' invece piu' difficile, ma piu' dignitoso dire: anche se non e' mia competenza lo stesso
diro' quel che e' giusto dire, faro' quel che e' giusto fare, faro' la mia parte.

Come vorrei che Enrico di Giuseppantonio andasse in televisone a dire: cari Abruzzesi, cari petrolieri di mezzo mondo, io voglio bene a questo mare, e a questa provincia, ed e' per questo che faremo di tutto per vietare le trivelle ad Ortona e nel resto della provincia.

A fare le cose giuste ci si guadagna pure in immagine, in popolarita', in affetto. Ma questo ovviamente i politici abruzzesi non l'hanno ancora capito e preferiscono vivere nella penombra degli schifossimi equilibri del far quadrare il cerchio. Qualche volta preferiscono acquistare affetto con raccomandazioni e regalie di vario genere. Non va mica bene.

Andiamo avanti.

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Fonti: Ansa.it