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Saturday, August 11, 2012

Ombrina ed Elsa tornano? Politici e persone svegliatevi





"Contrasteremo ogni forma di trivellazione"
Gianni Chiodi, 2010



Tutto dorme in questo gentile Agosto del 2012.

Passate le paure del centro oli, e chissa' per un po di Bomba e di Ombrina, si pensa che si possa tornare alla dolce vita, in cui tutto va bene, dimenticando che invece l'attivismo, la coerenza, l'impegno personale sono per la vita e non quando si ha paura.

E questo vale che uno sia invece un semplice cittadino senza particolari ruoli pubblici, in cui le paure sono per l'orticello sotto casa, o che uno sia a capo della provincia, in cui le paure sono politiche.

Ecco allora che invece di preoccuparsi di mettere fine all'Abruzzo petrolizzato si passa ad elogiare Paolo Scaroni a parole, oppure onorandolo con la propria presenza senza fiatare, sedendosi fra il pubblico, senza infamia e senza lode, senza il coraggio di dire "guardi che qui non ce la vogliamo".

Vero Enrico di Giuseppantonio? Vero Luciano Lapenna? Vero Giovanni Legnini?

Beh, se vuoi dormite, ecco qui invece quelli della Mediterranean Oil and Gas che invece non dormono niente.

Il giorno 6 Agosto 2012 lanciano un comunicato stampa in cui dicono che sono pronti a sviluppare il loro progetto Ombrina Mare, grazie al nuovo decreto legge 83/2012 in cui tutte le concessioni fermate dal decreto 128/2010 - il cosiddetto decreto Prestigiacomo - sono state resuscitate.

Dicono che cosi' cercarenno di riottenere il permesso di trivellare Ombrina Mare, come richiesto nel 2008, e contro le quali noi abbiamo fatto osservazioni.

Il nuovo capo della MOG - Bill Higgs, visto che Sergio Morandi l'hanno cacciato - dice che

"This is very positive news and we are pleased the Italian Parliament has now approved and ratified in law Decree 83/2012. Once the full details of the Decree are published we look forward to being able to continue with the development of the Ombrina Mare field, a project that is of considerable strategic importance to the company and that will be a very positive contributor to the Italian economy."

"Queste sono notizie positive e ci compiaciamo che il parlamento italiano abbia approvato e trasformato in legge il decreto 83/2012. Appena i dettagli del decreto saranno pubblicati, siamo lieti di poter continuare ad andare avanti con lo sviluppo di Ombrina Mare, un progetto che e' di considerevole importanza strategica per la compagnia e che dara' un grande contributo positivo all'economia italiana".

Invece, tale Andrew Whittock, un "analista" dice che il finanziamento non dovrebbe essere un problema che i soldi li hanno o li possono trovare. Evviva.

Anche il capo della Petroceltic, tale Brian O'Cathain dice che e' "very pleased", molto compiaciuto della cosa e che

"We are very pleased that the decree has been approved and believe that the new law removes the existing uncertainty concerning exploration, development and production activities in Italian waters,”

“We will now commence discussions with the relevant National and Regional institutions concerning the Elsa project, which we are committed to progressing to the benefit of all stakeholders in a safe and environmentally-responsible manner."


"Siamo molto compiaciuti che il decreto sia stato approvato e crediamo che le nuove leggi rimuovano le insicurezze collegate all'esplorazione, sviluppo e alle attivita' produttive nei mari d'Italia"

"Adesso inizieremo le discussioni con le istituzioni nazionale e regionali sul progetto Elsa, che vogliamo protare avanti per il beneficio di tutti i portatori d'interessse in un modo sicuro e responsaile dal punto di vista ambientale".

Evviva. Le azioni sono salite, loro tornano a fare progetti, tutto sara' fatto in modo sicuro e responsabile.

Tuttapposto, come niente fosse.

I sindaci di San Vito, Rocca San Giovanni, Rocco Catenaro, Torino Di Sangro,  Gianni di Rito, Domeicantonio Pace hanno qualcosa da dire?  Lo stesso sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, ha qualcosa da dire? Tutti i lancianesi vanno al mare da quelle parti.

Silenzio tombale.

Possibile che non leggano la stampa nazionale o e internazionale su un tema cosi importante?

Ora, occore ricordare che questo progetto prevede un pozzi di petrolio a 5 chilometri da riva e una nave desolforatore FPSO - un mini centro oli a mare -  a 9 chilometri da riva.

Una cosa devastante: illuminata a giorno e con canna fumaria e fiamma sputa idrogeno solforato 24 ore su 24 in bella vista. Di navi FPSO non ce ne sono nemmeno in tutto il golfo del Messico!

Tante ne abbiamo fatte, dette a suo tempo. Occorre solo tornare alla lotta.

Sconfitti una volta, li sconfiggeremo di nuovo, ma questo richiedera' ancora il contributo di tutti.

Ora ci sono le elezioni regionali: il petrolio deve diventare un tormento.

Gianni Chiodi e' dato perdente da tutti, e tutti vorranno la poltrona.

E allora occorre usare questo momento in modo tale che chiunque lo seguira' si prenda l'impegno sacrosanto che Ombrina e nessun altro progetto passeranno - e questo non per convinzione, ma per calcolo politico.

Ci ho provato in tutti i modi a interessarli in maniera morale, ma non ne viene fuori niente.

Io lo so che veramente del mare, dei delfini, dei bambini che fanno il bagno nell'acqua sporca, dei pesci avvelenati, della monnezza riverstata a mare, dei possibili scoppi, non gliene importa niente a quasi nessun politico d'Abruzzo.

Senno farebbero loro questo lavoro, non io.

Vogliono solo la sedia, e allora e' questo il momento di usare il nostro potere. Rompere le scatole.

Vuoi la sedia? E allora prometti solennemente che qui i pozzi non ci saranno.

Abbiamo dei politici molli, molli, molli - non sanno usare internet, non sanno leggere l'inglese, non hanno il cervello di pensare che certe cose occorre combatterle in prima persona e non per traino, non sanno spiegare le cose alla gente, non hanno il coraggio di dire questo e' giusto, questo e' sbagliato, non sanno agire di conseguenza.

Non lo sanno fare proprio fare il loro mestiere secondo me.

Che ne e' stata della Catalogna d'Italia?

Balle, solo balle.



Sunday, September 4, 2011

L'inutile Mauro Febbo


Non potro' mai dimenticare la prima volta che lo vidi, in uno studio televisivo, dove piu' o meno direttamente mi dava della "khomeinista", e dove a fine trasmissione mi urlo' che in Abruzzo il nucleare si sarebbe fatto perche' lo diceva lui!

Ora senza troppi giri di parole esce sulla stampa d'Abruzzo a dire che lui e' contrario al parco della costa teatina.

Un assessore regionale all'agricoltura che dice di essere contrario al Parco! Roba da non crederci! Nel 2011! Una visione piccola piccola, da uno che non e' mai uscito fuori dal suo piccolo mondo.

Non che non l'avevamo capito che Febbo fosse contrario al parco. Mauro Febbo e' lo stesso che a San Vito Marina con cosi tanta arroganza disse che nel parco si dovevano abbattere i frantoi.

Proprio uno che se ne intende di parchi!

Ma e' ovvio, a me almeno, che dell'agricoltura, dell'ambiente, a Mauro Febbo non gliene importi niente, altrimenti avrebbe fatto fuoco e fiamme a suo tempo contro il centro oli in Abruzzo, dall'inizio e qualsiasi fosse stato il suo ruolo politico. Altrimenti starebbe li a cercare di salvare Bomba dalle grinfie della Forest Oil o anche i nostri mari dalla Petroceltic. Invece non fa niente.

Continua a parlare di vincoli gia' esistenti, ma nella realta' dei fatti l'area e' preda alla speculazione edilizia gia' da un po - l'ecomostro Pagliaroli e' solo la punta dell'iceberg e gli assatanati delle villette stanno gia' li, pronti per partire.

Parla del fatto che il parco non si puo' fare perche' quella e' una zona densamente abitata. Ma quando mai?

Caro Febbo, mai sentito parlare della Costa Brava che Enrico di Giuseppantonio tanto decantava come modello di sviluppo per la provincia di Chieti, nuova "Catalogna d'Italia"? La Catalogna di Spagna e' un parco da Barcellona in su proprio per proteggere l'area dagli speculatori edilizi.

Ed e' proprio da questa considerazione che si vede che Febbo e' ancorato al 1960: secondo lui i parchi si devono fare in zone semi desertiche - in montagna, come se il parco fosse una cosa slegata dalla vita delle persone. Certo ci sono parchi che hanno ragione di esistere in totale isolamento dell'uomo, ma ci sono mille altri esempi attuali in cui invece il parco e' parte integrante della vita delle persone, che ne traggono benefici anche economici, e molto piu diffusi che per il palazzinaro di turno.

Sono il parco del Curone, il Gargano, le Cinque Terre. Tutti esempi di integrazione di vita nel parco e dove il parco ha portato a marchi, a turismo, a soldi per tutti e non agli speculatori e ai politici. Ma poi chi ci vuole andare al mare a vedere le villette? Per quello c'e' gia' Francavilla.

Quello che sconcerta e' che Febbo in teoria ci rappresenta a Roma sulla perimetrazione. Questo e' assurdo.

Non vuoi il parco? OK. Ma non puoi arrogarti il diritto di andare a Roma e di rappresentare una intera provincia di CITTADINI che invece il Parco lo vogliono.

Mauro Febbo e' un ragioniere con "la passione per la politica" come dice lui.Non votiamolo piu' - l'Abruzzo merita di meglio, merita uno con la "la passione per l'Abruzzo" e non per palazzinari e speculatori edilizi.

Vergogna.



Wednesday, August 10, 2011

Le bugie sul Parco della Costa teatina




E' un dato di fatto che molti dei politici dell'Abruzzo non lo vogliano il parco della costa teatina. Si vede dai loro comportamenti, dalla lentezza delle loro azioni, dalle parole e dagli inganni.

Ricordo Mauro Febbo che diceva che tutti i frantoi nel parco devono essere abbattuti!

La persona che dovrebbe lottare piu' di tutte per questo parco, secondo me, e' il presidente della Provincia di Chieti, Enrico di Giuseppantonio, perche' e' lui il capo
e soprattutto perche' e' stato lui a promettere di fare di questa provincia la "Catalogna d'Italia".

Come gia' detto nella riviera della Catalogna di Spagna, la Costa Brava da Barcellona in su, c'e' un parco che raccoglie tutte le citta' dell'area nato apposta per la protezione dell'ambiente, per promuovere il turismo e tenere lontani gli speculatori edilizi.

Non sarebbe allora logico, in questo contesto che EDG facesse fuoco e fiamme per installare questo parco, su imitazione degli spagnoli?

O ce ne siamo dimenticati di questa Cataolgna d'Italia?

O che il miraggio di appartamenti, villette e speculazioni di altro genere fa dimenticare tutte le promesse della campagna elettorale?

Io lo so che lui dira': ho fatto questo convegnuccio e quest' altro, ma i risultati sono ben pochi e se ci teneva per davvero sarebbe andato personalmente a tutte le piazze di tutti i comuni a SPIEGARE alla gente come la qualita' della vita migliorerebbe nel teatino con la presenza del parco e a LAVORARE SERIAMENTE coi comuni in questa direzione, a far capire agli speculatori che qui non e' aria, invece che far passare il tempo.

L'ho visto in Puglia, l'ho visto in Lombardia: la qualita' della vita e' migliore dentro ad un parco.

Se non si arriva ad una perimetrazione entro Settembre, arrivera' un commissario esterno a perimetrarlo, presumbilmente con confini fatti a casaccio perche' non ne sa niente di quel mare e di quelle colline, e diventando facile preda del costruttore X e del palazzinaro Y per farci quello che vogliono.

Vedi il nostro amico dell'ecomostro a San Vito Marina, Gianni Pagliaroli che vuole cementificare un'intera collina. Il tutto ovviamente per la gioia di Mauro Febbo, di Antonio Sorgi, di Fabrizio di Stefano, di Luigi Comini e dei loro amici. Magari il commissario fara' in modo che i terreni dell'ENI e della sua concessione Miglianico restino ad arte fuori cosi' si potra' sempre costruire un centro oli, chissa, domani, fra cinque anni, fra dieci.

Cosa si puo' fare? Ciascuno deve fare la sua parte.

Intanto, esiste un gruppo di persone normali che cerca di sensibilizzare la gente e di promuovere l'idea che il parco sia una cosa buona. Io sono sicura che la maggior parte degli Abruzzesi lo pensa, ma a volte i bastian contrari fomentati da politici di pochi scrupoli fanno troppo piu' rumore di quel che meritano.

E' il silenzio di noialtri che e' preoccupante.

Chi ha voglia di fare qualcosa di buono puo' contattare la Costituente per il Parco, una rete di associazioni, comitati e portatori di interesse vari, e che e' aperta a chiunque voglia attivarsi personalmente per il Parco. Basta scrivere qui:

costituente_parco@googlegroups.com oppure qui vogliamoilparco.blogspot.com

Ancora, nel piccolo si possono continuare a rompere le scatole ai politici.

Siete amici Facebook di Enrico di Giuseppantonio? Remo di Martino? Di Eugenio Caporrella? Beh, scrivetegli un messaggio:

"Vi siete messi d'accordo con i sindaci per perimetrare questo parco? Guardate che se non lo perimetrate in maniera intelligente non vi votiamo piu'. Guardate che in qualita' di presidente della provincia, di assessore al turismo, di assessore all'ambiente, la responsabilita' e l'onore e' vostra di agire, di fare, di essere concreti. E non accettiamo niente di meno."

Il problema dell'Italia e' che nessuno non ricorda mai ai politici che le cose che promettono le devono mantenere. Occorre arrabbiarsi e non avere paura di ricordare a questa gente che sono li per fare i nostri interessi collettivi, e non quelli di Pagliaroli e compagnia.

Wednesday, June 8, 2011

Eugenio Caporrella e l'arte del tacere

"in quanto assessore, non sono tenuto a dare pareri, nè sotto il profilo della legittimità nè tecnico"

Eugenio Caporrella, geometra,
assessore all'ambiente della provincia di Chieti

Ma allora che ci sta a fare l'assessore?
E chi li deve dare i pareri?


Incredibile intervista ad Eugenio Caporrella e' qui.

Per una volta sono senza parole. Nella mia modesta opinione, questa persona non ha *alcuna* competenza di ambiente e le cose che dice sono scandalose.

Spero che Enrico Di Giuseppantonio gli tolga l'incarico al piu presto possibile e lo dia a Franco Moroni perche' non e' accettabile sentire certe cose nel 2011.

Nei video Eugenio Caporrella - che sul Centro Oli di Ortona ha ancora da dire la sua, che per le piattaforme in mare non ha smosso un ceppo - dice di essere "potenzialmente" favorevole all'impianto Forest Oil, qui dice di avere potuto avere una visione "concreta" dello stesso progetto.

Dice che prima non si sapeva niente di questo desolforatore, e che, poverino non c'era nulla. Riferendosi al progetto della Forest Oil dice:

...del quale avrei voluto trovare traccia presso il mio assessorato dove invece non c'era nulla, neanche un pezzo di carta: coloro che mi hanno preceduto, pur avendo avuto 5 anni di tempo, non se ne sono occupati.

Caro Caporrella, il gioco dello scarica barili e' fin troppo facile. C'erano invece tutte le carte di VIA che la Forest Oil ha presentato alla regione Abruzzo e che lei non si e' degnato di leggere e dai quali avrebbe potuto capire che e' un progetto nefasto.

Non c'era bisogno di andare in Olanda per capire che sono nefaste la produzione di polveri fini oltre i limiti legali, in riva ad un lago a rischio Vajont, e l'idrogeno solforato a 200 metri dalle case.

Queste cose le dice la Forest Oil sulle carte che si possono leggere dal salottino di casa, sa?

Dice poi Caporrella:

Un amministratore pubblico ha l'obbligo e il diritto di capire quali siano le tecniche migliori e più avanzate che consentono a un territorio come quello abruzzese e della provincia di Chieti di procedere sul cammino di uno sviluppo basato sul giusto connubio fra rispetto dell'ambiente e attività produttive.

Magari lo stesso amministratore pubblico dovrebbe capirne qualcosa in tema di ambiente e tecnologia?

Ci dica esattamente cosa ha capito lei del progetto Shell-Paques. Invochi una conferenza pubblica per tutti noialtri che la Forest Oil non ci paga il viaggio in Olanda, e ci convinca, ci faccia capire, ci spieghi che ne ha capito lei di batteri, di reazioni in equilibrio, di catalizzatori.
Ci illustri, visto che lei e' pagato coi nostri soldi - buttati al vento, nella mia modesta opinione.

E poi che discorsi sono? Secondo lui la Forest Oil gli pagava il viaggio in Olanda per aspettarsi che il geometra Caporrella gli dicesse di no? E che bagaglio culturale ha il geometra Caporrella per capire cosa e' vero e cosa e' falso di quello che dice la Forest Oil? E perche' in questo viaggio non ci si e' portati dietro esperti veri?

Non dico la sottoscritta che sa di essere persona non grata alla politica molle d'Abruzzo, ma magari Massimo Colonna, cittadino di Bomba, chimico? Il professor Francesco Stoppa, geologo?

Scorrendo nell'intervista si nota che prima Caporrella dice:

Personalmente, poi, ho voluto un assessorato aperto, che rendesse partecipe delle scelte in materia ambientale qualsiasi Consigliere, come è accaduto con il Patto dei Sindaci.

Poi invece si contraddice dicendo:

La Provincia infatti non ha ritenuto opportuno comunicare in anticipo le motivazioni del viaggio che pure sembra essere stato importante per il futuro delle scelte della amministrazione pubblica.

Allora, siamo aperti o chiusi?

E in tutto questo discorso I CITTADINI DI BOMBA DOVE STANNO CARO CAPORRELLA? Notare che sui residenti non dice una parola che sia una.

Da quel che ne so, Eugenio Caporrella non e' stato presente all'incontro-comiche della Forest Oil di Bomba di domenica 5 giugno. Non si sa perche' non ci sia andato. Ma il mistero piu' grande resta:

QUAL'E' LA POSIZIONE OGGI DI EUGENIO CAPORRELLA SULLA FOREST OIL A BOMBA?

Monday, June 6, 2011

Comunicato del consigliere Franco Moroni

A questo punto credo che Enrico Di Giuseppantonio dovrebbe avere il coraggio di fare la cosa giusta:

1. Appoggiare in pieno il Parco della Costa Teatina, con i piu' ampi confini possibili.

2. Rimuovere l'incarico di assessore all'ambiente a Eugenio Caporrella, e affidarlo a Franco Moroni.

Di tutti quelli alla provincia, e' stato l'unico veramente che e' stato dalla parte dei cittadini. A mio avviso, ne' Eugenio Caporrella, ne Remo Di Martino, assessore al turismo - si sono dimostrati all'altezza dei ruoli che coprono per quanto riguarda l'affaire petrolio.

Ovviamente sul parco non si e' ancora espresso nessuno.

Grazie a Franco Moroni, e speriamo che lei possa parimenti stare dalla parte del Parco, uno degli strumenti che ci salvera' dal petrolio selvaggio:

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Comunicato di Franco Moroni:

Domenica 5 giugno 2011 la società Forest Oil ha organizzato un incontro sul progetto estrattivo denominato “Colle Santo” invitando amministratori e cittadini ad essere presenti.

Mi domando ma questo incontro informativo non è stato organizzato troppo tardi, con il progetto già depositato x la richiesta di autorizzazione VIA Regionale??

Volendo intervenire sul territorio della Provincia di Chieti come mai la Forest Oil non ha mai chiesto un incontro con la stessa Provincia ?? (anche se non ha competenze nel rilascio di autorizzazioni sull'istanza richiesta).

Tutto questo mi sembra un vero controsenso, segno di debolezza e di irresponsabilità da parte della società Forest Oil.

In primo luogo, ad oggi dopo che l'Amministrazione Provinciale di Chieti sin dall'insediamento ha preso posizione nel puntare sullo sviluppo turistico ricettivo agricolo, facendosi interprete autorevole delle esigenze e delle aspettative di tutta la comunità che non intende più sacrificare neanche un centimetro della propria terra sull’argomento estrattivo, istituzionalmente non abbiamo avuto nessun segnale di apertura a dialoghi da parte della Forester Oil per affrontare costruttivamente le questioni in essere .

E' anche per questo motivo, essendo il delegato della Provincia di Chieti alla difesa della costa e del territorio, che ha seguito e sta seguendo concretamente, con il Presidente della Provincia di Chieti, la vicenda nelle sue svariate sfaccettature positive e negative, prendo le distanze dalle dichiarazioni dell'Assessore all'Ambiente della Provincia di Chieti sicuramente sue personali e non dell'intera coalizione di maggioranza provinciale di centro destra che ha attuato azioni concrete quali presenza agli incontri con i cittadini locali del comprensorio di Bomba, Deliberazione di Consiglio Provinciale tecnica politica per la sospensione dell'iter per il rilascio del parere VIA, istanze negative presso il Ministero dell'Ambiente e della Regione Abruzzo, nonché istituzione di un tavolo tecnico di studio costituito da enti e docenti competenti che ha prodotto un documento con risultanze negative per il progetto della FOREST inviato All'ufficio VIA della regione Abruzzo.

E allora dobbiamo dire che il controsenso è proprio nell'organizzare oggi l'incontro informativo su un impianto da realizzare nel Comune di Bomba, dove la posizione del Presidente della Provincia e quindi dell'Amministrazione Provinciale è negativa, risultato ottenuto da una scelta responsabile, affrontando la tematica con serietà ed equilibrio in modo istituzionale e dopo aver verificato la congruità in termini progettuali, ambientali e di salute pubblica.

PERCHE NO

PERCHE’ è impensabile realizzare una centrale di estrazione e trattamento a poche centinaia di metri dalla diga dell’invaso.

PERCHE’ è inverosimile far passare 8 Km di condutture nel territorio di Bomba, Gessopalena e Roccascalegna tra siti di notevole interesse naturalistico.

PERCHE’ Il territorio interessato al progetto, ha già ampiamente contribuito ed ancora oggi contribuisce alla produzione di energia con la costruzione dell’invaso artificiale di Bomba e della centrale idroelettrica di Altino.

L’intera zona, a causa della sua naturale instabilità idrogeologica e proprio in virtù della presenza dell’invaso, è sottoposta costantemente a gravi rischi per le numerose ed importanti frane attive.

Pensare pertanto, di sfruttare nel medesimo territorio anche un giacimento di gas naturale, con i possibili fenomeni di subsidenza che questo inevitabilmente comporta, rappresenta una gravissima e pericolosa scelta dove le due attività non possono essere compatibili.

E’ del tutto anacronistico privilegiare come fonte di energia lo sfruttamento di un giacimento di idrocarburi, fonte non rinnovabile, mettendo a rischio un impianto idroelettrico, fonte rinnovabile e più pulita.

Quindi la Provincia di Chieti dice NO e ha detto sin dall’inizio NO. Un NO che si inserisce in un percorso tecnico-amministrativo già avviato sin dal primo insediamento dell’amministrazione per situazioni analoghe che è quello, dopo aver valutato le caratteristiche dei progetti, di tutelare il proprio territorio. La nostra azione in materia di salvaguardia, non è improntata su estremismi, ma restiamo fermi nel portare avanti tutte quelle iniziative istituzionali atte a salvaguardare specifici comprensori della nostra provincia. In particolare quello di Bomba che ha unito alla vocazione turistica, ambientale e energetica con l’impianto idroelettrico, quella sportiva dove sono stati fatti investimenti e svolti i Giochi del Mediterraneo, dove ultimamente abbiamo portato i campionati italiani di canoa con oltre 3000 presenze in tre giorni.

Un NO perché se dovesse arrivare il via libera alla realizzazione degli impianti, ciò significherebbe danneggiare al 90 per cento l’industria turistico-ricettiva, con il relativo indotto, impoverendo la zona e cancellando posti di lavoro.

Un NO perché la politica deve essere interprete autorevole delle esigenze e delle aspettative di tutta la comunità della valle del sangro che non vuole questo insediamento.

Il Consigliere Provinciale Delegato Franco Moroni

Friday, May 27, 2011

Il Parco della Costa teatina


Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza

Dante, Inferno, canto XXVI, 116-120


The greatest ignorance is to reject
something you know nothing about

H. Jackson Brown


Ieri sera una serata surreale a San Vito Marina.

Qui il racconto di Lorenzo Luciano intitolato L'anello al naso, che esprime eloquentemente il livello di quello che doveva essere un incontro-dibattito sul futuro della Costa Teatina.

Non avrei mai potuto immaginare che nel 2011 ci potesse essere tanto astio contro un parco, che e' una delle cose piu' belle che si possano regalare alle generazioni future.

In altre parti del mondo, certo piu' civile di quello di ieri sera, sarebbe una cosa desiderata e incentivata, per la salute, per lo sviluppo ecosostenibile e duraturo, per il benessere diffuso, e anche come strumento per lottare contro i petrolieri. Ricordo l'orgoglio dei cittadini del Parco del Curone quando mi portavano in giro fra le loro colline verdi.

Al convegno c'erano Mauro Febbo, assessore all'agricoltura della regione Abruzzo, c'era Luigi Comini, del comune di San Vito Marina, c'erano Enrico di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti, c'era Rocco Catenaro, sindaco di San Vito Marina, c'era Antonio Sorgi, capo della commissione VIA della regione Abruzzo.

Infine, c'era Fabrizio di Stefano, senatore della Repubbica, lo stesso che ha firmato un disegno di riforma costituzionale per abolire la XII norma della Costituzione italiana, che vieta "la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista".

Non c'era nessun esperto vero di Parchi, qualcuno che li abbia mai gestiti, che potesse dare dei numeri sulla ricettivita', sulle esperienze passate di altre localita'.

I presenti erano tutti piu' o meno apertamente contrari al Parco della Costa teatina, anche se continuavano a dire di essere neutrali. A me sono sembrati dei moderni Ponzio Pilati.

Hanno comunque detto un sacco di bugie.

Che nel parco i frantoi dovranno essere abbattuti, che non ci sono soldi per il parco, che il parco portera' via ai comuni la possibilita' di gestire il proprio territorio, addirittura che i soldi del parco andranno al WWF e alle altre associazioni ambientaliste!

Pareva che questo parco fosse un orco cattivo.

Paolo Primavera di Confindustria ha parlato della necessita' di salvare la Honda. Mauro Febbo ha detto di essere favorevole al nucleare. Il sindaco di Villalfonsina, Mimmo Budano ha detto di voler revertire il processo e fare annullare il parco della Costa Teatina. E' lo stesso che secondo il Centro voleva dare lo sfratto agli anziani nel suo paese. Non gli importa dei vecchietti che vuoi che gli importi del parco.

La mia impressione e' che ero circondata da persone ferme al 1960, con dei cervelli piccoli piccoli. Poveretti.

Penso alla campagna elettorale di Enrico di Giuseppantonio che continuava a insistere con la storia della Provincia di Chieti come la Catalogna d'Italia mentre ieri sera si annunciava contro il parco.

Lo sa Enrico di Giuseppantonio che da Barcellona fino al confine con la Francia la Costa Brava e' tutta coperta da vincoli ambientali e da parco costiero e marino? Lo sa cos'e' la Carta de Tossa? E' stata firmata nel 1998 da tutti i comuni della costa di Catalogna per proteggere la natura, per fermare la cementificazione e come strumento ulteriore di promozione turistica.

Ci credeva veramente alla Catalogna d'Italia o parlava giusto per parlare, come si fa in campagna elettorale?

E piu' si dicevano tutte queste falsita', piu' la gente esultava, nella piu' totale sudditanza. Ed esultavano ancora di piu' quando i politici a turno continuavano a dire di essere ignoranti e di non sapere niente.

"Sono ignorante". Applausi scrocianti.

Roba da medioevo.

Non lo so perche' questa gente non lo voglia il parco, posso solo immaginare che sia dovuto alla voglia di speculazione edilizia che e' tanta, ma proprio tanta lungo la costa dei trabocchi, a partire dal mega resort di Gianni Pagliaroli che si vuole fare proprio a San Vito Marina, squarciando una intera collina e senza rispetto per nessuno.

La mia previsione: sara' un totale fallimento. La clientela di un mega resort non si sposa con il tipo di mare che abbiamo noi, piccolo, modesto, fatto di calli e boschetti.

Il pubblico era fatto per la maggior parte di uomini inferociti e senza grazia, molti hanno anche detto di essere stati chiamati apposta per far rumore e per agitare la sala. Alcuni hanno dichiarato di lavorare per la Halliburton, ditta petrolifera. Altri per l'ENI.

E' stata una lotta impari. Ines Palena, Fabrizia Arduini, la sottoscritta, siamo tutti stati presi in malo modo da quelli che parevano spettatori e invece erano li solo come cani inferociti.

Ho detto la mia, e non me ne pento. Non ho niente da chiedere a questa gentaglia, e sono un cittadino libero che ha la fortuna di poter dire quello che pensa.

Me li sono presi tutti gli insulti e i fischi, dal primo all'ultimo. Dal "ma lei non cucina?" al "ma lei che ci viene qui con il deltaplano?" Dal "lei ha fatto togliere la bandiera blu a San Vito" al "lei e' stata invitata al convegno di Rainone e non c'e' venuta". Dal "lei e' arrivata a combattere il centro oli di Ortona con un anno di ritardo" fino all'onnipresente "le ricordo la sua giovane eta'."

Forse la cosa piu' buffa e' quando mi hanno detto di non aver fatto niente per fermare il disastro della BP.

Poveretti.

Resta il fatto che Elsa2 o Ombrina Mare non l'ha fermato nessuno di loro incluso Luigi Comini e Mauro Febbo che tanto si agitavano contro di me.

Il testo mandato al Ministero dalla Provincia di Chieti per Elsa2 e' un copia incolla, parola per parola, del testo che ha scritto la qui presente. Comini e il Comune di San Vito non hanno neanche mandato niente per Elsa2.

Alla fine della serata, una cena pagata dal comune, in perfetto stile Cetto La Qualunque.

Quando ci sveglieremo e vedremo San Vito francavillizzata sapremo di chi e' la colpa.

Saturday, April 9, 2011

Vogliamo il Parco!


Dedicato ai seguenti politici d'Abruzzo

Mauro Febbo, Assessore delle politiche agricole,
Gianfranco Giuliante, Assessore alla valorizzazione del territorio,
Enrico Di Giuseppantonio, Presidente della Provinicia di Chieti

Forse non molti sanno che da un po di tempo esiste un gruppo di cittadini che stanno cercando di lavorare tutti assieme per - finalmente! - perimetrare il Parco della Costa teatina. E' una iniziativa bella, fatta dal basso, con gente che lavora gratis e per amore.

Il gruppo sta cercando di contattare tutti i sindaci, ad uno ad uno, dei territori e dei comuni coinvolti per incontri e per stabilire regole e confini. Soprattutto per speigare loro che il parco e' risorsa, e' ricchezza, e' sviluppo sano e sostenibile che ci permettera' di attrarre visitatori e di porre delle basi, io credo, per una ricchezza diffusa.

Non piu' nelle mani di Confindustria, palazzinari e petrolieri a cui interessa solo il fatturato personale, ma nelle mani nostre, della gente.

A chi non piacerebbe vedere l'ex tracciato ferroviario trasformato in un parco e non in un repositorio di villette? Montesilvano e Francavilla sono esempi morti di cemento sul mare che possiamo evitare ancora. Per non parlare del fatto che il parco della Costa teatina ci proteggerebbe un po di piu' dal petrolio e dagli affaristi di turno.

A New York hanno trasformato in un parco urbano l'ex ferrovia sopraelevata sui cieli di Manhattan, grazie a gente normale. Possiamo farlo anche noi!

A chi volesse fare qualcosa di buono suggerisco di attivarsi nei propri comuni di residenza per parlarne, per creare opinione, per incoraggiare i sindaci a non avere paura, a dire Vogliamo il Parco!

Dieci anni di attesa sono troppi. Sono passati sindaci, elezioni, giunte di destra e di sinistra, promesse vuote. Nessuno e' stato capace o ha voluto fare questo parco.

Ora dunque, tocca a noi.

Ecco la lettera che il coordinatore del gruppo, Lino Salvatorelli, ha mandato agli uffici regionali,
inclusi Mauro Febbo, Gianfranco Giuliante, Enrico Di Giuseppantonio chiedendo loro di includere i cittadini nelle decisioni.


Condividete su Facebook, mandate ai politici che hanno pagine li, o ai loro email.

A chi volesse partecipare in maniera attiva, qui c'e' la pagina facebook del Parco, dove si possono contattare tutti gli interessati.

Siamo in tempo di elezioni, usiamole per le cose che ci stanno a cuore e quando i politici hanno paura di perdere le poltrone.

Mettiamoli alle strette.

Grazie a Lino Salvatorelli, Valentina di Stefano, Ines Palena, Nicola Tinaro, Fabrizia Arduini, Andrea Natale, Assunta di Florio e tutti gli altri.

Sunday, July 25, 2010

Di notte

Questo blog non e' stato aggiornato per un po di tempo, e cosi prima di andare a dormire, voglio scrivere due righe sulle cose che vedo e che sento attorno a me.

Intanto per il viaggio in Basilicata e in Puglia, voglio ringraziare tutte le persone sincere - Enzo, Cosimo, Felice, Vito, Franca - e tutti gli altri che si sono spesi per organizzare eventi di sensibilizzazione in quelle citta' del sud, belle e che non conoscevo. Alla fine, e' sempre la gente 'normale' che rende il tutto speciale. Grazie a tutti per l'affetto e per la comprensione. Grazie anche a Carlo Vulpio e a sua moglie per le belle cose che mi hanno detto.

Molti di voi si sono chiesti perche' io sia venuta fin li a parlare di petrolio. Semplicemente perche' e' giusto cosi. Non voglio niente. Volente o nolente sono italiana, e anche se certe volte mi vergogno di questa nazione, e' il mio dovere di fare il meglio che posso per migliorare le cose, senza lasciarsi prendere dal fatalismo.

Sono andata in Puglia e in Basilicata con lo stesso spirito con cui sono andata a farmi il giro d'Abruzzo, o in Brianza, o a Monopoli, o a Chioggia, o a parlare in via youtube a Savona, a Busalla. E' giusto cosi, e io non voglio niente in cambio, se non che il mio lavoro e la mia persona non vengano strumentalizzate da nessuno.

Fa male sentire tutta la cricca politica abruzzese piu o meno ripetere pappagallescamente le cose che predico da tre anni - gratis e per amore - e appropriarsi delle mie notti insonni, usando il tutto per propagandare le loro carriere politiche.

Fa male sentire dire che e' stata la provincia di Chieti a coordinare le osservazioni quando il presidente della provincia di Chieti, Enrico di Giuseppantonio non sapeva neanche cosa fossero e gliele ho dovute preparare io all'inizio, e quanto tutto il lavoro di coordinamento l'ho fatto io dal primo al'ultimo progetto.

Fa male sentire Nuovo Senso Civico parlare del loro immenso lavoro quando hanno solo ricopiato le mie presentazioni power point, qualche volta anche sbagliando i dati che ho pazientemente messo assieme, e quando per i pozzi a mare di sei progetti non hanno scritto una osservazione propria, ma hanno solo fatto un copia incolla di un testo passatogli da altri e per il solo pozzo di Ombrina. Per gli altri cinque pozzi, non hanno fatto niente.

Piu' male di tutto ha fatto sentire che la gente e' stata invitata a dare loro 10 euro a testa. Dieci euro a persona.

Ci tengo a sottolineare che non sono stata mai pagata per nessun intervento, e che quei soldi non verranno a me, cosi come i soldi dei DVD circolati in passato, a due o cinque euro, non sono venuti in tasca a me. A suo tempo avevo espressamente chiesto che le mie informazioni non fossero usate a scopo di lucro. A suo tempo ho rifiutato qualsiasi ruolo nella politica, da cui mi erano giunte offerte da destra e da sinistra.

Fa male vedere che ci sia chi voglia sporcare il mio operato, per farsi piu' bello lui.

Ecco, ciascuno puo' pensare di me quello che vuole - so chi sono, so quanto valgo, so cosa c'e' dietro di me, so con quanto impegno e caparbieta' abbia affrontato tutte le prove della vita e quante volte io stessa abbia voluto mettermi alla prova. E anche se mi vedete cosi, un po sprovveduta e magari facilmente brain-washable non lo sono affatto.

Scelgo di essere buona, scelgo di dare il beneficio del dubbio a tutti, scelgo di essere innocente per quanto riguarda il mio rapporto con il prossimo, scelgo di non fare calcoli e di fare le cose per amore.

Ma alla fine, il tempo e la verita sono sempre piu' signore di tutte le malelingue e di tutte le bugie.

Tuesday, May 25, 2010

Il fotovoltaico concentrato - CPV


It's the future of California — it's where all the technology, all the tax incentives, are going. It's the frontier that California's going to be working on to fuel our economic recovery.

Lt. Governor Abel Maldonado (vice governatore)

I politici dicono un sacco di cose, che spesso si rivelano solo parole, e quelli californiani non sono diversi dagli altri. Qui pero' parlano di fronte a una cosa compiuta e finita. Un generatore di energia solare 'concentrata', dove lo spazio necessario per ottenere energia e' piu' piccola rispetto al fotovoltaico convenzionale.

Un college del deserto californiano, Victor Valley College, non troppo lontano da Los Angeles, sta per infatti inaugurare un sistema fotovoltaico con degli specchi incorporati che hanno il compito di focalizzare piu' luce su piccole celle fotovolatiche. E' il complesso di questo tipo piu' grande mai realizzato finora negli USA, o almeno cosi dice il Los Angeles Times.

Il sistema e' fatto di 122 unita', ciascuna con 28 pannelli e 20 specchi. Questi ultimi mandano la luce su una cella di un centimentro quadrato. Tutto il sistema e' ruotante, di modo che gli specchi possano seguire il sole durante il giorno. Il sistema costa meno che il fotovoltaico tradizionale perche' abbisogna di meno semi-conduttori, e' piu' compatto, piu' veloce da installare, ci vuole meno acqua per pulirli, e il 97% del materiale usato e' reciclabile.

Dicono che questo e' il futuro e che qui si vuole investire per uscire dalla crisi. Beh, almeno c'e' una qualche visione di dove si vuole andare.

Tutto e' stato pensato e made in the USA. Il sistema fornira' il 30% dell'energia della scuola dov'e' posizionato e servira' per gli studenti interessati a studiare la sostenibilita'. Fornira' un megawatt di energia, costa 4.5 milioni di dollari che il campus conta di ammortizzare in 5 anni. Dopodiche' l'energia sara' gratis. La scuola ha anche deciso di installare altri sistemi fotovoltaici, una pala eolica e una centrale per la purificazione in loco di acqua per i prossimi anni.

Probabilmente cose di questo tipo sono state gia' fatte in altre parti del mondo, ed io semplicemente non lo so ancora, ma mi piace questo spirito del provare a fare le cose diverse, a pensarle le soluzioni, ad essere creativi. Lo so che 4.5 milioni di dollari sono tanti, e che non siamo il deserto, ma perche' in Italia non riusciamo a fare un qualche tipo di cosa simile? Esistono ditte che fanno ricerca su pannelli solari di nuova generazione, in Italia, in Abruzzo? Che danno lavoro agli Italiani? Esistono programmi scolastici che insegnano agli studenti come fare per installarli, per costruirli, per fargli la manutenzione?

Cosa sta facendo Chiodi in questo senso? Cosa sta facendo la provincia di Chieti in questo senso?

Chiodi dice che fra 4 anni e mezzo arriveremo al 51% dell'energia da fonti rinnovabili. Ma non si sa come, dove, quando. Perche' invece di parlare a vanvera non si mette li e non decide di solarizzare una scuola, un palazzo regionale, un ospedale, la sua stessa abitazione?

Enrico di Giuseppantonio dice che e' contro il petrolio. E per il solare che vogliamo fare? E sul nucleare come la mettiamo? Mi e' giunto ieri un 'ordine del giorno' da parte del comune della provincia di Chieti sulla possibilita' di avere una centrale nucleare in Abruzzo. Si dice che occorre:

attivarsi immediatamente presso il Governo nazionale ed in tutte le sedi opportune al fine di verificare la reale possibilità che la Regione Abruzzo ed in particolare il territorio della Città e della Provincia di Chieti possano essere oggetto di possibili siti destinati alla produzione di energia elettrica da fonte nucleare e della costituzione di centri ricerca e formazione in ambito della fisica e della tecnologia nucleare.

cogliere le opportunità, in linea con l’art. 25 della legge 99/2009, per promuovere e sviluppare la comunità sociale, il territorio, le infrastrutture, le competenze e il lavoro nel territorio teatino e dell' intera regione Abruzzo con ogni iniziativa necessaria e con l' adozione di tutti gli atti amministrativi opportuni.

Enrico di Giuseppantonio come la pensa?







Sunday, January 10, 2010

A ruota libera


Sono tornata a casa. Mentre viaggiavo mi frullavano nella testa tante cose, un senso di rabbia, di schifo, di voglia di scappare da tutta quella disonesta' morale nell'aria della sala Eden, la sera del 7 gennaio 2010. Un senso di tenerezza per l'Abruzzo, la sua natura, la sua bellezza. Il dispiacere perche' passero' anche io e nulla sara' cambiato. Lo sgomento verso i nostri amministratori perche' non meritano, non capiscono, non sanno, e non amano ne' la terra ne' la gente.

Adesso che sono tornata qui pero', mi pare tutto cosi' lontano, cosi' distaccato che non vale nemmeno la pena di arrabbiarsi. Ho la fortuna di poter tornare alla mia vita normale e di non dovere sporcarmi con compromessi, silenzi, paura. Sono libera e questo mi fa sentire pulita. Non ho nulla a che spartire con la politica abruzzese, non ho da chiedere niente a nessuno, e sono libera di pensare, di dire in piena liberta' e anche di piangere. Non ho paura.

Sara' la storia d'Abruzzo a giudicare Remo di Martino, e lo sappiamo tutti che non sara' tenera con lui.

Per chi non c'era, dico solo che di tutti gli incontri che ho fatto in questi anni, e dal mio punto di vista, quello di Ortona del 7 gennaio 2010 e' stato il piu' brutto in assoluto. Non avevo la voce, e non ho potuto parlare direttamente alla gente, avrei voluto una presentazione piu' diretta su Ombrina Mare, ma sono umana anche io e nel corri-corri natalizio, non ho avuto tempo. Avrei voluto prepararmi delle domande mirate da fare a tutti i politici e sul loro impegno vero PER IL FUTURO, ma non sapevo che sarebbero intervenuti cosi numerosi e cosi lungamente e che se non gliele facevo io le domande non gliele avrebbe fatto nessuno.

Forse e' qui il punto del mio senso di schifo. Che nessuno dei politici ha parlato al futuro. Tutti a dire: io nel 2007 ho fatto questo, io nel 2008 ho fatto quest'altro. Nessuno a dire: FARO' QUESTO PER IL 2010 e quando lo sanno tutti benissimo che qualsiasi merito ci sia da prendersi quello e' tutto e solo della popolazione.

Nel suo complesso, la classe politica teatina e' stata e resta al traino. Di iniziative proprie non se ne sono contate e non se ne contano, e questo a partire da Gianni Chiodi fino al sindaco di Ortona. Se non era per noi cittadini stavamo gia' con le 14 canne fumarie al vento - e' questa l'unica verita'.

E non parlo di vaghi annunci ai giornali locali che e' facile fare, specie alla fine quando il popolo e' stato gia' ampiamente sensibilizzato e non puo' che essere d'accordo con te. Parlo di pressioni forti presso il governo centrale, presso Chiodi, presso la Petroceltic, presso l'ENI. Parlo di comprare pagine sul Corriere della Sera o sull'Independent di Londra per denunciare, per farlo sapere a tutto il mondo che noi qui i petrolieri non ce li vogliamo. Parlo della perimetrazione del parco della costa teatina. Parlo del trovare un qualche provvedimento per restituire le terre del Feudo ai contadini o per far togliere le piattaforme dismesse a Casalbordino.

Ad Ortona, Enrico di Giuseppantonio non c'era. Era a Gissi a sentire la presentazione dell'ennesimo libro sul politico abruzzese Remo Gaspari.

Invece c'erano altri politici, interessati piu' alle apparenze che del fare concreto. Il rappresentante del comune di San Vito - di cui non ricordo il nome - era ancora preoccupato perche' qualcuno aveva messo i manifesti sul petrolio in piena sessione turistica due anni fa! Ancora a quello pensava! Ma dove vivono queste persone? Non hanno ancora capito che al giorno d'oggi non e' piu' possibile "riammandare" niente? Al tempo di internet, non puoi far finta che i problemi non esistono. Il mondo globale esiste pure a San Vito Marina, e l'unico modo di avere una buona immagine non e' di nascondere i problemi ma di affrontarli e di risolverli. Le piattaforme non le puoi ignorare, specie quando saranno messe a 5 km dalla riva.

E il dover fare bene e per davvero vale per il petrolio, vale per la cementificazione selvaggia, vale per il Feltrino tutto sporco. Basta solo chiederlo ai gestori di bed and breakfast. Uno di loro mi ha detto: "Ai turisti non si puo' mentire. Lo vedono se il territorio e' sano o no". Lo hanno capito tutti ad eccetto che la classe politica abruzzese.

E' stato molto buffo quando l'amministratore di San Vito si e' risentito perche' non c'era il suo comune sulla lista di quelli che hanno mandato lettere al governo contro Elsa2. Non c'era San Vito perche' non le hanno scritte e non le hanno scritte perche' molto probabilmente non sapevano nemmeno come si faceva.

Sarebbe anche tutto comico, se non che tutti questi qui vengono pagati PROFUTAMENTE e coi nostri quattrini. Come ho detto in sala, io non lo trovo accettabile che debba essere un cittadino privato, Giosue' Guidone, a dover chiamare il ministero tutte le sante settimane, in vece di sindaci e assessori. Noi siamo tutti dei volontari, loro no.

E veniamo a Remo di Martino. Cosa posso dire?

LO SAPPIAMO TUTTI CHE FINO ALL'ALTRO IERI REMO DI MARTINO E' STATO IL PIU' FORTE SOSTENITORE DELLE ESTRAZIONI DI PETROLIO AD ORTONA.


Non esiste nessuna altra verita'. Tutto il resto sono chiacchere anche se lui adesso vorrebbe riscrivere la storia. Una persona intelligente - un politico! - cosa avrebbe dovuto fare? Dire, con semplicita', mi sono sbagliato. Ora ho capito e cerchiamo di fare le cose insieme e meglio. E cercare di farlo con sincerita'. Invece no, dal palco mi e' toccato sentire che lui e' stato contrario alle estrazioni di petrolio, che ha promosso - fatto - denunuciato - bla bla bla. Come potevo restare li seduta ad ascoltare quelle bugie?

Avete voi mai sentito l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo Di Martino
andare in televisione a dire alla gente che c'e' da attivarsi contro Elsa2? Contro le trivelle a Vasto? Contro Ombrina Mare? Avete mai sentito l'assessore al turismo della provincia di Chieti sollecitare un incontro con il Ministero dell'Ambiente, o del Turismo per salvare la costa teatina? Avete mai sentito voi l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo Di Martino parlare della necessita' di perimetrare il parco della costa teatina?

Io no. Non parlo neanche di risolverli questi problemi, quanto di prendere posizione, di darsi da fare, di iniziare in qualche maniera, di esporsi. Nada.

E mentre tutte queste cose si agitavano in me gli ho chiesto : scusi, ma da quando lei e' diventato contrario alle estrazioni di petrolio?

E poi ho preso e me ne sono andata.

Ho sbagliato a farmi prendere dall'impeto, lo so. Ma in quel momento ho sentito tutto quello che mi compone impormi di andare via. Non volevo sporcarmi. E' stato piu' forte di me. Restare li ed avallare con la mia presenza cio' che sarebbe stato detto e che io percepivo non essere sincero sarebbe stato poco dignitoso. Avrebbe mandato un segnale sbagliato alla gente. Io con Remo Di Martino non ho nulla a che spartire, e non voglio spartirci nemmeno un palcoscenico a cinque metri di distanza, nemmeno per un nanosecondo.

E' strano, anche mentre scrivo mi pervade un senso di sporcizia, solo a pensarci.

Sono altro, sono libera, sono pulita, sono onesta, non dico bugie. Me ne sono andata fra la folla e mi e' venuto da piangere. Non sono un politico, non ho nessuna immagine prestampata da difendere. Sono stata sincera anche nei miei sentimenti. Sono quello che vedete - qualche volta ci azzecco e qualche volta no.

La cosa che mi ha sorpreso pero' e' stata la mancanza di reazioni da parte del pubblico. Ma perche' nessuno ha fatto domande? Perche' nessuno gli ha chiesto cosa intende fare adesso lui che pure e' l' assessore al turismo della provincia di Chieti? Perche' nessuno gli ha chiesto che ne pensa lui di Ombrina Mare?

Mi ha fatto male il silenzio della gente. Una piccola delusione anche per quanto riguarda la gestione dell'incontro - perche' Gaetano Basti non ha fatto lui domande concrete ad uno ad uno dei politici?

In tutto questo, non posso fare altro che rinnovare il mio ringraziamento a Franco Moroni che non e' ne l'assessore all'ambiente e ne al turismo della provincia di Chieti, ma che e' stato l'unico della giunta provinciale a fare azioni concrete e a trovare una strada per parlare con noi cittadini. Siamo tutti un poco diffidenti della classe politica, ma credo che ciascuno di noi sia aperto a lavorare assieme alla provincia quando questa si mostra sincera e genuinamente interessata al bene comune. Vorremmo solo un po piu' di coraggio e di prese di posizione da parte della provincia presso Roma, presso la Petroceltic, presso la MOG, presso la stampa nazionale italiana, inglese e irlandese.

Un plauso sincero al sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, l'unico che non ha fatto passarella politica, che ha promosso inziative vere nel suo territorio contro la petrolizzazione, che ha rotto le scatole per mesi ed anni al Ministero dell'Ambiente affinche' istituissero un parco marino a Pineto e a Silvi. Che ha guardato oltre l'appartenza politica per arrivare a questo parco, lavorando assieme al suo collega di Silvi, Gaetano Vallescura, di altra ispirazione politica. I comuni della riviera teatina hanno solo da prendere esempio.

Grazie anche a Walter Caporale, non mi aspettavo una cosi' affettuosa e appassionata difesa verso di me, mi ha fatto bene sentire quelle parole. Sono umana anche io - grazie.

Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto - con parole di supporto e di affetto.

Infine, grazie a papa' - alla fine sono cosi' perche' me lo avete insegnato voi.

E si' - e' la verita', negli USA le consulenze di quel genere di pagano profumatamente, anche $500 l'ora. Credo che non ci sia bisogno di dire che non ho mai preso soldi da nessuno. L'ho detto perche' ci si rendesse conto che scrivere le osservazioni e' stato un duro lavoro. C'e' dietro un impegno non indifferente, fatto gratis e per amore.


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PS: Gia ora arrivano gli email da parte di Antonello Tiracchia che come al solito non perde occasione per spiattellare contro di me, piu' o meno velatamente, tutto quello che puo' su Facebook e sulle caselle postali delle persone. Lui non era presente all' incontro perche' era contrario all' iniziativa. Ora dice - senza che nessuno glielo chiede - che da' tutta la sua solidarieta' a Remo di Martino. Va bene cosi. Siamo in democrazia. Incasso anche questo.

Mi si invita a non tornare piu' - potrei anche fare tesoro di queste parole e lasciar perdere questa battaglia. E' da un po che ci penso anche io in realta'. Non mi sarei aspettata tanto astio verso di me.

La mia coscienza e' pulita.

Thursday, September 17, 2009

La democrazia, un passo alla volta


















Erano un po' di giorni che non scrivevo su questo blog - da domenica fino a ieri piu o meno sono stata presa con la stesura delle osservazioni su Elsa2, il pozzo petrolifero che la Vega Oil, di proprieta' della Cygam Energy (Canada) vuole mettere davanti ad Ortona, assieme alla Petroceltic (Irlanda), a 6.5 km dalla spiaggia.

Che dire. Ci sono stati dei momenti comici in tutto questo, quando alle 2 di notte ho chiamato un mio amico pescatore per farmi dirmi *tutti* i nomi dei pesci nel nostro adriatico, e le tecniche di pesca (con vermi o senza vermi?) - mi viene da ridere ancora adesso - o quando ho spiegato a papa' come si fa a fare tilde su una tastiera italiana, o quando io e mio fratello, di notte, ci siamo persi fra windows/unix/mac/office97/scarica qua, carica di la, e chi piu' ne ha piu' ne metta, io qui e lui a Boston. A un certo punto per reperire alcune informazioni su Ortona mi sono imbattuta nel sito di Remo Di Martino!

Ad ogni modo e' fatta. Ovviamente non c'e' nulla di sensato nel voler mettere le piattaforme di petrolio nel mare Adriatico, cosi vicino alla costa, e lo sappiamo tutti perche'.

Quello che voglio pero' commentare e' una cosa che mi e' parsa molto bella, e cioe' che tante persone hanno deciso di fare la loro parte, e di mettersi li - chi e' andato dal ministero, chi ha messo su i documenti della Vega Oil, chi ha letto le carte, e alla fine chi ha prodotto qualcosa.

Nessuno di noi, me compresa, non lo sa come si scrivono le osservazioni. Tutti, io credo ci siamo messi la e abbiamo fatto del nostro meglio. Abbiamo imparato qualcosa di nuovo, e nel giro di una settimana abbiamo preso Miss Elsa 2 di petto e abbiamo trovato mille motivi per dirle di no.

Ci sono state lettere mandate - o in via di invio - al ministero da parte di associazioni del turismo, di ingegneri, di operatori di bed and breakfast, del WWF, di insegnanti di musica, di studenti di architettura, di economisti, del comune di Miglianico. Non abbiamo aspettato Chiodi, Enrico di Giuseppantonio, la Stati, Di Pietro, Berlusconi o Godot. Ci siamo messi sotto e l'abbiamo fatto perche' era importante farlo.

E' bello, e adesso sono stanca ma contenta. Spero che in tutti noi ci sia l'orgoglio di avere fatto una cosa buona, e che oggi siamo stati cittadini consapevoli, partecipi e che abbiamo rifiutato di essere trattati come un puntino sulla mappa. Siamo stati noi per oggi attori della nostra vita di italiani.

Io non so come andra' a finire, ma so che questa e' l'unica strada per salvare noi stessi e la nostra nazione. Nessun altro lo fara'. E' come quando uno va a nuotare dove non ci tocca e non l'hai mai fatto prima, non lo sai come si fa e se ci azzeccherai, ma lo fai lo stesso perche' non hai altra scelta (Ora gia sento i miei amici/familiari sganasciarsi dalle risate)

Grazie a tutti allora. Appena riordino tutte le mie cose, e dopo che avro' dormito un pochino tranquilla, ringraziero' tutti quelli che hanno partecipato per bene e mettero' il link delle osservazioni mie e di tutti gli altri.

Per chi volesse ancora farlo, ci sono ancora un po di giorni utili. Basta scrivere una raccomandata con ricevuta di ritorno qui:

Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Attenzione: Progetto Elsa2 (Vega Oil SpA)
Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale
Via Cristoforo Colombo 44
00147 Roma

Grazie

Wednesday, September 9, 2009

La Catalogna di Spagna


Durante la campagna elettorale c'e' stato un gran parlare di fare della provincia di Chieti la Catalogna d'Italia. Se ne continua anche adesso, specie per quanto riguarda il ramo del turismo.

Durante parte di questo parlare ero, guarda caso, proprio in Catalogna. Ho infatti trascorso tutto il mese di Maggio a Barcellona, ospite dell'Universita' Autonoma di Barcellona, ed in particolare del Centro di Ricerca Matematica della stessa citta'.

L'idea di ricopiare la Catalogna e' bella, seppure arrivi con molto ritardo rispetto a cio' che ha fatto la Catalogna vera e nonostante la Spagna per molti anni sia stata sotto regime dittatoriale.

A ben pensarci, visto che abbiamo avuto quasi trenta anni di piu' di democrazia, avrebbe dovuto essere la Catalogna a copiare noi!

Sono andata allora a vedere cosa fa la Catalogna per il turismo. In particolare lungo la costa Brava, 160 km di spiaggia, piu' o meno il doppio della nostra costa teatina. Durante gli anni di Franco si era pensato di trasformare la zona in un centro turistico, con la costruzione di hotel e di seconde case. Ad un certo punto pero' ci si rese conto che pian piano questa corsa al costruire avrebbe privato la costa Brava della sua risorsa principale, la natura.

Cosi', per evitare cementificazioni, scempi di varia natura, e per proteggere il proprio sistema naturale, la Catalogna ha creato tre riserve acquatiche, tutte di forte attrazione turistica, a picco sul mare e dove fanno passeggiate, bird watching e altre attivita' ricreative.

Il parco naturale Aiguamolls de l'Emporda', circa 50 chilometri quadrati, fu creato nel 1983. Nel corso degli anni questa riserva si e' addiritutta allargata, includendo delle risaie che sorgevano nelle vicinanze e che sono poi state abbandonate e incluse nel parco. Inizialmente, negli anni '70, si era pensato di costruirci 60,000 unita' abitative, ma a causa dell'attivismo locale, il progetto edilizio fu abbandanato e oggi, 30 anni dopo c'e' la riserva sul mare.

Il parco naturale dell'Ebro-Delta, circa 80 chilometri quadrati, la piu' grande riserva naturale della zona lungo lo sbocco del fiume al mare. Contiene il 60% delle specie volatili d'Europa, oltre che essere un punto importante per la migrazione di uccelli.

Llobregat, appena fuori dell'aereoporto di Barcellona.

Per di piu' nel 1998 varie cittadine di mare decisero di firmare un documento, la Carta de Tossa, dove ci si impegnava di proteggere l'ambiente e di focalizzare lo sviluppo verso un turismo di qualita'. Da allora le costruzioni su larga scala sono essenzialmente ferme.

Lungo la costa Brava non ci sono, per quanto io ne sappia, pozzi di petrolio ne' sulla terraferma ne' sul mare.

Questo allora, in teoria, e' cio' a cui ci stiamo ispirando. Se e' veramente cosi', gli sbocchi a mare del Feltrino e del Moro - che non brillano per pulizia - aspettano di diventare anche loro parchi naturali. La costa dei trabocchi aspetta di essere perimetrata. I condomini a picco sul mare aspettano di essere fermati. I pozzi di petrolio aspettano di essere rispediti al mittente.

Ricordo quando smatellarono la ferrovia adriatica. E' per il turismo si diceva. Quanti anni sono passati dalla fine dei lavori? Tre, quattro, chissa'. I petrolieri sono stati piu' furbi degli abruzzesi e si sono presi il nostro mare senza che nessuno facesse abbastanza, dai politici ai cittadini.

Non si puo' volere essere tutto allo stesso tempo. Non si puo' parlare senza davvero darsi da fare nei fatti. Se veramente la costa teatina vuol diventare un polo turistico, si deve fare sul serio, senza paura di offendere nessuno - petrolieri, cementificatori e proprietari terrieri - ma andando avanti per la propria meta.

Non dico che dobbiamo rivoluzionare ne il chietino e ne l'Abruzzo, ma semplicemente proteggere quello che di buono e' rimasto e migliorare quel che si puo'
migliorare. Nel 2010 lasciare ad un branco di irlandesi-britannici-canadesi di trivellare un posto con cosi tanto potenziale e' veramente folle.

Il 25 settembre e' vicino. Secondo me la classe politica dimentichera' ben presto questa data.

La Vega Oil festeggera'.

La provincia dira' "No, we couldn't".


Fonti: Birding, Catalonia

Sunday, September 6, 2009

Osservazioni


Ah, ad avercelo il buon senso di chiedere cosa sono le osservazioni...

Grazie alla ragazza che ha avuto il coraggio di fare le domande. Questa e' la democrazia.

La lettera di sotto e' quello che gli ho scritto oggi:

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Gentile Dr. Antonelli, Gentile Dr. Di Giuseppantonio,

ho ascoltato nel video in allegato delle perplessita' del presidente della provincia riguardo la possibilita' o meno di fare osservazioni al ministero.



E' importante precisare che il ministero NON ha ancora deciso nulla sul pozzo della Vega Oil. L'opportunita' che abbiamo adesso e' quella di studiare il progetto proposto dalla Vega Oil e dire cosa ne pensiamo, sottoforma di dialogo con il governo centrale, non di confronto.

Questo e' lo scopo delle osservazioni da fare al ministero.

Questo e' quello che ha fatto la regione Basilicata e la provincia di Matera che infatti hanno
presentato alcune osservazioni al ministero, riguardo il progetto di trivellare il mare Ionio da parte della Apennine Energy.

I pareri della regione e della provincia non sono vincolanti, ma vengono tenuti in considerazione dal ministero, che infatti ha bloccato l'attivita' estrattiva in Basilicata, su suggerimento e su argomentazione degli enti lucani, dando un segnale forte anche alle altre ditte petrolifere.

Questo e' stato un enorme successo della provincia di Matera che ha operato nell'interesse vero della comunita' locale.

Mi auspico che la regione Abruzzo e la provincia di Chieti in particolare vogliano fare la stessa cosa e darsi da fare il piu' presto possibile.

Grazie

MRD

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Lungo la costa brava della Spagna, in Catalogna, pozzi di petrolio non se ne vedono.

Tuesday, September 1, 2009

(Quasi) Da Enrico di Giuseppantonio


Pubblico la risposta che mi e' arrivata oggi da parte del Capo ufficio stampa della provincia di Chieti, Antonello Antonelli, da parte del presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio.

Gent.ma prof.ssa D'Orsogna,

non stiamo ignorando assolutamente ne' i suoi appelli ne' quelli dei cittadini che ci chiedono di intervenire. Subito dopo la ricezione della sua missiva, abbiamo attivato tutti i nostri canali e contattato alcuni comitati che sono con lei per il no alla petrolizzazione dell'Abruzzo per avere un quadro completo della situazione e poter elaborare con tutta la necessaria accuratezza le nostre controdeduzioni da inviare agli uffici competenti.

L'amministrazione provinciale non e' un comitato di cittadini, ha regole e procedure da seguire ne' puo' sparare nel mucchio senza un'adeguata informazione, che provenga da tutti gli attori in campo. Le abbiamo assicurato un intervento entro i tempi prestabiliti, con
la sua mail dimostra di non fidarsi della nostra parola. Avrei capito la sua reazione stizzita il 27 settembre, ma non oggi, a piu' di tre settimane dalla scadenza dei termini.

Comprendo bene la sua premura, vista la battaglia che da tempo lodevolmente sta combattendo, ma indirizzare alla Provincia un sollecito in forma piu' discreta sarebbe stato piu' corretto. La terro' informata sulle nostre iniziative in materia.

Cordiali saluti e buon lavoro.

Ricordo che quando arrivo' da analizzare il plico sul progetto di ampliamento di Rospo Mare a Vasto, verso Marzo di quest' anno, questo conteneva almeno 500 pagine scritte in tecnichese. In quella occasione arrivarono ottime osservazioni da parte di Apocalisse Italia e del Comitato Natura Verde (se ce ne furono delle altre, ditemi che le cito).

Davvero la provincia fara' tutto in tre settimane? E chi sono gli esperti che faranno queste osservazioni?

A me non piace (come credo a nessuno) fare la parte della rompiballe e muoio dalla voglia di trovare un politico che abbia voglia di fare la cosa giusta e potermi dedicare ad altro. E' solo che se non ci fossero stati i cittadini, la provincia di Chieti se ne sarebbe mai accorta del progetto della Vega Oil? Si sarebbe preoccupata? Avrebbe agito? Se quella mia lettera non fosse finita sui giornali - so che l'hanno pubblicata sia Il Messagero che il Centro, oltre che altri bloggers (grazie a tutti per averla messa su!)- la provincia si sarebbe sentita pressata a fare qualcosa?

E perche' tutto deve essere fatto "in discrezione"? Non abbiamo forse il diritto di sapere?

E con quale organizzazione contraria al petrolio stanno lavorando? E quali sono gli altri "attori" in campo come li definisce Antonelli? Il sindaco Nicola Fratino di Ortona che ricavera' dei soldi personali dal passaggio delle petroliere? Oltre al milione di euro che ha gia' intascato dall'ENI tramite la Buonefra?

E perche' su facebook Enrico di Giuseppantonio risponde a tutti, ma non ai vari appelli rivoltigli in questa direzione? Mi sembra molto piu' importante il petrolio che non il sapore delle olive.

Ancora, perche' di Giuseppantonio non ha detto nulla e non si e' voluto esporre su questo tema la sera di Cupello?

Ci crede davvero la provincia di Chieti alla lotta contro il petrolio?

Soprattutto, ancora non mi e' chiaro cosa la provincia intende fare. Si potrebbe iniziare con l'andare in televisione a dire: la provincia di Chieti si oppone alla realizzazione del pozzo Vega Oil perche' incompatibile con il progetto di fare della costa teatina un centro turistico
di qualita' ed e' per questo che presenteremo la nostra contrarieta' a tutti i ministeri ed agli uffici competenti.

La petroceltic ci guarda - legge il mio blog, figuriamoci se non prestano attenzione alle voci dei governanti locali.

Facile no? Perche' c'e' questa paura? Nella mia opinione chiunque sia favorevole a questa nuova piattaforma, come sempre, o e' ignorante in materia o e' in malafede. Il rimanere passivi non e' accettabile, non si puo' dire che si vuol fare dell'Abruzzo la Catalogna d'Italia e poi lasciarci in balia dei petrolieri.

Intanto, la Petroceltic sa che noi siamo qui a far commedia, ecco cosa leggo dal sito degli investitori:

Speaking of Abruzzo, I say let's double the price of oil and gas to Italy. I stumbled upon another link earlier which says there are about 3,000 in the region against drilling by mog, pci and eni. It also said that drilling had been outlawed a while back.

Basta solo ricordare che in Lombardia la ditta Po Valley ha rinunciato a trivellare perche' TUTTE le autorita' locali si sono espresse contro alle trivelle nel parco del Curone.

Perche' non possiamo aspirare ad un risultato simile per il parco della Costa Teatina?

L'ho gia' detto mille volte, nei mari Californiani non e' piu' stata messa una piattaforma dal 1969. Qui siamo 40 anni indietro. Andiamo avanti cosi'.

Tuesday, August 25, 2009

A Enrico di Giuseppantonio


*** Per vedere la situazione dei pozzi petroliferi in Italia si puo' andare sul sito del Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni. Un altra descrizione sui Rospi petroliferi di Vasto e' data da Allegria di Naufragi ***

Bene, visto che sono passati dieci giorni da quando gli ho scritto, e visto che la situazione petrolifera resta prigioniera del non fare politico, non posso fare altro che pubblicare la lettera che ho scritto al nostro presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio.

Ricordo che il 31 dicembre del 2009 scade la moratoria sulle operazioni petrolifere in Abruzzo, senza che vi sia nessuno strumento che protegga la nostra regione.

Ricordo a tutti che il presidente della provincia di Chieti si e' impegnato ad adoperarsi contro il petrolio nel concreto. L'ha promesso a Lanciano, il 19 luglio del 2009. Finora di concreto non ha fatto nulla, se non appuntare Remo di Martino - paladino del si al centro petrolfiero di Ortona - ad assessore al turismo, senza che nemmeno quest'ultimo fosse stato eletto. Bella roba.

Se c'e' una cosa che non sopporto e' di essere presa in giro. Quando uno da' la propria parola sarebbe bene mantenerla. Appena scritto questo email, il segretario del presidente, Antonello Antonelli, mi rispose dicendomi che diGiuseppantonio mi avrebbe contattato l'indomani.

Bene, questo "indomani" di dieci giorni fa non e' mai venuto. Se pensano che siccome sono fisicamente lontanta me ne sto zitta, si sbagliano di grosso.

Qui altre richieste di convocazione con il presidente di regione, Gianni Chiodi, portata avanti dagli amici del Comitato per la difesa dei beni comuni, nel teramano. Anche li, non ci sentono bene i nostri politici. Che delusione questo Gianni Chiodi.

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Gentile Dr. Di Giuseppantonio,

sono Maria Rita D'Orsogna, e le scrivo da Los Angeles, di nuovo in merito alla questione petrolio.

Come forse lei sapra' la ditta Vega Oil ha deciso di trivellare le coste antistanti Ortona, con una piattaforma a soli sette chilometri dalla costa, in acque profonde solo trenta metri e per circa cinque chilometri sotto la crosta terrestre.

Tutto questo in una democrazia vera non succederebbe. Le ricordo che lungo le coste atlantiche e pacifiche degli USA non si mettono piu' piattaforme in mare a meno di ben 160 km dalla costa e questo dal 1969.

Cosa c'e' da fare nel concreto? C'e' tempo fino al 25 Settembre per presentare osservazioni al Ministero dell'Ambiente per contrastare questa nuova proposta di trivellare l'Abruzzo. Le associazioni di cittadini si stanno gia' mettendo all'opera per farlo.

Nello specifico occorre che:

1) La provincia deve presentare delle proprie osservazioni contrarie al progetto della Vega Oil SpA. Le associazioni di cittadini si stanno gia' muovendo in questo senso ma non possono essere lasciate, ancora una volta, sole.

Serve un segnale FORTE da parte delle isituzioni legate al nostro territorio. Quando un cittadino ha contattato i tecnici del ministero e ha chiesto come mai rilasciassero sempre tutte le autorizzazioni, si e' sentito rispondere che NESSUNO ha mai presentato delle osservazioni contrarie entro i termini previsti dalla legge (60 giorni dalla pubblicazione dell'avviso sui
giornali).

Se necessario, la provincia si faccia carico di pagare un consulente
ESPERTO ed INDIPENDENTE che la aiuti nella redazione delle osservazioni.

2) La provincia supporti attivamente il lavoro svolto dalle associazioni.
In particolare, occorre che la provincia sia COFIRMATARIA delle osservazioni che i cittadini stanno preparando. Bisogna far capire ai tecnici del ministero che c'e' un fronte comune che unisce istituzioni e semplici cittadini nel dire no al petrolio.

Le manderemo le nostre osservazioni appena saranno pronte.

3) La provincia puo' coinvolgere attivamente i comuni del suo territorio chiedendo ai sindaci di aggiungere le singole amministrazioni cittadine alla lista dei firmatari delle osservazioni al ministero.

Le ricordo che e' UN DOVERE proteggere ed informare i cittadini, anche
perche' lei ha promesso che si sarebbe impegnato concretamente a proteggere la costa teatina dagli attacchi del petrolio.

Bene: questo e' il momento di darsi da fare concretamente e di iniziare a produrre dei documenti ufficiali con il marchio della provincia. Vacanze o non vacanze i petrolieri si portano avanti con il proprio lavoro.


Da ultimo, le faccio notare come sia diverso l'atteggiamento delle istituzioni locali verso il problema del petrolio da nord a sud del nostro paese.

IN VENETO: Sono stata invitata ad un convegno a Venezia, a parlare del tema petrolio. Ci saranno il presidente della regione Veneto, Galan, i tre presidenti della provincia di Venezia, Padova e Rovigo e tutti i sindaci del comprensorio, compreso quello di Venezia.

IN LOMBARDIA: Sono stata a parlare ad una platea molto ampia e alla presenza di vari sindaci ed amministratori locali nel mese di Giugno. I Lombardi sono stati tutti uniti e compatti nel dire no, compresi i vari ministri che vivono nella zona. Dopo solo un mese dalla mia visita,
l'attivismo dei lombardi ha costretto la ditta proponitrice delle estrazioni petrolifere
a domandare il ritiro delle autorizzazioni.

In Abruzzo invece, salvo pochissime eccezioni, siamo governati da una classe politica poco lungimirante e ferma agli anni del dopoguerra italiano, al miraggio della ricchezza portata dal petrolio.

Grazie,

Maria Rita D'Orsogna

Tuesday, August 11, 2009

Osterie in mezzo al mar



Apro il Corriere di oggi (ma ormai il Corriere e' diventato illeggibile - secondo me, nasconde tutte le notizie scomode), perche' volevo parlare dell'enorme bolla di petrolio che ha invaso l'isola d'Elba. Scopro invece che c'e' un articolo sulla costa dei trabocchi e sul fatto che quelle baracche in mezzo al mare non sono altro che dei ristoranti eccellenti di pesce nel mare, tanto decantati da Gabriele D'Annunzio.

L'articolo sulla costa dei trabocchi e' sotto Speciale Viaggi, accanto a Laos e Grecia.

In generale una pubblicita' cosi' e' un ottima idea per attirare turisti, per far conoscere la nostra costa e per farla amare un po di piu' anche a noi che la viviamo tutti i giorni. Ma non e' tutto oro quello che luccica e voglio fare tre considerazioni, dal piccolo al grande.

1) Anche quest'anno mi sono portata la busta di plastica in ogni spiaggia in cui andavo per raccogliere l'immondizia (ma non sono stata tante volte al mare, causa petrolio!) ed ogni volta la mia busta di plastica si riempiva di robaccia che non dovrebbe essere gettata in spiaggia - cicche di sigaretta dappertutto. Bisogna sforzarsi di non lasciare queste traccie dietro di noi, e cambiare i nostri gesti quotidiani: alla fine quel mare e' nostro. Non e' impossibile, basta solo farci caso e dare l'esempio a chi ci sta vicino, che buttare le cicche o qualsiasi altro rifiuto in terra, nella sabbia e' incivile.

Un giorno a San Vito ho pure bisticciato con due diciottenni che hanno mangiato la pizza e che hanno lasciato la carta nella sabbia, come se nulla fosse. Non ho potuto star zitta e gli ho detto male. Cosa gli facciamo vedere ai turisti? La spiaggia sporca?

2) Un altro pensiero e' che in tutto questo articolo del Corriere, NON SI PARLA MAI di villette, piazzette cementificate (vero comune di San Vito?), di condomini a picco sul mare. L'articolo parla di uliveti, di vegetazione fitta, di passerelle, di alberi d'olivo, di boschetti. LA GENTE VIENE PER QUESTO non per i condomini. Presidente di Giuseppantonio, qui occorre al piu presto fare un piano VERO per qusta costa teatina, e per evitarne la cementificazione nascente, come un qualsiasi viaggetto a San Vito mostra.

3) Infine, il pensiero petrolio. E' fin troppo evidente che se ci aggiungiamo le trivelle a quell'equazione quasi bucolica, di ricci, di azzurro del mare, tutti gli equilibri cambiano. Non e' giusto.

Scriviamo a quei giornalisti del Corriere e diciamo loro del pericolo che incombe. Diciamogli che fra un po' assieme a tutte quelle meraviglie della nostra costa, della nostra storia, della nostra poesia, ci saranno piattaforme marine ad allietare le serate in riva al mare.

Se avete del tempo, lasciate dei commenti sul sito del Corriere qui. Io l'ho gia' fatto, il mio commento e' in attesa di moderazione.

Per la storia del catrame nell'isola d'Elba, che i TURISTI hanno dovuto fermare, i link sono qui. Tutto questo e' successo per colpa di una petroliera che ha lavato in mare la sua cisterna di petrolio, pratica ILLEGALE ma che continuano a fare dappertutto. E se lo fanno all'Isola d'Elba, state tranquili che lo faranno anche in Abruzzo, trabocchi o non trabocchi.

Evidentemente Gianni Chiodi e Daniela Stati o non leggono i giornali oppure
non riescono a fare il salto logico della connessione fra infrastrutture petrolifiere e danni a tutto il resto che c'e' di sano.

Enrico Di Giuseppantonio, il tuo tempo di prova sta per scadere. Come l'Abruzzo intero aspetta Gianni Chiodi, cosi' la costa dei trabocchi attende l'iniziativa del presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio.

Il silenzio e le mezze promesse sono inaccettabili. Ci vogliono i fatti.

Saturday, July 25, 2009

Video di Cupello - Chiodi e Gaspari


Ecco qui i video della serata di Cupello. Ringrazio gli amici del Comitato Abruzzese del Paesaggio per averli messi a disposizione. Un altro commento su questo incontro viene da proposte per Chieti.

La parte clou e' il quarto video.



Il tizio che parla con la camicia marrone e i pantaloni beige e' un perito industriale che lavora per l'ENI, secondo quanto detto da lui stesso a San Salvo.
L'ingegner Matteo Paradiso e' stato presentato come ingegner Tiberio in sala. Non si capisce bene chi sia la persona che parla.



Il tizio con la cravatta viola e la testa rasata e' l'aiutante di Chiodi, Silvio Bellano.