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Thursday, September 1, 2011

Il Sindaco Remo Bello contro il Parco della Costa Teatina


Qui dove il sindaco diceva che se fanno il parco, lui fa denuncia al parlamento italiano per abuso di potere. Senza parole! Di nuovo, sento odore di villette....

Qui lo sentiamo dalla sua boccuccia di rosa.

Comunque vada, sindaco Remo Bello, lei non merita di fare il sindaco di nessuna cittadina del parco della Costa Teatina. Ecco qui:



Grazie a Lorenzo Luciano per avere diffuso informazione in questi mesi.

Wednesday, August 31, 2011

Casalbordino: ma ci fanno o ci sono?


Il sindaco di Casalbordino Remo Bello, 2011


Ecco cosa delibera il comune di Casalbordino, sotto il sindaco Remo Bello, in merito al Parco Nazionale della Costa Teatina.

Senza parole:

"di confermare il parere non favorevole alla proposta di perimetrazione così come formulata dalla Giunta Regionale Direzione Parchi Territorio Ambiente Energia e dal Ministero dell’Ambiente;

di non poter legittimamente deliberare su una proposta alternativa di perimetrazione e zonazione che può essere formulata soltanto da organo tecnico chiaramente supportato da quello studio tecnico-sientifico che dovrebbe legalmente essere posto alla base dell’art. 8, comma 3, della legge 23 marzo 2001, n. 93 che avvia il procedimento per l’istituzione del Parco della Costa Teatina e che a tutt’oggi non se ne conosce l’esistenza

che in caso di autoritaria istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina senza che, il Ministero dell’Ambiente, abbia partecipato a questo Comune, lo studio tecnico-scentifico legalmente posto alla base dell’art. 8, comma 3, della legge 23 marzo 2001, n. 93 e quindi senza “sentire” il Comune, dopo averlo doverosamente messo nelle condizioni di poter correttamente e legittimamente deliberare su una giusta perimetrazione e zonazione, si dà mandato a ricorrere per l’eccezione di incostituzionalità della norma per presunto abuso della sua funzione da parte del Parlamento, con l’attribuzione ad aree evidentemente prive legalmente, perché non supportate di valutazione tecnico-scientifico, di valore ambientale e naturalistico di importanza nazionale della qualificazione di parco nazionale, nonché di presunto illegittimo procedimento successivo istitutivo."

Oddio, ma sogno o son desta?

Questi non vogliono quello che propone il ministero, non sanno fare proposte alternative e se il ministero "osa" perimetrarlo "autoritariamente" allora ... il comune di Casalbordino fara' causa al Parlamento Italiano per presunto abuso!!!

E quindi, COSTRUTTIVAMENTE cosa vogliono fare? Soprattutto, dopo dieci anni in cui hanno tergiverasto inutilmente?

Non so se ridere o piangere - si tratta di un parco, non di una prigione!

Ma che gioco e' dire: io non ne so niente e non posso dire niente? Ma se in dieci anni il vostro comune non e' riuscito a decidere che perimetro voleva, a chi chiedere, a chi parlare, con chi confrontarsi, se in dieci anni siete rimasti passivi e senza iniziative, allora vuol dire che non avete la stoffa per fare i sindaci o il consiglieri di una citta' del ventunesimo secolo!

Ucci ucci, sento odore di villette, ecomostri e di speculazione edilizia!


Sindaco Bello, nella mia modesta opinione questa delibera e' vergognosa.
Ad avercela contro i petrolieri tanta animosita'.

Il link con la delibera e' qui.

Saturday, November 20, 2010

Pompei, Padania, Pensieri

Ci risiamo con le emergenze. Questa volta tocca a Vicenza e a Pompei. Emergenze diverse, ma legate dallo stesso filo conduttore, la mancanza piu' totale di programmazione, di precauzione, del pensarci prima.

Succede li oggi.

Succedeva l'anno scorso a Messina con le frane che portano via un intero paese costruito senza lasciare fiato ai fiumi che fanno semplicemente quello che madre natura detta loro.

Succedeva qualche settimana fa a Terzigno, dove la gente di Napoli non sa piu' dove mettere la monnezza e cosi si costruiscono discariche improvvisate con una brodaglia di liquami tossici che portano ai limoni-mostri. E se questo e' il fato dei limoni, chissa' che ne e' dei feti e dei polmoni della gente.

Succedeva qualche mese fa a Capri dove non sapendo come fare con i depuratori insufficenti il sindaco decise allegramente di riversare la monnezza in mare.

Succedeva a Sarroch, dove quando piove troppo riversano i contenitori a cielo aperto di monnezza petrolifera direttamente a mare.

Succedeva all'Aquila dove hanno costruito case di pastafrolla.

Sono sicura che ovunque uno si giri in Italia puo' trovare esempi della stessa cosa, la natura che si vendica, le morti bianche perche' la sicurezza e' un optional, monumenti lasicati marcire perche' se sono sopravvissuti per 2000 anni, sopravviveranno pure la settimana prossima.

Passa oggi che viene domani e in qualche modo ci arrangeremo. Solo che qualche volta la fortuna finisce.

In modi diversi, tutte queste tragedie italiche potevano essere evitate se solo ci si pensava prima.

E' questo quello che mi ha spinto all'impegno petrolifero, al volere il parco della costa teatina: la prevenzione. Ci si deve pensare prima, non dopo ai guai. Dopo puoi solo consolare le lacrime di chi perde casa, salute o opere d'arte.

Parlavo l'altro ieri con una mia amica che ha comprato un appartamento qui a LA. Nelle tariffe condominali qui sono incluse anche le riparazioni che avverranno fra 30 anni. Cioe': si sa che fra 30 anni occorrera' rifare il tetto, e cosi qualcuno fa il conto di come diluire i pagamenti sull'arco di 30 anni, inclusi gli interessi in banca, di modo che quando arrivera' il momento di rifare quel tetto (fra 30 anni) i conti saranno apposto, crisi o non crisi e non ci sara' alcuna tassa aggiuntiva.

La programmazione, questa sconosciuta.

Ma di chi e' la colpa? Certo di tutti quelli che stanno al potere e che si arriscono senza pensare al bene del paese. Ma un po e' anche colpa nostra.

Quanti lavoratori in proprio pagano le tasse - tutte? Quante persone chiedono sempre lo scontrino fiscale, dal bar sotto casa fino al dentista o al notaio? Quante volte rispondiamo, si con l'IVA? Quante persone seguono gli iter per le opere comuni nei propri paesi e protestano se vedono cose sbagliate? O semplicemente fanno finta di niente pensando che "tanto e' sempre stato cosi e sempre cosi sara'?"

Forse e' ingenuo pensare che un gesto stupido come farsi fare lo scontrino o protestare cambi qualche cosa, ma e' un punto di partenza. Non si puo' pretendere che tutto funzioni nella collettivita' se continuiamo a pensare al nostro portafoglio, al nostro pranzo domenicale, alla partitella di calcio mentre tutto va in rovina e aspettando che qualcun altro ci salvera'.

Quel qualcuno sei tu.

Ti devi impegnare tu. Ci devi pensare tu al bene comune. Le tasse le devi pagare, e poi devi essere vigile e protestare che quei soldi vengano spesi bene e per cose utili.

Chi controlla cosa sta succedendo oggi a Messina? Chi controlla che ne e' di tutti quei soldi che arrivano dall'UE? Chi controlla che all'Aquila non ci stiano di mezzo mafia e camorra? Chi controlla che il fiume Lambro sia ripulito come si deve?

Oggi sono Pompei, Vicenza, Terzigno. Iera erano Messina e l'Aquila.

Domani e' casa tua.

Friday, December 25, 2009

Via Ombrina dal nostro mare


** Appena arrivata in Italia - buon Natale a tutti, e per un 2010 senza trivelle **

Mentre il presidente della regione Gianni Chiodi e la giunta regionale discutevano di un una legge che non tutela minimamente il nostro mare, continua l’avanzata dei petrolieri. E se fino ad ora abbiamo visto piattaforme esplorative, adesso arriveranno le piattaforme permanenti proprio a ridosso della nostra costa.

Il 3 Dicembre 2009 la compagnia inglese MOG (Mediterranean Oil & Gas) ha sottomesso al Ministero dell’Ambiente la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per poter installare una piattaforma petrolifera a 2km dalla costa tra San Vito e Ortona. Il progetto in questione è quello denominato Ombrina mare2.

L’esperienza insegna che questo tipo di piattaforme rimane per un minimo di 20-30 anni, e secondo quanto dichiarato agli organi di stampa internazionali, saranno scavati altri 4 pozzi, oltre a quello già esistente, per estrarre petrolio e gas.

Questo è solo l’ultimo atto di una serie di richiesta di concessioni per il nostro mare. A Settembre infatti, nell’indifferenza generale, la canadese Vega Oil e la irlandese Petroceltic hanno avanzato una richiesta per trivellare a 7km dal porto di Ortona con il progetto Elsa2. Ad Ottobre la stessa Petroceltic ha avanzato richiesta per trivellare in altri 2 permessi a 5km dalla costa, a largo di Casalbordino e Vasto.

L’Abruzzo ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. Il turismo, la pesca e l’agricoltura, oltre che la salute delle persone, saranno definitivamente compromessi in cambio di royalties NULLE per la regione e bassissime per lo stato italiano, mentre i veri profitti di queste operazioni saranno riversati nelle casse delle multinazionali del petrolio. Di fatto, stiamo regalando il nostro petrolio.

Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di 60 associazioni e cittadini che si battono contro la petrolizzazione della regione e il degrado ambientale, continua a fare il suo lavoro di ricerca delle informazioni e di contrasto ai piani di colonizzazione dei petrolieri stranieri. Associazioni, cittadini e professionisti hanno gia’ inviato al Ministero dell’Ambiente quasi 30 osservazioni e pareri contrari per il progetto Elsa2, mentre per le concessioni di fronte a Vasto e Casalbordino siamo gia’ a quota 20.

Ma non possono essere sempre i cittadini a rincorrere i petrolieri, occorrono dei provvedimenti definitivi che solo la classe politica puo’ chiedere e ottenere. La classe dirigente della nostra regione, che ricordiamo e’ ben pagata da soldi pubblici, deve cambiare passo e darsi da fare seriamente prima che il nostro mare diventi una distesa di piattaforme, prima che siano vanificati tutti gli sforzi per la valorizzazione della costa teatina e regionale.



Friday, December 4, 2009

Il Gattopardo


Ci risiamo.

La Petroceltic ha presentato la proposta di trivellare i mari di Vasto e di Casalbordino, a soli 5 chilometri dalla costa. Come per Elsa2, stessa esatta cosa.

Noi cittadini, inclusa la sottoscritta, abbiamo presentato le nostre osservazioni, lettere di protesta, e documenti al ministero. Giosue', Lorenzo, Fabrizia, hanno trovato carte, documenti e chiesto al ministero lumi sui tempi ed i modi. E poi tutti noi abbiamo lavorato sul materiale che loro hanno reperito e rielaborato, a tempo di record.

Ovviamente siccome siamo in Italia, non si sa mai bene quando ci siano le scadenze, e cosi cerchiamo di fare tutto al meglio di quello che si puo', districandoci ed arrangiandoci con quello che abbiamo e sappiamo.

In questo paese e' tutto fatto un po' a vanvera. Andava bene negli anni '50, ma non nel mondo globale del 2010. Ma questo e' un altro discorso.

Intanto la Provincia di Chieti dov'e'??

Come per Elsa2 non si muovono, ed aspettano che monti la pressione mediatica. Non sanno, non chiedono, non indagano. Non va bene, e' svilente, sono un carro che arriva sempre per ultimo. Ma perche' siamo condannati ad essere guidati da persone che vanno al traino??

Nessuno di noi e' pagato per fare questi lavori, eppure ne sappiamo molto piu' di loro, non solo tecnicamente, ma anche per quanto riguarda tempi e modalita'.

Eugenio Caporella e' l'assessore all'ambiente della provincia di Chieti. L'avete mai sentito parlare di petrolio, pozzi e raffinerie? Gia', l'avevo lasciato in Luglio, quando mi aveva detto che lui si sarebbe "letto tutte le carte" prima di pronuniciarsi.

Stara' ancora leggendo?

Remo di Martino, prurtroppo per noi e' l'assessore al turismo, non eletto, ma messo li lo stesso. L'avete mai sentito parlare di cosa significa un pozzo di petrolio davanti a Vasto per il turismo della zona? Lo sa che li vogliono mettere un pozzo?

Mah.

Anche per la proposta legge pasticcio della giunta Chiodi, la provincia di Chieti
non ha detto una parola. Avete sentito Enrico di Giuseppantonio dire qualsiasi cosa?

No tace.

Magari sara' colpa del giornalismo abruzzese a cui non e' nemmeno venuto in mente di chiedere alla provincia direttamente interessata cosa ne pensasse della legge-inganno di Chiodi. Magari sara' perche' e' evidente dallo scarso spessore scientifico e tecnico della stragrande maggiornanza dei membri della provincia che non ne capiscono un acca.

Resta il fatto che loro non hanno sentito il dovere di dire nulla. Zitti per non urtare nessuno. Meglio che questa faccenda scompaia. Se la legge vada bene o non vada bene, non importa, basta solo che non se ne parli piu'!

Come dico sempre, a comandare ci vuole la gente intelligente, a cui interessino i fatti e non i contorni barocchi del comandare. Gente che poi faccia le cose in maniera coerente e non solo perche' la gente gli rompe le scatole.

Stanno zitti e lavorano solo se imbeccati con il cucchiaino. Sara' che sono abituata alla politica di qui, che non e' sempre perfetta, ma in cui almeno chi comanda, anche localmente, si informa e si da da fare.

Che posso fare? Dopo avergli scritto varie volte, senza avere riceuto risposte da parte
di Enrico di Giuseppantonio, posso solo dire che non va bene cosi. O uno ci crede davvero alla "Catalogna d'Italia" oppure meglio ammettere che era pura propaganda elettorale.

Monday, November 30, 2009

Con cautela




Mi sono svegliata al suono del telefono, dove dall'Italia mi si diceva che la giunta Chiodi ha approvato una sorta di prolungamento della moratoria su "quasi" tutto il territorio regionale.

Non mi sono ben chiari i dettagli e mi ci vorra' del tempo per capire, per avere una idea mia. Naturalmente e' una cosa bella se vista cosi', a scatola chiusa che ci ripaga di mesi e anni di attivismo e di lavoro collettivo.

Ma e' quel "quasi" che mi spaventa. Se salviamo un parco, un sito di interesse comunitario, ma poi mettiamo le trivelle a 100 metri, che differenza fa? In piu' il mare non viene contemplato, ed io voglio salvare anche le nostre acque dal petrolio.

Non abbassiamo la guardia nemmeno di un centimetro, ma anzi indaghiamo per filo e per segno cosa e' stato approvato. Continuiamo a promuovere incontri, a sensibilizzare, a scrivere lettere al ministero, a raccogliere le firme.

Occorrera' essere molto vigili, essere sicuri che non ci siano scappatoie e che tutto sia fatto per calmare la popolazione, mentre dietro le quinte petrolieri e politici tramano sul come meglio raggirarci. Purtroppo siamo arrivati a questo in Italia ed io personalmente ho davvero poca fiducia in questa giunta regionale. Ma e' bene che sappiano che siamo piu' intelligenti di qualsiasi furbizia.

Gia' a Gennaio Mauro Febbo aveva cercato di far passare la legge dell'aumento delle royalties come scusa per tranquillizzarci e per dire che questo gesto era un segno della volonta' politica di dire no all'Abruzzo petrolifero. Era una balla colossale, tant'e' che la legge e' stata poi ritirata.

Il fatto, che come sempre, questa nuova legge avvenga nell'ombra, con la regione che decide senza discussioni con i cittadini, con i sindaci, con le persone competenti, mi turba molto. Perche' non hanno chiesto il nostro parere? Che ne sanno davvero Gianni Chiodi, Mauro Febbo o Daniela Stati della questione petrolio se non che la gente e' compatta contro?

Ecco, mi sarebbe molto piaciuto che questa legge, qualsiasi cosa essa contenga, fosse stata fatta con e per la gente. Cosi' mi sa tanto di un gesto scaturito da una classe politica spaventata dalla gente, dalla pressione fatta dalla chiesa, dalla confcommercio, dalle cantine, dalla stampa nazionale ed internazionale, dalle nostre telecamere, dalle nostre domande. Mi sarebbe piaciuto sentire un po' d'amore per l'Abruzzo e per la sua gente.


Infine, ci tengo molto a precisare che sebbene Nuovo Senso Civico e Antonello Tiracchia continuino a mandare comunicati a destra e a manca sul loro ruolo di protagonisti in questa faccenda, la gran parte del lavoro e' stata fatta da persone che sono rimaste a lavorare pazientemente senza cercare i clamori della gloria, senza usare materiale altrui, senza chiedere denaro per i loro prodotti e le loro presentazioni, e soprattutto cercando di rendere tutti partecipi, invece che andare in TV a gettare fango sugli altri. Convincere tutte quelle associazioni di cui sopra non e' stato un gioco da niente, come non lo e' stato indagare pazientemente su tutte le cose che ho riporato in questo blog da due anni a questa parte. Sono convinta della buona fede della stragrande maggioranza degli aderenti a Nuovo Senso Civico, perche' tante cose non le sanno, ma i modi di fare del suo "presidente" e il suo "vicepresidente" mi lasciano spesso perplessa.

E' facile avere il tempo per glorificarsi quando le informazioni te le passano gli altri.

Io il tempo di scrivere i comunicati autoreferenziali non ce l'ho e mi ferisce questo tipo di comportamento, perche' non e' limpido, non e' pulito, non e' onesto verso di nessuno di noi.

Questo fine settimana sono stata per quasi tutto il tempo a scrivere le osservazioni sul nuovo pozzo in mare a Casalbordino, prima ancora per Elsa2, per il vescovo, per la Basilicata, per Genova, per la stampa britannica, per i ragazzi di Facebook e mille altre cose di cui non parlo sul blog. Come me altre persone si sono date da fare per studiarsi carte e documenti nel corso dei mesi. Queste cose non si vedono, ma portano via tempo ed energie.

E' dura cambiare l'Italia finche' c'e' gente cosi.

PS: Se qualcuno vuole scrivere lettere o osservazioni su questo nuovo pozzo a Vasto/Casalbordino mi puo' scrivere o su facebook o sulla mia posta personale. Ci vuole solo un po di tempo e buona volonta'. Il Ministero deve sapere che tutto l'Abruzzo e' contrario.

Thursday, September 17, 2009

La democrazia, un passo alla volta


















Erano un po' di giorni che non scrivevo su questo blog - da domenica fino a ieri piu o meno sono stata presa con la stesura delle osservazioni su Elsa2, il pozzo petrolifero che la Vega Oil, di proprieta' della Cygam Energy (Canada) vuole mettere davanti ad Ortona, assieme alla Petroceltic (Irlanda), a 6.5 km dalla spiaggia.

Che dire. Ci sono stati dei momenti comici in tutto questo, quando alle 2 di notte ho chiamato un mio amico pescatore per farmi dirmi *tutti* i nomi dei pesci nel nostro adriatico, e le tecniche di pesca (con vermi o senza vermi?) - mi viene da ridere ancora adesso - o quando ho spiegato a papa' come si fa a fare tilde su una tastiera italiana, o quando io e mio fratello, di notte, ci siamo persi fra windows/unix/mac/office97/scarica qua, carica di la, e chi piu' ne ha piu' ne metta, io qui e lui a Boston. A un certo punto per reperire alcune informazioni su Ortona mi sono imbattuta nel sito di Remo Di Martino!

Ad ogni modo e' fatta. Ovviamente non c'e' nulla di sensato nel voler mettere le piattaforme di petrolio nel mare Adriatico, cosi vicino alla costa, e lo sappiamo tutti perche'.

Quello che voglio pero' commentare e' una cosa che mi e' parsa molto bella, e cioe' che tante persone hanno deciso di fare la loro parte, e di mettersi li - chi e' andato dal ministero, chi ha messo su i documenti della Vega Oil, chi ha letto le carte, e alla fine chi ha prodotto qualcosa.

Nessuno di noi, me compresa, non lo sa come si scrivono le osservazioni. Tutti, io credo ci siamo messi la e abbiamo fatto del nostro meglio. Abbiamo imparato qualcosa di nuovo, e nel giro di una settimana abbiamo preso Miss Elsa 2 di petto e abbiamo trovato mille motivi per dirle di no.

Ci sono state lettere mandate - o in via di invio - al ministero da parte di associazioni del turismo, di ingegneri, di operatori di bed and breakfast, del WWF, di insegnanti di musica, di studenti di architettura, di economisti, del comune di Miglianico. Non abbiamo aspettato Chiodi, Enrico di Giuseppantonio, la Stati, Di Pietro, Berlusconi o Godot. Ci siamo messi sotto e l'abbiamo fatto perche' era importante farlo.

E' bello, e adesso sono stanca ma contenta. Spero che in tutti noi ci sia l'orgoglio di avere fatto una cosa buona, e che oggi siamo stati cittadini consapevoli, partecipi e che abbiamo rifiutato di essere trattati come un puntino sulla mappa. Siamo stati noi per oggi attori della nostra vita di italiani.

Io non so come andra' a finire, ma so che questa e' l'unica strada per salvare noi stessi e la nostra nazione. Nessun altro lo fara'. E' come quando uno va a nuotare dove non ci tocca e non l'hai mai fatto prima, non lo sai come si fa e se ci azzeccherai, ma lo fai lo stesso perche' non hai altra scelta (Ora gia sento i miei amici/familiari sganasciarsi dalle risate)

Grazie a tutti allora. Appena riordino tutte le mie cose, e dopo che avro' dormito un pochino tranquilla, ringraziero' tutti quelli che hanno partecipato per bene e mettero' il link delle osservazioni mie e di tutti gli altri.

Per chi volesse ancora farlo, ci sono ancora un po di giorni utili. Basta scrivere una raccomandata con ricevuta di ritorno qui:

Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Attenzione: Progetto Elsa2 (Vega Oil SpA)
Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale
Via Cristoforo Colombo 44
00147 Roma

Grazie