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Sunday, November 11, 2012

Quadro non esatto e fuorviante





Da google "proprietary, drilling, fluid"
Proprietary significa coperto da segreto industriale.
Nessuna casa produttrice di fluidi perforanti 
rilascia le proprie ricette magiche con buona pace di Giuseppe Citterio. 


Se c'e' una cosa che non sopporto e' l'arroganza di chi pensa che siccome ha dietro una targhetta ENI o Assomineraria o Saras, e magari qualche sonoro titolo dirigenziale, allora puo' pensare di zittire tutti, decidere per tutti, schernire le legittime domande e richieste di residenti e cittadini, e appellarsi ad un saccente "ghe penso mi".

Nella fattispecie parliamo del "Responsabile Progetto Gas" della Saras, tale Giuseppe Citterio che vuole trivellare fra i campi di Arborea, in Sardegna. Con il progetto Eleonora, la Saras vuole piazzare il suo bel pozzo di gas vicino ad una riserva naturale lagunare dove vivono fenicotteri, vicino a case, campi e persone, vicino ad allevamenti di mucche e industrie casearie.

Il Citterio se la prende con un cittadino di Arborea, Davide Rullo, che giustamente si domanda cosa succedera' al suo paese se il folle progetto della Saras dovesse andare avanti e che democraticamente si e' informato ed ha deciso di essere contro questo ennesimo tentativo di bucare l'Italia, mandando una lettera all'Espresso.

Citterio, dipendente Saras, dice che la lettera di Rullo, cittadino, presenta un "quadro non esatto e fuorviante"  e che adesso arrivera' lui, novello Superman, a restituire"verità e oggettività" a questo progetto.

Ah. Allora siamo apposto! L'uomo della Saras con la verita' in tasca che gli altri non conoscono!

Della serie: chiediamo all'oste se il vino e buono!

Ma cosa vuoi che dica l'oste Citterio? E' pagato dalla Saras, dai Moratti, ed e' evidente che e' in pieno conflitto di interessi e che non potra' fare altro che cercare di giustificare l'ingiustificabile, vendendo aceto, se questo porta soldi.

Infatti inizia il Citterio con il ricordare a tutti che hanno inziatoil loro progetto nel 2006 e che da allora hanno avuto ben "30 nulla osta" e altri  permessi ottenuti dalla regione Sardegna. Dice poi che nel 2011 hanno cercato di fare approvare la trivellazione di un pozzo preliminare a 3000 metri nel sottosuolo di Arborea.

Beh, gia' qui mi chiedo: dal 2006?

E perche' la gente l'ha saputo solo nel 2011? Non ci sarebbe stato l'obbligo morale di dirlo anche a chi vive li che volevate trivellarli?

Non sarebbe stato opportuno CHIEDERE ai residenti se il tutto gli stava bene BENE prima che tutto incominciasse?

Perche' gli investitori di Milano sapevano tutto dal 2006 e la gente normale di Sardegna no?

E' dovere morale e di rispetto chiedere alla gente se vogliono che i loro paesi diventino zona di idrocarburi o no, visto lo schifo che la Saras ha gia' causato a Sarroch, e visto che, diciamo, l'industria petrolifera non e' certo fra le piu' sane.

Ci vuole il rispetto delle popolazioni, del loro diritto a decidere per se, e non questa saccenza di uno che viene non si sa da chissa dove a mettere i puntini sulle i.

E allo stesso modo, caro Citterio, sarebbe morale accettare che ad Arborea la maggior parte delle persone non ce la vogliono, non vogliono ne lei, ne i Moratti, ne il suo pozzo ne le sue vuote promesse. E accettare che la gente voglia dire la sua, e che qui lei e' lo straniero che lei deve rispettare chi ad Arborea ci vive e non pensare di volere venire qui a sfogliare la sua sapienza.

Perche' non ha ricordato a chi legge che quel pasticcio di progetto che avete presentato faceva piangere e che tutti gli impatti - sull'agricoltura, sull'immagine, sul paesaggio, sulla salute delle persone - erano tutti sottostimati,  trivializzati e considerati insignificanti?

Pensavate di farla franca, eh? Vi sarebbe piaciuto che la gente dormisse e che tutto fosse restato semi segreto cosi potevate fare quello che vi pare.

E invece no, magari l'oste dei Moratti dira' che il vino e' buono, ma non ha fatto i conti con tutti quegli altri osti che invece ad Arborea ci vivono.

Poi continua il Citterio dicendo che il pozzo esplorativo verra' eseguito in

un’area esterna, anche se vicina, alle zone di pregio ambientale in prossimità dello Stagno di S’Ena Arrubia. In considerazione del valore ambientale dell’area, l’intervento verrà realizzato con la massima attenzione per gli abitanti, l’ambiente e il territorio e con impianti di nuovissima generazione.

"Esterna ma vicina".

Beh, allora vuol dire che anche lui lo sa che vuole trivellare l'intrivellabile e che deve trovare un qualche modo di arrampicarsi sugli specchi.

Ma parlare di attenzione per gli abitanti, il territorio e di "impianti di nuova generazione" e' solo fumo, sono solo chiacchere, perche' lo sa lui meglio di me che tutto questo e' impossibile e che non e' successo mai da nessuna parte del mondo che le trivelle siano coesistite con agricoltura di qualita' e con una vita sana.

Cosa, l'aria si ferma al confine "esterno ma vicino" alla riserva perche' l'ha detto la Saras? 
Suvvia Citterio.

Ma ... e poi mi chiedo:

E.... a Sarroch, dove era questa massima attenzione per gli abitanti?
E.... a Sarroch, dove sono questi impianti di nuova generazione?
E.... a Sarroch, dove e' questa considerazione per l'ambiente?

Non mi risultano tutte queste premure a Sarroch, no? 

E allora o sono due pesi e due misure, per le quali dovreste vergognarvi, oppure sono tutte balle di una ditta - la Saras - che vuole cercare ad ogni modo di fare il lavaggio del cervello alle persone che tutto si puo' fare assieme. 

E questo, caro Citterio, non si puo'.

Non si puo' fare allevamenti, formaggi e ortaggi e dietro pozzi e magari raffinerie ed oleodotti e cisterne e camion che vanno e che vengono su strade di campagna.

Fa bene Rullo a lamentarsi, lo farei anche io, e sa una cosa?
Lo farebbe anche lei se volessero venire a mettere una trivella nei suoi campi e nel suo paese.

E' sempre comodo e facile fare i maestri da Milano.

Citterio insiste che si tratta della trivellazione di un pozzo solo che durera' al massimo sei mesi, e che addirituttura il pozzo potrebbe essere sterile, nel qual caso tutto verra' chiuso, pero' in caso di successo:

il progetto di estrazione del gas naturale prevede la distribuzione del metano alla rete di metanizzazione in corso di realizzazione nell’isola. Il metano di Arborea, infatti, non sarà esportato ma rimarrà interamente a disposizione della Sardegna.

Ma cosa il metano verra' direttamente messo in un metanodotto che non esiste? E nel frattempo? E non sa Citterio che ci vuole lavorazione, trattamento, stoccaggio? Non puoi mica mandare il metano direttamente nel metanodotto! E dove le facciamo tutte queste altre opere? E chi ci garantische che non ne verranno altri di pozzi?

Quello che manca alle affermazioni di Citterio  e' una analisi di LUNGO TERMINE. Cosa ne sara' di Arborea e dei suoi allevamenti e della sue gente fra 20 anni se andiamo avanti cosi?

Come sempre, basta andare a Sarroch, o a Viggiano per capirlo. I petrolieri arrivano e distruggono tutto quello che c'e' sul territorio.

Non sfugge a nessuno l’importanza che una eventuale scoperta di gas naturale potrà avere per lo sviluppo del territorio e per la possibilità di aprire nuovi scenari per l’intera Isola.

Certo, soprattutto non sfugge alla Saras e al suo portafoglio!

Così come è altrettanto evidente che la mancanza di gas naturale in Sardegna, unica regione in Italia a non avere il metano, continui a determinare condizioni di svantaggio sociale, economico ed ambientale, sia per le attività industriali ed agricole che per le famiglie.

E come poteva mancare l'occhiolino al famoso "territorio sano/disoccupazione" cosi' caro ai modelli di sviluppo anni '60?  Certo, e' sicuramente il pozzo di Arborea che risanera' i problemi sardi!
Ma cosa dice, Citterio! 

La situazione di crisi che le aree industriali della Sardegna stanno attualmente vivendo è anche legata ai costi energetici: l’energia in Sardegna ha un costo troppo alto e non ci sono fonti alternative. 


Non c’è il metano e stentano a partire i progetti di metanizzazione (Galsi). Il progetto Eleonora puo’ rappresentare, certo, solo una parziale soluzione del problema, ma domandiamoci tuttavia quali vantaggi potrebbe determinare la presenza di gas naturale nell’Oristanese e quali scenari potrebbe aprire per l’intera isola: riduzione dei costi energetici e contributo al mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali; diminuzione delle spese per le famiglie; meno inquinamento (il metano è più pulito rispetto ai combustibili oggi utilizzati in Sardegna); impulso alle attività industriali del territorio e maggiore attrattività per gli investimenti sull’Isola.

Ma e' un pozzo di gas, o la lampada di Aladino?

Un pozzo che ridurra' i costi energetici, innalzera' i livelli produttivi e occupazionali, portera' alle distribuzione delle spese e meno inquinamento!

Ma che film e'?

Citterio, ma non si rende conto che le cose che dice sono ridicole! E' un pozzo che poterebbe anche essere sterile, e lei e' gia' partito in quarta?

In Italia consumiamo circa 95 miliardi di metri cubi di gas.

Le riserve di Arborea sono fra 1 e 3 miliardi di metri cubi di gas - se fosse vero quello che dice la Saras. 

La Sardegna ha il 2.8% della popolazione italiana.

Ora, una cifra stimata e' che i sardi utilizzeranno  il 2.8% del metano totale che si consuma in Italia, arrotondiamo al 3% di 100 miliardi di barili l'anno = 3 miliardi di barili. 

Per cui, se fosse vero quello che dice la Saras, cioe' che al massimo ci sono 3 miliardi di metri cubi di metano, questo metano servira' ai sardi al massimo massimo per un anno - spalmato in 20, 30 anni di attivita', in una regione dove il metanodotto non esiste e da una localita' dove non ci sono strutture per lavorarlo, stoccarlo, trattarlo questo metano.

E a proposito di energia, vogliamo ricordare la storia delle "fonti assimiliate"? Vigliamo ricordare che la Saras spremendo monnezza petrolifera - gli scarti delle raffinerie sarde - riceve i fondi del Cip6, per l'energia rinnovabile?

Potrei sbagliarmi, ma io vedo solo una enorme opera di speculazione.

Citterio: faccia cosi.

Vada fuori, apra gli occhi, li spalanchi forte forte e guardi su. Vedra' una enorme palla gialla splendere, gratis, 365 giorni l'anno.

E' quello il nostro futuro, basta solo volerlo.

Wednesday, July 18, 2012

La Saras contro Arborea



Gentili membri della giunta regionale di Oristano,

Dr. Emanuele Cera,
Dr. Gianfranco Attene,
Dr. Serafino Corrias,
Dr. Alfonso Marras,
Dr. Alessandro Murana,
Dr. Gianni Pia

mi chiamo Maria Rita D'Orsogna sono un fisico e insegno a Los Angeles. E' probabile che non abbiate mai sentito parlare di me, ma sebbene viva lontano dall'Italia e la mia vita sia oltreoceano, ho speso gli ultimi 5 anni del mio "tempo libero" a cercare, per quanto possibile, di evitare che l'Italia diventasse un campo di petrolio,  facendo informazione libera. E questo solo perche' non lo trovo assolutamente giusto che il bel paese venga bistrattato in questa maniera affaristica da petrolieri e speculatori.

Da Nord a Sud infatti, non c'e' comunita' che non sia interessata da trivelle, buchi, sondaggi esplorativi, stoccaggio, come se l'Italia fosse non il giardino del mondo ma una landa desolata da trivellare alla ricerca di petrolio e gas scadenti e assolutamente irrilevanti per il fabbisogno nazionale, senza rispetto, senza amore, senza coscienza.

Venezia, il Curone, l'Emilia terremotata, Pantelleria, la Val di Noto, la Basilicata, la Costa dei Trabocchi in Abruzzo, il Salento, il Gargano, la Lombardia, la Toscana, e adesso anche la Sardegna. Tutti a fare buchi.

Non credete a quello che dice la Saras.

Sono tutte bugie scritte ad arte dalla ditta dei fratelli Moratti per ingannarvi e per convincervi della bonta' di interventi che buoni non sono stati e non saranno mai, in nessuna parte del mondo, in 150 anni di storia petrolifera.

Mai.

La Val D'Agri in Lucania e' irrimediabilmente persa - ci sono laghi intrisi di sostanze petrolifere, senza vita, ci sono sorgenti millenarie chiuse perche' inquinate, l'aria sa di zolfo, ci sono morie di pesci e di flora, ci sono riversamenti frequenti di materiale tossico e cancerogeno che finiscono nei campi. I tumori  aumentano, la gente emigra.

Con tutte le royalties di cui parla la Saras, la Val D'Agri dovrebbe essere ricchissima. Invece e' tutto il contario: il petrolio ha stroncato le gambe a qualsiasi altra attivita' produttiva che poteva svilupparsi. E cosi, secondo il rapporto dell'Istat per il 2011 la Basilicata e' la regione piu' povera d'Italia. Agricoltura, viticoltura, turismo, allevamenti di animali. E' tutto in declino in Val D'Agri.

L'Adriatico settentrionale e' interessato da enormi problemi di subisdenza e di abbassamento del terreno a cui le estrazioni di metano hanno contribuito notevolmente nel corso degli anni.  Lo dicono gli stessi rapporti dell'ENI. Alcune piattaforme sono addirittura state sequestrate dalla magistratura per i problemi collegati alla loro stabilita'. Il litorale di Ravenna soffre di erosione, di spiaggie inquinate ed arretranti.

Il pozzo di Trecate, in provincia di Novara e' esploso nel 1994 e la bonfica e' stata solo parziale. Ha piovuto petrolio per 3 giorni. Nel 1991 ci sono stati altri scoppi a Policoro, con l'incendio di un pozzo di metano. In provincia di Rovigo c'e' un pozzo che dal 2010 ad oggi emette esalazioni metanifere senza che nessuno sappia o voglia fermarlo. Fanno quasi due anni.

Non e' vero che le attivita' trivellanti possono coesistere con l'agricoltura di pregio, come quella che esiste ad Arborea.

Non e' vero.

Studi scientifici mostrano come le esalazioni di idrogeno solforato - dai pozzi, dagli impianti - siano detrimentali all'agricoltura. In California per legge, i petrolieri devono comprare una pagina di giornale ogni tre mesi per dire allla gente che vivere nei pressi di pozzi di gas e di petrolio fa venire il cancro.

Ma poi e' il semplice buonsenso: chi di voi mangerebbe prodotti di "qualita'" allevati vicino a pozzi puzzolenti di gas? Chi manderebbe i propri figli in vacanza in un posto che sa di petrolio? Chi comprerebbe case a ridosso di pozzi e di oleodotti?

Tutti conoscono la triste storia di Sarroch, un paese in cui i Moratti - come l'ENI, come tutte le ditte petrolifere del mondo - hanno distrutto ogni cosa che hanno toccato con il miraggio di qualche posto di lavoro - a zero sicurezza, zero rispetto per l'ambiente, e solo per ingrassare i loro portafogli.

Ed e' questa che Arborea potrebbe diventare: un pozzo tira l'altro, e poi ci saranno oleodotti, e impianti di purificazione, di smistaggio, e voila', e' arrivata la petrolizzazione e da quella non si torna indietro.

Parlano di 3 miliardi di metri cubi di gas - se e' vero.

Dato il fabbisogno nazionale di 80 miliardi l'anno, 3 miliardi coprirebbero almeno 14 giorni.

Pensateci: tutto il gas di Arborea servirebbe all'Italia per 2 settimane di fabbisogno nazionale - in totale, a fronte di 20 o 30 anni di vita del pozzo, e ammesso e non concesso che venga commercializzato in Italia questo gas.

Dicono di non essere "dentro" a zone protette.

Ma sono a pochissime centinaia di metri da zone importanti di SIC e con stagni e fenicotteri da proteggere. L'aria non si ferma mica perche' c'e' il confine della zona protetta!

Si puo' vivere senza petrolio e senza gas.

Non si puo' vivere senza aria pulita, senza acqua pulita, e senza la speranza di un domani migliore.

Io non ho i soldi, la notorieta' e il potere dei fratelli Moratti, ma ho la certezza che il loro progetto non portera' niente di buono alla vostra comunita'. Qualcuno deve fare qualcosa per fermare questa follia, e spero che quel qualcuno siate voi.

Vogliate prendere coscienza, informazioni, osservando quel che succede in Italia e nel resto del mondo ovunque ci siano situazioni simili.

Il potere di fare la cosa giusta e' nelle vostre mani.

Occorre dire alla Saras, in maniera inequivacabile "no grazie", qui ci teniamo al nostro territorio, andate a bucare altrove.

Non lasciatevi ingannare.

Cercano il dialogo ed il compromesso perche' il dialogo ed il compromesso iniziano con un "si".

Grazie e buon lavoro,

MRD









Thursday, March 29, 2012

Sarroch: l'idrogeno solforato, questo sconosciuto


Provo dei sentimenti strani.

Sono anni, anni, che vado predicando sull'idrogeno solforato, e ogni volta che leggo la stampa italiana su questi strani "gas", "vapori", "miasmi", mi sento un po sconfitta.

Oggi e' la volta di Sarroch, dove la Saras ha una raffineria di petrolio, che ne ha combinate di tutti i colori nel corso degli anni - morti, inquinamento in aria, in acqua, nei polmoni della gente, strani tentativi di fermare la liberta' di parola e di espressione.

Forse ha anche inquinato il modo di pensare del popolo, convincendoli piano piano che o si muore di fame o si muore di cancro.

A Sarroch pero' dovrebbero saperlo bene cos'e' l'idrogeno solforato, visto che e' uno dei principali prodotti di scarto delle raffinerie - quelle torce che si vedono hanno lo scopo esclusivo di bruciarne i residui, a Sarroch, a Viggiano, e in tutte le altre raffinerie del mondo.

Invece la stampa parla di "puzza insopportabile di uova marce", come se fosse un rapporto del 1800.

I medici dicono che hanno dovuto chiudere gli ambulatori per colpa della "puzza".

La gente ha le congiuntiviti per colpa della "puzza".

La Saras dice che "la puzza" non c'e' ed e' tutto normale ma - e qui casca l'asino - che ci sono stati "convogliamenti verso le torce della raffineria di vapori di idrocarburi"

Veramente il 1800.

Perche' non ci si chiede COSA sia quella puzza? Perche' non lo chiede il giornalista, la gente, il sindaco, i medici?

Come possono accettare che ci sia un misterioso gas killer, senza porsi altre domande?

Se sa di uova marce, se ci sono stati dei convogliamenti in torcia, non puo' che essere H2S.

Perche' allora non si spiega alla gente che quella roba si chiama IDROGENO SOLFORATO, e' tossico, ed e' provato che comporta mali respiratori, mal di testa, nausea, problemi alla vista, problemi circolatori, aborti spontanei, tumori?

Che e' lo stesso gas killer che ha ucciso gente nelle cisterne di Molfetta, Catania e che ogni tanto lascia morti anche alla raffineria dei fratelli Moratti?

La puzza e' veramente solo la punta dell'iceberg.

Non e' a caso che la gente parla di bronchiti e di congiuntiviti. E' tutto scritto, da anni, si sa.

E se la puzza c'e' oggi, e porta a vomito e mal di testa oggi, cosa puo' succedere al corpo umano dopo anni e anni che si respira quella roba che esce incessantemente dalle raffinerie, oggi un po di piu' magari, ma la cui presenza e' costante?

Non credo che ci voglia un mago dell'epidemiologia per arrivare ad una conclusione.

E la cosa piu' insopportabile, per me almeno, e' che in Italia gli impianti petroliferi sono autorizzati a rilasciare circa 30 ppm di H2S, a fronte di un limite di 10ppm per altri tipi di impianti industriali.

E cosa vuol dire 30ppm? Beh, basta guardare in giro.

Qual'e' il limite raccomandato dall'organizzazione mondiale della sanita' per le concentrazioni in aria? 0.005 ppm.

Qual'e' il limite legale per le concentrazioni in aria di H2S in Massachussetts? 0.00065 ppm.

In Italia le raffinerie dunque sono autorizzate ad emettere valori di idrogeno solforato fattori migliaia e migliaia di volte superiori a quanto salutare.

Migliaia. 30 ppm contro 0.005 ppm! Un vero scandalo.

La Saras non se ne andra' tanto presto da Sarroch. Ma quel che si puo' fare e' di almeno sapere cosa succede per magari evitare che ce ne siano altre di Sarroch - ad Arborea, ad Ortona, a Lecco, a Bomba.

Ai cittadini di Arborea: non lasciateli venire nel vostro paese. Il pozzo "esplorativo" di gas Eleonora 1 che cercano di far passare come innocente buchetto nel terreno, e' solo l'inizio. Si allargheranno, e prima o poi vorranno mettere una raffineria anche da voi. E' l'iter normale, ed e' stato cosi' in Basilicata, e volevano fare lo stesso in Abruzzo.

Grazie a Manuela Pintus e a Davide Rullo.

Tuesday, April 12, 2011

Saras: la morte per idrogeno solforato made in Moratti



Ancora un morto targato Moratti. Ancora un morto targato Saras. Non ho fatto neanche a tempo a finire di leggere il libro "Nel paese dei Moratti" che la storia si ripete.

Paolo Pulvirenti, 25 anni, siciliano. Una vita giovane stroncata dall'idrogeno solforato e dall'incuria di Giammarco e di Massimo Moratti.

Il film del 26 Maggio 2009, quando sono morti altri tre operai si ripete, senza che sia cambiato nulla.

Un impianto fermo per manutenzione, da pulire il piu' in fretta possibile. Tre operai di ditte esterne, probabilmente pagati di meno e con meno formazione.

Aprono l'oblo' dell'impianto, arriva l'idrogeno solforato.

Cadono. Paolo Pulvirenti muore stecchito. Cosi'. In un attimo.

Il tempo e' denaro, e che importa se li c'e' in gioco la vita di qualcun altro?

E' tutto uguale a due anni fa. La CGIL proclama lo sciopero, la gente prega, piange, protesta. Per un giorno almeno. Ugo Cappellacci manifesta solidarieta' a tutti.

Per un po ci scandalizzermo e ci arrabbieremo. Poi passera' tutto, come passa tutto in Italia, senza che sia stato fatto niente.

E ci ritroveremo qui fra 1, 2, 5 anni a parlare ancora di morti per idrogeno solforato, di morti per formazione non fatta, di morti per mancanza di strumentazione, di morte di gente pagata 900 euro al mese mentre i Moratti non sanno piu' come spendere i soldi. Di morte perche' il tempo e' denaro si, ma dei Moratti.

Dai Moratti, in giudizio per omicidio colposo per l'incidente del 2009, neanche una parola.

Spero che si vergognino.

Fonte: La Repubblica

Monday, April 4, 2011

Assomineraria e Nomisma, gli avvoltoi




Davide Tabarelli, Nomisma


** Nota comica: Davide Tabarelli e' lo stesso che al misero convegno di Rainone ha espresso la sua gioia quando passa a Falconara e vede la meravigliosa raffineria. Il pubblico ha riso. **


Lo sapevo che avrebbero usato la scusa della Libia per "rilanciare" la questione petrolio in Abruzzo. Dobbiamo abituarci, nel senso che finche' ci sara' petrolio sotto i nostri campi, ci saranno avvoltoi, strumentalizzatori e gente senza scrupoli - in questo caso Confindustria e Assomineraria - che vorranno tirarlo fuori.

La soluzione e' una sola: la lotta per difendere la tua salute e quella dei tuoi figli non deve finire mai. La tua vigilanza non deve finire mai.

Davide Tabarelli, di Nomisma e' uno che fa consulenze per i petrolieri da Bologna.

Dice che la crisi libica avra' effetti sui nostri portafogli e sulle nostre bollette per cui occorre trivellare anche lo schifo piu' schifo che c'e' in Abruzzo.

Ma cosa dice! L'Abruzzo che soppianta il petrolio della Libia? E come mettere a confronto una goccia con il mare! E poi cosa, oggi c'e' la crisi libica e domani estraiamo petrolio in Abruzzo? Ma come gli viene in mente?

Il petrolio abruzzese non avra' effetto alcuno sulle tue bollette.

Abbiamo troppo poco petrolio e fa troppo schifo rispetto a quello che c'e' in Libia.

Ti pare che da quando si estrae petrolio in Basilicata le bollette degli italiani sono piu' basse?

La Basilicata, con il giacimento piu' grande d'Italia e d'Europa e' la regione piu' povera d'Italia.

La piu' povera, gli trivellano fin dentro le budella e i petrolieri e Assomineraria non si fermano mai, vanno avanti come un cancro, senza rispetto per nessuno. Gli interessa solo il fatturato.

Il petrolio non porta niente di buono a te cittadino, ma solo affari alle tasche di Assomineraria, ENI e Confinidustria - e Nomisma.

Il Tabarelli, che fa le consulenze per i petrolieri, dice che e' assurdo non riuscire a produrre idrocarburi in casa nostra, cosi ci tocca importarli da altrove. E poi tira fuori numeri, dicendo che siccome alcuni pozzi non sono piu' produttivi - tutte le fonti non rinnovabili finiscono, pure il petrolio - occorre cercarne altri in giro per l'Italia.

Questo sta fuori. Anzi, andrebbe tutto bene se l'Italia fosse un deserto. Ma purtoppo per lui, non lo e'. Questa era una nazione che voleva fare del turismo il suo petrolio, e invece siamo qui, impantanati a cercare melma nel sottosuolo.

Caro Nomisma, tutto il resto dove lo mettiamo? Lei parla come se l'Abruzzo fosse la sua riserva personale di petrolio. E quando il petrolio finira' in Abruzzo, cosa facciamo? Che fine fanno i nostri campi, il nostro vino, il nostro mare?

Lei dice che "l'ostilita'" delle popolazioni e' sproporizionata.

Ah si? E vorrei vedere lei se le volessero sradicare campi e vita per trivelle di altri. Signor Tabarelli, qui non ce le vuole nessuno il petrolio perhce' non porta niente a noi. Il petrolio porta solo speculazioni economiche ad altri, fra cui, forse anche la sua Nomisma.

Lei NON SA NIENTE DELL'ABRUZZO. Chi e' lei? Da dove viene? Gli abruzzesi siamo noi e le sue idee non sono benvenute qui. Per cui se ne torni da dove e' venuto. Siccome la terra e' nostra, ce lo decidiamo da soli dove vogliamo andare, non ci servono le sue lezioncine da Bologna.

E' facile predicare da lassu' per una terra lontana e non sua. Qui c'e' la nostra vita e non abbiamo alcuna intenzione di diventare come Sarroch, come Viggiano o come Mantova.

Se lo estragga nella sua casa di Bologna il suo petrolio, a noi non ci interessa. L'Abruzzo non e' in svendita. Non siamo il deserto del Kuwait o della Libia.

La resistenza e' per la vita.

Sunday, April 3, 2011

Nel paese dei Moratti - Sarroch, Italia


No, non e' cambiato niente. 
Fiamme e fumo.
Nessun sistema di allarme.
Tuttapposto, come sempre.



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"Cambiera' tutto."
Massimo Moratti, 27 Maggio 2009

"Non e' cambiato niente."
Luca Melis, fratello di Daniele,
morto a Sarroch, 7 Gennaio 2010

Sono stata via per quasi tre settimane. Roberto, un mio amico sardo, mi ha regalato il libro di Giorgio Meletti dallo stesso titolo di questo post, sulla storia della raffineria dei Moratti, di cui abbiamo parlato qui tante volte, con tristezza e rabbia.

L'ho letto tutto di un fiato, all'andata da Atlanta fino a Buenos Aires e di nuovo, da cima a fondo, al ritorno. Il libro si legge bene, e' scorrevole, e' un miscuglio giusto di storia della raffineria, della tragedia del 2009, dei morti di Sarroch e delle loro storie personali, di analisi dell'Italia di questi anni, fatta di spolpamenti di tutte le grandi industrie - da Telecom alla Fiat - da gente che non ne sa niente di futuro e di programmazione ma che sta li a capire come sfruttare la situazione adesso e per se stessi.

E' la storia degli eleganti signori Moratti, con gli scheletri nell'armadio e poca istruzione.

Il libro fa male al cuore perche' la morte di tre persone giovani, morte asfissiate dentro una cisterna velenosa, si poteva evitare, ed evitare davvero. Eccoli:

Gigi Solinas, 27 anni,
Daniele Melis, 29 anni
Bruno Montoni, 58 anni

Sono morti due anni fa e non tornano piu'. Qualcuno di loro era precario, qualcuno lavorava per ditte esterne, qualcuno era li da poco, altri da una vita. Dal libro li vedi e li senti non come morti astratti, ma come persone normali, con una vita, degli affetti, dei problemi, dei sogni.

Sono morti per tante colpe, per leggerezza, perche' la produttivita' Saras viene prima della sicurezza, e perche' nessuno gli aveva dato uno stupidissimo strumento per accertarsi che dentro la cisterna killer ci fosse l'ossigeno.

In due righe. Occorreva pulire le cisterne della Saras in fretta - il tempo e' denaro pure per i gia' ricchi Moratti. Il metodo standard con dei vapori ad alta temperatura avrebbe richiesto troppo tempo per il successivo raffreddamento e cosi' qualcuno ha deciso di usare un getto di azoto, un metodo piu' veloce, ma non standard.

Peccato che nessuno ha detto niente agli operai. Non c'erano cartelli, non c'era formazione, e i tre lavoratori non avevano strumenti per rivelare il contenuto dell'aria. Non solo non sapevano di questo getto di azoto, ma non potevano nemmeno pensarci, perche' l'azoto li non era previsto.

Si sono calati nella cisterna uno dopo l'altro, in un ambiente saturo al 100% di azoto, con zero ossigneno, senza saperlo. Sono morti all'istante.

L'azoto ha continuato a soffiare, senza che nessuno lo sapesse, per 72 ore.

Le indagini hanno verificato DIECI violazioni di leggi da parte della Saras.

Alla Saras c'erano gia' stati problemi in passato con la sicurezza, di cui nessuno si era mai preoccupato.

Di chi e' la colpa di tutto questo?

In un paese normale il capo dell'azienda - i signori Moratti - si sarebbero presi ogni responsabilita' e avrebbero fatto si che le cose cambiassero subito e per davvero.

Invece secondo il libro, dopo la tragedia il loro unico problema era quello di curarsi l'immagine, di mostrarsi tristi e dispiaciuti che membri della loro "grande famiglia" erano morti per colpa del destino invece che della negligenza dentro un loro stabilimento.

Letizia Moratti dice che "tutta Milano" e' vicina ai morti Sarroch. Giancarlo e Massimo - gentleman dell'anno 2009 - piombano in Sardegna e la prima cosa che fanno e' di andare a parlare con i tecnici e coi giornalisti per mostrare il loro dolore in pubblico.

Parlano di tragedia, fatalita', mai di responsabilita'.

Hanno incontrato i familiari 18 ore dopo il loro arrivo.

Si dira' i Moratti non erano presenti all'ora dell'incidente. E' vero, ma quando uno e' il capo, e' il capo sempre, e di tutto quello che succede dentro la tua azienda, alla fine, il responsabilile ultimo sei tu.

Qualcuno ha anche cercato di insinuare che era colpa degli operai che fumavano o che avevano bevuto (non era vero niente) o che addirituttura andavano a lavorare senza il permesso, come se uno si sveglia alla mattina e si cala in una cisterna perche' gli piace.

Sono passati due anni da allora. Ci sono indagini, ci sono perizie, ci sono libri.

I Moratti continuano ad arricchirsi, la Saras continua a sputare veleni, le banche a dargli i soldi, il governo a dargliene altri col Cip6 e l'Inter continua a vincere.

E' solo che tre persone non ci sono piu'.

Saturday, November 20, 2010

Pompei, Padania, Pensieri

Ci risiamo con le emergenze. Questa volta tocca a Vicenza e a Pompei. Emergenze diverse, ma legate dallo stesso filo conduttore, la mancanza piu' totale di programmazione, di precauzione, del pensarci prima.

Succede li oggi.

Succedeva l'anno scorso a Messina con le frane che portano via un intero paese costruito senza lasciare fiato ai fiumi che fanno semplicemente quello che madre natura detta loro.

Succedeva qualche settimana fa a Terzigno, dove la gente di Napoli non sa piu' dove mettere la monnezza e cosi si costruiscono discariche improvvisate con una brodaglia di liquami tossici che portano ai limoni-mostri. E se questo e' il fato dei limoni, chissa' che ne e' dei feti e dei polmoni della gente.

Succedeva qualche mese fa a Capri dove non sapendo come fare con i depuratori insufficenti il sindaco decise allegramente di riversare la monnezza in mare.

Succedeva a Sarroch, dove quando piove troppo riversano i contenitori a cielo aperto di monnezza petrolifera direttamente a mare.

Succedeva all'Aquila dove hanno costruito case di pastafrolla.

Sono sicura che ovunque uno si giri in Italia puo' trovare esempi della stessa cosa, la natura che si vendica, le morti bianche perche' la sicurezza e' un optional, monumenti lasicati marcire perche' se sono sopravvissuti per 2000 anni, sopravviveranno pure la settimana prossima.

Passa oggi che viene domani e in qualche modo ci arrangeremo. Solo che qualche volta la fortuna finisce.

In modi diversi, tutte queste tragedie italiche potevano essere evitate se solo ci si pensava prima.

E' questo quello che mi ha spinto all'impegno petrolifero, al volere il parco della costa teatina: la prevenzione. Ci si deve pensare prima, non dopo ai guai. Dopo puoi solo consolare le lacrime di chi perde casa, salute o opere d'arte.

Parlavo l'altro ieri con una mia amica che ha comprato un appartamento qui a LA. Nelle tariffe condominali qui sono incluse anche le riparazioni che avverranno fra 30 anni. Cioe': si sa che fra 30 anni occorrera' rifare il tetto, e cosi qualcuno fa il conto di come diluire i pagamenti sull'arco di 30 anni, inclusi gli interessi in banca, di modo che quando arrivera' il momento di rifare quel tetto (fra 30 anni) i conti saranno apposto, crisi o non crisi e non ci sara' alcuna tassa aggiuntiva.

La programmazione, questa sconosciuta.

Ma di chi e' la colpa? Certo di tutti quelli che stanno al potere e che si arriscono senza pensare al bene del paese. Ma un po e' anche colpa nostra.

Quanti lavoratori in proprio pagano le tasse - tutte? Quante persone chiedono sempre lo scontrino fiscale, dal bar sotto casa fino al dentista o al notaio? Quante volte rispondiamo, si con l'IVA? Quante persone seguono gli iter per le opere comuni nei propri paesi e protestano se vedono cose sbagliate? O semplicemente fanno finta di niente pensando che "tanto e' sempre stato cosi e sempre cosi sara'?"

Forse e' ingenuo pensare che un gesto stupido come farsi fare lo scontrino o protestare cambi qualche cosa, ma e' un punto di partenza. Non si puo' pretendere che tutto funzioni nella collettivita' se continuiamo a pensare al nostro portafoglio, al nostro pranzo domenicale, alla partitella di calcio mentre tutto va in rovina e aspettando che qualcun altro ci salvera'.

Quel qualcuno sei tu.

Ti devi impegnare tu. Ci devi pensare tu al bene comune. Le tasse le devi pagare, e poi devi essere vigile e protestare che quei soldi vengano spesi bene e per cose utili.

Chi controlla cosa sta succedendo oggi a Messina? Chi controlla che ne e' di tutti quei soldi che arrivano dall'UE? Chi controlla che all'Aquila non ci stiano di mezzo mafia e camorra? Chi controlla che il fiume Lambro sia ripulito come si deve?

Oggi sono Pompei, Vicenza, Terzigno. Iera erano Messina e l'Aquila.

Domani e' casa tua.

Wednesday, June 2, 2010

L'Inter, i Moratti e la Saras


Tutti i nostri uomini devono
poter gioire e soffrire con noi


Massimo Moratti

L'Inter ha fatto la tripletta quest'anno e sono tutti contenti - i Milanesi e i Moratti.

Come tutti sappiamo pero' i Moratti sono anche i gestori della raffineria sarda Sarroch, di cui abbiamo parlato piu' e piu' volte su questo blog, a questi post:


Il riassunto di tutto e' che tale raffineria sfonda i limiti legali di emissioni tossiche un giorno si e due no, e che a Sarroch la gente si ammala di tumori e leucemie. L'anno scorso a Sarroch sono morti tre operai per colpa dell'idrogeno solforato. Il regista Massimiliano Mazzotta ha fatto un documentario su Sarroch che i legali di Mr. Moratti hanno cercato di bloccare in ogni modo possibile. Dei gran signori.

A Moratti tutto cio' non interessa e invece di migliorare le condizioni di vita dei suoi uomini, abbattendo le esalazioni di inquinanti tossici a Sarroch, gioca secondo la filosofia del panem et circensem.

E non importa se il panem sia avvelenato.

Infatti come riporta la Nuova Sardegna, qualche giorno prima della partita dell'Inter, Mr Moratti promise a 120 lavoratori della Sarroch di mandarli a spese sue a Madrid a vedere la finalissima. 120 lavoratori estratti a sorte su 1700 operai. Per quelli che non sono stati estratti, invece un maxischermo messo con cosi tanta generosita' dai Moratti in azienda.

In quegli stessi giorni a Sarroch come riporta l'Unione Sarda c'era una cerimonia per ricordare i morti avvelenati nella Saras l'anno scorso. A presenziare alla cerimonia anche Mr. Moratti, che ai morti ha dedicato un parco.

Tutto molto bello e nobile. Mandiamo gli operai a vedere la partita, piantiamo un parco. Che bravi.

Ecco allora i principali incidenti registratisi a Sarroch, Cagliari negli ultimi 15 anni, nella raffineria di proprieta' di Massimo Moratti, nell'indifferenza generale e come riportati dall'Unione Sarda.

La mia domanda e: ma lei signor Moratti, cosa fara' per migliorare le condizioni di vita nella sua ditta? Parchi e partite non sono sufficienti.

Nubi tossiche, perdite ed incendi, non causano morti ne oggi ne domani, ma a lungo termine, per cui si possono tranquillamente ignorare.

La lista me la mandata Massimiliano Mazzotta qualche giorno fa - grazie.

Ecco cio' di cui e' moralmente responsabile ultima la famiglia Moratti, proprietaria della Saras:


14/01/2010 Chiazza d'olio fuoriuscita dalla raffineria, arrivata nel tardo pomeriggio sino a Cala Zavorra. Danni ai pescatori. Pesce non commestibile e reti rovinate.

29/09/2009 Fuga di gas, polvere cancerogena fuoriuscita da catalizzatore. Nube avvolge il paese.

20/08/2009 Operaio di ditta esterna investito in un getto di vapore. Ustioni di secondo e terzo grado al viso e al torace. Situazione gravissima. Ricovero immediato in ospedale di Genova.

22/06/2009 Ponteggio irregolare e senza struttura di sicurezza. Operaio cade da due metri e riporta numerose fratture.

18/06/2009 Intossicati dai gas fuoriusciti dall'impianto blowout due lavoratori di una ditta esterna. Svenuti e sottoposti alla somministrazione di ossigeno in infermieria.

26/05/2009 Esalazioni mortali di idrogeno solforato nell'impianto MHC1. Morti tre operai di ditta esterna. Sopravvisuto un operaio ricoverato in stato di shock. Accertate violaizoni alle norme di sicurezza. Indagato il direttore della raffineria.

19/05/2009 Blocco di impianto DEA per lavori di manutenzione straordinaria. Emissioni di biossido di zolfo 40 volte superiori ai valori normali.

25/03/2009 Un camionista e' stato imprigionato tra la motrice del camion ed una catasta di lamiere nel piazzale di stoccaggio: Ha riportato ferite alla coscia e all'inguine. Nessun danno all'arteria femorale.

18/02/2009 Una nube grigia ha invaso completamente il centro del paese e occultato per qualche minuto la vista delle ciminiere della raffineria. L'odore era talmente acre da provocare bruciori alla gola e mal di stomaco. La causa e' stata determinata dal blocco dell'impianto di trattamento dello zolfo.

05/12/2008 Un incendio e' divampato nell'impianto Mild1 della Saras. L'emergenza e'scattata alle cinque e un quarto del mattino. Durante la fase di riavviamento dell'impianto mild-hydrocracking per la produzione di gasolio desolforato, andato in blocco un ora prima, si e'
verifocato un innesco all' ingresso del forno.

18/11/2008 Un incendio e'divampato verso le 13:30. Le fiamme alte fino a 30 metri. L'azienda non ha rilasciato nessuna spiegazione.

08/08/2008 Nube tossica sul paese contenente polvere prodotta dalla distillazione degli idrocarburi: il blocco di un catalizzatore ha comportato l'emissione di una nube contenete polvere sottile cancerogena.

06/08/2008 Problemi legati al cracking, alla rottura di una valvola in un altro impianto hanno causato una perdita di zolfo tamponata in poco tempo dagli operatori ed una successiva perdita di GpL da una linea.

16/05/2008 Nube tossica ha riaggiunto nove lavoratori negli impianti. Operaio svenuto su un ponteggio di quindici metri.

12/03/2008 Aria irrespirabile per oltre due ore pomeridiane. Un comunicato superciale ha confermato qualche problema agli strumenti e che in un camino era finita una certa quantita' di zolfo.

05/03/2008 Fuoriuscita di una nube di anidride solforosa dalla centrale di gasicazione, causata da problemi generati durante l'avviamento di una caldaia.

14/02/2008 Emergenza dopo il superamento per sei volte dei limiti di legge sulle emissioni di idrogeno solforato, sprigionato dalle ciminiere. Un guasto ad un sistema di compressione ha causato livelli di H2S pari a 611 microgrammi per metro cubo (= circa 400 ppm).

21/09/2007 Operaio esterno finisce ustionato mentre lavora con il martello pneumatico
e perfora un cavo integrato di alta tensione.

07/09/2007 Paura in tutta la citta' per un forte odore di gas. La Saras e la locale societa' distributrice del gas nega qualsiasi coinvolgimento.

18/08/2007 Sarroch invasa dai fumi della Saras. L'aria per qualche ora e' stata irrespirabile, il cielo reso cupo da una coltre di fumo nero che usciva da una delle fiaccole della raffineria. L'azienda rilascia un comunicato menzionando una fuoriscuita di fumo piu' del normale, ma gli impianto non ha riscontrato alcuna anomalia.

23/06/2007 Aria irrespirabile a Sarroch per lavori di manutenzione. La Saras non fornisce ulteriori spiegazioni.

22/06/2007 Striscia di catrame lunga un chilometro rilevata nei litorali da sogno di Pula e Costa. Il danno piu' grave degli ultimi tre anni.

23/05/2007 Incidente in punto ad alto rischio: incendio nella Vacuum 1, dove avvengono il frazionamento e la distillazione sottovuoto degli idrocarburi, vicinissima al vero cuore della raffineria, il cracking dove i prodotti pesanti diventano gasolio, GpL e benzine. Incendio domato dop tre ore di intervento dei VVFF.

04/05/2007 Operaio esperto di ditta esterna ustionato mentre lavora su un cavo elettrico. Mancata assistenza dell'infermieria interna allo stabilimento. Trasportato con urgenza all'ospedale di Cagliari.

15/04/2007 Tubo d'acciaio si stacca dalla gru durante le operazioni di scarico. Morto un operaio di impresa esterna.

04/04/2007 Grande macchia scura ha invaso la zona di mare antistante la raffineria. Le reti dei pescatori sono state intrise di petrolio. La causa e' stata individuata dall'acqua sporca di olio, slavata dai canali interni allo stabilimento a causa della forte pioggia.

02/09/2006 Un incendio divampato nell'impianto distillazione delle benzine. Le lingue di fuoco, innescate dalla perdita di una pompa del T1, impianto in cui il petrolio grezzo subisce una distillazione atmosferica sono alte circa 20 metri.

22/04/2006 Incendio divampato nell'impianto T2, dove per autocombustione ha preso fuoco uno dei filtri che trattengono le impurita' delle benzine.

21/04/2006 Operaio ventenne di una ditta appaltatrice e' caduto da un ponteggio sistemato in un reattore dell'impianto CCR. Ha riportato una vertebra schiacciata, polso fratturato ed escoriazioni.

04/04/2006 Polveri di zolfo sul centro abitato di Sarroch. Comunicato di raffineria riporta problema momentaneo al sistema di lavaggio del gas, causati da trascinamenti di idrocarburi all'impianto zolfo che hanno generato il fumo bianco.

01/04/2006 Nube nera avvolge il paese. Fastidi agli occhi degli abitanti ed odore nauseabondo. Dirigenti della raffineria hanno negato qualsiasi problema.

19/01/2006 Problema all'impianto blow-down di recupero dello zolfo. Aria irrespirabile a Saroch e Villa San Pietro.

22/10/2005 Rogo nell'impianto di desolforazione di gasolio e benzine. Incendio domato dopo un ora

14/08/2005 Incendio divampato in raffineria. Domato dopo 7 ore. Causato da una perdita di nenzina leggera in una pompa di riciclo situazta nell'impianto di eterificazione.

05/04/2005 Area raffineria allagata a seguito di pioggia intensa. Aperte partite di scarico e conseguente scarico in mare di acqua mista ad idrocarburi.

26/02/2005 Incendio nell’impianto di distillazione causato da perdita di gasolio pesante in una delle linee.

15/01/2005 Esplosione in mare aperto, a circa 10km dalla raffineria da petroliera Isola Azzurra trasportante 70,000 tonnelllate di gasolio. Incendio a bordo e morte di due uomini di 26 e 36 anni. Capitaneria dichiara no sversamento di liquidi inquinanti

10/04/2003 Un operaio specializzato di una ditta esterna e’ stato investito da uno sbuffo di idrogeno solforato. Protetto dalla maschera antigas ma sbanda e sbatte la testa. Riporta alcuni punti di sutura.

14/01/2003 Incastrato nella macchina, un operaio di ditta esterna perde due dita durante il controllo della macchina dello scagliamento dello zolfo.

26/09/2002 Ustioni di secondo e terzo grado all’addome per operaio di ditta esterna investito da getto di petrolio bollente

23/08/2002 La pioggia ha provocato l’innalzamento dell’acqua contenuta nelle vasche di depurazione dove avviene la separazione tra acqua e gli oli e da dove, i prodotti degli idrocarburi vengono recuperati e inviati al riciclo di lavorazione. Azionato sistema di deflusso aprendo gli scolmatori. Defluite in mare circa 20,000 metri cubi di acqua mista ad idrocarburi oleosi. Gli idrocarburi hanno superato Porto Foxi, toccato terra sulla scogliera di Sa Punta e Punta Zavorra, superato Porto Colombu per spiaggarsi, ancora, a Fogarizzu, in territorio di Pula. Operazione di bonifica conclusa il 4 settembre.

17/04/2002 Grave un operaio ustionato alla Saras. Usava una mola quando e’ stato investito da un getto di benzina.

05/02/2002 Allarme rosso per la perdita di GpL da un serbatoio dello stabilimento Liquigas Sarroch, alto rischio di esplosione. L’incidente e’ avvenuto nella zona di stoccaggio del propano durante una operazione di imbottigliamento. Incidente causato dal cedimento di una valvola. Bloccata la strada 195 per due ore.

09/12/2001 Operaio ustionato dal vapore fuoriuscito da una valvola dell’impinato tear-gas. Trasferito d’urgenza nel centro grandi ustionati di Sassari

21/07/2001 Morte di un operaio marittimo a bordo di petroliera liberaiana. Ferito un collega. Dubbi degli investigatori in merito ad incidente a bordo, oppure omicidio.

03/03/2001 Rottura di una pompa dell’impianto del “Vaccum Uno”. Fuoriuscita di idrocarburi da impianto e scoppio di incendio. Due operai feriti.

01/08/2000 Riavvio dell’impianto di gassificazione rimasto chiusto dopo l’incidente di maggio. Superamento di soglia di rumore a causa del passaggio di gas, al loro ‘lavaggio’ e al convogliamento nelle fiaccole. La rumorosita’ sopra la norma si e’ protratta fino alla fine di agosto.

06/05/2000 Rottura di parete di cisterna in rada raffineria. 7000 litri di acqua oleosa con detriti di lamiera finiscono in mare. Successive indagini hanno accertato lesioni preesistenti della cisterna senza controlli di manutenzione.

14/10/1999 Altro incidente sulla petroliera panamense Anastastios V. Per errata manovra di equipaggio addetto, acqua di mare entrata nella sala pompe e tracimazione di carburante caricato. Dispersi in mare volumi indefiniti di catrame.

13/10/1999 Durante operazioni di caricamento di petroliera panamense Anastasios V, attraccata a pontile Sarroch, carburnate invade sala pompe. Incendio violentissimo. Sfiorata la cataastrofe. Spegnimento dopo 12 ore.

10/08/1999 Avvistate due macchie al largo dell’isolotto di San Macario, sicuramente create da lavaggio pirata di petroliera non identificata. Operazioni di bonifica durate per 10 ore con utilizzo di sostanze emulsionanti.

08/08/1999 La nave cisterna Agip Stromboli, impegnata nelle manovre di carico dagli impianti della raffineria ha subito la rottura di un giunto di bordo da cui sono finiti in mare un centinaio di litri di gasolio. Operazioni di disinquinamento completate dopo 15 ore. Emessa segnalazione di reato per scarsa manutenzione.

06/05/1999 Fuoriuscita di petrolio per rottura di tubo in acqua posto sotto la linea di galleggiamento durante le operazioni di carico/scarico con petroliera maltese Enalion. Il tubo era lesionato e la fuoriuscita del liquido e’ iniziato nella notte. Danno rilevato all’alba, quando il greggio aveva formato una vasta chiazza galleggiante nella rada di Porto Foxi. Contaminati circa 10km di acque antistanti la costa. Greggio ritorvato anche su scogliera di Punta Zavorra. Danni ingenti alla pesca.

05/12/1998 Rottura di una tubazione collegata ad una caldaia della centrale termoelettrica. Furoriuscita di getto di vapore ad alta pressione fa cadere un operaio al lavoro su una impalcatura. Morto a 39 anni. Successivamente indagati 5 dirigenti.




** Continua **

Friday, December 25, 2009

Massimiliano Mazzotta ed il film OIL a SONORA di Sulmona


Domani 27 dicembre c'e' la giornata conclusiva dell'evento Son'ora, una manifestazione culturale che va avanti da un paio di settimane e in cui si e' parlato di vari temi culturali ed ambientali che riguardano noi abruzzesi, italiani e cittadini del mondo.

Questo ultimo appuntamento trattera' la petrolizzazione d'Abruzzo, che nonostante le tante parole, promesse e balle della classe politica e' una emergenza che non e' ancora finita. L'ENI infatti ha ancora tutti i terreni ad Ortona e si rifiuta di restituirli agli ex-proprietari. La Vega Oil vuole trivellare Ortona, la Petroceltic Vasto e la MOG vuole dare il colpo di grazia ad Ortona con un pozzo permanente. Presto arrivera' la scure sul teramano.

Visto che ne' il sindaco Fratino, ne l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo di Martino, sembrano essere interessati al problema che riguarda in prima analisi la loro citta', occorre che restiamo tutti all'erta e vigili. Questo vale anche per gli Ortonesi, che a parte i soliti eroi dei vari blog, sono per la maggior parte semi-anestetizzati.

Sulmona sara' un evento interessante, soprattutto per la presenza del regista Massimiliano Mazzotta che ha realizzato un documentario sulle condizioni di vita a Sarroch, in Sardegna, per gentile concessione della famiglia Moratti . Massimo Moratti, Milly Moratti, Letizia Moratti, e Gianfranco Moratti, mentre si gingillano con l'Inter, l'ecopass di Milano, le bici ecologiche, lasciano morire i sardi di malattie e di incidenti in una raffineria con pochissime misure di sicurezza. OIL ci mostrera' come potrebbe diventare il Feudo se il progetto "centro oli" continua ad andare avanti. La pellicola ha vinto vari premi e io ho proprio voglia di vederlo e di ringraziare il Mazzotta per il suo coraggio.

Intanto petrolieri di varia natura hanno deciso di trivellare Pantelleria, le Tremiti, Venezia, la Puglia, le Marche. Non ne usciamo mica.

Wednesday, May 27, 2009

Tumori: Italia vs. USA


Abbiamo gia' parlato delle statistiche del 2008 sulla percentuale di tumori infantili che in Italia
e' il doppio rispetto a quella degli altri paesi europei e rispeto agli Stati Uniti.

Oggi sono uscite delle statistiche americane condotte dall'American Cancer Society. Secondo questa indagine, negli USA i quattro tipi principali di tumori fra gli adulti sono in via di declino: quelli alla prostata, ai polmoni, al colon, e al seno, che sono anche i piu' letali. Queste tendenze vanno avanti dal 1990 e oggi si parla di un abbassamento dei tumori di quasi il 20% negli uomini e dell'11% nelle donne, in 15 anni.

Il che vuol dire 650,000 morti in meno. Il capo dello studio Ahmedin Jamal ha detto:

This is good news because cancer death rates have continued to decrease since the early 1990s because of prevention and improved treatment for many cancers. We have to be optimistic based on the trends. We are on the right track.

I motivi di questo calo dei morti per tumore e' dovuto principalmente ad una miglior prevenzione e a trattamenti migliori. Ci sono meno casi di Hormone Replacement Therapy (terapia ormonale sostitutiva), rispetto al passato e un minor numero di mammografie in donne giovani: per entrambi questi tipi di interventi, i rischi sono maggior dei benefici. Ci sono piu' colonoscopie e il divieto di fumare diventa sempre piu' capillare. Almeno in California, fumare e' considerato roba da sfigati ed e' vietato dappertutto, anche al mare.

Nell'articolo si dice anche che c'e' molto da lavorare, specie per combattere i tumori legati all'obesita', una piaga sociale negli USA e per continuare ad abbassare questi tassi. Cioe' vogliono fare ancora meglio.

Io personalmente sono anche convinta che il calo dei tumori sia da attribuirsi anche ad una miglior cura dell'ambiente, e a severi limiti emissivi di inquinanti di ogni genere. Non per niente costruire raffinerie e' diventato anti-economico dal 1976. Quando sono in Italia spesso leggo di cose prese da questo blog e citate un po a sproposito: in America non ci sono leggi che vietano le raffinerie, ma e' un dato di fatto che non vengono costruite piu' da piu di trenta anni. Perche'? Perche' sono anti-economiche: i costi dovuti al rispetto delle norme ambientali e' cosi alto che si preferisce importare i prodotti finali raffinati altrove.

E in Italia? Sappiamo gia' di essere il paradiso dei petrolieri, che vendiamo all'estero il 25% della benzina che raffiniamo, che la gente muore in tutte le citta' legate alla sua lavorazione ed estrazione, sia negli stabilimenti, come a Sarroch, sia per malattie insidiose dovute alla vicinanza a raffinerie e profumati centri oli, come a Manfredonia, dove pero' e' colpa delle aragoste.

Bene, gli stessi tumori che in USA sono calati di circa il 15%, facendo la media fra uomini e donne, in Italia sono in COSTANTE AUMENTO.

L'associazione italiana di oncologia medica in un congresso a Verona ha affermato che tutti e quattro i principali cancri di cui sopra (colon, seno, polmoni, prostata) sono in netto aumento nel Bel Paese.

C'e' qualcosa da stupirsi? Come sempre, si raccoglie quel che si semina. Se butti porcherie in aria, e' evidente che la gente si ammala. Se i limiti legali sono tutti al disopra di cio' che raccomanda l'OMS e' naturale che poi ne paghi le conseguenze. Se nessuno controlla, nessuno viene multato, e' una conseguenza logica che i morti aumentano. Per dirne una, lasciare a Mafia e Camorra di controllare tre regioni italiane (e secondo me anche l'Abruzzo si avvia verso questa strada) che le trasformano il territorio in repositorio di roba tossica, cosa altro ci aspettiamo se non aumenti di cancro?

Pensiamo che petrolizzare l'Abruzzo non avra' questi tipi di conseguenze? Non ci basta Bussi inquinata?

Ultima nota: la notizia USA e' di oggi ed e' uscita sulla prima pagina di CNN e di tutte le altre testate web americane. Quella Italiana, che sarebbe anche la piu' importante da sapere, cosi magari la gente cerca di migliorare il proprio stile di vita, ribellarsi ed arrabbiarsi e' stata relegata ad un ansa che nessuno ha mai letto.

Meglio non sapere.

Tuesday, May 26, 2009

La morte Saras a Sarroch


Tre vite se ne sono andate oggi dentro lo stabilimento Saras della famiglia Moratti: Daniele Melis, di 26 anni, Luigi Solinas, di 27, e Bruno Muntoni, di 52.

E' molto triste che i tre morti della raffineria cadano negli stessi giorni in cui il sindaco della citta' di Sarroch, Mauro Cois, ha decantato le lodi dello stabilimento, come se si trattasse di una fabbrica di sogni. Beato lui che ci crede e che vive tranquillo con la testa sotto la sabbia.

Le morti sono avvenute nel desolforatore, e cioe' il quello che ad Ortona avrebbero chiamato centro oli.

Dalle pagine del quotidiano la Nuova Sardegna, il sindaco Mauro Cois in data 24 maggio 2009 aveva detto: 'Siamo felici e c'e' la salute a Sarroch'. Parla delle solite cose care ai politici privi di spina dorsale, cosi abbondanti anche in Abruzzo, e cioe' dei compromessi, del mettere tutto sotto un tappeto rosso splendente e di non vedere, non sentire, non fare, finche' e' troppo tardi. Finche' la gente non muore.

E intanto si mette la censura a chiunque abbia voglia e coraggio di denunciare la verita´ come ad esempio il regista Massimilano Mazzotta, che ha girato il documentario OIL e che da mesi cerca di spiegare alla gente che lo stabilimento dei Moratti tanto sicuro non e'.

Due giorni fa il sindaco, in occasione della censura al film, aveva spudoratamente detto:

Allarmismi e strumentalizzazioni non sono accettabili. La verità è che dobbiamo avvicinarci il più possibile al giusto equilibrio tra ambiente, salute e raffineria. Possiamo riuscirci, aumentando la rete di monitoraggio. Per questo è importante confrontarci con la Saras senza preconcetti, senza riverenze e, allo stesso tempo la Saras dev’essere una casa di vetro. L’impresa della famiglia Moratti si vanta da sempre di esserlo, con i suoi certificati ambientali e di sicurezza, con le indagini epidemiologiche dell’università cagliaritana CHE LE DANNO RAGIONE E SMENTISCONO OIL.

Nel 2008 su ventidue casi a rischio le centraline dell’Arpas hanno rilevato numeri sempre inferiori e di molto alla soglia d’emergenza. Ebbene sì, VIVIAMO TRANQUILLI ma sulla sicurezza le maglie continuerano a essere strettissime

E siccome quando la volpe non ci arriva deve dire che l'uva e' acerba in sindaco conclude:

Non invidio chi oggi vive di solo turismo
.

Bene, caro Cois, nelle citta' turistiche la gente non muore avvelenata da esalazioni tossiche dentro una raffinieria. In piu' i suoi controlli sono inutili perche' le leggi italiane lasciano le raffinerie sputare di tutto. Tre persone sono morte. Voglio vedere se lei si fara' promotore di una richiesta forte di risaricimento per le vittime. Spero che lei si vergogni delle sue parole e che chieda scusa ai suoi cittadini.

Intanto, la domanda diventa: di cosa sono morti esattamente quegli operai? Si parla di esalazioni di azoto, le cui modalita' di morte sono simili a quelle dovute all H2S: morte per asfissia e repentina. I nitrati (a base di azoto) sono un altra sostanza di scarto dei desolforatori. A me il dubbio resta, e fortissimo, che possa essersi invece trattato di H2S, idrogeno solforato.

COME HANNO FATTO A FARE LE INDAGINI SUI CADAVERI COSI REPENTINAMENTE? SIAMO IN UNO STABILIMENTO DI DESOLFORAZIONE. MI SEMBRA STRANO ESCLUDERE IDROGENO SOLFORATO O QUALCHE ALTRO DERIVATO DI ZOLFO CON COSI GRANDE RAPIDITA'.

Ma ormai dell'informazione italiana non mi stupisce piu' nulla.

Quello che sappiamo da Sarroch e' che gia un anno fa ci fu un fortissimo incidente con emissioni di idrogeno solforato a Sarroch. Lega Ambiente aveva evidenziato che le fuoriuscite erano di 6 volte superiori ai limiti stabiliti per legge. I Moratti non fecero nulla di concreto per migliorare le condizioni lavorative.

Ricordo che per le raffinerie italiane vige il limite dei 30ppm. Per cui l'incidente di un anno fa aveva causato rilasci di H2S di circa 200ppm. Una vera enormita, specie se rapportato ai limiti fissati dall'OMS di 0.005ppm. Dopo qualche tempo, la Saras fece una relazione per cercare di spiegare cosa era successo. A suo tempo il sindaco Cois aveva denunciato:

Una relazione generica. Aspettavamo che l'azienda mettesse tutto per iscritto perché in una situazione in cui si supera di sei volte il limite consentito dalla legge, non basta che la Saras parli genericamente di guasto. È una vicenda su cui bisogna fare assolutamente chiarezza. Intanto il piano di emergenza non ha funzionatovisto che mentre noi informavamo l'azienda che i picchi di solfuro di idrogeno letti da una delle centraline erano preoccupanti, l'azienda rispondeva che era tutto in ordine.

Il sindaco, a quanto pare ha la memoria corta sulle centraline. I Moratti sono partiti per la Sardegna a piangere lacrime di coccodrillo. Fini ha deciso di osservare tre minuti di silenzio. Politici e amministratori saranno dispiaciuti per un po´, nessuno fara' niente per punire i Moratti e fra qualche mese ci saranno altri morti, a Sarroch o in qualche altro desolforatore d'Italia, non importa. Nuovo giro, nuova corsa.

Il piu' giovane di quei lavoratori aveva 26 anni.


Fonti: La Repubblica, Il Corriere della Sera



Thursday, January 22, 2009

Gian Marco e Massimo Moratti e il Cip6


Come riferisce il Corriere della Sera alcuni medici di Harvard hanno mostrato che vivere in un ambiente sano allunga la vita. Diciamo che la nozione e' abbastanza logica e plausibile, e non ci voleva Harvard per giungere a questa conclusione. Qui pero' hanno quantificato questa longevita': 10 microgrammi per metrocubo di PM (particulate matter o particelle fini) in meno corrispondono a circa 7 mesi in piu di vita.

Ne deduco che 10 microgrammi in piu' accorciano la vita di sette mesi.

Queste particelle, i PM, specie le piu' piccole, arrivano fino ai polmoni e non possono essere piu' espulse dall'organismo. Chissa' se a Mr Gian Marco Moratti gli sono fischiate le orecchie, visto che la sua Saras, a Sarroch emette un po' di tutto e che i limiti del PM a Sarroch li sfondano una volta alla settimana. Chissa' se lui abbia letto quell'articolo del Corriere ed abbia calcolato a quanti mesi di vita umana equivalgono quegli sfioramenti di cui e' moralmente responsabile. Chissa' se un po si sia sentito in colpa.

Scopro poi da un report della Repubblica che nel 2006 la Saras ha fatturato 5.196 milioni di euro, con un utile netto di 293 milioni di euro.

IN UN ANNO OLTRE 500 MILIARDI DELLA VECCHIE LIRE SOLO DI UTILE.

L'utile, nel 2000 era 'solo' di 36 milioni di euro. Ma come hanno fatto quelli della Saras? Aumentare gli utili di quasi 10 volte in pochi anni e' da maghi degli affari.

Ma c'e' il barbatrucco. Non sono stati i bravi manager Saras a fare svettare questi introiti: e' stato il magico Cip6 !! Elementare Watson. Ma come fa la Saras a ricevere i soldi del Cip6, che in teoria e' per industrie che producono energia rinnovabile?

Facciamo un passo indietro. Prima del 2004, gli scarti della raffineria Saras andavano smaltiti, a caro prezzo, come rifiuti speciali. Nel 2004 allora l'idea brillante dei Moratti: bruciamoli quei rifiuti. E nel farlo ci ricaviamo un po' di energia che facciamo passare per alternativa. Nessuno se ne accorgera', avranno pensato.

E siccome l'hanno fatto passare per un metodo nuovo e 'alternativo' per produrre energia ecco che arriva il Cip6. Non ha importanza quanto schifo immettono in aria. Gli diamo la dicitura di 'assimilata' e siamo apposto. Lo Stato italiano (noi) abbiamo dunque regalato 200 milioni di euro alla famiglia Moratti. Neanche fossimo tutti interisti.

Furbo Mr Moratti, eh?

Cosi' accanto alla raffineria vera e propria (completa di desolforatore come vogliono fare ad Ortona) hanno costruito questo inceneritori di rifiuti petroliferi, dal nome luminoso, e intriso di virilita' sarda: Sarlux.

Ogni giorno, 3500 tonnellate di scarti della raffineria, fangosi e puzzolenti (immaginate voi di che robaccia si tratta) arrivano alla Sarlux e vengono bruciati. Dietro di se lasciano una scia di anidride carbonica, ossidi di azoto, solfati e concentrati di vanadio e il nichel che vanno dritti dritti nelle case, nei pesci, nell'aria di Sarroch.

Ma non e' finita qui. L'energia viene venduta poi ad enti pubblici, e non a prezzo di mercato, ma ad un prezzo che e' il DOPPIO del suo valore effettivo. Questo perche', di nuovo, la Sarlux e' un impianto di energia "alternativa".

In piu' come parte degli accordi per il Cip6 si sarebbero dovuti creare dei nuovi posti di lavoro anche in industrie non petrolifere. Dei tanti progetti vaporosi presenati dalla Saras a tuttoggi non ne e' stato realizzato neanche uno. Solo i lavori riguardanti la raffineria sono stati portati a termine. La Repubblica calcola che ogni nuovo posto di lavoro sia costato fra i 400mila e il milione di euro.

A capo della Saras i due fratelli Moratti, Gian Marco e Massimo Moratti. Con tutti i soldi del petrolio Gian Marco ha potuto donare ben 6 milioni di euro alla campagna elettorale della candidata a sindaco di Milano: sua moglie Letizia! Il suo concorrente, che non ha una moglie petrolifera, ha potuto disporre solo di 600,000 euro.

Immaginate chi ha vinto.

Per farsi bella pero' la nostra Letizia ha dato ad Al Gore la citttadinanza onoraria a Milano

e si e' impegnata ad abbracciare nuove poltiche ambientali. E a Sarroch? Quando va ad abbracciare le politiche ambientali per i sardi?

Anche la moglie di Massimo Moratti fa poltica: Milly Moratti (nata Emilia Bossi) e' capogruppo dei Verdi al comune di Milano, regala le bici blu agli assessori (cosi non devono andare in macchina) e addirittura durante la campagna elettorale di Milano diceva ai lombardi che tutto quel PM fa male ed occorre ridurlo perche' favosricono tumori ed infarti.

In una intervista disse che a Milano "la situazione e' drammatica". Perche' questo non lo dice anche ai sardi? O che i loro polmoni sono meno importanti di quelli dei milanesi?

Care Letizia e Milly: Mentre per ridurre lo smog delle automobili ci vuole l'azione concertata della popolazione, controlli e sensibilizzazione, nel caso della Saras/Sarlux ci vuole l'azione di due sole persone: Mr Gian Marco e Mr Massimo Moratti. I capi della Saras.

Evidentemente la coerenza non e' di casa nella famiglia Moratti.

Fonti: La Repubblica,
Sardegna e Liberta',
Sarlux Saras e la salute?

Wednesday, January 21, 2009

Con la coscienza sporca di petrolio




Della storia di Sarroch e della raffineria Saras, in Sardegna abbiamo gia' parlato su questo blog. Il filmato alla fine di questo post e' di Massilimano Mazzotta che ha realizzato un documentario su come si vive per davvero a Sarroch. E' tutto agghiacciante anche per me che vado predicando le conseguenze del petrolio da mesi. Come a Viggiano, sentire e vedere di persona cosa il petrolio porta alle comunita' mi fa male, perche' tutto questo SI SAPEVA ANCHE PRIMA CHE INSTALLASSERO LA RAFFINERIA A SARROCH.

Mi viene rabbia perche' se solo ci fosse stato un minimo di informazione in piu fra la gente e i politici non si sarebbe arrivati a questo punto. E' qui la risposta al tizio di rete otto che mi chiedeva perche' io faccia tutto questo. Come puo' qualsiasi persona con un minimo di sensibilita' e di amore per la propria terra sapere e non indignarsi? Sapere e far finta di niente? Sapere e tacere?

Non e' giusto.

Come descrive il video, a Sarroch lo zolfo lo trovano nei pesci. Il lavoro e' inesistente. L'amianto e' nei corpi delle persone. I controlli sui lavoratori sono fatti superficialmente e usando metodi scorretti. L'esposizione al benzene e agli idrocarburi ha portato danni al DNA delle persone. La gente si ammala di tumori rari.

La Saras appartiene alla famiglia Moratti. Il suo CEO, l'amministratore delegato, e' Massimo Moratti, lo stesso dell'Inter che con i soldi della raffineria poi va a pagare gli acquisti dei calciatori. Della stessa famiglia fa parte anche Letizia Moratti che mette l'ecopass a Milano per contenere l'inquinamento mentre a Sarroch non si degna neppure di far fare i controlli sulla gente come si deve.

Una vergogna.

La Saras del gruppo Moratti riceve, beffa delle beffe, anche i finanziamenti del Cip6, la tassa che i cittadini italiani pagano per incentivare l'energia alternativa, quella vera, tramite la bolletta della luce.

Il sito dell'autorita' per l'energia elettrica ed il gas infatti mostra l'elenco delle prime 10 societa' nazionali che ricevono finanziamenti del Cip6. Sotto la bella dicitura 'fonti assimilate', che comprendono raffinerie e centrali a carbone, compare anche la bella Saras, che riceve circa l'11% dei finanziamenti disponibili! Anche l'ENI ne prende, in quota pari al 3%. La parte del leone la fa il gruppo Edison, operativa anche lei in campo idrocarburi, con il 52%.

In riassunto, i soldi delle tassi dei cittadini di Sarroch finiscono in parte a finanziare i petrolieri che li avvelenano.




Fonti: L'espresso

Thursday, June 5, 2008

Sarroch, Sardegna e l'aria fine


Sarroch e' un paese di seimila anime in provincia di Cagliari dove sorge una raffineria di petrolio della Saras, raffinerie sarde SPA. Lo stabilimento di Sarroch e' uno dei e piu' grandi del Mediterraneo e la principale raffineria in Italia. Il direttore e' Massimo Moratti. A meno di omonimie, credo che sia il fratello di Letizia e il presidente dell'Inter. La raffinieria esiste dagli anni sessanta, ma continua ad ingrandirsi, e nel 2006 la Foster Wheeler Italiana ha avuto una concessione per costruire un nuovo impianto di idrodesulfurizzazione per il trattamento del petrolio amaro. Una sorta di "centro oli" sardo da aggiungere agli impianti che gia' hanno.

Intanto, la qualita' dell'aria di Sarroch e' pessima, stando ai dati elaborati dalla provincia di Cagliari nel 2005. In quell'anno vennero superati anche i limiti legali italiani (spesso piu' larghi di quelli altre societa' occidentali) per le emissioni in aria di SO2, diossido di zolfo. Questo accadde non una, non due volte ma per ben 126 volte - un giorno si e due no. Il limite massimo raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' per l'SO2 e' di 0.2 parti per milione (0.2ppm). A Sarroch si sono registrate punte finanche di 500 ppm, cioe' duemila volte maggiori!

La concentrazione di polveri sottili di 10 micron di diametro, i PM 10 (1 micron = 0.001 millimetri. PM significa particulate matter in inglese) nella zona ha superato per 55 volte il limite massimo di 50 microgrammi/metro cubo come stabilito dalla comunita' europea.

Dagli studi effettuati sulla popolazione si scopre che (in Italia e' tutto preliminare e i report definitivi sono sempre piu' rari!):

"I risultati preliminari dello studio DRIAS (Disturbi Respiratori nell'Infanzia e Ambiente in Sardegna hanno rilevato nei bambini delle scuole elementari di Sarroch una frequenza più elevata di sintomi ostruttivi e bronchitici rispetto ai coetanei delle scuole nei comuni di confronto"

Fra gli altri inquinati, oltre al diossido di zolfo, il benzene, il toluene, il cilene. Il benzene e' un cancerogeno certificato, e dunque non ci sorprende come a Sarroch, i tumori siano, come a Falconara, sempre piu in crescendo. Sarroch supera la media regionale sarda per il cancro al polmone. La percentuale di bimbi con asma e' il DOPPIO rispetto a quelli che vivono lontano dal polo di Mr. Moratti.

"L'evidenza epidemiologica relativa alla raffinazione del petrolio documenta un aumento di rischio per il tumore della cute, e i tumori del sistema linfoematopoietico; essa suggerisce incrementi di rischio per il tumore del polmone, della vescica, e del fegato"

"Sulla base dell'evidenza epidemiologica disponibile il ruolo delle esposizioni occupazionali negli incrementi di rischio osservati negli uomini per malattie dell'apparato respiratorio, tumori di polmone, pleura, fegato e tessuto linfoematopoietico può essere considerato possibile;"

"A Sarroch si verificano eccessi rispetto alla media regionale tra gli uomini del 10% per le malattie dell'apparato respiratorio e del 13-24 % per i tumori al polmone, tra le donne del 10-16% per le malattie dell'apparato respiratorio e del 20 % per i tumori al polmone".

Oltre alla raffineria Sarroch vanta operazioni della Sasol Italy, della Liquigas e della Polimeri Europa, la stessa dell'incendio di Gela dell'altro giorno e che emette pesanti quantita' di SO2 e di idrocarburi policiclici aromatici (fra cui il benzene).

L'otto marzo 2008 ci fu anche una fuga di "notevoli quantita' di idrogeno solforato". Non si sa quanto, non si sa per quanto tempo, non si sa di chi sia la colpa. Si sa solo che e' sopra i limiti di legge, il che vuol dire che e' di gran lunga superiore a quanto possa far bene al corpo umano.

"Le centraline di controllo delle emissioni di idrogeno solforato hanno registrato per l’ennesima volta valori fuori norma. L’aspetto più inquietante – sottolinea Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna - è che la centralina che nella sola giornata di ieri, ha rilevato sei superamenti dei valori di soglia di legge è situata al di fuori dell’impianto. Questo può far solo desumere che i valori devono essere necessariamente più alti nei punti di emissione ai camini.

La ditta che fa i controlli e' pagata dalla Saras.

Fonti: L'altra voce 1, L'altra voce 2,
Regione Sardegna
Fuga di H2S

In quest'ultimo sito ci sono i commenti di chi a Sarroch ci vive.