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Wednesday, May 27, 2009

Tumori: Italia vs. USA


Abbiamo gia' parlato delle statistiche del 2008 sulla percentuale di tumori infantili che in Italia
e' il doppio rispetto a quella degli altri paesi europei e rispeto agli Stati Uniti.

Oggi sono uscite delle statistiche americane condotte dall'American Cancer Society. Secondo questa indagine, negli USA i quattro tipi principali di tumori fra gli adulti sono in via di declino: quelli alla prostata, ai polmoni, al colon, e al seno, che sono anche i piu' letali. Queste tendenze vanno avanti dal 1990 e oggi si parla di un abbassamento dei tumori di quasi il 20% negli uomini e dell'11% nelle donne, in 15 anni.

Il che vuol dire 650,000 morti in meno. Il capo dello studio Ahmedin Jamal ha detto:

This is good news because cancer death rates have continued to decrease since the early 1990s because of prevention and improved treatment for many cancers. We have to be optimistic based on the trends. We are on the right track.

I motivi di questo calo dei morti per tumore e' dovuto principalmente ad una miglior prevenzione e a trattamenti migliori. Ci sono meno casi di Hormone Replacement Therapy (terapia ormonale sostitutiva), rispetto al passato e un minor numero di mammografie in donne giovani: per entrambi questi tipi di interventi, i rischi sono maggior dei benefici. Ci sono piu' colonoscopie e il divieto di fumare diventa sempre piu' capillare. Almeno in California, fumare e' considerato roba da sfigati ed e' vietato dappertutto, anche al mare.

Nell'articolo si dice anche che c'e' molto da lavorare, specie per combattere i tumori legati all'obesita', una piaga sociale negli USA e per continuare ad abbassare questi tassi. Cioe' vogliono fare ancora meglio.

Io personalmente sono anche convinta che il calo dei tumori sia da attribuirsi anche ad una miglior cura dell'ambiente, e a severi limiti emissivi di inquinanti di ogni genere. Non per niente costruire raffinerie e' diventato anti-economico dal 1976. Quando sono in Italia spesso leggo di cose prese da questo blog e citate un po a sproposito: in America non ci sono leggi che vietano le raffinerie, ma e' un dato di fatto che non vengono costruite piu' da piu di trenta anni. Perche'? Perche' sono anti-economiche: i costi dovuti al rispetto delle norme ambientali e' cosi alto che si preferisce importare i prodotti finali raffinati altrove.

E in Italia? Sappiamo gia' di essere il paradiso dei petrolieri, che vendiamo all'estero il 25% della benzina che raffiniamo, che la gente muore in tutte le citta' legate alla sua lavorazione ed estrazione, sia negli stabilimenti, come a Sarroch, sia per malattie insidiose dovute alla vicinanza a raffinerie e profumati centri oli, come a Manfredonia, dove pero' e' colpa delle aragoste.

Bene, gli stessi tumori che in USA sono calati di circa il 15%, facendo la media fra uomini e donne, in Italia sono in COSTANTE AUMENTO.

L'associazione italiana di oncologia medica in un congresso a Verona ha affermato che tutti e quattro i principali cancri di cui sopra (colon, seno, polmoni, prostata) sono in netto aumento nel Bel Paese.

C'e' qualcosa da stupirsi? Come sempre, si raccoglie quel che si semina. Se butti porcherie in aria, e' evidente che la gente si ammala. Se i limiti legali sono tutti al disopra di cio' che raccomanda l'OMS e' naturale che poi ne paghi le conseguenze. Se nessuno controlla, nessuno viene multato, e' una conseguenza logica che i morti aumentano. Per dirne una, lasciare a Mafia e Camorra di controllare tre regioni italiane (e secondo me anche l'Abruzzo si avvia verso questa strada) che le trasformano il territorio in repositorio di roba tossica, cosa altro ci aspettiamo se non aumenti di cancro?

Pensiamo che petrolizzare l'Abruzzo non avra' questi tipi di conseguenze? Non ci basta Bussi inquinata?

Ultima nota: la notizia USA e' di oggi ed e' uscita sulla prima pagina di CNN e di tutte le altre testate web americane. Quella Italiana, che sarebbe anche la piu' importante da sapere, cosi magari la gente cerca di migliorare il proprio stile di vita, ribellarsi ed arrabbiarsi e' stata relegata ad un ansa che nessuno ha mai letto.

Meglio non sapere.

Saturday, February 14, 2009

L'idrogeno solforato e l'uva





Accendo il computer e leggo su Prima da noi di nuovi permessi estrattivi in Abruzzo. Siamo arrivati ormai al 50% del nostro territorio e all'80% della nostra popolazione ad essere interessati alle trivelle. La situazione e' ormai drammatica. Dobbiamo fare tutti di piu' a partire dal nostro troppo timido governatore Chiodi, fino all'ultimo cittadino d'Abruzzo. Domani metto su le mie reazioni. Ora sono troppo schifata dai silenzi della classe politica, della stampa nazionale, e si, anche della maggior parte degli Abruzzesi che continua a dormire nel'ignoranza mentre il nemico petrolifero affila le sue taglienti armi. Quello che segue l'ho scritto ieri pomeriggio.

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Negli scorsi post abbiamo parlato dei danni che le emissioni di idrogeno solforato e di anidride solforosa (H2S e SO2) ed altre sostanze tossiche hanno portato all'agricolura lucana. Danni racontati da contadini e abitanti della zona che semplicemente hanno osservato quel che accadeva attorno a loro: foglie dell'insalata morticcie, uva puzzolente ed appassita, e mele annerite.

Ho deciso allora di andare a scovare cosa e' stato prodotto in questi anni dalla comunita' scientifica a riguardo. Non sono un botanico, ma mi pare che sia abbastanza evidente che i racconti dei contadini vadano a braccetto con vari esperimenti di esposizione controllata di H2S e SO2 sulle piante.

Uno studio del 1978 (trenta anni fa!) condotto da ricercatori dell'Universita' della California a Riverside, poco lontano da Los Angeles, decise di indagare gli effetti dell'H2S a dosi bassi ma continuate nel tempo: il nostro caso.

Si analizzarono colture di soya, viti, barbabietola, insalata, pini ed abeti che per quattro o cinque mesi furono sottoposti a fumigazioni continue di 3 ppm di idrogeno solforato.

Si scopri' che TUTTE le specie analizzate, in maniera piu' o meno accentuata, sofrivano di danni alle foglie, defolizaione, crescita ridotta, morte di alcune specie. Un po minori, ma simili i danni a dosi di 0.3ppm. Non c'erano invece problemi troppo notevoli a 0.03ppm.

Sara' un caso che l'OMS fissa il limite a 0.005ppm?

Perche' in Italia accettiamo che i petrolieri emettano fino a 30ppm invece?

In particolare in questo studio, l'uva fu trattata per 4 mesi circa e si scopri' che le foglie presentavano lesioni bianche o giallastre, e che poi diventavano marroni.

Dopo 4 settimane le viti iniziavano a perdere le foglie e in alcuni le casi, le vigne rimanevano completamente spoglie. Le piante non morivano, ma la crescita era fortemente compromessa: rispetto a campioni normali l'altezza delle piante era di circa la meta' e il peso del carico era di un quarto.

L'articolo e' qui. La versione scaricabile qui. Queste cose e' 30 anni che si sanno. Mi ci sono voluti 10 minuti per trovare informazioni su internet.

Dove sono i politici italiani ad informarsi su questi temi?

In generale, l'idrogeno solforato riduce la crescita di tutte le piante anche a dosi basse. Danni simili si registrano su varie altre piante, fra cui spinaci, pomodori, mele, fagioli, legumi, albicocche, piselli, pesche, fagioli, cetrolio, more, broccoli, radicchio, salvia, tabacco, carote, mais, zucche, grano, fragole, peperoni, rose, girasole, melanzane. Anche l'anidride solforosa (SO2) ha le stesse conseguenze, ed e' emessa direttamente in aria anche lei dai centri di estrazione e lavorazione del petrolio. Varie referenze sono sul documento dell'idrogeno solforato nella lista dei link qui accanto.

E mentre tutti si affavanano per salvare o far riposare Eluana, a seconda dei punti di vista, a nessuno e' venuto in mente che, per dirne una, a Gela continuano a nascere bambini deformi o ad ammalarsi in modo spropositato di leucemie e tumori. Non e' una condanna a morte pure quella?
Dov'e' la chiesa cattolica a difendere la vita qui? Dove sono le urla in parlamento per una sola creatura che abbiamo lasciato morire di veleni petroliferi e industriali? Dov'e' la vergogna per le firme messe sui permessi petroliferi in Abruzzo, e in altre parte d'Italia senza avere letto, studiato, domandato? Dov'e' la coerenza?

Ma poi, e' molto piu' facile prendersela con il signor Englaro, e considerare i bimbi di Gela dei semplici danni collaterali, piuttosto che affrontare con coraggio l'ENI, Mr Moratti o l'ILVA di Taranto.