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Thursday, October 9, 2014

Baker Hughes e il pinkwashing - trivelle rosa per "prevenzione" del tumore al seno


L'empire State Building di New York rosa per Ottobre - 
il mese della prevenzione del tumore al seno.


Anche i petrolieri vogliono fare la loro,
 ed ecco qui che in cambio di $100,000 creano mille trivelle rosa.

Della serie: prima te lo faccio venire il cancro e poi faccio una donazione!

 Trivelle rosa, proprio come l'Empire State Building.


Texas, trivelle e tumori


Il pinkwashing!


Una e' stata pure relagata al museo presidenziale di George W Bush,
in Texas.

Ecco qui la trivella rosa in azione 


Bajer Haghes for the cure


Susan G. Komen è la più grande organizzazione americana di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al seno. Ha circa 100.000 volontari e affiliate in 50 paesi. Negli Usa è un nome abbastanza noto. Organizzano serate, marce, incontri fra le donne – e gli uomini. Sono gli stessi che hanno inventato il fiocco rosa contro il cancro al seno. L’associazione si chiama cosi in memoria della sorella della fondatrice Nancy Goodman, morta di cancro a 36 anni.

In questi giorni la Susan G. Komen ha annunciato di avere creato una partnership con Baker Hughes, una delle più grandi aziende di servizi per i petrolieri – fanghi e fluidi di perforazione, cemento per pozzi, trivelle di ogni dimensione e per ogni tipo di pozzo.

Susan G. Komen distruibuisce fiocchetti rosa per sensibilizzare. Baker Hughes trivella. Cosa possono produrre assieme?

Trivelle rosa. Perfetto!

Non è uno scherzo: la Baker Hughes ha creato veramente mille trivelle rosa “dipinte a mano” che saranno usate in vari siti trivellanti nel mese di Ottobre, tradizionalmente dedicato alla prevenzione dei tumori al seno. Le trivelle saranno inviate nei siti estrattivi in scatole rosa e con dentro fogli informativi sui tumori al seno, cosa fare e spiegando ai trivellatori che occorre al più presto trovare una cura. Il tutto con il sigillo e l’approvazione di Susan G. Komen.
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L’operazione si chiama “Doing Our Bit for the Cure” – un gioco di parole in cui bit sta per “un po’” ma anche per “punta di trivella”.

Interessante, no?

In quella scatola rosa verranno anche spiegati tutti i problemi alla salute delle donne – e degli uomini – collegati alle trivellazioni? Verrà detto, per esempio, che chi è esposto alle operazioni petrolifere è maggiormente esposto al benzene, un cancerogeno? O che aumentano i rischi di malformazione ai feti? O che almeno un quarto dei fluidi di perforazione contiene materiale cancerogeno? Non credo sia necessario riportare qui la litania dei guai alla salute collegati alle trivelle. Ma è noto che le polveri sottili, i rifiuti tossici e radioattivi, l’acqua contaminata e tutti i processi trivellanti portano all’aumento di rischio di tumore a tutti gli stadi dell’operato petrolifero.

Tutto questo in cambio di 100.000 dollari. Questa è infatti la cifra che Baker Hughes ha dedicato alla sua promozione di trivelle rosa alla Susan G. Komer.

Dal canto suo la Breast Cancer Action d’America ha denunciato la collaborazione fra la Susan G. Komen e la Baker Hughes come di un pinkwashing.

Dicono infatti: “We are outraged that as the largest breast cancer organization in the world, you are partnering with a fracking corporation that is poisoning our health.”

Cosa risponde la Susan G. Komen? Dicono che l’evidenza “a questo punto” non mostra con sufficiente convinzione il nesso fra il cancro ed il fracking. E certo, cosa altro possono dire dopo avere intascato il denaro? Ma gli si ritorcerà contro – ne sono certa, – proprio come la partnership fra i giochi della Lego e la Shell che si appresta a trivellare in Artico. Il loro legame commerciale andava avanti per anni, ma è stata appena rescissa a causa dello scandalo popolare e della meravigliosa campagna pubblicitaria di Greenpeace che ha causato non pochi problemi di immagine alla Lego di Danimarca, in questo momento il leader mondiale di giocattoli.





















Sunday, August 23, 2009

Tumori made in ENI


Spulciando su internet vengono fuori vari articoli, anche recenti, su fatti gravi che pero' non portano mai ad azioni politiche vere. l giornalismo italiano e' spesso colpevole di essere troppo superficiale, ma anche quando fanno le cose come si deve, non c'e' ne' una coscienza pubblica forte da esigere che le cose cambino, e ne' tantomeno un senso di amore da parte degli amministratori di garantire una miglior qualita' di vita alle persone.

Mi riferisco, nello specifico ad una indagine portata avanti dall'Espresso nel maggio del 2007. Lo scenario e' abbastanza triste: in Italia c'e' un aumento vertiginoso di tumori. Si parla di livelli da epidemia. Ne avevamo gia' parlato qui e qui, ma questa indagine spicca per precisione, per numeri e perche' si fanno nomi e cognomi, o meglio, sigle. Dall'inchiesta viene fuori che dagli anni ottanta ad oggi, i tumori in Italia sono aumentati

del 20% per linfomi e leucemie

del 27% per il seno

del 10% per il cervello

del 15% circa per il fegato.

Nella regione Lombardia nel giro di venti anni i casi di neuroblastoma, cioe' un tipo di tumore al cervello che colpisce i bambini di eta' fra i zero e i due anni, sono aumentati del 70%, quelli del sistema nervoso quasi del 50%, e le leucemie infantili del 23%.

L'articolo parla di vari fattori che portano alla comparsa di tumori - il fumo, la genetica, la vita sedentaria. Per alcune di queste cose non ci possiamo fare quasi niente - come appunto i geni. Per altre cause sono le persone che decidono di ammazzarsi da sole, con il fumo e decidendo di non far attivita' fisica. Io naturalmente non fumo, e non riesco a capire perche' la gente continui a farlo. La Philip Morris per anni ha sperimentato sui topi per capire come rendere le sigarette le piu' assuefanti possibili. Perche' uno vorrebbe consegnare la propria salute (oltre che i propri quattrini) ai commercianti di sigarette? Volere e' potere per chi pensa che e' impossibile smettere.

Ma poi c'e' la regina delle cause: l'avvelenamento delle nostre acque, dei nostri mari, della nostra aria a causa di inquinanti di vario tipo. Dice l'Espresso:

Così, se il rapporto tra fumo di sigaretta e tumori del polmone e dell'uretra è un fatto indiscutibile, così come quello tra fumo passivo e cancro del seno, è anche vero che se si cercano le ragioni dell'EMERGENZA fotografata in queste pagine, l'attenzione si punta tutta sui VELENI che ci circondano.

Secondo il presidente dell'associazione internazionale medici per l'ambiente, Renzo Tomatis, i tumori italiani con una forte componente ambientale superano il 50 per cento del totale.

Dove aumentano i casi di cancro? In tutta Italia, con una concentrazione micidiale in 54 aree che comprendono 311 comuni. Nella mappa tracciata da 'L'espresso' queste zone di crisi disegnano una radiografia della Penisola avvelenata che corre da Pieve Vergonte, un paese all'ombra della fabbrica Enichem nel profondo Nord della provincia di Verbania, alla punta inferiore della Sicilia, con Gela e il suo petrolchimico voluto da Enrico Mattei per regalare un futuro industriale all'isola.

C'e' da aggiungere qualcosa? La prima in classifica a regalare tumori agli Italiani ed ai loro figli e' la nostra beneamata ENI! Siamo noi ad amazzarci con le nostre mani, visto che l'ENI e' finanziata dagli Italiani stessi, azionari al 30%.

Aree siderurgiche e chimiche, porti e raffinerie: qui si concentrano gli eccessi di mortalità per malattie respiratorie, per tumori alla laringe e ai polmoni, al fegato, alla vescica, leucemia e linfomi. Lo raccontano gli studi sempre più numerosi sulle acciaierie di Genova, Piombino e Taranto, sui petrolchimici siciliani di Gela, Priolo e Augusta, così come sulle raffinerie di Sarroch, Porto Torres e Portoscuso in Sardegna.

Non sono senza colpa i pesticidi, le antenne dei telefonini, i cementifici, le discariche della Camorra a Napoli, gli inceneritori, l'amianto sui tetti.

Di queste conclusioni io non sono affatta stupita, sono due anni che continuo a leggere di storie di morte, di malattie che l'ENI ed altri industriali di pochi scrupoli regalano ai propri dipendenti e a tutti coloro che vivono vicino ai loro stabilimenti. Ed e' senso comune che se respiri aria malsana tutti i giorni della tua vita, qualcosa pure ne risentira' il tuo fisico. Ma non e' solo colpa di ENI e compari.

Quello che mi stupisce di piu' e' che questa inchiesta di due anni fa non ha portato a quasi nessuno scandalo nazionale. La politica non ha fatto nulla. Le normative italiane per il regolamento delle emissioni industriali sono ancora adesso fra le piu' blande al mondo. Abbiamo una ministra dell'ambiente, la Prestigiacomo, che si vanta del suo ambientalismo del fare e che si fa vedere a stringersi la mano con i capi dell'ENI. Ancora adesso, mi arrivano un giorno si e uno no email da varie citta' italiane su proposte di inceneritori, di pozzi di petrolio in posti inimmaginabili, di carbone "pulito", di centrali a biomasse, di turbogas.

Basta!

Non ancora ci si rende conto che investire sull'ambiente significa per prima cosa investire su noi stessi, visto che ci ammaliamo tutti alla fine?

Perche' mentre proliferano infrastrutture di morte, i tetti delle case italiane non hanno tutti i pannelli solari?

Perche' le bonifiche vengono fatte alla meno peggio, se mai si fanno?

Perche' i processi sono deragliati, senza colpevoli, con multe irrisorie, o dove i colpevoli sono le aragoste, come a Manfredonia?

Perche' in Italia la percentuale di bambini che si ammalano di tumore e' del doppio che nel resto d'Europa e degli USA?

Qualcuno di noi quando vede un tetto di amianto va a lamentarsi con le autorita' o con chi l'ha messo - o non l'ha tolto - quel tetto di amianto? Ce ne sono dappertutto in Italia, anche sui tetti delle scuole. Non va mica bene.

Intanto in Germania, i tumori dal 1990 sono iniziati a calare, come riporta the German Cancer Research Center, idem nel Regno Unito dove per esempio il tumore al seno e' calato del 7% dal 1986 ad oggi secondo The Independent, e negli USA dove i tumori sono calati del 20% negli scorsi 20 anni.

Per inciso, mentre in Inghilterra i tumori al seno calano, in Italia un gruppo di ricercatori di Siena assieme a loro colleghi della Pennsylvania, stimano che le cifre che fornisce il governo italiano sono sottostimate del 70%! Cioe' i tumori aumentano, ma il nostro governo per ogni 100 casi, ne riporta solo 30. Malafede, onesto errore? Io non lo so.

Ma andiamo avanti cosi. Abbiamo il cibo migliore del mondo, una nazione bellissima, ma ci piace farci del male da soli.

Fonti: Corriere della Sera

Wednesday, May 27, 2009

Tumori: Italia vs. USA


Abbiamo gia' parlato delle statistiche del 2008 sulla percentuale di tumori infantili che in Italia
e' il doppio rispetto a quella degli altri paesi europei e rispeto agli Stati Uniti.

Oggi sono uscite delle statistiche americane condotte dall'American Cancer Society. Secondo questa indagine, negli USA i quattro tipi principali di tumori fra gli adulti sono in via di declino: quelli alla prostata, ai polmoni, al colon, e al seno, che sono anche i piu' letali. Queste tendenze vanno avanti dal 1990 e oggi si parla di un abbassamento dei tumori di quasi il 20% negli uomini e dell'11% nelle donne, in 15 anni.

Il che vuol dire 650,000 morti in meno. Il capo dello studio Ahmedin Jamal ha detto:

This is good news because cancer death rates have continued to decrease since the early 1990s because of prevention and improved treatment for many cancers. We have to be optimistic based on the trends. We are on the right track.

I motivi di questo calo dei morti per tumore e' dovuto principalmente ad una miglior prevenzione e a trattamenti migliori. Ci sono meno casi di Hormone Replacement Therapy (terapia ormonale sostitutiva), rispetto al passato e un minor numero di mammografie in donne giovani: per entrambi questi tipi di interventi, i rischi sono maggior dei benefici. Ci sono piu' colonoscopie e il divieto di fumare diventa sempre piu' capillare. Almeno in California, fumare e' considerato roba da sfigati ed e' vietato dappertutto, anche al mare.

Nell'articolo si dice anche che c'e' molto da lavorare, specie per combattere i tumori legati all'obesita', una piaga sociale negli USA e per continuare ad abbassare questi tassi. Cioe' vogliono fare ancora meglio.

Io personalmente sono anche convinta che il calo dei tumori sia da attribuirsi anche ad una miglior cura dell'ambiente, e a severi limiti emissivi di inquinanti di ogni genere. Non per niente costruire raffinerie e' diventato anti-economico dal 1976. Quando sono in Italia spesso leggo di cose prese da questo blog e citate un po a sproposito: in America non ci sono leggi che vietano le raffinerie, ma e' un dato di fatto che non vengono costruite piu' da piu di trenta anni. Perche'? Perche' sono anti-economiche: i costi dovuti al rispetto delle norme ambientali e' cosi alto che si preferisce importare i prodotti finali raffinati altrove.

E in Italia? Sappiamo gia' di essere il paradiso dei petrolieri, che vendiamo all'estero il 25% della benzina che raffiniamo, che la gente muore in tutte le citta' legate alla sua lavorazione ed estrazione, sia negli stabilimenti, come a Sarroch, sia per malattie insidiose dovute alla vicinanza a raffinerie e profumati centri oli, come a Manfredonia, dove pero' e' colpa delle aragoste.

Bene, gli stessi tumori che in USA sono calati di circa il 15%, facendo la media fra uomini e donne, in Italia sono in COSTANTE AUMENTO.

L'associazione italiana di oncologia medica in un congresso a Verona ha affermato che tutti e quattro i principali cancri di cui sopra (colon, seno, polmoni, prostata) sono in netto aumento nel Bel Paese.

C'e' qualcosa da stupirsi? Come sempre, si raccoglie quel che si semina. Se butti porcherie in aria, e' evidente che la gente si ammala. Se i limiti legali sono tutti al disopra di cio' che raccomanda l'OMS e' naturale che poi ne paghi le conseguenze. Se nessuno controlla, nessuno viene multato, e' una conseguenza logica che i morti aumentano. Per dirne una, lasciare a Mafia e Camorra di controllare tre regioni italiane (e secondo me anche l'Abruzzo si avvia verso questa strada) che le trasformano il territorio in repositorio di roba tossica, cosa altro ci aspettiamo se non aumenti di cancro?

Pensiamo che petrolizzare l'Abruzzo non avra' questi tipi di conseguenze? Non ci basta Bussi inquinata?

Ultima nota: la notizia USA e' di oggi ed e' uscita sulla prima pagina di CNN e di tutte le altre testate web americane. Quella Italiana, che sarebbe anche la piu' importante da sapere, cosi magari la gente cerca di migliorare il proprio stile di vita, ribellarsi ed arrabbiarsi e' stata relegata ad un ansa che nessuno ha mai letto.

Meglio non sapere.