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Wednesday, December 21, 2016

Las Vegas: 100% rinnovabile, adesso




Hoover Dam, 1931

Boulder Solar 1, in costruzione e completo (2014-2016)

Il sindaco Carolyn Goodman a destra, e il capo della NV Energy che parla all'inaugurazione di Boulder Solar 1 che ha portato il 100% della Las Vegas civica rinnovabile.

Altro impianto solare del deserto del Nevada

Chi l'avrebbe mai detto.

Las Vegas, la citta' della stavaganza e delle luci e dei matrimoni lampo ha anche un record ambientale. E se lo merita.

E' la prima grande citta' americana ad alimentare le sue pubbliche al 100% dal sole, vento e mini-geotermico. E questo non e' poco se si considera quante di quelle luci sono accese lungo "The Strip" e quanti turisti discendano ogni anno su questa citta'.

Dopo Portland, dopo San Francisco, dopo Burlington, ora Las Vegas.

Ad essere alimentati dalle rinnovabili sono tutti gli impianti pubblici della citta', gli edifici governativi, le telecamere, i semafori e le luci sulle strade. 140 edifici per la precisione.

Per quanto riguarda le case delle persone e i business privati, qui la transizione non e' ancora completa, anche se e' questo uno degli obiettivi futuri e la NV Energy gia' sta creado dei pacchetti per distribuire energia direttamente ai residenti.

Come tutte le cose, neanche questo risultato nasce a caso: il sindaco Carolyn Goodman dice che Las Vegas civica al 100% rinnovabile giunge al culmine di 10 anni di transizione, grazie anche ad un accordo con la ditta NV Energy (NV sta per Nevada) di qualche anno fa che ha portato alla costruzione di un mega-impianto solare nel deserto, il Boulder Solar 1 inaugurato una settimana fa.

Assieme al suo precedessore Boulder Solar II enera 100MegaWatt di energia.

Il sindaco dice che Las Vegas e' ora un "world leader" della sostenibilita'.  In questi anni, non solo hanno cercato di generare piu' energia rinnovabile, ma hanno anche cercato di ridurre consumi di acqua e di elettricitca' tout court.

Per il futuro presto arrivera' in citta' anche l'energia dalla vicina Hoover Dam, una grande diga costruita nel 1931, non lontano dalla citta'.

Oltre al vanto di poter dire di essere 100% renewable, Las Vegas ha risparmiato nel corso degli scorsi 10 anni circa 5 milioni di dollari, ed ha diminuito il consumo di energia del 30 come riporta il Las Vegas Review-Journal.

Come gia' detto, se non ci sara' Trump, ci sara' una fitta schiera di cittadine, democratiche o repubblicane che siano, a portare avanti tutte a loro modo la sfida dell'abbandono alle fonti fossili.

La storia va avanti. Il petrolio era il futuro 150 anni fa.

Adesso e' solo morte, distruzione e poverta'.



Thursday, October 9, 2014

Baker Hughes e il pinkwashing - trivelle rosa per "prevenzione" del tumore al seno


L'empire State Building di New York rosa per Ottobre - 
il mese della prevenzione del tumore al seno.


Anche i petrolieri vogliono fare la loro,
 ed ecco qui che in cambio di $100,000 creano mille trivelle rosa.

Della serie: prima te lo faccio venire il cancro e poi faccio una donazione!

 Trivelle rosa, proprio come l'Empire State Building.


Texas, trivelle e tumori


Il pinkwashing!


Una e' stata pure relagata al museo presidenziale di George W Bush,
in Texas.

Ecco qui la trivella rosa in azione 


Bajer Haghes for the cure


Susan G. Komen è la più grande organizzazione americana di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al seno. Ha circa 100.000 volontari e affiliate in 50 paesi. Negli Usa è un nome abbastanza noto. Organizzano serate, marce, incontri fra le donne – e gli uomini. Sono gli stessi che hanno inventato il fiocco rosa contro il cancro al seno. L’associazione si chiama cosi in memoria della sorella della fondatrice Nancy Goodman, morta di cancro a 36 anni.

In questi giorni la Susan G. Komen ha annunciato di avere creato una partnership con Baker Hughes, una delle più grandi aziende di servizi per i petrolieri – fanghi e fluidi di perforazione, cemento per pozzi, trivelle di ogni dimensione e per ogni tipo di pozzo.

Susan G. Komen distruibuisce fiocchetti rosa per sensibilizzare. Baker Hughes trivella. Cosa possono produrre assieme?

Trivelle rosa. Perfetto!

Non è uno scherzo: la Baker Hughes ha creato veramente mille trivelle rosa “dipinte a mano” che saranno usate in vari siti trivellanti nel mese di Ottobre, tradizionalmente dedicato alla prevenzione dei tumori al seno. Le trivelle saranno inviate nei siti estrattivi in scatole rosa e con dentro fogli informativi sui tumori al seno, cosa fare e spiegando ai trivellatori che occorre al più presto trovare una cura. Il tutto con il sigillo e l’approvazione di Susan G. Komen.
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L’operazione si chiama “Doing Our Bit for the Cure” – un gioco di parole in cui bit sta per “un po’” ma anche per “punta di trivella”.

Interessante, no?

In quella scatola rosa verranno anche spiegati tutti i problemi alla salute delle donne – e degli uomini – collegati alle trivellazioni? Verrà detto, per esempio, che chi è esposto alle operazioni petrolifere è maggiormente esposto al benzene, un cancerogeno? O che aumentano i rischi di malformazione ai feti? O che almeno un quarto dei fluidi di perforazione contiene materiale cancerogeno? Non credo sia necessario riportare qui la litania dei guai alla salute collegati alle trivelle. Ma è noto che le polveri sottili, i rifiuti tossici e radioattivi, l’acqua contaminata e tutti i processi trivellanti portano all’aumento di rischio di tumore a tutti gli stadi dell’operato petrolifero.

Tutto questo in cambio di 100.000 dollari. Questa è infatti la cifra che Baker Hughes ha dedicato alla sua promozione di trivelle rosa alla Susan G. Komer.

Dal canto suo la Breast Cancer Action d’America ha denunciato la collaborazione fra la Susan G. Komen e la Baker Hughes come di un pinkwashing.

Dicono infatti: “We are outraged that as the largest breast cancer organization in the world, you are partnering with a fracking corporation that is poisoning our health.”

Cosa risponde la Susan G. Komen? Dicono che l’evidenza “a questo punto” non mostra con sufficiente convinzione il nesso fra il cancro ed il fracking. E certo, cosa altro possono dire dopo avere intascato il denaro? Ma gli si ritorcerà contro – ne sono certa, – proprio come la partnership fra i giochi della Lego e la Shell che si appresta a trivellare in Artico. Il loro legame commerciale andava avanti per anni, ma è stata appena rescissa a causa dello scandalo popolare e della meravigliosa campagna pubblicitaria di Greenpeace che ha causato non pochi problemi di immagine alla Lego di Danimarca, in questo momento il leader mondiale di giocattoli.