
Tre vite se ne sono andate oggi dentro lo stabilimento Saras della famiglia Moratti: Daniele Melis, di 26 anni, Luigi Solinas, di 27, e Bruno Muntoni, di 52.
E' molto triste che i tre morti della raffineria cadano negli stessi giorni in cui il sindaco della citta' di Sarroch, Mauro Cois, ha decantato le lodi dello stabilimento, come se si trattasse di una fabbrica di sogni. Beato lui che ci crede e che vive tranquillo con la testa sotto la sabbia.
Le morti sono avvenute nel desolforatore, e cioe' il quello che ad Ortona avrebbero chiamato centro oli.
Dalle pagine del quotidiano la Nuova Sardegna, il sindaco Mauro Cois in data 24 maggio 2009 aveva detto: 'Siamo felici e c'e' la salute a Sarroch'. Parla delle solite cose care ai politici privi di spina dorsale, cosi abbondanti anche in Abruzzo, e cioe' dei compromessi, del mettere tutto sotto un tappeto rosso splendente e di non vedere, non sentire, non fare, finche' e' troppo tardi. Finche' la gente non muore.
E intanto si mette la censura a chiunque abbia voglia e coraggio di denunciare la verita´ come ad esempio il regista Massimilano Mazzotta, che ha girato il documentario OIL e che da mesi cerca di spiegare alla gente che lo stabilimento dei Moratti tanto sicuro non e'.
Due giorni fa il sindaco, in occasione della censura al film, aveva spudoratamente detto:
Allarmismi e strumentalizzazioni non sono accettabili. La verità è che dobbiamo avvicinarci il più possibile al giusto equilibrio tra ambiente, salute e raffineria. Possiamo riuscirci, aumentando la rete di monitoraggio. Per questo è importante confrontarci con la Saras senza preconcetti, senza riverenze e, allo stesso tempo la Saras dev’essere una casa di vetro. L’impresa della famiglia Moratti si vanta da sempre di esserlo, con i suoi certificati ambientali e di sicurezza, con le indagini epidemiologiche dell’università cagliaritana CHE LE DANNO RAGIONE E SMENTISCONO OIL.
Nel 2008 su ventidue casi a rischio le centraline dell’Arpas hanno rilevato numeri sempre inferiori e di molto alla soglia d’emergenza. Ebbene sì, VIVIAMO TRANQUILLI ma sulla sicurezza le maglie continuerano a essere strettissime
E siccome quando la volpe non ci arriva deve dire che l'uva e' acerba in sindaco conclude:
Non invidio chi oggi vive di solo turismo.
Bene, caro Cois, nelle citta' turistiche la gente non muore avvelenata da esalazioni tossiche dentro una raffinieria. In piu' i suoi controlli sono inutili perche' le leggi italiane lasciano le raffinerie sputare di tutto. Tre persone sono morte. Voglio vedere se lei si fara' promotore di una richiesta forte di risaricimento per le vittime. Spero che lei si vergogni delle sue parole e che chieda scusa ai suoi cittadini.
Intanto, la domanda diventa: di cosa sono morti esattamente quegli operai? Si parla di esalazioni di azoto, le cui modalita' di morte sono simili a quelle dovute all H2S: morte per asfissia e repentina. I nitrati (a base di azoto) sono un altra sostanza di scarto dei desolforatori. A me il dubbio resta, e fortissimo, che possa essersi invece trattato di H2S, idrogeno solforato.
COME HANNO FATTO A FARE LE INDAGINI SUI CADAVERI COSI REPENTINAMENTE? SIAMO IN UNO STABILIMENTO DI DESOLFORAZIONE. MI SEMBRA STRANO ESCLUDERE IDROGENO SOLFORATO O QUALCHE ALTRO DERIVATO DI ZOLFO CON COSI GRANDE RAPIDITA'.
Ma ormai dell'informazione italiana non mi stupisce piu' nulla.
Quello che sappiamo da Sarroch e' che gia un anno fa ci fu un fortissimo incidente con emissioni di idrogeno solforato a Sarroch. Lega Ambiente aveva evidenziato che le fuoriuscite erano di 6 volte superiori ai limiti stabiliti per legge. I Moratti non fecero nulla di concreto per migliorare le condizioni lavorative.
Ricordo che per le raffinerie italiane vige il limite dei 30ppm. Per cui l'incidente di un anno fa aveva causato rilasci di H2S di circa 200ppm. Una vera enormita, specie se rapportato ai limiti fissati dall'OMS di 0.005ppm. Dopo qualche tempo, la Saras fece una relazione per cercare di spiegare cosa era successo. A suo tempo il sindaco Cois aveva denunciato:
Una relazione generica. Aspettavamo che l'azienda mettesse tutto per iscritto perché in una situazione in cui si supera di sei volte il limite consentito dalla legge, non basta che la Saras parli genericamente di guasto. È una vicenda su cui bisogna fare assolutamente chiarezza. Intanto il piano di emergenza non ha funzionatovisto che mentre noi informavamo l'azienda che i picchi di solfuro di idrogeno letti da una delle centraline erano preoccupanti, l'azienda rispondeva che era tutto in ordine.
Il sindaco, a quanto pare ha la memoria corta sulle centraline. I Moratti sono partiti per la Sardegna a piangere lacrime di coccodrillo. Fini ha deciso di osservare tre minuti di silenzio. Politici e amministratori saranno dispiaciuti per un po´, nessuno fara' niente per punire i Moratti e fra qualche mese ci saranno altri morti, a Sarroch o in qualche altro desolforatore d'Italia, non importa. Nuovo giro, nuova corsa.
Il piu' giovane di quei lavoratori aveva 26 anni.
Fonti: La Repubblica, Il Corriere della Sera