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Wednesday, February 11, 2015

Scoppio di FPSO in Brasile: tre morti, sei dispersi e dieci feriti












Il giorno 11 Febbraio 2015 e’ scoppiata una FPSO della Petrobras in Brasile a causa di una fuga di gas. La nave si e' poi incendiata. Sei persone mancano all’appello, dieci sono i feriti e almeno tre persone sono morte come riporta O globo, la principale agenzia di stampa brasiliana. 

Si tratta della Cidade de São Mateus, ancorata a 50 chilometri dalla citta’ di Vitoria nello stato meridionale Espírito Santo. La Petrobras opera qui nella concessione Camarupim e Camarupim Nord,  un campo di gas e di petrolio a 75 chilometri da riva, gia' dal 2009. La Cidade de Sao Mateus riesce a stoccare fino a 700 barili di greggio.

L'incidente e' accaduto alle 12:50 ora locale, ma la Petrobras ne ha dato notizia solo dopo sette ore,  negando che vi sia stato inquinamento del mare. L'incendio e' stato finalmente domato, e sono arrivate in sede navi ed aerei. Secondo Jose Maria Rangel, coordinatore della Federazione Unica dei lavoratori del petrolio del Brasile, (FUP), la FPSO aveva gia' subito un controllo della Marina nell' aprile 2014, quando vennero trovate delle irregolarita' per le procedure antincendio e di salvataggio vittime, e adesso ci sara' una indagine per verificare se ci siano stati degli errori da parte della Petrobras.

La FPSO della Petrobras e' lo stesso tipo di infrastruttura che la Medoilgas/Rockhopper vuole installare nei mari d'Abruzzo, secondo la concessione Ombrina Mare. Questo episodio gravissimo, di una nave stocca-petrolio che si incendia dopo solo cinque anni di attivita', con problemi di sicurezza e con nove fra morti e dispersi, sottolinea ancora una volta la pericolosita' e la follia del progetto Ombrina Mare, dove invece che a 40 chilometri da riva come in Brasile, siamo ad una distanza di soli nove chilometri da San Vito Marina.

Mi auguro che i membri della commissione che dovranno valutare il progetto Ombrina Mare siano coscienti della pericolosita' di questi impianti e che le autorita' d'Abruzzo, a partire dal presidente d'Alfonso continuino a far presente ai ministeri romani la pericolosita' di Ombrina e quanto poco ci sia da guadagnarci per noi cittadini a fronte di rischi enormi, come quello della Cidade de Sao Mateus.

Non si tratta di se scoppieranno, si tratta di quando.
 


Monday, June 10, 2013

Ombrina: il vento di Sergio Morandi

Qualche tempo fa pubblicai dei dati della MOG sull'inquinamento prodotto da Ombrina Mare.

Notare che secondo gli illustri scienziati della MOG, il vento portera' tutta la loro monnezza o verso il mare aperto, in ogni direzione fuoche' nella direzione della costa. Questo per esempio e' l'H2S emesso dalla nave FPSO - secondo loro.



Notare che il centro della "macchia" e' posto in modo tale che pare che i venti spingano l'H2S verso il mare.

Ora: che la monnezza finisca verso riva o verso mare, secondo me, non fa nessuna differenza: sempre monnezza e' e sempre il nostro ambiente va ad intaccare.

Seconda cosa, credo che le motivazioni contro Ombrina siano gia' tutte note e stranote da tempo, e non serve aggiungere altri dati - lo sappiamo tutti che Ombrina non portera' niente di buono a nessuno.

Mi sovviene pero' di cercare i dati sulla ventosita' media dell'Abruzzo.

Ecco cosa trovo - per ieri ed oggi, dal sito xcweather




e qui invece le previsoni per i prossimi giorni







mmh... I venti vanno un po nella direzione opposta, di quello che dice Morandi!

Sara' un caso? Chissa. Indago meglio.

Voila' - ecco le statistiche dei venti su un periodo che vanno dal 2000 ad oggi! 13 anni di media:



I venti soffiano tutti verso la costa, per la maggior parte del tempo!! Solo nei mesi invernali la direzione e' diversa.

Da dove tira fuori Morandi le sue mappe allora?

E chi lo sa - probabilmente come tutto quello che dice, dal portafoglio!

Wednesday, February 20, 2013

Approvata Ombrina Mare


Una nave FPSO - a pochi chilometri dalla costa teatina -
Grazie a Gianni Choidi
 

Non ho molto tempo, ma il file ufficiale e' qui. E pensare che il comune di Lanciano aveva questa carta dal 14 Febbraio e hanno ben pensato di tenrere tutto nascosto per un po.

Gianni Chiodi, cosa ha da dire?
Enrico Di Giuseppantonio, cosa ha  da dire?
Giovanni Legnini, cosa ha da dire?
Nazario Pagano, cosa ha da dire?
Carlo Costantini, cosa ha da dire?
Fabrizio Di Stefano, cosa ha da dire?
Mario Pupillo, cosa ha da dire?
Luigi Comini, cosa ha da dire?
Rocco Catenaro, cosa ha da dire?
Eugenio Caporella, cosa ha dire?
Marinella Sclocco, cosa ha da dire?
Remo Di Martino, cosa ha da dire?

Non voglio sentire che non e' colpa vostra. Voi avete in mano comuni, regione, provincia, e se solo lo VOLEVATE e aveste lavorato insieme questo scempio non si sarebbe realizzato.

Agli Abruzzesi: e' anche colpa vostra. La democrazia funziona solo se uno CONOSCE i propri diritti, non ha paura di farli valere ed ESIGE che la cosa pubblica sia rispettata.

ESIGE. Ogni giorno. Senza se e senza ma.

God Bless.








Tuesday, December 11, 2012

Il ritorno di Ombrina Mare

E cosi mentre i nostri politici dormono, Ombrina torna alla carica. Eccolo il nostro mare se nessuno fa niente.

Nave FPSO - progettata per la costa teatina.


La concessione Ombrina Mare proposta per le coste d'Abruzzo dalla ditta inglese Mediterranean Oil and Gas e' tornata al vaglio del governo centrale. In queste settimane i ministeri romani infatti raccolgono pareri e osservazioni da parte di enti, regioni e comuni sulle trivellazioni nei mari d'Abruzzo.

Ombrina Mare aveva gia' ricevuto un preavviso di rigetto nel 2010 dal Ministero dell'Ambiente a causa del Decreto Prestigiacomo e degli enormi impatti che avrebbe comportato ai residenti, al turismo, alla pesca e a varie zone protette che sorgono lungo il litorale della costa teatina, accogliendo il parere di centinaia e centinaia di cittadini, associazioni, docenti universitari ed enti locali che avevano espresso la loro contrarieta' mandando osservazioni in critica ed organizzando molteplici eventi di protesta.

Il progetto della MOG riguarda il litorale fra Ortona, San Vito, Fossacesia, Rocca San Giovanni e Torino di Sangro e  prevede la costruzione di un piattaforma per estrazione di petrolio a 5 chilometri
da riva e di una nave FPSO che altro non e' se non un "centro oli a mare" per la desolforazione del greggio. Pozzo e nave sorgono nelle strette vicinanze di una riserva di pesca finanziata dall'UE.

La stessa MOG stima che ogni giorno ci sara' l'incerimento di circa 200 tonnellate di materiale di scarto da una fiamma perenne sulla nave FPSO. Questo tipo di raffinerie galleggianti non vengono
usate neanche nel golfo del Messico per la loro pericolosita'.

Il Decreto Sviluppo nell'estate 2012 da alla MOG la possibilita'  di riaprire nuovamente la discussione. Questa volta secondo un procedimento profondamente antidemocratico, i cittadini
sono stati esclusi dall'invio di osservazioni.

Chiediamo a Gianni Chiodi, a Gianfranco Giuliante e a Mauro Febbo di intervenire con vigore sulla questione e di inviare osservazioni ufficiali presso il governo centrale a nome della regione Abruzzo,
ricordando le promesse del 2010 secondo le quali la giunta regionale avrebbe "contrastato ogni forma di trivellazione".

Finora la regione Abruzzo non ha espresso parere alcuno su Ombrina e su nessun altro progetto petrolifero,  a differenza della regione Puglia che ripetutamente ha stilato documenti di contrarieta' alle trivellazioni in Adriatico, e fatto ricorsi al TAR.

Invitiamo altresi' tutti i sindaci della costa e dei comuni confinanti che usufruiscono dello stesso tratto di mare, Lanciano e Vasto in primis, di far valere i propri diritti,  e di ricordare al ministero dello
sviluppo economico che il mare non e' di Corrado Passera o della MOG ma dei cittadini d'Italia.

Thursday, July 12, 2012

La Forest Oil a picco


On the whole, Forest Oil is not doing well.
In generale, le cose alla Forest Oil non vanno bene.



Il rating della Forest Oil Corporation di Denver, in questo momento e' "underperform".

Questa e' una parola carina per dire che le sue "performance" sono inferiori a quanto ci si aspetta. Nella realta' vuol dire che le cose vanno a rotoli.

Secondo il gruppo Wall Street Window infatti la spirale delle azioni della Forest Oil e' tale che l'azienda ha perso quasi la meta' del suo valore rispetto all'anno scorso.

Per la precisione il 47.5%.

E anzi, se uno guarda ancora piu' indietro, ma neanche tanto, viene fuori che nel Febbraio del 2011 le sue azioni stavano a $39 dollari l'una. Adesso il prezzo oscilla sui $7 dollari. Oggi 12 Luglio erano a $5.72.

Ecco perche' Giorgio Mazzenga e' cosi' incallito su Bomba: sta per finire la cuccagna!

A Denver, hanno rimpiazzato il loro amministratore delegato - CEO (Chief Executive Officer) Craig Clark con un nuovo capo, tale Patrick McDonald dopo 11 anni. Anche il loro COO (Cheif Operating Officer), John Ridens, si e' dimesso.

I problemi sono tanti: i prezzi del gas naturale sono calati con minori margini di guadagno per la Forest Oil, non sanno bene che fare per il futuro, hanno un debito galoppante di 1.8 miliardi di dollari e non possono piu' chiedere prestiti. Hanno pure una causa in corso a New York per avere mentito agli investitori, come ricordato anche qui.

Fra i vari motivi, dicono anche che ci sono delle "incertezze" su vari campi di gas e di petrolio "sparsi per il mondo", relativamente nuovi e che non si sa se verranno sviluppati.

Traduzione:

E poi ci sono quei cocciuti degli Abruzzesi che gli hanno fatto perdere 35 milioni di dollari con l'affare Bomba!

Poverini.

Dicono che si concentreranno sullo sviluppo di shale gas in Texas - auguri! - e che propongono di vendere alcuni giacimenti al miglior offerente.

Altri siti con lo stesso tipo di notizie sono qui

Forest Oil - a speculative idea

Azioni della Forest Oil

Qui i procedimenti legali per l'affare Lone Pine e le menzogne agli investitori.

Giorgio Mazzenga, le mando una fischiettata virtuale pure io.
Buone cose.


 



Monday, July 9, 2012

Ritorna anche Ombrina Mare



Una nave FPSO - non e' fantascienza ma scritto 
nei progetti della MOG per la Costa Teatina.



La Costa Teatina all'ombra dei pozzi di petrolio 
 come vista dai bimbi delle elementari di San Vito Marina



The immediate goals of the Company will be to seek the 
award of a production concession for the Ombrina Mare field.

Lo scopo immediato della Compagnia sara' di cercare 
di ottenere la concessione per sviluppare il campo di Ombrina Mare



Siamo contro tutti i progetti petroliferi, nel nostro mare e nella nostra terra mentre in passato il piano, come tutti ricorderanno, e' stato sostenuto ed appoggiato da esponenti del centro sinistra.




 E come poteva essere altrimenti?

Il 15 Giugno del 2012 come gia' annunciato su vari siti e blog, il nostro lungimirante governo ha deciso di portare "ammende" al decreto della Prestigiacomo, il DL 128 del 2010. Questo decreto vietava operazioni petrolifere a meno di 5 miglia dalla costa che diventavano 12 in caso di riserve marine.

Adesso c'e' un nuovo decreto, il DL 83 del 2012, pubblicato il 26 Giugno del 2012 in cui:


1. I limiti posti dalla Prestigiacomo vengono modificati, e innalzati a 12 lungo tutto il perimetro della costa italiana;

2. Le royalties vengono portate al 7% in mare; l'aumento delle royalties servira' per dare piu' fondi al Ministero dello Sviluppo Economico, e al Ministero dell'Ambiente;

3. Dulcis in fundo, c'e' la possibilita' per tutti i pozzi per cui l'iter era gia' iniziato di essere esclusi dal decreto precedente e da quello attuale.


In altre parole: una presa in giro, visto che molte delle concessioni sono state chieste prima del 2010.

Che senso ha allora mettere un limite piu' stringente se nel frattempo tutta la costa e' stata deturpata da
pozzi e trivelle?

E poi, ma che ragionamento e': trivelliamo tutto lo stivale e poi facciamoci versare 2 lire in piu' per la protezione dell'ambiente.

Sono ridicoli. Ma chi gliel'ha data la laurea a questi?

E soprattutto, chi puo' credere alla balla che c'e' sicurezza a 13 miglia e non a 12?

Come ho ripetuto all'infinito, in Florida c'e' piu' petrolio che in tutta Italia, e li esiste il divieto ASSOLUTO di trivellare a 200 chilometri dalla riva a causa dei timori di contaminazione, e per lo stesso motivo i limiti USA lungo le coste Est ed Ovest sono di 100 miglia e non di 12. Questi limiti sussistono dal 1981.

Il fatto che questo nuovo decreto sia una gran presa il giro lo sanno anche i petrolieri.  Infatti qualche giorno fa, la MOG manda questo bel comunicato ai suoi investitori dove illustra i "benefici" del nuovo decreto ai suoi investitori.

Dicono cosi' quelli della MOG:

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The key benefits of the Decree, are that the Company’s subsidiary, Medoilgas Italia SpA, would be able to seek the award of a production concession covering the Ombrina Mare oil and gas field in the Central Adriatic. 


I principali benefici del Decreto sono che una delle sussidiarie della Compagnia, la Medoilgas Italia, SpA potra' chiedere l'assegnazione di una concessione che copra il campo di petrolio e di gas di Ombrina Mare nell'Adriatico Centrale.

The relevant application, which includes the proposed field development plan, was submitted in December 2008, received technical approval in June 2009 and was completing the final stages of environmental approval when DLGS 128/2010 came into force. Furthermore, the Company’s existing production concession AC19.PI in the Northern Adriatic is also excluded from the restrictions of DLGS 128/2010. 


La richiesta in oggetto, che include il progetto di sviluppo del campo, e' stato presentato nel dicembre del 2008 ed ha ricevuto una approvazione tecnica nel Giugno del 2009. Stava completanto la fine del suo iter ambientale quando il DLGS 128/2010 e' venuto in effetto. Per di piu' la concessione esistente della compagnia, la AC19.PI nell'Adriatico del Nord e' esente dalle restrizioni del DLGS 128/2010.

The immediate goals of the Company will be to seek the award of a production concession for the Ombrina Mare field, and to increase the priority of the development of the Northern Adriatic. The Decree also includes a provision for an increase of 3% in royalty payable by offshore hydrocarbon producers.

Lo scopo immediato della Compagnia sara' di cercare di ottenere la concessione per sviluppare il campo di Ombrina Mare e di velocizzare lo svulippo dell'Adriatico del Nord. Il decreto include una provvisione per l'aumento delle royalties del 3% da pagare da parte dei produttori di idrocarburi.

The proceeds are to be allocated to the state budgets of the Ministry for the Environment, and the Ministry for Economic Development, to support the monitoring and enforcement of marine environmental protection and supervision of environmental safety for exploration and production activities offshore Italy. 

Il ricavato e' da essere allocato presso le finanze del Ministero dell'Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico, per supportare il monitoraggio e l'applicazione della protezione marina e la supervisione di sicurezza ambientale per le attivita' di esplorazione e di produzione nei mari d'Italia.

The increased royalty of 3% will have an impact on the profitability of the Guendalina field, and subsequently for Ombrina Mare, but the economics of both these assets remain viable and the Company is supportive of the proposed uses of these funds for increased environmental protection.

L'aumento del 3% delle royalties avra'un impatto sulla profittabilita' del campo Guendalina e per Omrbina Mare, ma le situazione economica di entrambe queste risorse restano favorevoli e la Compagnia concorda con l'uso proposto dei fondi per aumentare la protezione dell'ambiente.

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E intanto la MOG ha fatto tutto quello che doveva fare - ha esteso la sua concessione, fino al 2015, ha sistemato i suoi confini, che ora sono fuori dalla fascia dalle 12 miglia, e hanno fatto il conti.




E ora hanno avuto quel poco che gli mancava: di poter inquinare tutto il mare, di poter mettere una nave desolforatore in bella vista che sputera' idorgeno solforato, fiamma e fumo 24 ore su 24.

Pero' noialtri possiamo star tranquilli perche' con le loro briciole avremo il monitoraggio, e anzi, siccome sono magnanimi,  sono favorevoli al monitoraggio, che assolutamente non tange i loro profitti.

Il tutto per 40 milioni di barili di petrolio, da vendersi al miglior offerente e su un arco di 20, 30 anni.
Ne consumiamo 1.6 milioni AL GIORNO.

Tutto questo disastro per 40./1.6 = 25 giorni di petrolio di fabbisogno nazionale, se tutto gli va bene ed in totale, spalmati su decenni.


Che pena - lo vede anche un bambino che e' tutta speculazione.

E se Gianni Chiodi fosse un Uomo, direbbe la sua.

Ma siccome non sa, non ama, non vede, non fa, restera' li, l'ombra di se stesso.

Nel 2010, Gianni Chiodi a mo' di propaganda aveva detto - senza muovere un ceppo, sia chiaro:

La bocciatura di Ombrina Mare 2 da parte della Commissione nazionale per la Valutazione d'impatto ambientale premia la scelta di questo governo regionale di ostacolare in maniera decisa la deriva petrolifera che, da sempre abbiamo ritenuto, possa danneggiare gravemente il nostro ambiente e la nostra economia.

Che pena.  E adesso cosa ha da dire, da fare Gianni Chiodi?

Niente, perche' e' vuoto tanto quanto vuote erano le sue parole di due anni fa.

Non ha il coraggio di alzare un dito in favore della sua gente e contro gli speculatori.

Non aveva coraggio con la Prestigiacomo, non ha coraggio adesso. Che pena veramente.

E Mauro Febbo, cosi' intransigente contro il Parco della Costa Teatina, ha qualcosa da dire? O gli vanno bene le trivelle? 

E anche qui, dove sono i sindaci della costa - San Vito, Torino di Sangro, Ortona?

Mah. Si vede che invece del Parco gli piace la nave desolforatore.








Thursday, December 29, 2011

Giorgio Mazzenga e John Klein della Forest Oil Corporation: senza vergogna


Ai cittadini di Bomba:
Non credetegli a Giorgio Mazzenga,
quello vuole solo speculare sulla vostra salute
seduto dalle sue comode poltrone romane!


Non sanno che pesci prendere! Che ridere, che ridicoli! Non gli e' bastata la figuraccia di qualche mese fa, quando tutto il paese di Bomba gli si e' rivoltato contro, assieme a tutta la provincia di Chieti, assieme a 19 sindaci di altrettanti comuni, assieme a tutto il resto d'Abruzzo. Non gli e' bastato a tornano alla carica.

JOHN KLEIN:
GIORGIO MAZZENGA:
NO IS NO IS NO.
DO YOU GET IT?

Si vede che a Giorgio Mazzenga e a John Klein della Forest Oil Corporation non gli interessa di essere odiati da tutti: vogliono solo tirare fuori la melma che abbiamo nel sottosuolo d'Abruzzo, costi quel che costi, per arricchircisi loro e i loro azionisti. Che vergogna! Una multinazionale contro un paesino di 1000 abitanti.

Ed ecco che il 12 dicembre 2011 mandano una innocente letterina ai cittadini di Bomba con una lucicante letterina e con una brochure informatica che dice:

Da diversi anni nel territorio del Comune di Bomba si parla e si discute del progetto Forest per l'impianto di estrazione e di trattamento di gas che abbiamo intenzione di costruire.

Traduzione: siamo sopresi che non ci siamo ancora riusciti, e che la gente e' stata piu' intelligente dei nostri inganni.

In questo periodo, e soprattutto negli ultimi mesi, i toni sono stati molti accesi e ci spiace che si siano verficati episodi di confronto pubblico poco sereni.

Traduzione: li abbiamo fatti neri e non se lo aspettavano. In realta' gli spiace solo per il portafoglio e per niente altro senno' venivano a parlare con noi 5 anni fa.

Siamo fermamente convinti che ogni cittadino abbia il diritto di conoscere questo progetto e cio che comporta per questa terra, e di fare di conseguenza le proprie valutazioni maturando un'opnione serenamente.

Traduzione: dobbiamo continuare a farvi il lavaggio del cervello perche' non ci siamo riusciti finora. La Forest Oil e' stata la prima a fare tutto sottobanco negli scorsi 5/6 anni e ora che la gente sa, ed e' informata correttamente da persone senza interessi personali cercano di mettere delle paroline di corporate speak, belle, luccicanti e rasserenanti. Cara Forest, siete cascati male: saremo "sereni" solo quando ve ne sarete andati!

Per questo abbiamo deciso di mandare questo materiale informativo a casa di tutte le famiglie di Bomba, per potervi spiegare cosa abbiamo intenzione di realizzare, di che impianto si tratta, che impatto avra', quali benefici sono attesi soprattutto sul tema del lavoro, dell'economia e dell'opportunita' per i giovani di restare a lavorare nel proproi territorio.

Traduzione: Siamo cosi disperati che abbiamo dovuto metterci di mezzo pubblicisti, e brochure e balle varie. Purtroppo, cara Forest siete arrivati tardi. Purtroppo non porterete niente di buono a nessuno, e noi lo sappiamo fin troppo bene. E' facile da Milano e da Roma e da Denver pensare che potete venire con l'arroganza dei vostri soldi.

IL VOSTRO PETROLIO, IL VOSTRO GAS
NON PORTANO BENEFICI A NESSUNO SE NON A VOI STESSI.

WE ARE SMARTER THAN THAT
THANK YOU VERY MUCH.

Chi e' interessato a maggiori dettagli puo' consultare il nostro sito web www.forestbomba.it o la documentazione amministrativa presente sul sito del Ministero dello Svilupo Economico Dipartimento per l'Energia.

Traduzione: siamo ancora convinti di poterci riuscire a trivellarvi, indice che non abbiamo capito niente della capa tosta degli Abruzzesi. Cara Forest: la vostra centrale e' una variante del centro oli di Ortona, lo sappiamo tutti, entra monnezza sulfurea, esce monnezza sulfurea. I vostri tecnici, nella persona di Ronald Brown e anche la rivista Oil International parlano del fatto che la diga e' a rischio Vajont, emetterete secondo le vostre stesse documentazioni fumi tossici direttamente nelle case delle persone, e oltre i limiti legali, costuirete vasconi di monnezza tossica in una zona turistica, agricola e dove

NESSUNO VI VUOLE!
DO YOU UNDERSTAND?

Come tutte stiamo seguendo un preciso iter autorizzativo, che e' condotto da enti autorevoli e imparziali come il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Abruzzo. Queste istituzioni dispongono di organismi dedicati proprio all'esame di questi progetti, composti da autorevoli esperti ed addetti ai lavori. La legge prevede procedure rigorosissime, come e' giusto che sia, e noi stiamo fornendo tutte le risposte ai loro questiti e ci atterremo alle decisioni che vengono assunte in queste sedi.


Traduzione: purtroppo i cittadini di Bomba, il comitato gestione partecipata del territorio, Massimo Colonna, 19 comuni del comprensiorio, Enrico di Giuseppantonio, la provincia di Chieti, la confcommercio, la D'Orsogna, la chiesa, le associazioni sportive, TUTTO l'ABRUZZO ci e' contro e dobbiamo cercare di salvare il salvabile, facendo riferimento a vaghi, innominabili e fantomatici esperti, che non esistono e che hanno il solo scopo di confondere le idee alle gente.

La legge prevede che la volonta' popolare sia vincolante:
dunque andatevene da dove siete venuti.

Giorgio Mazzenga: la traduzione della parola democrazia e' che sono i cittadini padroni del proprio territorio, e' che siamo NOI a decidere e non un mucchio di signori di mezza eta'
venuti da chissa' dove che dell'Abruzzo non sanno niente.

NON VI CI VOGLIAMO QUI!

Le vostre balle, i vostri tentativi di fare il lavaggio del cervello alle persone, i vostri miraggi di pochi spiccioli elargiti alla collettivita' in cambio di speculazione su speculazione per voi e per i vostri affaristi, da Denver a Milano.

SCOMPARITE!




Saturday, September 10, 2011

Una FPSO e il campo Aquila a Brindisi


E' probabile che la comunità brindisina,
che sino ad ora ha sonnecchiato,
farà sentire la sua voce.
Forse, però, è fuori tempo massimo.


Telenorba, 9 gennaio 2011


Whenever the people are well-informed,
they can be trusted with their own government.


Thomas Jefferson


La notizia e' di qualche giorno fa - l'ENI iniziera' "presto" a trivellare a 25 miglia al largo di Brindisi, nel campo Aquila. Venticinque miglia sono circa 40 chilometri.

In realta' di questa partenza imminente delle trivelle se ne parlava gia' da gennaio 2011, ma evidentemente nessuno penso' bene davvero di darsi da fare per capire meglio, per opporsi se necessario.

Era tutto gia' scritto da tempo.

I comunicati di otto mesi fa infatti dicono che l'ENI aveva gia' appaltato alla Saipem - anche se sono tutte e due dello stesso gruppo! - un contratto per 1 miliardo di euro nel 2009 per gestire una misteriosa e non meglio specificata FPSO al largo di Brindisi.

Qualcuno dei politici o dei giornalisti di Brindisi e dintorni si e' posto il problema di chiedersi cosa fosse una FPSO? Qualcuno si e' preoccupato di spiegarlo alla gente? Qualcuno sapeva che allo stesso tempo in Abruzzo stavamo facendo fuoco e fiamme per evitarne la costruzione - poi vittoriosi?

Si una FPSO e' quella che si vede in cima - una mini raffineria con fiamma perenne che brucia monnezza petrolifera 24 ore su 24. Bello, eh.

Com'e' possibile che a nessuno sia venuta la curiosita' anche solo di mettere FPSO dentro google?

FPSO sta per Floating Processing and Storage Offshore unit: la P sta per processing - lavorazione e la lavorazione e' la fiamma che si vede, spesso per togliere zolfo dal petrolio schifoso italiano.

Qui un po di link dell'epoca in cui ne volevano piazzare una in Abruzzo.

FPSO 1
FPSO 2
FPSO 3
FPSO 4

La P e' praticamente un mini-centro oli. E chi non sa cosa sia un centro oli, deve un po vergognarsi perche' in Basilicata ci hanno distrutto un intero paese - Viggiano - con un centro oli. E il minimo che si possa fare e' di saperlo.

La F e' floating, cioe' galleggiante, la S e' lo storage, cioe' lo stoccaggio e la O offshore, in mare.

Fa ancora piu' rabbrividire che a Brindisi l'ENI invece che costruirla ex-novo questa FPSO voglia prendere una petroliera vecchia e "riconvertirla."

Chissa' che ci esce.

L'ENI inzio' a parlare di questo giacimento nel 1993. Dopo 18 anni finalmente sono pronti.

Come riportava Telenorba, gia' a gennaio 2011 si diceva che le attivita' sarebbero iniziate nel quarto trimestre 2011.

Le operazioni dureranno 20 anni almeno.

L'ENI dice di potere tirare fuori circa 120 milioni di tonnellate fra gas e petrolio in totale con 12 mila barili al giorno. La FPSO porta' processarlo e stoccarne 700 mila.

1 tonnellata di petrolio sono circa 7.3 barili, per cui
120 milioni di tonnellate sono circa 870 milioni di barili di petrolio.

L'Italia ne consuma circa 1.5 milioni al giorno.

Ergo, nel giro di 20 anni, e ipotetizzando che il consumo di petrolio resti invariato nel tempo, il "ricchissimo" campo di petrolio di Brindisi ci dara' petrolio per 580 giorni.

Un anno e mezzo di petrolio. Quella roba lassu' in bellavista sul litorale.

Ciascuno puo' trarne le conseguenze che vuole.

Si, forse e' tardi.

La democrazia e' faticosa e ogni santo giorno ci deve interessare cosa ci accade intorno. La Basilicata, l'Abruzzo sono forse lontani, ma un giorno potrebbe toccarci piu' da vicino.

Monday, June 8, 2009

Milena Gabanelli e il petrolio d'Italia


Mi sono arrivate varie segnalazioni del fatto che Milena Gabanelli ha raccontato degli scempi petroliferi in Nigeria, nel suo programma Report, domenica 7 giugno alle 21:00.

Il titolo del programma e' stato "La violenza dei forti". Non ho ancora visto il programma, e non essendo in Italia, non sapevo neppure che fosse andato in onda, ma sono veramente contenta che qualcuno abbia avuto il coraggio di parlarne. Grazie a Milena Gabanelli, per la sua professionalitá e per avere avuto il coraggio della denuncia.

Oggi, 8 giugno dalle 5 alle 6 di sera, la Gabanelli sara' online per parlare del suo programma. Magari possiamo parlare a chattare con lei di petrolio in Abruzzo? Qui il link io ci provero', speriamo che siamo in tanti.

Il link della tramssione invece, come mi hanno segnalato Carlo, Maria Paola e Massimiliano e' qui

Queste le repliche su Rai sat al canale 121:

Lunedì 08/06 alle 10.00 e alle 21.00
Giovedì 11/06 alle 16.45
Venerdì 12/06 alle 24.00

In fondo il testo del riassunto della puntata. Ricordo che il gas flaring consiste nel bruciare direttamente gli scarti sulfurei (fra cui l'idrogeno solforato) invece che mandarli al desolforatore prima. Nel desolforatore ci sono prima delle reazioni chimiche (il cosiddetto processo Claus) che trasforma gli scarti sulfurei in zolfo puro allo stato solido. La parte di gas che non si riesce a smaltire viene poi bruciata. La percentuale di recupero dello zolfo di solito e' del 95-96%, per cui in teoria "solo" il 5% dell'idrogeno solforato finisce in atmosfera.

Ora, costruire desolforatori costa, ovviamente tanto piu' quanto piu'alta e' la percentuale di idrogeno solforato che riesci ad evitare di immettere nell'ambiente. A Viggiano il desolforatore
che viene chiamato "centro oli" ha portato alla distruzione di tutta l'agricoltura nel circondiario, a Sarroch trovano zolfo nei pesci per colpa del desolforatore di Mr Moratti. Tutto questo in presenza di impianti che dovrebbero smaltire l'idrogeno solforato al 95%.

Immaginate voi come si vive in Nigeria dove il DESOLFORATORE NON C'E' E DOVE TUTTO l'H2S VIENE BRUCIATO AL 100% in queste enormi torri di fuoco. L'immagine di cui sopra e' un esempio di gas flaring nigeriano. Una specie di fiammella del centro petroli moltiplicata per vari fattori.

Per tutto questo occorre ringraziare l'ENI, di cui ciascuno di noi e' membro, visto che al 30% appartiene ancora allo stato Italiano e cioe' a tutti noi.

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In Nigeria, tutta la regione del delta del Niger, un tempo ricchissima di pesce e di coltivazioni agricole, è stata appaltata alle attività di estrazione e ricerca di petrolio delle multinazionali straniere, dalla Shell all’Agip.

Uno degli aspetti più controversi è il “gas flaring”, il gas che fuoriesce dai giacimenti di petrolio e che viene bruciato dalle compagnie perché sarebbe costoso riutilizzarlo. Una pratica vietata in Nigeria e contrastata dalle Nazioni unite perché altamente inquinante. Ma nonostante i divieti e le sentenze della Corte Federale Nigeriana, la pratica del gas flaring ancora oggi viene adottata anche perché l’entità delle multe che dovrebbero dissuadere le grandi aziende è risibile. Alla fine anche i governanti africani sembrano tollerare e chiudere un occhio. Allora di chi è la responsabilità di un inquinamento che ha devastato il delicato ecosistema fluviale, distrutto la pesca e reso imbevibile l’acqua? E lo sfruttamento delle risorse alle spalle della popolazione locale? Negli anni la tensione è degenerata in una vera e propria guerra. A confrontarsi i guerriglieri, l’esercito nigeriano e le polizie private che proteggono le strutture e i cantieri delle multinazionali.

Tuesday, May 26, 2009

La morte Saras a Sarroch


Tre vite se ne sono andate oggi dentro lo stabilimento Saras della famiglia Moratti: Daniele Melis, di 26 anni, Luigi Solinas, di 27, e Bruno Muntoni, di 52.

E' molto triste che i tre morti della raffineria cadano negli stessi giorni in cui il sindaco della citta' di Sarroch, Mauro Cois, ha decantato le lodi dello stabilimento, come se si trattasse di una fabbrica di sogni. Beato lui che ci crede e che vive tranquillo con la testa sotto la sabbia.

Le morti sono avvenute nel desolforatore, e cioe' il quello che ad Ortona avrebbero chiamato centro oli.

Dalle pagine del quotidiano la Nuova Sardegna, il sindaco Mauro Cois in data 24 maggio 2009 aveva detto: 'Siamo felici e c'e' la salute a Sarroch'. Parla delle solite cose care ai politici privi di spina dorsale, cosi abbondanti anche in Abruzzo, e cioe' dei compromessi, del mettere tutto sotto un tappeto rosso splendente e di non vedere, non sentire, non fare, finche' e' troppo tardi. Finche' la gente non muore.

E intanto si mette la censura a chiunque abbia voglia e coraggio di denunciare la verita´ come ad esempio il regista Massimilano Mazzotta, che ha girato il documentario OIL e che da mesi cerca di spiegare alla gente che lo stabilimento dei Moratti tanto sicuro non e'.

Due giorni fa il sindaco, in occasione della censura al film, aveva spudoratamente detto:

Allarmismi e strumentalizzazioni non sono accettabili. La verità è che dobbiamo avvicinarci il più possibile al giusto equilibrio tra ambiente, salute e raffineria. Possiamo riuscirci, aumentando la rete di monitoraggio. Per questo è importante confrontarci con la Saras senza preconcetti, senza riverenze e, allo stesso tempo la Saras dev’essere una casa di vetro. L’impresa della famiglia Moratti si vanta da sempre di esserlo, con i suoi certificati ambientali e di sicurezza, con le indagini epidemiologiche dell’università cagliaritana CHE LE DANNO RAGIONE E SMENTISCONO OIL.

Nel 2008 su ventidue casi a rischio le centraline dell’Arpas hanno rilevato numeri sempre inferiori e di molto alla soglia d’emergenza. Ebbene sì, VIVIAMO TRANQUILLI ma sulla sicurezza le maglie continuerano a essere strettissime

E siccome quando la volpe non ci arriva deve dire che l'uva e' acerba in sindaco conclude:

Non invidio chi oggi vive di solo turismo
.

Bene, caro Cois, nelle citta' turistiche la gente non muore avvelenata da esalazioni tossiche dentro una raffinieria. In piu' i suoi controlli sono inutili perche' le leggi italiane lasciano le raffinerie sputare di tutto. Tre persone sono morte. Voglio vedere se lei si fara' promotore di una richiesta forte di risaricimento per le vittime. Spero che lei si vergogni delle sue parole e che chieda scusa ai suoi cittadini.

Intanto, la domanda diventa: di cosa sono morti esattamente quegli operai? Si parla di esalazioni di azoto, le cui modalita' di morte sono simili a quelle dovute all H2S: morte per asfissia e repentina. I nitrati (a base di azoto) sono un altra sostanza di scarto dei desolforatori. A me il dubbio resta, e fortissimo, che possa essersi invece trattato di H2S, idrogeno solforato.

COME HANNO FATTO A FARE LE INDAGINI SUI CADAVERI COSI REPENTINAMENTE? SIAMO IN UNO STABILIMENTO DI DESOLFORAZIONE. MI SEMBRA STRANO ESCLUDERE IDROGENO SOLFORATO O QUALCHE ALTRO DERIVATO DI ZOLFO CON COSI GRANDE RAPIDITA'.

Ma ormai dell'informazione italiana non mi stupisce piu' nulla.

Quello che sappiamo da Sarroch e' che gia un anno fa ci fu un fortissimo incidente con emissioni di idrogeno solforato a Sarroch. Lega Ambiente aveva evidenziato che le fuoriuscite erano di 6 volte superiori ai limiti stabiliti per legge. I Moratti non fecero nulla di concreto per migliorare le condizioni lavorative.

Ricordo che per le raffinerie italiane vige il limite dei 30ppm. Per cui l'incidente di un anno fa aveva causato rilasci di H2S di circa 200ppm. Una vera enormita, specie se rapportato ai limiti fissati dall'OMS di 0.005ppm. Dopo qualche tempo, la Saras fece una relazione per cercare di spiegare cosa era successo. A suo tempo il sindaco Cois aveva denunciato:

Una relazione generica. Aspettavamo che l'azienda mettesse tutto per iscritto perché in una situazione in cui si supera di sei volte il limite consentito dalla legge, non basta che la Saras parli genericamente di guasto. È una vicenda su cui bisogna fare assolutamente chiarezza. Intanto il piano di emergenza non ha funzionatovisto che mentre noi informavamo l'azienda che i picchi di solfuro di idrogeno letti da una delle centraline erano preoccupanti, l'azienda rispondeva che era tutto in ordine.

Il sindaco, a quanto pare ha la memoria corta sulle centraline. I Moratti sono partiti per la Sardegna a piangere lacrime di coccodrillo. Fini ha deciso di osservare tre minuti di silenzio. Politici e amministratori saranno dispiaciuti per un po´, nessuno fara' niente per punire i Moratti e fra qualche mese ci saranno altri morti, a Sarroch o in qualche altro desolforatore d'Italia, non importa. Nuovo giro, nuova corsa.

Il piu' giovane di quei lavoratori aveva 26 anni.


Fonti: La Repubblica, Il Corriere della Sera



Thursday, June 5, 2008

Sarroch, Sardegna e l'aria fine


Sarroch e' un paese di seimila anime in provincia di Cagliari dove sorge una raffineria di petrolio della Saras, raffinerie sarde SPA. Lo stabilimento di Sarroch e' uno dei e piu' grandi del Mediterraneo e la principale raffineria in Italia. Il direttore e' Massimo Moratti. A meno di omonimie, credo che sia il fratello di Letizia e il presidente dell'Inter. La raffinieria esiste dagli anni sessanta, ma continua ad ingrandirsi, e nel 2006 la Foster Wheeler Italiana ha avuto una concessione per costruire un nuovo impianto di idrodesulfurizzazione per il trattamento del petrolio amaro. Una sorta di "centro oli" sardo da aggiungere agli impianti che gia' hanno.

Intanto, la qualita' dell'aria di Sarroch e' pessima, stando ai dati elaborati dalla provincia di Cagliari nel 2005. In quell'anno vennero superati anche i limiti legali italiani (spesso piu' larghi di quelli altre societa' occidentali) per le emissioni in aria di SO2, diossido di zolfo. Questo accadde non una, non due volte ma per ben 126 volte - un giorno si e due no. Il limite massimo raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' per l'SO2 e' di 0.2 parti per milione (0.2ppm). A Sarroch si sono registrate punte finanche di 500 ppm, cioe' duemila volte maggiori!

La concentrazione di polveri sottili di 10 micron di diametro, i PM 10 (1 micron = 0.001 millimetri. PM significa particulate matter in inglese) nella zona ha superato per 55 volte il limite massimo di 50 microgrammi/metro cubo come stabilito dalla comunita' europea.

Dagli studi effettuati sulla popolazione si scopre che (in Italia e' tutto preliminare e i report definitivi sono sempre piu' rari!):

"I risultati preliminari dello studio DRIAS (Disturbi Respiratori nell'Infanzia e Ambiente in Sardegna hanno rilevato nei bambini delle scuole elementari di Sarroch una frequenza più elevata di sintomi ostruttivi e bronchitici rispetto ai coetanei delle scuole nei comuni di confronto"

Fra gli altri inquinati, oltre al diossido di zolfo, il benzene, il toluene, il cilene. Il benzene e' un cancerogeno certificato, e dunque non ci sorprende come a Sarroch, i tumori siano, come a Falconara, sempre piu in crescendo. Sarroch supera la media regionale sarda per il cancro al polmone. La percentuale di bimbi con asma e' il DOPPIO rispetto a quelli che vivono lontano dal polo di Mr. Moratti.

"L'evidenza epidemiologica relativa alla raffinazione del petrolio documenta un aumento di rischio per il tumore della cute, e i tumori del sistema linfoematopoietico; essa suggerisce incrementi di rischio per il tumore del polmone, della vescica, e del fegato"

"Sulla base dell'evidenza epidemiologica disponibile il ruolo delle esposizioni occupazionali negli incrementi di rischio osservati negli uomini per malattie dell'apparato respiratorio, tumori di polmone, pleura, fegato e tessuto linfoematopoietico può essere considerato possibile;"

"A Sarroch si verificano eccessi rispetto alla media regionale tra gli uomini del 10% per le malattie dell'apparato respiratorio e del 13-24 % per i tumori al polmone, tra le donne del 10-16% per le malattie dell'apparato respiratorio e del 20 % per i tumori al polmone".

Oltre alla raffineria Sarroch vanta operazioni della Sasol Italy, della Liquigas e della Polimeri Europa, la stessa dell'incendio di Gela dell'altro giorno e che emette pesanti quantita' di SO2 e di idrocarburi policiclici aromatici (fra cui il benzene).

L'otto marzo 2008 ci fu anche una fuga di "notevoli quantita' di idrogeno solforato". Non si sa quanto, non si sa per quanto tempo, non si sa di chi sia la colpa. Si sa solo che e' sopra i limiti di legge, il che vuol dire che e' di gran lunga superiore a quanto possa far bene al corpo umano.

"Le centraline di controllo delle emissioni di idrogeno solforato hanno registrato per l’ennesima volta valori fuori norma. L’aspetto più inquietante – sottolinea Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna - è che la centralina che nella sola giornata di ieri, ha rilevato sei superamenti dei valori di soglia di legge è situata al di fuori dell’impianto. Questo può far solo desumere che i valori devono essere necessariamente più alti nei punti di emissione ai camini.

La ditta che fa i controlli e' pagata dalla Saras.

Fonti: L'altra voce 1, L'altra voce 2,
Regione Sardegna
Fuga di H2S

In quest'ultimo sito ci sono i commenti di chi a Sarroch ci vive.

Sunday, March 23, 2008

Le chiacchere non cambiano i fatti


Ho scoperto stamattina che gli amministratori del comune di Ortona leggono il mio blog e ne parlano in televisione. La cosa mi ha un po stordito, ma neanche tanto. Non so bene cosa hanno detto, e neanche mi interessa a dire il vero. Questa storia farebbe anche un po' ridere, (ci vorrebbero le vignette dell'amico di Mauro!) se non fosse per il fatto che sono sei-sette mesi che a causa di questa gente, la mia vita e' totalmente cambiata e gran parte del mio tempo libero, e non solo, lo dedico a questo blog e a scrivere a Grillo, sui giornali locali e a chiunque mi voglia stare a sentire. Faccio tutte queste cose con immenso amore, e rifarei ancora tutto quello che ho fatto dal primo giorno. L'energia non mi manca. Pero', che spreco. Tutte queste forze avremmo potuto spenderle in un altro modo, piu' costruttivo e piu' nobile, se solo non ci fossero stati gli interessi personali sotto.

Cari amministratori, voi non avete capito con chi avete a che fare. Tutto quello che ho nella vita, non sara' tanto, ma me lo sono costruita da sola e con un solo ingrediente. La caparbieta'. La testardaggine di perseverare quando so che le cose sono giuste. Potete andare in TV a dire cio' che volete su di me, ma questo non cambia la realta' dei fatti:

1) L'evidenza scientifica e' chiara e lampante. I centri petroliferi non si fanno vicino alla gente e fra i campi perche' fanno male alla salute. Punto. Torno a ripeterlo: chi appoggia il centro oli e' o di poca intelligenza oppure in malafede. Non possono esistere alternative. Anche un bambino lo capirebbe.

2) Il popolo non lo vuole il centro petrolifero, e chi governa dovrebbe considerare l'opinione pubblica sacrosanta, perche' la politica, almeno come la intendo io, e nel suo senso piu' nobile, e' per prima cosa uno stare al servizio del popolo, e non un modo per ingrassare il proprio portafoglio.

I miei figli saranno americani. Io non ci torno a vivere in Abruzzo, almeno nel breve periodo.
Sulla carta, non ne dovrebbe importare nulla del centro petroli. Se si dovesse costruire, potrei benissimo decidere di andare in vacanza in qualche altra parte del mondo e non tornarci piu' al mare in Abruzzo. Il mondo e' grande. Ma non sono fatta cosi. M'importa delle cose, m'importa che il posto da dove vengo non sia trasformato in un cimitero ecologico, m'importa dei contadini del Feudo che si ritroveranno con un pugno di mosche in mano se il centro oli si costruira', m'importa che i nostri vini facciano bella figura, m'importa che le generazioni abruzzesi successive trovino un posto per crescere e per affermarsi nella vita migliore di quello che ho trovato io, m'importa poter contribuire al miglioramento di cio' che ho lasciato, in qualsiasi modo io possa essere utile.

Io non me ne vado e continuo ad essere convinta che sia veramente vergognoso quello che l'amministrazione comunale di Ortona sta facendo. Ma non hanno figli? Non hanno nipoti? Perche' li vogliono condannare a vivere in un ambiente malsano? Non capisco, davvero. E' fuori da ogni logica.