Da google "proprietary, drilling, fluid"
Proprietary significa coperto da segreto industriale.
Nessuna casa produttrice di fluidi perforanti
rilascia le proprie ricette magiche con buona pace di Giuseppe Citterio.
Se c'e' una cosa che non sopporto e' l'arroganza di chi pensa che siccome ha dietro una targhetta ENI o Assomineraria o Saras, e magari qualche sonoro titolo dirigenziale, allora puo' pensare di zittire tutti, decidere per tutti, schernire le legittime domande e richieste di residenti e cittadini, e appellarsi ad un saccente "ghe penso mi".
Nella fattispecie parliamo del "Responsabile Progetto Gas" della Saras, tale
Giuseppe Citterio che vuole trivellare fra i campi di Arborea, in Sardegna.
Con il progetto Eleonora, la Saras vuole piazzare il suo bel pozzo di gas vicino ad una riserva naturale lagunare dove vivono fenicotteri, vicino a case, campi e persone, vicino ad allevamenti di mucche e industrie casearie.
Il Citterio se la prende con un cittadino di Arborea, Davide Rullo, che giustamente si domanda cosa succedera' al suo paese se il folle progetto della Saras dovesse andare avanti e che democraticamente si e' informato ed ha deciso di essere contro questo ennesimo tentativo di bucare l'Italia,
mandando una lettera all'Espresso.
Citterio, dipendente Saras, dice che la lettera di Rullo, cittadino, presenta un "
quadro non esatto e fuorviante" e che adesso arrivera' lui, novello Superman, a restituire"
verità e oggettività" a questo progetto.
Ah. Allora siamo apposto! L'uomo della Saras con la verita' in tasca che gli altri non conoscono!
Della serie: chiediamo all'oste se il vino e buono!
Ma cosa vuoi che dica l'oste Citterio?
E' pagato dalla Saras, dai Moratti, ed e' evidente che e' in pieno conflitto di interessi e che non potra' fare altro che cercare di giustificare l'ingiustificabile, vendendo aceto, se questo porta soldi.
Infatti inizia il Citterio con il ricordare a tutti che hanno inziatoil loro progetto nel 2006 e che da allora hanno avuto ben "30 nulla osta" e altri permessi ottenuti dalla regione Sardegna. Dice poi che nel 2011 hanno cercato di fare approvare la trivellazione di un pozzo preliminare a 3000 metri nel sottosuolo di Arborea.
Beh, gia' qui mi chiedo: dal 2006?
E perche' la gente l'ha saputo solo nel 2011? Non ci sarebbe stato l'obbligo morale di dirlo anche a chi vive li che volevate trivellarli?
Non sarebbe stato opportuno
CHIEDERE ai residenti se il tutto gli stava bene
BENE prima che tutto incominciasse?
Perche' gli investitori di Milano sapevano tutto dal 2006 e la gente normale di Sardegna no?
E' dovere morale e di rispetto chiedere alla gente se vogliono che i loro paesi diventino zona di idrocarburi o no, visto lo schifo che la Saras ha gia' causato a Sarroch, e visto che, diciamo, l'industria petrolifera non e' certo fra le piu' sane.
Ci vuole il rispetto delle popolazioni, del loro diritto a decidere per se, e non questa saccenza di uno che viene non si sa da chissa dove a mettere i puntini sulle i.
E allo stesso modo, caro Citterio, sarebbe morale accettare che ad Arborea la maggior parte delle persone non ce la vogliono, non vogliono ne lei, ne i Moratti, ne il suo pozzo ne le sue vuote promesse. E accettare che la gente voglia dire la sua, e che qui lei e' lo straniero che lei deve rispettare chi ad Arborea ci vive e non pensare di volere venire qui a sfogliare la sua sapienza.
Perche' non ha ricordato a chi legge che quel pasticcio di progetto che avete presentato faceva piangere e che tutti gli impatti - sull'agricoltura, sull'immagine, sul paesaggio, sulla salute delle persone - erano tutti sottostimati, trivializzati e considerati insignificanti?
Pensavate di farla franca, eh? Vi sarebbe piaciuto che la gente dormisse e che tutto fosse restato semi segreto cosi potevate fare quello che vi pare.
E invece no, magari l'oste dei Moratti dira' che il vino e' buono, ma non ha fatto i conti con tutti quegli altri osti che invece ad Arborea ci vivono.
Poi continua il Citterio dicendo che il pozzo esplorativo verra' eseguito in
un’area esterna, anche se vicina, alle zone di
pregio ambientale in prossimità dello Stagno di S’Ena Arrubia. In
considerazione del valore ambientale dell’area, l’intervento verrà
realizzato con la massima attenzione per gli abitanti, l’ambiente e il
territorio e con impianti di nuovissima generazione.
"Esterna ma vicina".
Beh, allora vuol dire che anche lui lo sa che vuole trivellare l'intrivellabile e che deve trovare un qualche modo di arrampicarsi sugli specchi.
Ma parlare di attenzione per gli abitanti, il territorio e di "impianti di nuova generazione" e' solo fumo, sono solo chiacchere, perche' lo sa lui meglio di me che tutto questo e' impossibile e che non e' successo mai da nessuna parte del mondo che le trivelle siano coesistite con agricoltura di qualita' e con una vita sana.
Cosa, l'aria si ferma al confine "esterno ma vicino" alla riserva perche' l'ha detto la Saras?
Suvvia Citterio.
Ma ... e poi mi chiedo:
E.... a Sarroch, dove era questa massima attenzione per gli abitanti?
E.... a Sarroch, dove sono questi impianti di nuova generazione?
E.... a Sarroch, dove e' questa considerazione per l'ambiente?
Non mi risultano tutte queste premure a Sarroch, no?
E allora o sono due pesi e due misure, per le quali dovreste vergognarvi, oppure sono tutte balle di una ditta - la Saras - che vuole cercare ad ogni modo di fare il lavaggio del cervello alle persone che tutto si puo' fare assieme.
E questo, caro Citterio, non si puo'.
Non si puo' fare allevamenti, formaggi e ortaggi e dietro pozzi e magari raffinerie ed oleodotti e cisterne e camion che vanno e che vengono su strade di campagna.
Fa bene Rullo a lamentarsi, lo farei anche io, e sa una cosa?
Lo farebbe anche lei se volessero venire a mettere una trivella nei suoi campi e nel suo paese.
E' sempre comodo e facile fare i maestri da Milano.
Citterio insiste che si tratta della trivellazione di un pozzo solo che durera' al massimo sei mesi, e che addirituttura il pozzo potrebbe essere sterile, nel qual caso tutto verra' chiuso, pero' in caso di successo:
il progetto di estrazione del
gas naturale prevede la distribuzione del metano alla rete di
metanizzazione in corso di realizzazione nell’isola. Il metano di
Arborea, infatti, non sarà esportato ma rimarrà interamente a
disposizione della Sardegna.
Ma cosa il metano verra' direttamente messo in un metanodotto che non esiste? E nel frattempo? E non sa Citterio che ci vuole lavorazione, trattamento, stoccaggio? Non puoi mica mandare il metano direttamente nel metanodotto! E dove le facciamo tutte queste altre opere? E chi ci garantische che non ne verranno altri di pozzi?
Quello che manca alle affermazioni di Citterio e' una analisi di
LUNGO TERMINE. Cosa ne sara' di Arborea e dei suoi allevamenti e della sue gente fra 20 anni se andiamo avanti cosi?
Come sempre, basta andare a Sarroch, o a Viggiano per capirlo. I petrolieri arrivano e distruggono tutto quello che c'e' sul territorio.
Non sfugge a nessuno l’importanza che una eventuale scoperta di gas
naturale potrà avere per lo sviluppo del territorio e per la possibilità
di aprire nuovi scenari per l’intera Isola.
Certo, soprattutto non sfugge alla Saras e al suo portafoglio!
Così come è altrettanto
evidente che la mancanza di gas naturale in Sardegna, unica regione in
Italia a non avere il metano, continui a determinare condizioni di
svantaggio sociale, economico ed ambientale, sia per le attività
industriali ed agricole che per le famiglie.
E come poteva mancare l'occhiolino al famoso "territorio sano/disoccupazione" cosi' caro ai modelli di sviluppo anni '60? Certo
, e' sicuramente il pozzo di Arborea che risanera' i problemi sardi!
Ma cosa dice, Citterio!
La situazione di crisi che le aree industriali della Sardegna stanno
attualmente vivendo è anche legata ai costi energetici: l’energia in
Sardegna ha un costo troppo alto e non ci sono fonti alternative.
Non
c’è il metano e stentano a partire i progetti di metanizzazione (Galsi).
Il progetto Eleonora puo’ rappresentare, certo, solo una parziale
soluzione del problema, ma domandiamoci tuttavia quali vantaggi potrebbe
determinare la presenza di gas naturale nell’Oristanese e quali scenari
potrebbe aprire per l’intera isola: riduzione dei costi energetici e
contributo al mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali;
diminuzione delle spese per le famiglie; meno inquinamento (il metano è
più pulito rispetto ai combustibili oggi utilizzati in Sardegna);
impulso alle attività industriali del territorio e maggiore attrattività
per gli investimenti sull’Isola.
Ma e' un pozzo di gas, o la lampada di Aladino?
Un pozzo che ridurra' i costi energetici, innalzera' i livelli produttivi e occupazionali, portera' alle distribuzione delle spese e meno inquinamento!
Ma che film e'?
Citterio, ma non si rende conto che le cose che dice sono ridicole! E' un pozzo che poterebbe anche essere sterile, e lei e' gia' partito in quarta?
In Italia consumiamo circa 95 miliardi di metri cubi di gas.
Le riserve di Arborea sono fra 1 e 3 miliardi di metri cubi di gas - se fosse vero quello che dice la Saras.
La Sardegna ha il 2.8% della popolazione italiana.
Ora, una cifra stimata e' che i sardi utilizzeranno il 2.8% del metano totale che si consuma in Italia, arrotondiamo al 3% di 100 miliardi di barili l'anno = 3 miliardi di barili.
Per cui, se fosse vero quello che dice la Saras, cioe' che al massimo ci sono 3 miliardi di metri cubi di metano, questo metano servira' ai sardi al massimo massimo per un anno - spalmato in 20, 30 anni di attivita', in una regione dove il metanodotto non esiste e da una localita' dove non ci sono strutture per lavorarlo, stoccarlo, trattarlo questo metano.
E a proposito di energia, vogliamo ricordare la storia delle "fonti assimiliate"? Vigliamo ricordare che la Saras spremendo monnezza petrolifera - gli scarti delle raffinerie sarde
- riceve i fondi del Cip6, per l'energia rinnovabile?
Potrei sbagliarmi, ma io vedo solo una enorme opera di speculazione.
Citterio: faccia cosi.
Vada fuori, apra gli occhi, li spalanchi forte forte e guardi su. Vedra' una enorme palla gialla splendere, gratis, 365 giorni l'anno.
E' quello il nostro futuro, basta solo volerlo.