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Friday, February 15, 2013

Grande Sud - incantatori di serpenti



Ho migliaia di "amici" facebook che non conosco e fra questi ci sono personaggi che tentano la politica, che tentano di reciclarsi, che si arrampicano sugli specchi pur di essere votati.

Purtroppo per me alcuni di questi in questi giorni se ne escono con comunicati del tutto vuoti, bugie, promesse, come se la memoria di questi scorsi anni fosse una cosa da niente.

Quando andrete a votare, ricordiamoci delle gesta di ciascuno e non fermiamoci al giochino "son di destra" o "son di sinistra". Siamo cittadini e occorre votare per una persona onesta.

Iniziamo per oggi con tale "Grande Sud" che se ne esce con questo comunicato

"Grande Sud Abruzzo propone di privilegiare gli investimenti a forte contenuto di innovazione tecnologica e quelli relativi al settore delle energie alternative e rinnovabili. Promuovere un maggiore uso di energia da fonti rinnovabili nelle strutture pubbliche, sostenere il settore del fotovoltaico e incentivare i poli di ricerca scientifica e di tecnologia avanzata.
A dichiararlo sono Barbara Mazzali ed Eugenio Spadano – rispettivamente capolista alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica alle prossime elezioni politiche nelle liste di Grande Sud in Abruzzo – nel corso di un incontro elettorale con amici e simpatizzanti del nuovo movimento politico che, giorno dopo giorno, sembra conquistare sempre di più una larga fetta di elettori indecisi e delusi dal PDL regionale.
Grande Sud Abruzzo – continuano Mazzali e Spadano – è la giusta alternativa per chi vuole rimanere nell’ambito del centro destra ma non si riconosce più nel PDL."

Mmh. Qualcuno ha mai sentito nominare tali Barbara Mazzali e Eugenio Spadano in relazione al Centro Oli? In relazione ad Ombrina Mare? In relazione a Bomba?  

In relazione a qualsiasi altra opera di difesa del territorio d'Abruzzo? Bussi, l'amianto, i cementifici di Pescara...ce ne sono di problemi!




E allora come possono pensare di uscirsene con un vago quanto inattendibile "priviliegiamo gli investimenti nel settore delle rinnovabili"?

Da come la vedo io, le rinnovabili non hanno senso alcuno se uno nel frattempo ha gia' distrutto tutto il resto.

Cosa, alimentiamo il Centro Oli con una bel pannello solare? O in cima alla trivella ci mettiamo una pala eolica?

A queste cose uno o ci crede veramente o non ci crede, cari Mazzali, caro Spadano.

Ho mandato un commento al loro sito facebook per dirgli queste cose e mi dicono che a suo tempo "Grande Sud" non era in politica e che quindi non potevano fare grandi cose. 

Ah si? E dove stava la politica dietro di me o dietro tutti gli altri volontari che si sono spaccati in quattro contro il petrolio in Abruzzo? Di certo non c'erano la Mazzali e Spadano.

E di certo c'erano per appoggiare Remo Di Martino!

Per cui possono fare a meno di sparare frasi vuote sulle rinnovabili.

Ma alla fine sta a ciascuno di noi in queste elezioni non lasciarsi abbindolare, ricordare tutto quello che e' stato e votare perchi ci crede veramente a servire il paese, i suoi cittadini piu' deboli, la sua bellezza, il suo potenziale.







Friday, February 24, 2012

Giorgio Mazzenga: 500 bugie


NON E' VERO CHE L'IMPIANTO FOREST OIL PORTERA' ALL'AUMENTO DEL 50% DELLE RISERVE ITALIANE.

MA CHE E' MANDRAKE LUI?

QUEL GAS BASTERA' PER UNA SETTIMANA SE TUTTO VA BENE.
PAROLA DI FOREST OIL AI SUOI INVESTITORI


Agli Abruzzesi: rifiutatevi di lavorare per la Forest Oil,
boicottateli, cacciateli via.
Distruggeranno ogni cosa che toccheranno,
proprio come i petrolieri di Basilicata.

Vorrei proprio sapere chi ha dato l'arroganza a quest'uomo, Giorgio Mazzenga, di venire in Abruzzo a fare il comodo suo.

Oggi Prima da noi e il Centro riportano che Giorgio Mazzenga, capo della Forest Oil Corporation - Italia, ha deciso di andare avanti con i suoi progetti di morte senza aspettare la fine del lento processo autorizzativo.

Un altro articolo di Abruzzo web e' qui.

Ma chi crede di essere questo?

Da come la rigirano loro la frittata, pare che siano, come Assomineraria, dei santi.

La balla piu' grande di tutte e' che questo giacimento portera' :

all'aumento delle riserve italiane di gas del 50%.

Cosa? Li trivellano 5 pozzi. Allora facciamone fare altri 5, 10 e voila' abbiamo risolto tutti i problemi d'Italia. Ma dove si e' mai visto che 5 pozzi di gas possano coprire meta' delle riserve italiane? E' impossibile, ed e' solo una grande bugia, come tutte le altre follie di quell'articolo.

Secondo me il gas gli e' andato alla testa, al signor Mazzenga, che poi continua:

"La nostra intenzione e' di far lavorare il piu' possibile le imprese locali".

Ah si? E allora apri un centro di installazione di pannelli solari per tutte le case d'Abruzzo. Metti su una cooperativa turistica, apri un centro di sviluppo di energia sostenibile, apri un impresa vitivinicola.

Ma lo sanno tutti che la sua e' tutta propaganda. Mazzenga non vuole dare lavoro a nessuno, quello vuole solo farci i soldi, lui, i suoi azionisti, i politici corrotti, e gli investitori americani.

E quanto lavoro? Il titolo spara: 500 persone.

Ma poi a leggere invece si capisce che sono sole quindici persone ai macchinari e cinque come segretarie. E gli altri 480?

Quelli sono per costruire e "per il ripristino dei luoghi". Quindi significa che circa 240 a costruirlo e 240 per il ripristino?

Chissa'. Ad ogni modo sono lavori temporanei, di muratura o di bonifica - e se mai il ripristino ci sara', sara' fra 30 anni! Quindi e' scoretto chiamarlo lavoro quello!

Ma anche se fosse, si sa in Italia quanto ripristino c'e' - niente di niente.

Mai sentito parlare di ripristini in Basilicata? Io no.

Infatti mi viene in mente quando ebbi il dibattito a Muro Leccese con un geologo ENI: qualcuno gli chiese che tipo di ripristini facevano e lui come unico esempio riporto' quello della Piattaforma Paguro.

Cosa?

.. Ma la piattaforma Paguro era scoppiata, incendiata e crollata, non e' mai stata ripristinata da nessuno! Erano tutte balle perche' non ne aveva in mente altri di ripristini: che io sappia, non esistono!

Ancora con altre balle: la "subsidenza". Dice che saranono "soli sette centimetri".
Di grazia sulla base di che cosa? Nella valutazione di impatto ambientale non c'era scritto niente di tutto cio'.

Ma poi, come fa lui a dire se saranno 7 o 17 o 27? Non sono calcoli a cui affidarsi con assoluta certezza. E poi i petrolieri sono di parte, e di solito se dicono sette, saranno sicuramente molti di piu'. Ma anche sette sono troppi, in un territorio cosi' delicato.

Di nuovo la fantasia galoppante di Mazzenga all'opera: useranno
"una biotecnologia" che si fonda sull'uso di batteri che restituiscono acqua e zolfo, nel pieno rispetto dell'ambiente.

Ma cosa dice questo? E allora a che gli servono nel suo progetto tutte quelle torri emissive? Cosa tirano fuori li? Acqua? Profumi? Elisir di lunga vita?

E di grazia, dove lo mettiamo lo zolfo prodotto? E perche' hanno gia' costruito vasche per i materiali tossici di scarto? E questi batteri dove li ha sognati?

Ma alla fine di tutto, caro signor Mazzenga, quello che resta e' che la gente di Bomba non ce la vuole qui ne la sua raffineria, ne i suoi paventati quattrini. Se li tenga a Milano e ci lasci in pace.

Giorgio Mazzenga. Non ho parole per descrivere il mio disgusto. Lei e' veramente scorretto e dovrebbe soltanto vergognarsi di mettere il profitto sopra ogni cosa: amore per la terra, per la natura, rispetto per la gente.

Lo stesso dicasi per i nostri cari politici, a partire da Gianni Chiodi - immobile, impassibile, incurante dell'Abruzzo, che sia la ricostruzione dell'Aquila, che siano le trivelle.

Un governatore inutile, incapace di prendere qualsiasi decisione, e con lui Antonio Sorgi, il capo di quella specie di inciuciaio locale che e' la Commissione VIA dell'Abruzzo.

Che dire di Domenico Scoccia e di Eugenio Caporrella, pagati dalla Forest Oil per andare in gita a "istruirsi" sulle raffinerie della Forest Oil.

Che schifo. Che schifo. Che schifo.

Monday, June 6, 2011

Comunicato del consigliere Franco Moroni

A questo punto credo che Enrico Di Giuseppantonio dovrebbe avere il coraggio di fare la cosa giusta:

1. Appoggiare in pieno il Parco della Costa Teatina, con i piu' ampi confini possibili.

2. Rimuovere l'incarico di assessore all'ambiente a Eugenio Caporrella, e affidarlo a Franco Moroni.

Di tutti quelli alla provincia, e' stato l'unico veramente che e' stato dalla parte dei cittadini. A mio avviso, ne' Eugenio Caporrella, ne Remo Di Martino, assessore al turismo - si sono dimostrati all'altezza dei ruoli che coprono per quanto riguarda l'affaire petrolio.

Ovviamente sul parco non si e' ancora espresso nessuno.

Grazie a Franco Moroni, e speriamo che lei possa parimenti stare dalla parte del Parco, uno degli strumenti che ci salvera' dal petrolio selvaggio:

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Comunicato di Franco Moroni:

Domenica 5 giugno 2011 la società Forest Oil ha organizzato un incontro sul progetto estrattivo denominato “Colle Santo” invitando amministratori e cittadini ad essere presenti.

Mi domando ma questo incontro informativo non è stato organizzato troppo tardi, con il progetto già depositato x la richiesta di autorizzazione VIA Regionale??

Volendo intervenire sul territorio della Provincia di Chieti come mai la Forest Oil non ha mai chiesto un incontro con la stessa Provincia ?? (anche se non ha competenze nel rilascio di autorizzazioni sull'istanza richiesta).

Tutto questo mi sembra un vero controsenso, segno di debolezza e di irresponsabilità da parte della società Forest Oil.

In primo luogo, ad oggi dopo che l'Amministrazione Provinciale di Chieti sin dall'insediamento ha preso posizione nel puntare sullo sviluppo turistico ricettivo agricolo, facendosi interprete autorevole delle esigenze e delle aspettative di tutta la comunità che non intende più sacrificare neanche un centimetro della propria terra sull’argomento estrattivo, istituzionalmente non abbiamo avuto nessun segnale di apertura a dialoghi da parte della Forester Oil per affrontare costruttivamente le questioni in essere .

E' anche per questo motivo, essendo il delegato della Provincia di Chieti alla difesa della costa e del territorio, che ha seguito e sta seguendo concretamente, con il Presidente della Provincia di Chieti, la vicenda nelle sue svariate sfaccettature positive e negative, prendo le distanze dalle dichiarazioni dell'Assessore all'Ambiente della Provincia di Chieti sicuramente sue personali e non dell'intera coalizione di maggioranza provinciale di centro destra che ha attuato azioni concrete quali presenza agli incontri con i cittadini locali del comprensorio di Bomba, Deliberazione di Consiglio Provinciale tecnica politica per la sospensione dell'iter per il rilascio del parere VIA, istanze negative presso il Ministero dell'Ambiente e della Regione Abruzzo, nonché istituzione di un tavolo tecnico di studio costituito da enti e docenti competenti che ha prodotto un documento con risultanze negative per il progetto della FOREST inviato All'ufficio VIA della regione Abruzzo.

E allora dobbiamo dire che il controsenso è proprio nell'organizzare oggi l'incontro informativo su un impianto da realizzare nel Comune di Bomba, dove la posizione del Presidente della Provincia e quindi dell'Amministrazione Provinciale è negativa, risultato ottenuto da una scelta responsabile, affrontando la tematica con serietà ed equilibrio in modo istituzionale e dopo aver verificato la congruità in termini progettuali, ambientali e di salute pubblica.

PERCHE NO

PERCHE’ è impensabile realizzare una centrale di estrazione e trattamento a poche centinaia di metri dalla diga dell’invaso.

PERCHE’ è inverosimile far passare 8 Km di condutture nel territorio di Bomba, Gessopalena e Roccascalegna tra siti di notevole interesse naturalistico.

PERCHE’ Il territorio interessato al progetto, ha già ampiamente contribuito ed ancora oggi contribuisce alla produzione di energia con la costruzione dell’invaso artificiale di Bomba e della centrale idroelettrica di Altino.

L’intera zona, a causa della sua naturale instabilità idrogeologica e proprio in virtù della presenza dell’invaso, è sottoposta costantemente a gravi rischi per le numerose ed importanti frane attive.

Pensare pertanto, di sfruttare nel medesimo territorio anche un giacimento di gas naturale, con i possibili fenomeni di subsidenza che questo inevitabilmente comporta, rappresenta una gravissima e pericolosa scelta dove le due attività non possono essere compatibili.

E’ del tutto anacronistico privilegiare come fonte di energia lo sfruttamento di un giacimento di idrocarburi, fonte non rinnovabile, mettendo a rischio un impianto idroelettrico, fonte rinnovabile e più pulita.

Quindi la Provincia di Chieti dice NO e ha detto sin dall’inizio NO. Un NO che si inserisce in un percorso tecnico-amministrativo già avviato sin dal primo insediamento dell’amministrazione per situazioni analoghe che è quello, dopo aver valutato le caratteristiche dei progetti, di tutelare il proprio territorio. La nostra azione in materia di salvaguardia, non è improntata su estremismi, ma restiamo fermi nel portare avanti tutte quelle iniziative istituzionali atte a salvaguardare specifici comprensori della nostra provincia. In particolare quello di Bomba che ha unito alla vocazione turistica, ambientale e energetica con l’impianto idroelettrico, quella sportiva dove sono stati fatti investimenti e svolti i Giochi del Mediterraneo, dove ultimamente abbiamo portato i campionati italiani di canoa con oltre 3000 presenze in tre giorni.

Un NO perché se dovesse arrivare il via libera alla realizzazione degli impianti, ciò significherebbe danneggiare al 90 per cento l’industria turistico-ricettiva, con il relativo indotto, impoverendo la zona e cancellando posti di lavoro.

Un NO perché la politica deve essere interprete autorevole delle esigenze e delle aspettative di tutta la comunità della valle del sangro che non vuole questo insediamento.

Il Consigliere Provinciale Delegato Franco Moroni

Sunday, June 5, 2011

Bomba - Forest Oil. Quando a vincere e' la gente



Non c'ero ma avrei pagato per esserci.

Ecco qui il racconto di Lorenzo Luciano dell'incontro di Bomba, con buona pace di Eugenio Caporrella e di Antonio Sorgi

Bravi tutti, bravissimi Massimo Colonna, tutto il comitato Gestione Partecipata del Territorio, la signora del "we hope". Vinciamo pure qua. Dobbiamo solo essere uniti e fargli vedere che non ce ne andiamo, non dimentichiamo e che al nostro territorio ci teniamo.

Man mano che arrivano altri video, e altri articoli di giornale, li carico.

Eccellente lavoro, tutti. Ad majora.

Friday, June 3, 2011

Interrogazione in aula provinciale sulle spese del viaggio di Eugenio Caporrella

** Bomba, 5 giugno sala polivalente del comune.**

Ce la siamo fatti tutti questa domanda: Chi ha pagato il viaggio di Eugenio Caporrella in Olanda per vedere quella magnifica raffineria che non e' una raffineria?

Qualcuno ha avuto il coraggio di chiederlo a Enrico di Giuseppantonio con una interrogazione al consiglio provinciale. L'interrogazione arriva da Palmerino Fagnili dell'IDV. Grazie Fagnilli.

Vediamo ora cosa ha danno da dire i nostri eroi.
Non ne possiamo piu' di bugie e di inganni:


Interrogazione con risposta in aula


Al Presidente

della Provincia di Chieti

Al Presidente

del Consiglio della Provincia di Chieti


Oggetto: Interrogazione con risposta scritta in aula: “Viaggio al’estero di una delegazione con spese a carico della Forest Oil”.

-Considerato che si è appreso che una delegazione, sembrerebbe composta da: un funzionario della Regione Abruzzo dr. Scoccia, responsabile del procedimento presso la Commissione Via del progetto per la “coltivazione degli ibrocarburi sul lago di Bomba” della Forest Oil; dall’Assessore Provinciale all’Ambiente dr. Caporrella; dal Sindaco e da un Assessore del Comune di Bomba;

-Considerato che si è appreso che questo viaggio si sarebbe tenuto nelle scorse settimane, dopo la decisione di sospendere il giudizio della Commissione V.I.A. sul progetto della Forest Oil per l’estrazione del gas sotto il lago di Bomba, e in attesa che la società americana rispondesse a più di trenta rilievi mossi dalla Commissione al progetto, in seguito alle 300 e più osservazioni presentate da parte del Comitato gestione partecipata di Bomba, di alcuni partiti politici, associazioni, parlamentari e cittadini;

-Considerato che si è appreso che tale viaggio si sarebbe tenuto in Olanda presso un impianto della Forest Oil al fine di mostrarne alla delegazione il funzionamento;

-Considerato non è stato rivelato il tipo di impianto che è stato visitato;

-Considerato che sembrerebbe che tutte le spese dei “componenti pubblici sia politici che dipendenti della pubblica amministrazione” della delegazione siano state sostenute dalla Società Forest Oil; e che la Regione Abruzzo abbia autorizzato la partecipazione dei suoi dipendenti alla missione organizzata dalla Forest Oil con spese a carico della ditta americana;

-Considerato che Provincia di Chieti aveva in seguito ad un o.d.g da me presentato nel febbraio 2010, votata una deliberazione che esprimeva parere contrario alla realizzazione dell’impianto e che il Presidente avrebbe dovuto testimoniarla nelle forme e nei tempi dovuti al Comitato Regionale V.i.a.;

-Considerato che il Comitato gestione partecipata del territorio di Bomba e della Val di Sangro aveva richiesto nel mese di maggio 2011 un incontro al Presidente della Provincia di Chieti in merito al tema Forest Oil;

-Considerato che su tutta la vicenda del “Viaggio all’estero della delegazione” è stato mantenuto un estremo riserbo al punto, sembrerebbe, da indire al ritorno un incontro tra i “viaggiatori” con gli amministratori del territorio presso il Comune di Bomba a “porte chiuse”;

per tanto

il gruppo Consiliare IdV

interroga

il Sig. Presidente della Provincia


circa la fondatezza di tutte queste notizie.

-Nello specifico se il viaggio si è tenuto, e se sì: dove, come, quando e perché?

-Chi erano i componenti “pubblici: dipendenti o politici”della delegazione?

-Le spese sostenute della delegazione da chi sono state sostenute?

-Chi ha pensato, progettato, voluto il Viaggio? E PERCHE’?

-Se tutto ciò è vero quale è il Suo giudizio e quali iniziative intende assumere di fronte a tali gravi, gravi fatti, quanto meno sotto il profilo delle inopportunità etiche, morali e politiche?!



Chieti, 3 giugno 2011


Palmerino Fagnilli

Consigliere Provinciale Gruppo IDV





















Thursday, June 2, 2011

Il Centro Oli di Bomba




Ecco qui la lista delle osservazioni mandate piu di un anno fa dai cittadini contro la centrale della Forest Oil a Bomba secondo il trattato di Aarhus che afferma che la volonta' popolare e' vincolante in tema di ambiente.

In data 5 Giugno 2011 la Forest Oil incontrera' la cittadinanza di Bomba nella sala Pluriuso del Comune per illustrare il suo controverso progetto di estrazione e raffinazione di idrocarburi ai piedi dell'omonimo lago.

Nel comunicato si afferma - in barba alle piu' elementari leggi della fisica, della chimica e della logica - che l'impianto di desolforazione previsto avra' impatti pressoche' nulli sul territorio e che portera' solo benefici alla citta' e alla regione.

Noi, cittadini indipendenti e non pagati da nessuno, non ci crediamo e ricordiamo che il desolforatore della Forest Oil e' semplicemente una variante del Centro Oli di Ortona. Non crediamo alla propaganda della Forest Oil per questi motivi:

1. Il direttore della Forest Oil International Ronald Brown nel 2008 aveva affermato ai suoi investitori americani che la zona presenta molte similitudini con il Vajont e che proprio per questo l'ENI aveva rinuciato a trivellare il lago, una zona idrogeologicamente fragilissima e gia' sottoposta a fenomeni di frane e di smottamenti.

2. Nel suo rapporto di VIA analizzato in dettaglio, la Forest Oil aveva affermato candidamente che le emissioni sarebbero state superiori a quanto previsto dalle gia' larga legislazione italiana.

3. La provincia di Chieti, attraverso le dichiarazioni del suo presidente di provincia, Enrico di Giuseppantonio, ha gia' manifestato di essere contro ogni tipo di trivellazione selvaggia sul territorio d'Abruzzo perche' incompatibili con le aspirazioni dei suoi residenti.

4. Centinaia di lettere di opposizione sono state mandate agli uffici di VIA della regione Abruzzo di Antonio Sorgi da parte di comitati, scienziati liberi, tecnici, commercianti, esponenti della chiesa, secondo quanto previsto dal trattato di Aarhus che afferma che la volonta' popolare e' vincolante. Le lettere hanno messo in evidenza le ripercussioni negative dell'impianto della Forest Oil a Bomba per tutti i portatori di interesse.

E' la storia che si ripete - tal quale - del Centro Oli di Ortona, in cui la ditta proponente cerca di far passare per utile alla collettivita' un progetto che serve solo alle loro speculazioni di industriali stranieri che non conoscono nulla dell'Abruzzo.

Esortiamo l'assessore all'ambiente Eugenio Caporrella, il presidente della provincia di Chieti Enrico di Giuseppantonio, il sindaco di Bomba Donato Di Santo e il reposabile VIA Antonio Sorgi a farsi interpreti seri e onesti della volonta' popolare perche'l'Italia e' una democrazia e non un campo di gas aperto a speculatori senza scrupoli venuti chissa' da dove.

Infine, invitiamo tutti ad attivarsi perche' non possono esistere cittadini di serie A e di serie B. Se il centro Oli non era giusto per Ortona non puo' nemmeno esserlo per Bomba, e per nessuna altra localita' d'Abruzzo.

Eugenio Caporrella per la Forest Oil


** A Bomba in data 5 giugno si protesta contro la Forest Oil e il suo Centro Oli sul lago nella sala polivalente del Comune **

Enrico di Giuseppantonio, che delusione quest'uomo.

So che e' un politico e tutti me ne hanno parlato come un gran oratore che poi alla fine si fa i fatti suoi. Non me lo sarei immaginato che avesse due faccie e ne sono veramente delusa.

Partecipa alle manifestazioni del petrolio, si vanta dei risultati raggiunti contro le piattaforme in mare, scrive pure i testi contro la raffineria di Bomba... e il suo assessore all'ambiente, Eugenio Caporrella, si presenta come un segugio in Olanda, per conto della Forest Oil a dire che "forse lui e' favorevole" a una raffineria che e' una copia quasi esatta del Centro Oli di Ortona.

Il tutto senza dire niente a nessuno. Ma andiamo con calma.

Eugenio Caporrella e' un geometra che fa l'assessore all'ambiente sia al comune di Lanciano che alla provincia di Chieti. Quando lo conobbi, circa 2 anni fa mi disse che lui non poteva esprimersi sul centro oli perche' si stava ancora "leggendo tutte le carte". Da allora non ha detto una parola che sia una sul petrolio in Abruzzo. Stara' ancora leggendo le carte?

Non si sa. I suoi gesti pero' parlano molto chiaro.

Invece di stare con la gente, lui sta con la Forest Oil, semplicemente, e se fossimo a 4 anni fa sono sicura che lui starebbe con l'ENI perche' non cambia niente fra il progetto Forest e il Centro Oli. Assolutamente niente.

Come detto piu' volte, a Bomba c'e' un intero paese in rivolta. Un paese che non vuole ne la raffineria di petrolio, ne i pozzi estrattivi sul proprio territorio. Punto e basta.

A loro il lago piace come e' adesso, non lo vogliono con vista sulla raffineria, cosi' come non vogliono le emissioni di idrogeno solforato nella loro aria, nei loro polmoni e sui loro campi.

Ma alla Forest Oil e a Eugenio Caporrella questo non importa.

Loro invece, vogliono la raffineria con vista su lago, una raffineria "chic" , con vista su una delle più belle vallate d'Abruzzo.

Ma per costruire il loro mostro servono un po' di firme su dei documenti, e cosi' per convincere le persone giuste la Forest Oil le prende e le porta in vacanza in Olanda.

A chi ha sponsorizzato il viaggio la Forest Oil?

Ai seguenti personaggi:

Donato Di Santo - Sindaco di Bomba
Eugenio Caporrella - Assessore all'ambiente e energia della provincia di Chieti
Domenico Scoccia - Responsabile procedimento VIA della Regione Abruzzo

Questi signori sono andati in Olanda a vedere un impianto della Shell che secondo la Forest Oil e' simile a quello che nascera a Bomba.

Quali sono le competenze di questa gente? Che laurea, che esperienza, ha Caporrella per capire cosa e' verita' e cosa e' propaganda?

Ma chi ce l'ha messo uno cosi alla regione?

Strano pero', la Forest Oil dice che l'impianto olandese e' simile a quello di Bomba ma dalle immagini mostrate da Telemax non vedo nessuna vallata e nessun lago in Olanda.

Il servizio di Telemax ha i soliti toni rassicuranti: le raffinerie non causano problemi.

E cosa vuoi che ti dica la Forest Oil?

E infatti Giorgio Mazzenga, direttore della Forest Italia la spara subito grossa riguardo al micidiale idrogeno solforato:

"e' stato dimostrato che non ci saranno emissioni..."

... e che sono il mago Zurli' loro? Ma non lo sanno che per tutti questi processi e' IMPOSSIBILE non avere emissioni? Sono le leggi della chimica che lo dicono!

Poi pero' non finisce neanche la frase e aggiusta il tiro, capendo forse che si e' allargato un po' troppo:

"...o almeno emissioni che saranno bassissime di acido solfidrico nell'atmosfera".

Ecco, siamo ai soliti giochi di parole.

Ora si deve solo quantificare quel "bassissime", un dettaglio da niente in un paese come l'Italia dove i limiti di legge per l'emissione di H2S sono fra i piu' alti al mondo, fatti ad arte per la felicita' dei petrolieri.

Bassissime forse vuol dire attorno ai limiti legali italiani, fissati ad arte a circa 30 ppm, un fattore seimila in piu di quanto deciso dall'OMS che invece fissa il limite di idrogeno solforato a 0.005 ppm?

Tutto il servizio si basa sul fatto che il processo di raffinazione viene prodotto con un metodo naturale, come se questo rendesse l'H2S meno pericoloso.

Ma cosa vuol dire metodo naturale? Non c'e' niente di naturale in una raffineria che sputa veleni!

La realtà e' diversa da quella che propaganda la Forest Oil perché l'idrogeno solforato, a prescindere dal processo che lo crea e' sempre lo stesso e la sua formula chimica non cambia.

Va da se che anche i danni alla salute sono gli stessi, esattamente gli stessi di quelli del Centro Oli di Ortona.

Il sindaco Di Santo dice che adesso "ha acquisito le nozioni" e puo' lanciare "un messaggio rassicurante". Caporrella dice che la tecnologia ha fatto "grossi passaggi" e che lui potrebbe essere favorevole.

Peccato che non abbiano invitato Massimo Colonna o nessuno altro del comitato di Bomba.

Ma convincere un ingegnere chimico che si e' studiato le carte e ha scritto le osservazioni sarebbe stato troppo difficile e avrebbero rischiato una figuraccia.

E poi il comitato di Bomba non deve firmare le carte, perche' discutere con loro ?

Una domanda sorge spontanea: prima di andare in Olanda, i signori Scoccia e Caporrella hanno speso almeno un giorno intero a Bomba per sentire le ragioni dei manifestanti ?

Ed Enrico Di Giuseppantonio che dice ?

Manda il suo assessore in Olanda, ci dica ora cosa pensa del progetto della Forest. Come al solito lui gira come gira il vento, l'importante e' che non si esponga troppo ne con uno ne con l'altro. Un perfetto stile uomo politico inutile per il cittadino ma utilissimo a se stesso e alla sua rielezione.

Quelli della Forest pero' si sono dimenticati di parlare della subsidenza.

Questo e' quello che disse a suo tempo, Ronald Brown, dirigente delle operazioni all'estero della Forest Oil:

At the time, a tragedy occurred in Northern Italy when a slide block fell into the Vajont reservoir. A pulse wave overflowed the dam and destroyed Longarone, a village of 2000 people. The gas field is partly located beneath a Lake held by a 57.50 meter earthen dam. AGIP elected not to produce the field in 1966 due to the Bomba dam proximity.

Qui non ne parlano per niente. Tutt'apposto.

Ma in effetti, la raffineria in Olanda non era ai piedi di una diga quindi era impossibile parlarne. Per gli effetti della subsidenza attendiamo allora con ansia il prossimo viaggio organizzato dalla Forest, quello in Vajont.

Nel prossimo viaggio potranno spiegare come una diga abbia spazzato via una intera vallata e causato migliaia di morti, potranno spiegare come i loro rilevamenti satellitari saranno in grado di tracciare gli spostamenti del terreno e della diga. Potranno anche spiegarci come faranno a mantenere una diga dopo che inizia a muoversi.

Attendo con ansia.

Che dire del sindaco di Bomba Donato di Santo? A suo tempo pure firmo' la pagina pubblicitaria contro i petrololeri in Abruzzo, ora cambia idea. Un sindaco proprio informato e coerente.




Sunday, December 20, 2009

Grazie a Franco Moroni



Alla Petroceltic Elsa SRL che viene a leggere questo blog:

L'ABRUZZO REGIONE VERDE NON VI VUOLE.
ANDATE A TRIVELLARE IN IRLANDA!



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La provincia di Chieti, dopo tanto pregare, finalmente mi ha comunicato che mandera' le osservazioni contro il pozzo esplorativo che la Petroceltic intende trivellare a 5km da Punta Aderci, a Vasto. Il testo e' sulla base di quello che gli ho elaborato io. Sicuramente sentiremo comunicati a destra e a manca, sicuramente ci saranno varie persone che non c'entrano niente ad accollarsene i meriti.

Io voglio dire invece che il merito dell'azione della provincia e' solo ed esculusivamente di Franco Moroni, che ringrazio.

Sebbene la provincia di Chieti abbia un assessore al turismo, Remo di Martino, a quest'ultimo non gli interessa delle trivelle e del turismo di Vasto. Sebbene la provincia di Chieti abbia un assessore all'ambiente, Eugenio Caporrella, a quest' ultimo non gli interessa delle trivelle e dell'ambiente di Vasto. A Franco si invece.

Colgo anche l'occasione per ringraziare tutte le persone, sindaci e gruppi che hanno mandato testi al governo. Oltre alla sottoscritta ci sono (l'ordine e' casuale):

Comune di Casalbordino
Comune di Francavilla
Comune di Vasto
Comune di Fossacesia
Campeggio gli Olivi
Vasto Surf Team
Ciclopazzi
Assoturismo
Cogecstre
Diocesi di Lanciano-Ortona - Pastorale Sociale e Giovanile
ARCI Vasto
Partito della rifondazione comunista - Vasto
Virtus Frentana Calcio
Il Crampo
Comitato Abruzzese del Paesaggio
Ing. Lorenzo Luciano
Dr. Ludovica Raimondi
Dr. Clara Primante
La Chitarra di Massimo
Dr. Donato Spoltore
Arch. Roberto Fedele
WWF Frentano
Dr. Danilo D'Orsogna
Dr. Maria Rita D'Orsogna

Attendo altre lettere da parte di altri comuni ed enti. E Enrico di Giuseppantonio? Io sono sicura che se uno chiede a EdG che ne pensa del pozzo a Vasto, dira' che e' contrario, e probabilmente lo crede sinceramente. Quello che non va in lui e' la mancanza di iniziativa. La voglia di fare PRIMA che qualcun altro te lo chieda, e che ti prepari tutto su un piatto d'argento.

Purtroppo la politica significa esporsi, significa prendere delle decisioni, significa che quelli che la pensano diversamente da te ti accuseranno, e in Italia sanno essere particolarmente cattivi in questo. Ma quando uno e' convinto di quello che fa, e che lo sta facendo per il bene della sua gente, non ci dovrebbero essere paure.

Se veramente dobbiamo fare la Catalogna d'Italia questa la si costruisce ogni giorno, e non solo proteggendo l'ambiente dagli attacchi della Petroceltic, ma soprattutto dando l'esempio e instillando una coscienza ambientale nei cittadini. Da EdG fino all'ultimo dei cittadini, dovremmo tutti essere custodi del territorio. Dobbiamo noi per primi esser convinti che il nostro mare, le nostre terre non si toccano ma si rispettano con ogni gesto quotidiano.

E siccome EdG ha VOLUTO essere la guida della provincia di Chieti, queste responsabilita' gravano su lui piu' che sui cittadini comuni. E' a lui che dovrebbe bollire il sangue quando sente che un gruppo di irlandesi vuole mettere le trivelle nel SUO mare. E' lui che dovrebbe essere il motore di tutte le iniziative, e non una che abita dall'altro lato del pianeta. E' lui che dovrebbe volerlo dire a tutti che non va bene trivellare davanti alla riserva naturale. E' lui che dovrebbe volersi spaccarsi in quattro PRIMA che il guaio sia fatto e prima che i cittadini ti ricorrano con email, facebook, blog e telecamere.

Ci vuole coraggio nella vita. Ci vuole il coraggio dei fatti per essere "il capo".

Grazie di nuovo a Franco Moroni.

Monday, July 20, 2009

La tentennante politica Abruzzese


Piattaforma del Gas della Edison, davanti alla costa di Casalbordino. Grazie a Lorenzo per averle scattate. Qui altre sconcertanti fotografie di una regione che non sa dove sta andando.

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Oggi e' l'ultimo incontro ufficiale di questo mio piccolo tour informativo Abruzzese. Stasera a San Salvo alle sei di sera, presso il centro culturale Aldo Moro.

Una piccola novita' di quest'anno e' che c'e' stata una maggiore presenza di personalita' politiche, sopratutto dei sindaci e di qualche amministratore provinciale, di vario orientamento politico.

Naturalmente sono contenta che pian piano anche chi ci governa si renda conto di quel che accade, e spero sempre che prima o poi ci sia una azione forte, e per davvero della nostra classe politica.

E' pero' quel pian piano che mi fa rabbia. E' quel lassismo, quel passivismo, quell'aspettare di essere chiamati, di essere interpellati che mi fa star male. Non c'e' iniziativa, volonta', azione da parte della politica, si risponde quasi per inerzia. Non va bene, non e' democratico.

Innanzitutto non e' giusto che dopo due anni di attivita' del popolo solo ora ci si svegli. Ma soprattutto, una volta svegliati, non sarebbe ora che i politici dimostrassero di essere davvero delle guide per il popolo? Non sarebbe ora che fossero loro a prendersi la RESPONSABILITA' ATTIVA di portare avanti questa lotta? Loro sono pagati profutamente per questo, io no.

Gianni Chiodi nonostante i mille appelli televisivi rimane muto, assieme a quell'altra inutile amministratice che risponde al nome di Daniela Stati. Gente senza spina dorsale, come ho gia' avuto modo di dire mille volte ormai, e che da cui io mi vergogno di essere amministrata.

Questa gente prende migliaia di euro al mese per non fare il proprio lavoro: CHI SE NON L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE REGIONALE DEVE PARLARE, FARE, ESSERE PROPOSITIVO? Chi? Perche' lo devono fare i volontari?

Ieri sera a Lanciano, oltre al sindaco della citta', Filippo Paolini, c'era anche il neo-presidente della provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio e assieme a lui il suo assessore all'ambiente, Eugenio Caporrella.

Ormai tutta la mia pazienza sta per arrivare al capolinea, e non mi importa quasi piu' niente del titolo di nessuno. Ho detto a tutti quello che pensavo ieri sera, fra cui il fatto che non ci si puo' aspettare da me di farmi il giro d'Abruzzo sine die, gratis e senza alcuna risposta politica ufficiale.

Occorrono i fatti e non le chiacchere. Sono stanca di essere presa in giro dai politici, fatte poche rare e preziose eccezioni.

Il presidente della provincia molte volte ha ripetuto che da sindaco di Fossacesia si e' opposto al centro petrolifero di Ortona e che quando verra' interpellato di nuovo si pronuncera' contrario ai nuovi progetti petrolfieri per l'Abruzzo.

Ma questo non e' sufficiente, e gliel'ho anche fatto notare. Non va mica bene che si ASPETTI DI ESSERE INTERPELLATI. Occorre essere PROPOSITIVI, e darsi da fare, oggi, adesso, rompendo le scatole a tutti da questo esatto momento e senza fermarsi mai. E soprattutto a chi ed in che modo si deve dire il proprio no? Dirlo ai cittadini e' facile, siamo tutti d'accordo.

Occorre avere invece il coraggio di dirlo ai potenti, agli alti piani decisionali, di far rumore, di uscire in prima pagina sui giornali, di non avere paura di mettersi contro il potere dell'ENI, di Scajola e di tutti gli uomini di malaffare che stanno dietro i progetti petroliferi per l'Abruzzo.

Cosa puo' fare secondo me DiGiuseppantonio? Puo' chiamare i sindaci della sua provincia, puo' chiamare gli altri presidenti delle quattro provincie d'Abruzzo, puo' chiamare la Stati, Chiodi, e possono INSIEME far dichiarazioni alla stampa nazionale, possono promuovere eventi informativi a tappeto nelle scuole, nei comuni, nelle piazze. Puo' lui indire una manifestazione grande, puo' lui proporre e trovare lui le formule giuridiche giuste per non farci petrolizzare.

Qualcuno dalla sala gli ha detto: ma lei vuole essere ricordato come colui che salva l'Abruzzo o come colui che ne ha firmato la morte?

Prima di andare via, incalzato da relatori e partecipanti all'evento, DiGiuseppantonio ha allora promesso di lavorare con maggior attivismo. Io sono qui che aspetto di vedere le sue dichiarazioni ufficiali ed il suo operato.

Non mollo mica e spero che ormai abbiano capito che con me le parole non bastano. Arriva poi l'assessore all'ambiente della provincia, Eugenio Caporrella, e qui si che mi sono cadute le braccia per terra.

I suoi punti di partenza sono due: il primo e' di cercare di capire come fare per far si che l'ENI non perda i soldi investiti in Abruzzo e l'altro e' che prima di fare qualsiasi cosa, dovra' leggersi le carte per bene.

Rido o piango? Le sue mi sono parse dichiarazioni perditempo di qualcuno che non sapeva bene che pesci pigliare, infatti e' stato duramente attaccato dalla sala.

In vari toni e modi, abbiamo tutti ricordato al signor Caporrella che NON E' NOSTRO COMPITO SALVARE GLI INTERESSI DELL'ENI. Non e' un nostro problema. Nelle procedure di autorizzazione ai pozzi di petrolio ci sono state varie inadempienze da parte di ENI e compari, fra cui quella di informare la gente. Gli interessi da salvare sono quelli del contadino, della mamma che si ammalera', dei bimbi deformi che nasceranno, non dell'ENI che fa disastri in tutto il mondo e i cui ricavi poi salgono alle stelle.

Quando si investe, nel petrolio come in qualunque altra attivita', qualche volta l'investimento va bene, qualche altra no. Qui all'ENI gli andra' male. Basta. I petrolieri ce lo mettono in conto. Non e' la fine del mondo.

Ma poi, CHE RAZZA DI ASSESSORE ALL'AMBIENTE E' UNO CHE SI PREOCCUPA PRIMA DELL'ENI E POI DELLA SUA GENTE?

E poi, quando ho sentito che prima di far qualunque cosa sarebbe stato opportuno leggersi le carte per bene, gli ho chiesto, ma quanto tempo ci vuole? Un mese, un anno? Non ha saputo o voluto darmi risposta. Ha detto pero' di essere un tipo meticoloso. Gli ho chiesto quale fosse il suo titolo di studi e mi ha risposto di essere un geometra. Quando gli ho chiesto di circondarsi di gente competente che lo aiutasse a svolgere questo compito di "leggersi tutte le carte" mi ha guardato confuso e mi ha detto "Vuole che io faccia quello che dice lei?".

Insomma, il tipo e' stato vago, saltava di pane in frasca, e non c'e' stato nulla da fare. Gli ho anche chiesto di fare dichiarazioni in base alle sue opinioni personali sulla stampa, di certo dopo tanto tempo che si parla di petrolio, avra' una qualche idea. Nada. Il nostro geometra deve leggersi per bene tutte le carte.

Verso la fine della serata, un altro intervento della sala ha ricordato con lucidita' che tutto il tratto della costa a sud di Ortona e' gia' perso. Le piattaforme della Edison a Casalbordino, di Rospo Mare a Vasto, di Ombrina Mare ad Ortona, ieri erano tutte visibili, assieme a sinistre petroliere che si aggiravano nei dintorni. Sono brutte, e non invitanti per i turisti, fanno rumore e non fanno riposare le persone. Per di piu' c'erano testimonianze di fumi che uscivano da Rospo Mare e visibili dalla costa.

Durera' poco il sogno turistico dell'Abruzzo. All'assessore provinciale all'ambiente Caporrella, auguro nel frattempo buona lettura. Io fra dieci giorni torno a Malibu.