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Tuesday, August 11, 2009

Osterie in mezzo al mar



Apro il Corriere di oggi (ma ormai il Corriere e' diventato illeggibile - secondo me, nasconde tutte le notizie scomode), perche' volevo parlare dell'enorme bolla di petrolio che ha invaso l'isola d'Elba. Scopro invece che c'e' un articolo sulla costa dei trabocchi e sul fatto che quelle baracche in mezzo al mare non sono altro che dei ristoranti eccellenti di pesce nel mare, tanto decantati da Gabriele D'Annunzio.

L'articolo sulla costa dei trabocchi e' sotto Speciale Viaggi, accanto a Laos e Grecia.

In generale una pubblicita' cosi' e' un ottima idea per attirare turisti, per far conoscere la nostra costa e per farla amare un po di piu' anche a noi che la viviamo tutti i giorni. Ma non e' tutto oro quello che luccica e voglio fare tre considerazioni, dal piccolo al grande.

1) Anche quest'anno mi sono portata la busta di plastica in ogni spiaggia in cui andavo per raccogliere l'immondizia (ma non sono stata tante volte al mare, causa petrolio!) ed ogni volta la mia busta di plastica si riempiva di robaccia che non dovrebbe essere gettata in spiaggia - cicche di sigaretta dappertutto. Bisogna sforzarsi di non lasciare queste traccie dietro di noi, e cambiare i nostri gesti quotidiani: alla fine quel mare e' nostro. Non e' impossibile, basta solo farci caso e dare l'esempio a chi ci sta vicino, che buttare le cicche o qualsiasi altro rifiuto in terra, nella sabbia e' incivile.

Un giorno a San Vito ho pure bisticciato con due diciottenni che hanno mangiato la pizza e che hanno lasciato la carta nella sabbia, come se nulla fosse. Non ho potuto star zitta e gli ho detto male. Cosa gli facciamo vedere ai turisti? La spiaggia sporca?

2) Un altro pensiero e' che in tutto questo articolo del Corriere, NON SI PARLA MAI di villette, piazzette cementificate (vero comune di San Vito?), di condomini a picco sul mare. L'articolo parla di uliveti, di vegetazione fitta, di passerelle, di alberi d'olivo, di boschetti. LA GENTE VIENE PER QUESTO non per i condomini. Presidente di Giuseppantonio, qui occorre al piu presto fare un piano VERO per qusta costa teatina, e per evitarne la cementificazione nascente, come un qualsiasi viaggetto a San Vito mostra.

3) Infine, il pensiero petrolio. E' fin troppo evidente che se ci aggiungiamo le trivelle a quell'equazione quasi bucolica, di ricci, di azzurro del mare, tutti gli equilibri cambiano. Non e' giusto.

Scriviamo a quei giornalisti del Corriere e diciamo loro del pericolo che incombe. Diciamogli che fra un po' assieme a tutte quelle meraviglie della nostra costa, della nostra storia, della nostra poesia, ci saranno piattaforme marine ad allietare le serate in riva al mare.

Se avete del tempo, lasciate dei commenti sul sito del Corriere qui. Io l'ho gia' fatto, il mio commento e' in attesa di moderazione.

Per la storia del catrame nell'isola d'Elba, che i TURISTI hanno dovuto fermare, i link sono qui. Tutto questo e' successo per colpa di una petroliera che ha lavato in mare la sua cisterna di petrolio, pratica ILLEGALE ma che continuano a fare dappertutto. E se lo fanno all'Isola d'Elba, state tranquili che lo faranno anche in Abruzzo, trabocchi o non trabocchi.

Evidentemente Gianni Chiodi e Daniela Stati o non leggono i giornali oppure
non riescono a fare il salto logico della connessione fra infrastrutture petrolifiere e danni a tutto il resto che c'e' di sano.

Enrico Di Giuseppantonio, il tuo tempo di prova sta per scadere. Come l'Abruzzo intero aspetta Gianni Chiodi, cosi' la costa dei trabocchi attende l'iniziativa del presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio.

Il silenzio e le mezze promesse sono inaccettabili. Ci vogliono i fatti.

6 comments:

Sauro said...

Il commento del Ministro Prestigiacomo.........

http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=922692

Sauro said...

...certo che se lo avessero utilizzato.....

http://www.ingegneri.info/Oilsep-cc-ecology-invenzione-italiana-mangia-olio_news_x_2984.html

Comitato Abruzzese said...

Guardate questo articolo di ieri:
"Alba Adriatica, il mare diventa marrone"

http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2009/08/11/CM1CH_CM103.html

Certo che nessuno vuole pensare al fatto che l'acqua possa colorarsi a causa dello sversamento di materiale delle piattaforme che abbiamo in mare.
In Basilicata, l'Eni dice che il terreno si è rovinato a causa delle pecore che ci pascolano. Qui abbiamo le autorità (quali???) che parlano di "decomposizione della flora batterica".
Roba da folli.

Anonymous said...

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/deposito/istanze/atti/125023301107.pdf

Il Puma e l'ISola D'Elba

supertramp said...

Mappe, ritardi e sottovalutazioni del pericolo petrolio in mare.

Qualche tempo fa, in seguito a clamorosi incidenti come quello dell'Erika (che non dimentichiamolo stava venendo proprio a scaricare il suo inquinantissimo carico in Italia) e della Prestige, Legambiente pubblicò il decalogo che vi proponiamo e che vale la pena leggere per verificare cosa (poco) è stato fatto e cosa (molto) rimane da fare.

fonte:
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=%20555

Anonymous said...

/atti/125023301107.pdf


l'altro pezzo del link :)

Io non capisco come il Ministro non si sia opposto alle richieste di trivellazione ovunque....parchi, riserve marine.

Per me questa gente è folle