.

.
Showing posts with label Cupello. Show all posts
Showing posts with label Cupello. Show all posts

Wednesday, September 3, 2014

Angelo Pollutri: torniamo agli anni '60 - pane e petrolio

Oh Gesu - che mi tocca leggere, nel 2014!

Angelo Pollutri, ex sindaco di Cupello manda oggi un comunicato alla stampa dove dice varie assurdita', una dopo l'altra, facendo confusione fra parco e petrolio, passato e presente. Ma possibile che nel 2014 non si possa avere un politico sensato? Perche' si votano persone che non sanno neanche seguire un filo logico? Ma da dove escono questi?

Tutto quello che leggo e' vecchio, triste, stupido, infantile. E purtroppo di questa antichita' in Italia ce n'e' molta, include anche Renzi, che e' un esempio lampante del vecchio che goffamente cerca di farsi nuovo senza sostanza.

Secondo Pollutri, il decreto trivellante di Matteo Renzi - il decreto sblocca Italia - di fatto fa riemergere

"lo scontro tra il “no” deciso da parte di alcune componenti politiche, sindacali e sociali e il “sì” ragionato, meditato e di prospettiva di Confindustria e di altri singoli imprenditori."

Pollutri parla di "ultimatum circa il decidere che tipo di sviluppo avrà la nostra regione negli anni a venire".

Ma no, Angelo, non si scomponga e non arrivi a tanto: non si tratta di nessuno scontro, nessun ultimatum. Semmai sara' la prepotenza.

Come lei ben sa, il "no deciso da alcune componenti politiche, sindacali e sociali" e' un no diffuso, voluto da tutti i partiti, persone, amanti del mare e del commercio, e pure dentro Confindustria. Se lei va a ben vedere infatti ci sono industriali anche di Confindustria che si oppongono al petrolio - sono gli industriali del 2014 e non del 1964 che hanno puntato su sostenibilita' e rinnovabili e sviluppo vero e non sui buchi e monnezza.

E quindi il no alle trivelle e' un consenso, caro Pollutri. Solo i relitti del passato vogliono le trivelle, perche' hanno da guadagnarci sopra, e perche' non hanno ne idee, ne interesse, ne intelligenza, a guardare al mondo di oggi - quel mondo grande e nuovo e veloce che esiste fuori dalle sue quattro mura di Cupello e che ha lasciato il petrolio dietro di se da tanto tempo.

Lo so, certo, quando uno non riesce a produrre intellettualmente di meglio e' facile lanciarsi con i buchi. Basta una trivella, una multinazionale, e voila' - nessuno deve pensare a niente. Sediamoci e gongoliamoci con queste quattro lire di royalties. Che importa che tutto il resto e che sopratutto il futuro, vadano a rotoli.

E invece no, per competere nel mondo di oggi ci vuole l'intelligenza e il coraggio e il reinventarsi e il sapere piantare per il domani.

Siete solo senza idee, e poveri intellettualmente. Se lei e se Renzi e tutti i vostri compari trivellatori trionferete, non e' perche', come vorrebbe fare credere lei ci sono "ragioni mediate e di prospettiva" . No, a trionfare sara' una cosa sola: la stupidita' che porta a voler far cassa con il futuro di una nazione, la corsa disperata al vile denaro di una nazione che e' rimasta in ginocchio perche' non sapevate fare di meglio, la prepotenza di chi siede nei palazzi romani senza sapere, senza amare, senza pensare.

Ovviamente, non poteva mancare da parte di Pollutri il famoso compromesso. Il minestrone. Era una delle cose che sapevo dal primo giorno avrebbero provato a propinarci: un po di petrolio si, si puo' fare, possiamo convivere tutti assieme allegramente. E questo grazie a:

un percorso non estremistico, né per il no né per il sì, un percorso che possa nella circostanza dare un’opportunità di sviluppo ai nostri malcapitati territori in termini di infrastrutture e sostegno alle imprese e che possa, quindi, rimettere in moto un meccanismo virtuoso che generi lavoro.

E ancora:

ognuno potrebbe generare futuro lavorando in simbiosi mutualistica.

Ma che vuol dire ne per il no, ne per il si? Penso che neanche la democrazia cristiana arrivasse a tanto!

I nostri territori non sono malcapitati, caro Pollutri, e la simbiosi mutualistica non esiste. Non esiste un po di di cancro, o la simbiosi mutualistica fra cellule sane e malate. Prima o poi quelle malate prendono il sopravvento, perche' sono piu' potenti e in questo caso pure prepotenti. Capisce? Uno deve avere dei principi - fondati sull'intelligenza e sul pensare - e poi non accettare mezze misure quando si tratta di cose cosi' gravi ed importanti.

L'Italia ha avuto in dono qualcosa che nessun altro ha, un territorio splendido le cui ricchezze sarebbero sufficenti a campare tutti magnificamente se, come detto prima, ci fossero persone intelligenti ad argomentare, a pensare, a guardare avanti e non indietro come fa lei. Ma come puo' pensare che

Il Parco della Costa Teatina dovrà rappresentare l’elemento di armonia ecocompatibile di difesa della costa e del suo sviluppo, tramite risorse provenienti dalle compensazioni ambientali derivanti dalle coltivazioni di idrocarburi. Lo stesso progetto Ombrina Mare potrebbe portare 1 miliardo di euro di royalties in 20 anni.

Ma se con Ombrina il parco e' morto prima ancora di nascere! Di quale armonia parla? Ecocompatibile? E che in modo i veleni e i fanghi e i fumi di Ombrina saranno ecocompatibili? Ecocompatibili con cosa? Forse che i fumi di Ombrina le hanno dato alla testa gia' adesso? Chi vuole venire al mare a vedere una nave sputa fiamme in cielo per 24 ore su 24? Lo sa che per essere ecompatibili le spiagge californiane e di Florida hanno bloccato ogni nuova trivellazione da almeno trenta anni a questa parte?

E' di poche settimane fa la notizia che i mari d'Abruzzo sono in uno stato pietoso. Invece che sparlare a vanvera con questi paroloni di "eco" di qua ed "eco" di la, perche' invece non propone qualcosa per rendere questo mare piu' sano e "ecocompatibile" ma per davvero, invece che augurarsi l'arrivo di ultieriore monnezza che non potra' non esserci con Ombrina e compari?

E poi ancora, Pollutri prevede che la politica abruzzese può trarre chiarezza e opportunità di sviluppo compatibile copiando l’intelligenza degli anni ’60.

Vede, e' qui la stupidita' di tutti quelli che pensano al petrolio come la panacea a tutti i mali italiani. Ogni epoca ha la sua storia, e gli anni '60 sono stati per l'Italia un epoca d'oro per tanti motivi. Ma non e' tutto oro quello che luccica, e solo adesso ci rendiamo conto che alcune delle scelte di allora tanto intelligenti non furono.

Specie in reparto ambientale.

Cosa e' rimasto dell'industrializzazione selvaggia degli anni '60? Raffinerie e territori devastati. E' rimasta Gela, e' rimasta l'ILVA, e' rimasta Bussi.

E' questo che vogliamo per il 2050?

E infine, la balla e la assurdita' piu' colossale di tutte: lo sviluppo occupazionale della nostra regione è decollato grazie agli idrocarburi e la volontà di valorizzare le risorse ambientali è stata successiva a quella dello sviluppo industriale.

Non si puo' riscrivere cosi la storia. L'Italia ha avuto il suo boom del dopoguerra grazie a tante cose - i soldi degli americani (oh yes) e del piano Marshall, le flotte di immigrati che rimandavano i soldi a casa da Francia, Germania, USA, Canada, una classe politica piu' intelligente e amante della nazione, cittadini meno imbroglioni e piu onesti, e pochi impenditori intelligenti e lungimiranti, come Adriano Olivetti. Purtroppo quelli non li fanno piu'. Adesso ci rimangono solo le mezze cartuccie.

E poi, la logica del dire: c'erano prima le trivelle e poi l'ambiente. Si certo, c'erano prima il cannibalismo e il politeismo e la schiavitu' e poi sono arrivati i diritti umani e le leggi e il vivere civile. Pollutri, ma dove vive!  Gli anni sessanta sono finiti cinquanta anni fa!

Si, e' avvilente l'Italia. Governata da gente cosi poco intelligente, piccola, conservatrice, senza visione, senza idea di futuro. Sa tutto di stantio. Ogni volta che leggo queste cose sono ben felice di non esserci piu'. La cosa piu' brutta e' che sono proprio i meno preparati - culturalmente, eticamente - a guidarla.

Dove sono finiti gli statisti di un tempo?






Monday, April 22, 2013

I controsensi della regione Abruzzo

Queste sono varie concessioni che riguardano l'Abruzzo - tutte della MOG. E' la regione che decide, Roma semplicemente formalizza quanto deciso a livello regionale.

Ecco allora il nostro caro Chiodi, nonostante RIPETUTE sollecitazioni da parte del governo centrale, non e' stato deciso NIENTE.

1. San Buono: Permesso di ricerca in itinere - sollecitazione di Roma al Settembre 2012
2. Colle dei Nidi: Permesso di ricerca in itinere - sollecitazione di Roma al Settembre 2012
3. Agnone: Permesso di ricerca in itinere - sollecitazione di Roma al Settembre 2012
4. Civita: Permesso di ricerca assegnato ed in vigore fino al Febbraio 2014
5. Aglavizza: Concessione di coltivazione - conferita DALLA REGIONE ABRUZZO - nel Dicembre 2012
6. Villa Mazzarosa: esclusa dalla VIA nel Febbraio 2013.

L'iter per questi permessi si protrae da anni - dal 1999 in alcuni casi. Non importa di chi sia la colpa originale, per me e' importante sapere che e' che dal 2008 che la responsabilita' di questi permessi e' di Gianni Chiodi ed e' dal 2008 che lui gioca a nascondino e non fa niente, nonostante solleciti e richieste varie.

Gianni Chiodi, ma che razza di governatore e' lei?



San Buono al 14 Settembre 2012 Sollecito alla Regione
da Min. a Reg. Abruzzo e Molise: richiesta emanare/confermare VIA e Intesa 

La regione Abruzzo deve ancora esprimersi!

Comuni di: Acquaviva Collecroce, Archi, Atessa, Bomba, Borrello, Carpineto Sinello, Casacalenda, Casalanguida, Castelbottaccio, Castellino del Biferno, Castelmauro, Celenza sul Trigno, Civitacampomarano, Civitaluparella, Colledimezzo, Dogliola, Fallo, Fossalto, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Guardialfiera, Guilmi, Lentella, Limosano, Lucito, Lupara, Mafalda, Montagano, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Montefalcone nel Sannio, Monteferrante, Montelapiano, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Morrone del Sannio, Palata, Palmoli, Pennadomo, Petrella Tifernina, Pietraferrazzana, Provvidenti, Roccaspinalveti, Roccavivara, Salcito, San Biase, San Buono, San Felice del Molise, San Giovanni Lipioni, Sant'Angelo Limosano, Tavenna, Tornareccio, Trivento, Tufillo, Villa Santa Maria

  
Colle dei Nidi al 13 Settembre 2012

Sollecito alla Regione
da Min. a Reg. Abruzzo e Marche: invito ad emanare/confermare atti amministrativi di competenza 

La regione Abruzzo deve ancora esprimersi!!!

Comuni di: Bellante, Campli, Controguerra, Corropoli, Mosciano Sant'Angelo, Nereto, Sant'Omero, Spinetoli, Torano Nuovo, Tortoreto
 



Agnone, al 10 Settembre 2012
Sollecito alla Regione a Reg. Abruzzo e Molise: sollecito VIA e Intesa 

La regione Abruzzo deve ancora esprimersi!!
 
Comuni di: Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Borrello, Capracotta, Carovilli, Carpineto Sinello, Carunchio, Castelguidone, Castelverrino, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Chiauci, Civitanova del Sannio, Duronia, Fallo, Fossalto, Fraine, Liscia, Montazzoli, Monteferrante, Montelapiano, Palmoli, Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Pietracupa, Pietraferrazzana, Poggio Sannita, Quadri, Roccaspinalveti, Roccavivara, Roio del Sangro, Rosello, Salcito, San Biase, San Buono, San Giovanni Lipioni, Sant'Angelo del Pesco, Schiavi di Abruzzo, Torrebruna, Trivento, Vastogirardi, Villa Santa Maria

Permesso di ricerva Civita, in vigore fino al 2014
276 chilometri quadrati.

Comuni di: Casalbordino, Cupello, Monteodorisio, Paglieta, Pollutri, San Salvo, Scerni, Torino Di Sangro, Vasto


Concessione di coltivazione Aglavizza, 
MOG conferita il 17 Dicembre 2012


Comuni di Pineto e Roseto.
Riserva naturale del Borsacchio.

28 Febbraio 2013: Risposta VIA dalla Regione
parere favorevole esclusione VIA

Cioe' alla regione Abruzzo,  o tacciono o gli rendono la vita piu' facile ai petrolieri!

--

Moltissime personalita' politiche sono scese in piazza contro il progetto Ombrina Mare della MOG di Sergio Morandi il giorno 13 Aprile 2013 a Pescara. Fra loro consiglieri regionali, senatori e deputati che hanno dichiarato la propria contrarieta' alle trivelle in Abruzzo.

Ma ai politici e' chiesto molto di piu' che scendere in piazza.
Ai politici e' chieso di agire.

E' stato l'articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera a riaprire la partita di Ombrina Mare, gia' nel luglio 2012.

Questo decreto e' stato votato da Fabrizio Di Stefano (PDL), Giovanni Legnini (PD), Franco Marini (PD), Andrea Pastore (PDL) e Paolo Tancredi (PDL) al Senato, mentre alla Camera i voti
favorevoli sono stati quelli di Ferdinando Adornato (UDC), Sabatino Aracu (PDL), Carla Castellani (PDL), Vittoria D'Incecco (PD), Marcello De Angelis (PDL), Giovanni Dell'Elce (PDL), Tommaso Ginoble (PD), Giovnani Lolli (PD), Paola Pelino (PDL), Maurizio Scelli (PDL), Lanfranco Tenaglia (PD), Daniele Toto (FLI) e Livia Turco (PD). 
A suo tempo, nessuno di loro ha manifestato alcuna preoccupazione o sollevato domande riguardo gli effetti dell'articolo 35 sulla petrolizzazione dei mari Abruzzesi.

Non e' un controsenso prima approvare le norme che lasciano la strada aperta alle trivelle in mare, e poi sfilare contro le sue conseguenze?

Ancora piu' grave il comportamento e la mancanza di coerenza a livello regionale.

Opporsi contro Ombrina e' sacrosanto, ma la regione Abruzzo ha approvato esplorazioni petrolifere della stessa MOG secondo la concessione Villa Mazzarosa, nella riserva naturale del Borsacchio, fra Pineto e Roseto e secondo la concessione Aglavizza-Civita 1 nel Vastese.

L'iter e' invece ancora aperto per la trivellazione di quattro pozzi di stoccaggio nei pressi di Cupello
da parte della Stogit nonche' l'aumento della pressione di pompaggio in quelli gia' esistenti.

La MOG ha altre concessioni che intende sviluppare in Abruzzo fra cui i permessi Agnone e San Buono, nell'entroterra teatino fra Bomba, Castiglion Messer Marino e Gissi e che include parte del Molise e Colle dei Nidi, centrata su Nereto, nel teramano.

L'autorizzazione di queste concessioni a terra spetta alla regione Abruzzo, e non ai ministeri romani.

Perche' la regione Abruzzo ha approvato le trivelle nel il Borsacchio e e ora molti dei membri del consiglio regionale si oppongono solo ad Ombrina?

Si pensa forse che trivellare Ombrina sia piu grave che trivellare la riserva del Borsacchio? O che ci sono due pesi e due misure, in base al livello di opposizione popolare?

Gianni Chiodi aveva promesso che "contrasteremo ogni forma di trivellazione" nel 2010. Finora questa promessa non e' stata mantenuta. Un tentativo di rimediare sarebbe revocare tutte le concessioni date in terraferma, di finalmente opporsi a quelle in itinere e di rendere la sua tanto decantata legge "antitrivelle" vera in modo che non ci sia spazio per ambiguita' e in modo che siano
cittadini e non i petrolieri a decidere del futuro della loro regione.

Wednesday, February 27, 2013

Piove sul bagnato - 4 nuovi pozzi a Cupello




La sintesi del progetto si puo' scaricare qui.

Lo sappiamo che a quelli di Cupello nel Vastese gli piacciono le trivelle e cosi, se tutto va per il verso giusto, il governo decidera' di ampliargli la capacita' di stoccaggio del gas.

Vogliono infatti aumentare la pressione di esercizio nei pozzi gia' esistenti del dieci per cento, e cioe' pompare ancora piu' materiale nella pancia della terra di quanto gia' ci sia. Vogliono anche fare altri 4 pozzi di stoccaggio.

Della serie non si accontentano mai!

Le aree interessate sono Cupello, Lentella, Montenero di Bisaccia, fra le province di Chieti e Campobasso.

La ditta proponente e' la Stogit, con sede a Crema.

Useranno le trivelle "Archimede" come annunciato nel link di cui sopra.


E come per tutte le trivelle che si rispettino ci sara' pompaggio fanghi, monnezza prodotta, rischio scoppi. Lo dicono loro, non io.

Ma si sa, in Italia e' tutto sempre sotto controllo.

Dicono che tutto il materiale con i loro progetti e' depositato presso gli uffici della regione Abruzzo.

Gianni Chiodi non lo sa, ci scommetto.

Le carte sono state depositate a meta' Febbraio, per cui se lo avesse saputo, lui e i suoi amici alla regione gia l'avrebbero detto ai cittadini.

Che dire. E' per questo che a governare ci deve andare la gente intelligente, che capisce le conseguenze delle decisoni che si prendono o non si prendono, e non i pappamolli.

Nessuno fara' niente, gia lo so.

Da quelle parti sono troppo impegnati a dare la cittadinanza onoraria a Paolo Scaroni.

Diranno tutti:  ce ne sono gia', che vuoi che sia un 10% in piu', che vuoi che siano quattro pozzi in piu'.

Finche' un giorno....

Evviva l'Italia, Evviva l'Abruzzo.



Tuesday, August 7, 2012

Scaroni a Vasto: Uomini senza













Foto di Hermes Pittelli, Lorenzo Luciano

"In ginocchio da te"

Qui lo storico Costantino Felice
"Scaroni ha detto delle cose inaccettabili per Vasto"

Qui Stefano Comparelli, responsabile di Fare Verdi
"La storia non si cancella"

Eccoli qui allora gli eroi del giorno che si sono presentati a fare gli onori, qualcuno anche con fascie tricolore, al condannato in via definitiva "con patteggiamento" Paolo Scaroni:

Luciano Lapenna, sindaco di Vasto
Enrico Di Giuseppantonio, presidente della provincia di Chieti
Angelo Pollutri, sindaco di Cupello
Gianni Petroro, Associaizione pro-emigranti

E' la loro presenza a Vasto che ci dice di che stoffa sono fatti questi personaggi, gente apatica, che va dove va il vento, sente senza principi, senza spina dorsale, senza morale.

Gente che magari a volte dice di essere contro il petrolio, ma a cui nei fatti non gliene importa niente.

Personalmente gia' lo sapevo - visto che per ogni azione fatta da questi personaggi ci sono state dietro la pressione popolare, la paura di perdere i voti, rincorse con le telecamere e promesse elettorali. Non certo la convinzione di base o un principio incorruttibile di difesa del territorio o di lealta' all'elettorato.

Visto che ogni azione e' stata portata avanti da altri e non da loro che sono rimasti al traino. Visto che i testi per le osservazioni, per i ricorsi al TAR glieli hanno preparati altri.  Visto che neanche lo sapevano cosa fossero un centro oli, una FPSO, l'H2S e compagnia bella. Visto che l'azione di informazione non e' venuta da nessuno di loro.

Sono uomini senza. E chiunque puo' metterci la parola che vuole - senza coraggio, senza amore, senza coerenza, senza rispetto. Sono uomini piccoli piccoli, sono uomini senza neanche la vergogna di presentarsi davanti a tutti, ad onorare un condannato in via definitiva per disastro ambientale "con patteggiamento" e che voleva distruggerlo l'Abruzzo, altro che investimenti.

Le chiacchere se le porta il vento.

Ma perche' poi ci sono andati? Io non lo so, ma credo che da buoni politici abbiano la voglia di tenere il piede in 2, 10, 34 staffe.

Scaroni e l'ENI c'hanno i soldi, sono potenti. Meglio far vedere che stiamo anche dalla loro parte e che e' colpa di quei fanatici-cattivi-esagerati ambientalisti se il centro oli non si e' fatto.

Mica e' colpa di Enrico di Giuseppantonio se il centro oli non si e' fatto. Mica e' colpa di Eugenio Caporrella che sta ancora traducendo i testi dall'italiano al dialetto lancianese se il centro oli non si e' fatto. Questo secondo me e' il messaggio che hanno voluto passare, tenersi buoni tutti, anche Paolo Scaroni perche' non si sa mai.

Ma quello che questi uomini senza non sanno e' che alla fine, perderanno tutto.

La gente ricorda, ricorda tutto, e il potere del popolo e' molto molto maggiore che i soldi sporchi di sangue dell'ENI.

E che dire dei giornalisti che non hanno saputo fare le vere domande, quelle difficili, quelle fatte a beneficio del popolo?

Perche' nessuno ha avuto il coraggio di chiedere a Scaroni: ma senti, caro, le terre ai contadini gliele vuoi ridare si o no? Ma senti caro, che ci puoi dire della tua condanna in via definitiva? Ma senti caro,
ma come to spieghi che nonostante tutte le tue balle e il tuo bel parlare elegante e raffinato, e nonostante tutti i buchi, la Basilicata e' la regione piu' povera d'Italia? Ma senti caro, e i tuoi figli dove e' che emigrano?

Dovreste vedere voi cari giornalisti d'Italia come si fanno le interviste - guardatela la TV americana adesso che ci sono le elezioni a Novembre e vedrete che cos'e' il giornalismo serio. Le domande che fanno o che stroncano le carriere, e il tutto nell'ineresse pubblico.

Caro Paolo Scaroni: non ce ne andiamo mica.

Lei ha avuto di fronte un mucchio di gente molliccia, inutile e senza, ma gli abruzzesi veri, gli uomini e le donne con tutte le caratteristiche sane che i nostri politici non hanno, non le daranno un centimetro del nostro territorio, stia tranquillo.

E sappia che, nonostante i suoi tentativi di confondere la parlata e l'italiano, in Abruzzo di olio buono ce n'e' uno solo: si chiama olio d'oliva, e non olio da monnezza petrolifera.

Buone tangenti, buona autoblu e buona condanna in via definitiva "con patteggiamento".

You have not seen half of what we are made of.



-----------

PS: Come sempre, grazie a tutti gli abruzzesi e le abruzzesi vere: Assunta, Ilaria, Ines, Hermes (d'adozione), Luciano, Filippo e tutti quelli che erano li ieri.

Se ci sono altri racconti, link, esperienze o nomi che ho dimenticato, li collego volentieri.



--------------


L'AD RICEVE ONORIFICENZA E PARLA DEL PROGETTO SFUMATO AD ABRUZZOWEB
CENTRO ENI L'AQUILA? LO VUOLE VASTO!
SCARONI: ''STRANO STOP, ERA UN DONO...''

Descrizione: http://www.abruzzoweb.it/ic.php?d=BWS0&w=68VK0&h=68RKA&i=E1GPYV3FEDHP2WKFDSMQ0VVCDHTQ8WK95SN70SR&z=0

A sinistra l'ad di Eni, Paolo Scaroni e, a destra, il sindaco di Cupello, Angelo Pollutri

di Arianna Iannotti e Alberto Orsini   abruzzoweb

CUPELLO - “Trovo molto strano il fatto che in tanti anni non si sia riusciti ad avere il via libera, soprattutto visto che si era in presenza di un dono”.
Quando parla del centro di ricerca per l’Università dell’Aquila in località Casale Calore, un progetto da 12 milioni di euro finito in fumo dopo tre anni di vana melina tra Comune capoluogo e Ateneo, si vede tutta la delusione dell’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, oggi in Abruzzo, a Cupello (Chieti) per ricevere la cittadinanza onoraria.
E dire, ha sottolineato a questo giornale l’amministratore delegato, che “l’idea del centro ricerche era solo un pezzo di un programma più articolato e molto più ampio!”. Oltre ai fondi per la costruzione del centro, ma non per la sua gestione o le assunzioni del personale, c'erano infatti anche altri 8 milioni di euro in borse di studio di cui si sono perse le tracce.
La vicenda si è trascinata dal maggio 2009, subito dopo il sisma che ha distrutto L'Aquila, quando Eni e ateneo firmarono una convenzione. L'Università individuò terreni che aveva in affitto a destinazione d'uso agricola e il tempo è passato tra tentativi di riprendere quegli appezzamenti dagli affittuari, tra minacce di sfratto e accordi fin troppo svantaggiosi per l'Ateneo, infatti i revisori dei conti li hanno bocciati.
Nel frattempo a fatica il Comune rendeva edificabile un'area per complessivi 60 mila metri quadrati a fronte di 10 mila al massimo utili per il progetto, adombrando il rischio di una speculazione edilizia prontamente smentita da tutte le parti in causa.
Sul centro di ricerca ci sono state riunioni e trattative a tutto spiano, nel tentativo, poi infruttuoso, di salvare il progetto dalla furia di Scaroni, che ha risposto con lapidarie negazioni ai tentativi del rettore aquilano, Ferdinando Di Orio, di salvarlo.
Tra i tanti vertici, impossibile non citare quello "carbonaro" all'Aquila tra lo stesso Di Orio, il sindaco, Massimo Cialente, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e l'ex sottosegretario Gianni Letta, che non ha più incarichi formali ma ha sempre mostrato un'attenzione particolare al progetto, e in ambito universitario viene considerato un "nume tutelare" per aver portato alla proroga triennale dell'esenzione delle tasse, giunta quasi la termine.
Intervistato a margine della cerimonia di Cupello, il potente dirigente del colosso petrolifero ha confermato ad AbruzzoWeb che il progetto è definitivamente tramontato, anche se, ha assicurato, “per le zone terremotate faremo qualcos’altro”, e alla precisazione della cronista “qualcos'altro per L’Aquila?” Scaroni ha risposto di nuovo: “per le zone terremotate”, a far capire che le ipotesi potrebbero essere diverse.
A cogliere la palla al balzo il sindaco di Cupello, Angelo Pollutri, che Scaroni ha ascoltato lanciare questa provocazione: “Il centro di ricerche Eni facciamolo nel Vastese! Il nostro territorio si candida ben volentieri ad accogliere e ospitare una struttura di questo tipo”.
Scaroni non ha commentato, anche se nel suo discorso ha detto di dovere tanto al territorio vastese, riferendosi in particolare all’esperienza fatta in Pilkington insieme a tanti sansalvesi che gli ha permesso di arrivare al vertice dell’Eni, e di sperare di potersi in qualche modo sdebitare.
Nel frattempo il Vastese lo ha riempito di onori: non solo Cupello gli ha dato la cittadinanza onoraria, 50 anni dopo averla offerta al fondatore dell’Eni, Enrico Mattei, ma anche Vasto lo ha premiato conferendogli il premio “Silvio Petroro 2012”, a riconoscere e onorare i passi avanti fatti a partire dal rinvenimento di uno dei più ricchi giacimenti metaniferi d’Italia.
Anche se, proprio il mettere l’accento in questo modo sul processo di petrolizzazione che ha investito l’Abruzzo ha dato il la a una serie di polemiche, intercorse soprattutto via web, da parte di chi, come Maria Rita D’Orsogna, ha sempre criticato quel modello di sviluppo.
Polemiche che avevano trovato il loro apice ai tempi della possibilità di realizzare tra Tollo (Chieti) e Ortona (Chieti) il cosiddetto Centro Oli, che adesso Scaroni ha definito “una cosa vecchia”, nel senso di un progetto ormai passato, proprio come Casale Calore.
“Abbiamo tante cose da fare - ha detto a riguardo - il Centro Oli lo faremo da un’altra parte. Certo che per l’Abruzzo quella del Centro Oli sia stata un’altra occasione sprecata”. Proprio come Casale Calore.


Scaroni premiato a Vasto, Lapenna: "L'Eni investa su questo territorio"
Descrizione: Scaroni premiato a Vasto, Lapenna:
"L'Eni investa su questo territorio"
Paolo Scaroni e Gianni Petroro
VASTO - “Emigrare non è mica male. Sono un vicentino, ma non non mai lavorato a Vicenza. Mi vedete abbacchiato, triste? Ho visto tanti vastesi in tutte le parti del mondo ed erano felici”, ma nonostante la crisi economica pesantissima “non riesco a immaginare uno scenario in cui la gente di questi posti, che è così capace, non ce la faccia”.
Con un messaggio di speranza Paolo Scaroni riceve a Vasto il Premio Silvio Petroro. Il ritorno nel Vastese dell’ex numero uno della Pilkington, la multinazionale del vetro che a San Salvo ha la sua azienda più importante, è scandito da due tappe nel giro di poche ore: la cittadinanza onoraria conferitagli dal Comune di Cupello, e la premiazione a Palazzo D’Avalos.
Dal piccolo palco dei giardini napoletani il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, gli rivolge un appello: “Nel settore del trasporto merci poco è stato fatto. Purtroppo, quando lei dirigeva l’allora Siv, il vostro porto era quello di Salerno. Oggi è ancora Salerno”. La cerimonia è l’occasione per “rinsaldare l’amicizia con questa parte d’Abruzzo che torna a chiedere all’Eni di non dimenticarla”.
Scaroni “non ha mai considerato i manager della Pilkington di San Salvo come dirigenti meridionali di serie B o C”, sottolinea Graziano Marcovecchio, presidente del consiglio d’amministrazione della fabbrica di Piana Sant’Angelo
Al suo arrivo, fuori da Palazzo D’Avalos lo aspetta un gruppetto di ambientalisti che si oppongono all’installazione dei pozzi di petrolio al largo della costa abruzzese. C’è Ines Palena, responsabile del Wwf Zona frentana e Costa teatina. Ci sono anche i Cobas, che si sono schierati con il Comitato cittadino per la tutela del territorio. Qualcuno, quando Scaroni esce dall’auto nel cortile interno di Palazzo D’Avalos, gli grida: “Cambia lavoro”. Sosta nei giardini.
“Andiamo a vedere il panorama”, chiede l’ad dell’Eni, dopo essere stato premiato inizia a parlare della giornata trascorsa nel Vastese. “Immeritatamente sono stato insignito della cittadinanza onoraria di Cupello, che spettava a Enrico Mattei. Qui a Vasto c’è una scuola professionale intitolata al fondatore dell’Eni”, che in città visse e si diplomò. “Le scuole professionali sono fondamentali. Se non maturiamo una classe che sa lavorare utilizzando mani e cervello, non possiamo puntare allo sviluppo” uscendo dalla crisi. L’assegno da 5mila euro del Premio Petroro “l’Eni, per festeggiare Mattei, lo moltiplica per 10: 50mila euro per due anni”.
Michele D'Annunzio - micheledannunzio@vastoweb.com

Paolo Scaroni a Cupello ringrazia il Vastese: "Gli devo molto, senza non sarei all'Eni"
Descrizione: Paolo Scaroni a Cupello ringrazia il Vastese: "Gli devo molto, senza non sarei all'Eni"
Paolo Scaroni con Angelo Pollutri e Graziano Marcovecchio
CUPELLO – L’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni ha ricevuto domenica pomeriggio la cittadinanza onoraria di Cupello, in ricordo dei 50 anni dalla scoperta del primo giacimento metanifero nella zona.

Nel corso della cerimonia è stata anche intitolata la sala multimediale del Comune a Enrico Mattei, al quale nel consiglio comunale del 2 ottobre 1961 fu conferita la cittadinanza onoraria, pochi mesi prima della sua morte. Una figura molto importante quella di Mattei per il territorio, non solo perché il padre Antonio era sottufficiale dei Carabinieri nato a Civitella Roveto, dove Enrico trascorse il periodo dell'adolescenza, ma anche perché frequentò la scuola elementare di Casalbordino, dove nel frattempo il genitore era stato trasferito e la Regia Scuola Tecnica a Vasto, città alla quale rimase legato e da presidente dell'Eni, insieme all'Iri, decise di creare nel 1962 la Siv, sfruttando proprio il metano rinvenuto nella zona di Cupello.

Anche lo stesso Scaroni è legato alla nostra zona per essere stato dirigente in Siv, la prima volta fu nel 1983, quando venne Papa Giovanni Paolo II, poi dal 1993, in quello che lui stesso definisce “il periodo più difficile della mia vita”. Più volte il suo destino si è legato a quello del nostro territorio: “Non tornavo dal 2002, la mia vita si è sempre intrecciata con il Vastese, l’Abruzzo e questa zona mi hanno dato molto – ha detto Scaroni – contribuendo alla mia carriera professionale. Oggi non sarei all’Eni senza San Salvo. Io per il Vastese non ho fatto niente, sono le persone della zona che hanno fatto tanto per me e che hanno contribuito in quegli anni a risanare l’azienda. Qui avevamo tutte le competenze che mancavano e le insegnavamo nel mondo. Questo onore spettava a Mattei che ha fatto molto più di me, ma cercherò di fare il possibile per ridare al Vastese quello che questo ha dato a me”.

A chi gli chiede della presenza futura dell’azienda nella nostra regione risponde. “Ci saremo se ci faranno estrarre, altrimenti diventa difficile" e sul Centro Oli di Ortona: “E’ una questione vecchia, se non ce lo fanno fare qui lo faremo altrove, ma per l’Abruzzo si tratta di un’occasione persa, così come non si farà il Centro di Ricerca Eni all’Aquila”.

Il sindaco Angelo Pollutri nel corso del suo intervento ha toccato vari punti, parlando anche della storia e dando piena disponibilità per il futuro: “Questa è un’opportunità importante per il nostro territorio, si corona oggi un sogno lungo 50 anni, quelli che sono passati dal ritrovamento del giacimento. Da allora si è instaurato un rapporto di fiducia con l’Eni e i cupellesi. E' stato un prezioso dono della natura e del Signore, fondamentale per il nostro progresso, che ha dato lavoro e ha invertito il processo migratorio, attivando quello inverso, permettendo il ricongiungimento delle famiglie. Grazie anche a Mattei che fece molto per tutto ciò. Adesso speriamo che nel 2062 si possa celebrare un’altra bella pagina di storia, anche se non dobbiamo attendere altri 50 anni per un’altra opportunità. Per questo dico che siamo disponibili al Centro Ricerca Eni, come un tempo abbiamo evitato la fuga delle braccia in futuro potremmo evitare quella dei cervelli. Sarebbe doveroso nei confronti della figura di Mattei, ma anche verso i nostri nonni che tanto hanno fatto per questa zona”.

Giuseppe Mancini

Tuesday, July 31, 2012

Paolo Scaroni a Vasto: uno schiaffo morale

Contrasteremo ogni forma di trivellazione.
Gianni Chiodi, 2010.


Veramente il mondo alla rovescia.

Quando ho letto questa cosa non potevo crederci: un paese della provincia di Chieti, Cupello, dara' la cittadinanza onoraria a Paolo Scaroni.

E chi gliela dara'?

Gliela dara' l'associazione Pro-Emigranti, con la collaborazione dell' Amministrazione Comunale della citta' di Vasto e con la banca di Lanciano e Sulmona.

Questa e' la motivazione:

’L'Associazione ha inteso sottolineare il contributo dato dal dott. Scaroni, quale amministratore dell’industria vetraria nella seconda metà degli anni ‘90, alla crescita economica e produttiva del nostro comprensorio, evidenziando altresì i suoi immutati legami di amicizia con il territorio vastese".

Roba da non crederci.

Immutati legami di amicizia? Ma se quello voleva distruggere Ortona con l'ENI, e il Teramano con l'Adriatica Idrocarburi!

Bei legami d'amicizia.

Questi soggetti daranno a Paolo Scaroni un premio e 5,000 euro da devolvere ad "enti" coinvolti in attivita' di particolare "valore morale".

Paolo Scaroni e' un condannato in via definitiva con patteggiamento, come ricorda Marco Travaglio.

Cosa puo' esserci di morale, di etico in uno con un passato cosi?

E poi cosa c'entra Scaroni con gli emigranti?

Forse gli danni il premio perche' da quando c'e' l'ENI in Basilicata si emigra di piu?


L'ENI ha ed ha avuto in Italia e nel resto del mondo per tangenti, inquinamento, creazione di cartelli. La SEC gli ha mollato assieme ad altre 3 ditte la piu' grande multa mai data per mazzette in Nigeria. L'ENI sta dietro a meta' dei 57 siti piu' inquinati d'Italia.

Dicono che Scaroni parlera' di temi "interessanti" per la nostra regione assieme ai rappresentanti della Cisl, CgL e Uil, Camusso, Bonanni, Angeletti.

Ma di che temi deve parlare?

Di quanto lavoro dara' il centro oli - agli oncologi e alle pompe funebri d'Abruzzo?

Di quanti soldi queste speculazioni porteranno nelle case degli investitori ENI?

Di quanti veleni l'ENI vuole riversare nelle nostre campagne, nei nostri polmoni, nelle nostre vigne?

Di come prepare un tessuto sociale alla ILVA di Taranto?

Dicono che Paolo Scaroni arrivera' con l'elicottero e dopo di Cupello si andra' a Vasto e che ci saranno le "autorita' locali" a ricerverlo.

E di grazia quali sono queste autorita' locali?

Ci sara' Gianni Chiodi a presenziare?

Ci saranno Enrico di Giuseppantonio, Eugenio Caporrella, Remo Di Martino, Nicola Fratino ?

Ci saranno Antonio Sorgi e Domenico Scoccia della commissione VIA che diedero i permessi al Centro Oli?

Ci sara' Franco Caramanico che disse che il Centro Oli era una occasione che non potevamo perdere?

Ci saranno Paolo Primavera e Mauro Angelucci e il resto della cricca di Confindustria che pensa che il progresso sia fare buchi alla cieca, facendo finta che esista "petrolio sostenibile"?

Ci sara' il luminare d'Abruzzo Uberto Crescenti? Ci sara' Mario Rainone? Ci saranno gli accademici che inistono che trivellare e' sicuro ed e' cosa buona e giusta?

Ma Gianni Chiodi poi non doveva far fare la conferenza sulla sostenibilita'?

E se ci va al premio Scaroni, cosa dira'?

Soprattutto ci sara' il sindaco di Vasto Luciano Lapenna?

Lapenna... che lui ci sia o no, il fatto resta che e' la citta' di Vasto ad ospitarlo.

Questo a parte tutto, la sento come una offesa per me, proprio a livello personale.

Il sindaco di Vasto si e' venuto a sedere accanto a me l'anno scorso al mare, in tempo di elezioni, impegnandosi contro le trivelle. Ora partecipa ad un premio per Scaroni?

Come mi devo sentire?

Cosa dira' il sindaco di Vasto se ci andra' a questo premio, lui che dice di essere contro la petrolizzazione?

O parleranno degli anni 90 come se Scaroni e l'ENI fossero due cose diverse?

O cosa, l'ENI va bene e la Petroceltic no?

Gia lo so che adesso arriveranno i soliti relativisti a dire "che vuoi che sia", o che Scaroni e' premiato per il suo contributo (20 anni fa!) all'industria del vetro e non per il petrolio.

Ma la verita' che vedo io e' che le azioni di ciascuno non si possono dissociare e non si puo' premiare il vetro e dimenticare il petrolio.

Non ha senso.

Da come la vedo io, non c'e' differenza alcuna fra Ombrina, Elsa, Bomba o l'ENI.

Andare a ricevere Paolo Scaroni che scende giu' dall'aereoplano e', ai miei occhi, uno scandalo che fa veramente ribollire il sangue delle persone oneste.

E' uno schiaffo contro i cittadini d'Abruzzo che hanno fatto fuoco e fiamme, gratis, e facendo il LAVORO CHE DOVEVANO  fare tutti i personaggi di cui sopra per fermare il Centro Oli, Ombrina Mare e Bomba e tutti gli altri speculatori dell'ultimora.

E' uno schiaffo agli emigrati, ma quelli veri, quelli che sono partiti 50 anni fa, per miseria, e quelli che partono adesso perche' non ci sono opportunita' nelle nostre scuole, nella nostra societa', nelle nostre universita'.

E' uno schiaffo per quelli che lavorano onestamente e che le tangenti non le danno e non le ricevono e che non sanno cosa sia essere condannati in via definitiva.

Nel 2013 ci saranno le elezioni e presentarsi ad una cerimonia in onore di colui che secondo me e' il piu' grande nemico dell'Abruzzo e' qualcosa di cui tutti gli elettori non dovrebbero dimenticarsi.

Vasto premia e ringrazia Scaroni.

Inutile dire che a me, Vasto, la banca popolare di Lanciano (la mia citta') e Sulmona e tanto meno l'Associazione di Emigranti non hanno mai detto niente.

Ma non mi servono i grazie, mi serve la coerenza.

Buon divertimento, buone trivelle a tutti.

A furia 'e ddicere “ è cosa 'e niente” siamo diventati cosa 'e niente io e te.
Eduardo de Filippo.




---------------------

L'Amministratore delegato dell'ENI ricevera' la cittadinanza onoraria di Cupello

Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'ENI, sara' a Vasto e Cupello domenica 5 agosto.

La notizia, nonostante il fitto riserbo, e' trapelata nelle ultime ore.
Scaroni giungera' a Vasto in elicottero a meta' pomeriggio per trasferirsi subito a Cupello dove, presso la residenza municipale, e' in programma la cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria da parte di quell'Amministrazione Comunale.

Subito dopo Scaroni, che conosce molto bene questo territorio per essere stato al vertice della Pilkington, tornera' a Vasto per partecipare ad un convegno organizzato nella splendida cornice dei giardini napoletani di Palazzo d'Avalos dove sara' accolto dalle Autorita' cittadine.

L'Amministratore delegato dell'ENI dovrebbe confrontarsi sui temi piu' attuali che interessano la nostra nazionale con i segretari generali nazionali di Cgil-Cisl e Uil, (Camusso, Bonanni ed Angeletti).

Friday, October 2, 2009

Manifesti della Confcommercio


Fra qualche giorno l'intera provincia di Chieti sara' invasa da manifesti di contrarieta' alle trivelle petrolifere nella nostra regione.

E' una cosa bellissima e sono veramente grata al presidente della Confcommercio, Angelo Allegrino, per avere accolto il mio invito a creare queste locandine ed a farle diffondere il giro per la provincia. Ovviamente dietro questa nuova iniziativa c'e' il lavoro di varie altre persone, prime fra tutte Giosue' e poi Fabrizia che si sono adoperati per disegnare e far stampare queste locandine. Grazie!

Io penso che non ci sia cosa piu' bella dell'operare insieme alla gente, di renderla partecipe, di far sentire a ciascuno che ogni passo e' importante, anche se non ci sembra. Abbiamo veramente fatto tanta strada insieme, tanta altra ce n'e' ancora da fare. Nessuna cosa sara' un passo lunare, ma ognuno si costruira' sui tanti gia' fatti. Tutti ci porteranno alla meta finale: no alle trivelle in Abruzzo.

Ogni tanto mi arrivano email con proposte grandiose, che occorre andare a parlare con Di Pietro, con Santoro, con Berlusconi, con Fini. E si, sarebbe bellissimo che ciascuno di questi personaggi volesse dire e fare la loro, ma intanto che aspettiamo Godot che ci salvi, e' bello che siamo noi persone normali a darci da fare, inventandoci qualcosa ogni santo giorno.

In questo senso, tutto e' stato utile, dal pubblico di Cupello che incalza Chiodi, dal video amatoriale fatto a EdG dove gli si chiede: ma come fai a fare il turismo con le piattaforme? Dai messaggi su Facebook a EdG alle lettere e ai filmati a Chiodi. E' stato grazie a tutto questo movimento di persone che abbiamo avuto la moratoria del 2008, la partecipazione della provincia contro Elsa2, il ritiro della legge Febbo-Chiodi per spartirsi le royalties e messa all'ordine del giorno, "per sbaglio", da Emilio Nasuti.

Sono queste le nostre armi, e occorre continuare a martellare, con la trasparenza e l'operato paziente di tutti. Nessuno di noi legifera, per cui dobbiamo solo fare affidamento nei nostri numeri, nella nostra impazienza di popolo. Continuano ad arrivarmi email di vario genere, di ammirazione, di ringraziamento, di voglia di fare. Andiamo avanti cosi, ogni giorno un passo in piu'.

La strada e' ancora lunga, ma in qualche modo ce la faremo.

Tuesday, September 29, 2009

CHIODI IL TRADITORE


** Il 30 Settembre 2009 hanno ritirato questo progetto di legge. Emilio Nasuti ha detto di essersi sbagliato. Che classe dirigente! **

E cosi, per un piatto di lenticchie e per pochi denari Gianni Chiodi, colui che a Cupello promise che "fra dieci anni di quei pozzi di petrolio non restera' nulla", vende la nostra regione al migliore offerente.

Esce infatti oggi la notizia che domani 30 settembre l'accoppiata Febbo-Chiodi si prepara a spartire le briciole delle royalties fra comuni, enti, province... Chissa' quante tasche private ne beneficeranno. Tolgono le ASL e gli ospedali e mettono pozzi di petrolio invece. Che cosa folle, che gente dal cervello piccolo piccolo piccolo. Vanno avanti senza idee, senza coerenza, come canne al vento.

Che piccolezza, che schiaffo a tutti i cittadini, comitati e a tutte le persone di buona volonta' che si sono date da fare per salvare la nostra regione. Se invece di fare i conti su come spartirsi i soldi, il duo in questione avesse lavorato presso Roma, presso le province, presso l'ENI per contrastare i piani petroliferi per l'Abruzzo, ora non saremmo qui.

Questo a dimostrare ancora una volta che a comandare dovrebbero starci le persone intelligenti, colte, sensibili, saggie. Persone di cultura che quando *non sanno* hanno l'umilita' di chiedere e di ascoltare chi ne sappia piu' di loro. Invece qui l'arroganza e' di casa, e questi signori vanno avanti per la propria strada, senza farsi domande, senza chiedere, senza amore. Ovviamente senza mai valutare qual'e' la cosa migliore per l'Abruzzo, ma semplicemente facendo cio' che e' piu' facile fare.

Scegliere fra l'ENI e la tua gente? Ma e' molto piu' facile scegliere l'ENI, di gran lunga. Alla cieca.

Il primo del duetto di saggi, Mauro Febbo teoricamente e' l'assessore all'agricoltura, che in televisione a rete Otto, dietro le quinte mi urlo' addosso maleducatamente e che disse che gli inceneritori si faranno perche' lo dice lui, punto e basta. Un assessore all'agricoltura che vuole inceneritori e pozzi di petrolio. Diamgolielo da mangiare a lui un bel piatto di insalata cresciuta dietro l'inceneritore e un bel bicchiere di vino fatto con l'uva marcia di Viggiano!

Secondo me il signor Febbo e' ignorante in materia, e non sa che in Basilciata il raccolto di olive e di uva e' DIMEZZATO da che e' arrivato il petrolio. E questo non lo dico io, ma uno studioso di economia della Bocconi, Antonio Bianco, in un convegno a Lanciano a Luglio. Che razza di assessore all'agricoltura e' uno che vuole distruggerla?

E poi vi ricordate a Rete Otto che porto' anche il Corriere della Sera con la notizia che il "petrolio non porta ricchezza alla Basilicata" e che promise che non si sarebbero avute infrastrutture petrolifere ad Ortona? Chissa, se n'e' scordato e ora pensa che invece il petrolio portera' ricchezza all'Abruzzo.

Gianni Chiodi, invece ogni volta che parla dice cose diverse e contraddittorie. Non lo sa neanche lui che pesci pigliare e in mancanza di carattere decide di fare la cosa piu' facile, sempre e comunque. A Rete Otto prima disse che il petrolio era una straordinaria opportunita' per l'Abruzzo, poi scrisse a me dicendomi che era contrario al centro oli di Ortona, poi dice che dei pozzi non restera' nulla - chissa' per quale magia - ora si decide come spartirsi i soldi.

Prova che certe volte la spina dorsale e' un optional nei nostri politici. A quello non gliene importa niente dell'Abruzzo. Invece di difenerci, ci vende.

Come diceva Don Abbondio, se uno il coraggio non ce l'ha non se lo puo' dare. Io aggiungerei, ma se fai il presidente della regione e non hai gli attributi per scacciare dalla tua terra gli invasori irlandesi, americani, canadesi ed inglesi, che vogliono venire qui a derubare il tuo territorio, e ti acconenti delle briciole, e' meglio che fai un altro mestiere. I rammolliti non ci servono.

Chiodi e Febbo resteranno nella storia come i due politicucci che hanno venduto l'Abruzzo, fra mille bugie, mille inganni alla gente. Che schifo.

Cosa fare? BOMBARDARE LA REGIONE DI EMAIL. Diciamo loro che non vogliamo le estrazioni, ma invece che venga prolungata la legge regionale che vieta le trivelle in Abruzzo fino al 31 dicembre 2009. In alto a destra mettero' gli indirizzi a cui scrivere.Ovviamente questa non e' una battaglia politica per me, ma umana e io spero che per una volta gli amministratori tutti si diano una mossa e si comportino secondo coscienza.

Franco Moroni e' stato il consigliere della provincia di Chieti a cui va l'onore ed il riconoscimento di avere spinto la provincia a mandare le osservazioni contro Elsa, firmate da Enrico di Giuseppantonio. Ieri, sempre grazie a Moroni TUTTA LA PROVINCIA DI CHIETI HA VOTATO ALL'UNANIMITA' CONTRO IL PETROLIO. Il mio ringraziamento pubblico per avere spinto in questa direzione a Franco Moroni, ed anche a Enrico Di Giuseppantonio, per avere finalmente deciso da che parte stare.

Purtroppo, in questi tempi cosi drammatici, occorre fare ancora di piu', ed e' arrivata l'ora di NON AVERE PAURA a contrastare Chiodi a livello regionale. A fargli vedere che qui non siamo sudditi, ma cittadini.

Occorre che TUTTI siano uniti, non e' il tempo di guardare alla destra o alla sinistra, quanto alle persone di buona volonta' che vogliono fare la cosa giusta. Tutti i sindaci, tutti i firmatari della moratoria attuale, la chiesa, i Verdi, i cittadini, occorre che tutti lavoriamo assieme. Non c'e' alternativa. La gente e' dalla parte di chi il petrolio non lo vuole, nei fatti e nelle parole.

In tutta questa storia aleggia vagamente una figura, quella dell'assessore all'ambiente, Daniela Stati. Muta era, muta rimane. Che brutto esempio per il genere femminile.

Monday, September 28, 2009

Corriere della Sera


 Il campanile di San Marco crollato per la subsidenza ai primi del novecento

Sono appena rientrata dall'Italia dove ho partecipato ad un convegno a Chioggia per discutere delle estrazioni di metano al largo di Venezia.

Era di questo che avrei voluto commentare oggi, e della follia di noi italiani a permettere una cosa del genere. Venezia e' unica al mondo. Ravenna per colpa anche delle estrazioni del metano e' sprofondata di un metro e venti centimetri nel corso di sessant'anni. Il Polesine per colpa delle estrazioni di metano e' stato sommerso da varie alluvioni negli anni '50 e '60. Nel 1951 morirono 88 persone.

Smantellate le piattaforme, fermate le alluvioni, rallentata notevolmente la subsidenza. E ora l'ENI viene fuori con fantomatici "calcoli matematici" che assicurano che Venezia e Chioggia non saranno colpite da fenomeni simili, pur volendo trivellare a 5 chilometri dalla costa!

Invece scopro che finalmente il Corriere della Sera, dopo che ho tanto (tanto!) scritto loro affinche' parlassero dei pericoli del futuro dell'Abruzzo ha deciso di pubblicare un articolo sul petrolio in Abruzzo qui.

Sono contenta che il resto d'Italia possa sapere di quello che un branco di petrolieri vuole fare ad una terra gia' martoriata dal terremoto e che non ha bisogno di altri guai per colpa della cupidigia di ENI, Petroceltic, Vega Oil, Mediterranean Oil and Gas, Edison, Cygam Gas, Forest Oil e di altre ditte che vogliono trasformare l'Abruzzo in una nuova Basilicata.

Ho pensato allora per tutti quelli che arrivano a questo blog per la prima volta di linkare un po di informazioni in piu sul tema.

In cima a questo blog c'e' la figura dell'Abruzzo petrolifero secondo le concessioni rilasciate fino al gennaio 2009. I vari colori sono i vari stadi di avanzamento dei permessi.

Ecco allora vari link sul petrolio in Abruzzo e sulla storia del Centro Oli di Ortona - nome soave scelto dall'ENI per confondere le idee ai contadini che li coltivano vino ed ulivi e che per molto tempo hanno pensato ad un frantoio!

Dibattiti con l'ENI:
Pescara 21 luglio 2008
Seconda Parte
Terza parte
Pescara 18 Gennaio 2008

L'ENI e la societa' italiana:
OIL

Sulla politica abruzzese:
Gianni Chiodi a Rete 8
Lettera a Gianni Chiodi
Risposta di Chiodi
Gianni Chiodi a Cupello
Gianni Chiodi a Cupello, parte seconda

Sulla politica italiana e l'ambiente:
Politica1,
Politica2

Sul petrolio in Abruzzo e perche' no:
America Oggi
Indymedia
Primadanoi

Sui processi criminali ENI:
Criminal proceedings ENI

Sull'ENI in altre parti d'Italia:
Maremma,
Crotone
Manfredonia
Mantova
Gela
Paderno Dugnano
Augusta
Taranto

Sull'ENI in Basilicata:
Basilicata
Financial Times

Sull'ENI in altre parti del mondo:
Nigeria
Ecuador

Sulla Saras ed i Moratti in Sardegna:
Saras1
Saras2
Saras3
Saras4

Sull'API di Falconara:
Falconara1
Falconara2
Falconara3

Sulla Tamoil di Cremona:
Cremona1
Cremona2

Sui tumori che aumentano in Italia e dimuniscono nel resto dei paesi occidentali:
Tumori 1
Tumori 2
Tumori 3

Sull'Italia e le multe di Kyoto:
Kyoto

Sull'Italia e il fotovoltaico:
Italia-Germania trentacinque a duemila

In questi due anni di attivita' non mi sono risparmiata niente, ed ho fatto tutto quello che potevo, senza chiedere niente in cambio se non la soddisfazione di sapere di avere fatto la mia parte per salvare una terra dove ho vissuto per 10 anni e alla quale voglio bene.

Ho girato l'Abruzzo in lungo ed in largo con la mia presentazione power point dicendo a tutti - da contadini a senatori - che non era giusto quello che burocrati di Roma, l'Ente Nazionale Idrocarburi e politici corrotti abruzzesi avevano deciso per noi. Non ho avuto paura di dibattere l'ENI e di dire loro che quello che andavano propagandando era falso - secondo me e sulla base di documenti ENI, di articoli di scienza, di report giornalistici in altre parti d'Italia e del mondo e sulla base del semplice buonsenso. Un campo di petrolio, con raffineria connessa, non ha posto fra i vigneti del Montepulciano d'Abruzzo. Punto.

Ho convinto la Chiesa Cattolica a prendere una posizione netta, ho convinto la provincia di Chieti a presentare osservazioni di contrarieta' al ministero per un progetto di un pozzo di petrolio a 5 chilometri dalla costa. Ho scritto alla Security and Exchange Commission di New York per denunciare le bugie che l'ENI scriveva nei rapporti agli investitori americani.
Ho spronato piu' e piu' volte Gianni Chiodi, il presidente della regione Abruzzo a darsi da fare, e cosi pure la sua assessore all'ambiente, Daniela Stati che a tuttoggi non ancora dice una parola che sia una sul tema petrolio.

Ho scritto a tutte le testate giornalistiche d'Italia, alle Iene, ad Annozero, al Gabibbo, a Beppe Grillo, alla Gabanelli, a Iacona. Ho coinvolto la Confcommercio, i cittadini, le scuole, i gestori di bed and breakfast, i contadini, al meglio che ho potuto, pur vivendo lontana, pur essendo americana di nascita e pur non progettando di tornare a vivere in Italia sul medio termine della mia vita.

E' un lavoro paziente, e tanti sono stati gli ostacoli, ma non ho mai accettato no come risposta e ho continuato per la mia strada. In Italia non siamo troppo abituati alla democrazia partecipata e quando si sente che l'ENI, l'ENEL o chi per loro ha deciso, troppo spesso c'e' rassegnazione, oppure la protesta dura poco. Invece no, la democrazia e' un impegno quotidiano, e richiede che ciascuno di noi sia vigile e che faccia la propria parte, passo dopo passo. Io spero che questa storia incoraggi altre persone a fare altrettanto nelle proprie realta' locali.

Cosa volgio? Voglio una moratoria di 30 anni che vieti ogni forma di estrazione petrolifera in Abruzzo. Voglio che l'Adriatico sia libero da qualsiasi nuova opera estrattiva, da Venezia fino alle isole Tremiti, e cosi pure i mari di Lampedusa, siciliani e ionici.

Fantascienza? Gli americani non trivellano su nessuno dei loro mari, ad eccetto che in Texas e nel circolo polare artico. Perche' noi invece andiamo a mettere le trivelle a pochi chilomentri dalla costa?

Il nostro petrolio, in Abruzzo, come in Basilicata, e' di scarsa di qualita', ricco di impurita' sulfuree e sara' sicuramente accompagnato da desolforatori, oleodotti e infrastrutture che nulla hanno a che spartire con l'Abruzzo cuore verde d'Europa.

Fra l'altro, grazie alla Turbogas di Gissi, l'Abruzzo gia' produce piu' energia di quel che gli serve.

L'Ente Nazionale Idrocarburi non ci riuscira' a distruggere una terra che generazioni di contadini e di lavoratori onesti hanno amato e fatto migliorare. Un milione di Abruzzesi non glielo permetteranno di venire qui a fare il comodo loro.

La meta' dei siti inquinati di interesse nazionale porta la firma dell'ENI.

Tuesday, September 1, 2009

(Quasi) Da Enrico di Giuseppantonio


Pubblico la risposta che mi e' arrivata oggi da parte del Capo ufficio stampa della provincia di Chieti, Antonello Antonelli, da parte del presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio.

Gent.ma prof.ssa D'Orsogna,

non stiamo ignorando assolutamente ne' i suoi appelli ne' quelli dei cittadini che ci chiedono di intervenire. Subito dopo la ricezione della sua missiva, abbiamo attivato tutti i nostri canali e contattato alcuni comitati che sono con lei per il no alla petrolizzazione dell'Abruzzo per avere un quadro completo della situazione e poter elaborare con tutta la necessaria accuratezza le nostre controdeduzioni da inviare agli uffici competenti.

L'amministrazione provinciale non e' un comitato di cittadini, ha regole e procedure da seguire ne' puo' sparare nel mucchio senza un'adeguata informazione, che provenga da tutti gli attori in campo. Le abbiamo assicurato un intervento entro i tempi prestabiliti, con
la sua mail dimostra di non fidarsi della nostra parola. Avrei capito la sua reazione stizzita il 27 settembre, ma non oggi, a piu' di tre settimane dalla scadenza dei termini.

Comprendo bene la sua premura, vista la battaglia che da tempo lodevolmente sta combattendo, ma indirizzare alla Provincia un sollecito in forma piu' discreta sarebbe stato piu' corretto. La terro' informata sulle nostre iniziative in materia.

Cordiali saluti e buon lavoro.

Ricordo che quando arrivo' da analizzare il plico sul progetto di ampliamento di Rospo Mare a Vasto, verso Marzo di quest' anno, questo conteneva almeno 500 pagine scritte in tecnichese. In quella occasione arrivarono ottime osservazioni da parte di Apocalisse Italia e del Comitato Natura Verde (se ce ne furono delle altre, ditemi che le cito).

Davvero la provincia fara' tutto in tre settimane? E chi sono gli esperti che faranno queste osservazioni?

A me non piace (come credo a nessuno) fare la parte della rompiballe e muoio dalla voglia di trovare un politico che abbia voglia di fare la cosa giusta e potermi dedicare ad altro. E' solo che se non ci fossero stati i cittadini, la provincia di Chieti se ne sarebbe mai accorta del progetto della Vega Oil? Si sarebbe preoccupata? Avrebbe agito? Se quella mia lettera non fosse finita sui giornali - so che l'hanno pubblicata sia Il Messagero che il Centro, oltre che altri bloggers (grazie a tutti per averla messa su!)- la provincia si sarebbe sentita pressata a fare qualcosa?

E perche' tutto deve essere fatto "in discrezione"? Non abbiamo forse il diritto di sapere?

E con quale organizzazione contraria al petrolio stanno lavorando? E quali sono gli altri "attori" in campo come li definisce Antonelli? Il sindaco Nicola Fratino di Ortona che ricavera' dei soldi personali dal passaggio delle petroliere? Oltre al milione di euro che ha gia' intascato dall'ENI tramite la Buonefra?

E perche' su facebook Enrico di Giuseppantonio risponde a tutti, ma non ai vari appelli rivoltigli in questa direzione? Mi sembra molto piu' importante il petrolio che non il sapore delle olive.

Ancora, perche' di Giuseppantonio non ha detto nulla e non si e' voluto esporre su questo tema la sera di Cupello?

Ci crede davvero la provincia di Chieti alla lotta contro il petrolio?

Soprattutto, ancora non mi e' chiaro cosa la provincia intende fare. Si potrebbe iniziare con l'andare in televisione a dire: la provincia di Chieti si oppone alla realizzazione del pozzo Vega Oil perche' incompatibile con il progetto di fare della costa teatina un centro turistico
di qualita' ed e' per questo che presenteremo la nostra contrarieta' a tutti i ministeri ed agli uffici competenti.

La petroceltic ci guarda - legge il mio blog, figuriamoci se non prestano attenzione alle voci dei governanti locali.

Facile no? Perche' c'e' questa paura? Nella mia opinione chiunque sia favorevole a questa nuova piattaforma, come sempre, o e' ignorante in materia o e' in malafede. Il rimanere passivi non e' accettabile, non si puo' dire che si vuol fare dell'Abruzzo la Catalogna d'Italia e poi lasciarci in balia dei petrolieri.

Intanto, la Petroceltic sa che noi siamo qui a far commedia, ecco cosa leggo dal sito degli investitori:

Speaking of Abruzzo, I say let's double the price of oil and gas to Italy. I stumbled upon another link earlier which says there are about 3,000 in the region against drilling by mog, pci and eni. It also said that drilling had been outlawed a while back.

Basta solo ricordare che in Lombardia la ditta Po Valley ha rinunciato a trivellare perche' TUTTE le autorita' locali si sono espresse contro alle trivelle nel parco del Curone.

Perche' non possiamo aspirare ad un risultato simile per il parco della Costa Teatina?

L'ho gia' detto mille volte, nei mari Californiani non e' piu' stata messa una piattaforma dal 1969. Qui siamo 40 anni indietro. Andiamo avanti cosi'.