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Friday, June 27, 2008

Tutti i nodi vengono al pettine


A Cremona esiste una raffineria della Tamoil, da oltre cinquanta anni. La raffineria sorge su un area di un chilometro quadrato ed i venti sono tali da spirare dalla raffineria verso il non lontano centro cittadino. A Cremona hanno il centro di desolforizzazione, un centro di primo trattamento del petrolio per eliminare lo zolfo, simile a quello che vogliono costruire ad Ortona, e poi altre unita' per preseguire l'attivita' di raffinamento.

Cremona e' la citta' lombarda con la piu elevata percentuale di tumori. Il primario dell'unita' patologica mammaria Alberto Bottini dice: "Siamo ai primi posti in Lombardia per mortalità dovuta a diverse patologie tumorali: soprattutto per le neoplasie polmonari e gastriche per gli uomini e quelle mammarie e ovariche per le donne". I tumori, anche quelli meno comuni, sono cosi' diffusi che a Cremona hanno anche creato un centro apposito per lo studio di tumori rari.

La raffineria e' vicino alle falde idriche della citta'. Questo fatto avrebbe dovuto far scattare un campanello di allarme fra i cittadini, gli amministratori, i petrolieri, l'ARTA. Nessuno pero' si e' mai preoccupato in questi cinquanta anni di indagare sullo stato di salute dell'acqua di Cremona. Si vede che erano troppo impegnati a costruire il centro tumorale invece che chiedersi il perche' di tutti quei tumori.

Probabilmente nessuno avrebbe mai studiato la situazione di Cremona se non fosse stato per l'insaziabilita' della Tamoil stessa. Siccome la raffineria non gli bastava decisero infatti di costruire a Cremona anche una centrale a turbogas. Partirono studi ed indagini sulla compatibilita' del terreno. Da questi emerse, finalmente, che il terreno vicino alla raffineria E' GRAVEMENTE INQUINATO FINO A 20 METRI DI PROFONDITA'. Le concentrazioni di idrocarburi superano i limiti di legge anche di 500 VOLTE !!

Gli amministratori subito dichiararono che questo non era un problema perche' non era quella l'acqua che finiva nei rubinetti delle case, come se questo fosse un vanto e come se loro potessero magicamente prevedere i corsi d'acqua sotterranei. Fra gli inquinanti presenti, il MTBE e il benzene, cancerogeni scientificamente provati. Il MTBE e' vietato in California dal 2004 appunto perche' e' facile che si infiltri nelle falde acquifere.

Nella foto in alto, un incidente alla raffineria di Cremona nell'aprile del 2007, circa un anno fa e riportato da "Il vascello", un giornale web di quella citta'. La storia si ripete in tutta Italia.

Non lasciamo che la nostra regione diventi una triste statistica. Gli enti petrolfieri agiscono nello stesso modo in tutto il mondo: arrivano con un progettino e da li iniziano a spargersi, ad ingrandirsi, a volere sempre di piu', a sfruttare tutto quello che c'e' da sfruttare, come un cancro sia figurativamente che nella realta'. Noi siamo ancora in tempo ma occorre l'azione di tutti.

Informiamoci. Lottiamo. Difendiamo l'Abruzzo.

Fonti: Il vascello

6 comments:

Luca Pantaleo said...

Assomiglia tanto alla storia delle falde acquifere di Bussi, il cui potenziale cancerogeno è vanuto alla luce solo a seguito del cambio di proprietà dell'industria chimica, passata dalla Montedison/Enimont (cioè l'ENI) alla miltinazionale belga Solvay, che dopo aver acquistato voleva ingrandirsi e facendo le analisi del terreno ha scoperto la presenza di cancerogeni in dosi massicce: qui anche 5 milioni di volte superiori alla norma.

Viva l'Italia.

mario franco basilico said...

Mi piacerebbe sapere se c'è un partito politico che prende possizioni avverse al Centro Oli di Ortona. A Gissi quando si dovevano dare le autorizzazioni per la centrale turbogas, lo schieramento di centrodestra che amministrava la Regione, a promosso una manifestazione contraria a San Salvo che aveva l'Amministrazione Comunale di centrosinistra, come quella di Gissi.
Io, sono convinto che le multinazionali hanno dalla loro parte tutto il sistema politico, per questo motivo, dico che il cetro Oli si farà, se non vi date da fare a convincere la magior parte della popolazione che andrà a seguire la notte verde.
Tante persone sono convinte che partecipando a manifestazioni come la notte verde, difendono il verde ed anno fatto il loro dovere più di qeui pochi che lottano contro il Nero complicandosi la loro Vita e quelle delle Loro Famiglie, per molti Anni, forse per sempre.

mario franco basilico said...

Oggi sono stato a Pescara, ho notato un'automobilista che aveva applicato una bandierina dell'Italia al posto dell'antenna, volevo parlargli se sapeva qualcosa sul Centro Oli, non ho fatto in tempo perchè si è riacceso il verde del semaforo, non quello della notte; in seguito mi sono incontrato con degli amici e ne ho parlato, mi hanno risposto, beato te che non hai problemi e te le vai a cercare.
Provate pure voi a fere un sondaggio, dopo, datemi torto.

mario franco basilico said...

Sponsorizzare la notte Verde e contemporaneamente creare inquinamento e, come investire soldi per accarezzare un malato,non per curarlo, ma far credere anche ad un futuro miracolo

ABRUZZONO-TRIV said...

qui la gente è già attiva non ti preoccupare mario..solo che adesso è un periodo morto..

Luca Pantaleo said...

Il disinteresse c'è, ma non è superiore a quello che c'è normalmente intorno a questioni vitali per la vita di un paese, ma di cui l'uomo medio non si interessa (il GDP, il debito pubblico, il rapporto tra stato e chiesa ecc.). Non possiamo pretendere che anche la velina o il calciatore o gli amici di maria conducano battaglie simili. Del resto il nucleo forte della società civile è la sola parte attiva di essa, ma che ovunque costituisce una minoranza.

Anzi, dalle nostre parti il livello di coinvolgimento (e aggiugnerei il livello medio di cultura/informazione) è ben più alto che altrove, forse è anche il motivo per cui siamo così litigiosi. Quando ho visto Super Size Me (folgorante documentario sul mondo del junk food) rimasi impressionato da alcuni intervistati che scambiarono l'effige di Cristo con il ritratto di Geroge W. Bush o dalla signora che non sapeva nulla di politica ma cnosceva a memoria il jingle pubblicitario di MacDonald. Tutto ciò negli States, dove non si può certo dire che la società civile e l'associazionismo non sono dei concreti strumenti di controllo dei poteri forti.