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Tuesday, June 24, 2008

Mc Cain ed il petrolio


Il presidente George Bush e il candidato alla casa bianca John Mc Cain continuano a premere affinche' si trivellino le coste statunitensi. Dicono che questo aiutera' ad abbassare il prezzo della benzina. Circa l'85% dei nostri mari e' coperto da una moratoria contro le nuove trivelle: solo nel golfo del Messico (attorno al Texas, guarda caso) queste sono legali.

Il movimento anti-petrolio-nel-mare e' molto forte in California, dove l'amore ed il rispetto per l'oceano e le numerose opportunita' anche economiche che questo offre sono radicati in ciascun abitante di questo stato. Dopo una terribile esplosione di un pozzo petrolifero a Santa Barbara, nel 1969 c'e' stato un crescendo di sensibilizzazione, e presa di coscienza che le trivelle in mare non sono una cosa buona.

Il Los Angeles Times in data 21 giugno 2008 ha fatto un editoriale sul tema, senza peli sulla lingua, che rispecchia le posizioni del giornale come ente. Come loro ne ho letto di simili sulla stampa dell'Oregon, della Florida, del Maine. Ecco cosa dice il Los Angeles Times:

"Il presidente Bush e il candidato repubblicano Mc Cain hanno di recente proposto di eliminare la moratoria federale sulle trivelle offshore. Quello di cui abbiamo veramente bisogno invece e' una moratoria contro le proposte inutili dei nostri politici per abbassare il prezzo del carburante."

"L'opposizione alle trivelle nel mare non viene solo da un gruppetto di ambientalisti di Santa Barbara che guidano macchine ibride. Le moratorie vennero decise in maniera consapevole e per proteggere l'industria del turismo, della pesca, le piccole attivita' commerciali e gli abitanti della costa. Trivellare nel mare porta benefici solo alle ditte petrolifere, ma causa danni economici diretti a chiunque altro sia in contatto con l'oceano, sporcando le spiaggie, avvelenando la vita marina e abbruttendo le vedute."

"I Californiani non aprovano le trivelle lungo la costa dal 1969, quando un riversamento in mare di petrolio devasto' i mari di Santa Barbara. Coloro che difendono le piattaforme in mare si difendono dicendo che da allora la tecnologia ha fortemente ridotto i rischi di incidenti, ma questi continuano ad accadere. E c'e' molto di piu' di cui essere preoccupati degli incidenti. Il Texas non e' famoso per le sue spiaggie che continuano ad attrarre gli scarti dell'industria petrolifiera lungo le sue coste, fra cui catrame e scarti di lavorazione dalle migliaia di piattaforme nel golfo del Messico. Le trivelle rilasciano una gran quantita' di sostanze chimiche tossiche, creando problemi gravi, fra cui concentrazioni elevate e pericolose di mercurio nei pesci.

La distruzione delle nostre coste e' un prezzo troppo alto da pagare per un abbassamento irrilievante del prezzo della benzina che accadra' forse fra 20 anni."

Questo per trivelle che si vogliono costruire a 50 miglia, ottanta chilometri, dalla costa. Dove sono i nostri autorevoli giornali, locali e nazionali a difendere il mare? Perche' il Los Angeles Times scrive editoriali e da noi i giornali non prendono posizioni ma si limitano a riportare le notizie?

Noi in Abruzzo abbiamo le trivelle non a 50 ma a 5 miglia dalla costa.

Fonti: Los Angeles Times

5 comments:

mario franco basilico said...

Personalmente, penso che la costituzione Italiana e la maggior parte delle leggi servono per garantire tutti, tranne chi ci crede e la rispetta, i giornali non sono finaziati dai lettori ma dallo Stato e bisognerebbe scoprire in quale misura.
A mio avviso, il problema più grave non è tanto da atrribuire alla stampa e alle Istituzioni Centrali, ma, agli Amministratori locali, eletti proprio per fare gli interessi dei suoi Concittadini, non prendere decisioni in loro mome pur sapendo della loro contrarietà.
Gli Amministratori Locali, avrebbero tutti i mezzi per informare i loro Concittadini ma, non se ne avvalgono perchè il loro obiettivo è quello di realizzare lopera, non sono interessati dei danni che provocano, perchè loro non pagheranno i guasti causati, anzi saranno premiati.

wanadobee said...

questo tema delle piattaforme offshore non sembra essere intreressante al dibattito italiano, infatti fanno gia' quello che vogliono.

Differenze importante con gli states: dopo che si scopre il giacimento negli satati niti c'e' un'asta e chi offre di piu' usa il giacimento. In Italia ? Chi prima arriva piglia tutto e paga royalties praticamente nulle.

maria rita said...

la fantasia ci abbonda, ma ci manca la logica in italia...

ieri mc cain a santa barbara: se lo
sono mangiati vivo. la sua strategia e' la seguente. sa che non vincera mai in uno stato democratico come la california, e allora gliela lascia ad obama. Pero' pensa che con questa storia delle trivelle nel suolo americano riuscira' ad accaparrarsi l'elettore medio di altri "swing states" nel centro degli stati uniti.
E cosi' va avanti coi suoi deliri.

Anonymous said...

In Italia la vera cancrena è l'assenza di legalità, che mina alla base la democrazia, relegando all'autoreferenzialità, un concetto così prezioso.
Il resto è consequenziale, lo svilimento dei SERVIZI pubblici con gestioni "PRIVATISSIME"(ospedali, Univ.) da parte di politici senza scrupolo, e la svendita dei BENI pubblici quali acqua terra e mare, ne sono la triste cronistoria.
Gli Abruzzesi in maggioranza sono onesti ed intelligenti, basta far scoccare la scintilla giusta.
Grazie ad Emergenza A.A. sto conoscendo una miriade di gente eccezionale che difende nel silenzio e coraggiosamente la "nostra" terra, piccole e grandi cose, che ti riempiono di speranza
Fabrizia

chiara said...

a proposito di trivelle l'altra settimana sono andata al mare a fossacesia marine e sedendomi sulla spiaggia si vedeva tale e chiaro una piattaforma momentanea perchè infatti il giorno dopo era sparita perchè hanno trivellato e sene sono andati ed è vero che stava a 5 km dalla costa perchè si vedeva benissimo.....