.

.

Thursday, September 18, 2008

Italia peggior inquinatore d'Europa


Questo almeno secondo la commissione europea per l'ambiente, presieduta dal greco Stavors Dimas e secondo un report pubblicato dall' Independent, un quotidiano inglese. Nel 2006 ci sono state 80 infrazioni ambientali accertate contro i 59 della Spagna, e i 37 della Francia e della Gran Bretagna.

Secondo il su citato commissario l'Italia spesso non rispetta le norme europee e nemmeno collabora quando le vengono poste richieste di informazioni. Vi ricordate Kyoto? Tutti a dargli all'untore a Clinton che non firmo' di accordi di Kyoto del 1997, e ora dopo vari anni qual'e' il risultato?

L'Italia assieme al Giappone deve pagare una multa di circa 13 miliardi di dollari. Lo ripeto, 13 mila milioni di dollari. L'Inghilterra e la Germania hanno rispettato gli accordi, mentre l'Italia che aveva promesso di ridurre le emissioni di CO2 del 6% si ritrova oggi con una percentuale di emissioni del 12% maggiore. Chi paghera'? Ma certo,
i cittadini! Cosi' come pagano o pagheranno per Rete4, per l'Alitalia e per chissa' quante altre scelte sbagliate o non scelte dei governanti che si sono susseguiti nel corso degli anni.

Grazie al taglio dell'ICI, i fondi stanziati dal governo per adeguarsi ai canoni di Kyoto sono: zero. Anche gli interventi sulla linea ferroviaria Pescara-Roma, che doveva essere migliorata e resa piu' veloce (perche' fa abbastanza ridere cosi' com'e' oggi) sono stati cancellati. Nulla. Intanto abbiamo il doppio dei tumori infantili del resto d'Europa. Che gioia.

Abbiamo proprio bisogno della raffineria di Ortona? Abbiamo proprio bisogno della petrolizzazione dell'Abruzzo? Non sarebbe piu' intelligente puntare energie-tecnologie-risorse umane per ricerca e installazione di impianti di energia alternativa? Non sarebbe stato piu' intelligente usare i soldi del porto di Ortona per migliorare, per esempio, il collegamento in treno da Roma a Pescara, risparmiando petrolio, emissioni di CO2 e soldi delle multe di Kyoto?

Fonti:Bloomberg News
La repubblica

7 comments:

Anonymous said...

l'ecomafia e' il business.
lo diceva Cutolo, ad esempio, gia' negli anni '80.
Un business gestito da 11mila famiglie (fonte: carabinieri-legambiente); non si sa quante famiglie siano italiane, ma sono molte, obiettivamente,
che gestiscono un giro d'affari piu' grande di quello della droga, e delle armi, messi insieme: cerchi infos sull'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin a Mogadiscio nel '994, cosi', per cronaca, e per conoscere un po' di piu' il Belpaese.

l'Italia e' stata tra le prime nazioni firmatarie degli accordi di Kyoto.
Entusiasticamente, fra le prime firmatarie.
tutti sapevano che non avrebbe MAI raggiunto l'obiettivo, (Tutto in italiasi muove su gomma!!!!) ma si e' ragionato, appunto, all'italiana: "noi, intanto, firmiamo, poi, nel caso fanno la multa, chi paga?"
Risposta: "Paga Badoglio!!!". (o Pantalone, a seconda dell'area geografica d'origine).

In Italia il trasporto su gomma occupa circa il 90% del trasporto merci totale.
In Abruzzo, si e' smantellata TUTTA( o quasi) la linea ferroviaria esistente, in nome dell' Alta Velocita' (nonostante, dopo 20 anni di cantiere, si sia "scoperto" che le gallerie a doppio binario che passano, ad esempio, sotto Ortona, non rispettano la distanza di sicurezza tra i 2 binari e che quindi, sono INUTILI), e si sta premendo per creare una holding tra Sangritana e Arpa, per potenziare ancora di piu' il trasporto passeggeri su gomma.

Del trasporto su rotaia, della rotaia, benedettiddio, neanche l'ombra di un dibattito.

Dottoressa, anche per questo sto' incz..to nero: nessuno che parla di treni, in questa maledetta regione.
Al massimo, qualcuno, parlicchia di bicicletta.
evviva l'atala hop di 20 anni fa, l'ondina, e la graziella.

Saluti
Bruno
Un a-parte: doveva essere consegnato il 15 settembre, alla provincia, lo studio preliminare di fattibilita' del recupero della vecchia ferrovia Adriatica.
Avete visto qualcosa?
La provincia ha fatto qualche annuncio?
Nulla, continua a non esserci NIENTE, di concreto, sul recupero e la valorizzazione del vecchio tracciato ferroviario Adriatico dismesso.
E il tempo passa.
Ha ragione l'amico abruzzono-triv: ad maiora!!!!!

wanadobee said...

certa gente pensa ancora che le scadenze siano degli optional da rispettare o meno.

Pagheremo per Kyoto, rete4 etc.... fino alla bancarotta totale. Oggi Alitalia e domani.

L'italia e' al tramonto ... possibilie che non se ne accorgono da dentro ?

MARCO GIANGRANDE said...

"....quei furbi che fanno le imprese, non badano a spese, pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese!"
CapaRezza

Cesare Augusto said...

Putroppo nel meglio siamo sempre in fondo alla classifica mentre nel peggio siamo sempre in cima al ranking....
Che tristezza...

massimo075 said...

a proposito di ENI.
Eni: dramma cantiere Saipem gasdotto, muore vastese
ALGERIA. Tre morti, uno dei quali italiano di Vasto, un disperso e tre feriti: questo il bilancio della tragedia del lavoro oggi in mezzo al Mediterraneo, a bordo della nave-piattaforma italiana Saipem 7000 impegnata nella costruzione del gasdotto MedGaz fra Orano, in Algeria, e
Almeria, in Spagna.


La vittima italiana è Giovanni Di Pietro, di 39 anni, di Vasto. La notizia si è diffusa rapidamente nella cittadina abruzzese, prima ancora della conferma ufficiale del nome da parte dell'ambasciata italiana giunta in serata. L'uomo era sposato e padre di una bambina.
L'incidente si è verificato sembra in acque algerine. I responsabili Saipem, ha riferito la stampa spagnola, hanno preferito però chiedere l'intervento dei mezzi di soccorso iberici in quanto la base operativa della società per i lavori di costruzione del gasdotto si trova ad Almeria. Qui sono state trasferite le salme delle tre vittime e i tre feriti, mentre un elicottero del soccorso marittimo spagnolo è stato incaricato di setacciare la zona alla ricerca del disperso.
Secondo la prima ricostruzione di Europa Press, che cita fonti sindacali, il dramma è stato causato dalla caduta di pezzo di gasdotto lungo 12 metri che era sollevato sopra la Saipem 7000 prima di
essere immerso in acqua e collocato a 2000 metri di profondità.
Per cause ancora non chiare il tubo si è sganciato ed è caduto colpendo i sette operai. Per tre non c'é stato niente da fare. Un quarto è caduto in mare. Gli ultimi tre sono stati solo feriti.
Le autorità consolari italiane hanno già avviato le pratiche per il rimpatrio nei prossimi giorni della salma del connazionale.
Sui tempi del rientro potrebbero però influire le decisioni della giustizia spagnola, se un'inchiesta sarà aperta dalla procura di Almeria sull'incidente.
Medgaz (consorzio fra l'algerina Sonatrach, le spagnole Cepsa, Iberdrola e Endesa, la francese Gaz de France), ha iniziato nelle ultime settimane la costruzione del tratto di gasdotto in acque molto profonde, fino a 2 km sotto la superficie del mare. Ai lavori partecipano oltre all'italiana Saipem, le giapponesi Mitsui e Sumimoto, la britannica Rolls Royce e il consorzio franco-spagnolo Tecnicas Reunias Amec-Spie. Il nuovo gasdotto, che porterà in Europa il gas naturale algerino, è previsto entri in attività nel 2009.

Anonymous said...

Maledetta Eni, anche i morti sul lavoro!!
Maledetta azienda, adesso uccide i suoi stessi dipendenti, certo e' proprio diabolica!!

Vattaddurmi' va', invece che speculare sulla morte di un ragazzo.

Anonymous said...

anonymous .... vattaddurmì tu... va va ! Anzi arimitt la coccia sott'ala ren sinnò ti si gnilisc !

Massimo075 ha SEMPLICEMENTE fatto che avrei voluto fare io, RIPORTARE UNA NOTIZIA. Perchè non l'ho fatto ???? Semplice per evitare a FAZIOSI e TALPOIDI sostenitori del cane geneticamente modificato di scrivere... cavolate. Non scrivo la parola che avrei voluto per il rispetto che porto a Maria Rita.
SinceraMente