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Monday, September 22, 2008

L'Abruzzo come la Basilicata


Due notizie catastrofiche oggi. Dal Corriere della Sera, come gia riportato in vari blog e post, un articolo che conferma, ancora una volta, che il petrolio non ha portato niente di buono in Basilicata. Cose che gia' sappiamo, o per avere visto filmati, o perche qualcuno di noi ci e' andato direttamente a Viggiano e in Val D'Agri a vedere la situazione. Vedere la Basilicata e' come vedere l'Abruzzo fra 10 anni in anteprima.

E poi questo documento, fatto circolare, alla chetichella, a fine giugno del 2008. Il governo Berlusconi ha deciso che l'Abruzzo e la Basilicata devono essere considerate regioni dedicate all'energia fossile: raffinerie, pozzi, oleodotti, idrogeno solforato a migliaia di volte i limiti americani, il porto di Ortona trasformato in porto petrolifero e quant'altro. Il 35% del nostro territorio e' coperto da permessi estrattivi, ancora piu della Basilicata che ne ha il 33%. In alcune provincie e citta' d'Abruzzo NON SANNO NIENTE.

Questo e' contro le leggi internazionali, contro il buonsenso, contro il rispetto dei governi per i propri governati. C'e' una convenzione internazionale che obbliga i governi ad informare la gente di cambiamenti duraturi nel tempo al proprio territorio. Si chiama trattato di Aarhus. Secondo me e' stata violata in pieno.

Per fare un esempio, qui in America, qualche tempo fa un consigliere comunale di Los Angeles e' andato a casa di una mia amica per una riunione locale e per chiedere alla gente come era meglio regolamentare i divieti e i limiti orari dei parcheggi nei 5-6 isolati della zona. Ci sono andata anche io e ho detto cosa pensavo. Capite? Questo qui e' venuto a casa della gente per chiedere la nostra opinione sugli orari dei parcheggi. In Italia invece decidono di trasformare una intera regione in un distretto petrolifero e NESSUNO CI DICE NIENTE.

E la gente? A parte qualche cittadino e i comitati eroici, la massa della gente, dei giornalisti, dei politici, dei professori universitari locali, dei medici, e' ancora addormentata e ancora pensa: non mi riguarda o tanto c'e' il comitato natura verde, tanto ci sono i politici, tanto e' stato gia' deciso. Tutto fuorche' pensare che loro stessi possono e devono fare qualche cosa attivamente.

Continuo a pensare che questa sia la questione piu' importante della nostra generazione. Davvero lo penso. Il petrolio e' una scelta che durera' per decenni, per noi e per i nostri figli ed e' una scelta che i lucani hanno pagato a carissimo prezzo e di cui, da italiana, mi scuso verso di loro.

Ripeto ho incontrato tantissima gente volenterosa, capace, attiva, ma qui ci vuole molto di piu'. Maria Rita puo' fare pure l'eroina dei due mondi, ma cosa volete che possa fare io contro il governo intero? Che posso dire? Che posso fare piu' di quanto ho gia fatto? La mia personale uscita di scena ce l'ho gia' e da molto tempo, anzi dal primo giorno: vivo in California, tutta la mia famiglia ha la cittadinanza americana, possiamo tutti trasferirci qui e non metterci mai piu' piede in Abruzzo. Naturalmente lottero' invece fino alla fine, come un mulo, ma quanto sarebbe bello se gia da domani iniziassero le manifestazioni ad oltranza, il non cedere di un millimetro, l'indignazione popolare fatta non di 6000 persone all'Aquila ma di mezzo milione di persone che dice no. Capite? Chi vive in Abruzzo deve essere piu' arrabbiato di me, piu' attivo di me, piu' impaziente di me.

Perche' non organizziamo una maxi manifestazione di protesta regionale?

Ho scritto alla Commissione Europea e alle Nazioni Unite, riguardo al fatto che l'Italia ha violato le convenzioni di Aarhus. Dopo avere letto lo scellerato documento del governo e dopo averci pianto un po, non ho avuto altra scelta se non di asciugare tutto e di continuare a combattere. Se volete farlo anche voi, ecco qui gli indirizzi che ho trovato online:

aarhus.clearinghouse@unece.org
info.ece@unece.org

13 comments:

Anonymous said...

Qualche anno fa un signore che mi stava al'epoca antipatico (ma il cui messaggio ho cominciato a capire più tardi) disse: "Resistere, resistere, resistere!". Dobbiamo fare lo stesso. Fino alla fine. Ciao. Giorgio

abruzzono-triv said...

non ci spaventa la battaglia

Anonymous said...

ciao a tutti e tutte.
perchè non indiciamo un'assemblea pubblica ben pubblicizzata, dove organizzaer una grande manifestazione regionale contro il centro oli?

io volgio dare una mano, ma mi pare di capire che non c'è un percorso "pubblico" di lotta contro il C.O.

giacinto 2000 said...

queste sentenze anti democratiche sono una vera martellata ai genitali.Eppure strumenti tecnici come l'agenda 21, per la quale l’Italia firma il 25 Giugno 1998 ad Arhus, in Danimarca, ci sono. Presso la sede del comitato ho avuto l' opportunita' di leggere gli atti della conferenza dei servizi: cancellature, rigature, scarabocchi, firme messe ora a destra in basso ora a sinistra in alto, relazioni di 4 righe a penna e al limite dell' imcomprensione, fogli volanti fotocopiati male, insomma piu'che una conferenza dei servizi una vera e propria burla.La sentenza dice che l'energia, allo stato attuale e' piu'importante dell' agricoltura. Interesse nazionale.E' la classica copertura per giustificare le volonta' delle multinazionali. Ora che dobbiamo credere, che forse i burocrati del TAR abbiano subito lo stesso abbaglio e per cui fiumi di libri di criminologia parlano di "criminalità del colletto bianco?". Su questo argomento sono abbastanza preparato avendo studiato i libri di Sutherland e Wright MIlls........

wanadobee said...

la tempistica tra l'eni che si presentata a casa dei contadini e la sentenza del tar che esce pochi giorni DOPO e' alquanto strana....

maria rita said...

anonymous, cosa proponi? io sono per una manifestazione grande, del tipo autostrada chiusa, non ne possiamo piu dei sorpusi.
parliamone ma facciamo.

che ne dite di sabato 4 ottobre, giorno di san francesco e patrono di italia e amante della natura? io non ci sono occorre quindi che diamo tutti una mano.

inoltre servono soldi, non ho capito bene i cavilli vari, ma per togliere parte delle terre all'ENI servono circa 250,000 euro.

sono tanti, ma se 1000 cittadini mettono
250 euro a testa, ce la facciamo.

maria rita

Anonymous said...

ciao maria:
io propongo di incontrarci un giorno.
il 4 ottobre va benissimo, anche se fare forse verso metà ottobre. così da avere il tempo di pubblicizzare bene la cosa.
poi da quell'assemblea usciamo con un'azione da fare.
anche occupare le autostrade, mettere insieme un'occupazione delle terre.

io penso che dobbiamo organizzarci, e creare una rete più fitta e più facilmente "accessibile", così da coinvolgere più persone possibili.

che ne dite di organizzare l'assemblea a Pescara il 18 ottobre?
che è sabato, e anche chi lavora può venire?

comunque.. è veramente un paradosso dover compare delle terre che sono dei cittadini, per impedire uno scempio contro i cittadini, e questa pratica mi lascia non poco perplesso.

un'ultima cosa, su questa pagina:
http://abruzzo.indymedia.org
stiamo cercando di mettere su un dossier su tutta la questione. indymedia è un progetto libero e aperto e tutti possono pubblicarci i propri articoli sopra.
l'idea è quella di stampare questo dossier e distribuirlo in abruzzo [ovviamente gratis]

teniamoci in contatto, e teniamo in contatto tutte le persone che vogliono seguire e partecipare alla lotta contro il centro oli.

imc-abruzzo@lists.indymedia.org
vinc3nt@risuep.net

Anonymous said...

Anch'io sono d'accordo per la manifestazione subito e la data del 4 è molto significativa e stimolerebbe l'appoggio anche dei veri cristiani, Il 18 è troppo lontano , la risposta perderebbe di incisività. Anche senza bandiere politiche, però cerchiamo di coinvolgere tutte le forze interessate. Oggi pomeriggio a Chieti ci sono Fabio Mussi e Grazia Francescato con gli ambientalisti abruzzesi /speriamo!) Altri coinvolgano altri partiti,Comitati cantine ecc., ma secondo me dobbiamo rispondere con la stessa velocità e sorpresa di mosse che sta usando l'ENI. Viviana

Anonymous said...

La Francescato.....Who is it?

abruzzono-triv said...

Cmq si stanno studiando tutte le mosse utili...
Anche la manifestazione potrebbe essere utile...vedremo...


La cosa più importante è vedere tutta questa gente in movimento...fa davvero piacere e mi da la convinzione che alla fine l'Eni dovrà piegarsi...

Viler said...

Cara Maria Rita
il problema è che le gente ha paura.
Non si espone, e come sottolinei giustamente, delega i comitati, movimenti e associazioni. C'è troppo lassismo. Che fare? Continuare..continuare..continuare..
Un saluto dalla Basilicata.

astronik said...

Boia chi molla...
:-)
Resistere, reistere, resistere....

wanadobee said...

ricapitolando:

1) il governo stabilisce che il petrolio in abruzzo e' una priorita' nazionale
2) nonno calogero attaca il fornte del no sulla stampa
3) esce la sentenza del TAR tenuta in chissa' quale cassetto
4) l'Eni si ristruttura internamente per dare a Ortona piu' importanza
5) gli omini con la macchina Eni vanno a minacciare i contadini e si fanno vendere i terreni.

Il tutto nel giro di pochi giorni... Se questa non e' regia occulta che cosa e' ? Come fa uno a credere allora che il TAR non e' pilotato ?

6) alla fine di tutto cio' dobbimao prenderci pure le lezioncine da Di Martino e Fratino sui giornali.