Due notizie catastrofiche oggi. Dal Corriere della Sera, come gia riportato in vari blog e post, un articolo che conferma, ancora una volta, che il petrolio non ha portato niente di buono in Basilicata. Cose che gia' sappiamo, o per avere visto filmati, o perche qualcuno di noi ci e' andato direttamente a Viggiano e in Val D'Agri a vedere la situazione. Vedere la Basilicata e' come vedere l'Abruzzo fra 10 anni in anteprima.
E poi questo documento, fatto circolare, alla chetichella, a fine giugno del 2008. Il governo Berlusconi ha deciso che l'Abruzzo e la Basilicata devono essere considerate regioni dedicate all'energia fossile: raffinerie, pozzi, oleodotti, idrogeno solforato a migliaia di volte i limiti americani, il porto di Ortona trasformato in porto petrolifero e quant'altro. Il 35% del nostro territorio e' coperto da permessi estrattivi, ancora piu della Basilicata che ne ha il 33%. In alcune provincie e citta' d'Abruzzo NON SANNO NIENTE.
Questo e' contro le leggi internazionali, contro il buonsenso, contro il rispetto dei governi per i propri governati. C'e' una convenzione internazionale che obbliga i governi ad informare la gente di cambiamenti duraturi nel tempo al proprio territorio. Si chiama trattato di Aarhus. Secondo me e' stata violata in pieno.
Per fare un esempio, qui in America, qualche tempo fa un consigliere comunale di Los Angeles e' andato a casa di una mia amica per una riunione locale e per chiedere alla gente come era meglio regolamentare i divieti e i limiti orari dei parcheggi nei 5-6 isolati della zona. Ci sono andata anche io e ho detto cosa pensavo. Capite? Questo qui e' venuto a casa della gente per chiedere la nostra opinione sugli orari dei parcheggi. In Italia invece decidono di trasformare una intera regione in un distretto petrolifero e NESSUNO CI DICE NIENTE.
E la gente? A parte qualche cittadino e i comitati eroici, la massa della gente, dei giornalisti, dei politici, dei professori universitari locali, dei medici, e' ancora addormentata e ancora pensa: non mi riguarda o tanto c'e' il comitato natura verde, tanto ci sono i politici, tanto e' stato gia' deciso. Tutto fuorche' pensare che loro stessi possono e devono fare qualche cosa attivamente.
Continuo a pensare che questa sia la questione piu' importante della nostra generazione. Davvero lo penso. Il petrolio e' una scelta che durera' per decenni, per noi e per i nostri figli ed e' una scelta che i lucani hanno pagato a carissimo prezzo e di cui, da italiana, mi scuso verso di loro.
Ripeto ho incontrato tantissima gente volenterosa, capace, attiva, ma qui ci vuole molto di piu'. Maria Rita puo' fare pure l'eroina dei due mondi, ma cosa volete che possa fare io contro il governo intero? Che posso dire? Che posso fare piu' di quanto ho gia fatto? La mia personale uscita di scena ce l'ho gia' e da molto tempo, anzi dal primo giorno: vivo in California, tutta la mia famiglia ha la cittadinanza americana, possiamo tutti trasferirci qui e non metterci mai piu' piede in Abruzzo. Naturalmente lottero' invece fino alla fine, come un mulo, ma quanto sarebbe bello se gia da domani iniziassero le manifestazioni ad oltranza, il non cedere di un millimetro, l'indignazione popolare fatta non di 6000 persone all'Aquila ma di mezzo milione di persone che dice no. Capite? Chi vive in Abruzzo deve essere piu' arrabbiato di me, piu' attivo di me, piu' impaziente di me.
Perche' non organizziamo una maxi manifestazione di protesta regionale?
Ho scritto alla Commissione Europea e alle Nazioni Unite, riguardo al fatto che l'Italia ha violato le convenzioni di Aarhus. Dopo avere letto lo scellerato documento del governo e dopo averci pianto un po, non ho avuto altra scelta se non di asciugare tutto e di continuare a combattere. Se volete farlo anche voi, ecco qui gli indirizzi che ho trovato online:
aarhus.clearinghouse@unece.org
info.ece@unece.org