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Sunday, October 22, 2017

HiQuake: il database della sismicita' indotta dall'uomo e dalle trivelle



















Come sempre, i "giornalisti" italiani che copiano sono pregati di citare.

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E' stato pubblicato qualche giorno fa un report con tutti i terremoti noti generati dall'uomo. Lo studio appare su Seismological Research Letters,  e contiene circa 730 terremoti.

Queste scosse fanno parte di un database soprannomiato HiQuake che sta per Human-Induced Earthquake Database,  il piu' grande finora mai compliato.

Tutto nasce nel 2016, in Olanda. Qui, da decenni opera la NAM (Nederlandse Aardolie Maatschappij), un consorzio Shell-Exxon che ha a lungo trivellato il campo di Groningen causando sismicita' indotta (e danni!). Anzi, in molti ricordano la storia del pagamento di 5 miliardi di euro proprio a causa della sismicita' indotta ai proprietari di case attorno a Groningen.

Questa NAM nel 2016 appunto promosse un incontro per discutere la sismicita' indotta prorio a Groningen. Fra i partecipanti, Miles Wilson, dell'Universita' di Durham, geofisico. Gli venne chiesto appunto di creare questo database con tutti i dati.

Ed e' cosi nato HiQuake.

Ci sono dentro non solo i terremoti da trivelle, ma anche da altre attivita' come le miniere, le esplosioni di materiale militare e/o nucleare, il pompaggio di acqua. L'intensita' media e' di 3-4Richter, anche se ci sono episodi piu' gravi come il pompaggio di acqua dalla Cina nel 2008.

Secondo Wilson, in questi casi la sismicita' e' stata indotta da stress antropogenico, ma la terra era pronta a rilasciare energia per conto suo. Cioe' la sismicita' e' stata accellerata dall'uomo.

I dati arrivano da pubblicazioni scientifiche che coprono circa un secolo. Secondo gli autori pero' il numero e' sottostimato, perche' per ogni terremoto che finisce in una pubblicazione scientifica, altre vengono ignorate, specie se di intensita' minore. E cosi stimano che circa il 30% degli eventi di magnitudo 4 non viene riportato, percentuale che sale al 60% per le scosse di magnitudo 3 e addirittura del 90% per i terremoti di magnitudo 2.

Secondo HiQuake ci sono stati 271 terremoti dovuti all'attivita' mineraria; 167 terremoti dovuti alla costruzione di dighe e altra infrastruttura per modificare i percorsi d'acqua; 107 dovuti alle trivelle convenzionali; 57 terremoti indotti dal geotermico; 29 terremoti indotti dal fracking in modo diretto; 36 dove invece la sismicita' e' avvenuta in seguito alla reiniezione da fracking e 12 dove invece le scosse sono dovute alla reiniezione generica da trivelle convenzionali. 
 
Ovviamente ci sono casi di clustering, terremoti in aree limitate e in grande quantita', ad esempio in alcune zone dell'Oklahoma, attorno alla citta' di Youngstown. 

NAM, cioe' Shell ed Exxon, hanno promesso di continuare a dare fondi per il progetto per altri due anni almeno e di rendere la pagina visibile a tutti.

Per l'Italia abbiamo:

Geotermico:
Monte Amiata, 1983
Larderello, 1982
Torre Alfina, 1977
Latera, 1984
Cesano, 1978

Attivita' Mineraria:
Gran Sasso, 1980

Petrolio:
Cavone, 2012
Caviaga, 1951

Reiniezione:
Val D'Agri, 2006

Dighe:
Pieve da Cadore, 1960
Piastra, 1966
Ridracoli,  1981
Vajont, 1960
Pertusillo, 2006

Come sempre, siamo un paese sismico, con un territorio ballerino e una architettura fragile.
Quelli che la natura ci da, ce li teniamo. L'acqua da bere e' per tutti.

Ma petrolio, pozzi geotermici e reinizione in zone delicate, sono solo per speculatori e per i loro amici, e, io credo, ne possiamo fare a meno.





Sunday, March 12, 2017

I delfini nel Golfo del Messico: 40 anni per tornare alla normalita' dopo lo scoppio




Ci vorranno 40 anni affinche' le popolazioni dei delfini dal naso a bottiglia, i bottlenose dolphins, torneranno alla normalita' dopo lo scoppio del golfo del Messico e il rilascio di litri e litri di petrolio in mare. 

Questa e' la conclusione di un rapporto su Endagered Species Research dove i ricercatori hanno studiato le popolazioni dei delfini per cinque anni. Ancora oggi hanno problemi polmonari gravi, squilibri ormonali, e infertilita'.

Uno studio in particolare analizza i tempi di recupero per i delfini in Louisiana, Mississippi e Alabama: ci vorranno almeno 40 anni per il ritorno alla normalita' a causa dell'esposizione a petrolio e sostanza dispersanti tossiche secondo Lori Schwacke, della National Marine Mammal Foundation e autrice dello studio in questione.

I delfini sono particolarmente vulnerabili, perche' abbisognano di tempi lunghi per crescere e per riprodursi e quindi il ciclo vitale e' piu' lungo; e in piu hanno legami interpersonali complessi e duraturi, di modo che la morte di un genitore e' particolarmente sentita negli esemplari piu giovani.  Lori ricorda che non e' solo chi muore a causa del petrolio, ma anche gli effetti sulle generazioni successive, che perdura per decenni.

Oltre all'altra mortalita' fra i delfini sono state riscontrati alti tassi di danni ai polmoni. Circa il 15% dei delfini aveva tale tipo di disturbo, sebbene malattie polmonari siano rarisissme altrove fra i delfini. Altri esemplari sono indeboliti,  soggetti a stress, con anomalie nei corpi e nei cervelli.

La colpa di tutto questo e' lo squilibrio ormonale che si e' instaurato nei delfini in seguito allo scoppio, che ha indebolito il loro sistema immunitario e abbassato la loro fertilita'.  Dopo lo scoppio, gli esemplari femmina sono riuscite a portare a termine le gravidanze solo nel 19 percento delle volte, contro il 65% in zone senza petrolio. 

Ci sono stati molti casi di mamme che portavano accanto a se i cadaveri dei propri piccoli, un segno di lutto fra i delfini.

Le cose sotto Trump non sembrano prendere una buona virata intanto. Trump parla di espandere le trivelle a mare, incluse in aree gia' protette da Obama, come i mari dell'Alaska detti di Chukchi e nell'Atlantico che Obama aveva cercato di salvare. L'unica cosa buona e' che se veramente si decidesse di trivellare queste aree ci vorrebero tanti anni per disfare del tutto i divieti di Obama.

Intanto quello che possiamo fare e' di imparare le lezioni dal passato. Ovunque sia mai arrivato oil and gas la litania di morte e distruzione e' stata ovunque. Dalle carpe del Pertusillo ai delfini del golfo del Messico.

Sunday, December 16, 2012

La strategia energetica nazionale in Basilicata - quale successo?




Notare la correlazione spaziale fra i pozzi (in rosso), i fiumi d'acqua (in azzurro) e gli idrocarburi ed il bario nel lago (in bianco).

Viggiano e' un piccolo comune in provincia di Potenza considerato l'epicentro del petrolio lucano.

E' qui infatti che arriva la maggior parte del petrolio della Val D'Agri Lucana ed e' qui che sorge il cosiddetto "Centro Oli", un mostro di ferro, zolfo, fumi e veleni, che da 15 anni raccoglie il petrolio per trattarlo e per eliminarne gli scarti sulfurei. Si innalza laddove prima c'erano vigneti, allevamenti di bestiame e aria pulita.


Viggiano e' anche il posto dove e' piu' evidente lo stampo dei petrolieri, e dove si combatte la battaglia d'immagine per convincere il resto d'Italia a seguirne l'esempio.

E' questo infatti il messaggio contenunto - in soldoni - nella famigerata "Strategia Energetica Nazionale" di Corrado Passera, ministro per l'economia: trivellare fa bene all'economia, alla nazione, alla bolletta.

E per addolcire la pillola, il governo sottolinea che si vuole fare "produzione sostenibile di idrocarburi nazionali", come se ci fosse qualcosa di eco, di sostenibile nel trivellare l'Italia.

A Viggiano si lavorano 104.000 barili di petrolio al giorno, poi mandati alla raffineria di Taranto, ci sono 39 pozzi nel circondario della Val D'Agri e, per l'anno 2011, ci sono stati ben 16 milioni di euro versati nelle casse pubbliche dalle varie ditte petrolifere che operano nella zona, ENI per prima con quasi 9 milioni.

Sembrano tanti soldi.

Ed ecco qui il risvolto della medaglia. E' un risvolto molto poco "eco", molto poco "sostenibile" che accade a pochi passi da Viggiano, e che viene a galla solo grazie alla testardaggine e all'impegno del tenente di polizia Giuseppe Di Bello e della professoressa Albina Colella.

Eccolo il successo della "Strategia nazionale energetica": idrocarburi nei sedimenti e nell'acqua di un invaso destinato al consumo umano.

Si tratta del lago Pertusillo dove da mesi si parla di carpe morte, di acque eutrofizzate e dove sono stati recentemente analizzati 4 campioni di acqua e 10 campioni di sedimenti, come descritto dalla OLA, l'Organizzazione Lucana Ambientalista,

Intanto, in Italia non esistono limiti per le concentrazioni massime di idrocarburi nei sedimenti dei laghi. Si puo' allora usare come confronto la soglia dei 60 milligrammi/chilogrammo, che e' il valore totale ammesso dalla legge per le concentrazioni di idrocarburi nei suoli.

Se si usa questa metrica, il risultato delle analisi e' che il 70% dei campioni analizzati mostrano concentrazioni di idrocarburi superiori ai limiti legali. Uno dei campioni mostrava addirittura 559 milligrammi/chilogrammo di idrocarburi, quasi dieci volte di piu' di quanto considerato legale!

I campioni hanno anche spesso evidenziato elevate concentrazioni di metalli pesanti e di altre sostanze piu o meno tossiche quali manganese, zinco, bario, vanadio, boro, cobalto, cromo, nichel, rame, piombo, alluminio, ferro.  Alcune di queste sostanze bioaccumulano negli organismi viventi e sono pericolosi alla salute con potenziale cancerogeno.

La domanda allora e': chi ha messo queste sostanze nel lago?

Beh, coincidenza vuole che fra gli ingredienti piu' comuni nel fluidi di perforazione ci sono proprio arsenico, bario, cromo, rame, piombo nickel e zinco!

Coincidenza vuole che attorno al Pertusillo ci siano solo boschi, fiumi e .. lupus in fabula .. i pozzi di petrolio dell'ENI.

Nessuno puo' dire con assoluta certezza se quegli idrocarburi e quei metalli pesanti riversati nel Pertusillo siano derivanti dai pozzi di petrolio, ma e' una ipotesi certo valida, e quasi solitaria, visto che ci sono ben poche alternative. Le foto parlano da se ed il semplice buonsenso punta in una direzione ben precisa.

Se non era per Colella e Di Bello, nessuno se ne sarebbe accorto.

Ci sara' qualcuno che indaghera'? Oppure, come detto al Congresso dei Geologi di Basilicata svoltosi a Potenza il 29-30 Novembre si dira' che il tutto e' causa di "qualcuno" che ha riversato kerosene nel lago?

L'Arpab, predisposta al controllo in Basilicata, ha qualcosa da dire? Ci saranno multe salate ai responsabili? Ci saranno bonifiche - pagate da chi ha inquinato? O dobbiamo aspettare che fra 10, 20, 30 anni tutto esploda come all'Ilva di Taranto per intervenire?

E quanto vale un lago inquinato? Qualcuno glielo dira' a quelli della Puglia che quell'acqua la berranno?

E siccome questo non e' un paese normale, proprio in questo giorni uno degli eroi di questa storia,
il tenente Giuseppe Di Bello e' stato sospeso dal servizio per avere denunciato l'inquinamento del Pertusillo!

Una nazione alla rovescia, veramente. Invece di ringraziarlo, gli si toglie il servizio! Ai miei occhi tutto questo e' strabiliante e spero che giustizia venga fatta e che chiunque abbia il potere di farlo, reintegri il tenente di Bello al piu' presto.

Occorre prendersela con i poteri forti, con gli speculatori, con chi inquina, e non con un onesto cittadino che semplicemente vuol sapere cosa c'e' dentro l'acqua che beve.




















Thursday, December 6, 2012

Congresso geologi: La malafede

"Questo convegno lo sappiamo a che serve, e' a servizio di chi lo vuole il petrolio"
Voce di popolo, voce di verita'.

E cosi, eccole le immagini del congresso dei geologi di Basilicata.



Si apre con il sindaco di Potenza, Vito Santarserio "ambientalista" che per troppo che e' ambientalista se la prende con i cittadini e poi va a sedersi dentro alla "conferenza scientifica" con quegli altri "ambientalisti" signori del petrolio.

Tutti "ambientalisti" a questo convegno!

E poi lo stesso sindaco, dentro il palazzo, scambia battute con il dottor Gianpaolo Farina, il protagonista del video. Affianco, e con il riporto, Salvatore Lambiase, il dirigente regionale della commissione VIA di Basilicata.

Santarsiero parla di appuntamenti privati, di tranquilizzare il clima,  di "aggressioni" e cerca di diffondere tutto, come se niente fosse - una specie di "e' cos'e niente" di De Filippo. Un altro giocoliere del tuttapposto.

Dice che non e' vero che le piattaforme nello Ionio arriveranno fra 60 giorni.

Si e' vero, forse c'e' un po di confusione, probabilmente ci si riferisce al fatto che 60 giorni sono i termini per mandare le osservazioni di contrarieta'. Ed e' vero che tutto l'iter necessita di un anno, o due.

Ma il punto non e' questo: il punto e' che manca totalmente il sale della democrazia qui: la trasparenza, l'informazione, il comunicare al cittadino, lo spiegargli le cose.

Quello che Santarsiero non capisce e' che lui e' pagato per fare i nostri interessi, e invece che andare ad un congresso blindato fatto dai petrolieri, per i petrolieri e con i petrolieri, avrebbe dovuto lui organizzare un convegno aperto alla sua gente per spiegare iter procedurali per queste concessioni della Shell nello Ionio, e cosa fare per trasformare tutta questa rabbia popolare in azioni costruttive CONTRO le trivelle.

Perche' il tale dirigente della Commissione VIA, Lambiase, non ha ricordato che entro 60 giorni si possono mandare testi di contrarieta' a Roma?  E qual'e' la posizione di Santarsiero a proposito? Scommetto con un sacco di gente da Potenza va al mare a Policoro e sulla costa ionica. Lui si opporra'?

Mandera' il suo bel testo di contrarieta' a Roma?

Per ora e' andato al convegno dei geologi.

Notare che Lambiase e' uno dei rinviati a giudizio sull'inceneritore la Fenice, dove anche li ci sono falde acquifere inquinate da metalli pesanti.

Parte 2: Compare Raffaele Nardone, Presidente dell'Ordine dei geologi di Basilicata che ricorda che e' una conferenza di geologi, e che mica a quelle dei medici lui ci va?

Beh, la differenza e' che questi geologi se la dicono e se la cantano su un tema - l'ambiente - che ci rigaurda tutti, e che e' un diritto di tutti i residenti sapere cosa si sta facendo sotto i loro piedi e nel loro mare. Anche se si tratta di "geologi ambientalisti".

E poi ricorda che si paga 100 euro per stare li dentro e che se si vive male in Basilicata non e' per colpa delle trivelle, ma e' perche' cosi e'.

Anche lui - dice - "non tiene soldi".

E poi cigliegina sulla torta nega che ci siano mai stati danni - e che non ci sono esempi.  Tutto confermato da Nunzio Oriolo, geologo che addirituttra vive "sopra il pozzo" e che "scoppia di salute" Nessun danno. Falde e perforazioni non si mescolano secondo lui.
Non ci sono drammi.  Ci sono "sorgenti naturali di petrolio". Tuttapposto.

E ovviamente un medico non puo capire e "occorre fidarsi!"

E quando gli ricordano che nell'acqua del Pertusillo ci sono veleni, dice "andate dalla procura della Repubblica, io sono un geologo e non posso saperlo".

Ma caro Nardone, qui non ci vogliono medici, e non ci vogliono geologi.

Ci vuole solo il buon senso. Arrivano le trivelle, dopo un po ci sono carpe morte e livelli di bario e petrolio nel lago e nell'acquedotto.

2+2 = 4.

Infine compare Raffaele Vita, quello dell'Arpab che dice di fare 36000 controlli all'anno.

Addirittura! Cento al giorno, comprese le domeniche e i sabati.

Ma .. e come mai se uno va al centro monitoraggio a Villa D'Agri non hanno un dato che sia uno? E come mai dai siti web i dati ci sono un giorno si e due no? E come mai questi dati non sono diffusi?

E guarda caso, il dato dell'inquinamento nel Pertusillo non lo conosce.

Quello li gli era sfuggito ai suoi 36000 controlli!

Il medico persiste, che occorre parlarne, risolvere, capire.

Ed ecco qui la voce della verita:

"Qui sono circolate delle cose che non andavano circolate"

E si, occorre fidarsi, i geologi sono gli amici dell'ambiente. Loro in Basilicata, non "hanno contratto diretto", ma danno un "servizio" alle ditte petrolifere perche "noi dobbiamo lavorare in qualche modo" e quindi occorre fare formazione e fare della Fondazione Mattei una scuola di riferimento nazionale per la geologia del petrolio.

Boh.

Ma il medico Farina continua ad insistere con il numeri.

E con il bario.

Secondo le leggi, nell'acqua potabile il limite massimo di bario e' 0.

Nell'acquedotto che e' collegato al Pertusillo siamo a 49 microgrammi/litro di bario.

Quella e' l'acqua che ci beviamo noi.

Tutto composto, il "geologo ambientalista" risponde che non si puo' stabilire causa rapporto-effetto, che occorre "speciazione" e che chissa' magari c'e' qualcuno che sciacqua kerosene nel pertusillo!

Ovviamente, oltre l'idea che qualcuno e' andato a sversare kerosene nel lago, non ce ne sono altre.

Ma, e' l'idea piu' logica perche' non viene considerata? E cioe' che li vicino ci sono pozzi di petrolio
che usano bario?

Perche' ostinarsi a dire che 2+2 = 7?

Occorre continuare a rompere le scatole.

Quanti geologi del petrolio ci sono in Italia? 500? 1000? 5000? Bene, sono pochi. Siamo di piu' noi, e se tutti noi continuiamo a fare la nostra parte, convegno per convegno, concessione per concessione, alla fine si vince, e lo sanno pure loro.

E' per questo che era tutto blindato.

Notare la sala splendente, con gli stucchi, gli affreschi e l'acqua imbottigliata per tutti i relatori.
Non gli danno mica l'acqua del Pertusillo con dentro gli idrocarburi, i metalli pesanti e il bario.

Quella la lasciamo alle carpe e ai cittadini.

Saturday, November 17, 2012

Il ruolo del geologo: Primo non prendere soldi dai petrolieri




"L’obiettivo primario è quello di focalizzare
l’attenzione sul ruolo che il geologo ha assunto
in relazione allo sfruttamento compatibile e
sostenibile
delle fonti fossili naturali."

 
Ai lucani: non credeteci.
Lo sviluppo sostenibile delle fonti fossili non esiste.
I geologi al soldo dell'ENI servono solo
a certificare il tuttapposto.
Vogliono solo arricchirsi sulla vostra salute.


Si svolgera' a Potenza e a Marsico Nuovo una conferenza di "tre giorni intensi" fatta dai petrolieri, per i petrolieri, a favore dei petrolieri e per dire che trivellare va bene.

E' il primo "congresso dei geologi di Basilicata" e si intitola "Ricerca, sviluppo ed utilizzo delle fonti fossili". 

Sara' una cosa cotta e mangiata fra di loro, per andare sulla stampa a dire "tuttapposto". Sara' una cosa di immagine, per far vedere, e per far sentire importanti gli scellerati politici e trivellanti di Lucania che loro sono "il progresso" e "lo sviluppo" e che "guardate qui c'abbiamo pure una conferenza per certificarlo".

Non ci sara' il Prof. Ortolani, non ci sara' il Prof. Stoppa, non ci sara' la Prof. Colella, geologi pure loro, ma non invitati perche' personaggi scomodi che nel corso degli anni hanno osato chiedere, mostrare dati di inquinamento, instabilita' e di dire alla gente che: no, guardate, non e' vero che e' tuttapposto.

Anzi, non e' tuttapposto niente.

Infatti, e' una conferenza sponsorizzata da Assomineraria, Confindustria, dalla regione Basilicata e da tutto il governo nazionale.






E certo, i soldi vanno a loro, mica a noialtri!

E cosi invitano solo i loro amici.

E' una conferenza fatta per "tecnici di tutti gli Ordini e Collegi, Operatori del settore Oil& Gas, Top Manager, Amministratori, Dirigenti e Funzionari della Pubblica Amministrazione, Studenti."

Notare gli studenti, cosi gli si puo' fare meglio il lavaggio del cervello.

Notare che e' per tutti meno che appunto i geologi che dicono la verita' - Colella, Ortolani, Stoppa.

Ci sono tutti ma non i residenti di contrada le Vigne, quelli che l'idrogeno solforato devono resipirarlo tutti i santi giorni.

Ci sono tutti ma non quelli che si sono ammalati di tumore, i contadini che non possono piu' coltivare i campi, gli allevatori le cui mucche non vogliono piu' mangiare l'erba inacidita.

Ci sono tutti ma non quelli che devono emigrare perche' non c'e' piu' lavoro, quelli che hanno visto sorgenti d'acqua chiudersi o laghi martoriati dalla monnezza dei petrolieri.

Ci sono tutti meno che le carpe morte dalla monnezza petrolifera, messa li nel Pertusillo a loro insaputa.

Dicono che

"L’obiettivo primario è quello di focalizzare l’attenzione sul ruolo che il geologo ha assunto in relazione allo sfruttamento compatibile e sostenibile delle fonti fossili naturali. La tematica verrà affrontata grazie all’intervento di relatori di altissimo livello tecnico ed istituzionale, con interessanti dibattiti ed una tavola rotonda sulla gestione ambientale e formazione professionale."

Interessanti dibattiti?

Ma se sono tutti d'accordo sul dire "si alle trivelle!"

.. Eh, la malafede.

Se uno volesse dare una risposta seria a quella domanda, non ci sarebbe mica bisogno di una conferenza.

Basterebbe il buon senso.

La risposta sul ruolo dei geologi e' semplicissima: il suo ruolo e' NON PRENDERE SOLDI DAI PETROLIERI E DI DIRE LA VERITA'.

Proteggere, difendere, denunciare, conservare per le generazioni future e magari ripristinare lo schifo fatto finora.

E invece sono qui che continuano con la storia delle "fonti fossili sostenibili"!!

Ma con che vino si sono ubriacati?

Notare che pero' lo sanno anche loro che stanno difendendo l'indifendibile, perche' anche se usano parole come "possibile", "sostenibile", "lezioni",  sono tutti zuccherini per mascherare altre parole come "impatti sull'ambiente", "scoppio", "inquinamento".

Scorrendo la lista, rabbrividisco, perche' ci sono nomi noti che si sa, solo li sono per propaganda e a cui, alla fine, importa solo il portafoglio.

Davide Tabarelli di Nomisma Energia per dire che il petrolio porta lavoro e benessere.
Ma.. se la Basilicata e' la regione piu' povera d'Italia!

Cristiano Re per parlare dell'indotto in Val D'Agri. Ma..  se il centro di incubazione che sorge attorno al centro oli e' tutto arruginito e con le ragnatele?  Questo era quello che voleva fare il turismo petrolifero in Val D'Agri!!!!

Sergio Morandi  per parlare del rischio geologico. Ma... se quello - ex dipendente ENI -  con la Mediterranean Oil and Gas voleva mollarci una nave-centro oli a 9 chilometri da riva lungo la costa dei trabocchi con tutti i suoi rischi di scoppi! L'abbiamo cacciato dall'Abruzzo, non gli sono ancora bastate le umiliazioni?

Paolo Macini per parlare dello scoppio BP. Dal suo CV: "Dal 1992 ad oggi è membro del Consiglio Direttivo Nazionale della Sezione Italiana della Society of Petroleum Engineers". Sara' un difensore d'ufficio per dire non che lo scoppio BP e' stato il piu' grande disastro della storia ambientale USA ma per dire che "abbiamo imparato le lezioni" ed ora trivelleremo meglio? Fra l'altro e' lo stesso che parla di stoccare la CO2 nei pozzi di petrolio in mare. Evviva.

Fabrizio Agosta per parlare degli affioranti in superficie. E' uno sponsorizzato da Shell e Total per studiare, innocentemente, sicuramente, le riserve petrolifere di Appennino e di Puglia.

Marco Mucciarelli per parlare della sismicita' indotta.  Quello che aveva detto che in Italia non c'e fracking. Mai sentito parlare di Ribolla? Sulcis? Evidentemente no.

“Non ci sono attività di fracking in Emilia Romagna, non ci sono in Italia, non ci sono in Europa.” 

Ipse dixit.

Andrea Borgia il quale a suo tempo mi chiese materiale sull'idrogeno solforato e Kilburn etc etc contro le trivelle sul Monte Amiata. E pure se gli risolvevo una equazione matematica. Ma a che gioco gioca? Che schifo.

Hanno pure chiamato uno dell'America, che guarda caso e' uno che dice che il fracking non fa venire i terremoti!

Tale Haydar Al-Shukri.  Nonostante anche Fox news - notoriamente di destra, conservatrice, alla Romney - affermasse che i terremoti attorno a Little Rock potessero essere attributi al fracking, il prof. Al-Shukri insisteva che siccome solo 280 su 10000 terremoti si erano scatenati vicini al pozzo,
allora il "fracking non c'entra."

E si, se li scelgono bene i relatori!

E come non riconoscere:

Giuseppe Tannoia per parlare della prevenzione ambientale. Oddio. Quello li e' venuto a Pescara nel 2008 con il suo bel vestito di lino color senape a difendere il Centro Oli. Fece una figura barbina perche' di idrogeno solforato e di emissioni e di conseguenze sulla salute ne sapeva piu' la casalinga di Ortona che lui. E infatti dopo il convegno per cercare di farmi il lavaggio del cervello, venne a dirmi che lui... era un ambientalista!!!!!

Oltre a Tannoia, per parlare di "prevenzione ambientale" c'e' tutta la cricca dei politici, primo fra tutti

Vito de Filippo. Ma... Vito de Filippo non aveva presentato una moratoria contro le trivelle in Basilicata?  E perche' adesso va al convegno dei petrolieri?

Ah si, certo: era solo propaganda!!!
Infatti era per finta la moratoria!


e poi lui, il ministro dell'Ambiente a cui non importa niente dell'Ambiente:  

CORRADO CLINI


Ci sono tanti altri nomi nell'opuscolo della conferenza e non ho il tempo per indagare su ciascuno.

Ma come vorrei sapere quanta di quella gente e' pagata dall'ENI, Assomineraria, MOG, Total, Shell. Come vorrei sapere quanta di quella gente sa cosa significa veramente vivere vicino ad un centro oli.  Come vorrei sapere quanta di quella gente manderebbe i suoi figli a bere l'acqua del Pertusillo.

Vorrei sapere come fanno a dormire tranquilli la notte.

Invece secondo la locandina avranno cene sociali, cabaret, timbri d'argento, buffet.  Chissa' magari si presenta pure Rocco Papaleo a fare l'intrattentore al piano bar.

Hanno pure le gite alla "sorgente naturale" di petrolio!
Sara' felice Cristiano Re!

E chi paga tutto cio?

Il contribuente italiano? La regione Basilicata? L'ENI? Le royalties? Mistero.

Mentre la gente respira H2S.

Mi chiedo perche' non gli danno invece "Carpe del Pertusillo" o "Acqua di Calvello" o "Fagioli della Val D'Agri" - con condimento da idrocarburi cucinati al vapore di H2S e con deliziosi metalli pesanti per contorno? 

Mi sento sporca solo a leggerle queste cose.

Uno schifo che piu' schifo non si puo'.
Anzi si.

Qual'e' lo schifo maggiore?

Che tutta questa gentaglia che vive in posti remoti - Milano, California, Londra, Roma e Little Rock -
puo' andare in Basilicata a dire che e' tuttapposto.

E poi ripartire, felici, rimborsati, sorridenti. Con la pancia e il portafoglio pieni.

E invece gli abitanti della Basilicata, non solo non sono invitati, ma non possono neanche manifestare il loro dissenso. La questura ha infatti negato al tenente di Bello di organzziare una manifestazione in cui esprimere la propria contrarieta' alla Basilicata petrolizzata. La Cina e' piu' democratica.

Agli abitanti di Basilicata, e d'Italia.  Non credeteci, e' tutto sporco, brutto, disonesto, ingannevole, falso.

Il petrolio gli ha annerito anche le coscienze.





Saturday, July 16, 2011

Basilicata vs. Pennsylvania




Soddisfare l'istanza dei lucani ad ottenere un effettivo risarcimento per lo sfruttamento del loro patrimonio minerario con una riduzione del prezzo della benzina e dei prodotti derivati


Cosimo Latronico
Senatore della Basilicata, 2008



Concentrazioni di idrocarburi nella diga del Pertusillo
6.4 milligrammi/litro

Concentrazioni di idrocarburi permessi nelle acque potabili in Italia
0.0001 milligrammi/litro

Per tutto il resto c'e' la bonus card di Latronico.


Come sempre la stoltezza dei politici italiani non ha mai limite.

Vivo da tanto tempo negli USA e forse e' per questo che sono diventata un po' piu' esigente verso chi ci rappresenta. Non riesco ad accettare che i politici italiani - pagati in proporzione a quelli USA cifre pazzesche - tendano sempre a minimizzare, ad accontentarsi di mezze soluzioni e a fare un po' come quando Eduardo de Filippo dice "e' cos'e nient" e poi ti ritrovi senza aria per respirare. In matematica diremmo "rinormalizziamo".

In Pennsylvania la ditta Cheasapeake energy e' stata multata di 900,000 dollari piu 188,000 dollari per avere inquinato le riserve acquifere di Bradford County, a causa del fracking e per un incendio che ha ferito tre lavoratori.

Un milione di dollari.

La storia e' semplice: nel Febbraio del 2010 i cittadini si erano lamentati per la cattivita' qualita' dell'acqua. L'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente dello stato della Pennsylvania ha fatto le dovute analisi e ha concluso che la colpa dell'inquinamento era per colpa dei pozzi del fracking non bene impermeabilizzati da cui fuorisciva materiale tossico che si mescolava all'acqua del sottosuolo. Gli hanno fatto non solo la multa ma anche fermato l'attivita' estrattiva per tre settimane.

La ditta ha pagato le multe senza fiatare e ha promesso che stara' piu' attenta.

Riassunto: la gente si lamenta, fanno le indagini, e multano i petrolieri di un milione di dollari. Certo non fermano il fracking, ma almeno il messaggio e' chiaro.


***

Anche in Basilicata l'inquinamento da petrolio e' storie da tutti i giorni.

Qui, e' dal 2010 che i cittadini si lamentano per le acque inquinate contenute dalla diga del Pertusillo. L'anno scorso infatti ci scoprirono pesci morti, ci fu il proliferare fuori controllo di un alga chiamata cornuta e la zona fu circondata da una puzza fortissima. Il sospetto era che le acque fossero state inquinate dall'attivita' petrolifera e dal cattivo funzionamento dei depuratori.

Un qualsiasi ente normale di difesa dell'ambiente farebbe l'interesse dei cittadini e indagherebbe seriamente. Tanto piu' che come riporta la OLA pare che la zona sia inquinata dal 2001 da IPA, idrocarburi policiclici aromatici.

Dieci anni dunque di denuncie piu' o meno forti. Dieci anni in cui non si fa niente a livello istituzionale, se non cercare di ricoprire tutto nella piu' grande anti-democratica omerta'. Addirituttura il tenente Giuseppe Di Bello che aveva osato denunciare il tutto fu sospeso senza paga per due mesi come riportammo a suo tempo.

L'istituzione che "dovrebbe" fare il controllo si chiama Arpab e dal suo sito, in merito al tutto afferma laconica:

A seguito del manifestarsi del fenomeno di fioritura algale che ha interessato l’invaso del Pertusillo nel Maggio 2010, l’ARPAB dal Luglio 2010 ha potenziato l’attività di monitoraggio della qualità delle acque dell’invaso, che, come è noto, vengono potabilizzate e successivamente distribuite.

Hanno "migliorato" il monitoraggio e messo un po di tabelle a cadenza bi o tri mestrale che nessuno leggera' mai e di cui non si capisce niente. Ci sono valori scritti, senza che si spieghi a nessuno se i valori sono alti, bassi, e quali siano i limiti di legge per ciascuna delle sostanze
tossiche.

Non si sa. Quello che quelli dell'Arpab non capiscono, secondo me, e' che un ente ha il dovere di rendere i propri risultati comprensibili al cittadino medio, e di farne gli interessi collettivi.

Soprattutto, perche' quelli dell'Arpab non scoprono di chi e' la colpa di questo inquinamento? Perche' quelli dell'Arpab non gli fanno le multe, non esigono che il tutto venga ripulito come si deve e che questo non succeda mai piu?

E' l'acqua da bere della gente!

E allora arrivano di nuovo i cittadini. La prof. Albina Colella assieme al tenente Di Bello e al giornalista Maurizio Bolognetti riuniti nell'associazione EHPA decidono di analizzarsi le acque della diga da se e scoprono che diversi parametri hanno superato i limiti di legge. Le acque del Pertusillo sono quindi inquinate dal punto di vista microbiologico e chimico-fisico.

L'acqua della diga del Pertusillo e' classificata "A2" - potabilizzabile attraverso l'impianto di Missanello (Potenza), cioe' inquinata ma che puo' essere consunata in seguito a trattamenti fisico-chimici e con la disinfezione.

Ecco qui la tabellina eseguita dall'EHPA:


Pertusillo Acque classe “A2” Acqua potabile

Ferro 5.7 mg/litro 2 mg/litro 0.2 mg/litro

Alluminio 5.3 mg/litro 0.2 mg/litro 0.2 mg/litro

Idrocarburi 6.4 mg/litro 0.2 mg/litro 0.0001 mg/litro


Cioe' secondo gli studi dell'EHPA, l'acqua della diga Pertusillo ha valori di ferro e alluminio circa 25 volte maggiori che l'acqua potabile e valori di idrocarburi 60,000 volte maggiori.

Sessanta mila! L'acqua e' cosi inquinata che non puo' nemmeno essere classificata "potabilizzabile".

Infatti sono morte tutte le carpe, mica sono sceme.

E qui arriva la soluzione geniale dei politici di Basilicata, dell'Arpab, del presidente della regione Vito de Filippo, dell'assessore all'ambiente Agatino Mancuso, del presidente dell'Arpab Raffaele Vita, di tutte le mezze cartuccie che stanno ai posti di potere in Basilicata:

Facciamoli stare zitti, e invece di dargli acqua pulita, invece di capire chi ha messo quella monnezza nella diga, invece di multare chi ha inquinato la diga con valori sessanta mila volte piu' di quanto lecito, diamogli una "bonus card" di sconto per la benzina.

Ti tolgono l'acqua da bere, ti danno carpe morte, ti mettono veleni 60 mila volte in piu' quanto la legge consente, tolgono lo stipendio a chi lavora per collettivita' e per farti stare zitto ti fanno un po' lo sconto sulla benzina.

Altro che multe da un milione di dollari.

Saranno cos'e' niente.












Tuesday, August 31, 2010

L'acqua avvelenata - parte prima




Della Basilicata martoriata abbiamo gia' parlato tante volte su questo blog, e ancora adesso mi fa rabbia vedere che non cambia niente, che non e' mai colpa di nessuno, che il clima di silenzio e di omerta', specie da chi siede in alto, e' sempre gelido e impenetrabile.

Grazie alla sua geografia, la Basilicata e' (o era?) un grande produttore di acqua per il consumo umano che viene anche mandata in Puglia. Ci sono varie dighe per raccogliere l'acqua potabile, fra cui quella del Pertusillo - nei pressi del fiume Agri.

Agri? Come Val D'Agri? Si, come Val D'Agri, come petrolio, come centro oli.

Gia' alcune sorgenti di acqua sono state chiuse all'interno del parco nazinonale della Val D'Agri perche' inquinate, con molto probabilita' dalle estrazioni petrolifere di ENI e compari, come quella della Sorgente del Calvello e di Acqua all'Abete nel Parco Nazionale della Val D'Agri.

E se hanno inquinato sorgenti idriche, perche' no le dighe?

Infatti, ora tocca alla diga del Pertusillo. Questa diga ha tutti i riconoscimenti - e' zona SIC, ZPS, Parco Nazionale Appennino Lucano - tutte sigle per dire che la zona e' bella, ha alto valore naturalistico, e va difesa. Anche se la diga e' artificiale.

Ora cosa succede? In questi ultimi mesi hanno avuto: moria di pesci, fioritura di alghe rosse, presenza di streptococchi fecali, di coloformi totali, di idrocarburi policiclici aromatici (famiglia di cui fa parte il benzene, noto cancerogeno) e di bario e di boro. Questi ultimi sono noti materiali usati per trivellare pozzi di petrolio. Anche altre dighe nelle vicinanze sono state inquinate da materiale compatibile con gli scarti dell'industria petrolifera - le dighe Camastra e Monte Cotugno.

Facile allora chiedersi, ma cosa c'e' vicino a queste dighe?

A un chilometro dalla diga del Pertusillo ci sono 3 pozzi di petrolio, a 4 chilometri un pozzo di reiniezione petrolifera, e cioe' un pozzo in cui mettono tutte le acque (e la monnezza) di scarto, e non molto lontano c'e' il centro oli di Viggiano, con tutti gli oleodotti connessi. In passato ci sono stati anche dei microterremoti nei pressi di uno di questi pozzi - il Costa Molina 2 - che ha causato cedimenti al pozzo che avrebbero potuto benissimo far fluire materiale petrolifero nelle falde circostanti.

Oltre alla monnezza tossica del petrolio, ci sono anche depuratori che non funzionano - come sempre - e di qui gli streptococchi fecali nell'acqua 'potabile'.

L'esposizione a dosi alte o cronica al bario porta a problemi al sistema nervoso e circolatorio, problemi intestinali, debolezza, tremori, depressione, aborti spontanei e problemi riproduttivi. L'esposizione a dosi alte o cronica al boro porta nausea, problemi alla pelle e al sistema circolatorio, ai reni e anche danni all'attivita' sessuale, con diminuzione della produzione di sperma.

Dopo un po' decidono di fare a Berlino delle analisi sull'acque imbottigliata in varie zone europee. Ci sono quasi 160 marchi italiani, fra cui acque lucane, alcune famose, come
la Gaudianello, Toka, Felicia, Lilia, Sveva. Le analisi sono state pubblicate sulla rivista Science, versione italiana.

E voila'. Queste acque - guarda caso - hanno la concentrazione di boro piu' alta d'Italia.
1170 microgrammi per litro contro quello che raccomanda l'OMS (500 microgrammi per litro, il doppio) e di quello che consente la legge italiana (1000 microgrammi per litro).

Coincidenza? Chi lo sa.

Intanto non fiata una mosca. Anzi no, Paolo Scaroni - coresponsabile morale di tutto questo schifo dice che "Troppo assenteismo al sud, tanto che non conviene a nessuno investirci".

Infatti, lui non investe, lui viene, deturpa, prende tutto quel che puo' e poi si scuote la sabbia dalle scarpe e se ne torna tranquillo ai suoi uffici milanesi.

Scommetto che lui l'acqua al boro non se la beve.

Fonti: La voce dell'emergenza
Voce dell'emergenza 2