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Thursday, July 11, 2013

Roma, 4 Luglio 2013

Ho tergiversato a lungo prima di scrivere questo post.

Un po e' perche' volevo la mente chiara, un po di distacco da tutto il viaggio, il parlare, gli episodi che ho vissuto 'on the road'. Un po perche' e' molto piu' facile parlare di eventi terzi - scoppi, articolo 35 o rinnovabili - piuttosto che di se stessi.

Il 4 Luglio mi hanno invitata assieme al prof. Ortolani, al prof. Civita e alla prof. Colella al Senato per parlare di trivelle offshore. Il primo, per altri impegni non e' potuto venire, e cosi eravamo in tre.

Non ho ben capito perche' ci abbiano convocati. Forse per informarsi sul tema? Forse per far vedere che fanno qualcosa? Forse perche' il M5S aveva gia' organizzato incontri simili e quindi per non essere da meno?  Forse perche' abbiamo fatto troppo rumore e non possono piu' ignorarci?

Non lo so.

Devo purtroppo dire che pero' gia' l'organizzazione non e' stata delle migliori.

Ti arriva di punto in bianco, circa una settimana prima, un email dove ti dicono che sei invitato alle ore 8:30 del mattino in via degli Straderari a Roma, per relazionare sulle trivelle, e che se sei maschio devi metterti la cravatta.

L'email e' firmato "Senato della Repubblica Italiana".

Ora, io trovo che sia tutto un po come dire, irrispettoso. Non ci si pone il problema: ma questi c'hanno da fare, magari concordiamo con loro orari e tempi, diamogli un po di anticipo, chiediamogli se gli va bene. Nada.

Non c'e' neanche scritto niente su eventuali rimborsi, o su chi pensa alla logistica - trasporto, hotel.

Niente.

C'e' scritto solo vieni alle 8:30 del mattino con la cravatta.

E quindi, la sottoscritta, stanca, stanca, stanca, per tre giorni e' stata li a ponderare se andare o no, se era utile o no, se volevo o no sacrificare due giorni da dedicare a quella poveretta di mia mamma per andare a Roma.

Il giorno 5 ripartivo per gli USA.

Gli chiedo allora se potevano offrirmi due pernottamenti - quella del 3 (cosi avrei viaggiato il 3 pomeriggio) e poi quella del 4 (cosi da ripartire da Fiumicino il 5 mattina) senza tornare in Abruzzo.

Risposta del "Senato della Repubblica Italiana": no. Solo una notte. Le paghiamo il trasporto ed un pasto.

Gli chiedo allora se erano previsti compensi di qualche natura - considerato che si tratta (per me almeno!) di qualcosa che io considero lavoro e che se magari mi davano un compenso a mo' di consulenza, ci avrei pagato la notte extra.

Risposta del "Senato della Repubblica Italiana": no. Lei viene a titolo volontario e gratuito.

Un invito alle 8:30 del mattino a titolo volontario e gratuito. Che ospitalita'!

Quasi quasi decido di non andarci.

Gli telefono. E gli ho rispiegato il mio problema, e cioe' che non era umano chiedermi di venire a Roma il 3, e poi ripartire il 4 per l'Abruzzo e rifarmi il giorno dopo a 5 luglio lle 4 del mattino un altro viaggio a Roma. Gli ho anche detto che se restavo a Roma non era giusto che dovevo pagarmi l'albergo da me.

"Lei quindi mi sta dicendo che devo venire a Roma alle 8:30 del mattino a mie spese?"

Risposta - vaga - e' il protocollo,  non e' colpa nostra, non ci possiamo fare niente.

E allora gli ho detto che non era il caso che andassi.  Non per i cento euro d'hotel, quanto per il principio. Chi credono di essere questi - che ti invitano neanche una settimana prima senza neanche un po di flessibilita', e poi l'hotel devi pagartelo da te?

Poi pero' per essere accomodante mi e' venuto in mente di chiedergli se l'incontro con me si poteva fare magari al pomeriggio del 4, cosi' da partire la mattina del 4 e stare a Roma una sola notte invece che due.

Questo si poteva fare.

E cosi, dopo tre giorni di tensione - parto non parto - parto.

Ora per uno che non viaggia, tutto questo puo' sembrare stupido, ma per me non lo e' - sapere se e quando si parte - e' difficile, e' stancante emotivamente, organizzativamente, per salutare quelli che vuoi salutare, per dare del tempo a mia mamma che non mi ha visto quasi mai mentre che ero in Italia, per organizzare autobus e pernottamenti.

Alla fine parto. Arrivo, e fra valigie e dopo un breve saluto a Gianluca Vacca del M5S, mi trovo in parlamento alle 2 precisa - l' ora dell'appuntamento. Siccome ero tutta di fretta, non avevo pranzato.

Il nostro slot era dalle 2 alle 4.

Mi accompagna un tipo dentro il palazzo. Mi chiede se sono una "audita". Gli dico si, e che spero che mi debba audire, audisca. Ridiamo. E' simpatico ed ha l'aria di uno che ne ha viste tante li dentro. Poi gli dico scherzosamente, beh, qui dentro si trattano bene, eh?

E' tutto splendente.

Concordiamo che se anche le scuole italiane fossero tenute cosi....

Vado in bagno. La carta igienica c'e'.

Arrivo in aula. Vedo solo la Colella e Civita.

Gli altri - senatori ed audienti - nessuno.

Aspetta 10,15 minuti, aspettane 20 niente.

Arrivano quattro persone alle 2:30.

Pare che ci fosse un altro evento prima di noi e si era fatto tardi. Ci dicono che, nonostante tutto, il nostro tempo finiva ancora alle 4:00. Quindi mezz'ora di meno del previsto.

Ci guardiamo sconsolati, tutto questo viaggio per quattro persone ad ascoltarci e per un ora e mezza, venti minuti a testa?

Qualcuno si scusa e dice che addirittura non aveva mangiato. E li allora ho cercato di dirgli che era un po' maleducata questa scusa, che pure io non avevo mangiato ma ero li puntuale alle 2 e che non era carino tagliarci il tempo per ritardi altrui.

C'e' un po di tensione. Mi sento difensiva, come se dovessi proteggermi da qualcosa. Come se davanti avessi un entita' che dovrebbe stare dal mio lato, il mio governo, ma di cui non mi fido.

Ad ogni modo si inizia.

Altre persone sono arrivate dopo, ma per tutta la durata dell'incontro non si e' giunti a piu' di una decina di persone. Ci dicono che Marinello, il presidente, e' purtroppo assente.

Ma perche' ci hanno convocati in quattrequattrotto se il presidente e' assente?

Mistero.

Arriva il mio turno, ero l'ultima.

Avevo deciso di fare tutto di pancia, e cioe' di non farmi schemi di comportamento iniziali, di non farmi intimidire perche' eravamo al senato e perche' questi erano onorevoli o perche' i pavenimenti erano di marmo levigato e con i tappeti di lusso sopra. 

E mentre parlavo ho sentito dentro di me la stessa cosa che ho sentito quando sono andata a Cupello e mi sono alzata davanti a tutti e ho chiesto a Chiodi che ne pensava delle trivelle in mare in Abruzzo.

E' difficile spiegare cosa sia questa cosa, perche' io sono la persona piu' timida del mondo.

Ma in quel momento ho sentito una sorta di responsabilita',  di essere una specie di incarnazione della voce di tutte le persone le cui storie ho sentito in giro per l'Italia negli scorsi mesi, negli scorsi anni, e che una voce non ce l'hanno, e che non verranno invitati mai in parlamento e che nessuno di questi eleganti signori con la cravatta andra' mai a sentire nelle loro citta', perche' poco gli importa del popolo vero.

Io di storie invece ne ho sentite tante, mi sono rattristata, vorrei fare di piu, di meglio. Ma poi torno alla mia casa a 400 metri dal mare a Santa Monica dove l'aria e' buona e dove so di avere dei diritti che nessuno si azzardera' a toccare.

Chi vive vicino ai pozzi invece, o chi teme per un pozzo costruendo, la sua storia la vive tutti i santi giorni e non ha il lusso di poter scappare altrove.

Ed io non sono nessuno, ma in quel momento ero tutti loro e non potevo essere accondiscendente e parlare di petrolio come se fosse balsamo per bellezza o come se fosse la vita astratta di un altro. Non potevo essere "scienziato" solo, dovevo essere "persona", con sentimenti, rabbia, passioni e tutto cio' che ci rende umani.

E cosi gli ho detto senza mezze parole che non era giusto che a Ravenna la gente non puo' pompare acqua per colpa della subsidenza mentre l'ENI puo' tirare fuori metano.

Gli ho detto che non era giusto che i petrolieri hanno avuto rapporti priviliegiati con Clini per trivellare i mari italiani.

Gli ho detto che non era giusto che i pescatori non possono pescare vicino ad Ombrina perche' c'e' la riserva di pesca ed ora invece la apriamo ai petrolieri.

Gli ho detto che non e' giusto che la gente si ammala di cancro per colpa delle trivelle e neanche lo sa.

Gli ho detto che non e' giusto che svendiamo il territorio in cambio di petrolio poco e schifoso.

Gli ho detto che non e' giusto che diciamo alla gente di fare turismo e poi gli facciamo le trivelle sotto il naso.

Gli ho detto che non e' giusto che a Gela o a Sarroch i bambini nascono con il DNA malformato per colpa dell'inquinamento.

Gli ho detto che non era rispettoso di quei tre morti della piattaforma Paguro che non abbiamo imparato niente dal loro sacrificio se siamo ancora qui a trivellare sottocosta.

E alla fine gli ho detto che era il tempo di smettere di fare le chiacchere e che l'articolo 35 del Decreto Sviluppo Passera va tolto, senza inciuci, senza vie preferenziali per chi e' al potere, senza se e senza ma, e che loro li seduti sono li pagati per difedere gli interessi del popolo italiano, e non della MOG o dell'ENI o della Saras.

Gli ho detto che avevano la responsabilita' di non accettare compromessi e di non piegarsi alle pressioni dei petrolieri e dei lobbisti.

E poi ho aggiunto che se abrogano questo articolo 35, ne vincono tutti, anche politicamente, perche' e' questo quello che la gente vuole.

Non lo so come sono sembrata, perche' e' stato tutto fatto da dentro, senza prove, senza pesare le parole, quello che mi veniva, dicevo. Non so se sono apparsa maleducata o irruente o cosaltro.

Di certo e' che se era sei anni fa, sarei stata diversa - piu' ponderata forse, piu' accomodante, e meno diretta.

Ma io non sono piu quella di sei anni fa, che mi piaccia o no, troppe ne ho viste, troppe ne ho fatte e la pazienza ad un certo punto finisce, perche' a questa cosa ho dato la mia vita degli ultimi sei anni, e uno non puo' restare impassibile come se invece si trattasse di un qualcosa di lontano e vago.

Forse lo e' per loro lontano e vago, non lo e' per me.

Uno dei presenti - non ne conosco il nome - appena tiro fuori Passera e l'articolo 35, si inalbera un po' e mi dice

"Lei deve attenersi alle cose di scienza e non aggiungere valutazioni politiche."

"Cosa scusi? No, guardi, io sono un libero cittadino, voi mi avete invitato qui e c'e' liberta' di parola in questo paese.

Dovrei forse non dire niente di tutte queste ingiustizie? O dire che va bene che Morandi ha rapporti privilegiati con Clini?

Perche' Morandi puo' parlare con Clini ed ha con lui una corrispondenza privata e io - e tutti gli altri -no? Chi e' Morandi piu' di noi? Tutto questo e' antidemocratico, e' ingiusto, e non va bene.

Clini era ministro della repubblica italiana non dei petrolieri".

A un certo punto il tipo si alza e se ne va.

Boh, Sara' stato amico di Passera o di Morandi.

Poi arrivano un po di domande. Quelle che piu' mi hanno fatto cadere le braccia sono state di Gianpiero Della Zuanna, padovano, PDL.

Intanto era uno che 20 minuti prima aveva chiesto cosa fossero i fanghi di perforazione - della serie, se sono questi quelli che devono decidere!

E poi tira fuori la storia che se non trivelliamo noi, e' egoistico perche' vuol dire che l'inquinamento lo diamo agli altri e non vogliamo tenerci la nostra parte!

Ma che gli dici a uno che dice questo - dopo che 20 minuti hai predicato che di petrolio ne abbiamo poco, e che fa schifo?

Li pero' sono stata carina e, armata di santa pazienza, gli ho detto che in realta' ci sono certi posti dove non ne vale proprio la pena - che uno deve chiedersi cosa sta facendo e che seppure trivellassimo tutto lo stivale non arriveremmo mai a coprire il fabbisogno energetico, e quindi avremmo distrutto la nazione per veramente niente in cambio - a parte l'inquinamento e le speculazioni finanziarie.

Altra domanda: ma se trivelliamo in Italia, vuol dire che abbassiamo il prezzo della benzina, guardi il petrolio del Texas, e' per questo che negli USA la benzina costa meno!

Non ci potevo credere. Questo non aveva mai sentito parlare di OPEC? Di Arabia Saudita? Di Tar Sands? Non sapeva che la benzina in Italia costa tantissimo a causa delle mille tasse e tassine che aggiungono sul carburante - incluse quelle sulla guerra dell'Abissinia del 1930?

E li non ho potuto tacere e gli ho detto che diceva cose false e avrei voluto anche dirgli che stava sprecando il mio tempo.

Poi mi dice di non interromperlo. E cosi mi sono stata zitta e lui ha finito il suo fantasmagorico discorso sulla benzina USA che costa meno perche' c'e' il petrolio del Texas.

Gli rispondono Albina e Massimo.
Io ho finito.

Arrivano quasi le 4. Ci sono i saluti finali. Mi si ringrazia per la "passione". Sono stanca, proprio emotivamente, e non vedo l'ora di scappare dentro la pace del Pantheon, li vicino, che con tutto il clamore dei turisti per me sarebbe stato cento volte piu' rilassante di queste sale lussuose.

Ho voglia di scappare via.

Salutiamo gli altri membri della commissione. Il clima pare sereno, sono tutti carini, anche io. Chissa', se li conoscessi sotto altre circostanze magari potrei anche scoprire delle belle persone. Voglio credergli quando mi dicono che tutti li dentro sono contro l'articolo 35 e che si daranno da fare al piu' presto.

Gli voglio credere, ma non sento il fuoco dentro di loro.

Gli voglio credere veramente cosi da tornare alla mia vita normale, che adesso non saprei neanche piu riconoscere.

Gli voglio credere ma so che se non continuiamo a pressare non succedera' niente - e infatti e' passata una settimana e non e' successo niente.

Mentre che ci scambiamo le ultime strette di mano mi chiedo se tutto questo servira', non servira', se mi sono ammazzata per niente.

Chi lo sa. Ma almeno sanno che non ce ne andiamo e che l'obiettivo e' l'articolo 35. Amen.

Usciamo.

Con Albina e Massimo ci prendiamo un gelato.  Poi loro vanno a prendere il treno.

Io vado al Pantheon.

Confusa fra la folla mi scende qualche lacrima di stanchezza, di stress che nessuno vede.

Esco. Il vento e' fresco.

Cammino senza pensare.

E' bella Roma.





























































Sunday, December 16, 2012

La strategia energetica nazionale in Basilicata - quale successo?




Notare la correlazione spaziale fra i pozzi (in rosso), i fiumi d'acqua (in azzurro) e gli idrocarburi ed il bario nel lago (in bianco).

Viggiano e' un piccolo comune in provincia di Potenza considerato l'epicentro del petrolio lucano.

E' qui infatti che arriva la maggior parte del petrolio della Val D'Agri Lucana ed e' qui che sorge il cosiddetto "Centro Oli", un mostro di ferro, zolfo, fumi e veleni, che da 15 anni raccoglie il petrolio per trattarlo e per eliminarne gli scarti sulfurei. Si innalza laddove prima c'erano vigneti, allevamenti di bestiame e aria pulita.


Viggiano e' anche il posto dove e' piu' evidente lo stampo dei petrolieri, e dove si combatte la battaglia d'immagine per convincere il resto d'Italia a seguirne l'esempio.

E' questo infatti il messaggio contenunto - in soldoni - nella famigerata "Strategia Energetica Nazionale" di Corrado Passera, ministro per l'economia: trivellare fa bene all'economia, alla nazione, alla bolletta.

E per addolcire la pillola, il governo sottolinea che si vuole fare "produzione sostenibile di idrocarburi nazionali", come se ci fosse qualcosa di eco, di sostenibile nel trivellare l'Italia.

A Viggiano si lavorano 104.000 barili di petrolio al giorno, poi mandati alla raffineria di Taranto, ci sono 39 pozzi nel circondario della Val D'Agri e, per l'anno 2011, ci sono stati ben 16 milioni di euro versati nelle casse pubbliche dalle varie ditte petrolifere che operano nella zona, ENI per prima con quasi 9 milioni.

Sembrano tanti soldi.

Ed ecco qui il risvolto della medaglia. E' un risvolto molto poco "eco", molto poco "sostenibile" che accade a pochi passi da Viggiano, e che viene a galla solo grazie alla testardaggine e all'impegno del tenente di polizia Giuseppe Di Bello e della professoressa Albina Colella.

Eccolo il successo della "Strategia nazionale energetica": idrocarburi nei sedimenti e nell'acqua di un invaso destinato al consumo umano.

Si tratta del lago Pertusillo dove da mesi si parla di carpe morte, di acque eutrofizzate e dove sono stati recentemente analizzati 4 campioni di acqua e 10 campioni di sedimenti, come descritto dalla OLA, l'Organizzazione Lucana Ambientalista,

Intanto, in Italia non esistono limiti per le concentrazioni massime di idrocarburi nei sedimenti dei laghi. Si puo' allora usare come confronto la soglia dei 60 milligrammi/chilogrammo, che e' il valore totale ammesso dalla legge per le concentrazioni di idrocarburi nei suoli.

Se si usa questa metrica, il risultato delle analisi e' che il 70% dei campioni analizzati mostrano concentrazioni di idrocarburi superiori ai limiti legali. Uno dei campioni mostrava addirittura 559 milligrammi/chilogrammo di idrocarburi, quasi dieci volte di piu' di quanto considerato legale!

I campioni hanno anche spesso evidenziato elevate concentrazioni di metalli pesanti e di altre sostanze piu o meno tossiche quali manganese, zinco, bario, vanadio, boro, cobalto, cromo, nichel, rame, piombo, alluminio, ferro.  Alcune di queste sostanze bioaccumulano negli organismi viventi e sono pericolosi alla salute con potenziale cancerogeno.

La domanda allora e': chi ha messo queste sostanze nel lago?

Beh, coincidenza vuole che fra gli ingredienti piu' comuni nel fluidi di perforazione ci sono proprio arsenico, bario, cromo, rame, piombo nickel e zinco!

Coincidenza vuole che attorno al Pertusillo ci siano solo boschi, fiumi e .. lupus in fabula .. i pozzi di petrolio dell'ENI.

Nessuno puo' dire con assoluta certezza se quegli idrocarburi e quei metalli pesanti riversati nel Pertusillo siano derivanti dai pozzi di petrolio, ma e' una ipotesi certo valida, e quasi solitaria, visto che ci sono ben poche alternative. Le foto parlano da se ed il semplice buonsenso punta in una direzione ben precisa.

Se non era per Colella e Di Bello, nessuno se ne sarebbe accorto.

Ci sara' qualcuno che indaghera'? Oppure, come detto al Congresso dei Geologi di Basilicata svoltosi a Potenza il 29-30 Novembre si dira' che il tutto e' causa di "qualcuno" che ha riversato kerosene nel lago?

L'Arpab, predisposta al controllo in Basilicata, ha qualcosa da dire? Ci saranno multe salate ai responsabili? Ci saranno bonifiche - pagate da chi ha inquinato? O dobbiamo aspettare che fra 10, 20, 30 anni tutto esploda come all'Ilva di Taranto per intervenire?

E quanto vale un lago inquinato? Qualcuno glielo dira' a quelli della Puglia che quell'acqua la berranno?

E siccome questo non e' un paese normale, proprio in questo giorni uno degli eroi di questa storia,
il tenente Giuseppe Di Bello e' stato sospeso dal servizio per avere denunciato l'inquinamento del Pertusillo!

Una nazione alla rovescia, veramente. Invece di ringraziarlo, gli si toglie il servizio! Ai miei occhi tutto questo e' strabiliante e spero che giustizia venga fatta e che chiunque abbia il potere di farlo, reintegri il tenente di Bello al piu' presto.

Occorre prendersela con i poteri forti, con gli speculatori, con chi inquina, e non con un onesto cittadino che semplicemente vuol sapere cosa c'e' dentro l'acqua che beve.




















Saturday, November 17, 2012

Il ruolo del geologo: Primo non prendere soldi dai petrolieri




"L’obiettivo primario è quello di focalizzare
l’attenzione sul ruolo che il geologo ha assunto
in relazione allo sfruttamento compatibile e
sostenibile
delle fonti fossili naturali."

 
Ai lucani: non credeteci.
Lo sviluppo sostenibile delle fonti fossili non esiste.
I geologi al soldo dell'ENI servono solo
a certificare il tuttapposto.
Vogliono solo arricchirsi sulla vostra salute.


Si svolgera' a Potenza e a Marsico Nuovo una conferenza di "tre giorni intensi" fatta dai petrolieri, per i petrolieri, a favore dei petrolieri e per dire che trivellare va bene.

E' il primo "congresso dei geologi di Basilicata" e si intitola "Ricerca, sviluppo ed utilizzo delle fonti fossili". 

Sara' una cosa cotta e mangiata fra di loro, per andare sulla stampa a dire "tuttapposto". Sara' una cosa di immagine, per far vedere, e per far sentire importanti gli scellerati politici e trivellanti di Lucania che loro sono "il progresso" e "lo sviluppo" e che "guardate qui c'abbiamo pure una conferenza per certificarlo".

Non ci sara' il Prof. Ortolani, non ci sara' il Prof. Stoppa, non ci sara' la Prof. Colella, geologi pure loro, ma non invitati perche' personaggi scomodi che nel corso degli anni hanno osato chiedere, mostrare dati di inquinamento, instabilita' e di dire alla gente che: no, guardate, non e' vero che e' tuttapposto.

Anzi, non e' tuttapposto niente.

Infatti, e' una conferenza sponsorizzata da Assomineraria, Confindustria, dalla regione Basilicata e da tutto il governo nazionale.






E certo, i soldi vanno a loro, mica a noialtri!

E cosi invitano solo i loro amici.

E' una conferenza fatta per "tecnici di tutti gli Ordini e Collegi, Operatori del settore Oil& Gas, Top Manager, Amministratori, Dirigenti e Funzionari della Pubblica Amministrazione, Studenti."

Notare gli studenti, cosi gli si puo' fare meglio il lavaggio del cervello.

Notare che e' per tutti meno che appunto i geologi che dicono la verita' - Colella, Ortolani, Stoppa.

Ci sono tutti ma non i residenti di contrada le Vigne, quelli che l'idrogeno solforato devono resipirarlo tutti i santi giorni.

Ci sono tutti ma non quelli che si sono ammalati di tumore, i contadini che non possono piu' coltivare i campi, gli allevatori le cui mucche non vogliono piu' mangiare l'erba inacidita.

Ci sono tutti ma non quelli che devono emigrare perche' non c'e' piu' lavoro, quelli che hanno visto sorgenti d'acqua chiudersi o laghi martoriati dalla monnezza dei petrolieri.

Ci sono tutti meno che le carpe morte dalla monnezza petrolifera, messa li nel Pertusillo a loro insaputa.

Dicono che

"L’obiettivo primario è quello di focalizzare l’attenzione sul ruolo che il geologo ha assunto in relazione allo sfruttamento compatibile e sostenibile delle fonti fossili naturali. La tematica verrà affrontata grazie all’intervento di relatori di altissimo livello tecnico ed istituzionale, con interessanti dibattiti ed una tavola rotonda sulla gestione ambientale e formazione professionale."

Interessanti dibattiti?

Ma se sono tutti d'accordo sul dire "si alle trivelle!"

.. Eh, la malafede.

Se uno volesse dare una risposta seria a quella domanda, non ci sarebbe mica bisogno di una conferenza.

Basterebbe il buon senso.

La risposta sul ruolo dei geologi e' semplicissima: il suo ruolo e' NON PRENDERE SOLDI DAI PETROLIERI E DI DIRE LA VERITA'.

Proteggere, difendere, denunciare, conservare per le generazioni future e magari ripristinare lo schifo fatto finora.

E invece sono qui che continuano con la storia delle "fonti fossili sostenibili"!!

Ma con che vino si sono ubriacati?

Notare che pero' lo sanno anche loro che stanno difendendo l'indifendibile, perche' anche se usano parole come "possibile", "sostenibile", "lezioni",  sono tutti zuccherini per mascherare altre parole come "impatti sull'ambiente", "scoppio", "inquinamento".

Scorrendo la lista, rabbrividisco, perche' ci sono nomi noti che si sa, solo li sono per propaganda e a cui, alla fine, importa solo il portafoglio.

Davide Tabarelli di Nomisma Energia per dire che il petrolio porta lavoro e benessere.
Ma.. se la Basilicata e' la regione piu' povera d'Italia!

Cristiano Re per parlare dell'indotto in Val D'Agri. Ma..  se il centro di incubazione che sorge attorno al centro oli e' tutto arruginito e con le ragnatele?  Questo era quello che voleva fare il turismo petrolifero in Val D'Agri!!!!

Sergio Morandi  per parlare del rischio geologico. Ma... se quello - ex dipendente ENI -  con la Mediterranean Oil and Gas voleva mollarci una nave-centro oli a 9 chilometri da riva lungo la costa dei trabocchi con tutti i suoi rischi di scoppi! L'abbiamo cacciato dall'Abruzzo, non gli sono ancora bastate le umiliazioni?

Paolo Macini per parlare dello scoppio BP. Dal suo CV: "Dal 1992 ad oggi è membro del Consiglio Direttivo Nazionale della Sezione Italiana della Society of Petroleum Engineers". Sara' un difensore d'ufficio per dire non che lo scoppio BP e' stato il piu' grande disastro della storia ambientale USA ma per dire che "abbiamo imparato le lezioni" ed ora trivelleremo meglio? Fra l'altro e' lo stesso che parla di stoccare la CO2 nei pozzi di petrolio in mare. Evviva.

Fabrizio Agosta per parlare degli affioranti in superficie. E' uno sponsorizzato da Shell e Total per studiare, innocentemente, sicuramente, le riserve petrolifere di Appennino e di Puglia.

Marco Mucciarelli per parlare della sismicita' indotta.  Quello che aveva detto che in Italia non c'e fracking. Mai sentito parlare di Ribolla? Sulcis? Evidentemente no.

“Non ci sono attività di fracking in Emilia Romagna, non ci sono in Italia, non ci sono in Europa.” 

Ipse dixit.

Andrea Borgia il quale a suo tempo mi chiese materiale sull'idrogeno solforato e Kilburn etc etc contro le trivelle sul Monte Amiata. E pure se gli risolvevo una equazione matematica. Ma a che gioco gioca? Che schifo.

Hanno pure chiamato uno dell'America, che guarda caso e' uno che dice che il fracking non fa venire i terremoti!

Tale Haydar Al-Shukri.  Nonostante anche Fox news - notoriamente di destra, conservatrice, alla Romney - affermasse che i terremoti attorno a Little Rock potessero essere attributi al fracking, il prof. Al-Shukri insisteva che siccome solo 280 su 10000 terremoti si erano scatenati vicini al pozzo,
allora il "fracking non c'entra."

E si, se li scelgono bene i relatori!

E come non riconoscere:

Giuseppe Tannoia per parlare della prevenzione ambientale. Oddio. Quello li e' venuto a Pescara nel 2008 con il suo bel vestito di lino color senape a difendere il Centro Oli. Fece una figura barbina perche' di idrogeno solforato e di emissioni e di conseguenze sulla salute ne sapeva piu' la casalinga di Ortona che lui. E infatti dopo il convegno per cercare di farmi il lavaggio del cervello, venne a dirmi che lui... era un ambientalista!!!!!

Oltre a Tannoia, per parlare di "prevenzione ambientale" c'e' tutta la cricca dei politici, primo fra tutti

Vito de Filippo. Ma... Vito de Filippo non aveva presentato una moratoria contro le trivelle in Basilicata?  E perche' adesso va al convegno dei petrolieri?

Ah si, certo: era solo propaganda!!!
Infatti era per finta la moratoria!


e poi lui, il ministro dell'Ambiente a cui non importa niente dell'Ambiente:  

CORRADO CLINI


Ci sono tanti altri nomi nell'opuscolo della conferenza e non ho il tempo per indagare su ciascuno.

Ma come vorrei sapere quanta di quella gente e' pagata dall'ENI, Assomineraria, MOG, Total, Shell. Come vorrei sapere quanta di quella gente sa cosa significa veramente vivere vicino ad un centro oli.  Come vorrei sapere quanta di quella gente manderebbe i suoi figli a bere l'acqua del Pertusillo.

Vorrei sapere come fanno a dormire tranquilli la notte.

Invece secondo la locandina avranno cene sociali, cabaret, timbri d'argento, buffet.  Chissa' magari si presenta pure Rocco Papaleo a fare l'intrattentore al piano bar.

Hanno pure le gite alla "sorgente naturale" di petrolio!
Sara' felice Cristiano Re!

E chi paga tutto cio?

Il contribuente italiano? La regione Basilicata? L'ENI? Le royalties? Mistero.

Mentre la gente respira H2S.

Mi chiedo perche' non gli danno invece "Carpe del Pertusillo" o "Acqua di Calvello" o "Fagioli della Val D'Agri" - con condimento da idrocarburi cucinati al vapore di H2S e con deliziosi metalli pesanti per contorno? 

Mi sento sporca solo a leggerle queste cose.

Uno schifo che piu' schifo non si puo'.
Anzi si.

Qual'e' lo schifo maggiore?

Che tutta questa gentaglia che vive in posti remoti - Milano, California, Londra, Roma e Little Rock -
puo' andare in Basilicata a dire che e' tuttapposto.

E poi ripartire, felici, rimborsati, sorridenti. Con la pancia e il portafoglio pieni.

E invece gli abitanti della Basilicata, non solo non sono invitati, ma non possono neanche manifestare il loro dissenso. La questura ha infatti negato al tenente di Bello di organzziare una manifestazione in cui esprimere la propria contrarieta' alla Basilicata petrolizzata. La Cina e' piu' democratica.

Agli abitanti di Basilicata, e d'Italia.  Non credeteci, e' tutto sporco, brutto, disonesto, ingannevole, falso.

Il petrolio gli ha annerito anche le coscienze.





Saturday, January 22, 2011

Sabino Bufo e la coerenza


Per chi viene dal blog di Grillo, qui il post sulla Sardegna.

Questo e' blog e' dedicato alla denuncia di danni ambientali perpetrati da ENI e da petrolieri in tutta Italia. Viene scritto da Los Angeles dove sono docente universitario. Non voglio niente. Faccio tutto questo perche' non posso accettare che ENI e compari pensino di poter distruggere la nostra penisola e restare impuniti, con l'assenso di politici ignoranti e servili.
Almeno che si vergognino un po.



Mi vengono inviati due filmati di Sabino Bufo, un professore ordinario di chimica agraria presso l'universita' di Potenza. Il primo e' in relazione ad un convegno svoltosi a Potenza in data 15 Gennaio 2011 e sponsorizzato dall'Universita' dalla Basilicata, l'altro in merito alla sua apparizione al TG3 lucano per commentare lo stesso convegno.

Il tema del suo intervento era "la complessita della composizione del petrolio" e dell'impatto che questo materiale ha sull'ambiente, e sulla salute dell'uomo.

Ci si riferisce alla presenza di zolfo che e' dannoso alla salute dell'uomo, "come riferito dalla professoressa Albina Colella".

In realta' quelle slide della professoressa Colella erano tutte mie (pari pari - stendiamo un velo pietoso) per cui mi sento chiamata direttamente in causa.

Il prof. Bufo fa una lunga disquizione, e parla di tumori in relazione a mutagenesi e teragenesi e tumori. Deve ammettere anche lui che ci sono effetti tossici negli organismi acquatici e nella catena alimentare, che i dervati del petrolio sono "potenzialmente tossici" e che con la lavorazione e l'arrivo in superficie del petrolio possono crearsi sostanze ancora piu pericolose di quelle che erano sottoterra.

Conclude dicendo, riferendosi al petrolio, che:

con l'impatto in ambiente e quindi con l'azione del sole e dell'aria si formano sostanze tossiche per le quali bisogna prendere precauzioni molto piu' importanti

Interessante pero' che poi va al telegiornale a dire che

non sappiamo nulla di quello che e' l' impatto delle perforazioni petrolifere sulla qualita' della vita in generale
.

Il convegno lo sentono in 100, il tg tutta la Basilicata.

Nella mia opinione, il messaggio che passa al popolo e' che il professore ha detto che non si sa, per cui andiamo avanti.

Dal curriculum pubblico di questo Bufo viene fuori che e' stato un impiegato dell'ENI, negli anni '80. Cosi dice il suo CV:

Researcher at ASSORENI and ENIRICERCHE, the Association among Companies of ENI Industrial Group (National Petroleum Company - Holding) for Research Development and Planning (1982-1984).

Interessante e' che adesso sia parte del dipartimento di agricoltura, foreste e dell'ambiente, e che sia un esperto di soil remediation, cioe' come ripulire il territorio dall'inquinamento.

La mia domanda e': dov'era il professor Bufo 20 anni fa a parlare di effetti teragenesi, di tumori e di mutagenesi ai suoi concittadini?

Dov'era lui a fare le battaglie per la sua gente? O almeno a spiegare queste cose al popolo lucano? Dove erano lui e tutti questi altri professori lucani PRIMA?

Perche' Bufo e gli altri dell'Universita' della Basilicata non hanno fatto la loro parte per EVITARE che la Basilicata diventasse un campo petrolifero? Perche' non fanno la loro parte ADESSO per evitare la proliferazione di altri centri oli, di altri pozzi?

Perche' non dicono una parola sulla stampa a favore di Bolognetti?

Perche' non dicono niente sulla stampa del responsabile di tutto cio' - l'ENI?

Ad esempio, non mi risulta che l'Universita' della Basilicata abbia preso posizioni pubbliche sulla questione del pozzo di petrolio dietro l'ospedale che l'ENI voleva costruire a Marsicovetere, o sull'inquinamento della diga del Petrusillo, o sulla sorgente dell'Acqua di Calvello.

E non mi venissero a dire che "non si sapeva" o che "non ci si puo' mettere contro l'ENI".

Si sa tutto. Si puo' tutto. Basta volerlo e dedicarcisi anima e corpo, senza paura.

E' troppo facile cosi, e come dico sempre, uno che sta all'universita' ha il dovere morale di fare le cose buone per la comunita' in cui vive, come ce l'hanno i medici, i preti. Come in realta' ce l'hanno tutti.

Un'abbraccio a tutti quelli della OLA, gli unici che invece la coerenza ce l'hanno da vendere.



Sabino Bufo In TV:


Sabino Bufo al convegno:

Sunday, January 9, 2011

L'Italia vs. Il Tenente di Bello e il giornalista Maurizio Bolognetti


If you are neutral in situations of injustice,
you have chosen the side of the oppressor.

Archbishop Desmond Tutu

Dedicato alla Chiesa Cattolica Lucana,
all'Universita' della Basilicata,
al governatore Vito De Filippo,
al PM Salvatore Colella,
incapaci di difendere gli onesti
dalla prepontenza dei forti


Sono letteralmente scandalizzata e profondamente rattristata dal trattamento antidemocratico riservato dalle autorita' lucane al Tenente Giuseppe di Bello e al giornalista Maurizio Bolognetti.

I due non hanno nessuna colpa, ai miei occhi almeno, se non quella di avere cercato la verita' , di essersi posti domande, e di avere voluto fare sapere a tutti, a proprie spese, tempo ed energia, che l'acqua di varie dighe lucane e' inquinata. E invece di ringraziare i due per il loro lavoro, i magistrati lucani li denunciano, li chiamano in procura, li sospendono dal lavoro, come dei criminali.

E' scandaloso, e mi vergogno per loro.

Della storia dell'acqua e dei campi avvelenati in Basilicata dall'ENI e da Total, abbiamo gia' parlato varie volte in questo blog.

Sorgenti idriche millenarie a Calvello con Acqua dell'Abete e della Terra chiuse per inquinamento, molto probabilmente da rifiuti petroliferi, campi di Corleto Perticara che custodivano rifiuti tossici targati Total e i cui prodotti la gente ha mangiato per anni, e l'acqua potabile contaminata in alcune dighe lucane.

La storia di Di Bello e di Bolognetti e' molto semplice.

Il dipartimento ambiente della Regione Basilicata il 5 e il 18 novembre 2009, compie dei monitoraggi nelle dighe di Monte Cotugno, Pertusillo, Camastra e Savoia di Lucania. Si registrano colibatteri fecali, sintomo del malfunzionamento di depuratori e sostanze tossiche chimiche industriali.

Questi risultati vengono invitati al tenente di Bello con pregehiera di diffonderli fra i portatori di interessi diffusi. Lui obbedisce e ne parla con politici e giornalisti, fra cui Bolognetti. Vivono li, non sono portatori di interesse?

A Gennaio 2010 Bolognetti e Di Bello decidono di indagare in modo indipendente sulla qualita' delle acque in queste dighe. Vanno con un chimico a prelevare i campioni e fanno fare le analisi alla filiale di Vasto della ditta Biosan, la cui sede principale e' in Michigan. Le analisi sono state pagate dall'associazione Coscioni, Nessuno tocchi Caino, i Radicali.

I risultati decretano senza ombra di dubbio la presenza di un grave inquinamento di origine biologica e chimica sulle acque di queste dighe. In particolare per la diga del Pertusillo la Biosan disse che il campione non rientrava nei limiti di qualità delle acque destinate al consumo umano.

Acqua avvelenata, dunque.

L'elegante PM di Potenza, Salvatore Colella, invece di andare a chiedere all'ENI, alla Total e alle altre ditte industriali della zone che cosa ne facessero dei rifiuti petroliferi e industriali, e se per caso c'entrino con l'acqua delle dighe non adatta al consumo umano, decide di prendersela con Bolognetti e Di Bello.

E' piu' facile prendersela con due cittadini alla ricerca della verita' che con petrolieri e industriali, eh?

E cosi' inizia il calvario di Bolognetti e di Di Bello. A Marzo 2010 i due vengono convocati dai carabinieri, e poi la casa di Bolognetti viene perquisita (stile Corea del Nord) alla ricerca di materiale pericoloso. Neanche ce l'avesse messa lui la monnezza tossica nelle dighe!

Dice Bolognetti:

All’inizio ho pensato di esser stato convocato per avere notizie sugli esposti riguardanti vicende di inquinamento di Tito, della Val Basento, di Fenice o per essere ascoltato sulla denuncia presentata in procura nei confronti di alcuni dirigenti dell’Arpab. Non è così: la procura di Potenza vuole conoscere la mia fonte sulla vicenda dell’inquinamento degli invasi. In pochi minuti passo dal ruolo di accusatore a quello di imputato. Il sostituto procuratore di Potenza, Salvatore Colella, dispone la perquisizione della mia abitazione, negandomi la possibilità di avvalermi del segreto professionale, in quanto non iscritto all’albo dei giornalisti. Sono rinviato a giudizio insieme al tenente Di Bello.

Roba da matti! Ci sara' qualcosa di illegale nel sapere cosa si beve?

Non finsice qui. Fra maggio e giugno 2010 nella diga si reigstrano strane morie di pesci. A Luglio 2010, il tenente di Bello viene sospeso dal lavoro per due mesi e senza stipendio. Tutto questo nonostante, come ricorda Bolognetti, la convenzione di Aarhus dice:

In caso di minaccia imminente per la salute umana o per l’ambiente, imputabile ad attività umane o dovuta a cause naturali siano diffuse immediatamente e senza indugio tutte le informazioni in possesso delle autorità pubbliche che consentano a chiunque possa esserne colpito di adottare le misure atte a prevenire o limitare i danni derivanti da tale minaccia.

Da allora fino ad adesso, nessuna voce di solidarieta' per Bolognetti e per Di Bello, ne dalla chiesa cattolica, ne dal presidente di regione Vito di Filippo, ne da parte del corpo docente dell'Universita' della Basilicata, neppure da parte di enti lucani preposti al monitoraggio e alla difesa della salute, come l'ARPAB dell'ex direttore Vincenzo Sigillito, e oggi del nuovo direttore Raffaele Vita.

Il 26 gennaio 2011 Bolognetti e Di Bello dovranno comparire di fronte al Gup di Potenza per violazione del segreto d’ufficio e per un "disegno criminoso consumato da un’associazione a delinquere costituita dal tenente della Polizia Provinciale di Potenza Giuseppe Di Bello e
Maurizio Bolognetti".

Farebbe anche ridere, se non che fa piangere.

Perche'il PM Colella non va a perquisire i documenti dell'ENI e della Total?



Fonti: La gazzetta del Mezzogiorno
La gazzetta del Mezzogiorno 2