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Sunday, January 9, 2011

L'Italia vs. Il Tenente di Bello e il giornalista Maurizio Bolognetti


If you are neutral in situations of injustice,
you have chosen the side of the oppressor.

Archbishop Desmond Tutu

Dedicato alla Chiesa Cattolica Lucana,
all'Universita' della Basilicata,
al governatore Vito De Filippo,
al PM Salvatore Colella,
incapaci di difendere gli onesti
dalla prepontenza dei forti


Sono letteralmente scandalizzata e profondamente rattristata dal trattamento antidemocratico riservato dalle autorita' lucane al Tenente Giuseppe di Bello e al giornalista Maurizio Bolognetti.

I due non hanno nessuna colpa, ai miei occhi almeno, se non quella di avere cercato la verita' , di essersi posti domande, e di avere voluto fare sapere a tutti, a proprie spese, tempo ed energia, che l'acqua di varie dighe lucane e' inquinata. E invece di ringraziare i due per il loro lavoro, i magistrati lucani li denunciano, li chiamano in procura, li sospendono dal lavoro, come dei criminali.

E' scandaloso, e mi vergogno per loro.

Della storia dell'acqua e dei campi avvelenati in Basilicata dall'ENI e da Total, abbiamo gia' parlato varie volte in questo blog.

Sorgenti idriche millenarie a Calvello con Acqua dell'Abete e della Terra chiuse per inquinamento, molto probabilmente da rifiuti petroliferi, campi di Corleto Perticara che custodivano rifiuti tossici targati Total e i cui prodotti la gente ha mangiato per anni, e l'acqua potabile contaminata in alcune dighe lucane.

La storia di Di Bello e di Bolognetti e' molto semplice.

Il dipartimento ambiente della Regione Basilicata il 5 e il 18 novembre 2009, compie dei monitoraggi nelle dighe di Monte Cotugno, Pertusillo, Camastra e Savoia di Lucania. Si registrano colibatteri fecali, sintomo del malfunzionamento di depuratori e sostanze tossiche chimiche industriali.

Questi risultati vengono invitati al tenente di Bello con pregehiera di diffonderli fra i portatori di interessi diffusi. Lui obbedisce e ne parla con politici e giornalisti, fra cui Bolognetti. Vivono li, non sono portatori di interesse?

A Gennaio 2010 Bolognetti e Di Bello decidono di indagare in modo indipendente sulla qualita' delle acque in queste dighe. Vanno con un chimico a prelevare i campioni e fanno fare le analisi alla filiale di Vasto della ditta Biosan, la cui sede principale e' in Michigan. Le analisi sono state pagate dall'associazione Coscioni, Nessuno tocchi Caino, i Radicali.

I risultati decretano senza ombra di dubbio la presenza di un grave inquinamento di origine biologica e chimica sulle acque di queste dighe. In particolare per la diga del Pertusillo la Biosan disse che il campione non rientrava nei limiti di qualità delle acque destinate al consumo umano.

Acqua avvelenata, dunque.

L'elegante PM di Potenza, Salvatore Colella, invece di andare a chiedere all'ENI, alla Total e alle altre ditte industriali della zone che cosa ne facessero dei rifiuti petroliferi e industriali, e se per caso c'entrino con l'acqua delle dighe non adatta al consumo umano, decide di prendersela con Bolognetti e Di Bello.

E' piu' facile prendersela con due cittadini alla ricerca della verita' che con petrolieri e industriali, eh?

E cosi' inizia il calvario di Bolognetti e di Di Bello. A Marzo 2010 i due vengono convocati dai carabinieri, e poi la casa di Bolognetti viene perquisita (stile Corea del Nord) alla ricerca di materiale pericoloso. Neanche ce l'avesse messa lui la monnezza tossica nelle dighe!

Dice Bolognetti:

All’inizio ho pensato di esser stato convocato per avere notizie sugli esposti riguardanti vicende di inquinamento di Tito, della Val Basento, di Fenice o per essere ascoltato sulla denuncia presentata in procura nei confronti di alcuni dirigenti dell’Arpab. Non è così: la procura di Potenza vuole conoscere la mia fonte sulla vicenda dell’inquinamento degli invasi. In pochi minuti passo dal ruolo di accusatore a quello di imputato. Il sostituto procuratore di Potenza, Salvatore Colella, dispone la perquisizione della mia abitazione, negandomi la possibilità di avvalermi del segreto professionale, in quanto non iscritto all’albo dei giornalisti. Sono rinviato a giudizio insieme al tenente Di Bello.

Roba da matti! Ci sara' qualcosa di illegale nel sapere cosa si beve?

Non finsice qui. Fra maggio e giugno 2010 nella diga si reigstrano strane morie di pesci. A Luglio 2010, il tenente di Bello viene sospeso dal lavoro per due mesi e senza stipendio. Tutto questo nonostante, come ricorda Bolognetti, la convenzione di Aarhus dice:

In caso di minaccia imminente per la salute umana o per l’ambiente, imputabile ad attività umane o dovuta a cause naturali siano diffuse immediatamente e senza indugio tutte le informazioni in possesso delle autorità pubbliche che consentano a chiunque possa esserne colpito di adottare le misure atte a prevenire o limitare i danni derivanti da tale minaccia.

Da allora fino ad adesso, nessuna voce di solidarieta' per Bolognetti e per Di Bello, ne dalla chiesa cattolica, ne dal presidente di regione Vito di Filippo, ne da parte del corpo docente dell'Universita' della Basilicata, neppure da parte di enti lucani preposti al monitoraggio e alla difesa della salute, come l'ARPAB dell'ex direttore Vincenzo Sigillito, e oggi del nuovo direttore Raffaele Vita.

Il 26 gennaio 2011 Bolognetti e Di Bello dovranno comparire di fronte al Gup di Potenza per violazione del segreto d’ufficio e per un "disegno criminoso consumato da un’associazione a delinquere costituita dal tenente della Polizia Provinciale di Potenza Giuseppe Di Bello e
Maurizio Bolognetti".

Farebbe anche ridere, se non che fa piangere.

Perche'il PM Colella non va a perquisire i documenti dell'ENI e della Total?



Fonti: La gazzetta del Mezzogiorno
La gazzetta del Mezzogiorno 2

9 comments:

Anonymous said...

if you are neutral in situations of injustice,
you have chosen the side of the oppressor è vero MR, quanto è vero!!! come si fa a rimanere indifferenti a queste malefatte? cavoli, l'acqua la bevono tutti!!Ma spesso in Italia c'è il motto "non schierarsi mai, mai prendere una posizione" perchè poi di punto in bianco i rapporti di potere, le forze in carica cambiano, e per molti "oppositori" ci sono spesso ripercussioni come quelle a Colella io Di Bello. Che vigliacchi, noi italiani, lo rilevo un pò in tutti i campi........

mario franco basilico said...

Che accadono questi episodi, per me non è più una novità, i capelli mi cadono perchè li fanno con vanto, con ricchi premi ed accalamazione del popolo e la benedizione della...

davide said...

che schifo.
esprimo massima solidarietà al tenente Di Bello e al giornalista Bolognetti.

quando sopraggiungono prove o "incomprensioni"esterne , nelle stesse inevitabili ferite interiori, trovano origine le migliori forze creatrici.
SIAMO CON VOI

oil&gas said...

giusto una semplice domanda a voi tutti ambientalisti, scienziati e non, che fate studi approfonditi e scientifici impeccabili: avete mai calcolato quante emissioni producete viaggiando in lungo e largo sul nostro pianeta? Se siete coerenti dovreste muovervi solo in bicicletta o con mezzi ad energie alternative: lo fate? Siete coerenti o vi fate belli\splendidi? Regards to all of you

maria rita said...

ancora con queste balle - a cui ho risposto molte e molte volte - possibile che voi petrolieri non sappiate inventarvi altri temi?

comunqe, lei puo' pensare quello che vuole, ma DISTREGGERE il pianeta, e la vita della gente in nome del dio petrolio e' inacettabile.

uno che ragiona come lei e' o ignorante in materia o di parte. non ci sono alternative.

oil.gas.abruzzo@gmail.com said...

Innanzitutto se fossi un petroliere non starei di sicuro qui a scrivere sul Suo blog; visto il modo come si pone verso una persona che si è permessa di chiederle un chiarimento direi che sarà anche rispettosa dell'ambiente ma poco del prossimo.
Poi, se mi permette, con tutto il rispetto per la sua posizione nelle università in USA leggendo qualche passaggio sui suoi scritti direi che di ignoranza sulla materia delle attività petrolifere se ne trova abbastanza, confondendo spresso “ceci con fagioli”, immagino anche per meglio confondere le idee dei umili cittadini che ovviamente in buona fede si fidano di quello che scrive un universitario. Una persona seria, soprattutto un accademico, prima di esporsi in questo modo dovrebbe essere sicuro di quello che scrive e dei termini che usa: facendo diversamente non fa altro che dare una idea ancora più triste di quella reale delle competenze del mondo universitario.
Puo' darsi che sia di parte: lavoro nel settore, ma oltre che guadagnarci lo stipendio, mi permette di andare a lavorare, viaggiare, vivere una vita confortevole, così siamo abituati…..
…come Lei\Voi, d’altronde, ma almeno ho il coraggio di ammetterlo.
Vi consiglierei, per coerenza, di lasciare la california e di trasferisvi, ad esempio, sulle isole fiji (dove sono passato) dove si vive al minimo del consumo di energia, poi mi racconta (tramite qlc cartolina, di sicuro non via web)
Cordialmente

Anonymous said...

gentile "oil" - ma lei un nome ce l'ha??io credo che essere rispettosi dell'ambiente è un dovere verso se stessi... se per lei (come da altro post) fare qualcosa senza in cambio del denaro è così incomprensibile, credo che la sua vita abbia solo un valore numerico, di cifre... ma cio che ha valore realmente non sa dov'è di casa. Mi spiace molto per lei. Lisa

Assunta said...

Rispondo al "Signor" Oil&amp gas.
Te sei calcolato il peso del tuo cervello, il diametro e quant'altro?
Sto a studià il processo de ominazione e m'è venuto questo dubbbio.
Me so detta : "Dovesse fa che Oil è un Egittopiteco? Me fai sapè le tue misure?
Cerca de perde tempo con altri oil pecchè qua nun c'è trippa pè gatti.

wanadobee said...

@Oil&Gas:

Maria Rita, non so nemmeno che le pubblichi a fare queste frescure. Come non so che ci vinee a fare un petroliere su questo blog.

Possiamo discutere all'infinito con tipi come lui ma la scienza parla chiara, dalla loro parte c'e' solo la propaganda. Lui crede che siamo usciti dall'eta' della pietra perche' sono finite le pietre, noi che ne siamo usciti quando abbiamo trovato di meglio.

Anche all'uomo delle caverne doveva sembrare impossibile vivere fuori da una caverna, eppure ne abbiamo fatta di strada.

Noi vogliamo usare meno petrolio e piu' intelligentemente per archiviare una era storica fatta di guerre in nome del petrolio, corruzione, sfruttamento, malattie, inquinamento e disastri naturali. Noi vogliamo di meglio, vogliamo il sole e il vento.

Caro Oil&Gas, torna a raccontare queste argomentazioni da terza elementare altrove. Stiamo molto piu' avanti.

Ad accusare MR di essere ignorante si fa presto, ma poi perche' Eni per primi e tutti gli altri petrolieri sono sempre scappati dal confronto ? La hanno incontrata una volta con uno stuolo di ingegneri, psicologi, consulenti etc... e hanno capito che non era aria. Ma ci faccia il piacere....