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Monday, January 17, 2011

L'ENI e il suo online reputation management




The creation of cultural moments is never a cost,
but always an investment.


Dal sito ENI
Si, un investimento per ripulirsi la coscienza

Ci avevamo azzeccato. Dei fanatastici 4 propagandati al convegno in Canada di Lucia Annunziata - regole, rispetto, reputazione e diritti - quello che all'ENI veramente interessa e' la reputazione.

Infatti vengono quasi ogni giorno a leggere questo blog e ogni tanto immettono i miei post dentro questo sito, che si chiama proprio cosi: ENI online reputation management.

Cioe' hanno un sito apposta - e credo gente pagata apposta - per monitorare cosa si dice di loro in giro per internet. Il sito e' chiuso da una password, ma a me basta sapere che sono preoccupati della loro immagine, per sapere che stiamo facendo bene e che questa e' l'unica strada.

Occorre continuare cosi a farli vergognare di quello che fanno - e non perche' io voglia puntargli il dito a casaccio, ma solo perche' la vergogna e' l'unica cosa che li portera' - forse - a comportarsi come si deve.

E' la vergogna che li spinge a sponsorizzare serate alla scala, mostre di Caravaggio, parchi al petrolio e che porta Assomineraria a dire che occorre "creare consensi". E' questa la nostra unica arma: dirlo a tutti lo schifo e i soprusi che vanno facendo in giro per l'Italia.

E dunque, ai cittadini di tutta Italia avvelenati dall'ENI da Porto Marghera a Gela, dico solo di continuare a scrivere, a postare, a spargere la voce che questa societa' ha molto, molto da farsi perdonare e per cui chiedere scusa.

Non vogliamo parchi al petrolio, cara ENI ma un fine al trivellamento selvaggio dell'Italia tutta.

Non ci servono serate alla scala, ma un fine alla gente che muore per colpa della vostra "ricerca spasmodica" dei risultati.

Non ci servono mostre su Caravaggio ma un fine alla corruzione e agli inganni di cui siete reponsabili in giro per il pianeta, dalla Nigeria, fino ad Ortona.

Non ci serve che all'aereoporto di Venezia mettiate un cartello con su scritto "benvenuti a Venezia", quando poi volete trivellare a 10 km da quella citta', senza vergogna.

L'opinione pubblica e' una brutta bestia, e alla fine anche l'ENI dovra' capire che nel mondo connesso e globale, ti devi per forza comportare bene, volente o nolente.

9 comments:

Leo d'Alessandro said...

Bene!

davide said...

questa domenica in cantina ho trovato una rivista per lo sviluppo sostenibile che leggevo 10 anni fa (ingenuo!)
edizioni il mulino, fondazione eni enrico mattei!!!
il numero del primo quadrimestre 2001 ha come titolo:
"il cambiamento climatico"
e poi in seconda(ma anche terza e quarta) di copertina una bella pubblicità del cane a sei zampe con uno splendido campo fiorito! e banzanate del genere :"
riduzione delle emissioni in atmosfera, scarichi idrici e della produzione di rifiuti .."
senza ovviamente dare dati quantitativi!!
mi chiedo :sono almeno 10 anni che diminuiscono molto,moltissimo..
ma saranno mica arrivati in negativo ora??
cioè vuoi vedere che tra poco ci diranno che emettono ossigeno puro adesso???

maria rita said...

notare, che hanno appena tirato giu' il sito. menomale che mi sono salvata la schermata! che ridicoli!

Anonymous said...

sono anche tonti

Anonymous said...

Ma perché chiedere ad ENI di moderare o smettere la sua attività? ENI, e non solo, esiste perché milioni di italiani, tutti i giorni, usano il proprio automezzo per spostarsi per lavoro o per diletto.
La tua domanda di moderazione o di cessazione di attività forse dovrebbe essere rivolta agli utenti, che con le loro azioni giustificano l'esistenza di ENI e non solo ENI.
Ma questo è difficile, vero?
Leo altro

davide said...

Leo altro,
sicuramente il potere dei consumatori è enorme,quidni il problema di noi utenti c'è, tuttavia mi pare tu ponga il rapporto tra produttore e consumatore energetico simile al rapporto(nonchè millenario dilemma) tra corrotto e corruttore. (chi è peggio?), mentre a me sembra diverso.
mi spiego meglio.
quando si è iniziato con il petrolio non si conoscevano minimamente gli effetti che un suo consumo massiccio avrebbe potuto creare,nè tanto meno che la sua sola estrazione fosse così invasiva.
si è legittimamente costruita una economia mastodontica sul petrolio,
diciamo in buona fede, ma-ed è qui il problema- anche dopo essersi resi conto (sono almeno 30 anni!) che i combustibili fossili non erano e non sarebbero stati piu compatibili con uno sviluppo sostenibile,si è continuato su questa insana strada per inerzia e comodità...negando o nascondendo gli "effetti collaterali".
ora il ragionamenteo è:
sei tu produttore che, se sorgono problemi, devi adeguarti a cambiare rotta (es.investendo in ricerca, dato che il fenomeno su cui si basa il fotovoltaico è stato osservato già fin dal 1876!), ed offrirmi un prodotto sano.
non sono io consumatore (almeno non dovrei essere!) a dover investigare quanto sei onesto e/o controllare i danni che fai e mi fai fare all ambiente.
un prodotto si dovrebbe poter mettere sul mercato solo se è "pulito" ed io dovrei poter comprare in serenità!
così per i palloni fatti dai bambini, etc...
se tu sei un bastardo, io come posso scoprirlo?
è da relativamente pochi annii che sono uscite le guide al consumo critico...
ma tutto nasce sempre da una scorrettezza di fondo del produttore!
il cosnumatore, per definizione, si dovrebbe limitare a consumare,stop.
da qualche anno sappiamo che dobbiamo pure investigare per non dare i nostri soldi a farabutti!

so è un problema enorme politico-economico,ma ripeto,
se io ho sete e tu sul mercato mi dai acqua sporca perchè guadagni di più, sei tu il delinquente e non io il complice!
ognuno deve fare il proprio mestiere,
mentre questi petrolieri vogliono raschiare il barile, per guadagnare di più,per svogliatezza, incapacità, comodità.etc.
sorry i write quickly,
i hope is comprensible!

Viler said...

"anomalia di funzionamento"

Anonymous said...

Abito in una proviancia dove sono stati perforati più di 400 pozzi di petrolio, e dove ci sono stati diversi blow-out in passato.
Stranamente non siamo tutti morti, ma probabilmente questo succederà presto.
Invidio molto le persone che fanno a meno del petrolio, si muovono a piedi e in bicicletta, e non usano aerei, bravi.
Purtroppo nel mondo reale le cose vanno diversamente,e i paladini dell'ecologia non sono tanto disposti a tirar fuori il portafoglio per favorirla.

Arturo

davide said...

io non t'invidio!