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Saturday, January 1, 2011

Lucia Annunziata - ENI - al Congresso Mondiale dell'Energia





For the ignorance of the public
is the real capital of monopoly


Henry Demarest Lloyd (1894)
Giornalista - altro che Lucia Annunziata.


Qualche mese fa a Montreal si e' svolto il 21esimo Congresso Mondiale dell'Energia, dal 12 al 16 settembre. Il giorno 15 settembre una tavola rotonda promossa dall'ENI sui "fantastic four": rules, rights, reputation, respect. Cioe' regole, diritti, reputazione e rispetto.

Si, avete letto bene. L'ENI che promuove regole, diritti, reputazione e rispetto. Direi che delle quattro l'unica che davvero gli interessa e' la reputazione. Il far vedere, il fingere, il nascondere tutto lo schifo quotidiano che fanno in giro per l'Italia e per il mondo, dalla Nigeria a Viggiano.

A rappresentare l'ENI a Montreal, Lucia Annunziata, presidente del comitato editoriale OIL, la rivista patinata dell'ENI, che le serve a fare propaganda e a dipingersi di verde, quando invece e' una ditta sporca di inquinamento, mazzette e diritti negati ovunque.,

I temi del dibattito erano molto interessanti, e fa molto ridere che nella pratica l'ENI si comporti esattamente al contrario di quello che dice ai convegni asettici del Canada:

1) Lotta alla coruzione. Ma come - se proprio in questi giorni l'ENI esce bastonata economicamente dal patteggiamento e dalla condanna al pagamento di milioni e milioni di dollari dalla SEC, in Kazakhistan, in Nigeria, proprio per corruzione?

2) Promozione di un comportamento etico. Ma come - se loro stessi lo dicono ai loro studenti all'ENI Corporate School che sono i primi a non rispettare il codice che si sono dati da soli e che le regole sono una sorta di carrozzone ingombrante?

3) Integrare il concetto di trasparenza. Ma come - se a Viggiano, c'e' stata proprio qualche giono fa una nube tossica di idrogeno solforato e l'ENI dice che era "anomalia di funzionamento" e che dunque non c'e' nessun diritto a sapere da parte dei cittadini ne' quanto H2S ci fosse li dentro, ne' quanto tempo e' durata questa fuga, perche' e cosa si e' rotto. Nulla.

L'ENI non spiega neanche cosa l'H2S a suoi dipendenti. Proprio una gran bella trasparenza. O vogliamo parlare dei contadini intimiditi a vendergli le loro terre al Feudo di Ortona? O del fatto che volevano costruire un pozzo di petrolio dietro l'ospedale, a 200 metri dalle case in Basilicata?

Sono proprio ridicoli. Parlano di "rispetto delle regole soprattutto in materia di sicurezza", poi il loro capo dice che rimpiange i tempi in cui le regole erano violate a destra e a manca - cioe' fino ad oggi e per 30, 40 anni - in nome dei profitti e dei risultati.

Lucia Annunziata dovrebbe solo vergognarsi. Un giornalista serio e indipendente non va a fare il presidente del comitato editoriale di OIL. Magari sarebbe prima andata in Basilicata a parlare con la gente normale che subisce inquinamento, regole non rispettate, corruzione e intimidazioni dall'ENI e dai suoi associati ogni santo giorno. Come quando gli dicono che ad inquinare non sono le stazioni di desolforazione e l'incenerimento constante, ma i pastori!

Quindi, come sempre, tanti blablabbla inutili.

Mi domando quando l'ENI e Lucia Annunziata si siederanno davanti alla gente di Basilicata e gli chiederanno umilmente scusa per avere distrutto campi, sorgenti idriche, laghi, vigneti e meleti, e soprattutto per avergli distrutto la speranza di un futuro migliore. Ovviamente non c'e' solo la Annunziata, ma c'e' tutto un sistema che marcia lungo queste linee e che all'ENI sta bene, proprio perche' quel che le interessa e' la propaganda, la reputazione, non la verita'.

Il tutto in nome del profitto, e del 150.000 euro che l'ENI da a Ms. Annunziata per fargli propaganda su OIL. Il giornalismo vero e' un'altra cosa, cara Lucia Annunziata.

6 comments:

Anonymous said...

Maria Annunziata come gli altri ingranaggi del sistema dovrebbero solo vergognarsi veramente... Venduti al potere per soldi per loro superflui e sulla pelle della gente. Purtroppo non chiederanno mai scusa a nessuno, spero solo che qualcuno di loro ti legga, e almeno un pò si vergogni

Vincenzo said...

Il problema non è solo Lucia Annunziata e il petrolio: in Italia di "giornalismo vero", che cerca di mettere in difficoltà il potere, di fare inchieste, di far emergere la verità non è che ce ne sa molto...

Anonymous said...

Pecunia non olet dicevano i nostri avi e qindi che c'è di strano? 150.000 € fanno sempre comodo per qualche vacanza e regalino extra. Diciamo che a questa sinistra penosa radical chic tutta cachemire e lobbies non crede più nessuno.

davide said...

è veramente scandaloso che ad un congresso mondiale sull energia ci vada una che non sa neanche come funziona la propria caldaia di casa! e sia chairo, non in veste di giornalista, ma rapresentante dell eni!


lucia hai dimenticato quando, adolescente,scorrazzavi nei coridoi del liceo scientifico tasso di salerno, e montando delle gran proteste per i diritti delle donne, per i diritti degli operai, contro il sistema capitalistico, contro le multinazionali (anche non inquinanti!), etc...
che tristezza!
vabbè,imborghesita pure tu, come tanti...
ma almeno un minimo di pudore ad offrirsi!

davide said...

addirittura eri tanto comunista che rompevi accusavi i tuoi colleghi universitari moderati di essere borghesi nel votare Aldo Moro,(al fianco del cui nome tu sei meno di una nanoparticella ),
ed ora per 4 lemticchie, diciamo 150, ti sei ridotta tanto in basso?
blaaaaaa

Ivo Menna said...

sarebbe utile informare il quotidiano Il Manifesto della parabola di Lucia Annunziata, la cui storia giornalistica parte proprio dai suoi articoli veementi contro il sistema capitalistico, e poi integrarsi nel sistema corruttivo, difendere e ricevere dallo stesso denaro e privilegi in barba ai solenni e proclamati principi comunisti. ma non si vergognerà mai di questa conversione. Forse cio'era scritto nel suo genetico mentale culturale.
ivo menna ambientalista storico vasto